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  1. Past hour
  2. Silverselfer

    Ritorno a Long Beach

    Ep. 14 (Tim LaHaye) “Evviva lo stile di vita americano!” In fondo non è così difficile distinguere il bene dal male se scegli di attenerti alle regole . “Dio benedica l’America!” Così facendo, la giustizia diventa il verbo dei giusti e i cattivi sono quelli che non la rispettano. “Possa la nazione liberata dal Cielo, essere benedetta con la vittoria e la pace” Io ero americano e la divisa faceva di me un giusto. “Sia lodato l’onnipotente che ci ha creato e protetto come una nazione” I cattivi attentavano allo stile di vita dei giusti con gli scandalosi atteggiamenti del maligno. “Questo è il nostro motto” Abbiamo fede in Dio! Crediamo nella Bibbia e rifuggiamo il dubbio che si cela nella tentazione del male. “La bandiera adorna di stelle per sempre garrirà sulla terra dei liberi e degli impavidi” Dio ci abbia nella sua gloria e benedica l’America sempre. Dopo la vicenda di Ralph, in me scattò l’istinto di redenzione e come accadeva ogni volta, decisi di abbracciare la più severa tra le ortodossie moraliste che mi capitò sottomano. Accettai dunque d’incontrare il Predicatore Battista: Cornelius Zacarias, quello di cui mi aveva parlato il Sergente Collins. “Dio Benedica l’America!” Era la prima volta che sentivo citare un inno nazionale durante il sermone in chiesa, ma fui veramente coinvolto dall’entusiasmo con cui i fedeli rispondevano. “Questo è il ragazzo cattolico di cui ti ho parlato” George mi aveva espressamente detto d’indossare l’uniforme e anche lui aveva quella da cerimonia, solo Rod non aveva messo quella della polizia. “E’ il Signore a scrivere il nostro destino” Il Pastore sapeva riconoscere i colori delle mostrine militari e lesse il mio destino dagli onori che portavo appuntati al petto. “Ho sentito l’entusiasmo nella tua fede, ragazzo!” Sì, mi ero un attimo lasciato infervorare dal suo sermone, ma avrebbe dovuto vedermi durante una messa cantata! “Vedo nei tuoi occhi la scintilla” Disse, quando il Sergente Collins concluse la mia presentazione adducendo anche le stellette dorate che arricchivano il mio pedigree famigliare. “Sei dei nostri, Conney?” Quell’invito era una proforma perché Rod aveva invitato il Pastore a pranzo in casa sua apposta per me. “Conney, ti presento Jennifer” Quando Faith proseguì le presentazioni con la figlia del Pastore, compresi che quello era anche un appuntamento galante. “Perdona Jennifer, è una ragazza molto timida” Lei avrà avuto vent’anni o poco di più e non era neanche brutta! “Piacere d’incontrarti ... Conney” Sfuggì alla mano che le avevo proteso e arrossì quando la ritrassi, imbarazzata dallo sguardo severo del padre. Solo allora pronunciò la frase di convenevole, aggiungendovi con uno sforzo finale il mio nomignolo, una confidenza che le avvampò ulteriormente il volto. “Non farti una cattiva idea di Jenny” Mi continuò a dire Faith, dopo che lei si era rifiutata di salire in macchina con noi. “Io guido solo delle Cadillac, amico!” Il discorso s’interruppe perché Rod mi fece sedere accanto a lui per mostrarmi meglio la favolosa guida digitale della sua nuova Cadillac DeVille. »Spirit-Controlled Temperament« Il Pastore era un fervente ammiratore dei manuali di auto aiuto di Tim LaHaye e per tutto il pranzo mi espose le sue teorie su come controllare la mia esuberanza maschile. »How to Win Over depression« Mi spiegò che anche l’autore di quei libercoli era un reduce di guerra e di come aveva superato lo stress post traumatico. »The Act of Marriage: The Beauty of Sexual Love« Scrisse insieme alla moglie i benefici del matrimonio cristiano e come sopravvivere alla noia domestica ---> Comprai un intero cartone di quella merda che »casualmente« il Pastore Cornelius aveva caricato nella macchina del Sergente. »Raising Sexually Pure Kids: How to Prepare Your Children for The Act of Marriage« Dopo aver pranzato, noi uomini ci andammo a sedere in salotto e mentre loro parlavano di non so cosa, tirai via qualche titolo dal mio prezioso pacco di saggezza. »The Unhappy Gays: What Everyone Should Know About Homosexuality« Iniziai a sfilarne uno ad uno di quei libercoli andando a ritroso nel tempo, fino ad arrivare a quello del 1978, scritto contro l’epidemia omosessuale, ma ce n’era anche per i seguaci della falsa fede cattolica e l’archetipo di Satana individuato nel Papa Paolo VI. “Lascia stare quei libri” Mi disse Margaret, venendosi furtivamente a sedere sul bracciolo della mia poltrona. “Perché non vai ad aiutare Faith con i piatti?” Era mai possibile che in casa di Rod non ci fosse una lavastoviglie? “Accudire alle faccende domestiche fortifica lo spirito famigliare” Mi bacchettò Faith, quando le chiesi se aveva la lavapiatti rotta. “Prendi lo strofinaccio e asciuga” Continuò a dire, strabuzzando gli occhi per impedirmi di fare qualche altra gaffe con Jennifer che era al lavello, felice di ottemperare al suo dovere di femmina. “Io vado a controllare che agli uomini non manchi nulla” Quando Faith ci lasciò da soli, Jennifer rimase impietrita con le mani nell’acqua sporca dei piatti ---> Come si fa ad attaccare bottone con una così? Mi limitai a osservarla mentre le ero accanto eppure mi accorgevo che anche questo era inopportuno con lei. Jennifer aveva i capelli castani ben pettinati e tenuti indietro da un casto cerchietto di legno. Quello era l’unico accessorio sul suo vestito della domenica: camicetta bianca e gonna lunga, scarpe da ballerina ai piedi con calze corte bianche. “Oh, buon Dio!” Bastò che le sfiorassi una mano mentre prendevo un piatto da asciugare, per mandarla in tilt. “Perdonami” Ero stato io l’imbecille che si era fatto sfuggire il piatto di mano, le dissi quando la raggiunsi per raccattare i cocci. “Sono una stupida” Aveva un bel visino pulito e quel suo sguardo dimesso stuzzicava il mio istinto di predatorio. “Ti prego!” Stava per scappare via, solo per questo che la trattenni per un polso. “Mi sento svenire” Le chiesi se stava bene perché non avevo capito che il motivo del suo scompenso era proprio la mia presa energica. “Oh, buon Dio!” Si teneva una mano sul ventre e pareva che trattenesse degli spasmi tipo conati di vomito. “Lasciami ... ” Potevo forse farla cadere in terra? Invece la sostenni mentre continuava a invocare non so quale provvidenza. “Aspetta, ti prego!” Ebbe una sorta di mancamento, fu allora che la sentii vibrare prima di abbandonarsi docilmente al mio abbraccio come una tenera colombella con le ali ritratte sul mio petto. “Sto bene ora, grazie” Margaret e Faith sopraggiunsero attirate dal fragore del piatto rotto, ma quando arrivarono, era già tutto finito e Jennifer ci tranquillizzò sul suo mancamento. “E’ il caldo, basterà che mi dia una rinfrescata” C’era da crederle perché vestita com’era, un colpo di calore era molto plausibile. “No, ti prego ... faccio da sola!” Respinse Faith che si era proposta di aiutarla in bagno e una volta lontana, Margaret rimproverò la figlia perché non riusciva a trattenere una risatina maliziosa. “Conney, raggiungi pure gli uomini in giardino, pensiamo noi alle faccende” Volevo solo aspettare che Jennifer tornasse, giusto per sincerarmi che non fosse stato per colpa mia se ... “Conney, per favore!” Qual era il motivo di tanto imbarazzo? “Faith, pensaci tu” Risolse Margaret e la figlia mi prese sottobraccio per tirarmi via dalla cucina. “Certo che è colpa tua, stupido!” Giuro che l’avevo solo trattenuta, non volevo farle del male! “Jenny ha le ossa di un passerotto e tu hai queste mani da gigante!” Mi sentivo in colpa ---> Ero uno stupido troll! “Li accompagni tu, Rod?” Dopo qualche tempo, Margaret interruppe la nostra interessante conversazione sulla pesca al calamaro, avvertendo il Pastore che sua figlia si sentiva poco bene e aveva bisogno di andare a riposare. “Smettetela voi due!” Due chi? Era Faith che dovette correre in bagno o si pisciava addosso dal gran ridere. “Si può sapere cos’è successo?” Domandò George che come me non ci si raccapezzava tra tutti quei sottointesi maliziosi. “Voi uomini!” Margaret se la prese anche con il marito per l’indelicatezza della sua domanda. “Che le hai combinato, Conney!” L’avevo trattenuta e poi abbracciata, questo era successo a prescindere le ragioni pratiche per cui lo feci. “Santo cielo, Conney ... quella è una brava ragazza timorata di Dio!” Ci si mise pure Rod, che al ritorno c’informò ufficialmente che il Pastore Cornelius era molto risentito per l’accaduto ---> Forse avrei dovuto imparare a memoria tutta quella merda scritta da Tim LaHaye ... Ep.15 (R.I.P.) »No, la santità non fa per me, la bellezza non fa per me, il paradiso non è cosa per me« Jennifer si era innamorata ma il Pastore Cornelius decretò che ero un deprecabile fornicatore cattolico ---> E dire che sarei anche stato disponibile a scucirgli duemila dollari l’anno per andare a pregare nella sua chiesa. “Ci vuole il mais per pescare le carpe” La sera in cui andai a chiedergli spiegazioni, poi dovetti ringraziare Rod per avermi tirato fuori dai guai con la polizia. “Rod, raccontaci ancora di come Conney ha fatto scappare la figlia del Predicatore” Fui diffidato dall’avvicinarmi a casa loro e fu per festeggiare la fine di quella dannata storia che accettai di andare a pesca e anche Josè e Brad si unirono a noi. “Vi ho raccontato di quando Conney ha portato da mia suocera dei pantaloni sporchi di rossetto?” La mia love story con Jennifer era durata nemmeno due settimane. “Quei pantaloni avevano la zip tutta sporca di rossetto, capito?” ---> Anche quella vicenda finì sulla bocca di tutti. Il giorno dell’incontro con il Pastore Cornelius, il Sergente Collins mi aveva strappato la promessa di aiutarlo a cambiare la coibentazione nel sottotetto di casa sua perché quel paraculo di Rod gli aveva dato forfait. “Ti va di restarcene un po’ per fatti nostri?” Quando stava con me, George aveva una sorta di regressione infantile. “Stare qui su mi ricorda il fienile di casa mia nell’Ohio” Quel giorno faceva un caldo d’inferno e complice la polvere, in quel sottotetto si soffocava. “Che cosa state combinando ancora lì sopra?” Avevamo iniziato di buon mattino a tirare su i rotoli di lana di vetro e verso le dieci l’avevamo già stesa tutta, poi George mi aveva cominciato a raccontare le sue avventure di adolescente nel fienile della fattoria di famiglia in Ohio. “Io non so cosa mi fai!” Disse a un certo punto, quando gli venne duro nei pantaloncini, ma non avemmo il tempo di fare nulla perché Margaret prese a chiamarci da basso. “Il tuo soldatino sta sempre sull’attenti!” Dopo un frugale pranzetto preparatoci da Margaret, portammo la vecchia