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By andreaquartu · Posted
Usare termini acidoni per descrivere determinate categorie e' sicuramente offensivo, come funzionano le interazioni nelle app lo sanno anche i sassi: venire insultati malamente perché non si e' graditi esteticamente e' comunismo altri che semplici preferenze. Spesso chi si lamenta di questi attacchi verso la mascolinità non la viva realmente come naturale,ma pone comportamenti appunto di avversione verso certe categorie, altrimenti non gliene può fregare di meno alla gente di come siete o vi comportare te lo assicuro. Anche "decostruire la mascolinità" non significa femminilizzare ma proprio liberarsi di determinati macigni che possono forzare comportamenti e stereotipi,lo dico avendo partecipato a convegni sul tema e non perché posso aver visto qualche video di influencer. Sono quei classici temi in cui i conservatori si fanno un fegato tanto Senza neppure sapere di che si parla ./ (mieli stesso criticò il fatto che l'uomo femminilizzato fosse molto più discriminato della donna mascolina) Eh immagino quanto spesso sia capitato,deve essere stato terribile -
By cornyear · Posted
Io grazie agli Dèi io non sono normale in nulla. Quanto alla normalità, data la tua precisione, ti inviterei a leggere il dizionario alla voce tossicodipendente e vedere cosa è un tossico, sempre tu sappia comprendere un testo. Poiché, amaramente, constato che dall'aggressività che dimostri contro un commento che ti stava apprezzando forse non è scontato. Si andrebbe in off tipic, al massimo si apre un'altra discussione. Se io speficassi su Grindr o qualsiasi altra app quello che ha appena detto il sior qui sopra: A me di scheccare in una discoteca o di fare le vasche in centro proprio non esiste. Vestirmi stretto manco se pagato e ovviamente manco comprare vestiti stretti in un negozio dove si ascolta musica evirata e si viene serviti da un commesso maschio anoressico e con unghie pitturate. e magari aggiungessi che non mi piacciono i maschi scheccanti anoressici con unghie pitturate sculettanti, sarei immediatamente visto come un omofobo represso maschio tossico. Questo volevo fare intendere col sarcasmo. (Ma l'apprezzamento era vero perché l'ho trovato liberatorio come commento, in quanto sincero) Ecco qua l'esempio concreto: https://www.gay.it/chat-utenti-no-effeminati Di fatti si è creato il problema dei "gay che preferiscono i maschili e per questo sono problematici" da un pezzo, andando anche a prendere per il culo i cosiddetti "maschio x maschio". Di questo se ne sente parlare molto, in realtà a suo modo anche Mario Mieli ne parlò a suo tempo dicendo che il macho è un ghettizzato alienato. Gli dò metà ragione, ma erano anche altri tempi per cui va contestualizzato. Tendo invece a pensare che oggi ci sia un generale odio-attrazione verso il maschile, perché si è passati dal criticare giustamente dei modelli ipocriti e dannosi (tipo il classico decerebrato spesso violento con zero introspezione perché "ha da fa l'omo") a criticare tutto ciò che ha al forma di uomo con la mania di incolpare la forma e "decostruirla". Alla faccia dell'essere sé stessi. Al netto ora di quanto io sia proprio oltre certe categorie (per me la virilità è espressa con altri parametri e riesco a separare questi parametri anche dai miei feticci o gusti personali) e di quanto le macchiette da ambedue le parti non mi piacciano, spessismo questa cosa ricade anche su di me che sono quello che altri direbbero "straight passing" e che si fa "i fatti suoi" nella maggioranza del tempo. Se si pone come metro di successo e privilegio la quantità di uomini attratti da te, ovvio che il maschile è privilegiato in quanto richiesto. Ma siccome è un privilegio totalmente farlocco, mi permetto di dire che il maschile viene attaccato sistematicamente. Quanto alle robe psicanalitiche, con l'ossessione di dover "decostruire" la tua mascolinità. Non sai quante volte la gente attorno a me ha colpevolizzato la mia "mascolinità" (che è tutt'altro che stereotipata) attaccando persino il fatto che andassi sempre in palestra, motivando le mie ragioni estetiche e di gusto come insicurezza, invitandomi a essere più femminile, invitandomi ad adeguarmi a uno standard. Ma chi ha parlato degli altri? Ti senti offeso perché ho parlato della realtà di molti gay italiani tra repressi "riservati"? Che è un tema qua già discusso? Se mi guardo allo specchio basandomi su questo, avoja quanto posso parlare. Almeno su questo. -
By andreaquartu · Posted
Me ne dai un esempio concreto? Guardarsi allo specchio prima di parlare degli altri farebbe un gran bene. -
By busdriver · Posted
Se è vero che i titoli di queste raccolte di avvenimenti vengono dati più con il cuore che non con la testa bè questo è stato l'anno che ho avuto la conferma che la vita di campagna e provincia mi piaceva molto di più di quella di città. Già ne ero sicuro al tempo della casa vecchia e ora invece ne ho la certezza matematica. E non solo perchè lassù non c'era l'odioso telefono. O perchè sentivi cantare gli animali invece del rumore delle macchine. O perchè non ti svegliavi al mattino con il gustaccio in bocca dato dall'aria sudicia. O magari chi lo sa,l'acqua al gusto di conegrina o il cibo che sapeva di plastica. Specialmente quello che la nonna prendeva in quell'odioso minimarket sulla via,anche se spesso invece che di plastica non sapeva proprio di nulla...come se mangiassi il nulla. Per cui molti fatti che saranno dopo descritti sarannno successi sia a Paesana che a Grugliasco e saranno insieme mescolati. Ma comunque sempre indicati. Il 1987 ha visto il completarsi della bmx di cui l'anno scorso avevo preso il telaio. Quella piccola biciclettina tanto osteggiata dai matusa tutti e finalmente fatta per la mia grandezza visto che il 99% di quelle vendute sono strutturalmente piccole. Perchè comunque anno anche loro le taglie dei telai. Cosa che il trenta per cento dei venditore ignora o più probabilmente in malafede vuole sbolognarsi dei fondi di magazzino. Molti venditori non sanno manco la differenza tra una bmx da fuoristrada e una da freestyle. Gli specialisti nel nord italia non arrivano alle dita di una mano. Anche perchè vendere bmx per loro vuol dire non vendere altre bici più delicate e più necessitarie di riparazioni e messe a punto su cui guadagnare. Molti non sanno manco cosa sia il "rotore" ossia quel particolare oggetto che consente la rotazione completa del manubrio e la trasmissione contemporanea del comando del freno dietro. E' stato anche l'anno nel quale complice un collega di mia madre ho cominciato a svegliarmi per il discorso meccanica e fare da se. Mi ha insegnato un approccio scientifico su ciascuna cosa.Pur non avendo nè lauree nè diplomi. Mi ha insegnato in sostanza principalmente a pensare che se una cosa non la sapevo fare dovevo almeno provarci prima di dirlo. E che frasi come "non si può" "non sono capace" o peggio "è un casino" a volte uccidono più dei proiettili. ALTRA PAGLIACCIATA SUI LACCI DELLE SCARPE Tra le varie stupidità galattiche di mia nonna come negli anni passati c'è stata a lecitima di soia che infelleva tutti i cibi liquidi. Poi era toccato al controllo della mia spazzatura era diventato il suo sport preferito prendere un qualunque oggetto che lei non sapeva cosa fosse e metterlo sulla scrivania. Stessa sorte toccava alle pile che erano scariche altrimenti non sarebbero state nel cestino sotto alla scrivania. Bè,ritornavano nella scatola delle pile! Perchè per lei pur non funzionando più non erano da buttare. Pure le lampadine bruciate che cambiavo! All'epoca avevo dovuto ogni qualvolta facessi qualche rifiuto diverso da un pezzo di carta o da un sacchettino di nylon metterlo nela tasca dietro dei pantaloni e poi alla prima uscita buttarlo nel primo bidone che capitava. Questa ennesima pagliacciata di mia nonna mi aveva fatto perdere parecchio tempo quando stavo costruendo un altro lampeggiatore per i led di una bicicletta di un mio amico. Come lo avevo io sulla mia bmx. Questo perchè avevo i componenti da parte sulla scrivania e mia nonna ha aggiunto un transistor che aveva trovato nel cestino e che era appunto interrotto. E il lampeggiatore appena finito non lampeggiava. Solo dopo più prove avevo poi scoperto il misfatto perchè la scritta sul transistor era differente,come caratteri e colore. Avrei voluto prenderla a sberle quella vecchia ma poi ho preferito ogni qualvolta buttassi un componente tranciargli via le gambette. Di modo che anche se avesse voluto fare la stupida e metterlo insieme a quelli buoni nello stesso cassettino avrei potuto riconoscerlo. E quest'anno? Quest'anno c'è stata la stupidata di togliere sempre i lacci dalle scarpe perchè di colpo ha capito che si potevano mettere in lavatrice. E quindi verranno pure più pulite ma la loro durata si dimezza o diventa ancora più breve. Perchè si scollavano tutte! Non gli bastava rovinare maglie,pantaloni e giacche lavando tutto tutti i momenti e spesso a temperature sbagliate. No pure sulle scarpe doveva intervenire ma non è stata la prima volta e non sarà manco l'ultima Tra le vaccate bestiali che aveva fatto mia nonna ai miei danni,oltre per l'appunto a comprare scarpe pessime e spesso con aspetto da sfigato c'erano stati una serie di,non chiamiamoli dispetti ma comportamenti totalmente sbagliati e talvolta dannosi. Tra quelli possiamo annoverare il lucido sulle scarpe da ginnastica,messo in quantità tali da ungerle come se fossero state a bagno nell'olio. O lavare in lavatrice roba sintentica e trovarla ristretta e adatta solo per un bambolotto. O stirare roba con scritte e colori che restavano attaccate al ferro. E poi buttavi la maglia. Adesso si comincia con le stupidaggini sulle stringhe,tolte quasi per ripicca e con la perdita di tempo per rimetterle. Il problema di fondo è che molte delle scarpe hanno stringhe troppo lunghe e allora per evitare che si sleghino tutti i momenti uno dei due lacci o entrambi subiva un accorcio. Con il notevole problema poi a infilarlo di nuovo perchè mancava la parte iniziale più stretta. E tutte le volte era la stessa manfrina. Un bel giorno su un solo paio avevo fatto due nodi che non consentissero di sfilare i lacci del tutto e quella cretina li aveva pure tagliati. E me li aveva rinfacciati con la sua solita arroganza. Avrei avuto voglia di tirargli due sberle ma no,non facciamoci il sangue amaro per due scarpe. Poi,di colpo non si capisce il perchè un bel giorno ha deciso di non lavare più tutti i momenti le scarpe forse perchè uno dei paia suoi che aveva lavato dichiarato vero cuoio con annesso marchio si era disfatto come di cartone. Quanto rimpiango le scarpe da bmx che avevo comprato da erik quando avevo ancora 42 di piede ,si chiudevano col velcro e,a parte l'odore di quando le ho portare a casa erano comodissime e sopratutto stabili e senza lacci. Penso che ci sia una sorta di congiura e di controllo globale per continuare a usare un sistema di chiusura tanto inefficiente Esiste il velcro,esistono le calamite e pure i cavetti che si stringono da se. UN AEREO PRENDE UN CAVALCAVIA DELL'AUTOSTRADA E' successo circa un mesetto fa ma visto che ero in vacanza ne parlo solo ora. Non è reato cambiare canale o spegnere la tv in presenza di cattive notizie.Si dovrebbe farlo più volte secondo me. E ne parlo perchè sta arrivando la tristezza dell'autunno,sta arrivando l'inizio della scuola e sopratutto sta arrivando l'oscurità delle giornate corte dell'inverno. Condite da ore e ore perse in quell'odioso pulman 36 del kaiser,che naviga male nel traffico. In usa un aereo ha preso in pieno un autostrada perchè ha fallito il decollo. Sapete benissimo come io la penso sugli spostamenti inutili ma il fatto che in un paese in teoria molto più evoluto del nostro e che ha partorito lo snowboard,la mtb e la bmx oltre che probabilmente i patttini in linea lo skateboard ci siano persone che devono passare ore in macchina solo per andare al lavoro mi mette tanta rabbia. Poi mi viene in mente che ci è dovuto cadere un aereo per fare spazio sull'autostrada per vedere le troppe ,troppe macchine sempre in mezzo ai piedi. Personalmente mi vengono in mente tutte le volte che all'odioso svincolo autostradale di Brescia c'è coda e quando col pulman andavamo a gardaland dovevamo rallentare o fermarci a perdere tempo se qualche beota faceva il botto. Beota spesso col biemmevvù che poco prima aveva sorpassato il pulman bestemmiandoci sopra perchè col pulmann non andavamo ai 200 kmh e gli rovinavamo la media da casello a casello. Possibile che non ci si sappia organizzare? Io per non dover sempre fare tanta strada inutile mi sono spostato di casa più volte e sembra che là sia abbastanza comune farlo per inseguire il lavoro ma quando vedo quelle autostrade immense piene di odiose automobili che procedono a passo d'uomo mi viene voglia davvero di dire che non hanno capito nulla. Forse forse davvero come nei film di catastrofi vedere un tornado che rimuove le troppe macchine tra i piedi come fosse un gigantesco aspirapolvere che toglie i modellini da un plastico fa venire voglia di dire che un pò di pulizia è stata fatta. Personalmente dopo aver perso ore in quella tangenziale del razzo di Milano per lavoro si....i deve fare pulizia! Parte l'odio e ti viene davvero voglia di dire che quando non c'è nessuno che conosci arrivi un aereo come un angelo della morte a fare pulizia tanto della gente sull'aereo che si sposta con un mezzo inquinante all'estrema potenza tanto quei tongoli due macchine ferma due macchine ferma e si divertono a fare coda e traffico. Anzi si divertono loro ad essere il traffico e la coda. Per cui beccatevi l'aereo sul groppone e state zitti. Se non eravate in coda per l'ora di punta non ci lasciavate le penne. Ma voi siete in coda,ne fate parte quindi SIETE la coda o almeno una parte di essa. INCONTRO LO SKIN DELL'ITISON. Ero in giro a piedi,piazza Massaua se non ricordo male,ero andato all'upim e poi esco e passando vedo un gruppo di persone. Mi sembrava lui,poi guardo bene ,si è proprio lui. Lo guardo e lui mi riconosce ,mi fermo,il 36 di emme aspetterà. Ci salutiamo,come va lui come va io...Pacche sulle spalla e saluti come sapeva fare lui. Non lo avevo mai visto così contento,neanche all'itison. E il motivo era più che chiaro. Suo fratello è tornato a casa...era in galera perchè aveva mandato da solo all'ospedale una famiglia intera,uno addirittura con la mandibola staccata da un lato . Lui abitava prima di andare a Grugliasco in uno di quegli schifosi palazzi urbani ,non mi ricordo se in via Venasca o via Muriaglio. Quelli come la madrina del mio battesimo nonchè la matrignia di mia nonna Quelli con il balcone che ha due o tre alloggi. Lo si chiamava il ballatoio. Anche se da ballare c'è proprio pochino. Marci come erano sicuramente i travi ci si fosse messi veramente a ballare si sarebbe finiti di sotto nelle cantine e sarebbe stata l'ennesima tragedia che dà da mangiare ai giornalisti. In uno di quegli alloggi di quel ballatoio c'era una famiglia con un figlio decisamente problematico che quando si faceva vedere era sventurato ma non appena lo si lasciava solo evidentemente sapeva bene cosa fare. Un pomeriggio caldissimo estivo questo personaggio a mio avviso indegno di essere considerato evoluto era entrato in casa loro e stava frugando i cassetti. Sembra,dico sembra che con un calcio il down ha ammazzato la gatta che stava miagolando e poi richiamato dal rumore era intervenuto come nel film american history X suo fratello che aveva cominciato a fargli volare via i denti e a macinargli le ossa. Due colpi ed era a terra con un ginocchio girato e la faccia sanguinante. E giù ancora a colpirlo a terra. Quale gattaro che sono posso dire cosa buona e nostro dovere. Il trambusto ha i richiamato i genitori del down che si sono buscati la loro bella dose di legnate e tutti e tre sono finiti in ortopedia con varie fratture,diverse scomposte e una esposta. Addirittura il ragazzo sfigato aveva la mandibola di traverso oltre che un ginocchio andato . Forse per un calcio al volo. Del resto,pugile e istruttore di arti marziali lo era...Bè dall'accusa di tentato omicidio per si era arrivati al nulla di fatto e allo scontro tra avvocati e giudici. Loro hanno cambiato casa,lo sfigato con qualche dente in meno è continuato a vivere in quel cesso di condominio. Meglio,fumerà meglio visto che la bocca non la usava per parlare (emetteva solo suoni disarticolati ) ma a fumare ci riusciva benissimo. Chissà se uno di questi giorni faranno le sigarette con più cancro per fare vivere meno la gente con problemi di comportamento,alla faccia della convivenza