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I Gay-Pride


Cosgrove

Siete mai stati a un Pride?  

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  1. 1. Siete mai stati a un Pride?

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    • Sì, diverse volte
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    • No, mai
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    • No, e penso che non andrò mai
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    • No, ma quest'anno andrò
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Io - per quest'anno - ho già dato in quanto a manifestazione serie

(Tra convegni, proteste e veglie con la candela in mano)

 

Inoltre l'anno scorso ho fatto ben due Pride senza musica e carri

(uno per rispetto alle vittime del terremoto di Bologna

e uno per rispetto ai martiri della Resistenza

perché il Comune di Bassano ci fece passare per la via in cui furono impiccati)

 

Se questa volta (ed è l'anno del "ci sono cose più importanti dei diritti")

non mi fate almeno ballare, smetterò io di andarci ai Pride (in Italia).

Piuttosto vado a fare sul serio a Mosca o a divertirmi a Barcellona;

ché tanto qui - con la testa che avete - non si riesce a fare nessuna delle due cose.

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Al solito moltissimi spunti per quello che faccio nella società civile, grazie a tutti anche a voi pazze entusiaste della sobrietà.
Non so se funzionerà, ma dato che sono un paraculo professionale invito tutti voi feticisti della giacca e cravatta alle manifestazioni a partecipare al Pride di Torino dell'8 GIugno, che quest'anno ha per tema le famigliE.

Come già annunciato da @@Casper quest'anno il Pride torinese è Family Pride. L'intento è quello di rivendicare diritti per tutte quelle famiglie invisibili e anagraficamente inesistenti. Dando qualche dato (prendendo qualche presa?) si stimano attorno ai 100000 gli italiani con almeno un genitore omosessuale.

Dunque, al contrario di quanto dice @@Ilromantico , i diritti delle persone LGBT non si sono ottenuti grazie alla "benevolenza di certi governi" ma a causa della necessità di normare contesti preesistenti che altrimenti si sarebbero perduti nel grigio abisso legislativo a cui tanto siamo abituati in itaglia.

Dunque quest'anno protagonisti della manifestazione torinese saranno soprattutto i bambini e le loro famiglie, insieme ovviamente a tutta la città che ogni anno si dimostra partecipativa e creativa. Come da documento politico, le famiglie che conosciamo non sono mai abbastanza: dal rilevamento Istat delle famiglie mononucleari, alle sparute famiglie tradizionali, le convivenze etero e omo, le famiglie omogenitoriali, la famosa coppia di fratelli ottanteni che avrebbero tanto bisogno di essere pacsati, le esperienze di convivenza tra studenti e lavoratori eccetera. Insomma le famiglie di fatto, le famiglie vere e non quei vetusti e impolverati modelli tanto celebrati dai vari giovanardasini e filopreti assortiti. We are family, di tutti i colori, le preferite dai grigi gay incravattati.

Dunque, venite al Pride. Che, tuttavia, non sarà il "mio" Pride...
Il gap legislativo italiano rispetto alla questione LGBT è palese, e il primo necessario step, lo sappiamo tutti, è una legge contro l'omofobia, e ben venga quindi la rivendicazione, ad esempio, delle adozioni, che a mio avviso la "luna" bisogna chiederla, volerla, sempre. Tuttavia da pischellino idealista quale sono, l'idea di marciare per le famiglie un po' mi turba: negli anni '70 il F.U.O.R.I. si muoveva esattamente nella direzione di decostruzione del modello familista italiano. La parola famiglia è ancora accattivante per tutti, oltre a essere mooooolto rassicurante per i conservatori etero e omo. Dato palese è che oggi fare famiglia è un lusso, e che probabilmente il marchio di precario inciso a fuoco dal nuovo capitalismo sulla mia generazione ci porterà a cambierne mille, di famiglie. Ma sono un soldatino LGBT, e anche con questo pretesto che amio modo di vedere coincide con un appiattimento culturale verso l'eteronormazione, manifesterò, di nuovo.
Mi sono già dilungato troppo su questo argomento e mi scuso per la marchetta.

