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L'energia nucleare


sugar85

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L'energia nucleare viene additata da molti come l'unica soluzione al problema dei cambiamenti climatici. Altri non ne vogliono sentir parlare. Intanto la tecnologia va avanti e si è arrivati a progettare la quarta generazione di centrali nucleari in teoria sposterebbero di parecchi secoli più in là il momento dell'esaurimento dell'uranio e che producono scorie con una velocità di decadimento molto maggiore rispetto a quelle attuali. Cercando in rete ho trovato notizie che affermano tutto ed il contrario di tutto. Quello che mi pare di aver capito è:

 

1) il Nucleare è la forma di energia più cara in assoluto, il prezzo basso dell'uranio (che è aumentato del 1000% negli ultimi 20 anni) viene compensato dai costi di costruzioni e smaltimento delle centrali

 

2) Le centrali non producono in fondo tutte queste scorie come fanno credere gli ambientalisti: una centrale produce in un anno di attività un quantitativo di scorie grande più o meno quanto un essere umano

 

3) La sicurezza è a livelli molto avanzati: l'incidente di Chernobyl era già fisicamente impossibile nei reattori occidentali già allora e la sicurezza è ancora più avanzata rispetto al 1986

 

4) resta la questione scorie che di fatto fà ricadere il problema sulle generazioni future (problema che si vuole risolvere con la IV generazione)

 

Un recente sondaggio afferma che gli italiani favorevoli sono ormai al pari di quelli contrari e quindi si potrebbe riaprire il dibattito anche a livello politico

 

Voi che ne pensate?

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Innanzitutto grazie per aver fatto il punto sull'argomento, Sugar. Io non ero molto informato al riguardo, e i punti 2 e 3 mi sembrano i più rilevanti, quelli che fanno spostare il dibattito. Quello degli ambientalisti mi è sembrato sempre un tipico discorso conservatore, e come tale destinato per sua natura a perdere, perché sui tempi lunghi è impossibile frenare lo sviluppo tecnologico, che alla fine s'impone. Sul punto 1 direi che gli alti costi si accompagnano a produzione di lavoro, possibilità di sviluppo in vari settori dell'industria. Tuttavia in un sondaggio non credo che mi esprimerei perché troppe altre cose bisognerebbe sapere, ad esempio sul versante economico-finanziario, nel rapporto con gli altri Stati produttori di nucleare; inoltre vorrei capire se e come scommettere sul nucleare potrebbe far fare un salto alla nostra economia.

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Il nucleare al momento non è una soluzione credibile (i costi sono troppo alti e le pressioni a tutti i livelli insormontabili). Siamo in una fase in cui dobbiamo muoverci verso un nuovo tipo di sistema energetico basato su energie rinnovabili però questa è ua transizione difficilissima anche perchè non è chiaro a che livello vada fatta (Stato? (ha veramente le competenze per farlo?), Corporate (Non la faranno un po' troppo tardi?), Mercati di nicchia? (Io credo che questa sia la soluzione migliore). I livelli in gioco sono troppi e come si evolverà la cosa secondo me è quasi impossibile prevederlo.

 

Isher: che alla fine vinca sempre l'innovazione non è affatto vero. Sarebbe comoda come assunzione ma moltissime sono le innovazioni fallite.

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Il problema caro roby che al momento le rinnovabili non possono garantire il fabbisogno energetico. Inoltre ogni forma di energia ha pregi e difetti tanto per dirne una il fotovoltaico è molto più costoso del nucleare ed ha uno scarso rendimento. Secondo me la soluzione è in mix di fonte energetiche inquadrate in un piano di risparmio energetico

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Il punto è proprio questo. Si tratta di gestire il presente in modo da arrivare nel medio/lungo periodo a delle fonti di energia sostenibili.

 

Facile a dirsi, difficilissimo a farsi.

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Il problema credo si imponga all'attenzione per la dinamica dei prezzi del petrolio. Il decollo di Cina e India, paesi ad oggi privi di risorse e di piani energetici non fa' ben sperare per dei ribassi dei prezzi petroliferi, credo cioè si stia delineando un prezzo di non ritorno, sotto al quale il petrolio

non scenderà più ( per non parlare del fatto che la Cina alimenta le sue centrali elettriche a carbone, con esiti disastrosi per la vita nelle grandi città )

 

Questo ovviamente potrebbe rendere meno antieconomico ricorrere ad altre fonti energetiche, siano esse il nucleare che le cd. fonti rinnovabili.

 

Non credo che sia utile mettere in alternativa le due possibilità. La ricerca sul fotovoltaico ha dato esiti incoraggianti, anche se ancora i costi impongono un sostegno politico per l'installazione degli impianti, penso che la ricerca vada incoraggiata e agevolato l'acquisto di impianti

in edifici pubblici  e privati. Tuttavia considerando un piano serio a 5/10 anni ( per i quali non credo esistano risorse ) si potrebbe puntare a coprire un fabbisogno energetico massimo del 5% ( ovvero una percentuale che potrebbe coprire al più l'incremento di fabbisogno dei consumi privati).