civile. Del resto in tantissimi fumano,è una cosa che puoi fare anche se con la testa non arrivi in alto...anzi,forse fumi solo se sei stupido secondo qualcuno. Uno degli avvocati che lo ha difeso era poi andato a vivere in quell'alloggio,chissà che strani accordi che hanno preso. Era girata pure la voce che sarebbe andato a vivere lì appunto per fargli girare meglio le scatole a quella famiglia. Come un tacito patto del tipo non gli facciamo passare nulla. E come compenso prendo l'alloggio. Solo illazioni mi raccomando...ancora oggi dopo 30 anni non si sa nulla. La cosa importante è che adesso era libero a poteva godersi il fiore dei suoi trent'anni. Non so se avevano in mente di fargli la festa a quel personaggio ma sicuramente se lo avessero fatto e lo avessi saputo mi sarei fatto gli affari miei perchè è l'undicesimo comandamento che mi muove in questi discorsi. Oltretutto a casa mia i gatti sono sacri. Inoltre lui mi era simpatico e mi aveva difeso in qualche caso mentre quello sfigato sicuramente mi avrebbe causato problemi. Come mi hanno causato problemi molti deficenti negli anni che hanno fatto danno e poi dato la colpa ad altri. Ricordo quando ero un goccio più piccolo che ero in garage che giocavo con le mie cose quando l'ennesima chiamata al balcone che hanno fatto mia mamma e nonna e sono dovuto salire sopra mi hanno trattenuto per farmi domande cretine. Con chi sei,cosa stai facendo ,con cosa stai giocando... Quando sono sceso uno dei pargoli piccoli che giravano in cortile ha preso le forbici dalla mia cassetta dei ferri ,ha fatto a pezzi la mia cerbottana. Ovviamente nuova appena fatta...tutta demolita,il manico,il mirino fatto con tanto amore dal barattolo del calippo e anche il porta cartocci fatto con il rotolo dello scottex. E secondo quelle cretine di mamma e nonna la colpa era mia perchè non lo ho guardato....ma se ero sopra a perdere tempo e mi facevate domande inutili ...dietro a voialtre! Oppure avete presente quando alle elementari il primate di turno spaccava un vetro con una pallonata e tutti saltavano e la gita per colpa sua. O quando tutte le volte vi siete beccati la colpa o delle responsabilità che non vi competevano minimamente. Ci siamo promessi di rivederci quanto prima lui mi ha promesso di farmi conoscere alcuni amici che in parte la pensavano anche come me...sebbene io avessi capelli ben più lunghi. Ma non è il contenitore che fa ma quello che c'è dentro. ARRIVA LO STEREO SERIO Di per se non so cosa spingesse i miei ogni tanto a cambiare o acquistare qualcosa anche se non ce ne fosse un giustificato motivo. Ma quando arrivò lo stereo io ero comunque contento perchè finalmente potevo avere uno stereo con tutto senza dovermi adattare a qui a là. Alla fine avevo collegato una cassa acustica autocostruita che era fatta con un grosso ellittico e un ellittico più piccolo per i medio alti. Collegate alla presa uscita della radio grundig C2600 che avevo e obbiettivamente non si sentiva poi così male a basso volume con la radio. Ad alto o con le cassette lasciamo perdere. Ma in ogni caso io ci andavo pesante con l'ascolto della radio e quella si sentiva tutto sommato molto bene. C'erano diverse stazioni che trasmettevano musica rock e anni 60 quindi me ne sbattevo del fatto di avere dischi e cassette a portata di mano. Bastava accendere e ascoltare. Per i dischi avevo una fonovaligia da tirare fuori alla bisogna. Si sentiva di emme ma o era così o era così . A Paesana avevo un giradischi migliore ,sempre fonovaligia ma doveva stare lassù. Secondo mia madre se era a valvole era comunque pericoloso per qualcosa ,anche da spento. Un bel momento mia madre forse per aiutarmi mentalmente dopo la promozione e decise che si "doveva" comprare lo stereo. Ed era pure uno stereo a moduli separati,insomma una cosa come si deve. Girammo parecchio per cercarlo,addirittura alcune fiere tipo idea casa ,mille idee per un dono e simili dove tutto puoi trovare in termini di ciarpame per la casa ma uno stereo come ti occorre anche no. Diciamocelo che le donne conoscevano solo quelle. Personalmente mi sarebbe bastato un compattone che potesse suonare tutto,magari con il piatto automatico BSR come avevano quasi tutti i miei compagni passati e presenti e un amplificatore con un paio di TDA da 10 watt l'uno. Fosse stato anche un philips di quelli con il piatto montato su molle che suonavano molto bene. Ed effettivamente in zona abbiamo guardato un pò tutto. Stanamente mia nonna non rompeva troppo sul discorso marche perchè lei non ci capiva nulla. Si,una cosa la aveva detta ossia che deve essere giapponese. E si tirava fuori i marchi più famosi,AKAI,SANSUI che vedeva nelle vetrine dell'hi fi...e via così. E ancora più stranamente sembrava che il compattoni con il piatto bsr stessero estinguendosi. Come sempre quando se ne aveva bisogno una cosa non c'è mai. O non si trova più. L'elettricista Calogero trattava la europhon ma i suoi due modelli esposti non mi sembravano un gran che anche perchè non avevano più il piatto BSR ma una cosa plasticosa non bella. E sopratutto non automatica,dal greco a forza di ripararli avevo cominciato a capire cosa effettivamente sarebbe stato bene non comprare. Avevano comunque già l'amplificatore senza transistor al germanio e non suonavano poi male.Diciamo che dallo sparire dei transistor al germanio potevi capire quanto una ditta era evoluta. Con il greco avevamo dato un occhiata sia a telemarket che in un altro posto ma a parte marchi che non hanno avuto futuro nell'hi fi come saba,seleco o normende di veramente serio non c'era altro. Sui cataloghi c'era di tutto e di più ma in negozio non andavano oltre al giradischi amplificato base o alla radio a cassette. A volte neanche stereo ma solo bifonica. Sembrava quasi che certi modelli non volessero venderli per non fare un torto a chi si occupava di soli impianti stereo. Guarda qui,guarda là qualche cosa di allegro c'era ma poi ti passava la voglia quando li sentivi suonare o vedevi la mancanza di alcune funzioni fondamentali. Alla fine nonostante la spesa era ben superiore a quanto da me preventivato ci siamo portati a casa la serie completa black image series di tensai (insomma non proprio una ciofeca) con un paio di casse acoustical (sottomarca indiana line) con altoparlanti inglesi. Il piatto bè mia nonna come era dell'idea che le bici non dovessero avere il cambio non voleva in nessun modo un giradischi automatico e allora la scelta è caduta su un tensai modello base che era semi automatico ossia aveva di automatico solo il ritorno. Già è stato difficile fargli accettare il piatto giradischi grande perchè comunque secondo lei i dischi grandi si potevano suonare anche con quello piccolo. E la casa non era una discoteca,unico posto dove erano da lei consentiti i giradischi grandi. Ma l'unico piccolo era un piatto verticale oltretutto automatico e tangenziale che costava più di tutto lo stereo. Quindi per fortuna ce lo siamo risparmiato. Non è mancato l'odioso mobile specifico con i vetri che ti obbligava ad aprire due coperchi per usare il giradischi invece che uno e sopratutto i piedistalli con le ruote per le casse. Di per se totalmente inutile ma ci va per completare lo stereo e fare in modo che una malata della pulizia possa pulire. Inoltre le casse in quella posizione consentivano di tenere in piega i pantaloni coricandoli sopra anche se per la stupidità di nonna sembrava che in gioco suo preferito fosse quello di fare cadere tutte le monetine dalle tasche per terra. Ovviamente anche quando stavi dormendo. Quello stereo suonava? Si...suonava bene rispetto a tanta altra roba che abbiamo sentito ma per il prezzo quattro volte superiore a cosa da me preventivato mi sono venuti incontro i genitori. Ovviamente tra tutte le rose c'erano spine? Certo...da un lato il fatto che in quella casa l'unica presa utile per lo stereo per camera mia fosse in un punto scomodissimo e che di fatto alla sera prima di andare a nanna spostavo il pesante divano letto a tre posti e staccavo la spina. Al mattino o quando mi serviva lo stereo la riattaccavo. Avevo provato a usare la prolunga che usava mia madre per la lucidatrice ma me la toglieva sempre perchè c'è sempre da pulire sempre da passare la lucidatrice. Staccavo sempre la spina anche il per fatto che nella radio restava un lumino verde molto fastidioso sempre acceso. E che sembrava facesse apposta a puntare negli occhi quando eri a letto. Inutile dire che la radio era l'unica con quella particolarità tra tutte quelle del negozio e i miei l'hanno scelta non capendoci un tubo. E io pirla l'ho scelta senza vederla accesa. O meglio senza spegnerla e vedere il misfatto. Perchè era solo spegnendola che si accendeva il leddino cattivo. Qualche mese dopo installai un comodo interruttore sul filo della corrente. Avevo provato a mettere un pezzo di nastro nero sul coperchio del led tuttavia mia nonna e mia madre lo toglievano sempre perchè una cosa nuova sembrava rotta secondo loro. E me lo rinfacciavano con la loro tracotanza. Avevo provato anche ad annerirlo col pennarello e quasi me le sono buscate perchè non gli andava. Inoltre anche se lasciavo altri oggetti su un ripiano a coprire il leddino un goccio di luce filtrava sia dallo strumento che dai tasti e sarà perchè ne ero molto prevenuto era come se lo vedevo in faccia. Forse erano raspe mentali causati dall'affrontare una scuola troppo difficile o nel modo sbagliato di vedere le cose. Di quello stereo non posso dire male,forse il giradischi era un pò stupido perchè già da nuovo ogni tanto quando mancava ancora un pezzo lungo di disco andava in stacco alzava il braccio e tornava a posto. Tuttavia capitava così di rado che non mi dava da pensare. Essendo un giradischi a cinghia bastava fare girare a mano indietro per fare sganciare l'arpione del semiautomatico e scavalcare l'inconveniente. Bruttino invece il fatto che era poco insonorizzato e che camminando nella stanza a piedi nudi o anche premendo i tasti del registratore si sentivano disturbi meccanici nell'audio. Cosa che il BSR che era montato su molle non faceva. Ma nella riproduzione normale era parecchio più rumoroso. Anzi,forse il bsr era uno dei più rumorosi del tempo per un famoso cuscinetto centrale. Dopo l'hardware toccò al software. Mia madre mi fece portare via moltissimi dischi vecchi ma di fatto erano già quasi tutti a Paesana. Sia le filastrocche dei bambini,appunto perchè erano "da bambini" ,qualche canto scout e pure qualche disco dei più rovinati di quelli regalatemi da zio Eugenio che faceva il servizio juke box. Di fatto sentivi solo grattare all'inizio e basta. Mamma nella ricezione della radio non voleva che ascoltassi le emittenti estere in onde medie e lunghe perchè c'erano "scariche" che in effetti ti facevano sobbalzare. Perchè finchè le scariche ti infastidivano sulla radio portatile era un altoparlantino piccolo e disturbava poco. Qui c'erano due wooferoni da 20 cm che non aspettavano altro per cantare. Come ti faceva sobbalzare anche il fatto che se ascoltavi il giradischi e qualcuno spegneva la luce del bagno si sentiva un botto senza senso nelle casse. Ovviamente mia nonna era la preferita perchè quando spegneva la luce lo faceva con incertezza e con la tremolina che aveva e l'interruttore peraltro già molto consunto scintillava maggiormente. Di per se non ho mai capito perchè solo spegnendo quella luce si sentiva una scarica così forte , ma quell'impianto elettrico dell'alloggio era fatto male. Era senza terra e sopratutto ad alcune utenze spegnendole veniva tolto il neutro invece della fase. Negli anni saltarono fuori diverse rognette ma nessuna me ne impediva l'uso. Nella radio le stazioni memorizzate facevano i loro comodi,il giradischi forse perchè era uno strumento di libertà era quello che maggiormente soffriva in quella casa. Prima era morto il freno sulla discesa del braccio e poi un bel giorno si era deciso di tagliare tutti i dischi a metà. In entrambi i casi feci dei rattoppi non belli ma funzionali e sopratutto nascosti. Dubito che fossero sabotaggi,semplicemente l'energia negativa della nonna si spandeva ovunque colpendo ogni oggetto costruito con più di una vite e un bullone. Per le stazioni memorizzate avevo semplicemente staccato il cavo dall'interno che era con un comodo spinotto sullo schedone. Il giradischi invece avevo rimosso un comando meccanico e lo avevo fissato più avanti in modo che non agganciasse. Dopo averlo chiuso mi sono ricordato del leddino infame ma oramai avevo già l'interruttore sull'alimentazione. E che probabilmente mi ha salvato lo stereo da un fulmine. Mia nonna si distinse anche per una sorta di semicensura musicale su alcuni pezzi ,uno a caso buon natale di Paolo Barabani che lei sosteneva che non andava suonato ad agosto e qualche pezzo come segnali di vita di battiato che ricordava vagamente una melodia natalizia e a lei probabilmente le feste e il divertimento davano fastidio. La sua frase più odiosa era che non era sempre natale. E si che i regali che mi faceva erano pure di pregio! Chi la capirà mai? SECONDA SUPERIORE All'internazionale mi aspettava la seconda superiore,ero oramai schiavo di quell'odioso pulman 36 di emme. Lento,fastidioso,sempre pieno e con fermate continue che sembravano messe apposta per fare perdere i semafori e il tempo. Ma se vogliamo migliore di quel cesso della navetta 64 che prendevo per l'itison di 3 anni fa. Quella era letame puro. Perchè comunque il 36 c'era ogni manciata di minuti,la navetta 64 dell'itison ogni mezz'ora e se era quella giusta era piena che scoppiava. Se era quella sbagliata invece o facevi ritardo o arrivavi così in anticipo da farti considerare un secchione. E quindi a volte venivi bullato...come secchione che arriva un ora prima. Tra i miei tantissimi errori in quel cesso di scuola di itison degli anni passati era anche l'uso magari del pulman sbagliato visto che magari usando il 36 o il 33 o qualche altra linea avrei avuto orari migliori e strada migliore da fare. Invece di tappinare come un cretino per tutto viale radick con quella schifosa cartella che pesava manco ci fosse un morto dentro. Anche quest'anno mi toccava l'odiosa piscina anche se per fortuna visto che c'era da fare più ore al pomeriggio e andare in officina a via campobasso mi sono tolto dai piedi le ore che buttavo ad atletica e sopratutto ridurre quel cesso di piscina in quanto ci sarò andato 4 volte in tutta la stagione invernale. Salvo poi togliermela dai piedi del tutto più avanti. Almeno quello mia madre e mia nonna l'hanno capito. Ma non lo hanno fatto per me ma solo perchè potressi fare meglio i compiti del razzo. Del mio tempo libero non gli fregava nulla. Per le donne il tempo libero serve solo per rischiare di diventare un tossico. Per carità tavolta succede ma non è la regola! Certe volte sebbene io facessi credere che dal greco guadagnavo solo pochi spiccioli mi mandavano apposta da lui. Ogni qualvolta avevo finito i compiti. E ogni tanto passavano a vedere se fossi lì. Personalmente era una delle poche cose che non mi dava fastidio perchè comunque dal greco ci stavo bene e una volta finito i compiti era meglio che stare a sopportare la nonna. Ho sempre creduto che il proprio habitat naturale uno se lo deve creare in un modo o nell'altro. E sopratutto non avvelenarlo con cammionate di roba inutile. Su questo la nonna era il numero uno. Ogni qualvolta serviva qualcosa ,indipendentemente lo avesse avuto nella borsa,in qualche armadio o davanti agli occhi doveva metterci ore a cercarla. AKIS FUMA NEL CASCO Se oggi cercando su internet sistemi alternativi per fumare salta fuori il fumare con la maschera antigas,bè posso dire che magari non ne sono l'autore ma sicuramente il perfezionatore di una cosa che aveva inventato Akis il figlio del greco. La aveva inventata e poi una volta che era con un suo amico,un certo Massimo delle case popolari,fumatore conclamato e dichiarato nella cantina la abbiamo testata con il sottoscritto e Uciuta come spettatori. Veniamo al dunque. Si sa che il fumo di tabacco fa male,sicuramente noi non ne volevamo cercare più di tanto . Il greco probabilmente fumava molto poco perchè sulla sua postazione di lavoro c'era un posacenere ma non si riempiva mai,ogni tanto appariva un mozzicone,ogni tanto erano due e poi spariva tutto. Se fumava aveva il buon gusto di farlo quando non c'era nessuno o voleva dare il buon esempio. Nei nostri discorsi non approvavamo i "normali fumatori " ossia quelli che hanno il pacchetto dietro,accendono e fumano. Quando lo vogliono loro,ossia sempre. Fumano e si fanno aspettare tutti i momenti,inoltre puzzano sempre e se devono dare due pedalate diventano rossi