coibentazione allo smaltimento dei rifiuti. “Senti qua che roccia” A George non erano passate le fregole e nel furgoncino tornò sull’argomento allungando la mano sul mio pacco. “Bella presa, ragazzo!” Andammo avanti a stuzzicarci così per tutto il giorno e quando tornammo a casa, anche a Margaret parve che George fosse ringalluzzito come un ventenne. “Sei forse impazzito, George!” L’avevamo trovata in cucina insieme alla figlia Faith mentre sfornava una torta tutta per me ---> “A Conney piacerà molto la nostra torta speciale allo sciroppo d’acero”. Eravamo sporchi e sudati ma Faith non volle saperne di lasciarmi andare prima di gustare la torta. “Perché non lasci fare a Faith e ti vai a fare bella?” George non si tratteneva e faceva una corte sfacciata alla moglie. “Mettiti quel bel vestito a fiori che ti porto a cena fuori stasera” Margaret non riusciva a fargli tenere le mani apposto. “Tu devi essere impazzito!” Disse, dopo avermi lanciato una strana occhiataccia, quasi si fosse accorta in quel momento da dove provenivano le fregole del marito. “George, un po’ di contegno, per favore!” Però le faceva piacere eccome e Faith ed io li vedemmo correre di sopra come due ragazzini al primo appuntamento. “Non li invidi anche tu?” Mi chiese Faith mentre mi tagliava una fetta di torta. “Se solo Rod somigliasse almeno un po’ a mio padre” Rod soffriva parecchio la personalità del suocero e quelle parole non gli avrebbero certo fatto piacere. “Voi andate, ci penserà Conney ad accompagnarmi a casa” Mi accollai l’onere di riaccompagnare la figlia che non poteva guidare col pancione. “Gli piaci molto, lo sai?” Sulla via del ritorno, trovai il coraggio di chiederle come stava Jennifer. “Perché non la inviti a uscire?” Io ero convinto di aver sbagliato tutto. “Conney, devi essere più sicuro di te stesso” Mi rimproverò Faith, quando cercai di dissuaderla dal combinarci un appuntamento per via del predicatore rompiballe. “Allora non hai capito proprio niente, lascia fare a me” Fu così che la sera successiva mi ritrovai sulla porta di casa del Pastore Cornelius. “Buona sera Conney, entra pure in casa” Per fortuna che Rose O’reilly aveva ripulito i vestiti presi in prestito da Mitchell con un giorno d’anticipo, così ne approfittai ancora per tirarmi a lucido. “Ti presento mia moglie Olivia” Rimasi di stucco quando il Pastore chiamò sua moglie che era di sopra forse ad aiutare la figlia a prepararsi. “Sono lieta di fare la tua conoscenza” Per qualche strana ragione avevo pensato che il Pastore vivesse solo in casa con la figlia. “Servici del Te in salotto, sbrigati” Olivia me la ricordo come in un film degli anni cinquanta con una camicetta dai polsini e il colletto strettissimi sotto a un camice per i lavori domestici. “Olivia, siediti con noi a fare conversazione” Sì, la mia difficoltà a conversare stava creando un certo imbarazzo ... “Così tuo padre è un vero Generale!” Povera Olivia, mi fece tanta tenerezza lì seduta sul ciglio del sofà, quando quell’esclamazione inopportuna accese una luce nei suoi occhi spenti. “Olivia, ti prego!” La rintuzzò subito il marito, piccato del fatto che in tal modo si erano palesati i discorsi che avevano fatto in famiglia. “Va piuttosto a prendermi la brochure per la raccolta fondi” Già gli avevo visto scucire un’offerta a Rod per la nuova chiesa che stava costruendo ad Amityville. “Cornelius, non credi che ... ” Fui grato a Olivia per il suo tentativo di opporsi, quando tornò in salotto stringendo al petto il materiale divulgativo, ma in fondo me l’ero cercata perché gli detti spago al fine di non essere costretto a parlare. “Mille dollari, hai visto cara?” Non volevo fare lo spilorcio, ma forse esagerai con la cifra che scrissi su quell’assegno. “Sia lodato il Signore” Disse Olivia, accennando un inchino non si sa bene se a me o a Dio... “Va a chiamare tua figlia o questo bravo ragazzo chissà che penserà di noi” Olivia scattò in piedi e corse via su dei passettini. “Quella figlia è buona solo per mettermi in imbarazzo” Si stava sicuramente riferendo a quando lo costrinse ad abbandonare la casa di Rod. “Abbi pazienza con lei, sua madre l’ha viziata con tutte le sue premure” M’infastidiva il tono che usava, sembrava quasi che mi stesse vendendo un elettrodomestico. “Seguimi Conney, ecco la mia Jennifer” La introdusse così la madre, prima che scendesse le scale per permetterle un’entrata scenografica. “Non è bellissima?” L’aveva acconciata come uno spaventapasseri; No, forse sono troppo severo. Solo che si vedeva lontano un miglio che quell’abito era stato tirato fuori da qualche vecchio baule in soffitta e tutti gli accessori erano spaiati, per non parlare del trucco che le scarabocchiava il bel faccino ... “Se avessi indossato la divisa, avresti potuto riportarmela anche dopo mezzanotte” Questa gran battuta il padre la pronunciò sull’uscio di casa, prima che ci avviassimo alla macchina parcheggiata sul vialetto. “Jenny, stavi per dimenticare il giacchetto” Tuttavia, la pessima battuta del padre non mise in imbarazzo Jennifer quanto sua madre che ci rincorse per darle il giacchetto contro l’umidità della sera. “Sono mortificata per quanto è successo l’altro giorno” Fu la prima cosa che disse Jennifer quando giunse in fondo alle scale, dopo che le porsi il piccolo bouquet di rose bianche e che continuava a farsi girare in mano mentre guidavo la macchina. “Tieni” No, non intendeva i fiori, ma il mio assegno che teneva piegato in mano. “Ti prego, riprenditelo” Mi stupì quel gesto rivoluzionario ordito sicuramente da Olivia. “Sono così dispiaciuta!” Non potevo riprendermi quei soldi senza fare una pessima figura con suo padre ... Avevo prenotato al ristorante Annabelle di Main Street, ma era ancora presto. “Ti va di andare al parco dei divertimenti?” Anche se non c’ero mai stato, sapevo dov’era Adventureland perché stava davanti al college e per arrivarci bastava percorrere Broadhollow Rd. “Io ci sono stata solo una volta, ma era di giorno” Tali amenità andavano contro i sobri dettami educativi con cui era cresciuta Jenny. “Con le luci è tutto più bello!” Sembravamo due liceali appena usciti dal ballo di fine corso. “Sai sparare?” Che domanda era quella? Stesi non so quanti orsi, paperelle e palloncini, tanto che alla fine non sapevamo dove mettere i peluche che Jenny sceglieva con l’entusiasmo di una bambina. “Che spavento!” Ebbi un flashback malinconico quando salimmo sulla Nave del Pirata. “Ti manca molto l’Italia?” Le raccontai che su quella giostra ci andavo da ragazzino quando ero in vacanza a Sabaudia. “Tu sei cresciuto dove la Maga Circe trasformava gli uomini in animali!” Entrammo in quel parco dei divertimenti che nemmeno ci tenevamo per mano e ne uscimmo con Jennifer che mi abbracciava in vita ed io la stringevo con un mano sulla spalla. “In quale animale credi che ti avrebbe trasformato?” Secondo il mio carattere? Non lo so, forse avrebbe dovuto dirmelo lei. “Io non sono una maga e non ti conosco abbastanza” Dopo aver cenato, la riaccompagnai a casa e avevo sforato parecchio la mezzanotte perché da Annabelle quella sera si ballava la quadriglia. “Non guardarmi così” C’eravamo fermati a parlare in macchina sul vialetto di casa e dopo qualche minuto si era accesa la luce sul patio. “Mio padre potrebbe vederci” Alla fine mi concesse un bacio, ma dovetti forzarla per concedermene uno alla francese. “Un altro e basta” Il secondo me lo chiese lei e mi sentii autorizzato a osare ... lei mi tenne la mano che si era intrufolata sotto la gonna e la sentii di nuovo trattenere quei singulti che la scuotevano come se avesse dei conati di vomito. “Tutto apposto ragazzi?” Ci ritrovammo la testa del padre dentro il finestrino e per poco non ci faceva prendere un colpo. “Ci stavamo salutando, padre” Per fortuna che si affacciò in quello della guida e non si rese conto che gli stavo paccando la figlia. “Siete stati al parco dei divertimenti?” Come negarlo con tutti quei peluche che stavo scendendo dal portello posteriore dell’auto. “Oh, mio Dio, quest’orso è gigantesco!” Avevo abbattuto il Grizzly d’oro per vincere quello. “Conney sa sparare benissimo, madre” Olivia era corsa fuori in vestaglia per aiutare la figlia a portare in casa la cacciagione. “Jenny ha sempre desiderato andare in quel posto” Mi disse il Pastore Cornelius sulla porta di casa, quando gli misi in braccio l’orso di peluche gigante. “Dunque vi vedrete ancora?” Che cazzo di domanda era quella? “Olivia ed Io saremmo felici se domani sera potessimo farti sedere alla nostra tavola” Certo che così presto non me lo sarei aspettato un invito a cena formale, ma ero comunque felice d’iniziare una storia seria. “E’ successo qualcosa?” Il giorno dopo mi decisi a usare il numero del telefono satellitare del Generale. “A quale faccenda ti riferisci?” C’era da capirlo che si preoccupasse, visto che non lo avevo mai chiamato prima, neanche quando stavo rischiando la vita. “Ragazzo, non puoi capire quanto sono felice per te!” Avevo trovato la ragazza giusta, quella mattina mi ero svegliato con questa certezza e avevo rimuginato fino a pranzo come potessi dirglielo perché aveva ragione lui e mi sentivo, non so ... forse ero proprio innamorato di lei! “Che genere di donazione?” Il blocchetto degli assegni da cui avevo staccato quello dato al Predicatore era dell’EAB bank e se non glielo dicevo, il Generale si sarebbe informato da solo a chi era stato accreditato. “La tua fidanzata è la figlia di questo Predicatore?” Mi era sfuggito il dettaglio del fuso orario ---> a quell’ora il Generale era seduto a cena con mia madre. “Sì, hai capito bene” Appena pronunciò la parola »fidanzata« lo sentii conversare con lei ... e fu l’apocalisse. “Vorrei sapere che ti ho fatto per essere trattata come una pezza da piedi” Anche lei aveva ragione di essere arrabbiata con me. “Per quanto tempo ancora devo scontare la pena di averti messo al mondo?” Non era furiosa per la storia del fidanzamento con la figlia di un Predicatore miscredente. “Ti ho pianto morto e forse sarebbe stato meglio così” Quando rientrai con mezzi di fortuna ad Aviano dalla missione nell’Ex Jugoslavia, non era previsto che dovessi essere segnalato allo Stato Maggiore Italiano ed io lo venni a sapere solo parecchio tempo dopo in Alaska che figuravo come disperso in azione di guerra, in pratica quando a casa già mi avevano calato in una fossa. “Non mi sono meritata neanche una telefonata per sentire la tua voce” Non ero reperibile in quella fottuta notte artica e dopo era stata lei che non voleva più sentire la mia voce perché preferiva continuare a piangermi al cimitero ... cazzo! “Ti sei dimenticato della tua famiglia” Forse aveva proprio ragione lei e non