Rimangono le riflessioni sul pride in generale. Qui già da tempo si è tolta la parola "gay" dimodochè la manifestazione risulti più inclusiva. Penso che nelle manifestazioni, in ogni manifestazione, sussistano due livelli: la rivendicazione e l'efficacia della stessa e la sperimentazione di vivere e agire la propria immaginazione. Quest'ultima dimensione, se di fierezza si parla, è fondamentale. E dunque mettere in atto la propria fantasia, manifestare al mondo come mi piacerebbe vivere, sottintende l'uso del corpo tutto, della fantasia, della creatività, delle azioni. Nel mio immaginario il corpo è finalmente liberato, e si decora come meglio vuole, siano cravatte, paillettes, gemelli, frustini, tailler, costume adamitico...
E a tutti i trogloditi bastardi omofobi, a tutti i bacucchi che scaldano le poltrone del transatlantico, alla varia pretaglia pronta a far leva sulla morale forte dell'autorità diddio, insomma a tutti coloro che ci vorrebbero tristi, grigi, a quelli che incatenano i nostri corpi, a tutti loro voglio manifestare sbeffeggiando la mia voglia di fare festa, glielo voglio ruttare in faccia, voglio di nuovo ballare per le strade della mia città e far capire a tutti che qui si può.
Buon orgoglio a tutty!

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Ilromantico

Fammi capire, promuovi le famiglie, ma in realtà non ne sopporti il concetto 'antiquato'? Non ti sembra un ragionamento contradditorio? Come si fa a confidare in certi "attivisti" se poi siete i  primi che non sembrano avere le idee chiare?

 

Ti do una brutta notizia, i gay rispetto al passato si sono "eteronormativizzati"(scritto bene? boh..) da un pezzo e si va ogni anno di più, grazie a maggiori tutele ed accettazione sociale/familiare, verso quella direzione.

 

I gaypride sono serviti da "pubblicità", ma sono le associazioni, la società e soprattutto i governi a fare i FATTI. Inoltre è ottimo manifestare, ma il gaypride non convince tutti i target e ad alcuni comincia pure a stufare sempre la solita replica. La comunità invece di porsi il problema che il Gaypride non funziona su certi target (sia etero che gay) si ostina arrogantemente a pensare che 'prima o poi' dovrà piacere a tutti. La gente ha gusti, sensibilità ed opinioni diverse, ci adeguiamo di conseguenza o rimaniamo convinti di avere la verità assoluta? 

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Hinzelmann

L'eteronormatività non può in nessun modo produrre l'uguaglianza di diritti

perchè per definizione è tale se esclude i gay ( altrimenti non può essere una

norma etero...)

 

Il discorso che fate voi è un altro, il pericolo o la speranza che l'uguaglianza

dei diritti possa produrre una "normalizzazione" dei gay che per alcuni, sarebbe

o potrebbe essere una assimilazione e per altri invece - in senso positivo - una

loro inclusione nella Società, senza la cancellazione di una identità X ( che magari

potrebbe essere soggetta a mutamenti ) della Comunità.

 

Ci siamo mossi a partire da un contesto in cui bisognava la affermare la libertà

individuale nella famiglia ( tradizionale, di origine, etero ) in una situazione in cui

"nella" implicava spesso anche un contro ( oggi molto dipende dalla qualità della

ricezione del CO )  per approdare ad una situazione in cui chiediamo la libertà

delle famiglie ( tutte, plurali, diverse, le nostre )

 

Chissà poi magari contribuiamo anche a cambiare la società in generale

se manteniamo l'orgoglio identitario 

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Ma sono un soldatino LGBT, e anche con questo pretesto che amio modo di vedere coincide con un appiattimento culturale verso l'eteronormazione, manifesterò, di nuovo.

 

Adoro questa frase! :D

Anch'io spesso e volentieri mi trovo a manifestare per cose

verso le quali sollevo spesso delle critiche, ma ho capito

che sovente senso critico e disponibilità a mettersi in gioco

si accompagnano negli stessi individui...

In poche parole - se anche il matrimonio gay sembra un tema "conservatore" -

se aspettiamo che i conservatori muovino il culo, aspetteremo invano.

 

Inoltre sono favorevole a sottrarre l'identità omosessuale

al ghetto delle rivendicazioni radicali; altrimenti sembrerà sempre

che l'omosessuale coincida con il libertario,

quando le cose ormai non sono più così da vent'anni.

Mi auspico che presto il confine tra libertari e conservatori

non passerà più attraverso le differenze di orientamento:

ma per farlo prima dobbiamo essere oggettivamente normali.

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Hinzelmann

In questo momento non saprei individuare un conservatorismo

gay, l'unica cosa che mi viene in mente è Milk, il modo in cui nel film

viene rappresentato il contrasto fra la generazione pre-stonewall e la

generazione sessantottina e movimentista rappresentata da Harvey Milk.