come peperoni perchè hanno i polmoni incatramati. E si che una volta dentro ai bar bene o male si fuma. Vedendo come friggeva mia nonna quando era in astinenza tutti gli sforzi erano per fare un qualcosa che non arrivasse a quella dipendenza e non consentisse l'uso quando si vuole e dove si vuole. Akis era deciso,voleva inventare qualcosa per fumare senza fumare ossia inalare fumo ma non farsi venire dipendenze nè intossicarsi. Voleva insomma un qualcosa di talmente particolare e complesso da renderne impossibile l'uso in un posto diverso da un certo luogo che era previsto per quello appunto per non fumare ovunque. Inoltre doveva disincentivare il fumare oltre a combattere alcuni sintomi collaterali come le dita gialle. Un venerdì sera ci siamo trovati prima al negozio un ora abbondante dopo la chiusura e poi siamo scesi nella cantina del greco (anzi una delle cantine perchè ne aveva più di una) a dare il via alla prima sperimentazione . Il primo prototipo era una maschera antigas piccola di quelle che fanno solo naso e bocca alla quale avevamo aggiunto un tubo,fatto con quello degli impianti elettrici da sotto poi un cono di quelli che si mettono sulla pistola del silicone dove mettere dentro una sigaretta. Per migliorare la cosa,visto che la tenuta di quella pessima maschera era precaria ci si metteva sopra il casco integrale senza visiera nero (si quella bruttura che usavamo con put put il motorino demotivato) che sembrava fatto apposta per tenere la maschera a posto ,migliorare la tenuta e per impedire di togliersela. Era divertente vedere il fumo uscire dall'apertura del casco. Quella dove avrebbe dovuto esserci la visiera. O forse ci sarebbe stata qualche secolo fa visto c'erano ancora i bottoni per metterla. Ma non andava bene perchè a vedere e sentire Massimo c'era troppa resistenza all'inspirazione e poco fumo . E allora pensa che ti pensa,basandomi forse su quei telefilm dove il malato negli ospedali del kaiser,dove la gente va a morire, è collegato a una macchina che ha un mantice che va su e giù abbiamo visto che facendo passare il fumo attraverso la pompetta del materassino,quella con due attacchi il fumo nelle pause respiratorie si accumulava per essere a disposizione la respirata dopo e migliorava perchè era meno duro da inspirare. Invece del cono della cartuccia del silicone abbiamo usato un portalampade di plastica con una radice filettata che sembrava fatto apposta perchè la sigaretta si infilasse giusta. Abbiamo tolto il metallo da dentro e incollato molto bene l'esterno in modo da fare si che tutto il fumo generato dalla sigaretta venisse convogliato nel gonfiatore. Penso che sia stata la prima volta in vita mia che ho usato la colla a caldo. Su consiglio di Massimo abbiamo poi sostituito le sigarette chesterfield che avevamo trovato dimenticate da qualche parte da tanto tempo da qualche cliente del laboratorio con le camel perchè puzzavano di più e secondo Massimo dovevano puzzare il più possibile in quell'utilizzo. Lui era l'esperto. La versione "migliorata " la provai pure io una settimana dopo e arca vè mi ha dato parecchia sensazione ,in ogni caso ne feci un uso molto molto modesto. Avrei potuto costruirne subito una versione personale da tenere ma non ne ho mai sentito una gran necessità. Anzi forse pensando al modo di fare da tossica di mia nonna avevo ancora più motivi per starne alla larga. Visto che al mattino appena alzata già si accendeva il suo succhiotto di cancro. Difatti la costruirò per me solo dopo il militare,ossia tra 6 anni almeno. Mi ha dato botta? Certo anche perchè io non fumavo e quindi bastava molto poco. Poi una volta ogni tanto,due/tre al mese. Ci trovavamo in 4 o 5 con Akis e andavamo in quella cantina che aveva preso l'odore delle camel. Ricordo di averne fatto un paio di sessioni complete di una sigaretta sola ma con l'aggiunta di luci lampeggianti,cuffia da bagno per non rovinare i capelli vista la zozzura degli elastici e del casco (in tutta la vita non penso sia mai stato pulito) ,musica pink floyd ummagumma nelle cuffiette...insomma un rilassamento totale. Saremmo stati all'inizio della strada della psichedelia pura? Non si sa ,sicuramente non saremmo andati tanto più in là. E' stata provvidenziale in quella cantina una sedia sdraio con poggiaschiena poggiatesta e poggiapiedi. La botta che un sistema del genere dava non era chissà perchè ma era il massimo che si potesse fare senza correre troppi rischi. Forse amplificata dal senso di chiusura di tutta la roba che avevi addosso. Non si inalava nulla di particolarmente pericoloso perchè a differenza di solventi e gas che molti nostri cotanei usavano o millantavano di usare le sigarette erano fatte per essere fumate . Non era una cosa che potevi fare ovunque perchè comunque serviva il casco,la maschera,la pompetta. Poi serviva uno che sorvegliasse la sigaretta e la togliesse alla fine quando poi ti arrivava la botta. Insomma non era una cosa da tossichello singolo che fuma perchè si sente solo. Il suo uso era confinato in quella cantina e poi riposto nella scatola. Massimo riusciva addirittura a fare il bis via una sigaretta l'altra. Ma poi anche a lui girava la testa dopo. Inoltre ha detto che dopo aver usato quel coso lì non gli è più venuta voglia di fumare fino al giorno dopo. Ergo era una cosa anche economica,visto che risparmiavi sigarette. Ci siamo promessi comunque di non invogliare nessuno a provare che non fosse già fumatore e anche noi segnavamo sul muro le date per vedere di non diventarne dipendenti. In seguito aggiungemmo anche i braccioli per nuotare per tenere le braccia ferme su supporti apposta che aveva la sedia a sdraio. Ti sdraiavi con casco e maschera,si gonfiavano i braccioli sui polsi e tu DOVEVI fumare. Nessuna scappatoia esclusa. Quasi come una punizione e appunto per quello non la avresti cercata tanto spesso. Facevamo le collette per prendere UN SOLO pacchetto di camel e poi suddiividevamo la spesa tra uno e l'altro. Che poi divennero camel 100's perchè più lunghe e più puzzone . E poi alla fine tra uno e l'altro e due o tre giorni alla fine ne fumavi una o due nel fine settimana e spendevi qualche centinaio di lire per volta. Era più la compagnia di trovarsi nella cantina sotto il negozio del greco,una sorta di surrogato in piccolo del covo di Erik a Grugliasco centro. Forse anche un covo più tossico diciamolo pure ma a portata di mano visto che per arrivare a grugliasco centro di sera i pulman di emme erano totalmente inutilizzabili come orario,quasi li mettessero solo per i vecchi che vanno al mercato e già per i ragazzi a scuola erano quello che erano. . Ma comunque ci si trova lì,si parlava e poco e un pò si fumava . Essendoci sopra i negozi,quello del greco e altri due anche l'uso di una radio purchè non molto potente non avrebbe irritato le mummie residenti nel palazzo. E infatti una piccola radio philips a cassette faceva la sua parte. Ovviamente tenuta a basso volume. Ci siamo sempre tenuti anche tantissimo lontano dagli alcoolici invece. Non ci attiravano almeno in quel periodo. Anche perchè li collegavamo al personaggio più o meno fallito che si inciucca in cantina e poi vomita ovunque. E qualcuno a scuola lo faceva già. Sicuramente non ha fatto bene a nostro corpo usare un accrocchio simile,e molti lo usano ancora me compreso ogni morte di papa ma finora non ho avuto mai la voglia mettere una sigaretta in bocca e fumarla normalmente. E ciò è un grande risultato pensando al tossicume delle nuove generazioni. Chi ci ha rimesso veramente è stato il casco MAC perchè sembrava facesse da calamita per l'odore di fumo. E sebbene "dentro" ci passasse il fumo di scarico della maschera ha preso un odore persistente appunto di camel ed era comunque molto più piacevole dell'odore di tabaccaccio marcio che faceva mia nonna che invece fumava nazionali. Tanto è vero che se dovevi metterti quel casco per usare il triste motorino put put era come se fumassi quello avanzato dagi altri. Ad Akis nei giorni che il negozio era chiuso e passava a prendere un motorino o l'altro sembrava facesse piacere usare quel casco lì al posto dell'altro nuovo,l'agv che gli aveva preso suo padre. Non si sa se per la gomma invece che il tessuto a contatto della pelle o per l'odore. O perchè nella sua bruttezza era comunque più bello dell'agv che aveva la mentoniera che ricordava lo squallore della griglia di un termoventilatore. Ma nei secoli non mi ricordo siano nati caschi agv belli. Al greco quale casco usasse suo figlio non importava. Bastava che lo usasse. Qualche volta mi è capitato di rientrare a casa e puzzare di fumo specialmente nei vestiti ma la giustificazione più pronta è che eravamo andati al bar della bionda,dove c'era una nebbia perenne 24/24 e la puzza compresa nel prezzo insieme ai portacicche pieni su tutti i tavoli. E i non più giovani che usano la tazzina come posacenere. Ma del resto cicca più caffè è la prima legge del fallito che perde tutta la giornata al bar. LE TELEFONATE FANTASMA Che magari erano per vedere se eri in casa... Con il relativo aumento del benessere i furti si facevano sentire maggiormente una cosa che una volta li frenava era l'avere gli oggetti tecnologici relativamente grossi e pesanti. Al giorno d'oggi un televisore non costa quanto uno stipendio e non pesa più 30 kg come una volta. Lo stesso per tutto il resto .La miniaturizzazione ha reso la vita molto facile ai ladri perchè la roba di valore è diventata piccola e leggerissima Già con il diventare portatili dei computer di fatto si faceva il primo favore ai ladri. Visto che i fissi hanno sempre cammionate di periferiche da scollegare. Ma veniamo alle telefonate fantasma,ovviamente sul telefono fisso. Potevano arrivare a tutte le ore del giorno e della notte non ho mai capito perchè mia nonna volesse sempre rispondere anche in piena notte e non mi facesse per esempio staccare il telefono. Del resto c'era una comoda spina o bastava appoggiare male la cornetta. Cosa che peraltro lei faceva ogni tanto,non so se intenzionalmente o cosa. E poi si lamentava che le sue amiche stoppose non chiamano. La telefonata fantasma poteva essere di tre tipi. La prima era quella meccanica,diciamo così. Suonava ,rispondevi e di fatto non sentivi nulla . Nemmeno il rumore presente dall'altra parte. Tutto silenzio. E di fatto non riattaccavano. Forse queste chiamate arrivavano per sbaglio per qualche errore delle centrali telefoniche. Poi c'erano quelle truffaldine ,che si sentiva chiaramente che dall'altra parte c'era qualcuno a non rispondeva,questi però dopo un pò riattaccavano. C'erano poi i cretini fatti e finiti,spesso ragazzini stupidi che facevano numeri a caso dalle cabine e ogni tanto beccavano il mio. Chi non ha mai fatto il cretino quando ti puzzava una moneta e magari volevi fare lo stupido. lo avrò fatto pure io una volta,forse c'è ancora chi in via thures sta cercando di spostare il popotamo parcheggiato in doppia fila,del resto nella telefonata ero stato chiaro. E comunque uno dei motivi per cui non ho più voluto il fisso è anche quello. E' uno strumento di disturbo. Perchè specialmente con i vecchi telefoni non potevi capire chi ci fosse dall'altro lato. E se magari era qualche scocciatore te lo dovevi subire. Tuttavia per gli operatori telefonici è bisness. Ogni telefonata anche a vuoto sono spiccioli in arrivo e tanti spiccioli messi insieme fanno un bel gruzzolo. ITALJET INTERRUTTORI CRITICI Il mio cinquantino da trial italjet non aveva una gran meccanica complicata,era un banale motore a due tempi ,e neanche tanto potente. L'unica cosa complessa che aveva era un cambio a 6 marce e un volano interno per aumentare il tiro. Aveva invece il funzionamento delle luci quanto minimo precario. Le luci venivano alimentate da una bobina generatrice dentro al volano che buttava fuori una tensione variabile a seconda dei giri del motore e del carico applicato. Era dichiarata sul generatore 6 volt 18 watt e non c'era scritto nulla d'altro. Il faro anteriore era identico a quello del ciao con una lampadina a piattello e una a siluro ,entrambe 6 volt e 15 watt. La lampadina posteriore era un piccolo sgorbio montato in un fanale di plastica rotto in più parti. La prima cosa che avevo fatto una volta arrivato a casa era installare un fanale posteriore tondo su supporto in gomma come si usava una volta nel mondo dei trial. Il suo originale era ridotto a un pezzo di plastica metto rotto con la lampadina che pendeva. Il fanale sebbene molto brutto e non un mostro di efficienza impediva alle vibrazioni di assassinare il filamento e bruciare la lampadina tutti i giorni. Tuttavia nonostante le modifiche continuavo a cambiare un macello di lampadine segno che qualcosa non andava. Tantissime indagini perchè le lampadine partivano quando gli girava e non a un certo regime di giri o una certa velocità e devo dire che ho fatto tante tante prove prima di beccare il responsabile. Si,l'interruttore dei fari ,una sorta di blocchetto sul manubrio con a bordo a leva per le luci e il pulsante di clacson e spegnimento non andava per nulla bene. In sostanza fnchè si accendeva il faro ,un modesto anabbagliante tutto andava bene. Quando si metteva la luce di posizione o il comando si scaldava un pò o andava e veniva la lampadina dietro oppure arrivava una tensione alta che illuminava il fanale dietro esageratamente e a seconda se eri svelto a ricommutare o no partiva la lampada anteriore di posizione o quella posteriore. Come tutti i motorini senza la batteria questa moto a volano magnete la tensione variava mostrosamente. Avevo misurato addirittura 24 volt senza lampadine collegate E da qui l'idea di fare l'uovo fuori dalla cesta...lavorando in corrente continua. Avevo modificato il cablaggio e le luci andavano su circuito a corrente raddrizzata con un proprio positivo e negativo senza ovviamente condensatori. La lampadina posteriore che era quella che tutti i momenti si bruciava era adesso regolata da un transistor e con un circuitino che avevo fatto stare dentro al fanalino tondo. Il transistor dissipava sulla staffa posteriore del fanale. E comunque regolava la lampadina dietro abbastanza precisa a 6 volt con punte di 7,5 circa. Per ovviare al bruciarsi di continuo di quella a siluro anteriore avevo migliorato tantissimo il fanale con un lamierino per dissipare calore. Inoltre avevo notato che quelle lampadine non erano giuste con i dati dichiarati. Più per raspa mentale che per altro avevo fatto un lunghissimo giro di acquisti comprando appunto in ogni ricambista auto moto che incontravo in giro una lampadina a siluro da 6 volt 15 watt. Se le vedevo di marca conosciuta prendevo anche quella a piattello della mezzaluce purchè fosse di marca. Mi sono anche accorto che mentre per l'automobile i marchi delle lampadine erano sempre gli stessi per le lampadine delle moto esistevano marchette e sottomarche che non avevo mai sentito. Se da un lato mi sono venuti in mente i discorsi di mia nonna sulla roba di marca e non dall'altro volevo vederci chiaro. In ogni caso,una per tipo e i risultati sono stati assurdi,ossia che la metà di quelle non avevano i watt previsti,una tolleranza costruttiva indegna. A volte sopra il 20%. E non sempre la roba fuori tolleranza era quella non di marca. Anche perchè spesso le lampadine non di marca enivano vendute allo stesso prezzo se non di più di quelle di marca. Messe alla prova con l'alimentatore stabilizzato addirittura alcune dichiarate e scritte 18 watt che in teoria ne dovevano assorbire di più arrivavano a stento a 12. E quindi paradossalmene si bruciavano più spesso delle 15 watt. Qualcuna salendo un goccio di tensione variava di brutto la resistenza del filamento. Qualcun altra un pò meno. Ciò comportava il salire della tensione dai 6 volt previsti a 8 o 9 e le lampadine prima diventavano nere o specchiate e poi si bruciavano...inesorabilmente. Sembrava non ci fosse soluzione Alla fine avevo poi preso la decisione di aggiungere una resistenza di quelle in ceramica dei tv color a dargli una mano a consumare corrente alla lampadina a siluro ,mi sembra fosse da 10 o 12 ohm. La avevo imboscata dentro al manubrio e avevo fatto un buco proprio da sotto che non si vedesse. Solo il filo grigetto usciva e si collegava al fanale. Ci avevo messo tanto ma dopo quasi tre mesi il mio italjet 50 non ha più bruciato una sola lampadina. La voglia di modificare,elaborare e fare un qualcosa di diverso comunque mi girava intorno. Avevo visto che alcune harley davidson avevano una luce blu che illuminava a parte bassa del mozzo dietro e allora visto che volevo fare qualcosa di fuori dalla cesta volevo mettere su quel piccolo trial un goccio dell'immagine harley. Ma