Jump to content

Forums

  1. Per cominciare

    1. Presentati!

      Sei nuovo/a? Entra qui dentro e lascia un messaggio per presentarti!

      6719 topics
      112743 posts
    2. Segnalazioni & Comunicazioni

      In questa board si possono segnalare problemi tecnici inerenti al forum e trovare informazioni sulle nuove funzionalità

      374 topics
      4797 posts
  2. Gay Forum

    1. News & Attualità

      Parliamo insieme delle notizie sul mondo gay e non!

      3215 topics
      94131 posts
    2. Spunti & Riflessioni

      Approfondimenti su tematiche generali che riguardano tutti.

      2096 topics
      89096 posts
    3. Coming Out

      A chi lo avete detto? Quali sono state le reazioni? Discutiamone qui!

      1640 topics
      41306 posts
    4. Amore & Relazioni

      L'amore in tutte le sue sfumature, problematiche o meno.

      4466 topics
      135124 posts
    5. Temi lesbici

      Sezione per temi solo femminili non classificabili nelle altre categorie, ad esempio i vostri modelli, i vostri obiettivi, e cosa significa essere lesbica nel ventunesimo secolo.

      488 topics
      14754 posts
    6. Associazionismo ed eventi LGBT

      presentazioni culturali, festival del cinema LGBT, manifestazioni, pride ecc, no raduni!)

      159 topics
      3498 posts
  3. Chiacchierando

    1. Off Topic

      Per parlare di tutto, per conoscerci meglio, per fare simpatici test e sondaggi.

      2431 topics
      107053 posts
    2. Musica

      Per parlare di musica, cantanti e strumenti musicali!

      1177 topics
      46300 posts
    3. TV & Cinema

      Tutto su TV e cinema!

      1694 topics
      40046 posts
    4. Fumetti & Animazione

      Per appassionati di fumetti, manga e animazione!

      432 topics
      11004 posts
    5. Libri, Arte & Cultura

      Spazio dedicato a letteratura e arte.

      583 topics
      16568 posts
    6. Scuola & Lavoro

      Tutto su scuola, università e mondo del lavoro.

      430 topics
      14356 posts
    7. Luoghi & Itinerari

      Per scoprire da dove scriviamo e condividere esperienze, abitudini, desideri e consigli di viaggio

      356 topics
      8273 posts
    8. Salute

      Parliamo della nostra salute e tutto ciò che comporta.

      531 topics
      16737 posts
    9. Sport

      Sei uno sportivo? Ti piace lo sport da guardare? Corri subito a discuterne con gli altri utenti!

      191 topics
      6243 posts
    10. Moda

      Ultime tendenze e consigli per apparire piu' fashion.

      302 topics
      14165 posts
    11. PC & Dintorni

      Per discutere di videogiochi, Internet e del mondo informatico.

      1061 topics
      24184 posts
  4. Creatività

    1. Fotografia

      Le nostre fotografie, commenti tecnici e suggerimenti da scambiare con tutti gli appassionati

      151 topics
      2966 posts
    2. Artworks

      Dove postare i propri disegni.

      142 topics
      3710 posts
    3. 271 topics
      2858 posts
  5. Bacheca

    1. Feste e serate

      serate musicali, discotecare, drag queen show

      188 topics
      685 posts
    2. Il Mercatino

      Per fare compravendita con gli altri utenti del Forum

      173 topics
      568 posts
  6. Affiliazioni

    1. Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

      Spazio dedicato alle attività del Circolo Mario Mieli.

      79 topics
      530 posts
  • Today's Birthdays

    • DK13
    • Dansk20
    • Pierlumi
    • ineedhealing
    • GAGA
    • Omega
    • Arbiter
    • Livido-Amniotico
    • iza86
    • Dany-Chan
    • Kaksi
  • Who Was Online

    41 Users were Online in the Last 24 Hours
    Most members ever online in 24 hour was 69, last accomplished on .
    • Ghost77
    • LocoEmotivo
    • Edde
    • mercuryy
    • Hinzelmann
    • Bloodstar
    • Marion2189
    • faby91
    • netny
    • Mario1944
    • lollone
    • Silverselfer
    • Davis
    • lilimaster
    • Lor24
    • yalen86
    • Quiescent93
    • Newgate
    • McGuffin
    • Duma
    • dreamer_
    • Marcolino2
    • Paolo91
    • Stilisnky
    • Diabolik
    • n1c0l4
    • Filippo1993
    • Icoldibarin
    • Dragon Shiryu
    • freedog
    • schopy
    • estraneo
    • PiNKs
    • DanySamu
    • Tyrael
    • radioresa
    • metalheart
    • Almadel
    • gigi1975
    • Leon94
    • Krad77
  • Vuoi accedere a tutti i contenuti del Forum? Registrati, richiede pochi minuti ;)