 

Solo che la generazione pre Stonewall viene rappresentata come debole

insicura, piena di complessi di inferiorità...priva appunto di orgoglio.

 

Se essere conservatori significa questo non possiamo non dirci contrari.

 

Al contempo il matrimonio egualitario non può essere una istanza conservatrice

visto che non c'è, non esiste

 

Iniziamo a chiamarlo così: matrimonio egualitario....magari ci piace di più a tutti Lol

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  • 6 months later...

Discussione interessante.

 

Io di indole faccio fatica a sopportare i gay pride e in generale il modo di porsi dei gay nei confronti del tema dell'omosessualità. C'era una vignetta azzeccatissima che non riesco più a trovare ma provo a descrivervela: due ragazze sedute su una panchina si baciano...vicino a loro una donna che legge un libro; le due ragazze si rivolgono alla donna ed esclamano "noi siamo omosessuali, ci amiamo e siamo libere di esprimerlo in pubblico"...la donne le guarda e risponde: "ah beh guadate, a me non interessa proprio quel che fate" e riprende a leggere...queste due ragazze rimangono interdette, ci rimangono quasi male per il fatto di non aver scatenato nessuna polemica e si spostano quindi sulla panchina a fianco dov'è seduto un uomo...iniziano a baciarsi e si rivolgono poi all'uomo esclamando: "noi siamo omosessuali, ci amiamo e siamo libere di esprimerlo in pubblico". Il tutto nella speranza di scatenare una qualche forma di polemica.

Un pò come Fabio e Fabio dei soliti idioti :D

Visione stereotipata? Secondo me non poi così tanto!

Se vuoi essere trattato alla pari devi tu per primo porti al pari e non con quell'arroganza che spesso riscontro quando viene trattato questo tema!

Opinione mia, sia chiaro...magari mi sbaglio!

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AndrejMolov89

Non credo che se io bacio il mio moroso cerco la polemica. 
I pride sono manifestazioni tranquille, alla fine dei salmi, basta andarci e credo che la maggioranza delle persone che tu potenzialmente vedi, sono persone come me o te, poi ci sono un po' di travestiti o altre persone non propriamente addentro agli schemi, ma di fatto non sono una maggioranza. 
Il pride è una manifestazione per propagandare la visibilità come strumento di mutamento politico sociale. Cioè, l'idea di sostanza è che tu non devi rinchiudere nel tuo privato il tuo amore, solo perché è diverso, o il tuo essere una / un trans. 
Questa è un analisi superficiale. Tu ti sei mai baciato con un tuo compagno in giro per strada? Se no, lo avresti fatto o pensi che sia una mera ostentazione? 
 

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"Il pride è una manifestazione per propagandare la visibilità come strumento di mutamento politico sociale"...il mondo gay a mio avviso non ha bisogno di visibilità e non c'è tanto meno bisogno di un mutamento sociale. La differenza sarà sempre tra il buon senso o meno di chi hai di fronte e questo non lo cambierai mai, sia che tu manifesti sia che tu non lo faccia. Poi c'è chi manifesta per l'uguaglianza dei diritti e sono gli stessi che creano una vera e propria cricca per favorire persone "del giro"...e questo l'ho vissuto sulla mia pelle e nel mio mondo...ci sono posti e manifestazioni musicali, ad esempio a Trieste, che sono totalmente in mano ad una vera e propria cricca omosessuale, con un giro di affari importante e dentro al quale non riesci ad entrare senza determinate credenziali...voglio dire, siamo i primi a discriminare chi è diverso da noi...quello che ho portato è un piccolo ed insignificante esempio ma ne ho a centinaia per quel che riguarda il mondo dello spettacolo che è l'ambito dove lavoro io.

Ripeto la differenza la fa il buon senso, dall'una e dall'altra parte secondo me

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AndrejMolov89

"Il pride è una manifestazione per propagandare la visibilità come strumento di mutamento politico sociale"...il mondo gay a mio avviso non ha bisogno di visibilità e non c'è tanto meno bisogno di un mutamento sociale. La differenza sarà sempre tra il buon senso o meno di chi hai di fronte e questo non lo cambierai mai, sia che tu manifesti sia che tu non lo faccia. Poi c'è chi manifesta per l'uguaglianza dei diritti e sono gli stessi che creano una vera e propria cricca per favorire persone "del giro"...e questo l'ho vissuto sulla mia pelle e nel mio mondo...ci sono posti e manifestazioni musicali, ad esempio a Trieste, che sono totalmente in mano ad una vera e propria cricca omosessuale, con un giro di affari importante e dentro al quale non riesci ad entrare senza determinate credenziali...voglio dire, siamo i primi a discriminare chi è diverso da noi...quello che ho portato è un piccolo ed insignificante esempio ma ne ho a centinaia per quel che riguarda il mondo dello spettacolo che è l'ambito dove lavoro io.