In ogni caso sarebbe un virtuoso stimolo alle aziende del gas e all'ENEL per rendersi più competitive rispetto all'autoalimentazione.

 

Ovviamente un piano nazionale deve puntare a risolvere il problema dell'alimentazione delle centrali elettriche ( l'ENEL è privata ma di proprietà statale ) attualmente vanno a gas/petrolio o carbone. L'idroelettrico oramai in Italia è stato spremuto fino all'osso. Resta il fatto che l'Italia non è stata in grado di smaltire le scorie delle sue vecchie centrali chiuse da vent'anni...quindi suppongo che sarebbe in ogni caso saggio legare un piano sul nucleare ad un piano sullo smaltimento delle scorie ( non si costruisce se non si garantisce lo smaltimento )

 

Si dice spesso che l'Italia compra in Francia energia elettrica prodotta da centrali nucleari.

Questo è vero, ma è vero pure che le centrali francesi negli anni '90 sono state costrette a vendere sottocosto ( molte centrali furono costruite sotto lo spauracchio della crisi petrolifera degli anni '73-'80 ma poi il prezzo del petrolio diminuì nei 20 anni successivi rispetto le previsioni) ed il problema è stabilire quindi se il prezzo, che ora è redditizio, sia destinato a durare.

 

Le cd. centrali del futuro comunque saranno/sarebbero in gran parte francesi. L'Italia oramai non ha più una industria nucleare.

Per ora mi pare di capire che l'indirizzo strategico sia ancorato al gas naturale ( anzi l'Italia si proporrebbe come hub/gasvia naturale per la distribuzione del gas algerino in Europa ) e ai termovalorizzatori, per il nucleare tutto sarebbe rinviato agli esiti degli esperimenti  in atto in Francia

se ne dovrebbe riparlare nel 2012

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Io sarei favorevole ad un ritorno del nucleare. ma vi immaginate in Italia? Ormai sorgono comitati contro ogni cosa. Immaginate cosa succederebbe nei posti scelti per una centrale o per lo stoccaggio delle scorie...

Purtroppo è facile dire no a tutto, ma a furia di fare così saremo noi da vecchi o la generazione futura a pagarne le conseguenze!

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La rinuncia al nucleare ha affossato e sta affossando economicamente l'Italia, nulla da dire; tuttavia a mettersi in moto adesso ci troveremmo tanto per cambiare ad inseguire il resto del mondo e a giungere al traguardo quando gli altri saranno già arrivati alla tappa successiva. Puntando su nuove tecnologie (che non vuol dire fare salti nel buio! esistono soluzioni efficaci e collaudate che aspettano solo di essere messe in atto su scala significativa) invece sarebbe una garanzia di riuscita in questo senso.

 

Per quanto riguarda fotovoltaico e simili, un'ottima soluzione c'è già: sono le centrali solari termodinamiche messe a punto dal premio nobel Carlo Rubbia, il quale si è prontamente recato dal percedente governo presentando i suoi progetti solo per sentirsi dire in faccia un bel "no grazie". Rubbia è in seguito andato a proporre le stesse centrali al governo spagnolo, il quale invece ha sgranato gli occhi e ha subito messo in piedi un programma di finanziamenti. In Italia si sta attualmente allestendo una prima centrale solare termodinamica in Sicilia, a Priolo Gallo (SR), progetto Archimede.

 

Per chi non lo sapesse il principio di queste centrali è riscaldare (mi pare intorno ai 500°c) con specchi parabolici una miscela di sali dall'elevato calore specifico (si raffreddano molto lentamente ndr) . Il fluido così riscaldato viene stoccato e funge da "riserva termica" per quando non c'è il sole (notte, nuvole ecc), poi l'energia elettrica viene prodotta col solito ciclo vapore/turbina/alternatore.

 

Come soluzione energie rinnovabili mi piacerebbe veder anche spuntare un po' più di generatori eolici dove ce ne sarebbe la possibilità in barba alle varie pseudoproblematiche paesaggistiche (solo io trovo tutto sommato eleganti le ventolone?).

 

PS: in futuro (non un futuro prossimo probabilmente, ma neppure troppo lontano credo) prevedo che le scorie prodotte dalle centrali nucleari non saranno più un problema: fai un bel lanciatore pieno di schifezze radioattive e lo mandi a fare il solletico al sole e tanti saluti

 

PPS: tutto questo in attesa che si riesca a trovare un modo per piegare la fusione nucleare ai nostri comodi :asd: (si parla di una cinquantina d'anni ancora, ma secondo me son previsioni ottimistiche)

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Piccolo appunto per l'autore del topic: il nucleare non dovrebbe considerarsi "l'unica soluzione al problema dei cambiamenti climatici", visto che non c'è nemmeno la prova che siano causati dall'azione umana. Semmai è la soluzione all'esaurimento delle risorse petrolifere. :asd:

 

Fatta la precisazione, dico: sempre stato a favore del nucleare.