    Registrati

  • Latest topics

  • Latest posts

    • marco7
      Io direi a fernando di scrivere anche dove abita circa, se vuole eventualmente conoscere qualcuno anche dal vivo.
    • marco7
      Ciao bello. Dicci se conosci il museo archeologico di palermo che credo deve ancora riaprire interamente dopo la chiusura per rinnovamento.
    • Saramandasama
      Ciao e benvenuto! Passiamo alla ciccia! Dicci più di te: Moroso o single Master o slave Romantico o puttaniere Cose così...
    • Marion2189
      Ciao 🙂
    • Silverselfer
      Ep.5 (Jenna Jameson) La condivisione coatta della quotidianità forma il ritmo circadiano di una caserma, nel cui corpo si sincronizza la secrezione ormonale del piacere collettivo. Avevo osservato che la gioia e il relativo piacere giungevano come temporaneo affrancamento dallo stress della vita marziale ed era questo a indurre una solidarietà cameratesca capace di coinvolgere emotivamente. Rancori, invidie o rivalità fra maschi, tutto scompariva dinanzi allo spirito di corpo e nessuno avrebbe mai lasciato indietro un compagno al costo della propria stessa vita ---> Di questo sentimento si declama l’eroismo ma si sottace l’omoerotismo che pure lascia tracce inequivocabili. Ovviamente non si può parlare di eros in termini generali, ognuno lo coglie nel modo in cui la vita glielo pone e nella misura che si è disposti ad accettarlo, ciò non toglie che esso esiste come opportunità per tutti ... Nel mio caso c’era la priorità di obliare un eros metamorfo privo di cataratte capaci di contenerlo in quel mitigato omoerotismo cameratesco. Questo mi aveva sempre impedito di esercitarlo per entrare in sintonia con lo spirito di corpo. Ero un’individualista capace di esprimere una forte volontà che finiva per stridere con gli equilibri interni del gruppo in cui mi trovavo. “Trovati una ragazza” Il Generale la faceva facile, ma la bussola nel mio pisello era ancora difettosa. In quegli ultimi anni avevo imparato ad annullare ogni sorta di attrazione sessuale applicando il metodo Wittgenstein ---> Una rapida manovella sotto le docce, giusto per tenere sotto controllo la pressione idraulica nei miei coglioni ---> Ero diventato un fottuto vulcaniano dalle orecchie puntute alla Dr Spock? ---> Naaa ---> Quello che ero riuscito a fare è cristallizzare il mio cuore dentro una gelida corazza di ordine e disciplina ---> Mi ero ficcato un manico di scopa su per il culo come una qualsiasi zitella ---> Altro che Wittgenstein, mi ero trasformato in un’antipatica Signorina Rottermeier.    “Jenna Jameson è roba seria!” Essere stato pestato negli spogliatoi del Campo, aveva fatalmente incrinato il cristallo in cui avevo ibernato il cuore. “Non avrà le tette di Pamela Anderson, ma almeno non sono rifatte” Il sentimento di rivalsa e il dolore fisico avevano rimesso in moto la risacca emozionale rimasta congelata nel pack artico. “Ha ragione Conney, anche quelle di Jenna Jameson sono rifatte” Le antipatie come le simpatie intrecciano dei rapporti sociali e con essi, si riattiva anche la sensualità che ha bisogno di scaricare i flussi biologici del sesso. “Che cazzo ne capisci tu di tette, in Kentucky avete solo quelle delle vacche” La statistica della mia masturbazione ebbe una brusca impennata e richiedeva maggiori stimoli. “Jenna Jameson però scopa veramente” I film porno erano in rapida diffusione a causa di Blockbuster e le pornostar stavano spazzando via le playmate della carta platinata. Alla Base, le uniche immagini stuzzicanti si trovavano attaccate dietro agli sportelli degli armadietti mentre le riviste da dove provenivano, avevano vita breve a causa delle pagine tutte appiccicate. Avevo comprato Penthouse e Playboy perché erano le sole riviste erotiche che si potessero acquistare in una stazione di servizio ... le avevo prese entrambi perché almeno arrossii una volta sola, quando la tipa alla cassa mi guardò come se le stessi porgendo gli otto pollici del mio uccello invece degli otto dollari per quelle fottute riviste. “Connecticut!” Le avevo pagate e non rubate, ma Brad me le strappò lo stesso di mano infilandosele sotto la giacca come un ladro. “Lascia fare a me” Brad si comportava manco avessimo acquistato della droga. “Andiamo in un posto tranquillo” Svoltò su Motor Ave e si fermò in fondo al parcheggio completamente vuoto di Allen Park ---> Si vedeva lontano un miglio che c’eravamo appartati per fare chissà cosa. “Che angioletto che è!” Brad si era tirato su il cappellino per guardare meglio la rivista che teneva sul volante. La sfogliava solo con la mano sinistra mentre teneva la destra saldamente sul cavallo della divisa. “Connecticut, quanto pagheresti per uscire con una così?” Sicuramente più di otto dollari. “Non scherzare, dico sul serio” Io volevo solo farmi una sega, ma aveva ragione Brad perché quelle fighe invitanti servivano a stuzzicare delle fantasie ed erano quelle a fartelo venire duro. “Sei uno sporco maiale” Brad non riusciva manco a pronunciarla la parola »pompino«. “Che cazzo stai facendo!” E che ci potevo fare se trovavo arrapante segarmi sotto gli occhi di Brad che continuava a scandalizzarsi come una verginella puritana? “Sei proprio un incivile!” Sporcai il paginone centrale di Playboy che era della misura giusta per contenere gli schizzi di un’eiaculazione media ... e dopo averlo accartocciato, lo tirai via dal furgone. “Danko, No!” Il cane si lanciò fuori dal finestrino, forse convinto che fosse una palla ... ma quando lo annusò, iniziò schifosamente a leccare la mia sborra. “Connecticut, tu sei proprio una bestia!” Sì, avevo mancato il cesto delle cartacce e sarei dovuto scendere io dall’auto, ma era troppo esilarante vedere Brad litigarsi la mia merda col cane. “Tu sei malato, te lo dico io!” Ma no, dopo se la rise con me perché avevamo appena vissuto insieme qualcosa che avremmo raccontato per il resto della nostra vita ---> Brad ed io eravamo diventati amici. “Hey, Conney?” Condividere l’intimità di una sega comporta un certo istinto a rimanere uniti. “Noi andiamo al Campo per sfottere le reclute” Era questo il motivo che aveva spinto Brad a trascinarmi nella saletta ricreativa? “Ci viene anche Josè” Il Caporal Maggiore Rodriguez era il compagno di stanza di Brad e di conseguenza anche lui era mio amico. “E’ una roba divertente, dai!” Capivo che gli altri ragazzi della Base volessero conoscermi meglio, come il solito però mi si erano drizzati gli aculei da istrice appena misi piede in quella saletta. “Non farti pregare, Conney!” Ero rimasto piantato sul divanetto davanti al televisore, unico luogo in cui non avrei dovuto parlare con qualcuno. “Li sfottiamo solo un poco” Disse così Brad, quando stavano passando i titoli di coda di un vecchio film di Swazzengher.   “Hey, LeRoy ... brutto ciccione, che cazzo state combinando?” Era stata un’iniziativa del Maggiore Stanley andare a infastidire le matricole. “Ci riposiamo, Signore!” Tuttavia, era Josè che dirigeva l’incursione. “Apri questa fottuta porta” Le camerate erano delle stanze simili a quelle di un campus. “E’ stata una dura giornata per noi, Signore” Il Soldato LeRoy era un ragazzone ginger che fece scattare sull’attenti il resto della sua camerata. “Mi stai dando del coglione, rispondi, ti sembra che io abbia la faccia di un coglione?” Era evidente il motivo per cui quei ragazzi si erano chiusi in camera ...  “Fighette, quali sono i valori della leadership americana” LDRSHIP ---> Lealtà, Dovere, Rispetto, Servizio, Onore, Integrità e Coraggio Personale ---> Per tutto il tempo dell’addestramento base, i sette valori guida dell’esercito ti erano chiesti a qualsiasi ora del giorno e della notte. “Ufficiale Specialista NCO, faccia rapporto” Impersonavo io quell’acronimo e dovevo inventarmi qualcosa per torchiare le reclute. Josè aveva usato uno stile cinematografico, Stanley era stato piuttosto didattico, Roger si era divertito con l’evergreen ---> Pancia a terra e pompare. Da un Warrant Officer ci si aspettava invece qualcosa di originale e così decisi di smascherare il segreto della porta chiusa ---> Sei letti disposti per tre, ma solo due cubi apparivano disfatti, tra i quali scorsi un cavo elettrico maldestramente scalciato sotto una branda.  