Ripeto la differenza la fa il buon senso, dall'una e dall'altra parte secondo me

Stai parlando di una degenerazione di una lotta. Tipo la commistione con la politica e il favoreggiamento di alcune parti politiche in un continuo scambio clientelare. Qui, se ci sono le prove, ok, non lo metto in dubbio. 

Ma per quanto riguarda gli spettacoli o altro, sinceramente non posso neppure avere argomentazioni dato che io mi occupo di sassi principalmente. 

Rimanendo in IT, bisogna un attimo distinguere ciò che di principio va bene, e ciò che nella pratica si fa. Io sostengo che la visibilità è importante per fare gruppo e rimanere coesi, e lottare per un uguaglianza formale e sostanziale. Non è che non manifestando, non è che non facendo, magicamente ci sarà un clima più accomodante per noi o per i nostri diritti. Faccio parte di una associazione lgbtqi e devo dire che io non ho mai visto simili problematiche, se non quando ero dentro all'arci gay. L'ambito degli spettacoli, non credo che sia pertinente, nell'economia dell'argomento. 

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No ma era un esempio per dire: siamo alla ricerca di un uguaglianza formale e sostanziale che noi stessi non applichiamo nei confronti degli altri.

Questa è una mia opinione ovviamente ;)

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@DPMB86, riesci a immaginarti un simile discorso

fatto da un Afroamericano al tempo delle lotte degli anni Sessanta?

 

Ti immagini un Nero che dica: "Vogliamo viaggiare negli stessi posti dei Bianchi

e poi anche tra di noi ci discriminiamo! Ad esempio a New Orleans se non sei di un certo giro

col cazzo che riesci a suonare in un locale di jazz..."

 

Ovviamente un qualsiasi nero di New York, magari non musicista

si domanderà perché mai questa dovrebbe essere un'argomentazione

contro le manifestazioni a favore dei matrimoni interraziali...

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Beh a New Orleans non funzionava esattamente così...ma ho cmq capito il senso di ciò che vuoi dire.

La mia opinione si basa sul mio contatto col mondo omosessuale. Ho specificato anche nel mio topic di presentazione che è un mondo con cui non ho molto a che fare per cui sicuramente la mia opinione è assolutamente discutibile.

L'esempio che ho fatto era per dire che l'impressione che ho è di un circolo chiuso con meccanismi di discriminazione verso l'esterno...ovvio che il mondo dello spettacolo è solo una piccola parte di un mondo che non conosco a fondo. Ma l'ho premesso che "magari mi sbaglio"...

Detto questo comunque non amo, per tornare all'argomento del topic, l'esibizionismo e non amo il senso di accerchiamento della serie "i nemici sono ovunque" della comunità omosessuale...ed è il motivo per cui fatico a relazionarmici

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@DPMB86, guarda a me quasi piacerebbe pensare

che viviamo in un mondo in cui gli omosessuali sono esibizionisti

come è descritto nella barzelletta sulle lesbiche e la panchina.

 

So però con certezza che tu sai che le cose non stanno realmente così.

Sai che non è vero che alle persone "non interessa con chi vai a letto"

e sai che i baci lesbici in pubblico sono infinitamente più rari di quelli etero.

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  • 2 weeks later...

Mi astengo dal votare.

 

Questi gaypride servono per far capire al mondo che noi esistiamo e che rivendichiamo i nostri diritti. Non ho mai partecipato a un gaypride, quindi non posso dire niente su com'è dal vivo.

 

Però una cosa va detta. A mio parere sono esagerati. Non c'è bisogno di andare fuori nudi o seminudi ballando in modo a volte osceno per comunicare al mondo la nostra esistenza. Si può protestare anche camminando con un cartello. Altrimenti diamo i motivi (sbagliati) agli omofobi per dire che siamo feccia.