Ovviamente, in un mondo dove si presuppone che qualsiasi azione dell'uomo abbia come irrimediabile conseguenza la distruzione dell'equilibrio climatico terrestre, è difficile che si possano realizzare nuove centrali nucleari.

Poco importa che sia una delle fome di energia più pulite che l'uomo abbia mai creato: tanto ci saranno sempre gli ambientalisti a ricordare che le scorie ci perseguiteranno per migliaia e migliaia di anni. Poco importa che bastino una decina di metri d'acqua per rendere le "mortali" scorie inoffensive.

Meglio spendere risorse in turbine eoliche (che senza vento non funzionano), celle fotovoltaiche e pannelli solari (che senza sole non funzionano)... :asd:

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Quint, non sono informato circa la consistenza delle scorte di uranio, ma anche l'uranio ahimè finirà.

La soluzione dovrebbe essere a lungo periodo la fusione nucleare. Mentre il discorso delle scorte,

della loro consistenza e la capacità estrattiva, nel medio periodo, sono essenziali per definire la fattibilità

economica delle politiche energetiche, per la dinamica dei prezzi.

 

Sugar potrebbe forse essere "corretto" nel senso che è acclarato l'anomalo surriscaldamento del pianeta,

ma non tutti sono concordi sugli effetti climatici del fenomeno, tuttavia che la terra si stia surriscaldando

a ritmi non geologici e che il nucleare consentirebbe di produrre energia elettrica senza bruciare idrocarburi

( gas-petrolio-carbone ) questo è indiscutibile.

 

Non credo neanche che basti buttare le scorie sott'acqua per risolvere il problema...ma suppongo tu fossi

oramai trascinato dalla tua interpretazione dell'Attila dell'ecologia: elegantemente snob, ma non meno

fanatico di un ecomaniaco radical-chic :asd:

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Scusate ma non mi pare di aver tirato fuori il problema dei cambiamenti climatici  :asd:

 

Comunque io credo al massimo sviluppo del rinnovabile ma credo che l'unico modo per garantire una quota di energia costante il nucleare sia l'unica soluzione "semi-pulita"

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Il VERO problema non è ciò che si sa... ma quel che non ti dicono.

 

Per quanto concerne il nucleare, è ovvio che possa sembrare la soluzione di più immediata attuazione e con il minore impatto ambientale: se tutte le innovazioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili non vedono nemmeno la luce, logicamente si è portati a pensare che non ci sia in circolazione nulla di meglio... e magari che la tecnologia fotovoltaica si sia fermata ai banalissimi pannelli solari ad uso abitativo per risparmiare un po' sulla bolletta del gas, o alle celle che tengono accesa la calcolatrice che abbiamo sulla scrivania.

 

Di pari passo, va il discorso dei residui tossici: quel che si sa, è solo ciò che vogliono farti sapere.

 

Ma nessuno ci ha informati che le centrali turbogas, ad esempio, producono ed immettono nell'aria nanoparticelle tossiche che non sono filtrabili in alcun modo: roba che i PM10 a confronto sono grandi come l'Everest!!

E le nanoparticelle le incameri nei polmoni, le mangi in tutti i farinacei, e provocano tumori della peggior specie.

 

Se TUTTA la superficie terrestre è battuta dal sole, se più o meno OVUNQUE spira il vento, e se 2/3 della superficie terrestre sono ricoperti da acqua... pensate davvero ancora che ci siano scuse per non sfruttare queste risorse??

 

Su... non prendiamoci per i fondelli da soli... :rotfl:

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@Sugar: sei tu che hai aperto il topic con "L'energia nucleare viene additata da molti come l'unica soluzione al problema dei cambiamenti climatici", credevo ti riferissi soprattutto a quello... ho frainteso? :rotfl:

 

@Hinzelmann: Vabbè, l'uranio finirà, ma non ho la presunzione di aver risolto tutti i problemi dell'umanità. :) Volevo solo dire che, qualora le risorse attualmente più utilizzate (cioè quelle petrolifere, per lo più) dovessero esaurirsi, non ci si dovrebbe far problemi a ricorrere al nucleare, se non si trova un modo funzionale e non dispendioso di sfruttare le risorse rinnovabili. Come ha detto Lanx, il sole e il vento ci sono ovunque; ma io aggiungo: non sempre. Il metodo Rubbia citato da The_Morning_Star è un evidente segno che io non sono un genio e molti ci sono arrivati prima di me. Però, mentre si mettono a punto i sistemi per rendere l'energia solare e quella eolica utlizzabili al 100% e soprattutto immagazzinabili, perché non buttarsi sul nucleare?

