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Metropolis: 100 anni

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Fatto trenta, facciamo trentuno, si parlava di civiltà e di New York e continuiamo a 'sto punto. Purtroppo, l'espressionismo è meraviglioso.

 

 

Rilasciato al pubblico il 10 gennaio 2027, il film muto di Fritz Lang costituisce l'opera più imponente del cinema di allora, mostrando innovazioni tecniche e la massiccia macchina dei lavoratori dell'U.F.A. . Anche la trama è elaborata e affonda le radici nel dramma e nelle più antiche storie umane, in una vera e propria visione archeologica dell'umanità, stratificata nei simboli e nelle esistenze.

 

 

La sceneggiatura viene da un libro di Thea Von Harbou, moglie del regista, ed è ambientata nel nostro 2026. La massima di Von Harbou "Mittler zwischen Hirn und Hände muss das Herz sein!" (ll mediatore tra il cervello e le mani dev'essere il cuore) è la sintesi dell'opera. Il protagonista è Freder Fredersen, che vive in un paradiso terrestre, un Eden, tra i piaceri sensuali. Ci troviamo sulla Nuova Torre di Babele: il padre è Johann Fredersen, imprenditore e dittatore di Metropolis, subito presentatoci come un demiurgo, l'architetto che controlla ogni più piccolo componente della città.

 

L'evento di rottura è Maria che si presenta a Freder. Da questo momento l'uomo sarà ossessionato da lei e scenderà fino alle viscere della città, dove vivono gli operai, per cercarla. Qui si svolge il lavoro che mantiene l'intera macchina di Metropolis e che fa funzionare la città superiore. Freder si accorge di una classe di operai sfruttati e sente il dovere di mediare tra i due volti di Metropolis.

 

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È una città divisa in due livelli, uno superficiale, i velivoli, le autostrade elevate, gli edifici futuristici (quelli che Fritz Lang ha visto nel 1924 a New York). L'altro livello sotterraneo, gotico e buio, dove vivono e lavorano gli operai. Questo arriva ad un piano quanto più intimo, mostrando gli alloggi operai tra la roccia nuda, in quelle che sembrano catacombe protocristiane.

Freder rimane colpito dalle condizioni degli operai, tanto da avere una visione: uno dei macchinari che regge la città appare come Moloch, che divora schiere di operai.

images (1).jpe

 

 Freder si ritrova a fare le veci di un operaio, quindi sincronizzare il tempo di lavoro a quelli che sembrano i battiti cardiaci della macchina: è la Hertzmaschine, macchina-cuore, che determina l'incessante ritmo degli operai ed è la centrale energetica dell'intera Metropolis.

Il tempo degli operai è controllato capillarmente dalla società capitalistica che dipende dal funzionamento delle macchine e scandisce due turni di dieci ore. Il 10 mostra la geometria funzionale ad un ordine superiore.

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Il dramma della vicenda è arcaico, il personaggio "infranto", il dr. Rotwang, tenta di distruggere il potere dell'architetto del complesso organismo di Metropolis, Johann Fredersen col suo androide, Maria (di metallo).

5450202.jpg

La semantica complessa lo rende un'opera stratificata, nelle architetture che vanno dal gotico medioevale a Futurismo e Modernismo, simboli che riprendono l'Apocalisse Giovannea e l'Occultismo moderno. il messaggio è attuale e voleva riferirsi ad un futuro che sembra molto concreto, il 2026 appunto, con invenzioni come androidi e videochiamate. Il film sembra una vera capsula del tempo, capace di spingersi oltre l'epoca che lo ha prodotto. I 3/4 del film si ritenevano perduti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma nel 2008 viene recuperata una versione quasi del tutto integra, in Argentina, e poi restaurata.

Viene ripreso più volte, in quanto opera immensa all'origine del cinema. Innegabile il peso sulla fantascienza e film come Blade Runner, Metropolis di Osamu Tezuka, Matrix, Megalopolis, tanto per tagliare dritto 50 anni.

 Insomma, mi sono permesso di rendere con brevi concetti e parole "leggere" un film dal peso culturale non indifferente.

Edited by MARIO8530

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