Mi bastò seguire la prolunga elettrica per giungere al corpo del reato ---> Che ci faceva un piccolo televisore di quelli con il mangiacassette VHS incorporato accanto alla branda di LeRoy? Inserii la spina nella presa elettrica e si sentì la testina del videoregistratore terminare l’operazione di Stop. Mi bastò premere il tasto »play« per risolvere l’arcano ---> Comparì il primo piano della figa di Jenna Jameson ... “Brutti segaioli di merda!” Mi pentii subito di quello sfoggio da Sherlock Holmes. “Posso spiegare tutto, Signore!” Il tentativo di giustificazione di LeRoy fu effettivamente divertente. “Vi faccio rapporto dal Colonnello” E Sì, ce la vedevo proprio la Madama a scandalizzarsi per come le reclute si tiravano le seghe. “Tenente Roger, sequestra questa merda” Ah, ecco cosa volevano fare! ---> Portammo tutto in camera mia per esaminare oculatamente il corpo del reato. “Jenna scopa sul serio, non è che stuzzica e basta come fa Pamela Anderson” A quel genere di pornografia non serviva alcuno sforzo d’immaginazione. “Zitti!” Josè si era prontamente tolto i pantaloni ed era saltato sul letto accanto al mio, ingaggiando con Stanley un’interessante discettazione sulle qualità di una pornostar. “Voglio seguire il film” Brad, invece, fu catturato dai contenuti culturali del video e stanco di sentirci discutere, andò a spegnere la luce per poi sistemarsi a un palmo dal piccolo televisore con l’uccello in mano. Rimasi moscio per tutto il tempo ---> Quello che si stava consumando era un semplice bisogno fisiologico che non mi destava alcun coinvolgimento, per me era come tentare di pisciare in fretta in un orinatoio affollato. Gli altri rimasero catturati dai gemiti di quegli amplessi mirabolanti e non si accorsero nemmeno che me ne andai alla finestra per accendermi una sigaretta ---> L’erezione collettiva mi stava escludendo. Eppure volevo essere coinvolto in quella storia che il giorno dopo avrebbero raccontato nella saletta ricreativa condendola di dettagli esagerati ---> Perché non mi veniva naturale lasciarmi includere nella loro normalità? “Hiiiii ... iiiiiih” No, non lo so descrivere il verso che fece Brad ... era tipo un risucchio asmatico aggravato da uno spasmo che lo scosse dalla testa ai piedi, facendogli trascinare indietro la sedia. “Non farci caso, gli sono esplose le palle” Mi ero precipitato ad accendere la luce per vedere cosa gli era successo! “Sta zitto e passami quei kleenex” Mi prese una ridarola insensata che alla fine indispettì Brad. “Che ci troverete mai da ridere tanto” José ci raccontò delle prime volte che lo aveva sentito stramazzare in branda e credeva che soffrisse di attacchi epilettici. “E allora Stanley che quando viene miagola come un gattino?” Aggiunse Roger e oramai gli sfottò si sprecavano con Josè che faceva il verso a tutti con imitazioni grottesche. “Questa merda è pericolosa” Solo Brad prese la cosa sul serio e se ne andò dopo aver lanciato un anatema contro quella videocassetta del demonio. “Dove cazzo vai, scemo!”  Josè lo rincorse perché sapeva che quel suo rimorso non era una finzione. La mia camera rimase muta ad ascoltare i gemiti di quella cagna di Jenna Jameson. “Secondo te a Connecticut piace la figa?” Perché Stanley fece quella domanda perfida in mia presenza? “In questo film ci sono certi cazzi da farlo sbattere pure a un frocio” Notò Roger facendomi l’occhiolino. “Sarà che le SR non se lo sbattono come noi comuni mortali” Stanley stava sul mio letto e mi fece cenno di andarmi a sedere accanto a lui ---> Quella pippa si stava rivelando una prova di amicizia. Mi tolsi lentamente i vestiti e poi mi sdraiai accanto a Stanley restando con una gamba fuori dalla branda. "Ah, ma allora ce l’hai l’uccello!” Disse, quando finalmente mi venne duro fuori dalla fessura dei boxer. “Sta attento amico che Stan ti mangia il pesciolino” Ridacchiò Roger mentre si carezzava il suo bazooka. “Vieni qua, Conney” Stan mi tirò a sé passandomi un braccio sulle spalle. “Hai proprio un bel apri scatole” Disse a bassa voce mentre mi esaminava l’uccello. Era strano perché di porcherie così ne avevo già fatte, eppure mi sentivo scombussolare peggio di quella verginella di Brad. “Tienimi, amico” Stanley iniziò a miagolare i suoi gemiti. “Sto per venire” Disse alzandosi sulle reni e protendendo il bacino su di me per sporcarmi l’uccello. “Resta così, bravo ragazzo!” Poi cominciò a segarmi con il piglio di un ciclista in volata sul traguardo. Fu così rapido da impedirmi ogni reazione. Il movimento rapace della sua mano non si fermò fino a spremermi. “Ho vinto!” Esultò con la mano sporca in aria. “Ti ha scoppiato, amico” Sancì poi Roger e non sapevo se offendermi o ridere con loro. “Pulisci questa merda” Quando mi allungò i kleenex, risolsi tirandomelo addosso per costringerlo a sporcarsi. “Se non la finite, mi fate voi una pompa” Si lamentò Roger perché Stan ed io ci stavamo azzuffando, totalmente presi dall’overdose di serotonina post eiaculatoria. Quello che stavamo facendo era uno spooning bello e buono. Ci tenevamo durante la lotta senza che nessuno dei due avesse voglia di staccarsi dall’altro. “Conney, io dormo qua stanotte” Mi disse il Maggiore Stanley mentre Jenna Jameson continuava a gemere instancabilmente. “Svegliatemi domani perché ho il servizio di mattina” Si raccomandò Roger mentre si asciugava l’uccello prima di spegnere la luce.  “E chi sono io, tua madre?” Gli rispose Stanley che si tirò il mio braccio sotto la testa addormentandosi subitaneamente. A un certo punto sfilai il braccio e lui si voltò abbracciandosi al mio petto, nonostante quella non fosse la posizione più comoda per dormire, riposai come non mi capitava da tanto tempo. Ero stanco di dormire da solo e anche se erano degli estranei, quei due uomini avevano riempito il vuoto della mia stanza. Mi alzai straordinariamente sereno e sbrandai Roger che si tirò su le brache dopo aver annusato con disgusto la mano con cui si era appena ravanato le palle ---> Uscì senza dire neanche buongiorno. Aperta la finestra, respirai una bella boccata d’aria fresca perché la camera puzzava peggio di una latrina pubblica. Raccolsi i kleenex sparsi sul pavimento e poi andai incontro a quel mattino ---> A Long Island mi sentivo a casa. Al ritorno dall’abituale corsa, anche il Maggiore Stanley non c’era più e mi domandai se era veramente possibile che quelli fossero gli stessi uomini che mi avevano fatto un cappotto. Ep.6 (Rispondere di Sì alla vita) “Conney, Signore” Alla Base non mi ero mai presentato con i galloni perché non ero là in funzione del mio ordine e grado. “Potrebbe il soldato LeRoy parlarti, Signore?” Gli altri ufficiali erano tutti più grandi di me mentre io mi sentivo anagraficamente più vicino alle reclute. “Riguardo all’accaduto di ieri sera, Signore” Dopo il raid in camerata, quei ragazzi iniziarono a scattare sull’attenti prima di chiedermi la parola. “Soldato LeRoy, Signore” Quando Danny si presentò in cucina con il suo capo camerata, compresi quanto il mio grado gerarchico ci divideva molto di più degli anni che mi separavano da Brad o persino dal Maggiore Stanley. “Ci farete rapporto, Signore?” Io? Semmai spettava al Maggiore Stanley farlo. “Voi non siete dell’unità psyops, Signore?” Ma se ero là proprio per studiare quella merda di psicologia. “Allora non è venuto per profilarci, Signore?” José gli aveva rifilato la balla che ero in incognito per indagare sulla loro moralità ... cioè, ma che cazzata! “Signore, ci spiega allora che ci fa un SR in questa fottuta cucina?” Intervenne Green Mile, con piglio alquanto minaccioso ---> Tutta la Base sospettava che la storia dello studente fosse solo una copertura perché il Colonnello mi aveva visto ricevere delle misteriose direttive dalle mani