Mme. Curie si trovava in viaggio per Varsavia, nell'aprile del 1925 e dal suo stesso treno scendeva il famoso pugile William Dempsey, acclamato dalle folle radunate sulla banchina. Così ragionò sul fenomeno di quelle folle, che anche a lei non mancavano e di cui si lamenta spesso. In una missiva alla figlia Irène Curie, la doppia premio nobel scriveva: «Chissà se in fondo c'è una gran differenza fra l'acclamare Dempsey e l'acclamare me? Mi sembra che il fatto stesso di acclamare qualcuno in questo modo abbia in sé qualcosa di sconveniente, qualunque sia l'oggetto della manifestazione». Era convinta che gli scienziati impegnati nella promozione e divulgazione della scienza non perdessero mai di vista il loro obiettivo: diffondere pubblicamente i valori della scienza moderna, parlare della scienza come forma di pensiero, fondamentale per lo sviluppo della democrazia e del cosmopolitismo, e non come strumento al servizio dell’economia e della guerra. Un obiettivo da portare avanti “senza cadere nell’esibizionismo” ed evitando ogni forma di “vanità”. Rifletteva sugli esiti delle nuove scoperte scientifiche, soprattutto sulla risonanza mediatica e il ruolo della società. Sapeva che ampio uso commerciale e smodato avevano avuto i prodotti contenenti sostanze radioattive, dalla semplice acqua arricchita, a cibi, cosmetica e terme. Esempi famosi: la crema Tho-Radia, promossa da uno sconosciuto dr. Alfred Curie o l'impiego del radio nei quadranti d'orologio. Questi fenomeni si verificavano in una società simile alla nostra: i benefici della produzione di massa; importanti cambiamenti sociali per i ceti sociali subalterni, le donne, etc.; l'epoca di fiducia e benessere; il primo lato della medaglia che sarebbe scivolato nel ben più tragico lato b del primo Novecento. Bisogna anche comprendere il contesto e la figura della scienziata: è vero, frequentava le sedute spiritiche assieme al marito Pierre, ma allora la scienza stessa era accusata di un ritorno alle trasmutazioni alchemiche. Invece è lo spirito più autentico della scienza dell'epoca e in assoluto, aperta al cambiamento, e Curie è una figura chiave alla formazione della scienza contemporanea. Criticava i fenomeni di massa, la pseudoscienza, ma è morta per aver maneggiato incautamente prodotti radioattivi nei suoi esperimenti, lol. C'è anche da dire che l'analisi scientifica applicata alle pseudoscienze ha dato impulso allo sviluppo dei moderni studi di psicologia e fisiologia. L'epoca di Curie ha già visto anni e anni di trattazioni scientifiche, che confutano vari fenomeni legati alle false credenze e distorsioni delle teorie scientifiche. Non è questo il punto, ma che Mme. Curie fosse una persona esempio di progresso, umanità e intelletto. Fotogramma dal film "Radium girls". La nostra è una crisi culturale e sistemica: è l'epoca in cui la sfiducia nella scienza e nella democrazia sono più forti; basta vedere i vari complotti dei governi Trump, la scienza messa alla berlina, gli scienziati presi a calci nel culo, le università americane in un clima di "protezionismo", la propaganda nazionale e militare sempre più forte, insomma vari fenomeni che interessano tutto il mondo occidentale. La strumentalizzazione della paura nel periodo Covid e il periodico imporsi di figure scientifiche come autorità; altre figure tecniche, incapaci di mediare tra materia e pubblico; l'uso della scienza ridotta a propaganda nazionale, praticamente il settore militare; il riarmo europeo; la nostra politica, la società asservite a logiche di mercato, dai social alla geopolitica, al mercato europeo e i vincoli economici con gli Stati Uniti; lo sviluppo tecnologico rappresentato soprattutto dal settore militare, con partner come Israele e Stati Uniti. Sono avvenimenti che stanno cambiando la nostra attualità e, come sempre, nessun cambiamento fa veramente la storia, quanto i tanti cambiamenti che nel corso di molti anni portano un risultato radicale, lentamente. La scienza ha contribuito al progresso e alla formazione della democrazia moderna. Nei suoi principi, mette in discussione la realtà continuamente con spirito critico. Sono il suo metodo ed il significato che ne danno tanta importanza per una nostra società progredita. Non è un caso che complottismo e negazionismo nascono come strumento che difende un ordine precostituito, che la scienza mette in discussione. Ne risulta che in questa visione progressista della realtà non trovano spazio i pregiudizi personali, le false credenze che la gente si porta dietro e cui non vi rinuncia facilmente. E anche il razzismo si diffonde così: se si cresce in un ambiente razzista, si è incline ad assecondarlo. Non vi sembrano argomenti perfettamente aderenti all'attualità? Ma oggi assistiamo al declino del pensiero razionale, lacune che riguardano l'insegnamento scientifico nella scuola e la mancata divulgazione attraverso i media. Anche la disciplina storica svolge un ruolo fondamentale: essa racconta quanto sia stato travagliato il cammino dell'umanità verso il progresso. Non è con la caccia alle streghe che si estirpa la superstizione, ma grazie all'insegnamento della mentalità, del pensiero e della storia scientifiche e l'insegnamento della storia umana. Non tramite un vago "razionalismo" alla Pugsley-Eco, per cui si impone con l'autorità un senso diffuso di progressismo. Purtroppo è così: la razionalità non si costruisce con una materia chiusa e solida, che decide con autorità cosa e lecito e cosa no, ma con un approccio multidisciplinare, che non teme mai il confronto e la riprova. Sostenere un'idea perché l'ha esposta un "luminare della società" non fornisce né argomentazione valida, autorevolezza, né approfondimento di tale idea o fenomeno. Le parole di Mme. Curie parlano del carisma che influenza le masse, la libertà democratica, l'irrazionale che guadagna terreno e suonano tremendamente attuali! I pensieri di Curie valgono ancora una riflessione sull'attualità? Quali sono le vostre opinioni personali?
By
MARIO8530 · 3 hours ago 3 hr