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Credete in Dio?


sexfeet

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Il discorso che fai sul libero arbitrio trova, a mio modo di vedere le cose, alcuni limiti:

 

Se Dio esistesse e fosse veramente onnipotente avrebbe potuto concepire l'uomo come "libero di scegliere solo il bene".

 

Ma anche sostenendo che il male morale sia necessario per permettere all'uomo di essere libero... come giustifichiamo il male naturale? Le malattie? I terremoti? Le inondazioni? Quale la loro utilità?

Sarebbe veramente un Dio sadico se, data la sua onnipotenza ed in attesa di donarci una vita eterna, ci costringesse prima alla sofferenza.

Non sarebbe come se schiaffeggiassimo un bambino prima di regalargli un dolciume? 

 

Per uscire da questa contraddizione possiamo solo aggrapparci al significato di male, renderlo più vago, imbrigliarlo con una definizione che ne limiti la portata, con tutti i rischi annessi e connessi.

 

 

 

Non per forza, una teoria abbastanza neutrale è che Dio abbia forgiato non tanto l'universo in se per se e tutto ciò che ne consegue, quanto le leggi che stanno alla base dello stesso. Quelle fisiche, per dirne alcune. L'idea è che quindi la montagna crolla non perchè l'ha deciso Dio, ma perchè Dio ha inventato la legge di gravità.

 

Questa teoria spoglia Dio della sua immanenza, onnipresenza, onnipotenza, ecc. ecc. riducendolo a una qualunque causa che possa aver portato alla nascita di tutto ciò che esiste. Non risolve la questione ("Vabbè, X ha creato l'universo e l'uomo. Chi ha creato X?"), però rappresenta un approccio più realistico, quasi quantitivo.

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Uffa, che peccato, sapevo che non tacendo l’ultimo post sarei diventato un “mostro irrazionale”. :look:

Vabbè, passiamo alla replica.

 

L’omicidio è un atto malvagio perché l’assassino non ha il diritto sulla vita di un altro individuo. Un po’ come l’immortalità dell’anima non mi giustifica il rubare, così non mi giustifica neanche l’omicidio.

 

L'omicidio è un atto malvagio, perchè? Cavoli, se uccido un Santo lo mando diretto diretto in Paradiso senza neppure dargli la possibilità di tornare a peccare... Non vedo sotto che punto di vista per un Credente dovrebbe essere una cosa cattiva... al massimo potrebbe essere un atto malvagio uccidere uno "stupratore pedofilo e assissino" perchè non gli do la possibilità di redimersi e riconciliarsi, nel tempo, con Dio.

Un vero paradosso demenziale.

Non parliamo poi del fatto che se, come taluni credono, la ricchezza è un peccato; anche il rubare sarebbe un atto nobile...

 

Come dicevo, io identifico il Male con la sofferenza.

 

Certo che non sarei felice, non sono un mostro! Ma sarei infelice non perché sia convinto che lui non esista più, ma perché sentirei la sua mancanza.

 

Certo che sei un mostro! Il tuo ragazzo partecipa della Gloria di Dio e tu che fai? Piangi per puro egoismo?

Per coerenza dovresti essere grato a Dio che lo ha preso con Sè dandogli molto di più di quanto tu stesso avresti mai potuto dargli, giusto?

E come? Il Male è la Sofferenza? Quindi i terremoti dimostrano che Dio è Malvagio? Io sapevo che il Male, per i Credenti, era il Peccato e che anzi la Sofferenza fosse una via di Redenzione...

Mi devo essere perso un passaggio...

 

Questo è il motivo per cui io non credo a quanto hai appena affermato.