di un Generale. “E’ tuo padre!” A volte la realtà ha bisogno di essere tradotta ricorrendo a degli stereotipi letterari ---> Il Generale diventò dunque il severo padrigno che mi aveva messo a pelare patate in quella cucina di Long Island. “Ci sarebbe ancora un problema, Signore” Solo LeRoy notò il dettaglio che in ogni modo rimanevo un ufficiale e continuò a chiamarmi Signore. “Potrei riavere indietro almeno la videocassetta?” Doveva riconsegnare Jenna Jemeson al videonoleggio ... José pensava seriamente che li stessi spiando! ---> Ho bisogno di parlarti ---> Così dissi a Brad appena lo vidi avvicinarsi al banco del rancho. “Perché non sarei sincero con te?” Quella sera che gli menai il cazzotto sul grugno, anche lui mi aveva dato del bugiardo. “Sei tu che ti comporti in modo strano” Il Colonnello aveva letto il mio fascicolo pieno di omissis e per questo che aveva provato a scaricarmi fin dal primo colloquio? “Il Colonnello mi aveva solo chiesto di tenerti d’occhio” Era stato il Colonnello a mettermi Brad alle calcagna! “Che cazzo stai farneticando?” Dovevo aspettarmi altre rappresaglie? “Io non sapevo niente del cappotto” Il Maggiore Stanley che voleva da me? “Ieri sera Stan ti ha portato con noi perché ti ha visto che non aprivi bocca con nessuno” Questo era vero, ma non bastava a giustificare quella sega in tandem. “Conney, sei tu che ci tratti con diffidenza” Io ero là proprio per cercare di ricostruirmi una vita sociale. “Se non sei qui per farci rapporto, allora perché stai sempre sulla difensiva?” Aveva ragione Brad perché dopo la lunga missione nell’Ex Jugoslavia, ero diventato paranoico. “Devi fidarti dei tuoi sentimenti e iniziare a rispondere di Sì alla vita” La conoscevo quella psicologia da manuale tipo ---> Rispondi Sì al tuo successo. “Nessuno vuole farti del male, Conney!” Adesso stava esagerando, mi aveva persino teso la mano come faceva per avvicinare dei cani diffidenti. “Io sono tuo amico” Brad era uno di cui ci si poteva fidare. “Qualunque cosa ti tormenta, la puoi superare costruendo dei nuovi ricordi” Ma che gli dici a uno così? “Si dice grazie, questa è la seconda cosa che devi imparare” Quale sarebbe stata la prima? “Chiedere scusa quando dici una cazzata” Sorrisi perché credevo che fosse una delle sue battute, invece diceva sul serio ... e gli chiesi scusa per aver dubitato della sua amicizia. Parlare con Brad fu una liberazione! Dopo, sentivo i passi leggeri e mi pareva che ballassi come Gene Kelly mentre tiravo via la merda dal pavimento della cucina con lo spazzolone. “Connecticut, a te manca qualche rotella, te lo dico io!” Concluse Green Mile, vedendomi ridere e scherzare, distribuendo pacche sulle spalle di tutti ---> Avevo semplicemente abbassato la guardia ... non avevo più paura. “Le missioni di uno SR devono essere fighe!” Non lo sono perché non puoi condividerle, ma ora che facevano luccicare gli occhi di Danny, mi apparivano decisamente più fighe. “Come hai fatto a diventare SR?” Non l’avevo scelto io ---> Ero nato con questo destino ---> oppure no, magari potevo finalmente cambiarlo! “Io sono qui per la borsa di studio” Quando eravamo sotto le docce per toglierci l’odore di fritto da dosso, chiesi a Danny di lavarmi le spalle ---> Era un segno di straordinaria fiducia. “Mia madre non può pagarmi il college” Fu allora che si sentì autorizzato a farmi delle domande personali e quando mi voltai e gli presi lo straccio dalle mani, lui si voltò di spalle senza che gli dicessi nulla. “Il mio vecchio non era un buon americano” Mentre percorrevo in lungo e largo la sua bella schiena, mi cominciò a parlare della famiglia che non aveva i mezzi per mandarlo al college. “...” Poi rimase in silenzio aspettando che finissi. Danny era un po’ più basso della statura media. Il biondo ramato dei capelli e la carnagione bianca richiamavano le sue origini irlandesi. Aveva gli occhi talmente chiari da far apparire il loro azzurro quasi trasparente, mentre le ciglia e sopracciglia erano così sottili da diventare invisibili. Aveva il naso piccolo e tondo e i denti gli si accavallavano un po’ sul davanti ... “Che hai da guardare?” Disse imbarazzato perché continuai a fissarlo quando tornò sotto il suo soffione della doccia. “Sono stato un buon quarterback alle scuole superiori” Sì, aveva proprio un bel fisico ... troppo minuto per un giocatore di football americano, ma ben delineato. “Infatti non ho superato le selezioni per la squadra del college” Non doveva essere facile per lui ammettere i propri fallimenti ---> Lo raggiunsi sotto il soffione e con una mano sulla nuca, lo costrinsi a mettere la fronte contro la mia. “Lo pensi veramente?” Gli dissi che era un vincente perché non si era mai arreso, neanche con un ubriacone d’irlandese per padre e davanti alla verità di non possedere del talento sportivo. “E’ duro ammetterlo, lo sai?” Che stronzo che ero! “Non tutti possono essere fortunati come te” Gli avevo appena vomitato in faccia i demoni da cui fuggiva ---> Lo avevo offeso e se ne andò ... Quella conversazione mi turbò parecchio ---> Dovevo fidarmi dei miei sentimenti come aveva detto di fare Brad? Forse la mia diffidenza verso gli altri nasceva proprio dalla paura d’innamorarmi di un ragazzo? ---> La schiuma continuava a scivolare tra le pericolose rapide di gole e canyon del corpo di Danny in una vertigine di paura ---> Rispondere di No alla vita, mi avrebbe ricacciato di nuovo nell’assoluta apatia degli ultimi anni? ---> Lo sguardo della memoria precipitava ogni volta lungo il canale al centro della sua schiena a correr via in quell’incavo dove si celava il proibito ---> Il giorno dopo, fui costretto a segarmi nelle latrine, tanto mi era venuto duro a guardare i pantaloni della sua divisa che rimanevano intrappolati nella fessura di quell’incanto. Ep.7 (Il Tradimento di Danny) Il Generale mi aveva esortato a mettere ordine nel mio cuore, eppure non intendeva che lo facessi con un ragazzetto. Se fosse stato il corpo di una ragazza a crearmi gli stessi patemi d’animo, non mi sarei dovuto inventare altri nomi diversi dall’amore. Ero finito in quel posto proprio perché durante la mia turbolenta adolescenza ero stato confuso da un istinto sessuale difettoso ---> Ero oramai un uomo assennato e quindi avrei dovuto attendere che quel batti cuore sconsiderato si affievolisse. Sapevo come alcuni soldati in libera uscita sfogassero quegli istinti con dei ragazzi proprio per farsi passare le fregole. Dovevo volgere lo sguardo alla parte regolare di me e quando questa mi avrebbe indicato una ragazza, l’avrei scelta per sposarmi e metter su famiglia ---> Era così che dovevano andare le cose, cazzo!  “C’è l’hai con me?” Il giorno dopo evitai Danny e a volte mi capitava di rispondergli di traverso pur di non guardare le sue labbra schiudersi in un sorriso. “Scusa per ieri” Prima della fine del turno alla mensa, fui costretto ad ascoltare la sua voce da Mickey Mouse scusarsi per qualcosa che non aveva fatto. “Certo che mi va!” Lo invitai a fare jogging insieme ---> Potevamo rimanere amici anche senza scopare, No? Già, ma come andarlo a spiegare al mio uccello che sotto le docce, divenne come la freccia di un senso unico? “Ehi, sei bello carico!” Beh, in fondo capitava di darsi una mano tra commilitoni. “Hai un bell’attrezzo” Squittì in una delle sue risate da criceto, prima di arrivare sotto il mio scroscio d’acqua ---> Gli passai un braccio sulle spalle e lui allungò da solo la mano. “Stai per venire?” No, ero diventato duro come un sasso, però non sarei mai riuscito a venire in quel modo. “Non voglio” Provai a tirarlo verso di me, però lui mi respinse aggrottando lo sguardo. “Scusa, ma non mi piace così” Sentii avvamparmi il volto dalla vergogna. “Conney?” Che voleva ancora? Ero già abbastanza imbarazzato di mio per quello che era successo. “Sei arrabbiato con me?” Certo che No! “Allora perché non mi guardi?” Che domanda stupida. “Conney?” Non avrebbe dovuto seguirmi negli spogliatoi, la regola era che da