feci nulla per riesumare quell’angoscioso passato dalla tomba in cui era finito. “Tu hai un sasso al posto del cuore” Mi sarebbe bastato sputare delle scuse, ma non c’era niente da fare perché rimanevano incastrate nel gozzo impedendomi di respirare. “Ti sei accasato con quest’altra svergognata dimenticandoti di noi” Tanto era inutile cercare di spiegarle cose che non avrebbe potuto capire. “E’ questa senza Dio che non ti lascia venire neanche al matrimonio di tua sorella?” Mia sorella si sposava! “Ti ho pure mandato il crocefisso benedetto da Papa” Quello era stato dunque un dono per riappacificarci. “Neanche una risposta mi sono meritata” Non potevo certo dirle che il Generale non me lo aveva spiegato il senso di tutto ciò. “Fallo almeno pe’ tu sorella che ce tiene tanto” Volevo bene a mia sorella ma non ci credevo che tenesse così tanto ad avermi al suo matrimonio. “Almeno ce fai conosce la tua fidanzata” Oddio, portare Jennifer in Italia! “Non te azzardà a famme lo sgarbo de non spasatte in chiesa!” Sposare? “Non te feci nasce ebreo e t’ammazzo prima co’ ste mani mie piuttosto de vedette morì apostata” Le promisi di andare al matrimonio di mia sorella e finalmente si decise a ripassarmi il Generale. “Ti senti bene?” Stavo meglio prima di telefonare. “Non sei costretto a tornare, OK?” Non era solo per quello. “Vuoi che venga a parlare con il Pastore Cornelius?” Come cazzo faceva a sapere il suo nome? “Ha prelevato i soldi quattro ore fa” Ora capivo perché aveva chiesto di parlare al direttore della banca prima di aprire il conto ---> Gli comunicavano in tempo reale ogni movimento. Solo dopo quella telefonata mi resi conto che ero andato a Long Island per rinascere a nuova vita, ma che siamo noi senza il nostro passato? ---> Zombi. Ep.16 (Un Amore Impossibile) “Oh, mio Dio, No!” Essere fidanzati comporta attrezzarsi per adempiere i doveri del ruolo sociale che si va a occupare. “Ti prego, Conney!” Esattamente come per quella cena, in cui avrei dovuto mostrare dei rassicuranti segnali di adeguatezza --> Nel mio sacco da militare non c’era niente del genere --> Avevo bisogno di abiti adatti, delle scarpe nuove e roba tipo un bell’orologio da mettere al polso. “Tu devi essere impazzito!” Io non ero bravo con lo shopping e ci rimediai solo degli sfottò quando provai a chiedere aiuto agli amici. “Oh, benedetta merda!” Jenny, invece, accettò di accompagnarmi e trascorremmo ore nel centro commerciale. “Oh, Sì” Lei si divertiva sicuramente più di me che di malavoglia andavo ogni volta a provare gli abiti. “Sì ... Sì!” Le proposi per gioco d’invertire i ruoli e quindi dovevo scegliere io qualcosa per lei e quando aprì la porta del camerino di prova, mi c’infilai dentro. “Sì, Conney, Sì!” La bloccai in un angolino e senza neanche sfiorarla, iniziò ad avere l’affanno. Era spaventata dalla situazione e dalla consapevolezza che avrei potuto abusare dell’intimità di quella porta chiusa. Le sfiorai solo il collo con le labbra facendola rabbrividire e trattenne un gridolino quando le infilai la lingua nell’orecchio. Con un braccio si teneva i seni e con l’altra mano proteggeva l’inguine che iniziò presto a illanguidire, dandole quelle strane scosse che le facevano torcere i visceri. “Tu mi porti alla follia” Dopo impazzì letteralmente! “Tu sei il mio diavolo tentatore” Quante me ne disse di blasfemie mentre perdeva ogni freno inibitorio! “Impalami come una cagna del demonio!” No, non scopammo in quel camerino. A lei bastò avvinghiarsi al mio corpo e toccarmi là dove mai avrebbe pensato di osare. “Io ti amo, Conney, ti amo così tanto!” Ringhiò un orgasmo che le fece rivoltare gli occhi nelle orbite mentre mi bagnava copiosamente la mano. “Ho paura di amarti troppo!” Era la terza volta che ci vedevamo e non era possibile che si fosse già innamorata di me. “Voglio essere solo tua” Sicuramente la mandavo su di giri di brutto, ma solo perché sapevo bene come azionare quel suo erotismo represso. “Voglio rimanere sempre così” L’avevano educata a preservare la propria illibatezza, col risultato che nel tempo, il terrore interiorizzato dello stupro le si era piantato nella vagina e iniziava a vibrare appena lo sguardo di un uomo la sfiorava. “Con te mi sento libera” Mi domandavo solamente chi era arrivato prima di me a romperle l’imene ... “Sono così felice, madre!” Sì, ricordo che lo era veramente e per tutto il tragitto di ritorno a casa non smise neanche un solo secondo di raccontarmi non so neanche io cosa. “Questo me l’ha regalato Conney” Appena parcheggiai sul vialetto, lei corse dalla madre che già si era affacciata sulla porta finestra della cucina. “E’ bellissimo, figlia mia!” Come si poteva non rimanere contagiati dal suo prorompente entusiasmo? “No piccina mia, tu vatti a preparare che alla cena penso io” Olivia derise la mia offerta di aiuto per apparecchiare e mi costrinse ad accomodarmi in salotto. “Quel testone di mio marito dovrebbe già essere qui” Dopo qualche minuto tornò con del Te e tre pasticcini, sul vassoio c’era anche una copia sgualcita del New York Post. Io mi sentivo in imbarazzo perché dopo aver speso tutti quei soldi in shopping, ero rimasto in short e magliettina dei NY Giants con ai piedi le mie consumate scarpe da jogging. “Non ti preoccupare ragazzo, questi vezzi lasciamoli alle femmine” Sto cazzo, appena il predicatore entrò in quel salotto, mi lanciò una tale occhiata di disappunto che dovetti scusarmi con lui per l’abbigliamento poco consono alla sua giacca e cravatta. “La sola cosa che non va è la tua maglietta, non è vero?” Lui tifava per i NE Patriots. “Vuoi vedere come hai investito i tuoi soldi?” Mi portò nel suo studio, dove aveva fatto realizzare un bellissimo plastico della chiesa che voleva costruire. “Questa è la scuola adiacente con il campo da football” Era proprio un progetto ambizioso e mi congratulai con lui. “Mi occorrono un bel po’ di soldi, ma con l’aiuto del Signore e di generosi contribuenti come te, riuscirò presto a iniziare i lavori” Mi disse orgogliosamente, aprendo lo stipetto chiuso a chiave dove teneva l’alcool. “Ci vuole un brindisi per il nostro futuro” Disse proprio ---> Nostro futuro ... “Ti piace, padre?” Quando Jennifer ci venne a chiamare per la cena, piroettò per mostrarci come le stava il vestito nuovo. “E’ un regalo di Conney” Accidenti se era bella! Si faceva fatica a credere che fosse la stessa ragazza di qualche giorno prima. “Un po’ di contegno, figlia mia!” Le avevo scelto un abito semplice con un’arricciatura sul decolté e la gonna a ruota che le lasciava scoperte le belle ginocchia. “Sono così felice, padre!” Il Pastore si era imbarazzato perché Jenny gli aveva gettato le braccia al collo come un’allegra bambinetta. “Ragazzo, imparerai presto che una donna va educata a una sana morigeratezza o ti condurrà sul lastrico” Lui avrebbe preferito che i soldi di quel vestito fossero finiti nel suo obolo. “Ti ringrazio o Signore per il cibo che ci doni ... e per aver condotto a questa tavola un nuovo commensale” Olivia e Jenny si scambiarono un’occhiata birichina quando il capofamiglia aggiunse quella postilla alla solita benedizione prima del pasto. “Così tuo padre e tua madre vivono a Roma” La cena fu un tribolo dall’inizio alla fine con tutte quelle domande sulla mia famiglia. “Che bello, settembre è un mese molto romantico per sposarsi” Non volevo raccontare balle. “Cornelius ed io ci siamo sposati a giugno e c’era un tale caldo!” Cercai di sviare il discorso sul matrimonio di mia sorella e fu anche peggio. “A me piacerebbe sposarmi in primavera” Sarebbe stato più facile affrontare un percorso di guerra. “Tu sei cattolico, vero ragazzo?” Domanda retorica, visto che tutti sapevano che ero uno sporco papista. “I matrimoni cattolici sono una fiera delle vanità” Avesse saputo che ne pensavano i miei di quelli loro! “Le coppie infrareligiose non hanno futuro” Si era fatto tardi e certo non potevo continuare ad annuire silenziosamente alla requisitoria che il Pastore mi stava facendo. Sarei dovuto diventare battista per sposare la figlia di un predicatore? ---> Tecnicamente ero lì solo per conoscerli prima d’iniziare a frequentare Jennifer e non a chiedere la sua mano. Non glielo feci notare perché sarebbe stato indelicato, ma lasciai trasparire il mio disappunto quando dissi che non volevo approfittare della loro ospitalità. “Jenny!” Esclamò Olivia, quando la figlia lasciò cadere le posate nel piatto e scappò in camera. “Cornelius, dovevi proprio affrontare l’argomento stasera?” Sicuramente Olivia costrinse il marito a calci nel culo per venirsi a scusare. “Ragazzo, aspetta solo un momento” Prima che mettessi in moto la macchina e me ne andassi per sempre ... “Io so riconoscere un bravo ragazzo quando lo vedo” Si stava sbagliando di grosso. “Il Signore ha messo il cuore della mia bambina nelle tue mani” Effettivamente, un ditalino fatto bene può far miracoli. Ep.17 (Di Nuovo nei Guai) Mi ero sinceramente invaghito di Jennifer e il suo entusiasmo mi era rimasto sotto pelle come un brivido che m’infiammava di desiderio. Più mi dicevo che era meglio per tutti chiudere quella storia subito e meno riuscivo a distogliere il pensiero dal suo viso pulito. “Hai ragione” Provai a parlarne al Sergente Collins, ma figurarsi se un paladino come lui non la pensasse allo stesso modo. “Voi uomini e il vostro stupido orgoglio” Margaret al solito aveva le idee chiare su tutto. “Tu e suo padre siete dei tori che si stanno scornando” Era mai possibile che dovessi essere sempre paragonato alle peggiori teste di cazzo? “Lo vedi anche tu che ho ragione?” Secondo lei mi ero impuntato sull’offesa ricevuta contro la mia famiglia. “Olivia mi ha raccontato della faccia che hai fatto” A quanto pareva, tutti ne sapevano meglio di me su cosa pensassi veramente. Margaret aveva ragione ---> L’orgoglio mi avrebbe fatto perdere l’occasione di essere felice. “Lascia fare a me, Conney” Faith era una donna molto più spregiudicata della madre e non ebbe alcuna remora a trovare il modo di farmi incontrare con Jennifer fuori dalle convenzioni sociali. “Conney, voglio stare con te per sempre” Lei sembrava proprio felice quando mi vide arrivare a casa di Rod. “Hey, non vorrete concepire il vostro primo figlio sul mio divano” Sì, c’eravamo messi a limonare scandalosamente, senza alcun riguardo per gli altri. “Queste sono le chiavi del capanno di mio suocero” Quello era stato l’alcova d’amore clandestina per tutto il periodo del fidanzamento tra Rod e Faith. “Ricordati di accendere il boiler, se non volete fare la doccia fredda” Non ero sicuro che per Jenny fosse normale andare in quel posto con il proposito di scopare ... Il capanno era una casetta prefabbricata