non perchè sbavassi per quelle moto,semplicemente perchè la harley nel loro piccolo mi ricordavano il vecchio west le pianure americane una vita libera o che almeno lo sembrava. Nel bidone della spazzatura avevo trovato delle luci blu di Natale di quelle che hanno piccole lampadine da avvitarsi. Stesso attacco delle luci di casa E14 e allora avevo messo due piccoli portalampade da casa ai due lati del parafango posteriore. Collegandomi direttamente al volano e lampadine che erano da 14 volt con le luci spente facevano una luce molto vivida,con le luci accese sembravano due braci di sigaretta. Ma la loro durata era minima. Era sufficiente sbagliare una scalata o dare una sgasata troppo forte per farle partire. Partivano anche quando prendevi qualche botta nel fuoristrada. Ed essendo quella una moto da trial il fuoristrada era obbligatorio. Fortunatamente quella catena luminosa avrà avuto 40 lampadine ed erano quasi tutte buone. Avevo pure la possibilità di scegliere vari colori e una buona dose di ricambi. Con quella piccola motoretta posso anche raccontare la mia prima caduta in moto . A causa dell'asfalto viscido e forse del cambio di marcia troppo brutale che avevo fatto nella prima curva sulla colletta il posteriore mi parte via e mi trovo a prendere una botta con il ginocchio . Ho zoppicato per una settimana e mia nonna mi ha rinfacciato le peggio cose. Le solite frasi che si dicono sulle moto dove sempre ci si fa a pezzi,sempre ci si massacra. Poi aggiungeva evidentemente come segno di ignoranza che se la moto la compravo da strada non sarebbe successo nulla...meglio che non sappia che le stradali sono quelle più coinvolte negli incidenti. Se tuttavia oggi qualche genitore mi chiedesse se è giusto prendere una motoretta 50 da trial io gli direi si. E' giusto e se io ritornassi indietro lo rifarei anche se preferirei un beta o un fantic perchè il verde di quell'italjet era orridume puro. Sicuramente una moto da trial era venti volte più utilizzabile di una sportiva o di una vespa. Essendo iniziata la scuola e non servendomi a Grugliasco che era ben fornito di pulmann urbani si era presa la decisione che quella piccola motoretta resterà poi sempre a Paesana. Per averla per andare in giro e sopratutto perchè a differenza di Grugliasco che era tutto in piano Paesana in piano non aveva praticamente nulla e già nell'uso della bmx che era priva di cambio cercavo in tutti i modi per esempio di evitare via reinaud in salita perchè faceva faticare. Avendo il cinquantino su a Paesana ne ho approfittato molti sabati sera che avevamo come alternativa allo stare al bar la salita a Crissolo ma sopratutto a Pian munè. Farlo con la macchina è di una noia assurda ma con le moto 50 era divertimento allo stato puro . Un pò per l'oscurità che scendeva mentre si saliva su. I motori non potevi tirarli troppo e allora ogni tanto facevamo sorpassi a bassa velocità tra di noi. Nessuno veniva lasciato totalmente indietro perchè non era nel nostro stile. Si rallentava quando si vedeva sparire l'ultimo faro. Io stesso mi ricordo di aver causato un rallentamento perchè ero partito col rubinetto della benzina chiuso. Poi magari mentre si saliva,una volta lasciate le ultime case si intonavano canti sguaiati e si faceva molleggiare la moto sulle sospensioni alzandosi in piedi e si cantava magari qualche bruttura degli alpini o degli scout storpiata all'inverosimile. Ed era come se il ruggire o meglio il gridare di quei piccoli motori ,sommato alle nostre voci facessero una sorta di coro. Condito ovviamente dal puzzo della miscela e dalle luci che facevano appena appena il loro dovere. Ricordo che tra le tante salite di tutti a pian munè una sera che faceva freddo i canti sguaiati quasi sembrava che ci dessero calore. Quanto ricordo bene quelle serate e quanto mi dispiace che non ci siano più Perchè anche quelle serate erano un simbolo di libertà. E ci divertivamo veramente con niente... Si partiva si arrivava su...e poi si stava a parlare nè più nè meno di come facevamo in piazza. UN DIFETTO ALLA VISTA INSPIEGABILE Il difetto che avevo della palbebra sinistra che dava colpetti non richiesti senza peraltro muoversi era apparito e sparito verso i 12 anni. Stavolta invece arrivando su a pian dei lupi con il mio 50 da trial mi sono fermato e mentre ho aspettato gli altri ho guardato la montagna e ho avuto la sensazione di vedere come se l'immagine stesse convergendo verso il centro dove stavo guardando. Eppure era pieno giorno,manco una nuvola che potesse dare effetti di luce. La cosa mi ha da un lato spaventato e dall'altro tranquillizzato perchè solo un illusione poteva farmi credere che la montagna si stesse muovendo. Ed è successo più volte ,specialmente quando arrivavo in montagna in moto dopo aver subito vibrazioni alle mani o sbalzi di quota. Un altro difettuccio? A cosa lo sommiamo? Alllora la palpebra stupida se n'è già andato. Le mani gonfie e quella sgradita sensazione non le ho più avute da quando non siamo più andati in quell'odioso Crissolo a quel mercato dove si andava senza aver fatto colazione e mia nonna sapeva solo lamentarsi se avevo sete e quando mi fermavo a bere a una delle tante fontane aveva sempre qualcosa da ridire La chiamava acquaccia ma io avevo sete. Troppa sete. Lei invece si accontentava del caffettino da sfigati al mattino facendo tintinnare in modo fastidiosissimo il cucchiaino nel bicchiere. No,lasciamoci indietro le fobie,i segnali sballati e tanta roba che se ne è andata c'è sempre un motivo. E spesso è spiegabilissimo. TERESA CI RIPROVA CON ME Quella ragazza robusta con i capelli scuri che l'anno scorso mi aveva fatto capire cosa doveva fare un maschio ci ha di nuovo provato con me e stavolta ero io a casa sua all'Erasca. Lei figlia unica di provenienza veneta mi aveva convinto ad andare a casa sua ,in realtà cercavo qualcosa di utile nei bidoni dell'immondizia. E me la trovo di fianco mentre stavo guardando una vecchia tv depositata a fianco dei cassonetti. Teresa mi guarda chiedendomi se avessi da fare. Personalmente sapevo benissimo cosa voleva fare con me e con più o meno tutti quelli che aveva conosciuto. E pure stavolta ci sono cascato....Ho parcheggiato la moto da trial vicino a casa sua e siamo saliti. Insomma,anche stavolta ha fatto tutto lei ma per lo meno non sono andato a casa con i dolori al pipino perchè forse ha capito che non è come tirare la corda di avviamento di un motocoltivatore,si deve essere un goccio più delicati. Abbiamo parlato abbiamo pensato e già dall'inizio non mi toglieva gli occhi di dosso. Manco 10 minuti e aveva già la mano nei miei pantaloni. Penso e credo che possa avere una cotta anche per me visto che con un paio di miei coetanei si vedeva spesso. Tuttavia non mi ispira,non so cosa sia ma ho la netta sensazione che se mi metto con lei perdo tutto il mio mondo e tutto cosa gli gira intorno. C'è il bambino che c'è ancora in me che mi ricorda che la mia unica donna si chiama regina,pesa 20 tonn e solca le praterie del west sbuffando a 40 mph tra indiani ,nordisti e sudisti e c'è l'adulto che invece dice di guardarsi intorno perchè il mondo reale non è per l'appunto quello dei film. Ed entrambi gridano,gridano forte e io non li voglio sentire. Aumentano il rumore del mondo che è già troppo. State zitti che voglio pensare. Non so cosa decidere e non voglio decidere. I ROCKETS Dei rockets non posso parlare male,sebbene sconosciuti a Giuliana in alcune canzoni hanno alcune quantità di energia buona. E poi effetti spaziali e una coreografia niente male. Ovvio che non arriverei mai a vederli dal vivo (anche perchè non sono un tipo da live) però comunque dicono la loro. Era forse uno dei primi casi di musica da vedere oltre che da sentire. Guardando le immagini sulle copertine mi arrivava questo mondo tutto particolare della musica "aliena". Pensando alla musica attuale posso dire che erano molto avanti rispetto a oggi. Il primo disco che ho preso dei loro era Atomic,famoso per la copertina. Poi negli anni,mercatino dopo mercatino sono riuscito ad averne altri quattro o cinque. E posso dire che forse i primi dischi non erano chissà cosa. Forse erano ancora poco "dotati" come effetti e coreografie spaziali. Purtroppo il Petruccino non li ha visti o sentiti. Lui che sicuramente come ambiva a tutto cosa fosse spaziale...quindi li avrebbe apprezzati. O forse erano da apprezzare comunque perchè tra vestiario e effetti speciali erano l'esatto contrario del cuore amore sanremese da coma diabetico immediato e il pancreas che alza bandiera bianca. Insomma ... come quando prendevi il caffè da Madrina che c'era più zucchero che altro. Difatti suo marito nonno Ciro era sempre mentre che si testava la glicemia. E magari il diabete gli ha accorciato la vita,oltre ovviamente a sopportare Madrina che ne aveva sempre una. Humprey bogart diceva che c'era un tempo per ogni cosa e allora il mio ragionamento era che anche per la musica. Mi sono sempre chiesto perchè certe canzoni esistano e effettivamente penso che sia un dubbio legittimo quando senti certe porcherie alla radio. ARRIVATA LA UNO Era così necessario voler fare fuori la 127 ancora funzionante per prendere quel carciofo di uno? Siamo andati avanti con due auto e una sola patente per parecchio tempo. La uno veniva usata solo per partire per la seconda casa e la 127 per andare al lavoro e per le commissioni di tutti i giorni. Facemmo diverse ipotesi su che modello scegliere. A mia mamma la panda non piaceva,perchè la definiva troppo scatoletta. Valutammo anche alfa e lancia. Ma loro no,sono grosse sono care non vanno bene. E ovviamente la solita macchina a 3 porte,perchè le donne di casa non capiscono nulla Con le 3 porte ogni volta che devi fare salire o scendere qualcuno se davanti hai un trumbun che ci mette mezz'ora a muoversi facendo ogni sorta di lamento perdi tempo a oltranza. E' stata la prima occasione di montare un impianto audio su una macchina mia. Ed è stata la prima occasione di provare un circuito totalmente mio basato su alcuni miei più grandi amici elettronici. Il TDA 2002 e 2003 . Amici dalle spalle larghe e che hanno iniziato con me il discorso del suono libero. In ossequio alla tradizione fiat i fili che portavano alle portiere non c'erano e allora avevo messo solo due altoparlanti peraltro ovali di quelli usati sui televisori geloso sulle predisposizioni dietro che erano previste per altoparlanti da 10 cm...i peggiori. Gli ellittici anche se in realtà suonano peggio di quelli tondi in realtà hanno un suono più caldo e meno ospedaliero. Chechè si dica ogni altoparlante suona a modo suo.Gli ellittici hanno quel non so che di arcaico nel suono. Pilotati da un integratino solo e con i due canali in mono, con la manopola del volume messa vicino al piantone di sterzo in un tappo della plancia. La scelta di fare così era anche legata al fatto che una volta si pagava la tassa sull'autoradio e così facendo si usava un portatile e il grosso del consumo ossia l'amplificazione veniva fatta sfruttando la corrente della macchina. La ricezione della radio era penosa non essendoci antenna e ovviamente secondo la stupidità di mamma e nonna la radio doveva ricevere bene anche senza antenna...ma almeno le cassette si sentivano bene. Montato tutto e come voleva dimostrasi lì si sono presentati e prime carenze del mio modus operandi. La uno aveva guadagnato tanti rumorini dovuti all'assemblaggio stupido e al fatto che per passare con i fili le fragili plastiche vanno smontate più volte perchè non conoscevo la macchina. E sono state le volte che la nonna ha cominciato a stare dietro,finalmente cominciava a capire l'imbecillità di un auto a 3 porte.Visto che a salire ha cominciato a prendere capocciate e a fare scrocchiare la schiena le volte che veniva fatta sedere dietro. Oltretutto gli altoparlanti erano proprio dietro alla sua testa e la rintronavano. Oddio venivano pilotati con poco più di un paio di watt caduno. Ma per lei gli altoparlanti la rintronavano e se aprivi poco qualunque apertura diceva che c'era troppa aria e sarebbe volata via e io che pensavo...magari! Che il karma di Giuliana avesse ragione? Male non fare paura non avere. Nei primi giorni che la abbiamo avuta e la 127 stava fuori dal garage avevo fatto un sogno strano ossia che quell'auto nuova fosse coinvolta in un incidente ,si fosse girata e fosse partito via il tetto. Era lì cadaverica per terra con le spie del cruscotto accese i fari mezzi smorti e l'asfalto al posto del tetto,schiacciato fino quasi al volante. Probabilmente avevo previsto l'incidente di Beppe anni dopo che venendo giù da pian munè alla fine di una festicciola aveva sbagliato una curva e di fatto aveva scoperchiato la uno. Ma la sua era il modello successivo di resyling. La uno comunque non condivideva nulla della mitica robustezza della 127. Il motore era moscio ad accellerare,la 127 era una tigre in confronto,inoltre faceva quel rumore di motore bene educato,quasi una versione palestrata del rumore di gas intestinale della panda 30. La 127 rombava come una macchina americana. Pure le spie del cruscotto e le levette delle luci sembravano fragiline. Nel suo inizio ebbe diverse rognette,da un alzavetro a manovella che non andava alla dipartita della cinghia del generatore. Tutte nei primi mesi di vita. Evidentemente era anche lei nata dalla fretta di produrre. Mia madre si era fatta a modo suo fregare per due o tre cosettine,intanto mancava il contagiri e c'era un indegno orologio analogico che puzzava di vecchio,inoltre i fari non erano affatto alogeni. Tuttavia erano già parecchio efficienti rispetto a quelli della 127 . Inoltre la visibilità dal vetro era ben migliore rispetto alla 127 . E quindi si poteva anche tentare qualche ora in più a paesana invece di venire sempre giù in pieni pomeriggi di sole. Ma a quanto pare l'intelligenza e il coraggio non erano il loro segno distintivo. UNA OVERDOSE DI CAPRICCIOSA E INSALATA RUSSA. Nonna e mamma erano assidue frequentratrici di due gastronomie. Una in via Bionaz a Torino quasi al capolinea del 15 e l'altra a Saluzzo nel quale compravano varie elaborate preparazioni basate principalmente sulla capricciosa e sull'insalata russa. C'era la variante con i carciofini. Quella col tonno,i gamberetti in salsa rosa ,quella al gusto esotico e altre dal gusto apparentemente simile. Quello che non mi andava giù è che dato il prezzo piuttosto elevato quando se ne mangiava molto poca e tra la scarsezza di quello,i prosciutti tagliati finissimi (la nonna su quello era inflessibile) e altre ercate cuciniere della nonna. C'è da dire che che la roba delle gastronomie era tutto un altro sapore rispetto a quella di quell'odioso minimarket vicino casa a Grugliasco che forniva roba tutto con il solito sapore,invero piuttosto scarsino. Bè una pomeriggio dopo la scuola io,Uciuta e Massimo abbiamo voluto informarci sul discorso di maionesi e insalate varie e alla fine siamo andati allo sma di piazza Massaua. Era l'unico un goccio decente visto che di fatto gli altri mini market avevano solo un tipo di capricciosa o insalasta russa ed erano tutti uniformati come sapore. Abbiamo comprato una vaschetta di capricciosa per tipo e fuori su una panchina ci siamo andati pesanti con i cucchiai di plastica che abbiamo comprato anche lì. Sotto lo sguardo odioso delle vecchiette che passavano quasi stessimo facendo un crimine. Poi con calma pedalata dopo pedalata siamo tornati a casa. Un senso di nausea totale. Forse il gusto acido che andava e veniva era troppo. Sarà stata quella con i carciofini? Sarà stata quella col prosciutto? No troppo dolce,magari quella col tonno. Nessuno di noi aveva digerito nulla. Parata di rutti selvaggi al gusto di uovo marcio. Quella sera mi sono sentito pure le mie perchè "non mangiavo" e sbadigliavo da parte di quella cretina di nonna. Frasi idiote del tipo "ma è sempre mentre che sbadiglia" . Non te ne frega niente tanto,vai avanti a mangiare che si fredda e poi i fai le paranoie che non è a temperatura di fusione termonucleare. Non mi sono osato di dirgli che quella insalata russa e capricciosa che lei tanto decantava come il top in gastronomia in realtà c'è anche al maxi standa o allo sma. Costa meno e c'è n'è di più nelle vaschette...E che ce ne siamo sbafati una cammionata in tre. Probabilmente si sarebbe irritata visto che l'unica cosa che nonna sapeva dire è di mangiare il pane. e forse lo avessimo mangiato magari non ci saliva quell'orrido gusto acido. Il pane prima o poi glelo avrei lanciato dietro alla nonna,non sarebbe mancato molto.Non poteva importunare tutti in continuazione. In ogni caso per lo meno la voglia di insalata russa e capricciosa ce la siamo tolta. UNA