Riguardo alla questione dell'immersione delle scorie, l'avevo letto da qualche parte, ma ora non riesco più a trovare la fonte. :) Fatto sta che le radiazioni non sono maledizioni voodoo, quindi si posso schermare. Basta non farlo sopra una falda acquifera o una faglia sismica. :P

P.S.: sì, mi sono fatto trascinare, ma non per snobismo, bensì perché ho un'opinione. L'opinione è, nel caso non fosse chiaro, che il surriscaldamento terrestre c'è, da origine a sconvolgimenti climatici ma non ci sono prove che sia causato dall'uomo. Ma qui finisco che siamo OT. :D

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è una questione complessa e molto delicata, io sono contrario al nucleare se fatto "all'italiana" cioè con le scorie che dopo vent'anni non vengono smaltite, con i disastri burocratici-politici-ecologici come nella discarica di Cerro Maggiore. Se invece si facesse come in Finlandia dove non ci sarà mai un incidente grave allora sarei d'accordo....

Ma qui in Italia non siamo capaci nemmeno di gestire le discariche.

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Una cosa molto significativa sul nucleare che ho letto in un paper: "In California per produrre energia sufficiente nel giro di 20 anni (credo fossero circa gli anni 70-80 ndr) sarà necessario che l'intera costa sia coperta da centrali nucleari" . La California ha poi risolto provando a puntare su energie alternative ma fallendo in quegli anni. Ora invece sta facendo decisamente bene.

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La California ha poi risolto provando a puntare su energie alternative ma fallendo in quegli anni. Ora invece sta facendo decisamente bene.

 

Ecco un altro punto ESTREMAMENTE importante: l'ipotesi di fallimento, perchè nulla è perfetto.

 

Oggi, si sa, i reattori nucleari sono molto più sicuri, molto... ma molto quanto?

Fino a che punto sareste disposti a scommettere nella totale infallibilità, nella impossibilità di avaria nonchè sul fatto che le forze della natura possano intervenire con la loro furia distruttrice quando meno ce lo si aspetta?

 

Con le fonti di energia rinnovabile, non avremmo di che temere: con l'eolica potremmo trovarci con una elica grippata: la cambi, la lubrifichi, e via... con la solare potremmo avere una cella fotovoltaica distrutta dalla grandine: amen, la sostituiamo e il gioco è fatto... con le dinamo ad acqua potremmo avere problemi di ruggine, salsedine: che vuoi che sia, basta un po' di manutenzione e siamo a posto.

 

Ma se va a puttane un reattore nucleare?!?!?!

Sì, va bene... oggi sono molto più sicuri... ma non è una risposta alla mia domanda...

 

Il problema non è nel fatto che la conversione di fonti di energia rinnovabili sia meno produttiva, quanto nel fatto che non ci guadagni nessuno, poichè la fonte stessa è di tutti, non richiede estrazione, trasporto, quotazioni, mercato, indici di borsa e altre minchiate commerciali.

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Ecco un altro punto ESTREMAMENTE importante: l'ipotesi di fallimento, perchè nulla è perfetto.

 

 

 

Con le fonti di energia rinnovabile, non avremmo di che temere: con l'eolica potremmo trovarci con una elica grippata: la cambi, la lubrifichi, e via... con la solare potremmo avere una cella fotovoltaica distrutta dalla grandine: amen, la sostituiamo e il gioco è fatto... con le dinamo ad acqua potremmo avere problemi di ruggine, salsedine: che vuoi che sia, basta un po' di manutenzione e siamo a posto.

 

Sembra quasi la sostituzione di una lampadina  :rotfl:

 

Scherzi a parte non è così semplice come credi. Mio padre lavora in una centrale elettrica a ciclo combinato e la cosa non è così semplice: lo sapete che l'ultima simulazione di black out è fallita? La rete elettrica non è il filo di casa un improvvisa mancanza di fonte energetica (e le rinnovabile su questo punto sono molto sensibili) ed il paese è nella.... vabbè diciamo che sarebbe nei pasticci  :)

 

Caro Lanx ritengo sia più probabile che il Vesuvio erutti oscurando con le sue nubi i raggi solari in mezza Italia (indispensabili per il fotovoltaico) che una centrale nucleare diventi insicura dal punto di vista sia energetico che ambientale

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Ma più che altro Lanx oramai credo sia quasi inutile ragionare su problemi ai reattori d'altronde un nocciolo, l'abbiamo dietro le Alpi(in Francia), quindi più o meno è la stessa cosa voler costruire o meno una centrale in Italia. Con la differenza che un pò di energia ce la guadagnamo da soli...ma anche a me le cose fatte all'italiana non convincono più di tanto  :rotfl:. E' vero si possono usare energie rinnovabili, ma l'energia non è sempre certa al 100%(a causa di eventi climatici). Comunque, anche a me farebbe piacere evitare l'uso del nucleare, ma se non ci fosse a quest'ora magari neanche starei a scrivere qui  :)

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@Sugar85: tuo padre lavora in una centrale, ma non è che io sia uno sprovveduto, essendo per estrazione culturale e per scelta professionale in campo elettrotecnico ed elettronico da quando ero un cucciolo.