quel momento avessimo dimenticato per sempre quanto accaduto. “Che devo fare per avere una risposta?” Forse mi era sfuggita la domanda. “Conney!” Che cazzo voleva da me? “Non ce la fai proprio, devi per forza essere così stronzo?” Mi ero semplicemente rivestito e stavo per andarmene, che c’era di sbagliato anche in questo? “Io ci tengo alla tua amicizia” Di che stava parlando? Io ero un ufficiale e lui una recluta, condividevamo solo quel paio d’ore alla mensa. “Ti va di farci un’uscita insieme?” Intendeva con le altre reclute. “Il sabato sera andiamo al 323” Era il Nightclub di Farmingdale ---> Non è usuale che un graduato vada in libera uscita con delle reclute, ma l’alternativa era trascorrere la serata con Brad al Checkers in fondo a Broadhollow Rd ---> Risposi di Sì alla vita. Nel mio armadio, però, non c’era nulla di adatto per un night ---> Oltre all’uniforme, avevo solo delle T-Shirt e qualche paio di jeans. “Mitchell dovrebbe avere la tua stessa taglia” Danny mi consigliò di chiedere aiuto al Maggiore Stanley per procurarmi qualche straccio da mettermi. “Ho io quello che ti serve” Il Soldato Mitchell era un buon taekwondoka e in palestra ci picchiavamo duro ---> Sospettavo che fosse stato uno dei suoi calci a farmi saltare i denti. “Provati questi beige”Ero riluttante a chiedergli un favore, però Stanley non mi dette modo di rifiutare. “Se non rimorchi con questi, te la faccio io una sega” Non avrei mai creduto che nell’armadietto di un soldato ci potesse stare tanta roba! “E a che servirebbero gli amici, brutto stronzo!” Il Tenente Mitchell era mio amico? Cioè, in palestra ogni volta ricorrevamo a ogni scorrettezza fino a farci girare talmente i coglioni da bestemmiare insieme il demonio! “Dove lo trovo un altro sacco di ossa da spaccare?” Sì, come No! Quando non poteva scalciare come un asino, finiva schiena a terra regolarmente. “Con la mia merda addosso sembri quasi un gentiluomo!” Mi si gelò il sangue nelle vene a rivedere quel fantasma nello specchio ... Bisogna dare modo alle persone di fare qualcosa per te, è così che le coinvolgi nella tua vita. “Io vado con Connecticut” Il Maggiore Stanley sembrava che non stesse aspettando altro. “Voi andate pure avanti” I ragazzi passarono a prendermi alla Base stipati nella station wagon di LeRoy e Danny si sganciò subito col pretesto di farmi da guida. “Vengo anch’io, tu sei una merda come navigatore” Si unì subito a noi anche Ralph, un bel tipo dai tratti somatici da nativo americano. “C’è posto anche per me, ragazzi?” Il quale fu seguito a stretto giro da Stuart, un moretto secco allampanato, ma quando Rick, il ragazzotto dalla risata asmatica, cercò anche lui di abbandonare LeRoy, questo pestò i piedi in terra e minacciò di non riaccompagnarli a casa ---> Alla fine di una complicatissima contrattazione, scaricammo Rick. “Ci vediamo al night, perdenti!” Con tutto il tempo che impiegammo a decidere chi dovesse scendere dal mio fuoristrada, saremmo andati e tornati almeno un paio di volte da Farmingdale.   Il 323 era un classico locale di provincia ---> C’era il bar che serviva cocktail con i cappellini orientali, dei salottini semicircolari con piccoli tavolinetti rotondi al centro, tanti specchi e una piccola pista da ballo rialzata su cui ruotavano le luci colorate delle stroboscopiche. “Hey, Connecticut, vuoi davvero passare tutta la sera con quei sfigati?” C’erano altri soldati in borghese, che non sempre è facile riconoscere a prima vista. “Vieni che ti presento a una micetta” Stan, Mitch e Roger avevano deciso di venire anche loro al 323 e se ne stavano seduti in un salottino a svaccare con delle tipe. “Non te lo faranno venire duro i ragazzini?” Stan mi saltò addosso all’improvviso iniziando subito a fare lo stronzo. “Hey, quando ti vorrai divertire da uomo, ci trovi da quelle fighe da sballo” Mi fece proprio incazzare! Perché era sconveniente che stessi con quei ragazzi, io non avevo certo quarant’anni come lui. Danny pareva conoscere tutti e tra un saluto e una chiacchiera, con noi ci restava poco e niente. Per gli altri ragazzi era già uno sballo essere entrati in quel night a guardare le cosce delle entreneuse. Quelli più svegli tentavano qualche approccio, ma le fighe là in giro sapevano annusare il culo di una recluta a un miglio di distanza. C’eravamo dunque rassegnati a prenderci una scuffia a cazzo dritto e stavamo trascorrendo la serata seduti a bere cocktail annacquati, quando di punto in bianco, fui colto da un coinvolgimento emotivo pazzesco per qualsiasi cosa ---> Appena ascoltai il pop scandinavo degli Ace of Base, ruppi gli indugi e salii sulla pista da ballo anche se ero spaiato e iniziai a ballare ... “Sei forse ubriaco?” Io non lo avevo neanche fatto per rimorchiare, cioè a me piace ballare, cazzo! “Quella roba lasciala fare ai niggas” Secondo i WASP ballare è roba da negri o latinos perché loro sanno saltare solo la quadriglia. “Conney, io sono tuo amico e credimi se ti dico che tu non sai ballare” Stanley pensava sul serio che dopo quella sega in tandem che c’eravamo fatti, mi ero dimenticato di essere stato pestato da loro? “Brutto stronzo, ti voglio presentare a una micetta!” Ok, però io ero italiano e quindi sapevo ballare, chiaro? “Tu sei picchiato in testa, amico” Se lo diceva Roger ci dovevo credere perché era quello del gruppo che non beveva per guidare la macchina al ritorno. “Conney è cresciuto in Europa” Mitchell mi presentava così alle ragazze ed io gli volevo bene per questo ... in quel momento volevo bene a tutto il mondo. Insieme al mio bicchiere arrivò al tavolo anche l’entreneuse che Stanley mi voleva assolutamente far conoscere ---> Rachel! ---> Anche se la penombra poteva ingannarmi e lei non mi riconobbe, quella era proprio la donna di Josè! “Hey, dove vai?” Io non ero in cerca di guai e mi sganciai subito dalla loro combriccola. “Connecticut, aspetta!” Ero andato a pisciare e di ritorno dai cessi, Rachel mi placcò in un angolo. “Ho saputo che sei amico di Josè” Quell’infame di Stanley ci godeva a seminar zizzania. “Usciamo un momento per parlare?” Mi ci voleva una boccata d’aria. “Josè non lo sa che lavoro qui” Eravamo entrambi poco sobri e ci parlavamo con fin troppa sincerità. “Lo faccio ogni tanto per arrotondare ma Josè non capirebbe” Non lo sapeva che quel posto era frequentato dai militari? “La vita è dura per una ragazza madre” Potevo anche capirla, ma non era onesto nei confronti di Josè. “Glielo dirai?” Il Maggiore Stanley me l’aveva presentata apposta perché ero amico del suo fidanzato? “Nessuno sa che stiamo insieme ... tranne te” Forse lo sapeva anche il Maggiore Stanley. “Tu non ti preoccupare di questo” Che cazzo stava facendo? “Me ne sono accorta subito che ti piaccio, sai?” Come No? Appena conosciuti in pizzeria mi aveva detto che avevo i neuroni nelle palle. “Il posto giusto dove li deve tenere un vero uomo” Non avrei dovuto farlo, lo so ... ma era così sexy e poi faceva la puttana ---> Almeno se dovevo litigare con Josè, ci sarebbe stato un motivo valido. “Mi piace la tua macchina!” Sarebbe stato meglio averne una con i sedili posteriori reclinabili. “Hey, mi fai male!” Rachel non aveva ste gran tette, però erano così arrapanti in quella camicetta sbottonata dalle tinte impressioniste tra l’indago e l’ocra. “Tu che mi dai in cambio?” Schizzi di colore in quel decolleté immacolato. “E che cazzo!” Ci strusciammo solo un po’ ... giusto una paccatina ... fece appena in tempo a metterselo in bocca e sparai via l’intero carico. “Adesso la boutique non se la riprende questa merda” Rachel aveva rivoltato l’etichetta della camicia all’interno del colletto, così avrebbe potuto ridarla indietro al negozio usando qualche pretesto. “E adesso chi me li dà i soldi per pagarla?” E chi altri se non il coglione che gliela aveva imbrattata? “Cazzo, scarichi peggio di un asino!” Appena mi vide aprire il portafogli, tornò a essere la cagna in calore di prima. “Almeno dimmi come ti chiami?” Meglio di no ... Cercai di rientrare nel night ma un tizio che avrei potuto affogare in un solo sputo, me lo impedì. “Tornatene in caserma, fratello” Mi doveva solo spiegare come potevo essermi ubriacato con i loro alcolici annacquati. “Noi siamo in licenza” Domandai a quel buon samaritano di un nigger di chiamarmi qualcuno dei ragazzi per avvertirli. “E’ sicuro di poter guidare, Signore?” Uscì LeRoy che mi mandò a cagare perché loro erano in licenza. “Signore, lei non è in condizioni di guidare” Dopo aver messo in moto l’automobile, rimasi fulminato da un lampeggiante stradale e stetti non so per quanto tempo lì fermo ... poi sentii bussare al finestrino ed erano i ragazzi. “Si sente bene, Signore?” Gli spiegai che potevo guidare per quelle strade tutte perpendicolari una all’altra, cioè erano delle rette geometriche intersecanti, capito? “Conney, guido io, Ok?” Sì, Danny era un amico e poteva guidare la mia auto ...    