GIRA CON LA MOGLIE DEL GRECO Siamo andati da Olivari,uno dei più grandi produttori del tempo di lampadari che era in via Pietro Cossa a torino. Più o meno nella zona dove ha abitato nonna Teresa finchè ha vissuto. La moglie del greco ancora oggi non riesco a ricordarmi come si chiamasse. Ricordo però che aveva una renault 5 e che quel pomeriggio che in laboratorio non c'era nulla da fare ero andato con la signora e Akis in quella ditta. Siamo entrati nel cortile e abbiamo parcheggiato la macchina. In quello che probabilmente era un capannone industriale c'era l'esposizione e la vendita. Ci saranno stati un centinaio di lampadari appesi. E la metà erano accesi,ne sentivi proprio il calore se ci passavi sotto anche perchè al tempo le lampadine erano tutte a filamento. La signora li guardava tutti con aria spiritata ,come se cercasse qualcosa. Passava a fare varie espressioni facciali a seconda di quello che vedeva e camminava pianissimo. Akis mi spinge leggermente di lato a guardare i lampadari più moderni. In ogni epoca c'è una transizione di qualcosa,in quel periodo la transizione riguardava il passare dal mobiletto del bagno in plastica stampata in un pezzo solo a cose più complicate e più belle a vedersi. Erano infatti nati in quel periodo i mobiletti country che erano fatti di legno e non di plastica . Non erano ancora diffusi quelli rialzati da terra e attaccati alle pareti. Inoltre le tristissime lampadine dietro ai trasparenti stavano cominciando a lasciare posto ai faretti,prima con lampadine a riflettore e poi a 12 volt. Un altra transizione di quel periodo era lo sparire dei lampadari a candelabbro per passare a soluzioni più moderne. Intramontabili invece del bocce di vario tipo e forma. Alcuni lampadari li riconoscevo per averli visti magari non proprio uguali a casa di qualche parente,difatti ne avevo visti un paio che aveva anche zia Luciana e zio Silvano la sorella di mia nonna e qualcuno in casa di zio Mario. La visita è continuata con l'acquisto da parte della signora di un lampadario per la cucina dopo aver visto e visionato diversi modelli. Era un comune lampadario a piatto specchiato di acciaio con però la predisposizione per tre lampade. Questo perchè in anni e anni che si producono lampadari di fatto sembra che spesso e volentieri un filo con una lampadina faccia più luce del complesso lampadario che costa come duecento portalampade. E anzi a forza di chiudere,segregare e imbocciare le lampadine alla fine non vedi quasi più nulla. Mentre ritorniamo mi viene da pensare principalmente alla tristezza degli oggetti di arredamento presenti a casa mia e quando vedo la roba esposta mi verrebbe voglia di rancare via tutto. Dal tristissimo specchio del bagno di plastica a una serie di lampadari che proprio hanno stufato. Per colpa di uno di loro e della sua inefficienza (probabilmente) ora porto gli occhiali. AUTO BAGNATA AUTO FORTUNATA? Una delle volte che siamo venuti a Paesana con l'auto che ancora odorava di nuovo ci è stata innaffiata di vino da un camion che portava le damigiane. C'erano già in giro i primi dossi per rallentare le macchine e questo camion telonato carico di damigiane ne prende uno proprio all'inizio di Piossasco. Una delle damigiane cade dentro al cassone,molto probabilmente si rompe e il vino comincia a scendere copiosamente dalla sponda posteriore. Una persona che stava camminando a piedi viene spruzzata e mostra il dito medio al camion che continua a camminare come se non fosse successo nulla. E probabilmente dati gli scarsi specchi di una volta realmente non ha visto nulla. Anche perchè avrebbe sicuramente considerato le perdite economiche della damigiana rotta avrebbe quanto meno variato la velocità per non romperne altre... A noi sono arrivati pochi spruzzi e un discreto odore di vino. E' stato uno dei pochi avvenimenti allegri che sono successi durante il noioso viaggio da Grugliasco a Paesana con mia madre che guidava come una donnola addormentata e nonna che raccontava le miserie che aveva visto e sentito in settimana. La colletta poi era la top della guida di mia madre che riusciva a fare soffrire la macchina anche a chi non la soffriva. Complice anche il fatto che la nonna aveva sempre freddo e in macchina era caldissimo. Si potrebbe dire tanto sui tanti,tantissimi viaggi che abbiamo fatto per la seconda casa e forse tra le tante cose che hanno fatto ammalare e poi hanno ucciso mia madre oltre al cancro e alla chemio è stato tutto lo stress accumulato anche in una serie di viaggi inutili e diciamolo pure...anche dalle arrabbiature che gli facevo prendere con la scuola.. Verrebbe da farsi il conto se mantenere la seconda casa e tutti i viaggi sia stato logico come magari abitare e lavorare in provincia e guadagnare meno ma essere tanto più liberi. E' un argomento che OGGI si sta affrontando ma al tempo era tutto un rifiorire di seconde case ovunque . E file di macchine sempre più lunghe per andare e tornare dalla seconde case con pace per consumi,inquinamento e stress. Perchè il primo scopo della seconda casa era di avere un posto dove non essere stressati. Dove ricaricarsi. Anche se c'era chi voleva comunque il telefono o rientrava prestissimo perchè aveva paura. E non solo a casa mia. RESUSCITO OSCARTUNER Vi ricordate le punizioni che quelle donne di casa mi facevano perchè studiassi? Avevo portato su a Paesana tutta la mia roba "elettronica" e i vecchi giocattoli. Tutta quella roba che alla promozione mi è stata restituita la avevo prontamente portata inscatolata ,suddivisa per parti e portata su a Paesana. In cantina benchè umido era il mio laboratorio provvisorio. E forse anche un posto sicuro dove tenerla visto che avevo io l'unica chiave. Avevo passato giorni a re-inscatolarla dopo che avevano mescolato tutto e messo dentro degli odiosi sacchi neri manco fosse immondizia. Versato tutti cassettini insieme mettendocisi di impegno avevano mescolato tutti i valori delle resistenze. Messo transistor pnp e npn insieme. Insomma sembrava lo avessero apposta come se quel materiale inanimato gli avesse dato chissà che fastidio e avessero voluto fare le carogne a tutti i costi.. Purtroppo qualche pila ha perso l'acido e rovinato parecchia roba ,ma ricordo che sono donne e se in qualche regime integralista si discriminano forse un motivo di fondo c'è e magari non hanno tutti i torti. La cosa di fare valere quanto valevo di elettronica è stata il defungere del televisore. Era già da qualche giorno che la messa a fuoco faceva pena,le immagini apparivano come sbiadite e un mattino quando la nonna voleva vedere la sua messa a tutti i costi il buon oscartuner ci ha lasciato . Ovviamente quella cretina voleva ipotizzare di impedirmi di uscire perchè "la tv si vedeva male puoi fare qualcosa?" per guardarglielo ma di fatto ero già sulla porta ,anche perchè avevo sentito scaricare l'eat già prima. Gli ho detto di no e sono uscito,del resto per loro ero quello che fino a tre secondi prima con l'elettronica perdeva tempo e non studiava. Non mi freghi gallinaccia! Si vede? Si ...male e fuori fuoco...e allora non rompere! Ho volutamente aspettato qualche ora ai giardini per rendere più aspra la cosa ,poi me ne arrivo a casa e la nonna è li che sgallina in modo indegno perchè la tv è totalmente fuori fuoco. Quasi faceva delle immagini astratte. Non vede i suoi pretacci schifosi in tv per la messa e sentiva solo l'audio. Ho goduto come un porco in un recinto di scrofe. O una volpe in un recinto di galline. E allora giro oscartuner,apro il coperchio e vado a colpo sicuro sul regolatore del fuoco e lo vedo bello bruciacchiato,gli rinfaccio a mia nonna il vapore e l'unto di cucina poi mi armo di pazienza e con delle resistenze adatto un altro regolatore del fuoco di valore diverso,stavolta di un philips che avevo nella mia roba,ne avrò avuti una decina ma erano tutti incompatibili. Accendo,manco una scarica e l'immagine è già molto più a fuoco. Regolo anche se devo andare tutto da un lato. Risultato accettabile ma ho il campione da richiedere alla ceart per finire come si deve... E nonna nel frattempo con uno straccio e lo spruzzino che voleva pulire dentro. Che cretina. La avessi lasciata fare magari si sarebbe biscottata. Una bella scaricaccia e ce la saremmo tolta dai piedi. Allora comincio il "loro culpa" rinfaccio alle due donne rompine che se mi buttavano via i componenti elettronici come avevano promesso di fare i loro pretacci odiosi in tv li avrebbero aspettati ancora e ancora di più. Gli rinfaccio che a fare grasso e uno in cucina senza aprire nulla,manco uno spiraglio gli hanno accorciato la vita e tanto a quel poverino. E poi via per il resto della domenica. Chi lo sa se avranno capito che nell'elettronica so dire la mia...non era sicuramente il primo tv a colori che riparavo. In ogni caso quel tv color non era il massimo della costruzione,come del resto il vecchio ITT interfunk che era andato arrosto prima di lui. Quasi si rimpiangeva il vecchio tv philips in bianco e nero che c'era nella casa vecchia. Non mollava mai! BUONI E CATTIVI CONTINUA i pensieri liberi. Quando ero alle elementari si faceva il gioco stupido che qualcuno alla lavagna scriveva chi era bravo e chi era cattivo. Qualcuno sembrava si divertisse a giudicare chi fosse bravo e chi cattivo. E i nomi erano apponto i nostri della classe. Una notte ho sognato lo stesso gioco ma con gli oggetti e per ora avevo classificato solo la radio e il telefono. La radio era brava e il telefono cattivo. Il televisore lo avrei giudicato più avanti nel tempo. E magari avrei giudicato anche l'automobile. Il telefono era tanto cattivo perchè interrompeva,disturbava e portava SEMPRE notizie grame. Per colpa del telefono si rinunciava a qualche uscita all'aperto o si doveva andare a soccorrere qualche parente che stava sempre male . Una volta per colpa del telefono eravamo dovuti rientrare prima dal mare perchè avevano derubato zietta. Il telefono era un oggetto che quando ne avevi bisogno tu dall'altra parte non c'era mai nessuno. Il telefono era cattivo,tanto cattivo ma a Paesana il telefono non c'era. E forse per questo nonna non ci si trovava bene. E io stavo benissimo. Personalmente il telefono lo metterei con il vetro sopra come gli estintori. Usare solo in caso di necessità,ogni abuso sarà punito e con punizioni corporali come 20 frustate qualora COME SEMPRE l'emergenza sia fasulla. Quindi avevo la radio,poco importa se la vecchia telefunken o i miei accrocchi costruiti. E la radio era "brava". perchè teneva compagnia e perchè portava bella musica. Difatti a mia nonna la radio non piaceva. Lei voleva la televisione per stare imbambolata davanti allo schermo come una stupida....ah si probabilmente lo era! Poi pensandoci bene il telefono non era solo cattivo,era proprio una 'mme[NON SI DICE MA E' QUELLA] esatto proprio quella perchè rompeva tutti i momenti e oltre alle notizie grame era un ricettacolo di interruzioni e sopratutto di danneggiamenti di belle giornate. Mi ero proposto che se la casa fosse andata a fuoco avrei salvato la radio e lasciato bruciare il telefono. Anzi lo avrei totalmente gettato tra le fiamme per essere sicuro che bruciasse. Magari dopo averlo prima buttato a terra per fare si che e plastiche rotte prendessero meglio e il fuoco arrivasse prima ai circuiti interni. Ricordo che quando si tornava da Paesana con la macchina la prima cosa che la nonna voleva fare una volta arrivati a casa era prendere il telefono fare il numero e dire "pronto madrina ciao" alla sua matrigna. Sempre la stessa frase ,sempre detta nello stesso modo e con la stessa tonalità. Chissà forse per quello a mia nonna piaceva andare a battere le ginocchia in chiesa e sentire sempre le stesse frasi delle stesse litanie dette sempre nello stesso modo. Mi immagino una chiesa del degrado...Il prete dice "Il cesso sia con voi a ogni zampillo" e le ciampornie chiesarole dicono "e con il tuo spirito",e comimcia il concerto di gas intestinali. NASCE DYLAN DOG Dylan dog può piacere o no,alcuni episodi sono ben fatti e altri orrendi. Dylan dog benchè farcito marcio di perbenismo e di morali ha portato l'horror alla portata di tutti instradando concetti come il karma e il soprannaturale alla portata dell'uomo comune. In un periodo dominato dal bigottismo imperante con avanzi democratico-cristiani che ti attendevano ad ogni angolo Dylan Dog mette a nudo il mondo dell'occulto. Dylan Dog mette alcuni concetti prossimi allo spiritismo puro alla portata di tutti. Se fino al giorno prima una cosa poteva "non andare bene" o "non essere conveniente" dal suo arrivo nel mondo dei fumetti le tenebre sono state messe a nudo. "indagatore dell'occulto" e quindi a contatto con l'equivalente moderno di orchi maghi draghi e streghe. L'oscurantismo medioevale aveva creato dei mostri,dylan li ha messi in copertina sulle migliori riviste e non erano poi così mostri . Anzi in qualche caso erano più mostri gli uomini per certe azioni che facevano. Tuttavia io non compravo dylan dog regolarmente. lo leggicchiavo qua e là e solo ogni tanto comprano il numero,specie se c'era qualcosa che mi poteva interessare. IL LUMICINO DELLA NONNA Sull'armadio del cucinino la nonna aveva da prima che nascessi io un piccolo lume votivo. Probabilmente messo in servizio da qualche zio o forse dal nonno. Era fatto con uno dei soliti santini più o meno importante,un piccolo portalampada E10,con avvitata una microscopica lampadina,forse da bicicletta. Ricordo ancora che era 6 volt 0,3 o 0,6 watt e faceva una luce tristissima. Penso che averla nella bicicletta se la dinamo non girava più che veloce voleva dire farsi investire. Anche se c'era comunque il il rifrangente posteriore...quanti ne avrà salvati! In piemontese il lumino dietro della bici lo chiamano ciairin ergo....lumicino. Detto tutto! L'impianto delle vecchie biciclette aveva appunto questo generatore con la ruotina che prendeva il movimento dalla ruota (su qualche bici anteriore e su qualche altra posteriore) generava quella corrente minima per accendere le luci. La dinamo generava 3 watt richiedendone almeno il doppio di energia meccanica e usurando il bordo del copertone dove lavorava. Sulle dinamo abbiamo detto tutto . Era preferita rispetto alle batterie non tanto per motivi ecologisti che ora vanno tanto di moda ma solo perchè l'uso era totalmente gratuito e la filosofia della bici era spostarsi a costo zero. In molte fabbriche c'erano le rastrelliere su cui appendere le biciclette. A differenza di oggi che siamo pieni di auto in mezzo ai maroni ovunque. La trasformazione da 220 a 6 volt la faceva un trasformatore da campanelli. Sono trasformatori che normalmente possono tirare fuori tensioni da 4 a 12 volt e correnti anche di un paio di amper nonostante siano abbastanza piccoli. Tuttavia sono definiti per servizio intermittente come appunto è il campanello. Il primario è sempre sotto tensione e il nucleo sempre sottoposto l flusso magnetico. Ergo quel trasformatorino della apparente potenza di 20 VA ne buttava in calore un paio e faceva si che la lampadina fosse addirittura meno consumosa di lui. Non era un segreto che ci fossero delle tolleranze costruttive tra un esemplare e l'altro . Questo per esempio era identico essendo identico a quello presente nei corridoi delle cantine . Il nostro era silenziosissimo ,quello nel corridoio cantina ronzava una sinfonia che cambiava a seconda di come gli girava. Un altro trasformatore identico in tutto e per tutto nella cantina dei veneti (ossia l'altra scala) ronzava in modo appena percettibile. Il guasto era nel trasformatore,tuttavia mi aveva fatto penare , smontare tutto più volte i morsetti erano un pò più stupidi del previsto. Li toccavi e andavano magari per due giorni o tre poi di nuovo oscurità. Avrei potuto fare in vari modi ma alla fine ho deciso di innovare pesantemente il tutto. Posso dire che è stata una interessante applicazione dei led. Al tempo non esistevano i led di potenza come quelli di adesso . C'era solo una grande quantità di led leddini e leddetti a bassa potenza da segnalazione. Per i fanalini dietro della bmx avevo usato dei led gialli recuperati chissà dove che erano potenti. Per il lumicino della nonna avendo relativamente tanto spazio a disposizione avevo fatto una ghianda di led ed erano appunto tutti gialli. Avrei voluto fare qualcosa di più bello in stile fiamma tremolante ma non era stato possibile perchè l'elettronica del tempo avrebbe richiesto una manciata di integrati che non ci sarebbero stati. Avevo allora optato per un serie parallelo con resistenza di precisione e un trasformatore raddrizatore a spina. Ricordo che per sfruttare fino all'ultimo volt il trasformatore avevo