 

Se una centrale elettrica va in blackout... va in blackout e basta: se non c'è una batteria di impianti di generazione d'emergenza o ausiliario, o di accumulatori sufficienti a coprire il carico applicato alla rete in quell'istante, che possano entrare in funzione erogando energia sino al ripristino dell'impianto primario... si è condannati al blackout.

 

Sia la centrale a ciclo combinato, nucleare o di qualsiasi altro genere, ma il risultato resta il medesimo.

 

Ma veniamo al dunque... qua in Italia, nessuno costruisce direttamente qualcosa con proprie forze e proprie menti: è tutto un giro di appalti e subappalti, che porta a quello che ogni giorno vediamo a Striscia la Notizia, a Mi Manda RaiTre, a Report ecc. ecc. ecc.

Non so voi... ma io preferisco un giro di mazzette, mafia e subappalti su delle banalissime eliche che girano, piuttosto che su una centrale nucleare.

 

Vedo che dimenticate sempre che quello che vi raccontano, non è ciò che viene fatto... tra teoria e pratica, c'è un abisso incolmabile... un abisso che un domani, qualcuno, potrebbe giustificare con un "Ops... non l'avevamo calcolato" alla faccia vostra e di tutti quelli che ci sono rimasti fregati.

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Saranno passati anni e tecnologie da Chernobil ma è un buon esempio di errore nell'organizzazione aziendale. Se il sistema organizzativo aziendale avesse funzionato non ci sarebbe stata quella carneficina. Su queste cose un sistema come l'Italia non è certo all'avanguardia. Su questo punto Lanx ha ragione anche se non credo sia quello qualificante per una decisione.

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Il problema non è (tanto) nucleare sì nucleare no.

Il problema è che non abbiamo il nucleare (però lo importiamo dalla Francia!!),non abbiamo (o abbiamo in misura ridicola) l'eolico,il geotermico,il fotovoltaico,il solare (ne hanno più i tedeschi che hanno un'insolazione molto minore).

Nun c'abbiamo un cazzo a parte il petrolio che inquina maledettamente (alla fine forse anche più del nucleare) e ci dà dipendenza da regioni politicamente instabili (golfo persico)  :ok:

Però abbiamo un sacco di partiti e di gente imbranata che per meriti di "leccamento"vive(con stipendi e rimborsi da favola) a spese della collettività  :kiss:

Basta accontentarsi...  :ok:

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Però abbiamo un sacco di partiti e di gente imbranata che per meriti di "leccamento"vive(con stipendi e rimborsi da favola) a spese della collettività  :ok:

Basta accontentarsi...  :D

 

FANTASTICO!! Abbiamo trovato il combustibile alternativo: bruciamo i nostri parlamentari!!  :kiss:

 

Mica male come idea... quasi quasi la suggerisco a Beppe Grillo...  :ok:

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FANTASTICO!! Abbiamo trovato il combustibile alternativo: bruciamo i nostri parlamentari!!  :roll:

 

Come idea non è male peccato che non si rigenerano e allora il combustibile si esaurirebbe presto :D

 

Mica male come idea... quasi quasi la suggerisco a Beppe Grillo...  :D

 

Il problema è che senza partiti non c'è democrazia e senza governo non c'è stato (gli anarchici sarebbero contenti ma sul piano delle utopie si può sognare di tutto  :love: la realtà è un pò diversa).

 

In fondo anche il grillo parlante vuole cancellare i partiti e per farlo cosa fà? ...crea un altro partito (ovviamente non lo chiama partito  :love: ) "con bollino di graranzia"  :love: dato da lui  :love:

 

Il problema è che dobbiamo essere noi elettori a esigere un certo comportamento dai nostri parlamentari e in generale da chi eleggiamo.

La strada è difficile ma non esistono scorciatoie a parte la dittatura o l'anarchia :love:

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Ivece credo che il problema sia proprio che la classe politica italiana si RIGENERI.

 

Chi come me ha vissuto proprio negli anni della maturazione il passaggio tra Prima e Seconda Rpubblica forse troverà che non sembra esserci tutta questa differenza.

 

Per quanto riguarda la discussione in oggetto, non sono abbastanza informato e sto leggendo con interesse tutte le posizioni - così magari riesco a formarmi un'opinione.

 

Mi viene solo da dire (e mi si accusi pure di demagogia o di "grillismo") che in effetti c'è proprio poca informazione su queste tematiche.

 

Per esmepio dal punto di vista scientifico. I dati scientifici dovrebbero essere conclamati pubblicamente, pubblicamente condivisi, insegnati nelle scuole, diffusi dai media eccetera. Invece, quando sono in gioco interessi così forti, le cose non sono più tanto facili. Se poi si passa dall'evidenza scientifica alla valutazione sociopolitica del problema, allora è anche peggio...

 

Voglio dire, sappiamo ragionevolmente per certo che il fumo fa male e, se una major del tabacco pubblica uno studio in cui sostiene che il fumo fa bene, la cosa assume un certo aspetto.