Io credo che i buoni vadano in paradiso non perché se lo sono guadagnati con le buone azioni, perché Dio li giudica positivamente o cose del genere. Io credo che siccome siamo liberi, possiamo scegliere il Bene (Dio, Paradiso) o il Male (non-Dio, Inferno). Scegliere Dio significa scegliere il Bene che significa scegliere il Paradiso; i tre termini sono interscambiabili. Insomma, se nella vita siamo liberi di scegliere tra il Bene e il Male, perché mai nell’oltrevita non dovremmo essere liberi di scegliere tra Paradiso (Dio, Bene) e Inferno (non-Dio, Male)? E perché mai uno che in vita ha scelto il Male, nell’oltrevita dovrebbe scegliere il Bene? La scelta non è diversa prima o dopo la morte.

Voglio sperare che non pensi che io creda che l’Inferno sia la fornace ardente con i diavoli muniti di forconi, e il Paradiso sia il prato fiorito della pubblicità delle Valleverde.

 

Quindi un assassino molto credente (classico caso: IL MAFIOSO) potrà venirmi a dire che non c'è alcun motivo per cui lui debba comportarsi bene, giacchè per te non sono le buone azioni che ci danno la Grazia, ma solo la Fede (ovvero: scegliere il Paradiso e non l'Inferno)?

Quindi gli Atei Buoni vanno all'Inferno e i Credenti Malvagi vanno in Paradiso?

 

Ma dove lo hai visto scritto che "scegliere Dio" significa "scegliere il Bene"?

Io faccio volontariato per il sostegno alle famiglie dei bambini con la sindrome di Down e QUINDI ho scelto Dio?

Non mi pare, anzi.

Più mi impegno contro la sofferenza, più bestemmio: perchè visto che (come te) credo che il Male coincida con la Sofferenza; maledico chi si accanisce contro gli innocenti.

Se Dio preferirà un Credente a un buon Ateo, sono felice di non doverLo tollerare anche nell'OltreVita.

 

Io, se permetti, scelgo il Bene e il Non-Dio.

Preferisco chi fa la Carità nel nome di Lucifero a chi uccida in nome di Dio.

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Non credo che si debba confondere la questione dell'esistenza di Dio con la critica rivolta alla chiesa, ai suoi insegnamenti, alle sue contraddizioni et similia. Poichè la chiesa è un prodotto della crescita dell'uomo, e in quanto tale non è perfetta e va incontro a dei cambiamenti, che, mentre sono spesso sbandierati da chi la critica come prove della sua incoerenza (le modifiche ai comandamenti, tanto per dirne una), sono invece anche una prova del suo innovarsi e del suo andare incontro alla crescita dell'uomo. Ci sarà bisogno, certamente, di altre dimostrazioni di questo, e nel frattempo la chiesa continuerà ad costituire un problema sociale per molti. Io, personalmente, ho fiducia che il processo sia difficile ma non impossibile.

 

Quanto all'esistenza di Dio...li è tutto un altro paio di maniche. Possiamo criticare bibbia, clero, tutte le religioni, con tutte le ragioni possibili. Inevitabilmente resteremo sempre nel campo dell'umano, di cose dette, pensate e scritte da questi ultimi. Niente che, credo, ci aiuti oggettivamente a capire cosa c'è la fuori.

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Nessuno Dio merita una fede sincera. E nessun dio l'avrà, sia esso una merce, un'emozione, un ideale, un sistema o una divinità.

Perchè in cuor suo l'uomo intuisce di sfuggita ma costantemente il nulla.

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No, non credo in Dio.

Credo che l'universo si sia evoluto per una combinazione di fenomeni fisico-chimici la cui eziologia non è del tutto chiara.

Pare che la scienza, a tutt'oggi, non sia in grado di dire che cosa sia successo il milionesimo di secondo che ha preceduto il "big-beng".

 

Il fatto che la scienza non abbia una risposta non mi porta alla conclusione che, allora, esiste una divinità che abbia fatto oppure permesso che si "autocomponesse" il mondo.

 

Per molti anni si è ritenuto che l'universo fosse ordine, perfezione, che obbedisse alle leggi newtoniane.

Oggi si sa, abbastanza bene, che , in realtà, ciò che regna indisturbato nell'universo è il caos.

Si parla di entropia e di relatività.