con una bandiera degli Stati Uniti che sventolava da un pennone piantato nel piccolissimo giardino. “Ti piacerebbe fare una passeggiata nel parco?” Si trovava sulla Lake Shore Drive, all’altezza di Van Buren Street che era una strada senza uscita, finiva in un piccolo accesso alla riserva Massapequa. “Ci sono le papere e anche dei bellissimi cigni!” Dietro all’entusiasmo di Jenny per farmi conoscere quel parco, ci lessi dell’indecisione per quanto eravamo andati a fare. “Non è bellissimo?” Il parco con i laghetti e gli uccelli d’acqua era bello eccetera ... ma a forza di limonare su quei romanticissimi ponticelli, il mio di uccello non mi dava tregua con un su e giù che continuava da troppo tempo. “C’è qualcosa che non va?” E per dirla tutta, mi era preso un tale dolore al testicolo sinistro che mi stava rovinando la passeggiata. “Sei in collera con me?” Era quasi un’ora che passeggiavamo e si erano fatte le quattro del pomeriggio ... “Io non lo so se questo è giusto, Conney!” Parliamoci chiaro, io sapevo benissimo come metterle in moto il motore, ma volevo che fosse una sua libera scelta venire a letto con me. “Tu mi piaci così tanto, Conney!” Potevamo anche starcene solamente abbracciati nel letto, No? “Solo abbracciati?” Lo so che come pretesto per indurla a entrare in quella casa era proprio puerile, ma nonostante i suoi vent’anni, Jenny pareva proprio un adolescente al suo primo appuntamento. “Oh, mio Dio, sei sicuro che possiamo starci?” Non era ben chiaro se quel capanno fosse un ufficio di qualcosa, certo era che la presenza di una scrivania mise subito in allarme Jennifer. “Dici che è sicuro?” Insomma, se lo avevano usato anche Rod e Faith ... “Ci togliamo i vestiti qui?” C’era solo una stanza e un bagno, poteva scegliere lei dove preferiva farlo. “Preferirei non togliermeli” Con quel caldo? Beh, io stavo meglio in boxer ... “Ora che facciamo?” Se non si era sverginata con un cazzo finto, lo doveva aver già fatto con qualcuno o No? “Avevi detto che saremmo rimasti solo abbracciati” C’era un letto che avevo appena tirato fuori dal divano ed era anche piuttosto comodo. “Le lenzuola sono sporche” Non saranno state fresche di bucato, ma erano abbastanza pulite. “Che vuol dire che posso farti quello che voglio?” Dopo essersi finalmente decisa a togliersi la camicetta e a sfilarsi la gonna, mi raggiunse sul letto. “Mi vergogno” Sapevo che in quelle circostanze, qualsiasi cosa avessi fatto, a lei sarebbe salito quello spavento che la faceva arrendere. “Parliamo un po’, ti va?” Volevo che fosse una sua decisione anche solo parlare di sesso. “Perché vuoi saperlo?” Io glielo avevo confessato di aver avuto dei trascorsi sessuali da gran sporcaccione, ora spettava a lei dirmi almeno con chi lo aveva fatto la prima volta. “Tu quanti anni avevi la prima volta che lo hai fatto?” Era accaduto con la fidanzatina delle medie e dovemmo accorciare il preservativo con le forbici e poi fissarlo sul mio uccellino con l’aiuto di un elastichetto. “Ma dai, non ci credo!” Ridere delle mie assurde avventure adolescenziali la mise a suo agio. “Contano anche le toccatine?” Nel mio caso No, ma per lei potevano starci anche quelle. “Il figlio dei vicini di casa saliva sul tetto del garage per bussare alla mia finestra” E che facevano in cameretta? “No, non lo facevo entrare!” Allora? “Lui rimaneva fuori dalla finestra” Gli faceva una pippa in finestra ---> Era una variante sexy di Romeo e Giulietta. “E dai, non fare lo stupido!” Mi piaceva vederla ridere. “Sì, usavo anche la bocca” Dopo quella confidenza, la sua mano iniziò a esplorare il mio petto nudo. “Perché vuoi saperlo?” Non mi aveva ancora detto con chi lo aveva fatto la prima volta. “Non me lo ricordo” Non ci potevo credere. “Te l’ho già detto” Sempre con il figlio dei vicini? In finestra! “In cameretta, sciocco!” Allora non era solo il suo compagno di giochi proibiti. “Larry era fidanzato con Britney, una delle più belle ragazze del college” C’era qualcosa nella cronologia che non mi tornava. “Larry è più vecchio di me” Abbastanza più grande da poter iniziare a scalare il suo garage quando lei era ancora una bambina. “Ti è venuto duro!” Che c’era di strano? La sua manina si era intrufolata sotto l’elastico dei boxer. “Il tuo è più grosso di quello di Larry” Meno male che Larry non era un afroamericano. “Però dal suo ne usciva proprio tanto” Ah, era anche una golosona! E ci sapeva anche fare ---> Aveva un tocco leggero ma si sentiva che era ben allenato ... “Sta fermo!” Rimaniamo solo abbracciati ... come No! “Vuoi star fermo con queste mani?” Lei me lo stava pompando di brutto ed io non potevo neanche darle una paccatina? “Ho detto fermo” Che sberla che mi menò dritta in faccia! “Hai detto che potevo farti quello che volevo” Non prendermi a ceffoni e quando la tenni forte per i polsi, avvenne quello che già conoscevo. “Oh, Sì!” Appena sentiva una volontà forte trattenerla, s’innescava quell’erotismo biologico che la costringeva ad arrendersi. “Ti voglio bene, Conney” Anch’io e non so come l’aveva abituata questo stronzo di Larry, ma io non l’avrei costretta ad amarmi. “Lo devi fare, capito?” E mi pareva strano che mi fossi innamorato di una con tutte le rotelle a posto. “Fottimi come una cagna, hai capito?” Cercava di picchiarmi, ma credo che si facesse più male lei. “Perché non mi ami?” Alla fine di quella crisi isterica, esplose in un pianto dirotto. “Che vergogna, perdonami” Solo dopo l’abbracciai teneramente e le dissi che uno dei vantaggi di scopare con una zoccola navigata come lo ero io, era quello che non si doveva mai vergognare. “Che cosa ho che non va?” Niente ---> Da piccolo, in campagna dai nonni, avevo notato che le galline sono difficili da catturare, ma se urlavo forte spaventandole, allora si accovacciano come quando il gallo le montava ---> E’ un istinto naturale ---> Sono molte le donne che davanti alla forza di un maschio provano lo stesso istinto. “Mi stai dicendo che sono una stupida gallina?” Ora che ne sarebbe stata consapevole, non lo era più. “Che stai facendo?” Sfilai la federa da un cuscino e l’attorcigliai stretta per farne una fune con cui legarle i polsi dietro la schiena. “Conney, No!” Con le ali bloccate non poteva più svolazzare. “Non violentarmi, ti prego!” Le sarebbe piaciuto eccome subire ancora una volta quel tipo di sesso che l’assolveva da ogni volontà. “Oh, mio Dio!” Le strappai le mutande perché non c’era altro modo di sfilargliele e poi le allargai le cosce per leccargliela fino allo sfinimento. “Continua!” La corda fatta con la federa del cuscino non resse allungo ai suoi contorcimenti, ma anche dopo che riuscì a liberarsi, continuò a scaricarmi il suo miele sulla lingua. “Prendimi, voglio essere tua” No, volevo che facesse da sola. “Ti prego, lo voglio!” No, volevo guardarla mentre si masturbava. “Mi vergogno” E di cosa, se mi aveva appena pisciato in bocca! “Sei uno sporco cane” E lei una lurida cagna, a quanto pare eravamo proprio fatti l’uno per l’altra. “Dammelo” Ero in ginocchio su di lei e poteva ben prenderselo da sola. “Spara sulla mia faccia” Non con la pistola, ovvio. “Ah!” Feci da solo perché mi arrapava troppo vedere quel suo visino angelico bramarmi in tal modo e accompagnò ogni mio schizzo con un gridolino. “AH!” Il mio orgasmo l’aveva distratta e senza il mio coinvolgimento erotico, il suo si era affievolito e rischiava di non arrivare fino in fondo. “Oh, mio Dio, Oh, mio Dio!” Arpionai senza troppo riguardo il suo desiderio con due dita, trovando immediatamente la superficie rugosa all’interno della sua vagina. “No ... No ... No!” Ci misi un attimo a stapparla, ma furono comunque momenti molto concitati e dovetti tenerla giù con una mano sul petto mentre si torceva in un lungo orgasmo. “Oh, mio Dio” Ripeteva ancora, perché il suo sistema nervoso continuava a essere scosso da spasmi epilettici. “Ah, è gelida!” C’eravamo dimenticati di accendere il boiler della doccia. “Uh, basta!” Le sembrava tanto fredda perché eravamo accaldati e madidi di sudore. “Sto congelando!” Si era avvinghiata a me come un gatto selvatico. “Ti prego, Conney!” Se non ci lavavamo bene e subito, tra un po’ avremmo puzzato come maiali. “Tu sei proprio matto!” Sì, intanto lo shock della doccia fredda ci aveva aiutato anche a riprenderci dalla trans erotica. “Mi fai male!” Le era presa una ridarola pazzesca mentre la strofinavo energicamente con l’unico asciugamano che avevamo a disposizione. “Guarda che capelli!” E che ci potevo fare? Li avevamo lavati con il bagnoschiuma e specie i suoi, si erano arruffati. “Conney?” Ok, ero felice anch’io e avevo voglia di coccole quanto lei, ma qualcuno doveva pure richiudere il letto prima di andarcene. “Voglio cantarti una canzone” Che? »My coat of many colors« Jenny sapeva cantare benissimo! »That my momma made for me« Sembrava la voce di una bambina quella che intonava Dolly Parton in Coat of many color. »Made only from rags« Jenny si stava accompagnando tenendo il tempo con il battito delle mani. »But I wore it so proudly« Sembrava un allegro gioco cui mi unii subito. »So with patches on my britches« Quelle note così pulite, facevano vibrare il diapason della mia anima. »And holes in both my shoes« La sua voce addobbava quella stanza disadorna con i mille colori di un Natale fuori stagione. »In my coat of many colors« Mi stava regalando il suo cappotto dai mille colori. »I hurried off to school« --> Ti Amo --> Cazzo, lo avevo detto! Il silenzio giunto a seguito di quelle note, mi spaventò al punto che l’abbracciai stretta e dopo aver ritrovato quella musica in un suo bacio, glielo dissi ... “Tu non hai fame?” Esatto e il Pastore Cornelius l’aspettava per cena. “Io ho fame subito!” Appena salimmo in macchina, iniziò a fare i capricci. “Non m’importa di cosa penserà mio padre” A me invece fregava parecchio. “Ti prego, Conney!” Voleva andare a mangiare in una trattoria italiana che conosceva lei. “Sì trova qui vicino e mio padre capirà perché lo sa quanto mi piace il cibo italiano” Forse la preferivo quando era timida e remissiva. “Io adoro la carne italiana” Disse palpandomi il cavallo degli short ---> Avevo creato un mostro! Ci guardarono tutti quando entrammo nel ristorante perché avevamo la faccia stravolta, tipica di chi ha appena fatto del sesso selvaggio. “No, voglio che m’imbocchi tu” Jenny era completamente strafatta di estrogeni e non mi si staccò di dosso neanche a tavola. “Tu sei una ragazza fortunata” Le rispose la cassiera, quando Jenny si sentì in dovere d’informarla di quanto fosse felice in quel momento. “Già mi manchi da morire!” Era buio quando parcheggiai sul vialetto di casa sua e la luce sul patio si accese ancor prima che spegnessi il