 

Su questioni come l'interruzione di gravidanza e la fecondazione assistita, la comunità scientifica dà delle risposte e diche chiaramente anche quali sono le risposte che non sa ancora dare: il resto è lasciato alla nostra coscienza.

 

Su questioni come il mercato del lavoro o le politiche sociali, non ci sono troppe evidenze da valutare (semmai statistiche): per lo più sono strategie da applicare e quindi si tratta di discorsi squisitamente ideologici e politici.

 

Su questioni come l'energia nucleare, invece, si dice continuamente tutto e il contrario di tutto e credo di non essere il solo a non sapere a cosa aggrapparsi.

 

Allora - se condividete la mia ricostruzione - mi (e vi) chiedo: dal punto di vista dell'informazione, siamo davanti a una specie di censura globale operata per salvaguardare certi interessi economici e politici o davanti a un eco-terrorismo o a entrambe o a che altro?

 

Non avete paura di un domani nel quale, davanti a un ipotetico referendum, potreste trovarvi a prendere una decisione arrampicandovi sugli specchi? Io sì.

 

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Non avete paura di un domani nel quale, davanti a un ipotetico referendum, potreste trovarvi a prendere una decisione arrampicandovi sugli specchi? Io sì.

 

In effetti una classe politica decente dovrebbe

1) sapere "decidere" guardando anche oltre il breve termine

2) mettere gli elettori nelle condizioni di decidere consapevolmente quando la scelta è demandata a loro.

 

Però i nostri politici (chi più chi meno) sembrano in altre faccende affaccendati...  :D

Per esempio sul nucleare c'è una gran confusione. Ok adesso è troppo tardi? lasciamolo perdere.

 

Però l'eoliconon si fà, il geotermico nemmeno, sul solare/fotovoltaico siamo a distanza siderale da paesi con meno insolazione di noi,altre energie alternative non si provano,il riciclo (non solo energetico) dei rifiuti è da operetta (a parte qualche comune quasi sempre molto "piccolo")  :D

 

Nel contempo la bolletta petrolifera aumenta e i rischi di approvvigionamento per l'instabilità dell'area mediorientale pure...

Uno si chiede se abbiamo un "governo"  o un'anarchia con l'etichetta "governo"  :roll: (nonvale solo per "questo" governo ma pure per quelli di prima).

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X yrian:

 

Personalmente io ormai mi sono fatto un'idea: in certi tipi di situazione è meglio che la decisione venga presa e attuata prima dell'informazione rivolta al pubblico. La negoziazione (il referendum ne è in un certo senso una manifestazione) funziona solo se c'è il consenso (intenso come comunione e chiarezza degli obiettivi), se però già manca la chiarezza tecnica (questo è uno dei casi e non parlo di censura, proprio c'è divergenza di opinioni, magari anche per posizioni ormai ideologizzate). In questo caso siamo di fronte a uno di quei casi in cui la chiarezza tecnica viene meno e il consenso pure. Le posizioni sono troppo radicate e il dialogo impossibile. Ormai è praticamente impossibile un passaggio al nucleare a meno che non ci sia qualche causa scatenante che allinei l'opinione politica, l'opinione pubblica e cosa più importante l'opinione dei portatori di interessi.

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Allora - se condividete la mia ricostruzione - mi (e vi) chiedo: dal punto di vista dell'informazione, siamo davanti a una specie di censura globale operata per salvaguardare certi interessi economici e politici o davanti a un eco-terrorismo o a entrambe o a che altro?

Eccome se condivido: e ti confermo pure che censura ed eco-terrorismo vanno di pari passo, mano nella mano.

Se l'intera scienza mondiale e tutti gli ingegneri assoldati nel settore "automotive", ossia la ricerca e produzione di sistemi di locomozione e trasporto, si fossero concentrati sullo sviluppo di motori "alternativi", ad oggi non sarebbero neppure più in circolazione quelli a combustibile che, tengo a sottolineare, sono delle stufette che dissipano la maggior parte dell'energia derivante dalla combustione sotto forma di calore, che viene disperso nell'ambiente, anzichè in propulsione, e quindi energia cinetica.

 

Se non ci fossero certi interessi in ballo... oggi non staremmo nemmeno col naso all'insù a guardare gli UFO che presumibilmente passano sopra la nostra testa, ma avremmo mezzi per rincorrerli e farli pentire amaramente di essere venuti a ficcare il naso a casa nostra.  :roll:

 

 

Non avete paura di un domani nel quale, davanti a un ipotetico referendum, potreste trovarvi a prendere una decisione arrampicandovi sugli specchi? Io sì.

 

Giammai... prima di andare alle urne ad esercitare il mio DIRITTO di apporre una crocetta, costi quel che costi, è un mio DOVERE sapere cosa sto provocando con il mio voto.

L'unica cosa che temo, è uno schifoso gioco di parole nella stesura del conseguente disegno di legge, che renda molto effimeri certi confini tra lecito ed illecito, giusto e sbagliato e consenta, come già accaduto per molte altre delicatissime questioni, la proliferazione di malavitose rivisitazioni e reinterpretazioni a danno dell'intera società, lasciando perennemente impuniti gli artefici delle malefatte.