esso le serie di tre led gialli per ogni led rosso collegato. Questo perchè quel trasformatore per campanelli era in ogni caso inaffidabile. A seconda di come lo muovevi interrompeva il primario per darti fastidio. Magari c'era solo un cavo da risaldare ma era così unto e bisunto dai vapori di cucina che faceva schifo solo toccarlo e poi pagava la nonna...ogni singolo cavo ti lasciava il giallo sulle dita e tra il grasso della cucina ....che schifo! Roba nuova e basta... TOPGUN ....LA MUSICA CONTINUA IL MITO In realtà il film io l'ho visto un anno dopo. Quella che è da ricordare con significatività è la musica,sta cominciando a sparire il tormentone take my brath away che ha imperato in ogni radio e in ogni classifica. Non c'era radio anche piccola che non l'avesse trasmesse almeno una volta. Ma il brano migliore per me resta sempre top gun anathem,ribattezzato in cacoso inglese return to home. Se parliamo di tutto l'LP che ho poi comprato appena è sceso il prezzo perchè non avevo intenzione di pagare il supplemento pubblicità. Era costume diffuso fare pagare un supplemento per la pubblicità tv. Lo è probabilmente anche adesso. Tuttavia dopo qualche tempo il prezzo veniva corretto per vendere le eccendenze. E allora mi ero portato a casa l'lp a prezzo normale e non aumentato. E' veramente musica che dà la carica. Energia,magari non potente come altre ma energia bella e buona e fa piacere ascoltarlo. Quando facevo partire il vinile,a parte rotture dei maroni di mia nonna pure lo studio e fare i compiti andavano più veloce. Forse perchè come quegli areoplani che tom cruise guidava tirandogli il collo comunicavano l'energia attraverso gli altoparlanti. O forse perchè diciamolo pure ,certe cose gli americani le sanno fare meglio. PATENTE MOTO A TUTTI I COSTI Nonna e mamma avevano deciso,per cautelarsi dal fatto che avessi potuto usare una moto non mia io dovevo comunque poterla guidare e allora mi avevano iscritto alla scuola guida per la patente A . Ossia la patente della moto. Il discorso della nonna era chiaro. Non si trattava più del cinquantino scrauso da trial,in futuro se avessi avuto una moto tra le mani la dovevo poter guidare legalmente. E quindi ci andava la patente. La patente A una volta la si faceva di sola teoria,sul foglio rosa era chiaramente indicato che non valeva per esercitarsi alla guida. Ho dato la teoria in un cinema a rivoli e un mesetto dopo ho la mia brava patente A. Valida vista l'età per i motocicli di 125cc. In realtà le paure della nonna erano giustificate dal fatto che già nell'uso del 50cc da trial nelle vie di Paesana i cartelli e le precedenze li rispettavo per modo di dire. E allora vedendomi sbagliare più di una volta la svolta a sinistra aveva deciso almeno di farmi imparare la circolazione stradale. Anche perchè avrebbero dovuto insegnarla a scuola ma non lo facevano...preferivano smaronare con i problemi del terzo mondo. Oggi posso dire di ringraziarle per quello che hanno fatto perchè comunque si impara molto di più da giovani che non da vecchi. E la ho presa poco prima di Natale,giusto per dimostrare alla nonna che non ero una chiavica totale. Lei continuava a insistere che ce la avrei mai fatta. Avere la moto targata poi non mi sarebbe importato più di tanto ma almeno avrei potuto guidarne una. In ogni caso avevo il mio cinquantino da trial per girare in zona. C'erano varie idee in casa sulle moto. Mio padre aveva una vespa e insieme alla lambretta del nonno sono state entrambe svendute quando era morto il nonno e avevano riunito gli alloggi. Nè più nè meno come quando era morto mio padre e avevano buttato via un macello di roba elettronica ancora buona. Ma si sa che le donne sanno solo buttare sempre via tutto. La avessimo tenuta magari non si buttavano altri soldi per comprare la moto che ho preso dopo. CHRISTINE LA MACCHINA INFERNALE Capita raramente,però ogni tanto c'è qualche film decente in orario serale ,quindi che non ti obbliga a fare orario da tossico e sopratutto non ci sono altri film sdolcinati odiosi che sarebbero a esclusivo appannaggio delle donne di casa. Cristine la macchina infernale è un film bello che da un lato mi fa venire in mente l'attaccamento morboso che hanno i veneti dell'altra scala per le loro auto. Ma comunque l'amore per un mezzo meccanico non sempre condiviso al mezzo stesso. Cristine comunque mostra e dimostra anche l'ottusità dei genitori ,nonostante il mito americano era quello di avere sempre la macchina sotto il didietro . Genitori che comunque danno origine anche a vari pregiudizi perchè comunque alla fine dargli la possibilità di parcheggiare nel vialetto gli avrebbe fatto risparmiare tanti danni e avrebbe risparmiato diversi morti . E viene fuori da ciò l'egoismo della macchina che poco per volta fa si che il carattere di cunningam cambi da sfigato a carnefice. Un film in sostanza da capire tuttavia ripensando allo scoramento da me patito in prima superiore due anni fa all'itison mariuana (itis maiorana) se è vero che al tempo avrei voluto come amico kitt supercar (specialmente per le continue defezioni di quell'odiosa navetta 64) ,non avrei voluto christine,forse mi sarei accontentato del maggiolino tutto matto ma una primadonna così non la avrei voluta. Anche perchè io l'ho vista come personaggio negativo in essere. Sebbene con quei lamieroni ben curvi era molto più affascinante di qualunque auto moderna che sono tutte di plastica. ENNESIMO GUASTO IN QUELL'ALLOGGIO. Stavolta a partire sono stati i cavi elettrici che alimentano la lavatrice e le luci della camera da letto. Non so come mia nonna potesse definire fatto bene l'impianto di quell'alloggio. Stavolta a andare flambè sono stati ii cavi dentro al muro che portano corrente alle luci della camera da letto e alla lavatrice. In quell'alloggio senza terra l'unica presa ad averla era quella della lavatrice. E i tre cavi che arrivavano erano andati arrosto in vari punti. Dietro alla presa che ogni 5 o 6 anni si fondeva insieme alla spina i cavi si erano abbronzati e si sbriciolavano. Stavolta l'arrosto ne ha veramente valso la pena. La lavatrice era semplicemente ferma ma in realtà il fumo che usciva dagli interruttori della camera da letto e la puzza di bruciato dicevano tutto,i cavi erano da cambiare. Avevano fatta nera anche la tapezzeria.E giù a sgallinare la nonna non sul fatto che fosse stato possibile andare a fuoco ma solo che si era rovinata la tapezzeria. Riparare e ovviamente e sopratutto da mettere di giusto spessore ma l'impianto era fatto così bene che i tubi erano piccolissimi e di fatto con tante fatiche sono riuscito con la mamma a passare un cavo da 1,5. Nonostante servisse il 2,5 mmq . Ci sarà stato 1 millimetro quadrato! Siamo andati avanti due giorni,e prova e taglia e tira alla fine abbiamo fatto funzionare il tutto con i cavi da 1,5 mmq . Ancora ovviamente cretinerie della nonna che sosteneva che si sarebbe potuto riparare il tutto intervenendo solo sui fili della scatola dietro agli interruttori della camera da letto. E stendiamo un velo pensoso sul fatto che i fili erano tutti giuntati con lo scotc telato e non c'era un morsetto. Insomma uno schifo immondo. Alla faccia della cosa fatta bene. Alla fine ho messo i morsetti,i fili giuntati come si deve e anche quando la stracciatrice girava gli interruttori della camera da letto non si scaldavano più,come hanno fatto per anni. Nonna aveva sempre la detto la sua e aggiungiamo allo stupidario che secondo lei i fili con l'isolamento andato non erano da cambiare,bastava ripararli nei punti cotti...evidentemente pensava che avessi potuto anche infilare le dita dentro i tubi da 10 per nastrarli visto che erano da venti a trenta centimentri buoni di bruciato. Oppure sfilarli di un pezzo,nastrarli e poi re infilarli con la gomma isolante tutta mangiata e arrostita. E continuava a dire che l'impianto di quell'alloggio era fatto bene perchè lo aveva fatto il nonno.Peccato che dovevo ancora nascere io e la tecnica è andata avanti. LUCINI DI LANA Lo stupidario di mia nonna si è arricchito di una nuova voce ossia lucini di lana una sorta di combustione puzzosa che ha attivato con le sue razzo di sigarette nel posacenere perchè era pieno di sfliacci di lana messi da lei stessa che stava disfando un maglione. Non un giorno prima ma una sola ora prima. E ha impestato tanto la cucina che il cucinino con quella puzza di lana in combustione mista a plastica. Con annessa fumera bassa in stile nebbia tossica di Torino. E così... si è sfatato un altro mito ossia che la lana non brucia...ma probabilmente non era totalmente lana ma dall'odore sembrava plasticosa. E' SCOPPIATO UN CICCIOMERDA Ci sono persone grasse,ci sono persone sovrappeso e ci sono persone troppo grasse ma tra tutta la popolazione mondiale uno solo si può definire cicciomerda perchè è quella che ha sparso in giro quando è esploso. Si una vera esplosione con vero esplosivo,peccato che era un film ma è stata la prima volta che ho sentito parlare di "rispetto" per chi se la gioca come peso con una balena. Tra di noi era abbastanza normale prendersi anche a male parole perchè c'era qualcuno un goccio sovrappeso. O meglio un tantinello non un goccio. Paf stesso era parecchio rotondetto ma in termini di muscolatura faceva la sua parte e con la bici non era da buttare. Uno dei pomeriggi che ero a casa non avevo compiti,rarissimo,non avevo nulla da fare dal greco e allora mi sono concesso un pò di televisione. Anche perchè oltre ai canali di stato c'erano già le primi tv libere e lì vedevi film vari. Non belli ma li vedevi ed erano abbastanza piacevoli. Zompettando da un canale all'altro avevo visto questa scena. Non mi ricordo che film fosse ma la scena era molto esplicita ,film di guerra,in quattro o cinque di cui uno bello rotondo trovano una bomba,cercano di disinnescarla e bum con i pezzi sanguinolenti sparsi un pò ovunque. E' una scena che mi ha fatto pensare. Si,....bum e non ci sei più. E sopratutto a cosa servono le guerre. Facciamo le guerre per il petrolio? Bene sfasciamo tutte le macchine,si va a lavorare a piedi così si può lavorare in zona e si spende meno. E basta petrolio. Si fa la guerra per i televisori? Via tutti i televisori e si ascolti solo la radio . Un altra guerra eliminata. Personalmente quando sento che i popoli meno evoluti del nostro vedono il livello di benessere attraverso la tv via satellite penso e credo che una buona dose di sobrietà non guasterebbe a nessun abitante dei paesi più sviluppati. SPIEGO A MASSIMO CHI E' REGINA O meglio che cosa visto che è una locomotiva. Ero appena andato via dal greco e stavo andando a casa. Passo vicino alla cabina del telefono e vedo Massimo delle case popolari che sta parlando e in maniera anche abbastanza concitata con qualcuno ....anzi qualcuna visto si rivolgeva al femminile. Lo guardo,lui mi guarda poi urla l'equivalente volgare di prostitura e mette giù il telefono tra l'altro in modo parecchio rumoroso. Forse si aveva bisogno di sfogarsi,forse solo di parlare . Mi fermo e cominciamo a parlare. Sebbene lui fosse un anno più giovane di me ne dimostrava ben di più. Tra la sigaretta in bocca,la prima peluria in faccia e i sopracciglia quasi uniti sebbene io fossi più grosso di lui sembravo quasi un bambinone e lui un uomo intero ma piccolo. Difatti abbiamo inziato il discorso della più o meno necessità di avere una compagnia femminile e su come debba essere. Lui all'inizio mi parla delle amiche "virtuali " ossia quelle che all'epoca vedevamo sulle riviste e in tv .Poi arriviamo a quelle un pò più terra terra. Insomma arriviamo a parlare della tipa con cui è ora e con cui non sta andando bene. La tipa che lo sta comprimendo assillandola con richieste di telefonate tutti i momenti e poi salta fuori dicendo che è gelosa in questo o quello.. Dalla madre che non vuole che uno che sta con sua figlia fumi. Dalla scuola che lo considerava troppo bullo,i genitori che annoiavano e alla via così Poi se ne esce chiedendomi se io tenevo a una qualche tipa. Io gli avevo risposto che per allora l'unica signora a cui tengo è di classe 1885 ed è una locomotiva a vapore quattro quattro zero. Ci facciamo una risata insieme,ma poi alla fine è un riso amaro perchè è vero che le femmine lo stanno stanno stressando ma io per non farmi stressare mi sono affezionato solo a una regina si,ma del west me che tengo in scala 1/87 nel comodino e che probabilmente ho guidato in una vita precedente. Si...venti tonnellate di ferraccio in giro per le praterie del west almeno 100 anni fa. Con Massimo parliamo un pò del vecchio west ,del bang bang galop galop e delle cose che si vedono nei film. Poi ce ne andiamo a casa,io più leggero perchè ho condiviso il pensiero su regina e lui più allegro perchè magari pensandoci di sfuggita si farà due risate...pensando alla locomotiva! E a buttarci sotto qualcuno che non digerisce. E PUCCI NON TORNO' PIU' Grazie nonna! Grazie razza di cretina schifosa che ogni qualvolta il gatto voleva uscire lei stupida lo faceva uscire col risultato che molto probabilmente un automobile me lo ha stirato o qualcuno lo ha accoppato e non è più tornato. Lo abbiamo cercato per giorni e alla fine nulla. Sarebbe stata un occasione per cominciare a farmi valere con quella vecchiaccia ma anche qui non avevo ancora i giusti argomenti. E ci ha rimesso Pucci. Il mio gatto,l'unico che mi difendeva in quella casa. Mi sono ripromesso di averne altri ed effettivamente passeranno una ventina di anni prima di averne un altro. Adesso ne ho ovviamente più di uno. IL MOZZO A DOPPIO PIGNONE E COMPLETO LA BMX A volte ci va un pò una botta di fondoschiena a volte basta conoscere solo la gente giusta. Della bmx di paesana tutto si sa tranne compreso il fatto che alla fine i mezzi erano due. La mia che avevo preso da anni e quella che mi stavo costruendo poco alla volta . Perchè i pezzi a parte le ruote c'erano tutti. E una volta avessi avuto anche le ruote avrei cominciato a montare quel gioiellino. Ma volevo metterci qualcosa di mio. La avrei voluta col cambio ma quel tempo con quegli avvoltoi di fornitori di componenti come gli attacchi da sci decenti che di fatto non si trovavano... il cambio nel mozzo sembrava fosse sconosciuto ai più. Addirittura a chiederlo a diversi meccanici di bicicletta quasi ti ridevano dietro o dicevamno la solita frase "non lo ho e non esiste". E allora dopo aver sentito le pagliacciate dei meccanici avevo ragionato parecchio sul come fare. La risposta la avevo trovata con un pignone posteriore da bici da vecchio che era molto più grande di quello standard. Allora da cosa nasce cosa ossia avere un mozzo posteriore con due pignoni da poter scegliere a mia voglia se avere il pignone standard o quello più grande. Ho scartato l'idea del cambio con deragliatore solito perchè all'epoca non volevo nulla troppo in basso che toccasse tutti i momenti. Ogni cambio convenzionale si porta dietro una cinematica ingombrante di ruote e ruotine con peggioramento dell'affidabilità. Inoltre la bmx esteticamente è senza cambio. Punto. Mi venne in aiuto un amico di zio Mario ,lo stesso che mise a punto gli sci con gli attacchi marker,primi al mondo con skistopper e che mi costruì un mozzo dal pieno su cuscinetti e in ferro con le due filettature dei pignoni una da lato e una dall'altro in modo che a mio piacimento potevo scegliere se usare un pignone o l'altro e ho dovuto poi fare verifiche per sapere se e quanti denti mettere. Nelle prove simulate sul telaio con un pignone avevo la catena tutta tirata e al pelo all'inizio del tenditore. Con l'altro la avevo all'estremo opposto. Il mozzo era ricavato da un cilindro pieno di ferro e non alluminio senza nessun alleggerimento e di fatto reggeva l'impossibile. Non c'era nulla di crimpato e instabile come nei mozzi da graziella da 4 soldi che molti spacciavano per mozzi da bmx. Restava l'incognita seria del freno posteriore che essendo a pattini andava regolato nuovamente a ogni cambio di lato,ma non era una cosa da fare sempre. Del resto con il pignone grande ci giravo a Paesana dove c'erano salite e discese. Col pignone piccolo giravo a torino. Mi sarebbe piaciuto mettere un freno a tamburo ma con le due ruote libere non c'era lo spazio nel mozzo. Oltretutto i freni a tamburo che normalmente venivano montati sulle atala hot e bici in genere molto pesanti non erano abbastanza precisi e tendevano a fare qualche bloccaggio di troppo. Forse era meglio avere meno frenata che trovarsi con la ruota inchiodata. Finora comunque posso dire che MAI nelle bici ho trovato carente la frenata,anzi c'è sempre più spazio del previsto. E ho avuto negli anni sia freni a pattini che a disco. Il montaggio delle ruote lo avevo fatto