motore. “Non scenderò senza di te” Mi lasciai convincere ad accompagnarla in casa ---> lo feci anche perché volevo rimangiarmi l’orgoglio di cui mi aveva parlato Margaret. “Buona sera, Conney” Il portone si aprì nel momento esatto che ci arrivammo davanti e comparì la figura austera del Pastore Cornelius ---> ci squadrò severamente dalla testa ai piedi. “Jennifer, tu puoi entrare in casa” Si vedeva ... si vedeva quello che avevamo fatto ---> Capelli arruffati, vestiti sgualciti e Jenny con lo sguardo ancora stralunato, attaccata al mio petto come un koala al suo eucalipto. “Jennifer!” La voce severa del padre scosse la figlia manco fosse stata una frustata e dopo lei si sfilò da me, scomparendo in casa senza neanche voltarsi. “Credevo che fossi un uomo degno dei gradi di una divisa degli Stati Uniti” Invece ero solo un comune ragazzo senza valori, disse così prima di sbattermi la porta in faccia. “Gli passerà” Mi disse Faith, quando il giorno dopo le riconsegnai le chiavi del capanno. “Quella ragazza è pazza di te, non lo sai questo?” Il suo istinto da gallina non le avrebbe mai permesso di ribellarsi al padre. “Conney, ne hai combinata un’altra delle tue?” Mi disse un soldato di cui manco mi ricordavo la faccia, appena rimisi piede alla Base. “Il Colonnello si è fermato in ufficio apposta per te” Mai avrei pensato che il Pastore Cornelius Zacarias fosse andato fin dal Colonnello a presentare le sue rimostranze. “Fin quando deciderai di rimanere ospite di questa Base, dovrai attenerti al codice d’onore che ci contraddistingue nella comunità di Farmingdale” Jennifer non era una ragazzina e mi amava anche, io non mi ero approfittato di nessuno, cazzo! “Non è quello che lei ti scrive in questa lettera” Quale lettera? “Questa che mi ha consegnato suo padre” Se era una lettera diretta a me, perché suo padre e lui la conoscevano ancor prima che arrivasse nelle mie mani? »Ti sei approfittato del mio amore per condurmi alla fornicazione« Che scemata era mai quella? »Mi hai spinto a compiere atti contro natura« Neanche se me la fossi inculata! »Sono costernata dal peccato che affligge il mio corpo« Quelle erano tutte cazzate scritte sotto dettatura del padre ---> Un maschilista accecato dal coito profanatore. “Conney, dove stai andando ... Conney!” E Sì, ora pure quella Madama del Colonnello poteva chiamarmi Conney ---> Improvvisamente tutti si sentivano miei amici, solo perché erano abituati a sparlarmi dietro. “Fermatelo ... Conney!” Non ero forse padrone di andare a chiedere spiegazioni a quel buco di culo del predicatore de sta minchia? Io ero un uomo savio che poteva ben sostenere qualsiasi conversazione, persino se accecato da un istinto omicida, chiaro? Quindi misi in moto la mia auto e andai dritto a casa di Jennifer ---> Però sul vialetto ci trovai parcheggiata una volante della polizia con i lampeggianti accesi. Che il Colonnello avesse trovato opportuno chiamare lo sceriffo? Mi credeva forse un killer di merda? Era un mio diritto chiedere spiegazioni per l’accozzaglia d’invettive scritte su quel foglio di carta, cazzo! Andai dunque a bussare alla porta in maniera civile e corretta. Siccome però mi aprì un agente che mi spinse oltre la soglia di casa, lo feci gentilmente accomodare sul prato e chiesi spiegazioni direttamente a quel cuor di leone del Pastore che era scappato nello Studio a prendere la pistola, quindi fui costretto a disarmarlo prima di poter conferire con sua grazia ---> Io avevo deflorato il fiore di sua figlia, quando Larry saliva nella sua camera per violentarla chissà da quando e lui non si era mai accorto di nulla? E poi niente, perché arrivò la cavalleria e mi portarono in prigione ---> Di Jennifer non ne seppi più nulla. “Tu sei una testa di barattolo vuota, ragazzo!” Fu il Sergente Collins che venne a tirarmi fuori dai guai portandosi dietro il genero. “Sei sotto la mia tutela, questo ti è chiaro Conney?” Il Pastore non mi denunciò e l’agente sgambettato si accontentò delle mie scuse ufficiali. “Tu non ti avvicinerai mai più alla casa di Jennifer, questo ti è chiaro Conney?” Rod si prese la briga di firmare un atto di responsabilità per non farmi comparire davanti al giudice, perché altrimenti quello mi avrebbe automaticamente deferito alla corte militare, la quale mi avrebbe trasferito in qualche landa desolata del globo terrestre. “Lo sai questo, vero Conney?” Ero molto grado a Rod e anche al Sergente Collins, mi sarebbe dispiaciuto moltissimo lasciare Farmingdale. “Non se ne parla, questa notte rimango io a tenerlo d’occhio” Rod non mi conosceva e potevo ben capire che dopo essersi assunto una tale responsabilità, voleva che dormissi a casa sua per qualche giorno. “Tu non lo sai, questa è una testa calda!” Mi dava invece molto fastidio l’atteggiamento da panico che stava tenendo il Sergente Collins, era lo stesso che aveva spinto il Colonnello a chiamare lo sceriffo ---> Ma cazzo, che cosa credevano che fossi, uno schizzato serial killer? “Dimmelo tu che cosa eri andato a fare?” A casa del Pastore? Chiedere legittime spiegazioni, era una roba così strana? Era stato lui a puntarmi una pistola addosso, cazzo! “E non volevi fargli quella mossa di koto?” Intendeva Hokuto, il Sergente aveva creduto a Roger riguardo alla mossa con cui avrei voluto ammazzare Stanley. “Io non ci trovo niente da ridere” E va bene, poteva anche rimanere a dormire con me, almeno avrei avuto qualcuno con cui parlare, visto che tanto non sarei certo riuscito a chiudere occhio ... “Non mi devi ringraziare” Invece Sì! Il Sergente mi aveva tirato fuori dai guai coinvolgendo anche la sua famiglia. “E’ stata Faith a infilarti in questo guaio” Rod si era assunto una bella responsabilità senza neanche conoscermi. “Questa invece è stata una fortuna per te” Come dargli torto? Era trascorsa neanche una settimana dall’ultimo guaio di Ralph! “Sei un ragazzo complicato, ma sei anche un bravo ragazzo” Volevo bene al Sergente Collins ed ero felice che quella notte fosse lì con me. “E’ stata anche colpa mia” Si sentiva responsabile per non essere intervenuto prima. “Mia figlia è una testa calda come te” Mi raccontò dei guai che Faith gli fece passare prima che incontrasse Rod. “E’ un bravo marito” In realtà non stimava molto suo genero. Lui parlava, ma io non riuscivo a togliermi quella spina nel cuore. “Margaret dice che mia figlia ti ronza troppo intorno” Ma per favore! Faith mi aveva solo aiutato con Jenny. “Conney, promettimi che non le darai spago” Continuammo a parlare nel letto della camera degli ospiti che presto sarebbe diventata la cameretta di suo nipote. “Lo so che stai provando, ma devi toglierti dalla testa quella ragazza” A una certa ora della notte, George uscì dalla stanza, forse per andare a pisciare e dopo, quando tornò a coricarsi, mi sentii strattonare di peso ---> Mi tenne abbracciato a lui e solo in quel modo riuscì a consolare le mie pene d’amore. “Conney ha una diffida pendente ed è domiciliato a casa nostra” La mattina dopo dovetti assistere ad un confronto tra suocero e genero proprio per colpa mia. “Starà tutto il giorno al Campo con me e la sera dormirà nella vecchia stanza di Faith” Alla centrale di polizia c’era stato il problema del mio certificato di residenza. “George, come te lo devo spiegare che lui non può stare nel distretto di Farmingdale” Io non ci capivo niente dei confini amministrativi di Long Island, ma forse aveva ragione il Sergente e il Campo non era a Farmingdale. “Smettetela di litigare voi due!” Intervenne Faith, dando però ragione al padre e questo fece proprio incazzare Rod che se ne andò sbattendo la porta di casa. “Rod è fissato con le sue stupide regole” E se Margaret non si fosse sbagliata sull’infatuazione di sua figlia nei miei riguardi? “Però è meglio che Conney venga almeno a dormire qui” Ecco cos’era che preoccupava suo padre ... “Questo è assurdo, hai capito George?” Mi sentivo proprio in imbarazzo perché una volta arrivati da Margaret, questa non nascose minimamente il suo disappunto. “Sono anch’io addolorata per quanto è successo a Conney” Però non approvava quello che avevo fatto e non voleva rendersene complice in alcun modo. “Preferisci che dorma sotto lo stesso tetto di Faith?” Come cazzo c’ero finito in quella situazione di merda? “Io sono amica di Olivia e se penso che siamo stati noi a ...” Chissà che cosa avrebbe detto di me, se non fossi stato lì presente. “E’ una situazione incresciosa, George” Alla fine anche Margaret convenne che farmi stare nella stanza di Faith era il male minore. “Puoi sistemare le tue cose in quest’armadio” Andò Brad a prendere il mio sacco alla Base e mi parve così squallido e fuori luogo, guardarlo gettato sul pavimento di quella stanza piena dei vezzi di una ragazza. “Conney, amico mio!”Aver disonorato la figlia di un predicatore aggiunse la ciliegina sulla torta al resto delle puttanate commesse da quando ero arrivato alla Base. “Fa piacere non essere più la testa di cazzo più grossa in questa Base” Roger mi festeggiò come un eroe, ma tutti gli altri continuarono a guardarmi come un alieno. “Brad ed io ti terremo d’occhio perché tu sei matto più di un picchio” Josè stette con me tutta la mattinata e ce la mise proprio tutta per strapparmi un sorriso. “Le cose stanno così” Invece Brad riuscì di nuovo a stupirmi con il candore della sua logica. “I cani come Danko fanno spavento perché hanno un aspetto cattivo” Secondo lui dovevo scegliere di stare con le persone che non avessero paura di me. “Danko è il cane più buono del mondo, ma bisogna sapere come prenderlo” Io non volevo essere come Danko ... “Non avete visto le News alla TV?” Quella storia non aveva ancora finito di produrre effetti collaterali. “Me l’ha confermato Rod” Dopo pranzo ero con il Sergente che mi stava mostrando il suo progetto di come allargare la rimessa degli attrezzi, quando vedemmo arrivare l’auto di Faith. “Mia figlia deve essere impazzita!” Disse il padre perché la ginecologa le aveva proibito di guidare. “Conney ha detto la verità” Io avevo paura di rientrare in casa perché temevo proprio che la sua venuta mi riguardasse. “Povera Olivia, che vergogna!” Il Pastore Cornelius Zacarias avea sparato a Larry. “Non a lui, a suo padre” In realtà aveva sparato contro le finestre del suo vicino di casa. “Faith, calmati e spiegati meglio” Dopo che fui portato via da casa sua, il Pastore aveva chiesto a Jennifer di Larry e lei ebbe da confessargli qualcosa d’insopportabile per lui. “Olivia sapeva tutto” Jennifer ebbe un aborto spontaneo o quello che era, ma la madre decise di tenerlo nascosto al marito. “Cornelius ha litigato con il padre di Larry” Quest’ultimo aveva sicuramente difeso la reputazione del figlio che nel