Era appena mezzanotte e volevo vedere il mare “Andiamo a Jones Beach, ti piacerà” Ci voleva poco più di un quarto d’ora per arrivare, però vomitai lo stesso un paio di volte durante il tragitto. “Vuoi tornare alla Base, Signore?” No, cazzo! Ero andato a scongelarmi le chiappe a Long Island e non avevo ancora visto quel fottuto mare. “Sicuro di stare bene, Signore?” Doveva piantarla di chiamarmi Signore, porca di una vacca ladra! “OK” Danny riconosceva quei luoghi anche al buio e me li indicava dandomi prima un colpetto sulla gamba. “...” Poi rimase in silenzio lasciando la mano sulla mia coscia e ogni tanto la sentivo stringersi. Mi sentivo finalmente bene quando ci fermammo in un parcheggio vuoto ---> Esiste qualcosa di più desolante di un parcheggio sconfinatamente deserto? Io sono un buon intenditore di spiagge, so distinguerle dal profumo particolare che hanno. Annusai il vento e in quello di Jones Beach c’era l’aroma dolciastro delle sterpaglie che marcivano negli acquitrini circostanti. Proseguimmo a piedi attraversando una gigantesca rotatoria stradale, nel cui mezzo si ergeva l’ombra sinistra di un obelisco sgraziato. Quella notte, i pali dell’illuminazione stradale erano straordinariamente accecanti e mi ferivano gli occhi con i loro dardi di luce, tanto da impedirmi di vedere il mare ---> Udivo solo una distesa di pece nera e vischiosa ansimare nel sospiro della risacca. Danny voleva fermarsi sul boardwalk ma io no, dovevo toccare l’infinito ... mi tolsi le scarpe e raggiunsi l’acqua e poi mi lasciai cadere sconfitto ---> Avevo sbagliato tutto ... “Precisamente che cosa stai cercando?” Non lo sapevo, ma lo avrei potuto riconoscere e quello non era il posto giusto. “E’ un bel posto questo, dovresti almeno vederlo di giorno” Danny mi raccontò di quando da bambino i genitori lo portavano su quell’enorme spiaggia a costruire i suoi castelli di sabbia. “Ti devo confessare una cosa” Il mal di macchina mi aveva lasciato una fastidiosa nausea addosso e gli chiesi di aspettare ancora qualche minuto prima di rimetterci in viaggio. “Ti hanno dato una chicca” Disse »pop a molly« e io non sapevo che volesse dire. “E’ una pasticca per sballarsi” I farabutti me l’avevano sciolta nel cocktail quando mi ero allontanato con il Maggiore Stanley. “Non avrebbe dovuto farti male!” Che cazzo volevano saperne loro dei miei trascorsi con le droghe? “Lo sanno tutti di quando il Caporal Maggiore Rodriguez ... ” Il protossido d’azoto non lo devi mica digerire. “Era solo uno scherzo!” Volevano ridere alle mie spalle, ecco cosa intendeva. “Non è come pensi” Cioè quello non era stato un invito a cena con il cretino? “Non è stata una mia idea” Erano stati Stan, Mitch e Roger a organizzare tutto? “Io neanche volevo farlo” Vaffanculo ---> Certamente non sarei uscito con loro, se me l’avesse chiesto qualcun’altro. “E anche colpa tua” Come sempre, ma intanto se ne sarebbe tornato indietro con l’autostop. “Chi mi carica a quest’ora!” Cazzi suoi ---> Preso per culo da quattro sfigati di merda ---> Mi sentivo tradito ed ero assetato di vendetta ... però tornai indietro perché non avevo ancora finito con Danny, almeno così me la raccontai ---> Sbagliai più volte strada in un reticolo di corsie complanari e solo dopo parecchi chilometri ritrovai quell’obelisco del cazzo! Ma di Danny non c’era traccia ... Il piccoletto si era già fatto più di un miglio a piedi, quando intravidi la sua sagoma sul bordo della Statale con il pollice alzato. “Va a farti fottere, Conney!” La luce dei fari non gli aveva permesso di riconoscere la mia auto e solo dopo che scesi, mi mandò affanculo. “Credi di poter pisciare in testa a tutti?” Sicuramente avrei potuto pisciare via lui invece ero tornato. “Sei una testa di cazzo!” Non se ne dimenticò neanche uno di quegli insulti meditati su ogni passo compiuto sulla Statale buia e deserta. “Perché non avrei dovuto farlo?” Disse che si era reso complice di quel brutto tiro perché lo avevo mortalmente offeso, quando gli dissi che suo padre era stato un ubriacone d’irlandese. “Tratti tutti come delle merde” Ecco cosa pensa la gente quando credi che a loro non importi nulla di te. “Puoi anche lasciarmi qua perché non te lo dirò mai” Invece di scusarmi, continuai a contrattare la resa e gli chiesi di chi era stata l’idea d’impasticcarmi. “Che stronzo!” E va bene, lo feci salire in macchina a forza di calci in culo. “Facciamo prima se mi lasci guidare” Ce ne stemmo zitti per tutto il tragitto sulla Statale, con lui che smanettava con la radio della macchina ... ma dopo mancai l’uscita per Farmingdale e mi disse seccamente che dovevo lasciarlo guidare e allora cominciai io a smanettare con la radio della macchina. “Dobbiamo proprio ascoltare questa merda da niggas?” Wreckx N era il DJ in testa a tutte le classifiche. “Questa è roba per stupidi papponi” L’Hip Hop e i rapper stavano cambiando la musica pop. “Stronzate, questa merda va contro i valori della società americana” I niggas erano americani come tutti gli altri. “Che cazzo significa All I Wanna do Zum Zum Zum and more Pum Pum?” Glielo dovevo veramente spiegare? “Un nigga con i soldi è solo un delinquente più degli altri niggas” Che ne sarebbe stato dell’esercito senza gli afroamericani? “E’ carne da macello” Basta, non mi andava di ascoltare le farneticazioni di un irlandese cattolico che confondeva la pietra di San Pietro con quella di Plymouth dei Padri Pellegrini. “Va a farti fottere, Conney!” Cioè? Il bastardo scese dal Pajero lasciandomi in mezzo alla strada e si voltò pure alzandomi il medio di entrambi le mani! Preferiva dunque proseguire a piedi piuttosto di starmi ancora ad ascoltare? No, lo stronzetto mi mollò nell’isolato di casa sua, da dove non sapevo come ritrovare la strada per tornare alla Base. Ep.8 (La Loggia del Sergente Collins) “Hey, Connecticut, la moglie di Dracula ti ha fatto un pompino?” Saranno state quasi le due del mattino, quando riuscii finalmente a trovare la Base, ma oramai avrei dovuto aspettare le sei prima che qualcuno mi facesse entrare. “Che cazzo è successo ai miei pantaloni!” Parcheggiai sul ciglio della strada e stavo quasi per appisolarmi, quando per poco il Maggiore Stanley non mi faceva venire un colpo, bussando come un folle contro il finestrino dell’auto. “I miei pantaloni li rivoglio indietro puliti, chiaro?” C’erano anche Mitchell e Roger con lui e appena scesi dall’auto iniziarono gli sfottò. “Quella gallinella doveva proprio essere assatanata!” Non so com’era potuto accadere, ma Rachel aveva sbavato di rossetto la patta dei pantaloni beige di Mitchell. “Io lo so chi si è caricato Connecticut” Stanley non poteva esserne certo ---> Rachel non era l’unica puttana di quel night. “Me ne sbatto di dove ha ficcato l’uccello, ora voglio andare a dormire” Roger chiuse la discussione ricordando a tutti che dovevamo sbrigarci, se non volevamo rimanere chiusi fuori. “Chi l’avrebbe detto che quella puttana era la donna di Rodriguez!” Lasciai la mia macchina davanti alla Base e salii sul pick-up di Roger per andare a dormire al Campo. “Un amico vero