 

Sappiamo che perfino il tempo è curvo.

Se Dio c'è si è davvero divertito molto a "creare" tutto e il contrario di tutto.

 

Io penso che l'uomo creda in Dio sostanzialmente perchè è terrorizzato dall'idea della sua natura "finita" perchè non sa accettare di avere un "alfa" e un "omega". L'uomo vorrebbe mutuare se stesso e non interrompere mai l'avventura della vita.

 

Al piu' può accettare, come certezza consolatoria, di vivere un altra vita nello "al di là" in modi e forme non bene precisate ma che, comunque, siano molto piu' del "niente" a cui la nostra morte corporale dovrebbe condurci.

 

E' affascinante quel versetto della Bibbia che recita: "tornerà a rivivere il mio corpo; coi miei occhi vedrò il Signore Dio..." Ha in se un fascino taumaturgico , tale da indurre milioni di persone a farne una ragione di vita o, se vogliamo, il viatico prodromico per la vita a venire.

 

Io non credo e questo mi porta ad affrontare qualche problema in piu' rispetto a chi ha fede.

Il primo è quello di accettare la mia natura "finita" e prendere atto che tra qualche decennio non ci sarò piu'.

Da ciò deriva l'esigenza personale di interrogarmi sul valore dell'esistenza e sul perchè vivo e a quali "compiti" debba assolvere per non rendere vana la mia esistenza

 

Il secondo è quello di costruire una "etica laica" che sia un buon succedaneo ai dieci comandamenti e mi consenta di essere una persona perbene, in pace col mio prossimo, possibilmente anche in grado di contribuire a lasciare il mondo un pò migliore di come l'ho trovato.

 

Rispondera a questi due quesiti non è semplice: è il lavoro di una vita su me stesso e, quando me ne andrò, porterò com me il dubbio di non esserci riuscito.

 

Concludo dicendo che, secondo il mio modo di vedere è piu' facile credere che non credere. La fede "tappa" dei buchi che la ragione "scopre" E questa è la condanna a cui le persone dubbiose e inquiete sono condannate.

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io non credo in dio, sono atea. Credo che la figura di un "essere" superiore sia stato creato dalla paura umana da un voler attribuire a qualcuno o a  qualcosa tutto il male che esiste nel mondo.

:asd::D

Io parlo, ovviamente da prosaica.

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Pare che la scienza, a tutt'oggi, non sia in grado di dire che cosa sia successo il milionesimo di secondo che ha preceduto il "big-beng".

 

Si dibatte tutt'ora sul milionesimo di secondo che ha seguito il big bang, non preceduto.

Il big bang è una singolarità: quello che c'è stato "prima" (tra virgolette in quanto il tempo è una caratteristica de nostro universo ed ha iniziato ad esistere proprio con il big bang) non ha nessun legame con quello che è accaduto dopo. E' una sorta di barriera che le leggi fisiche non possono valicare, esattamente come l'orizzonte degli eventi nasconde la "mostruosità" del buco nero (un punto dello spazio con densità infinita? gwah! bestemmia! che rimanga celato agli occhi di tutti!).

 

 

Io penso che l'uomo creda in Dio sostanzialmente perchè è terrorizzato dall'idea della sua natura "finita" perchè non sa accettare di avere un "alfa" e un "omega". L'uomo vorrebbe mutuare se stesso e non interrompere mai l'avventura della vita.

 

Non sono d'accordo con questa visione della questione, ameno per quanto mi riguarda. Una vita eterna sarebbe un insulto alla stregua di un buco nero: talmente alieno e paradossale che la sua stessa natura finisce per porlo al di fuori dall'universo.

Accetto serenamente come essere umano di avere un inizio ed una fine, lo trovo giusto e in linea con l'ordine del mondo che ci circonda.

Certo non si può ignorare che la parte "omega" sia spesso spiacevole (per utilizzare un eufemismo), tuttavia sono convinto che non sia la finitezza in sè della natura fisica a spingere l'uomo verso il divino, bensì l'infinitezza dell'umano desiderio di felicità.