frattempo aveva messo su famiglia e Cornelius perse il senno, andando a impugnare la pistola per sparare contro le finestre del vicino di casa. “Devo portare Conney alla prigione federale” Quando Rod venne a prelevarmi e pronunciò la parola »prigione federale« a Margaret venne un mancamento e per il vero, anche a me si fecero le ginocchia di burro. “Conney non ha nulla a che fare con questa storia” Giusta osservazione ma che venne dalla bocca di Faith, cui nessuno pareva dar peso. “George, tu non puoi venire con noi” Mi stavano forse arrestando? No, perché nel caso avrei voluto fare le mie telefonate prima di arrivare in galera. “Puoi anche rifiutarti di venire, ma ti consiglio di collaborare” Dovevo essere interrogato come persona informata dei fatti. “Sei mai stato interrogato dalla polizia?” Mi chiese Rod mentre guidava verso la prigione. “Cornelius rifiuta di rispondere a ogni domanda” Il padre di Larry si era ben guardato dal raccontare la ragione di quel gesto apparentemente folle e Cornelius non voleva coinvolgere la figlia in uno scandalo ---> Come cazzo mi sarei dovuto comportare? La storia dell’aborto l’aveva raccontata Margaret e per il resto io sapevo quelle poche cose che mi aveva confidato Jenny. “Tu devi attenerti ai fatti e non fornire nuovi elementi d’indagine” Il Sergente si sbagliava sul conto di Rod e anche se parlava come Duffy Dack, non era vero che fosse uno smidollato senza cervello. “Ti ha puntato contro la sua pistola?” Avevano in mano il rapporto dello sceriffo riguardo all’accaduto della sera prima e non potei negare che quello schizzato stava effettivamente per spararmi. “L’agente dice di averti sentito parlare di un certo Larry” Se sapevano tutto perché me lo stavano domandano? “Soldato, tu devi solo rispondere” No, dissi che l’agente aveva capito male ed io ero adirato con Cornelius per via di quella falsa lettera piena d’infamità che aveva consegnato al Colonnello. “E’ questa la lettera?” Per quanto dolorosa come una vera di spine, quel pezzo di carta era la sola cosa che mi era rimasta di Jenny e non riuscivo a staccarmene ---> Gliela consegnai come prova di quello che dicevo. “Non è vero quello che c’è scritto?” Che importanza aveva? Sua figlia era una donna libera di amare chi volesse e il padre pretendeva di comandarla ancora come un’adolescente. “Capisco ... puoi andare soldato” Amen e vaffanculo ... Ep.18 (Un uomo senza una donna è come una nave senza porto) “Scusa Conney, è chiederti troppo di abbassare la tavoletta del water-closet?” In casa Collins c’era un solo gabinetto e sembrava quello dei sette nani, a parte il fatto che Margaret era molto più rompiballe della Strega di Biancaneve. “Quante volte ti devo spiegare che i tuoi asciugamani sono quelli con i ricami blu?” Cagavo, pisciavo e mi facevo la doccia nei bagni della palestra, ma a lei non bastava mai e trovava da ridire su tutto. “Io non so come sei stato cresciuto, ma in questa casa esistono delle regole” Vaffanculo, insinuava continuamente che fossi un maleducato. “Conney, cerca di essere comprensivo con lei” Ora capivo Faith che aveva tolto le tende il prima possibile da quella casa. “Margaret non è abituata ad avere estranei in casa” Non mi spiegavo come cazzo faceva George a sopportare le sue fisime. In quella casa tutto doveva procedere con una regolarità maniacale. “E’ segno di rispetto sedersi a tavola con gli altri, non credi Conney?” ---> Alle sei del mattino Margaret si alzava per preparare la colazione che era pronta alle sette, momento in cui tutti ci dovevamo essere lavati e seduti al tavolo della cucina, pronti a consumare uova e bacon che a me facevano vomitare solo a sentirne l’odore. ---> Preferivo pranzare alla mensa e anche su questo ebbe a risentirsene. “A Farmingdale ci sono ottime lavanderie disposte a pulire la tua biancheria, Conney” Non potevo usare la »sua« lavatrice e guai a lasciare un paio di mutande a vista ---> Io non la capivo perché a volte sembrava sinceramente dispiaciuta quando la evitavo come la peste bubbonica. “Credo che al nostro Conney non piaccia la mia cucina” Al rientro dal servizio, mentre George era in bagno a lavarsi, lei metteva la cena in tavola ed io arrivavo puntualmente alle otto e mezzo, quando George, dopo aver guardato le News della sera, andava a sedersi in veranda per accendersi il sigaro. “Spero che tu e i tuoi amici gradirete almeno la mia limonata fresca” Quella sera Margaret uscì con una caraffa di limonata piena di ghiaccio solo per farmi intendere che aveva capito che la stavo evitando. “Salve Tenente Roger, anche tu qui!” Mi aveva visto arrivare con i miei »amici« e non face mistero del disappunto verso chi non le piaceva e Roger proprio non lo poteva soffrire. “Si è fatto tardi, George!” Quando in televisione terminava lo spettacolo di prima serata, Margaret avvertiva il marito che andava a dormire. “Lo sai che ho il sonno leggero, George!” Le rodeva il culo perché il Sergente si compiaceva della nostra compagnia. “Rod, ho telefonato a Faith per avvertirla che stai rientrando a casa” C’era poi la questione del genero che passava ogni sera per accertarsi che non lo stessi mettendo nei guai e poi si fermava a parlare con noi. “Rod, si sta facendo buio e Faith è in casa da sola” Margaret era una tale pippa con tutte le sue apprensioni! “Margaret è fatta così” Diceva George perché qualcuno dei presenti sghignazzava guardando il fastidio che mi si disegnava in faccia. “Quando ti sposerai anche tu, solo allora potrai capire” Quali esigenze costringevano gli uomini a prendersi un tale accollo? E lo stesso si poteva dire delle donne perché a sentirle, anche loro detestavano la convivenza con un maschio. “Conney, a volte fai delle domande veramente stupide!” E certo ---> Il sesso ---> Timbrare il cartellino ogni sera? Ma quando mai! Le donne che non accavallavano le gambe dopo aver sfornato la prole, erano quelle che si facevano l’amante perché il marito che non le scopava più. “Non essere cinico, il matrimonio non è solo sesso” Peccato che il resto tendesse poi ad appassire in una routine che per sopravvivere doveva sacrificare l’individualità di uno dei due coniugi. “Non potrei vivere lontano da mia moglie” Masochismo, questa era la sola risposta plausibile. “Si chiama amore, Conney” Quello tra George e Margaret poteva appena chiamarsi tolleranza ispirata dall’affetto per tante vicissitudini superate insieme. “Rincasare senza trovare qualcuno ad aspettarti, come lo chiami tu?” Con il suo nome ---> Solitudine. “Tu vuoi sempre fare il duro, ma sono sicuro che arriverà il giorno che la solitudine spaventerà anche te” In ogni caso, quella convivenza coatta sarebbe rimasta un ripiego e non una soluzione. “Un uomo senza donna è come una nave senza un porto” Il matrimonio era dunque la cima d’attracco che teneva legato il naviglio al molo. “Ora parli così perché hai in bocca il sapore amaro della tua storia con Jennifer” Dopo che Margaret si era impasticcata per andare a dormire, George prendeva le birre e l’alcol favoriva il simposio che ogni sera stimolavo con i miei dubbi. “Conney, ma tu ti sei mai innamorato di una donna senza farci sesso?” Una domanda del genere la poteva fare solo Brad. “Io neanche ce la farei a scopare con tutte quelle di cui mi innamoro” José non aveva capito quello che voleva intendere Brad. “L’amore è qualcosa di più importante del sesso” Titillarsi col desiderio di possedere una donna non era più nobile di consumarlo cercando di costruirci sopra una relazione. “La passione è un fuoco di paglia, Conney” Quello che era evidente è che il sesso senza amore si poteva praticare con sufficiente soddisfazione, ma l’amore senza il sesso diventava uno scambio di comuni convenienze affettive. “Io so solo che la vita senza una donna accanto non merita di essere vissuta” Il romanticismo di quell’orsetto di Rod riusciva sempre a spiazzarmi ---> Io non ero abbastanza etero da poter trarre una stabile dipendenza dalla mia attrazione sessuale. “Conney, sei ancora sveglio?” Quella sera Rod ci aveva comunicato una bella notizia ---> Cornelius, dopo aver pagato la cauzione, si trasferiva a Philadelphia con la famiglia. “Sei triste perché non la rivedrai mai più, vero?” Vallo a capire l’animo umano! “Me ne sono accorto dagli strani discorsi che hai fatto” Se Jenny fosse rimasta a Farmingdale avrei potuto continuare a sperare. “Forse è meglio così, non credi?” Soffrire per amore è pur sempre qualcosa di meglio che tornare nell’apatia. “Ora ti sembra tutto blu, ma vedrai che presto t’innamorerai di nuovo” Nottetempo, George veniva spesso nella mia stanza. “Ora tornerai alla Base?” Beh, in casa sua certo non ci restavo un giorno in più del dovuto. “E’ stato così brutto?” No, i suoi abbracci mi sarebbero mancati moltissimo. Ep.19 (La Fine di un Inizio) “Qui il fondale è basso e con quell’attacco il tuo amo s’impiglierà” Festeggiammo la mia ritrovata libertà con una notte di pesca al Massapequa lake. “Si usa il mais per prendere le carpe” Arrivammo nel tardo pomeriggio e George ci raggiunse dopo cena. “Che c’è che non va?” Quel lago era uno specchio in cui si rifletteva tutta la malinconia del cielo all’imbrunire. “Margaret ha preparato un panino anche per te” Prima di entrare nella riserva, Rod era passato a prendere l’attrezzatura da pesca nel capanno del padre e poi avevamo anche percorso lo stesso sentiero fatto con Jenny l’ultima sera che c’eravamo visti. “Ti manca così tanto?” Mi sentivo emotivamente stordito dal succedersi degli eventi. “Vuoi una birra?” Il mio cuore era disorientato e questo non mi aiutava a prendere delle decisioni, come quella di rientrare alla Base o cercarmi una casa in affitto; senza contare che tra poco se ne sarebbero andati tutti in vacanza ... “Conney ha preso un bel pesce arcobaleno!” Prima di quello avevo tirato su una cazzo di tartaruga dal morso a scatto che, unitamente alla mia personale fobia verso le acque scure, mi aveva fatto preferire la meno impegnativa canna da fondo con l’esca per le carpe ---> invece abboccò quel pesce arcobaleno. “Si fa così per slamare” George ributtò il pesce in acqua dopo la foto di rito e mi chiese se mi sentivo bene. “Prendiamoci una pausa, ti va?” Ci sedemmo a mangiare la cena che Margaret ci aveva preparato nel cestino da picnic. “Puoi rimanere a casa mia, questo lo sai” Tra una settimana sarebbero partiti per le Bermuda. “Non hai nessuno a casa che ti aspetta?” Ogni tristezza pareva fare un tuffo sordo nel silenzio incantato di quelle acque. “Devi reagire, ragazzo!” George non doveva preoccuparsi per me, avevo imparato a sopravvivere al volo del drago sulle paludi oscure del mio inconscio. “Brad e José sono andati a lanciare sul ponticello” Il