Questo mi preoccupa... e non poco!

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Esempio A

situazione: Nord Italia, centinaia di centrali idroelettriche

problema: sono spente

soluzione: aggiornare la tecnologia di queste centrali a quella moderna (ora sono ferme alla prima metà del secolo)

 

Esempio B

situazione: Milano, Naviglio Grande e Naviglio Pavese

problema: nessuno, anzi l'acqua scorre

soluzione: hanno calcolato che è possibile fare minicentrali idroelettriche con appena un salto d'acqua di tre metri, indi un gruppo di ricerca scientifico ha decretato che è possibile fare centrali idroelettriche sfruttando anche canali (oltre che ai fiumi)

 

Esempio C

situazione: paesino dove abito

problema: nessuno, c'è uno dei fiumi con maggiore portata di tutta l'Italia (l'Adda)

soluzione: potrebbero fare una centrale idroelettrica ogni poche centinaia di metri

 

E così via discorrendo. Attualmente non esiste una soluzione che ci stacchi dal petrolio e che ci permetta di vivere unicamente con la produzione di energia rinnovabile, allora che fare? come diceva qualcuno poco sopra ci vorrebbe un piano energetico di risparmio (almeno quello per iniziare).

 

Alcuni esempi:

- siamo nell'epoca del "attenda un attimo al telefono", che "energeticamente" parlando di trasforma nella "tecnologia dello stand-by" (spento, ma acceso), miliardi di elettrodomestici che sembrano spenti, in realtà le loro diavolo di lucine rosse, ed i componenti all'interno continuano ad assorbire corrente.. ma spegnere la tv con il pulsante no eh? gli alimentatori che devono avere la loro lucetta per dirti che sono funzionanti, non basta fare un pulsante che se premuto ti accende un led solo per quell'istante? (in questo modo uno vede se l'alimentatore funziona), e via discorrendo ci sono altri centinaia se non migliaia di esempi. Si parte dalle piccole cose.

- lasciare il pc acceso quando non lo si usa: vado a cena, lascio acceso, e dopo venti minuti torno; proviamo a moltiplicare quei 20 minuti di corrente per milioni di pc, e moltiplichiamoli poi per 365 giorni, non si parla più di pochi megawatt

- il massimo è rispondere al telefono, essere in un'altra stanza e lasciare la tv accesa, anche qui stesso calcolo: minuti_di_tel x corrente_tv x 365 giorni, ed altri megawatt andati

 

Se ognuno di noi guardasse alla propria giornata, troverebbe innumerevoli modi per risparmiare corrente, e questo è necessariamente il primo passo verso un'uso (ecologicamente parlando) corretto dell'energia.

 

Certo, riprendendo gli esempi all'inizio se non ci fossero 'sti diamine di esaltati ambientalisti potremmo costruire qualche centrale idroelettrica lungo i fiumi, in modo da produrre energia per l'illuminazione pubblica, i semafori, in alcuni casi con più centrali anche l'energia per un intero comune; pensiamo al risparmio che la città di Milano avrebbe se l'illuminazione pubblica funzionasse grazie ad energie rinnovabili. No, a noi italiani piacciono petrolio e carbone.

 

Dalle mie parti se fai girare uno dei vecchi mulini rischi il penale, se chiedi l'autorizzazione ti viene negata, insomma.. bisognerebbe rompere un po' di teste.

 

Forse sarebbe meglio cercare di utilizzare ciò che ogni zona ha da offrire, chi ha molto vento l'eolico, chi ha molti fiumi/canali l'idroelettrico, etc; invece la scusa degli ultimi anni è "cerchiamo una soluzione a livello globale", che notoriamente sono molto più difficile (e non è nemmeno detto che esistano) da adottare.

 

 

Riguardo al nucleare ci facciamo tante paturnie, ma a meno di 300 km abbiamo le centrali nucleari francesi, in centro a Pavia c'è l'unico reattore nucleare (a fissione nucleare) funzionante in tutta Italia (24h/24h e 365g/365g), che produce tranquillamente i suoi 250KW quando lo tengono "a riposo", ed arriva a produrre invece 250MW =250.000KW che "/ 3" (3 sono i KW dati alle abitazioni) danno 83.333 appartamenti. Potrebbero dare corrente a tutta l'università (è un'installazione universitaria) e ad altre 83mila case, ma la legge lo vieta. Peccato.

 

Una centrale nucleare "normale" fornisce mediamente sui 1000/1300 MW di potenza, che = 1.300.000 KW => 430.000 appartamenti, diciamo (grossolonamente) che con una quarantina di centrali nucleari alimenteremmo tutta Italia, avendo un costo dell'energia relativamente ridicolo (poi inspiegabilmente pagheremmo sempre la stessa cifra :D) e molto meno inquinamento (si parla tanto di un fusto di scorie radioattive, ma se pensiamo che tutti i giorni respiriamo carbone e altre schifezze varie..)