Ne sono convinto in quanto lo percepisco combaciare perfettamente con ciò che sento dentro di me.

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Si dibatte tutt'ora sul milionesimo di secondo che ha seguito il big bang, non preceduto.

 

Si dibatte tutt'ora sul fatto che sia o meno avvenuto un Big Bang.

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".Oggi gli scienziati possono ricostruire la storia del cosmo a partire da un milionesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, ma rimane inspiegato questo minuscolo lasso di tempo proprio all’inizio del tempo stesso, che secondo molti è la chiave per la comprensione della natura fondamentale del nostro universo."

 

(dalla rivista Newton , settembre 2007)

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Si dibatte tutt'ora sul fatto che sia o meno avvenuto un Big Bang.

Non più molto oramai: il modello spiega bene le osservazioni e solo pochi punti rimangono ancora criticabili.

 

Rileggendo il mio precedente post mi sono reso conto di essere stato impreciso o peggio.

Le singolarità di cui parlo si rivelano tali se indagate con le teorie attuali (relatività generale + meccanica quantistica): in realtà ci si aspetta di riuscire a decriverle se un giorno riusciremo a mettere insieme la tanto ricercata gravità quantistica (o teoria del tutto che dir si voglia).

 

La teoria delle stringhe ad esempio (una delle più promettenti candidate al posto di teoria ultima) arriva a dire qualcosa di ciò che c'era prima del big bang... peccato che tale teoria per ora sia ben lontana dal potersi considerare consistente.

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Affascinante l'argomento che sfiori, Morning.

Tuttavia, per non deviare dalla domanda originaria "credete in Dio?" penso che le varie teorie scientifiche, quali che esse siano e quanto possano essere piu' o meno accreditate, si discostino quasi tutte dal creazionismo biblico.

 

Tu dici che l'idea del Divino nasce dal mai sopito desiderio di felicità, di cui tu stesso sei assiduo ricercatore.

 

Rovesciando il ragionamento:  la costante perpetua vicinanza a Dio ( trattamento riservato ai giusti nel paradiso prossimo venturo) può essere di per se assoluta ed eterna felicità?

 

Mah....non so se mi piacerebbe starmene per sempre con un lenzuolino bianco addosso, un'arpa in mano, aureola in testa a bearmi della vicinanza al mio Creatore.

 

No, nemmeno l'argomento felicità mi convince. Rimango della mia: è la paura del " nulla" che spinge ancora l'uomo a credere.

 

Una definizione filosofica della morte è la seguente: " la morte è la separazione definitiva e assoluta dalle persone e dalle cose nelle quali ci identifichiamo"

Ora, se io posso avere la speranza di una "vita nuova" perchè non immaginare che possa ricostruire il rapporto con "persone e cose" che con la morte si interrompe?

Se Dio è mezzo e fine di tale riconversione a nuova vita, ben venga.

Spero, per cui credo.

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".Oggi gli scienziati possono ricostruire la storia del cosmo a partire da un milionesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, ma rimane inspiegato questo minuscolo lasso di tempo proprio all’inizio del tempo stesso, che secondo molti è la chiave per la comprensione della natura fondamentale del nostro universo."

 

(dalla rivista Newton , settembre 2007)

 

 

 

La critica più ovvia che viene mossa contro la teoria eziologica è proprio rivolta al fatto che nessuno può dimostrare l'esistenza di una causa prima. Anzi com' è facile immaginare infinito il futuro, così pure potrebbe essere concepibile un passato infinito e non causato.

 

Continuo comunque a ribadire che l'utilità di "scoprire" un Dio onnipotente in grado di creare il mondo non cambia la nostra vita e non è di nessuna utilità. Dimostrare invece la sua onniscenza e la usa infinità bonta è tutta un'altra storia.

 

Sulla questione della genesi biblica, come già ha giustamente chiarito Hinzelmann, a quale delle due genesi ti riferisci? A quella che riserva a Dio la creazione di tutte le cose o a quella in cui un Dio-demiurgo opera in un mondo già creato?