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Neanch'io ho mai partecipato a un pride però penso che ci siano e siano molti quelli che protestano "camminando con un cartello" e vestiti in modo "normale"

il problema è che sono i media che vanno ad inquadrare sempre chi vogliono loro per dare l'immagine del gay pride come di una buffonata carnevalesca..

danno l'immagine di una sfilata.. quando in realtà è solo una manifestazione di protesta per rivendicare i propri diritti.. quindi non ci vedo nulla di male ognuno può essere esibizionista quanto vuole ma non saranno mai in maggioranza nonostante la tv voglia a tutti i costi far credere a questo...

poi gli omofobi non aspettano altro, ma i motivi per rompere i cog***oni li troverebbero cmq

 

lo stesso discorso si può fare in generale per tutte le manifestazioni di protesta, ci sarà sempre quel gruppetto di deficienti teppisti che spaccheranno le vetrine e la tv andrà subito ad inquadrare quelli quando ci sono migliaia di persone che protestano pacificamente....

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lo stesso discorso si può fare in generale per tutte le manifestazioni di protesta, ci sarà sempre quel gruppetto di deficienti teppisti che spaccheranno le vetrine e la tv andrà subito ad inquadrare quelli quando ci sono migliaia di persone che protestano pacificamente....

 

Vabbè ma questo succede perché ciò che non rientra negli schemi della normalità fa sempre più notizia. 

Per quanto riguarda i pride anch'io sono del parere che non ci sia assolutamente bisogno di andare in giro vestiti come se si fosse a carnevale, per quanto questo poi possa comunque puntare i riflettori sulla causa dei diritti LGBT, che poi è il vero scopo di queste manifestazioni. Credo sia anche una questione di credibilità: secondo me almeno, quando qualcuno vuol far valere le sue opinioni, dovrebbe dare più importanza ai contenuti piuttosto che all'apparenza. 

Edited by Norwood
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@Norwood Assolutamente d'accordo! Però non si può chiedere a chi esce davvero di casa tutti i giorni conciato in quel mododi cambiare il proprio modo di essere, io se dovessi andare a un pride mi vestirei normalmente come sempre e penso che la maggior parte delle persone la penserebbe come me..

queste esibizionisti dovrebbero accorgersene da soli che non siamo a sfilate e che così rovinano la credibilità della manifestazione, anche perché non possiamo "bandirle" dal pride, perché se no saremmo i primi a discriminare..

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  • 2 weeks later...

Non esiste nessuna discussione più mortificante per un gay di quella per i pride,sia per chi li difende sia per chi li accusa.

 

Si accusa il pride di tutto: carnevalata, provocazione, d'inconsistenza politica ecc

 

La storia del movimento GLBT su questo è abbastanza chiara: organizzato per la prima volta da chi non poteva reprimere ciò che era, mentre i cosiddetti "maschili" ed insospettabili che oggi vanno tanto di moda erano per fratte, il pride impose con successo all'opinione pubblica la questione GLBT e se oggi si è arrivati a fare vignette idiote (idiote perché l'autore evidentemente non ha capito nulla e non ha per niente centrato la questione) è grazie al pride. Il pride è stato il motore diretto o indiretto di tutti i percorsi di liberazione e di visibilità collettivi ed individuali (si anche di chi non condivide il pride) di ogni gay, di ogni lesbica, di ogni trans dal 69 ad oggi. Anche questo forum sul quale scriviamo si può considerare un sottoprodotto culturale del pride.

 

Quanto alla carnevalata: se ci piace definire i pride una carnevalata per me va benissimo perché in fondo il carnevale storicamente è proprio questo: rottura degli schemi costituiti cosa che è anche il pride! Perché se non è una rottura di uno schema costituito l'affermazione (e la dimostrazione) che non esiste solo una dicotomia uomo-donna ma esiste un numero di combinazioni quanti sono gli esseri umani il pride non avrebbe prodotto quell'elemento di liberazione collettiva ed individuale di cui ognuno di noi oggi gode

 

Quanto alla scarsità di risultati che il pride ha prodotto sul piano legislativo sottolineò due cose:

1) I paesi che hanno i pride più grandi e più partecipati sono quelli che per primi hanno avuto riconoscimenti legislativi

2) Che in Italia su nessun argomento, su nessuna questione da anni si producono degli avanzamenti legislativi (in alcuni casi casi ci sono state delle pesanti regressioni una su tutte la legge sulla fecondazione assistita) il che è imputabile al sistema-paese e non al pride

 

Inviato dal mio Lenovo B6000-H utilizzando Tapatalk

 

 

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  • 4 months later...
  • 4 weeks later...
Fabio Castorino

Io ho partecipato quest'anno per la prima volta al Pride, quello di Roma del 7 giugno. Devo dire che è stata un'esperienza positiva. Ciò che mi faceva dubitare del pride in precedenza, vedendolo in tv, era la coesistenza dell'aspetto "festaiolo" con quello di rivendicazione sociale e politica: mi parevano difficilmente compatibili. Ora, avendolo vissuto "dall'interno", devo invece ammettere che i due aspetti si sposano alla perfezione. Anche se per me il più importante rimane quello politico e sociale (infatti "camminavo con un cartello" vestito in maniera "normale"): l'impressione più positiva che mi ha lasciato è stato aver condiviso con tantissime persone (eravamo 160.000 o 200.000, in certe vie la prospettiva del corteo era impressionante) la rivendicazione di uguaglianza e diritti.