 

Le centrali nucleare hanno vita breve, e le scorie prodotte è vero che sono molto difficili da smaltire, ma si è calcolato che le scorie prodotte da 10 grosse centrali nuclearei, in un anno corrisponderebbe ad una decina di barili.

 

Un'idea può essere quella di costruire una quarantina di centrali nucleari, prendiamo le scorie e le mettiamo in una bella miniera di salgemma, e per i prossimi 25/30 anni siamo a posto; cosa ne guadagniamo a parte le scorie rinchiuse in fusti e messe in miniere? ne guadagniamo 30 anni di staccamento quasi totale dal petrolio (per la produzione di energia elettrica si, ma non per quanto riguarda i trasporti su gomma), ed altri 30 anni di tempo per effettuare studi su forme di energie alternative; oppure nel frattempo continuiamo ad immettere allegramente tonnellate di scorie da carbone nell'aria (a differenza delle scorie nucleari che rimangono chiuse e sigillate in bidoni disperdendo molto poco).

 

Un'altra soluzione è aspettare che qualche scienziato risolva il problema delle centrali a Fusione (e non a fissione) nucleare.

 

Di fatto, ad oggi, secondo numerosi scienziati, anche a fronte di un piano di risparmio energetico, non è possibile sopravvivere unicamente con le fonti rinnovabili.

 

A meno di una rivoluzione del popolo (stile rivoluzione francese) dubito fortemente che un qualsiasi governo (italiano) abbia l'interesse di eliminare (attualmente) il petrolio.

 

Infine come dice Yrian, ci vorrebbe molta più informazione prima di andare a votare un ipotetico referendum, altrimenti si corre il rischio di votare sull'onda emotiva o di informazioni false e tendenziose; inoltre, i referendum in Italia lasciano il tempo che trovano (basta vedere quello inerente al finanziamento dei partiti), sia mai che per qualche strana "virgola" messa in uno "strano" modo all'interno del testo, ci si trovi una centrale nucleare posizionata proprio sopra una faglia sismica ;)

 

 

Un esperimento, provate a chiedere ai vostri genitori cosa votarono e perchè lo fecero, al referendum del 1987 sull'energia nucleare.

 

 

Un po' di sitografia:

Referendum del 1987

Il principio di Precauzione

L.E.N.A. (Laboratorio Energia Nucleare Applicata) dell'università di Pavia

La fusione nucleare (attualmente si utilizza la Fissione)

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ovviamente, senza chiedere, votarono no perchè era appena avvenuto l'incidente a cernobyl...

comunque sia, ormai, è inutile parlare di nucleare in italia, abbiamo due (tre?) centrali in disuso e non basterebbero certo, anche riattivate, a fornire abbastanza energia. Mettersi a costruire ora altre centrali sarebbe follia, da un lato per il dispendio di soldi, da un'altro perchè è una tecnologia che cadrà certamente in disuso tra meno di una decina d'anni...

 

Una cosa da fare, invece, sarebbe obbligare alcune ditte produttrici di televisori a metterlo il benedetto tastino che spegne definitivamente l'apparecchio. Il mio televisore, ad esempio, può stare solo in stand-by, anche se spento dall'apparecchio, e certo non è divertente staccare ogni volta la spina dal muro XD

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StraccinoBello

quello che dirò non serve a niente. è un pensiero personale....nessuno ha nostalgia dei tempi in cui l'olio lo faceva la piccola fabbrica del paese? di quando la gente non entrava ancora nel super iper mega store e trovava già tutto pronto in mini medie o mega porzioni, invece andava dal macellaio per la carne, dal contadino per le uova e la frutta, e dalla nonna per la torta fatta in casa? cioè....a nessuno sembra che questa corsa al progresso sta rovinando un sacco di cose genuine e belle che avevamo? di sicuro ne derivano tanti vantaggi, certo, però....arrivati a un certo punto, tipo questo dei problemi ambientali, non è il caso di accorgersi che non si deve correre all'arraffo fino all'ultima risorsa? che ci sono cose a cui si può rinunciare? anzi è meglio rinunciare? i grandi centri stanno cancellando i piccoli paesi. cerchiamo di conservare le tradizioni e i luoghi solo con le parole. quei posti non vivono senza persone e la produzione di massa toglie lavoro ai piccoli imprenditori. delle bellissime città del sud, dove abito io, campano solo del turismo. quello porta soldi però trasforma anche le stradine storiche in mercatini che vendono solo stronzate!! dei giorni mi chiedo che vengano a fare i giapponesi se passano per Alberobello e si fanno solo il tour dei negozi. :D al nucleare voterei NO. per me non ci serve tutta quella energia. mi piacerebbe se si ritrovassero alcuni vecchi valori. dalle parti mie si dice che chi troppo vuole alla fine nulla stringe. a parer mio è verissimo. il risultato del progresso e solo che 4 ladri si fanno miliardari e tutti gli altri la si fanno la baracca sotto il ponte.

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