Sergente aveva promesso alla moglie che sarebbe rientrato per la mezzanotte e si portò via la lampada da campeggio. “Stasera non ti va proprio di pescare” Mi avvicinai dunque alla macchia di luce dov’era Rod e diedi fuoco a un’altra sigaretta. “Si vede che George ci tiene molto a te” Me lo aveva dimostrato in ogni modo possibile. “Accidenti se me ne sono accorto!” Perché avevo sentito insinuarsi della malizia nel suo inglese da Duffy Duck? “Andiamo amico, sai che intendo” La notte che passammo a casa sua, ci aveva visti dormire abbracciati nel letto. “So come vanno certe cose tra voi soldati” No che non aveva capito e speravo proprio che avesse evitato di parlarne in casa. “Fatti servire che a mia suocera non sfugge niente” Possibile che Margaret si fosse accorta di quando George veniva in camera mia? “Brad e Josè lo fanno anche?” E che ne sapevo io? “No, perché non mi sembrano i tipi da farlo” Era così strano per lui che due dello stesso sesso potessero provare dell’affetto tra di loro? “Dormire insieme è qualcosa di più” Dei soldati si trovano a condividere ogni aspetto della vita e a volte si scambiano anche un gesto d’affetto. “Strano modo di chiamarlo” Lui non si era mai segato con qualche amico? “Certo che No!” E allora perché non si faceva un pacco di cazzi suoi? “Si fa per parlare” Si era forse stancato di titillare il suo istinto predatorio tirando fuori e rilanciando in acqua pesci? “Scusa, non volevo essere inopportuno” Era evidente che dovessi togliere le tende da casa di George. “Allora tu e mio suocero vi ... insieme” Fece un gesto eloquente con la mano e meno male che non voleva essere inopportuno. “No è che ... niente è che ... George potrebbe essere nostro padre!” Lo avrebbe trovato più naturale se avessi condiviso le fantasie erotiche con qualcuno della mia stessa età? “Io non riesco neanche a pensare a George che si masturba, che schifo!” Secondo lui non avrebbe dovuto farsi una sega? “E’ un uomo sposato e tra poco diventerà anche nonno!” Mi stava dicendo che lui le pippe non se le faceva più? “Certo che No!” Ipocrita. “Qualche volta, ora che Faith è incinta” La moglie non poteva usare le mani? “Conney, per favore!” Lui credeva che Faith non se lo faceva un ditalino sotto la doccia? “Smettila, Conney!” Forse non lo sapeva che le donne in stato interessante hanno un accresciuto desiderio sessuale? “Stai parlando di mia moglie, Conney!” Veramente stavamo parlando di lui che preferiva masturbarsi senza l’aiuto di sua moglie. “Lei è una donna, non capirebbe” Non poteva spiegarle tutte le ragioni per cui gli veniva duro, a parte quelle che coinvolgevano lei, ovviamente. “Le cose stanno così” E allora perché criticava il suocero perché aveva delle fantasie erotiche inconfessabili? “Allora voi due è questo che fate?” Diciamo che il nostro autoerotismo era in grado di dialogare. “Voi vi dite tutto” Sì, ogni porcata che ci veniva in mente e se non fosse stato un attempato uomo sposato, probabile che avremmo provato anche a realizzarle assieme. “Ha abboccato, prendi il retino, svelto!” Tirò su una carpa enorme che faceva fatica a tenere in braccio mentre gli scattavo la foto di rito. “Che bestia, amico!” Disse euforico dopo averla rilasciata in acqua, battendo poi il pugno chiuso sul palmo della mano che gli avevo offerto ---> Era il saluto con cui la sera prima Josè aveva proclamato la nascita della nostra congregazione. “Tanto stanotte non pescherò un’altra bestia più grande di quella” Disse Rod caricando in macchina l’attrezzatura ---> Avevamo deciso di piantarla di pescare e metterci al riparo dai mosquitos. “Quei due dove saranno andati?” La lampada di Brad e Josè era sparita da sopra il ponte. “L’umidità del mattino mi uccide” Aveva ragione e tirai su il colletto del Kway cerato. “Anch’io ne ho avuto uno così” Dopo una pausa di silenzio, Rod disse quella frase senza soggetto, giusto per farsi domandare ---> Uno di cosa? “Eravamo compagni di scuola, ma poi lui è andato al College ed io all’accademia di Polizia” Iniziò a parlarmi del suo compagno di pippe del liceo. “Non potresti mai capire le cose disgustose che arrivavamo a fare” Se me le voleva raccontare, poteva anche farlo. “Conosci quei bastoni periscopici con uno specchietto in testa?” Lo usavano per sbirciare sotto le gonne. “Fotografavamo le gallinelle e poi ...” Ci schizzavano sopra ---> E’ sempre una sorpresa scoprire l’identità erotica delle persone. “Ah, se eravamo degli sporchi cani!” Rod aveva chiamato Brad sul cellulare per avvertirli che noi andavamo a riportare l’attrezzatura al capanno. “Hai ragione tu, lo sai?” Lui era diventato un fiume in piena, arrivandomi a raccontare persino di quando aveva provato a ciucciarselo da solo. “Sei impazzito!” Non la finiva di spostarsi l’uccello da destra a sinistra e quando stavamo per risalire in macchina, gli schioccai una schicchera sul pacco. “Cazzo, che dolore!” Iniziò a saltellare tenendosi i coglioni con entrambi le mani ma, anche se era buio, era impossibile che mi fossi sbagliato perché per schiccherare le palle, il colpo si deve schioccare dal basso verso l’alto. “Saliamo in macchina” S’infilò la mano negli short massaggiandosi le palle e prima di arrivare a casa sua, scoprii di cosa si era innamorata Faith ---> Rod si ritrovava tra le gambe un gran bel batacchio! “Se entri in garage, ti faccio vedere della roba” Cos’altro aveva da farmi vedere ancora? “Guarda questa biondina con gli occhi azzurri!” Mi mostrò il suo materiale da pippa ---> Un album di scatti fotografici rubati. “Questa con i jeans attillati me lo fa venire duro ogni volta” Aveva ragione sul fatto che la moglie non avrebbe capito la sua passione per le adolescenti. “Lei è la mia preferita” Non faceva niente di male, anche se credo che infrangesse sicuramente più di qualche legge, appostandosi davanti ai licei per rubare quegli scatti. “Santo cielo, Rod!” Faith si lamentò con il marito per non averla avvertita che eravamo in casa. “Ho visto la luce accesa e mi sono spaventata!” Rod richiuse in fretta l’album di foto proibite, riponendolo nella cassettiera. “Stavo facendo vedere a Conney le foto delle mie prese migliori” Parlava della pesca, ma chissà se quel doppio senso non lo aveva fatto apposta? “Vuoi una fetta di torta anche tu, Conney?” Rod dissimulò quello che stavamo facendo come un ragazzino sorpreso con le mani nel barattolo del miele. “Non ti azzardare a toccarmi con quelle mani puzzolenti!” In cucina aveva cercato anche di coccolare sua moglie ma lei, bisbetica, lo respinse in malo modo. “Rodney Alan Presley, tu lo sai che non entrerai nel mio letto se prima non ti farai una doccia” Faith cucinava delle torte squisite! “Questo pancione finirà per uccidermi” Aveva gli occhi gonfi e i capelli in disordine, ma quella sua non curanza per le formalità, mi faceva sentire uno di casa. “Ci vediamo domani sera da George, Conney?” Rod mi salutò così, lasciandomi da solo con la moglie. “Come stai, uomo?” Dopo aver ciabattato in cucina, Faith si venne a sedere sullo sgabello accanto al mio. “Quella stupida ragazza non meritava un principe azzurro come te” Disse che se fosse stata nelle scarpe di Jennifer, lei non mi avrebbe lasciato senza combattere. “Se solo non fossi così brutta e sfatta” Mi teneva la mano in segno di affetto e il discorso prese una china piuttosto ambigua, così tagliai la corda ... Guidando per le strade buie della notte e mentre mi avvicinavo rapidamente al Campo, mi convincevo sempre di più che dovevo togliere le tende in fretta da casa di George. Se Faith non ci avesse sorpreso in garage, Rod si sarebbe tirato fuori il batacchio e ci saremmo segati insieme, lo sapevo perché lui voleva trovare qualcuno con cui condividere quella sua libido proibita ed io non volevo farlo ---> Era più probabile che mi scopassi sua moglie! “Com’è andata la pesca?” Rientrando, trovai George addormentato davanti al televisore acceso. “Non sono più quello di una volta, ragazzo” Disse, quando una fitta alla schiena gli impedì di rimettersi in piedi. “E’ colpa dell’umidità del lago” Gli feci un rapido massaggio con l’Arnicare, la sua crema per i dolori reumatici. “Non sono ancora ridotto a questo punto, ragazzo!” Non volle essere aiutato a salire le scale. “Cerca di riposare che oramai è quasi l’alba” Mi costò moltissimo dirgli di andarsene a dormire in camera della moglie, perché io avrei tanto voluto trovare conforto nel suo abbraccio paterno ... Mi risvegliai deciso ad andarmene ---> Era evidente che se fossi rimasto, sarebbe accaduto qualcosa di spiacevole ---> Mi ero di nuovo intrufolato nelle mutande di tutti e se finiva che mi scopavo anche Faith, era possibile che facessi saltare per aria la tranquilla vita di quelle care persone. “Conney, quello in salotto non è il tuo sacco?” Appena sentii Margaret spadellare in cucina, mi preparai e la raggiunsi. “George lo sa che torni alla Base?” Lei s’insospettì di quella mia decisione repentina. “Resta almeno per colazione” Accettai di mangiare il suo disgustoso bacon bruciacchiato. “Io lo avevo avvertito che non ha più l’età per andare a pesca di notte” Margaret aveva messo la colazione per il marito su di un vassoio ed era andata a servirgliela a letto. “Crede di avere ancora vent’anni” Mi stava trattenendo per dirmi qualcosa, lo capivo dalle lunghe pause che faceva tra una frase e l’altra. “Questa notte non hai riposto la crema al suo posto” No, ricordavo bene di aver messo il tubetto della crema nel ripiano in basso nell’armadietto del bagno, ma lei se n’era accorta lo stesso che una mano estranea aveva toccato le sue cose. “Si è molto affezionato a te, questo lo sai” Aveva ragione Rod ---> Margaret si era accorta di tutto fin dal primo momento. “Conney, non crederai certo di essere stato il primo” Questa cosa me la disse con parecchia perfidia. “Non puoi neanche immaginare quanti Conney ci sono stati prima di te” Aveva già cominciato a lavare le stoviglie sporche, quando iniziò a parlarmi senza guardarmi in faccia. “Vi approfittate tutti delle sue debolezze” Eppure sarebbe dovuta essere felice che me ne andassi. “Lo usate fin quando vi fa comodo” Ma di che stava parlando? “Credi di potermi insegnare qualcosa su mio marito?” Stava parlando di me e non so chi erano quegli altri cui mi paragonava. “Ti sbagli se ora ti aspetti che ti dica anche grazie perché te ne vai” Io avrei voluto solo scusarmi, ma non me lo permise. “Conney, ti sarei grata che non facessi parola con George di questa nostra conversazione” Mi richiamò solo per raccomandarsi di non metterle il bastone tra le ruote col marito, ma evidentemente lo conosceva meno di quanto credesse e non aveva capito un cazzo del perché lui mi volesse bene.
  3. LocoEmotivo