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Recentemente ho seguito una conferenza di Margherita Hack, la quale parlava di "universi" e prospettava la possibilità che non esista un "principio" cioè un fattore scatenante dal quale tutto abbia avuto inizio.

 

Non ho la piu' pallida idea in proposito.

Però, mi ripeto, la mia somma ignoranza in materia non è sufficiente ad istradarmi verso un Dio creatore e signore del cielo e della terra.

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Giustamente, l'idea di un "principio del Cosmo" fa ridere come quella di una "fine del Cosmo".

 

Io sono intimamente persuaso (sì, per Fede) che il Principio e la Fine cosmologici coincidano e che l'Ultimo Atto dell'Universo sia la sua stessa Creazione.

 

Analogamente l'idea che ci sia Vita dopo la Morte, la trovo ridicola quanto quella che sci sarebbe stata Vita prima della Nascita. A quel punto pare strano nascere e morire...

 

Sono contento che il problema teologico sua stato ridotto alla Speranza e alla Paura.

Perchè sradicare dal mio animo queste due "nemiche dell'Umanità" (come le intendevano gli antichi Alchimisti) è esattamente il cuore della mia etica e del mio percorso esistenziale privato.

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Sono contento che il problema teologico sua stato ridotto alla Speranza e alla Paura.

Perchè sradicare dal mio animo queste due "nemiche dell'Umanità" (come le intendevano gli antichi Alchimisti) è esattamente il cuore della mia etica e del mio percorso esistenziale privato.

 

I Greci hanno sempre considerato la speranza qualcosa di negativo. Nella nostra documentazione si parla per la prima volta di una «buona speranza» in alcuni passi dell'Apologia di Socrate di Platone, e si tratta di un caso, oltre  che alquanto tardo, abbastanza isolato. E questi passi...sono quelli in cui Platone fa dire al suo Socrate che non bisogna avere paura della morte! perché la morte è nulla, oppure passaggio a una condizione di beatitudine. Socrate non sceglie tra le due possibilità, che si limita a prospettare come egualmente possibili. In generale, la valutazione del concetto è negativa o sospettosa.

 

Per i Greci il coraggio era una virtù assolutamente essenziale alla vita. Lo intendevano sostanzialmente in due modi: o come coraggio in senso puro e semplice, oppure come conoscenza di ciò che è temibile (e specularmente, la paura come ignoranza). La paura in quanto tale non è qualcosa di necessariamente negativo, perché è un indicatore dell'umanità, o di un pericolo, ma in tutta una serie di contesti bisogna superarla.

 

E per gli Alchimisti, cosa sono speranza e paura?

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No, nemmeno l'argomento felicità mi convince. Rimango della mia: è la paura del " nulla" che spinge ancora l'uomo a credere.

 

Il terrore della fine, del salto verso l'ignoto, sicuramente spinge l'uomo a porsi delle domande, ma non gli suggerisce alcuna risposta.

 

Ho paura, quindi credo.

Credo e basta. Tutto pur di levarmi da davanti la prospettiva dell'annullamento ultimo di ciò che sono.

 

E' una base di partenza che non da nessun valore a ciò che viene posto su di essa...

Dio diventa un anestetico e la religione una bolla di sapone che ci illudiamo possa fornire una qualche protezione contro l'ostilità del mondo.

 

Il costante anelito dell'uomo a soddisfare il suo infinito bisogno di felicità invece spinge alla domanda e al contempo indica la natura della risposta. Il mistero dalla morte non è che un tassello del mosaico nella misura in cui esso è solo una delle mille contingenze che impediscono all'uomo di essere felice. Ma bisogna saper guardare oltre ed arrivare alla verità di fondo: la felicità si trova sempre un passo più in là e il bicchiere è sempre mezzo vuoto (mi pare di aver già scritto tutte ste cose verso l'inizio del topic... vabè, mi ripeterò ^^').