fare da un ciclista vicino alla lancia,gli avevo portato i mozzi e i cerchi e lui mi aveva trovato i raggi giusti e aveva fatto le ruote. Ricordo anche che avevo montato dei copertoni da frestyle con disegno a lisca di pesce anche se era un cerchio da fuoristrada. La minore tenuta sul fuoristrada ,peraltro compensata dal mio tonnellaggio era poca cosa rispetto alla minore resistenza al rotolamento e sopratutto al fatto che i copertoni delle bmx da fuoristrada sono rumorosi e questa invece correva silenziosissima. Il montaggio è durato due o tre fine settimana. Per fare credere ai miei la provenienza gli avevo detto che stavo montando pezzi avanzati da uno e dall'altro. E difatti avevo pure fatto una verniciatura molto approssimativa a pennello con vernice per cancelli. Anche questa rossa come l'altra da me posseduta. Del resto le bombolette costavano ,puzzavano e non rendevano. La loro vernice poi saltava via per sport e tutto il lavoro che avevi fatto andava a farsi friggere al primo urto. In qualche caso partiva anche da sola. Ricordo delle bombolette grigie marchiate rituchin che puzzavano oltre ogni limite di decenza e la vernice poi veniva via appena la toccavi anche solo con un unghia. Le vendeva ANCHE un autoricambi su via Rieti,al limite estremo della zona autorizzata dove si poteva andare. Erano care rispetto a quelle della ferramenta ma con una moltitudine di colori diversi con assortimento venti volte maggiore alla ferramenta. E c'erano colori e tipi di finitura sconosciute anche al bricocenter. La bmx alla fine l'ho poi completata anche se il freno dietro era sempre molto approssimativo. Diventerà migliore con i consigli e un paio di boccole che mi diede poi Erik di Grugliasco. Allora poi tornava meglio e potevo usarlo in modo più feroce. E così adesso avevo due bici,una a Paesana e una a Grugliasco,ogni tanto si invertivano ,specialmente quando dovevo fare qualche riparazione importante. Via le ruote e dentro nel bagagliaio e su nel fine settimana,poi si scendeva con l'altra sempre smontata nel bagagliaio. Talvolta dietro ai sedili se la macchina era piena. Qualche commento odioso la nonna lo ha sempre fatto ma che ci puoi fare? Gli avevo chiesto qualcosa per la costruzione della seconda bici? No e allora stesse zitta e non rompesse i maroni perchè aveva davvero stufato oltre ogni limite di decenza. Tuttavia non dovevo neanche fare vedere troppo o alzare troppo la voce perchè comunque si girava intorno alle 200 mila lire tra un pezzo e l'altro minimo e quindi si sarebbe insospettita perchè dal greco pensava prendessi solo pochi spicci. CON ANDREA A PIAN DEI LUPI Il mio odio per i cambi automatici ha radici antiche. Sebbene il pulman che mi portava a scuola,poco importa se navetta 64 o 36 era mosso da un cambio automatico. Zio Mario diceva che il cambio automatico era da "andicampati" Io pur non essendo così drastico sostengo che sia quanto minimo da pelandroni che non hanno voglia di impegnarsi a guidare. Non so se sia per il cambio automatico o per quale altro orpello malfunzionante che un mio amico di Paesana ,Andrea ,possessore di un califfone 2 marce automatiche alla fine in una rabbiosa salita per andare a pian dei lupi ha dovuto posteggiarlo e salire dietro di me sulla moto da trial che invece saliva senza rogne. Il suo mezzo invece non ce la faceva assolutamente. Quasi come se il motore salisse di giri ma non innestasse ,come se qualcosa mangiasse la poca potenza disponibile. E allora abbiamo lasciato il motorino nella boscaglia e siamo saliti in due con il 50 da trial che non ha fatto una piega a salire. La cosa che mi ha dato da pensare è stato che mentre io ero abbigliato con un gilet di jeans e una maglia invero bruttina,Andrea era a torso nudo e sudava da paura. Anche perchè aveva dovuto spingere quel carciofo di califfone che non ce la faceva a salire. Quando era appoggiato alla mia schiena ho sentito un goccio della sua energia. Ne aveva probabilmente parecchia ma non ci siamo mai messi a parlarne. Quanto vorrei aver ascoltato di più le cose di Giuliana sull'energia universale e magari saperla leggere. O usare per vivere meglio. O chi lo sa magari per friggere chi non la pensava come me. Alcuni anni più avanti un altro mio amico che chiamavo il topo aveva un motorino con la stessa meccanica,l'atala master e invece saliva benissimo in montagna. Non si sa se era più ben messo o lui tanto più leggero. In ogni caso la strada che porta fino a Crissolo e Pian del re/regina mette a dura prova tutti i motori. La morte più assurda anche se ben meritata la fanno i ciclomotori Piaggio perchè in alcune versioni autodistruggono le povere frizioni automatiche. Si sono visti più di una volta arrancare in salita con il miagolio della cinghia e il fumo dalla frizione dalla scocca laterale. Quelli che muoiono sono solitamente i monomarcia perchè quelli col variatore non si cuociono. E un brutto puzzo di bruciato marcio che arriva dal motore quando si è costretti a fermarsi a causa della salita. Solo allora ci si rende conto di aver fatto la frittata. Perchè normalmente ti sembra solo che stia faticando a salire e vada piano ma in realtà sta cuocendo tutto. Essendo però dietro al tuo naso non senti l'odore di bruciato. Talvolta cuoce anche la plastica della scocca che copre la trasmissione. Ovviamente quegli intelligentoni della piaggio non gli hanno fatto manco una piccola presa d'aria. Una volta mi capitava ogni tanto di andare in moto con il mio 50 cc a San Chiaffredo che è un posto subito dopo Crissolo,una sorta di santuario dove ci sono appesi tanti quadretti con gli incidenti vari dove la gente è stata miracolata. E già le prime 2 o tre curve sono la morte dei monomarcia piaggio. Anche se spesso muoiono prima,quando dopo il bivio di ostana la salita diventa un goccio più seria e allora vedi la gente spedalare nel tentativo di prendere velocità. C'era un ragazzo di Sanfront che aveva tagliato via il pezzo della scocca e faceva girare all'aperto il pezzo della frizione automatica. Forse era uno dei pochi che si era più volte salvato dalla cottura. Anche perchè se era lanciato piuttosto sorpassava le auto di slancio anche se non poteva piuttosto di accodarsi e rischiare la fusione. Ovviamente bestemmiando a quei personaggi che alla prima salita in montagna si mettono ad andare a una velocità ridicolmente bassa e si fermano del tutto alla prima curva perchè se la sono fatta sotto. Io con il mio 50cc da trial invece pur andando su molto lentamente perchè altrimenti consumava l'impossibile non avevo alcun problema a salire su qualunque pendenza. C'era sempre una marcia "più corta" da innestare per salire su qualunque pendenza. Un primino terrificante che trainava anche un carretto se lo avessi avuto. E' una delle cose che rimpiango maggiormente di quella moto oltre al fatto che mi ricorda i miei anni migliori. LA VITA E L'ADDIO A ROBY A grugliasco ogni tanto vedevo un mio amico,che negli anni pur condividendo la mia passione per la meccanica e l'elettronica aveva preso una brutta strada. Che si drogasse era facile da capire. Da accanito fumatore era passato poco per volta a tossicumi più pesanti ma sempre e comunque senza fare pesare la sua tossicodipendenza e sopratutto sempre senza cercare di tirare nella sua popò altre persone. Aveva lavorato sia dal greco che da un altro riparatore. Poi era passato in una officina meccanica. E sempre senza parlare nè male nè bene del lavoro. Che Roby si drogasse era risaputo un pò da tutti in zona e fuori. Mi era capitato di andare in macchina con lui diverse volte. Aveva un centododici color crema. Una piccola e scomoda auto fiat marchiata autobianchi. La solita auto a 3 porte ma di fatto sui sedili dietro non c'era quasi mai nessuno. C'erano invece spesso e volentieri ruote di scorta,autoradio e altri componenti automobilistici spesso "presi al volo" . Oltre a ogni porcheria trovata a fianco o dentro ai bidoni. Ma diciamolo pure che un terzo di quelli che conoscevamo di legale al 100% non avevano nulla. Lui stesso mi aveva fatto guidare più volte perchè era strafatto e manco si teneva in piedi. Si può dire che le prime guide col foglio rosa le abbia fatte in zona e poco più con lui che però non sorvegliava più di tanto la mia guida.E anche qualcuna quando il foglio rosa non lo avevo ancora... Roby era totalmente l'esempio di quello che io NON dovevo diventare,ed è stato anche esempio per altri oltre a me. Non tutti però in senso positivo. Di lui ricordo diverse gire in macchina,sempre con la benzina al minimo sindacale (ma mai la spia accesa) e sempre a bassa velocità quasi si andasse a passeggio. Una sera quando andavamo dove lui aveva un garage che usava come deposito per tutte le vaccate che raccoglieva in giro o si appropriava ...a spese degli altri abbiamo incontrato un nebbione senza senso che di fatto azzerava la visibilità. Oltre che a un macello di roba che trovava nei cassonetti o a fianco a essi. Quella stradina sterrata che passava vicino al casello ferroviario abbandonato e bene o male si vedeva qualcosa,arrivammo sotto al cavalcavia della tangenziale e di fatto fuori da noi il nebbione era totale e non si vedeva più nulla. Roby si ferma e vedo che scende. Scendo anche io e Roby mi dice di ascoltare. Ascoltare cosa gli chiedo? E lui mi risponde "il nulla Non si vede nulla e siamo in mezzo al nulla." In effetti a parte un ronzio in sottofondo che arrivava da lontano e il rumore della centododici che si raffreddava non c'era proprio nulla. "pensa che bello" mi dice lui "se la città fosse così silenziosa e non si sentisse nulla". Immediatamente mi sono venuti in mente i giorni a Paesana nella vecchia casa quando spento il televisore la notte era accompagnata solo dai peraltro pochi rumori esterni. Poi di improvviso sopra al cavalcavia si sente arrivare un auto veloce poi uno scivolio ma non era uno stridere di ruote era più simile al soffiare di un gatto. Poi uno schianto,forte ,un badabam che finisce col nulla. A Roby scappa una bestemmia e poi aggiunge "gente che ha la fretta fino dentro al buco del [SI QUELLO] rovinano pure il silenzio della notte". Non finisce manco la frase e un altro botto,poi un altro. Si vedevano i fari di un auto puntare di lato. E la reazione di Roby è stata stranissima ad ogni colpo che si sentiva sul cavalcavia lui faceva il tifo come allo stadio con frasi del tipo "avete la fretta in cu[ESATTO PROPRIO LI']" "schiantatevi bastardi" "morite" " più forte" . Poi di nuovo il silenzio e il lampeggiare arancio di qualcuno che si era riuscito a fermare in tempo. Nel frattempo si cominciavano a sentire le sirene in lontananza e allora si doveva ripartire io mi sono messo a vedetta dal finestrino del passeggero,Roby guidava pianissimo in prima lamentandosi del fatto che non si erano viste le fiamme e non c'era stata nessuna esplosione. Io guardavo il bordo strada e gli dicevo un pò più in là e un pò più in qua. Siamo arrivati alla fine dello sterrato,la nebbia era un pò meno spessa e allora via verso il garage di via Alpignano dove teneva tutto il "materiale trovato" e poi via verso casa. Roby si era messo a cantare la canzone dei CCCP produci consuma crepa e diceva che la dedicava con tutto il cuore a quelli che bocciavano sul ponte. E mentre il motore cantava la sua monotona sinfonia Roby cantava "produci consuma crepa produci consuma crepa" e io gli imitavo i rumori delle auto che bocciavano. E lo facevo con tanta contentezza perchè lui ricambiava facendo gesti di approvazione con la mano che non teneva il volante. Il discorso sulla gente che muore di fretta mi aveva colpito. Lui era e poi lo sono diventato pure io per l'abolizione di tutte le autostrade e tangenziali. Personalmente ancora oggi quando vedo qualche imbecille a 200 e pussa all'ora che magari mi lampeggia vorrei un muro di cemento armato spesso almeno un metro che venga su dall'asfalto e dopo il botto un tizio col folletto a toglierne i cocci che restano. Sapevo perchè me lo aveva detto lui e la avevo vista che teneva una seconda chiave appesa al supporto del radiatore vicino a uno delle staffe che tenevano il ventolone.Seconda chiave che lo aveva salvato già un paio di volte quando a causa del disordine in casa sua "non trovava mai niente" e doveva per forza usare la macchina. Ed è stata la seconda chiave che mi ha permesso di salvargli la macchina dalla depositeria comunale quando ci aveva lasciato la pelle in overdose negli squallidi sotteranei di porta nuova. Era venuto a prenderci alla stazione,forse anche per trovare "qualcuno" o vendere "qualcosa" e poi quando siamo arrivati col treno c'era il sotterraneo che brulicava di pula,probabilmente stava per arrivare il carro funebre. E lui era lì mezzo coperto da una coperta corta. Troppo corta per non che si vedesse un piede con le sue scarpe caratteristiche con la stella. Troppo corta per non fare vedere a terra il borsello col disegno della mini rossa. Guardando bene si vedeva anche un pezzo di braccio ed una mano con il suo braccialetto colorato. E di fianco al corpo la siringa incriminata. E lì che fare? Usciamo dalla stazione. Diamo un occhiata in giro se vediamo il 112,si è parcheggiato (male) insieme alle altre auto . E allora infilo un braccio sotto alla mascherina tocco,caldo,motore,tubo radiatore lo seguo e TROVATO la chiave,la sgancio e via tutti in macchina. Entriamo in auto,infilo la chiave,accendo con un colpo sul pedale come sono abituato a fare,il motore si accende. E allora via dico agli altri di guardare in giro,ci infiliamo nel corso e poi via per corso Vittorio. All'arrivo a corso Francia rallento prudenzialmente e mi faccio sorpassare,poi via nel corso centrale. Ricordo che avevo solo la patente della moto al tempo e pochissima esperienza di guida. Ho pensato "piccola auto ti porto a casa tua,non meriti di finire così". Poi mi viene un altra idea ossia di lasciarla giusto un isolato dopo. Arriviamo fino a piazza massaua senza rogne poi si accende la spia della benzina ma dà solo un colpetto. Ancora più avanti,freccia destra ci infiliamo nel controviale e la posteggio proprio sotto il palazzo di quel personaggio odioso da cui lui si "riforniva" . A trecento metri da casa. Pulisco con un tovagliolino che avevo in tasca la corona del volante e il pommello del cambio per togliere le impronte ,non tralasciando il freno a mano e la maniglia. L'ho visto fare sia nei telefilm del tenente colombo che in kojack. Dico agli altri che non hanno fiatato per tutto il viaggio di non lasciare zaini e vaccate varie dentro allontanarsi appena scesi verso rivoli e via. Tutti fuori ,io mi infilo di nuovo sotto ad appendere la chiave alla staffa del radiatore. E mentre ci allontaniamo riprendo gli altri due perchè non hanno cominciato ad allontanarsi subito appena scesi. Invece di stare a tongolare vicino a un auto del quale nessuno di noi avrebbe avuto diritto di uso. Via via. Forse il mio gesto ha salvato il 112 dalla depositeria comunale perchè ho poi saputo che suo padre lo ha recuperato,forse è stato pure deleterio a quel pezzente di pusher che riforniva di droga i tossici perchè le divise magari hanno fatto 2 + 2 e magari avranno avuto un motivo in più per metterlo ai ferri. O per fare capire a suo padre certe cose. Perchè una volta su 3 i genitori o non vedono o fanno finta di non vedere. Anche se io il pusher lo avrei legato sui binari. Sopratutto perchè quello spacciava ai bambini senza nessuna remora. Aveva provato anche a portare Erik sulla brutta strada ma lui no,lui aveva il suo mondo a due ruote e già non aveva cominciato nemmeno a fumare per quello. Per la BMX serve fiato e ne serve tanto. Già le puzze del lavoro in officina il fiato glielo portavano via. Di quel Roby resta tutto sommato un bel ricordo perchè è brutto dirlo ma le "prime guide" con la macchina le ho fatte con lui ancora prima che prendessi il foglio rosa della macchina. Inoltre benche qualcuno di noi tanto più giovani gli chiedesse qualcosa sulle sensazioni della droga lui diceva che prima dovevano crescere un pò così avremmo evitato di caderci. Roby ci ha lasciato a 23 anni, era si più grande di me ,era più grande di tutti come età e forse si era reso conto che non riusciva più essere un buon maestro. Forse non ha avuto buoni maestri per lui.O forse non è stato un buon studente.. Ma ricordo che la sua lezione era servita a molti. Per non caderci come PERE,si guarda caso proprio pere ...cotte a puntino. Non sono manco potuto andare al suo funerale perchè mia nonna sosteneva che non ero abbastanza imparentato e sopratutto c'erano da guardare i voti,i voti,i voti e ancora i voti. Forse ha ragione quella stupida di nonna dicendo che se sono più grandi di te sono dei