dovrebbe dirtelo” Il Maggiore Stanley discusse per tutto il tempo con Mitchell perché lui sosteneva che dovevano farsi i cazzi loro. “Allora non lo vorresti sapere se un bastardo d’amico si è scopato la tua donna?” L’amico in questione ero io, brutto figlio di puttana! Mentre aspettavamo che il Sergente Collins ci venisse ad aprire il cancello di servizio, mi scornai con il Maggiore Stanley. “Hey, ragazzi, cucitevi quelle bocche” Il Sergente Collins era l’ufficiale più anziano della Base. Lui si era fatto il Vietnam e nello sguardo ne serbava l’ombra di una luce oscura. “Hey, parlo con te, non m’importa un cazzo del tuo grado, quando mi chiedi un favore, sei tu che prendi ordini da me, ricevuto?” A guardarlo, ti veniva da chiederti se non fosse appena uscito da qualche set cinematografico perché somigliava esattamente all’idea che abbiamo tutti di un sergente. “Non ho sentito” --->  »Yes Sir, Mr Sir« ---> Parlava ed agiva proprio come un sergente del cinema e non perché aveva visto troppi film, il Sergente Collins era semplicemente il prototipo umano che aveva fornito il modello ai registi. “Connecticut, la tua faccia non mi piace” Beh, neanche io mi facevo le seghe pensando al suo brutto grugno ---> Signore! “Sai quanti bastardi fottitori di madri come te ho conosciuto?” Tuttavia, il Sergente Collins era un pezzo di pane ed era capace di rimanere sveglio fino alle tre del mattino per trasgredire le regole e farti rientrare dalla libera uscita del sabato sera. “In Vietnam c’era un tizio dei corpi speciali proprio come te” Questo faceva Sì che tutti gli dovessero un favore e persino il Colonnello gli tributava il dovuto rispetto. “Vuoi sapere che fine ha fatto?” I tanti aneddoti che raccontava sul Vietnam, nascondevano sempre una morale e c’era da scommetterci che il tizio come me conosciuto in quella terribile guerra era finito morto ammazzato perché troppo individualista. “Sbagliato, si è beccato la sifilide da una puttana di Saigon” Sì, aveva anche un buon senso dell’umorismo, sempre che ti facessero ridere quelle battute da marines tipo nei vecchi film di Ronald Regan. “Chi altri se non un ispettore chiederebbe di lavorare nelle cucine?” Il Sergente ci offrì il bicchiere della staffa sul patio di casa sua, dove trovammo anche Green Mile. “Tutti per uno e uno per tutti, lo sai?” Condividere un six pack di birre era il miglior modo per venire a sapere la verità. “Chi la fa l’aspetti, Connecticut” In ogni caserma esiste almeno una confraternita più o meno dichiarata e il patio del Sergente Collins era la loggia in cui si era deliberata la spedizione punitiva ai miei danni. “Ammetterai che te la sei cercata” Mi avevano fatto saltare quattro fottuti denti! “Hai solo conosciuto il diretto ammazza tutto di Roger” Non era stato un calcio di Mitchell a spaccarmi i denti. “Mi dispiace Connecticut, ma non volevi saperne di andare a terra” Bensì un cazzotto di Roger. “La storia che ci aveva raccontato Rodriguez era diversa” Brad gli aveva poi spiegato com’erano andate le cose. “Abbiamo sbagliato, Connecticut” Mi ero già accorto di essere simpatico al Sergente Collins perché in palestra mi dava spesso delle dritte per menarle a Mitchell. “Cinque inning a quattro per me, non ci provare Conney” Mitch sarà pure stato campione di scorrettezze, ma il cappotto nelle docce non poteva metterlo sullo score delle sue vittorie. “Tu invece sei campione a sparare balle di merda” Era ubriaco e solo per questo non lo stendevo seduta stante. “Smettetela o sveglierete mia moglie” Intervenne il Sergente che ci liquidò a tutti. “Domani il ring è tutto vostro” Green Mile invece ci organizzò un incontro chiarificatore nella palestra del Campo. “Domani mangerai la polvere, Conney” Si congedò così quella testa di minchia, però io il conto in sospeso l’avevo con il Maggiore Stanley e non capivo perché il giorno dopo avrei dovuto fare a botte con Mitch ... Il Sergente rientrò a casa sua e Green Mile se ne andò montando sul suo pick-up giallo. Il maggiore Stanley era scomparso insieme a Mitchell ed io ero rimasto con Roger che in mezz’ora aveva rimesso in pari l’astinenza di tutta la serata ---> Dove cazzo sarei andato a dormire? Cercai di svegliare Roger, ma quello aveva il sonno di piombo e ci metteva mezz’ora per riprendere coscienza. Riuscii a metterlo in piedi ma camminavamo proprio come due ubriachi che si tengono dritti appoggiandosi l’uno all’altro. Le reclute erano in licenza e quindi bastava entrare in una camerata e gettarsi sul primo letto che capitava. Rivoltai Roger su una branda e ci rimase disteso come un sacco di patate. Gli tolsi le scarpe e tirai le gambe sul materasso, solo allora lo sentii mugugnare sistemandosi a pancia sotto ---> Missione compiuta ---> Decisi di darmi una rinfrescata sotto la doccia ---> Riflettevo su tutti i casini accaduti in quelle ultime ore e mi accorsi che era sbagliato considerarli dei problemi. In fondo, la vita consiste in una concatenazione di errori e fraintendimenti che a volte si complicano e in altre si risolvono. Non si può sempre fare la cosa giusta, sbagliare è invece necessario per rompere la stasi e ricominciare a rotolare come pietre che cozzano tra di loro ---> Non volevo più fermarmi. I ragionamenti se ne volavano via insieme alle zaffate di fumo della sigaretta mentre ero seduto sul bordo della finestra. Il cielo cominciava a schiarire, quando si levò una leggera brezza in cui riuscivo a distinguere il profumo di Jones Beach. “Levati” Roger mi scalzò dal davanzale con una brusca bracciata e a occhi chiusi si rivoltò l’uccello fuori dai pantaloni per pisciare dalla finestra. “Cazzo, che bello!” Lo sentii dire mentre pisciava via quel gallone di birra che era riuscito a svegliarlo ---> Appagare un bisogno provoca la soddisfazione dei sensi. Stette lì sulla finestra almeno per un paio di minuti e dopo lo vidi pestare via i pantaloni per strada mentre se ne tornava a letto. Poi accostò rumorosamente la branda accanto alla mia e ci si gettò sopra abbracciando il cuscino. “Conney?” Mi chiamò per menarmi un cazzotto sulla spalla e ridersela giusto il tempo per ricominciare a ronfare. Ep.9 (Io non sono come voi) “Eccoli, li ho trovati!” Dormimmo fin a mezzogiorno e forse avrei potuto continuare fino a sera. “Sveglia fighette!” Peccato che il risveglio non fu altrettanto piacevole con quel rompicoglioni di Stan. “Scattare soldati, il sole è già alto!” Ci pensò Roger a cacciarlo via tirandogli dietro un paio di materassi. “Andiamo, non fate gli stronzi!” Roger aveva bloccato la porta con la spalliera di una sedia e poi si era venuto a sedere sul ciglio del mio letto. Mi accorsi subito che doveva dirmi qualcosa e aveva bisogno di farlo in confidenza. “Sono stanco di questa vita di merda” Disse, dopo avermi lanciato uno sguardo sconsolato ---> Lui era stato oggetto di un provvedimento disciplinare durante il Restore Hope, da dove fu rimpatriato e poi parcheggiato in quella Base. “Voglio tornare in servizio attivo” Stan gli aveva detto che mio padre era un Generale. “Ho solo fatto una cazzata!” Aveva sparato per gioco a dei soldati dell’UNITAF che facevano jogging. “Era uno stupido scherzo per ammazzare il tempo!” Sapevo di molti provvedimenti disciplinari avvenuti durante la missione internazionale in Somalia, alcuni dei quali stavano finendo di dominio pubblico. “La stampa ci dà sempre addosso” Si doveva reputare fortunato di non essere stato congedato con disonore. “Quelle erano solo delle puttane, cazzo!” Il contingente statunitense era uscito pulito da tanti di quei casi scabrosi. “Dici che sarò riabilitato?” Gli feci solo capire che doveva starsene buono e rigare dritto, prima di tentare un riesame del suo caso. “Grazie Conney, conta pure su di me, OK?” Lo interruppi restituendogli il cazzotto della sera prima perché non mi sentivo degno della sua fiducia. “Se non la pianti, ti faccio saltare altri quattro denti” Disse arricciando le sue labbra carnose in un sorriso che andava da un orecchio all’altro. “Voglio sposarmi e avere almeno quattro figli” Si sdraiò accanto a me iniziando a confidarmi altri brandelli di sue speranze. “Due femmine e due maschi, così non si sentiranno soli” Roger aveva compiuto da poco trent’anni ed è il momento in cui un maschio sente l’istinto di metter su famiglia. “Ti sgrigli una figa e poi ottieni una salsiccia nel letto” Roger si esprimeva in un inglese assai figurato e non sempre riuscivo a seguirlo nelle sue colorite metafore yankee.  “Io non lo vorrei sapere” Stavamo parlando di Josè e Rachel? “Stan ha scoperto la moglie usare l’attrezzatura da giardino” Che cazzo significava? “Adesso non sa che fare, lo sai?” Fingevo di capirlo, ma solo alla fine compresi il senso di quello che stava dicendo. “Ora gli stanno sul cazzo tutti i cattolici” La moglie del Maggiore Stanley scopava con il giardiniere che per definizione è un cattolico latino, ecco perché aveva preso di mira Josè e me! “Tu che c’entri, gli irlandesi non sono mica latinos?” Potevo sbattermi quanto volevo, tanto non ci credeva nessuno che fossi italiano. “Un irlandese che si spaccia per mangia spaghetti, amico, come baro sei una merda” Ero troppo diverso dal prototipo di oriundo italiano e avevano dedotto che fossi irlandese perché frequentavo la parrocchia di San Killian ---> Tra italiani e irlandesi di New York non è mai corso buon sangue. “Tu e Stan siete due cani della stessa razza” Continuò a dire mentre ci dirigevamo al prato dove c’era un vero e proprio picnic american style. “S’incazza solo perché lo pisci via” Secondo lui sbagliavo a pensare male del Maggiore Stanley e non era vero che aveva tramato per farmi litigare con Josè. Trascorrere la domenica pomeriggio all’aperto è un must dello stile di vita americano e al Campo si riunivano le famiglie dei militari per una sfida al barbecue. “Lui è il ragazzo dei corpi speciali di cui vi ho parlato” Il Sergente Collins mi presentò con molto calore alla sua famiglia ---> La moglie Margaret e la figlia Faith che era incinta di Rod, il genero faceva l’istruttore all’accademia di polizia di Nassau, vicino alla riserva Massapequa. “Che touch down, Conney!” Era scontato che mi sedessi al loro tavolo da picnic e siccome il posto davanti al barbecue spettava all’indiscusso capo famiglia, nel frattempo Rod mi aveva invitato a giocare la partitella di football tra scapoli e ammogliati, anche se poi gli scapoli erano tutti fidanzatissimi. “Dannazione, una missione sotto copertura!” Credo che di novità ne accadessero poche in quel contesto e mi trattavano manco fossi un eroe nazionale. “Sarebbe fantastico se venissi a scuola per incontrare gli alunni” Ora però stavano esagerando! Già avevo accettato di partecipare a una lezione di difesa personale nell’accademia di Rod. “Ti prego Conney, la scuola elementare McKenna sta proprio dietro all’accademia!” Stavamo addentando le bistecche con la speciale salsa barbecue del Sergente Collins, quando Faith si mise a insistere affinché accettassi d’incontrare i ragazzini della scuola dove insegnava. “Non insistere Faith, il ragazzo a ottobre andrà al college per studiare la guerra psicologica, vero Conney?” Come aveva saputo dei miei corsi di studio? “Si tratta solo di un paio d’ore, vero che tu ci verrai, Conney?” Che cazzo avrei potuto raccontare a dei marmocchi? “Faith, non credi anche tu che Conney sarebbe perfetto per Jenny?” Dopo mangiato, il picco glicemico rallentò il bioritmo di tutti quanti e si bivaccava stancamente all’ombra, ascoltando il celiare delle donne. “Perché non andrei bene per lei?” Roger s’indispettì quando le signore iniziarono a civettare su dei miei possibili accoppiamenti. “Jennifer è una brava ragazza” La vita spiegata da Margaret era così logica da farmi spavento ---> Il Generale intendeva proprio quella roba quando mi disse di trovarmi una ragazza? “Conney è già un ufficiale, lui possiede lo spirito di sacrificio” Io proprio non riuscivo a vedermi sposato con dei figli. “Una donna non vuole per marito una testa calda” ---> All'improvviso sentii salirmi un’ansia opprimente e volevo scappare via da quella gente. “Hey, non puoi gettare la spugna prima di salire sul ring!” Saranno state tipo le cinque o le sei del pomeriggio quando il Maggiore Stanley e Green Mile iniziarono a far passare la voce del combattimento tra me e Mitchell. “Lo abbiamo già detto a tutti” Tutta quella normalità aveva finito per farmi sentire di nuovo un freak di merda. “Si può sapere che ti è preso?” Non ricordavo di aver dato il mio accordo all’incontro organizzato da Green Mile. “Andiamo ragazzo, dovete solo divertirvi come fate sempre in palestra” Poteva sostituirmi Roger. “La questione è fra voi due, amico” Allora gliela davo vinta a tavolino. “Possibile che faccia incazzare solo a me questo suo atteggiamento!” Se fossi salito su quel ring, tutti avrebbero pensato che cercassi il loro consenso. “Non hai accettato la sfida ma neanche l’hai rifiutata!” Il Maggiore Stanley se la prese particolarmente a cuore. “Lo vuoi sapere che cosa penso di te?” Era questo che proprio non gli entrava in testa ---> Non me ne fregava un cazzo di cosa pensasse di me un coglione come lui. “Ora smettetela voi due e tu Conney stai sbagliando tutto” Disse Green Mile mentre tratteneva Stan perché aveva iniziato la sceneggiata del duro che cerca lo scontro. “Sei solo uno sbruffone codardo” Se l’era presa tanto perché gli avevo detto che su quel ring ci sarei salito volentieri solo per regolare i conti con le bastardate che mi aveva fatto. “Adesso basta!” Intervenne anche il Sergente Collins. “Maggiore Stanley, stai dando spettacolo!” Meno male che qualcuno se n’era accorto. “Stringetevi la mano e chiudiamo qui la faccenda” E Sì, magari ci prendevamo per il mignolo e avremmo fatto anche giurin giurello. “Connecticut!” Il Maggiore Stanley riconosceva l’autorità morale del Sergente Collins, ma io no e quando mi protese la mano, gli piegai il polso e rivoltai il braccio per costringerlo a inginocchiarsi. Siccome fece resistenza, lo convinsi poggiando indice e medio sotto il suo pomo d’Adamo per esercitare una leggera pressione sulla trachea e strozzarlo mentre con il pollice gli occludevo la carotide da sotto l’orecchio. “Oh, mio Dio!” Il collasso respiratorio unitamente alla mancanza momentanea di afflusso di sangue al cervello, provocò il mancamento che fece afflosciare quello stronzo a terra. “Sei andato fuori di testa?” No, ero lucidissimo e del resto avrei potuto ammazzarlo se avessi voluto. “Stai bene Stanley?” Certo che stava bene, lo avevo mollato prima che svenisse. “Oh, mio Dio!” Non facevano altro che invocare Dio quelle stesse donne che prima si dicevano certe che sarei stato un ottimo marito. “Forse dovremmo portarlo in infermeria” Cazzate, stava vomitando perché si era ingozzato di schifezze. “Connecticut, cos’è che non va in te?” Green Mile voleva un combattimento e glielo avevo dato. “I combattimenti leali si fanno sul ring” A me avevano solo insegnato come ammazzare la gente nel modo più rapido e sicuro ---> Mi sentii meglio quando tutti la smisero di considerarmi come uno di loro.  
    • Mario1944
      Il problema è definire che cosa sia "naturale",  cioè secondo natura, e quindi che cosa sia contro natura o comunque non naturale: è ovvio che la definizione dipende da presupposti filosofici, nel senso di interpretativi della realtà, di noi stessi e delle nostre relazioni tra noi e con essa, che variano secondo le culture e perciò secondo le religioni, implicando dunque l'impossibilità che si possa definire la naturalità "senza entrare nel merito del dibattito religioso". Satira a parte, i sospetti in merito all'omoerotismo dello scolarca della setta cristiana non sono nuovi e d'altronde la sua omoaffettività è innegabile.... 😉 
    • Davis
      Benvenuto Carlo Anche io gioco su ps4 e sto giocando a spyro :-), un pezzo anche della mia infanzia... poi ultimamente si è visto anche qualcosa di medievil e prima o poi arriverà anche questo remaster. 
×