 

Riguardo a passar l'eternità tra lenzuolini, arpe ed aureole beh... sono sicuro che volendo proprio spingermi ad immaginare un qualche stato di felicità perfetta, potrei arrivare a fare di meglio (ma non vorrei finire per trasformare questo post in materiale per la sezione "Relazioni e sfoghi" o "Hot zone" :asd:)

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No, Isher, non darò anticipazioni sul mio libro! :asd:

 

La "felicità" di cui parla Morning è "fuori dal Presente".

 

Perchè se fosse nel presente,

coinciderebbe con l'Amore.

E l'Amato si sostituirebbe a Dio.

 

Candidamente ammette

di essere "insaziabile"

e che la sua "felicità"

rimane sempre un bisogno.

 

Una Penìa senza Poros.

Un bisogno senza soluzione.

 

Di fronte all'Amore

quel "bicchiere"

è "mezzo pieno".

 

Questa "fuga dal presente"

questa Proiezione

che ci guasta

(ora non sono felice perchè potrebbe finire

o potrebbe ancora migliorare)

è la Speranza e la Paura.

Della vita eterna, della morte?

Non necessariamente.

 

In questo senso però la Religione

coincide con l'Infelicità...

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Non ho capito...a parte il fatto che non ci parli degli Alchimisti

che era una cosa interessante perchè suonava esotica...

 

Tu teorizzi che per Morning il bicchiere è mezzo vuoto perchè

non è innamorato, mentre se fosse innamorato sarebbe mezzo pieno?

 

E che qualunque discorso sul futuro sarebbe un discorso religioso?

Perchè speranza e paura sono due percezioni del futuro...

 

Quindi Morning non dovrebbe pensare al futuro...ma vivere il presente

e innamorarsi e allora sarebbe pienamente felice?

 

Non lo so...penso però che non sia pratico gestire un Amato come Dio

meglio semmai come un idolo, un vitello d'oro, no?

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Caro Hinzelmann.

 

La Speranza e la Paura non sono solo il Paradiso e l'Inferno,

sono anche i moventi della Preghiera.

Prego nella speranza di essere esaudito, prego per allontanare il timore.

In questa vita o nell'altra, conta poco.

 

Anche in un mondo "ateo" questi impulsi sopravvivono.

Il Mondo che Deve Venire o l'Apocalisse

possono essere la Rivoluzione o il Disastro Ambientale;

e sarebbe difficile per un alieno distinguere

un Testimone di Geova da un Marxista-Leninista.

 

Anche la Patria poi ha la sua "religione"

fatta di Riscatti Nazionali e di timori per la Perdita dei Valori (o della Razza).

 

Sono tutte forme di "religiosità"

che nascono dai medesimi due folli impulsi.

 

Quindi la prima risposta è "sì".

Potenzialmente è "religiosa"

ogni fantasia sul futuro

e lo ha tanto di più

quanto più si "scolla"

dai dati del Presente.

 

Il discorso sull'Amore ha invece origine dall'aver introdotto il tema della Felicità.

Un bisogno incolmabile di Felicità è la causa del pensiero religioso?

E perchè è incolmabile?

Perchè quando c'è, temiamo di perderla

(e temendolo, non è più perfetta)

o speriamo possa essere ancora migliore

(e sperandolo, non è più perfetta).

 

Da qui la questione dell'Amore nella sua definizione platonica

come figlio di Mancanza e Soluzione.

Qui vedo solo Mancanza.

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sinceramente mi sento troppo "piccolo mentalmente" per poter dire se esiste o meno dio.

Sono nato e cresciuto con l'idea di un Dio che ci sorveglia da lassù, e diciamo che i miei dubbi a tal proposito sono nati da 2 anni circa.

E' come un cammino interiore, non so se credo o meno, al momento sono agnostico...

Di sicuro mi ha molto colpito leggere le parole di Kant al riguardo nella sua "critica sulle prove dell'esistenza di Dio" ...

ad ogni modo non so dare una risposta precisa al momento ::asd:

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Quindi la prima risposta è "sì".