Edited by Fabio Castorino
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Posso chiederti cosa ti ha fatto cambiare idea?

 

Cosa diresti ad un altro utente - "testardo" come te

per fargli cambiare idea?

 

Cosa ha significato "vivere dall'interno un pride"

per te, in termini anche emotivi etc

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  • 2 weeks later...
il Re del nulla

Oggi incomincia ufficialmente la stagione del pride che da quest' anno non si svolgerà più sottoforma di un unica e sola manifestazione, ma separatamente in quasi tutti i capoluoghi italiani sotto la denominazione di "onda pride 2014", cioè tanti piccoli pride sparsi qua e là (e per la prima volta in assoluto anche nella mia città).

 

Personalmente interpreto questo fenomeno come l' ennesima dimostrazione dell' ulteriore sfaldamento di un già per altro poco credibile ed esistente movimento gay, non per assecondare il mutato contesto socio-culturale italiano che evidentemente non sente più il bisogno di cose del genere.

 

Ho sempre pensato che i veri pride siano solo quelli che ognuno di noi diretti interessati cerca di fare nel proprio piccolo, nel quotidiano e sempre dentro le nostre possibilità, magari proprio io non sono esattamente il più indicato per affermare una cosa del genere però assicuro che ci metto del mio con chiunque se si cade in argomento...

 

I pride non servono, serve metterci la faccia, il cuore e cercare di far ragionare gli altri (non necessariamente a nostro favore, senza forzature) il più possibile.

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Giusto quello che dici ma i Pride "ufficiali" servono comunque a dire "oh guardate che ci siamo sempre". Poichè coi gesti di ogni giorno cambi il singolo, ma con il messaggio dell'onda del Pride devi arrivare a tutti . E per "tutti" non mi riferisco a quelli che guardano il pride a Studio Aperto ma quelli che sono per strada e ne incontrano la realtà faccia a faccia .

 

Altrimenti sarebbe giustificato per un governo dire " che senso ha fare una legge per tutelare i gay? in Italia mica esistono, altrimenti si farebbero sentire!"

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Il Pride serve a rivendicare diritti che ancora non ci sono, e a far presente che le persone omosessuali, per quanto alla società faccia comodo dimenticarsene, esistono e si mobilitano facendosi esplicitamente portavoce di interessi che altrimenti sarebbero totalmente ignorati.

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Il Pride lo vedo più che altro come una bella festa atta a dare visibilità a tutti i generi e in questo è positivo ma le manifestazioni sono altra cosa.

Ho partecipato solo ad un Pride e credo non lo faro più anche se mi ci sono trovato in mezzo anche a Parigi.

Concordo in ogni caso con @GhostHunter77, ma difficilmente il suo pensiero si scosta dal mio :-) 

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I Pride - come tutte le manifestazioni - servono a "far gola" ai politici.

I partiti vedono che siamo tantissimi e dicono: "Wow, promettiamo i matrimoni gay!

Se tutta questa gente mi voterà vincerò sicuramente le elezioni!"

 

Purtroppo i gay italiani vanno al Pride in pochissimi*

quindi a nessuno fanno veramente voglia i loro voti.

 

*L'ultimo Pride nazionale italiano

- nonostante loro avessero i diritti e noi no -

aveva 40 volte meno persone di quello spagnolo.

 

Cos'hanno i gay italiani di diverso rispetto a quelli spagnoli?

Perché in questo forum ci sono pagine e pagine contro il Pride

e per trovarsi al Pride di Milano si radunano in tre o quattro?

 

Quando avremo risposto a questa domanda

scopriremo perché in Italia non abbiamo diritti.

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L'unico modo per sconfiggere il pre-giudizio è l'educazione in famiglia e nelle scuole, e l'esempio della nostra classe politica..

fin quando questo non accadrà, i Pride non serviranno a nulla

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