    Ciao 🖐️

    Basta anche una sola foglia, in certi casi.
  4. Today
  5. Newgate

    Super Smash Bros. Ultimate

    Ce ne sono pochissime e anche molto brevi... Daje, magari ci facciamo qualche partita tutti insieme!
  6. Pgranatum

    Ciao 🖐️

    Vero ahahah Guardala in questo modo: se si mangiano dieci chili di salvia si sta molto male, quindi in effetti è potenzialmente velenosa 😌 (soprassediamo sulle falle di questa argomentazione) Diciamo di sì, anche se in realtà tradisco abbastanza spesso Nintendo a causa di Kingdom Hearts 😬 comunque anche il mio preferito è il secondo, nonostante si svolga praticamente tutto sotto terra trovo che sia il più memorabile. Grazie per il benvenuto!
  7. Yesterday
  8. LocoEmotivo

    [Film] Bohemian Rhapsody

    Il cinema a puntate avrebbe pure rotto tre quarti di apparato riproduttore, eh.
  9. LocoEmotivo

    Sos regalo di compleanno

    Di sicuro, dopo un maglione, c'è solo lo sfanculamento. Gli piace l'arte? Se è appassionato d'architettura, un set Lego Architecture. Se gli piace la pittura, una stampa in un qualunque negozio d'arte o un libro/catalogo sul suo artista preferito. Puoi addirittura impacchettargli due biglietti per andare a vedere qualcosa insieme. ... E questo solo per rimanere vincolati al fattore "arte".
  10. marco7

    Proposte indecenti, accettereste?

    Mah. io ti ricatto e ti dico che se non mi dai 500 euro mostro a tua mamma le tue foto xxx che mi hai spedito su romeo. che tornaconto avresti tu ad avere 500 euro in meno ?
  11. LocoEmotivo

    New entry da Roma

    Sarebbe carino, certo, ma i raduni sono un premio alla costanza e all'impegno: esci dal tuo thread di presentazione, inserisciti nei discorsi delle altre sezioni, interagisci con tutti noi e forse Babbo Natale ti ascolta...
  12. LocoEmotivo

    Ahi, l'amore che cos'è

    Non ruberei mai la scena ad una primanonna primadonna come te. Goditi le vacanze, fatti passare quella brutta infiammazione al braccio destro e scrivi pure con tutta calma.
  13. Andrea98

    New entry da Roma

    Sarebbe carino parteciparvici almeno una volta. In questo periodo sto cercando di allargare le mie conoscenze, e magari sarebbe la volta buona forse
  14. Icoldibarin

    Proposte indecenti, accettereste?

    Anche in un ricatto entrambi hanno un tornaconto, altrimenti esso non potrebbe funzionare...
  15. marco7

    Proposte indecenti, accettereste?

    Non e' ricatto. E' un deal in cui entrambi hanno il loro tornaconto. Un ricatto ha solo un vincitore. Qui e' 50 : 50.
  16. Icoldibarin

    Proposte indecenti, accettereste?

    Chiamasi ricatto, le cose vanno chiamate coi loro nomi. La raccomandazione è una cosa differente e non implica necessariamente corruzione.
  17. n1c0l4

    [Film] Bohemian Rhapsody

    Credo che abbiano evitato ciò per abbracciare un pubblico più ampio possibile, e secondo me è capibile. Alcune inesattezze ci stanno, altre un po' meno, ma è difficile condensare così tante cose in poco spazio, dividerlo in due parti forse sarebbe stato meglio.
  18. RhyDan

    Super Smash Bros. Ultimate

    Quindi è come temevo, non ci sono tante cutscene come in Brawl 😥 Comunque io al 99,9% lo ricevo per Natale e non vedo l'ora 🤩
  19. marco7

    Proposte indecenti, accettereste?

    Non e' un ricatto. E' un servizio che dai e che ti agevola nel beneficio che ricevi in cambio. magari ti piazza in un lavoro che altrimenti non avresti avuto. La raccomandazione e' una pratica consolidata in italia.
  20. RhyDan

    New challenger approaching!

    Ma no dai😂 Comunque grazie ☺️
  21. marco7

    Sos regalo di compleanno

    Prenditi un giorno libero per lui e andate assieme a vedere una mostra d'arte che gli interessa e mangiate assieme al ristorante della mostra o li vicino. Cosi' vede che ti interessi dei suoi interessi.
  22. Saramandasama

    Sos regalo di compleanno

  23. Icoldibarin

    Proposte indecenti, accettereste?

    Quindi farsi ricattare in pratica. Direi di no, a meno che ci sia in gioco l'incolumità di qualcuno.
  24. Diabolik

    Sos regalo di compleanno

    So che gli piace l'arte, è un tipo romantico, gli piace viaggiare. Però eviterei di regalargli un weekend da qualche parte perchè ora come ora mi sembrerebbe un po' troppo come regalo e per quello eventualmente c'è sempre tempo.
  25. marco7

    Sos regalo di compleanno

    Di che si interessa sto ragazzo oltre alla moda ?
  26. Bloodstar

    Sos regalo di compleanno

    Una serata all'opera. Uno scatolone di libri usati comprati su Libraccio. Una cena di pesce cucinata da te. Un poster. Un pacco di caramelle di qualità, di quelle.che compri sfuse.
  27. Saramandasama

    Sos regalo di compleanno

    Un bracciale pandora.
  28. Diabolik

    Sos regalo di compleanno

    Io e l'abbigliamento non andiamo molto d'accordo e poi lui è quello che si intende di moda tra i due, mi ha già fatto il cazziatone su alcune cose e dato consigli su altre, ahah. Non saprei proprio che pesci pigliare oltre che sbagliare la taglia. Ecco, è proprio il tipo di regalo che vorrei fargli, qualcosa di strano. Il problema è cosa quindi si accettano consigli.
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