Potenzialmente è "religiosa"

ogni fantasia sul futuro

e lo ha tanto di più

quanto più si "scolla"

dai dati del Presente.

 

 

«Protinus vive» (Seneca)

 

Gli Antichi sapevano già tutto.

E avevano anche il dono dell'espressione precisa (e concisa).

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  • 4 weeks later...

credo in un dio superiore che non è ne quello della bibbia ne quello del corano.... però devo dire che dopo l'esame di storia delle religioni mi sto avvicinando a visioni dualistiche. Devo però ancora approfondire l'argomento

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credo in un dio superiore che non è ne quello della bibbia ne quello del corano.... però devo dire che dopo l'esame di storia delle religioni mi sto avvicinando a visioni dualistiche. Devo però ancora approfondire l'argomento

 

In che senso "dualistiche"? Stai diventando manicheo?

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Guest fractalis

Se non ci si crede significa che gli si da un Valore...e questo vale per tutto.

Ma poi che cosa è Dio per te? che cosa dovrebbe significare (che tu ci creda o meno)

 

Prova ad andare oltre con l'Attenzione al tuo stato singolo di essere umano...sali sali sali con la coscenza...vai oltre ...guarda tutto da lontano....e poi...dimmi ....che cosa vedi?...mm?

L'intelligenza umana si muove con i corpi? e le ruote Galattiche vorticano instancabili nel Cosmo?...allora tutto procede bene...comunque....che tu ci creda o no...che tu gli dia un nome o no....che tu gli dia una forma un volto....la Storia è lunga...molto lunga.....per poterla fermare...se vuoi Le dai un Valore se no continui a vivere come se nulla fosse.

 

Personalmente nutro una sensibilità per qualcosa di vasto ed intelligente...

 

Ad ogni modo consiglio un libro: "IL TAO DELLA FISICA"  LA FISICA MODERNA: UNA VIA CON UN CUORE?

di Fritjof Capra

 

...ciao :no:

 

http://img89.imageshack.us/img89/7729/cartwheelcomposite600x6ij4.jpg

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Mi dichiaro totalmente ateo; ogni volta che si faceva religione nelle superiori e io uscivo dalla classe chiedevo alla professoressa: "Dato che Lei dice che un 'Dio' esiste ed è onnipotente, può cuocere un supplì al punto tale da non poterlo mangiare?"

E' una cosa vecchia, ma ogni volta che glielo chiedevo diceva "Dio tutto può", e io mi arrabbiavo sempre di più. Così ora ho fatto una riflessione filosofica sulla vita, evitando la scienza e la religione ( E funziona! ). Spero di essere stato chiaro  :no:

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Per me gli atei sono alla stregua dei cattolici fanatici. Negare l’esistenza di un ente è come lodarlo ciecamente. E del resto gli atei sono quasi sempre di sinistra. Lodano Lenin, Marx, la rivoluzione. E questo non significa sosti-tuire una divinità ad un’altra?

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A parte il fatto che la gente di Sinistra che loda Marx suppongo non esista più

e che il filosofo ateo per eccellenza è Nietzsche (ttuto fuorchè di Sinistra)

 

direi che c'è una bella differenza!

 

Conosco anche atei che ADORANO Britney Spears

ma io, anche se non la adoro, sono certo che ESISTA!

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Per me gli atei sono alla stregua dei cattolici fanatici. Negare l’esistenza di un ente è come lodarlo ciecamente. E del resto gli atei sono quasi sempre di sinistra. Lodano Lenin, Marx, la rivoluzione. E questo non significa sosti-tuire una divinità ad un’altra?

 

Quindi tu non neghi nemmeno l'esistenza dell'unicorno rosa o di Amon-Ra, dal momento che questo equivarrebbe a lodarli. Buono a sapersi.

Infine, ateismo non è la stessa cosa di comunismo, grazie a Dio!

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