drogati. Mah...a lei non andava mai niente. Diceva che Petrucci era "femminato" ,si lamentava della puzza di Erik o dei capelli di Paf che sembravano la canapa che si metteva sui rubinetti e della sua pelle grassa. Manco Uciuta gli andava bene perchè aveva i capelli "sugli occhi" come i cani da pastore. ZIO MARIO NE DICE 4 A NONNA Vi ricordate il monopolio delle chiavi? Quel modo odioso di nonna di sequestrare tutti i mazzi di chiavi e poi una volta in arrivo darci quelle della seconda casa. All'inizio due mazzi e poi in seguito tre mazzi. Il mio quello della mamma e il suo. E poi prima di arrivare su alla seconda casa ci doveva dare i mazzi di chiavi della seconda casa. Ma ci fosse una volta una che la nonna si dia una mossa già in macchina e non faccia aspettare per avere questi mazzi di chiavi. Si arrivava alla seconda casa e si doveva aspettare i suoi porci comodi. La goccia ha fatto traboccare il vaso quando sotto una pioggia torrenziale la nonna ha cominciato a fare perdere tempo per cercare le chiavi. E sotto alla pioggia c'era lei,c'era zio Mario col maggiolino,c'era la mamma con la macchina bella sporgente verso la strada principale. E chi passava suonava. Nonna sembrava lo facesse apposta,tirava fuori un mazzo,no non era quello,ne tirava fuori un altro no era di nuovo sbagliato. No a quel punto al terzo o quarto tentativo zio Mario si altera e comincia a prendergli i mazzi dalle mani e appoggiarli sul cofano della macchina. Nonna va per riprenderle e lo zio gli tira una sberla sulle mani. E con fare provocatorio continua a dire "e tira fuori" una volta,due tre e alla fine saltano fuori PER ULTIME le tre chiavi della seconda casa. Manco lo facesse apposta. Me le afferro al volo e mi dirigo al cancello. E mentre io apro il cancello sotto alla pioggia la nonna che continua a tongolare senza motivo con zio Mario che ci fa spirito sopra... Forse è stato uno dei primi inizi di demenza senile sebbene non avesse ancora 60 anni. O forse la nonna sottoposta a un minimo di tensione nervosa dava forfait perchè non era capace a fare delle cose logiche e ben fatte. In compenso era bravissima a mettere fretta e stupidire gli altri inducendoli in errore. Con me lo ha fatto tante volte. Si divertiva a mettermi in bocca parole non mie e poi in qualche caso estremo quasi a colpirmi. Ricordo una volta che a tavola voleva tirarmi uno scappellotto perchè non mangiavo il pane e io mi sono girato,ho messo la forchetta per dritta e lei si è forata la mano. INCENDIO A LONDRA NELLA METROPOLITANA novembre Si dice che piove sul bagnato o che il tutto va sempre contro a chi non può. Tuttavia al tiggì sono stati chiarissimi: E' successo a Londra non a Caluso o a Gambasca. E'scoppiato un furioso incendio e ha ucciso tra fumo e fiamme una trentina di persone.In una città grossa 5/10 volte Torino e densamente popolata ,dentro alla metropolitana come le formiche la gente che si accalca per andare e tornare dal lavoro o andare a fare qualche commissione. E che sembra che chiudano anche gli ingressi quando c'è troppa gente...insomma comportamento a livello della navetta 64 che prendevo per andare all'itison nel 1985! Una scala mobile decide di incendiarsi così per grazia ricevuta e si comporta da angelo sterminatore ....domanda....era necessario fare una città così grande? Era necessario un formicaio così indegno? Quando sento di questi eventi tragici davvero a volte penso, maligno. Penso alla mia vecchia seconda casa in campagna dalle quale mia nonna mi ha obbligato ad andare via. Alle serate d'inverno quando mi veniva a trovare qualche amico o io andavo a trovare qualcuno. Ci fermavamo mentre ci spostavamo,ovviamente a piedi e poi magari ci fermavamo e sentivamo. Il nulla il silenzio della vallata e il rumore di qualche animale selvatico. Nel silenzio eravamo in un mondo di energia,tanto caro a Giuliana. Sentivi quasi perfettamente le anime degli animali del bosco che ti stavano intorno. E ora penso...Londra ma che ci si vive a fare in un formicaio simile. A me parte l'odio solo a pensarci. Penso cattivamente allo zio Adolfo che ha provato a spianarla e al fatto di Churchill che ci odiava. E mi parte l'odio:Per Londra,per lo zio Adolfo,per quel diversamente magro di Churchill e per tutti i londinesi che non hanno avuto ancora il coraggio di lasciare quel formicaio...siete bruciati nella metropolitana...io vivo lo stesso,non vado nella metropolitana e conto di non bruciarci dentro. Se elimini le città non hai bisogno della metropolitana. Pensare a un sogno,andare al lavoro in bici o a piedi. Vicino e avere tutto comodo. Basta macchine in mezzo ai balls. VACANZE DI NATALE A PAESANA e sci ai piedi anche se una volta sola. E' tipico della pianura padana fare si che la neve venga sempre dopo che le vacanze invernali sono finite. Visto che mi stavo appassionando allo sci ,anche se all'inizio non me ne fregava nulla . Anche se non in modo morboso avevo comunque trovato la cosa abbastanza stressante. Non avendo iniziato da piccolo non ho potuto imparare tutte quelle malizie che fanno la differenza tra un esperto e uno che più o meno sa andare. Riuscivo a fare le stesse cose che facevano gli altri ...cose che tutto sommato non erano manco poi così difficili. Una cosa che non mi è mai piaciuta dello sci è il giorno dopo quando le gambe sono stressate oltre ogni limite di decenza .Anche e sopratutto per la posizione di emme che obbligano a tenere gli scarponi . I polpacci cominciano a fare male già a metà giornata. Avevo visto qualche vantaggio con gli scarponi a entrata posteriore perchè erano meno costrittivi e soprattutto chiudevano molto meno in alto. Comprati ovviamente di nascosto dello stesso colore e sostituiti. CAPODANNO A CASA DI SANDRO Penso che fintanto che a casa ci fossero mia madre e mia nonna di capodanni da devasto non ne ho mai sentito la necessità. E poi mai più di tanto. Anche perchè spesso i capodanni li passavo ai piatti e al mixer. Ma questa è un altra storia. Dopo una certa ora erano tutti così ubriachi ed altro che a me piaceva mettere musica. A casa di Sandro abbiamo fatto un capodanno tranquillissimo ascoltando la radio portatile che mi ero portato da casa e parlando del più o del meno. Alla mezzanotte eravamo in giro per paesana e con la radio e ascoltavamo la cronaca di chi festeggiava nel mondo. Abbiamo visto scoppiare i petardi da altri e fare un goccio di festa in piazza ma quella sera qualcosa non rendeva. Forse l'aria fredda troppo fredda o forse qualche cosa di cui abbiamo parlato. Mancava Marco ma non si sarebbe divertito più di tanto manco lui. Si ci siamo conosciuti meglio raccontandoci vicende di vita vissuta ma oltre quello nulla più. Mamma e nonna sapevano che ero a meno di un km e poi a mezzanotte e mezza ce ne siamo andati a dormire. Forse già entrambi capivamo che l'uomo non è un animale notturno. Sono tornato a casa e c'era ancora la luce accesa in camera da letto che si è spenta appena sono entrato con le chiavi. Ho visto chiaramente la luce che filtrava in corridoio. Ho appoggiato la radio sul tavolo e buona notte. E scommetto che era mia madre a tenerla accesa ed essere sveglia e non mia nonna. Lei quasi manco mi avrebba fatto uscire per i suoi odiosi giochi di carte o a solita tombola che quasi ci si ricorda dove erano tutti i numeri delle caselle. IL NUOVO BARBIERE A PAESANA Ho sempre creduto che tagliarsi i capelli sia una sorta di sottomissione a qualcosa . Ho sempre sognato desiderato chiome da rockstar...Credo e penso che quasi mia nonna godesse quando arrivavano a una buona lunghezza a farli sempre tagliare ma per fortuna/sfortuna il barbiere di grugliasco sapeva che volevo un taglio lungo e così faceva. Tuttavia una sera io e mia madre eravamo andati con la macchina e abbiamo avuto la sorpresa di trovarci il negozio del barbiere chiuso. Purtroppo non dipendeva da lui,abbiamo poi scoperto che era stato messo in galera per sfruttamento della prostituzione e allora per un pò non ho avuto obblighi e come lunghezza erano arrivati e bene lunghi. E mi piacevano oooo se mi piacevano. Lunghi e lisci come quelli di un cantante/musicista rock. Ma a qualcuno evidentemente la cosa non andava...Mia nonna ovviamente!. Era sempre lì che sgallinava. Co cooo co coooo co co co. Corocò corocò corocò. A Paesana c'era un nuovo barbiere nel condominio di fronte al bar sport. Mia madre da un lato mi ci ha mandato di forza ma dall'altro si è beccata le critiche da mia nonna perchè dal barbiere secondo lei si doveva andare per forza in città. Da un lato aveva ragione perchè non conoscendomi aveva fatto un taglio che non mi stava poi così bene addosso e sopratutto troppo corto. Alti in centro e corti ai lati proprio il contrario di come li volevo. O almeno tutti uguali. Sembrava lo avesse fatto apposta. Magari quella odiosa di nonna gli aveva parlato prima? Dall'altro era convinta che solo in città c'erano i barbieri che erano maestri di taglio e avevano chissà che caratteristiche. Dal barbiere normalmente si parla,specialmente i ragazzi all'epoca parlavano dei loro motorini,delle elaborazioni dei carburatori,marmitte e quant'altro. Io non ho mai espresso nessun argomento perchè non avendo modifiche sostanziali sul mio cinquantino non mi fregava nulla di cosa si poteva fare maggiorando il carburatore o modificando la marmitta. Tuttavia avevo notato che molti ragazzi che parlavano delle loro elaborazioni a quel barbiere prima o poi venivano controllati dai locali carabinieri e sopratutto un certo maresciallo sapeva di ogni mezzo esattamente cosa c'era di a posto e cosa c'era di elaborato. E tanti mezzi venivano rimandati dal locale meccanico per farli rimettere in condizioni di legalità. Con annesso sperpero di denaro. Doppio se si pensa al costo dell'elaborazione e al costo del ripristino. Tante troppe illazioni e sospetti per sapere chi poteva essere a inquinare i discorsi andando a spifferare tutto cosa c'era di fuorilegge sui mezzi. Allora visto che era un rischio ponderato avevo lanciato nei discorsi il fatto che sulla mia motoretta c'erano quelle due lampadinette azzurre dell'albero di natale aggiunte. Cosa sicuramente meno illegale di raddoppiare la cilindrata e i cavalli. Ogni tanto mi avevano fermato e a parte un pò di manfrina per il maggiore rumore di un mezzo usurato se sfruttato oltre ogni decenza non avevano detto grandi cose. Stranamente una settimana esatta dopo mi ri fermano e... casualmente mi fanno una battutina su quelle due lampadine che non si accendono sui lati del parafango. Non si accendono perchè erano bruciate e avevo quasi già finito i ricambi,le avrei messe poi nuove se ne avessi avuto altre. Ma oramai erano bruciate e capitava dannatamente spesso. Ma era il fatto che ne avevo parlato proprio dal barbiere. Che dire? Ogni qualvolta si lanciava l'argomento modifiche lui diceva che i soldi si dovevano spendere in benzina per andare in giro e non in elaborazioni . Ma più che quello non ha mai detto . Fosse stata lui la talpa? Mah non lo sapremo mai e tutto sarà consegnato all'oblio dal tempo. In ogni caso io non ho più parlato di modifiche ed elaborazioni. Perchè a me non interessava affatto. Io elaboravo "gli stereo" e non i motori. E non c'è nessuna legge che vieta di elaborare uno stereo. In realtà il mio 50 cc era "liberato" dalle strozzature ma essendo un 50 da trial le marce ultra corte gli impedivano di sviluppare velocità troppo pericolose. Allungando le marce avrebbe potuto raggiungere o superare i 100 kmh perchè sfiorava i 5 CV. Quasi più di uno scuter moderno e senza la complicanza del cambio automatico e la perdita di rendimento della cinghia da lavatrice. Il dubbio che possa essere stato il barbiere a spifferare al maresciallo o chi per lui le modifiche che avevano moto e motorini della zona mi è rimasto per un annetto circa,poi con calma si è dissolto anche perchè il mio 50 non ha mai avuto elaborazioni. Dubbio che avevo detto a diversi ragazzi con i mezzi molto pompati ,ma vuoi per un motivo vuoi per un altro non sono mai stato totalmente creduto. So di ragazzi che hanno buttato un sacco di soldi in multe e cartaccia infame varia. Ma alcuni se le andavano proprio a cercare perchè avevano mezzi di una rumorosità eccessiva e poi alla prima occasione ,fosse anche la festa patronale andavano stupidamente avanti e indietro col motore spetazzante,a volte sgasando e magari le luci bruciate. Perchè si spendevano si 300 o 400 mila lire per un cilindro ma le 2 mila lire per una lampadina non si trovavano. Del resto si erano spese per il pacchetto di marlboro belle cancerose che facevano bella mostra di se in tasca. Io li vedevo in molte feste di paese. Io una volta arrivavo,posteggiavo mettevo la catena a moto e casco e poi andavo a godermi la festa. Loro invece giravano,giravano,giravano e complice il puzzo della miscela e il rumore continuo a volte le divise si attrezzavano e facevano un posto di blocco oppure li beccavano in diretta fermandoli con la paletta. Resta sempre da capire il perchè dell'avversione alle moto del maresciallo di Paesana,che pure era motociclista anche lui ed aveva una bicilindrica boxer. Forse l'idea tipicamente bummarola fumarola e cottimista che le motorette fossero o attirassero delinquenza. Peccato che la vera delinquenza è solitamente automunita. Tra le luci ed ombre del suo operato c'e stato sicuramente un contrasto al tossicume che all'epoca imperversava in ogni dove ma anche qui bisogna stabilire cosa c'è di pro e contro su ogni singola azione. E devo dire che nonostante tutto il suo operato è stato decisamente positivo per contrastare la tossicodipendenza dei giovani. E obbiettivamente ci sono più cose positive e il razzismo nei confronti delle moto (specialmente quelle piccole ) pur non facendogli onore si potrebbe anche perdonare perchè con un minimo di accortezze vivevi tranquillo. Accortezze a muoversi a non sfattonare in giro e se dovevi sfattonare farlo in modo discreto. Insomma una dose di umiltà che oggi non farebbe schifo. UNA BELLA NEVICATA Pur non essendo ancora morbosamente attratto dalla neve in quanto non ancora dedito allo snowboard il sopraggiungere di una bella nevicata fa sempre piacere. La neve sembra addormentare il mondo che ci sta intorno. Le auto vanno più piano e si vede poca gente in giro. L'aria diventa più pulita e quella luminosità rosata quasi riempie il cure di gioia. I pochi che li hanno a portata di mano usano stivaloni alti o scarponi da montagna ed è una buona occasione per tirarli fuori. Io gli stivali alti li usavo normalmente al covo di erik,ma a casa averne a un paio sembrava quasi proibito. Nonna me ne aveva preso un paio basso di quelli verdi che sapevano di economico da lontano. Ma non si sono mai rotti anche se come tenuta erano orridi perchè pur non entrando acqua fino a una ventina di centimetri scarsi che erano lunghi ,essendo piuttosto larghini facevano bagnare i pantaloni e poi l'acqua arrivava ovunque. E oltre a stare con i piedi bagnati erano pure freddi. Una volta in un negozio di scarpe avevo chiesto a mia nonna se era il caso di comprarne un paio alto e mi aveva trattato come un imbecille davanti a tutti perchè a tirato fuori delle frasi come non si deve andare in una palude,a guardare le vacche o altre vaccate....vabbè risparmiati le stupidate nonna che se no si vede che hai il cervello di un dinosauro che era grosso come una noce. Al mattino quando si deve andare al lavoro la salita del cortile diventa una sorta di cimento invernale con la macchina. Si sente prima il motore sgasare poi le gomme che miagolano poi se va bene sale e se va male torna indietro. Qualche volta si deve retrocedere perchè essendo una via a passaggio pubblico qualcuno da imbecille si affaccia a vedere cosa succede sulla salita e allora se non molli lo stramazzi sotto. Una volta era successo che una persona non ricordo più è arrivata a metà della salita poi gasa che dai gas la macchina aveva cominciato a sbandare in qua e in là sbattendo. Mi sembra che era uno dei vecchi odiosi della scala veneta. LA PARENTESI DI SANREMO Che sanremo non fosse il massimo dei miei gusti musicali è risaputo. Che molte persone anche nello stesso condominio miei coetanei o giù di lì avessero gusti diversissimi è palese. Quest'anno avendo uno stereo migliore le canzoni le sentivi apprezzando ogni minimo particolare. Senza neanche alzare troppo il volume visto che c'era quel magico tastino di nome loudness che aumenta i bassi e gli acuti che poi sono le frequenze che piacciono. E se non bastano i comandi manuali dei toni alti e toni bassi sono lì per quello. A parte le cose costruite da me è solo da adesso che ho a disposizione i comandi separati per alti e bassi Solitamente l'audio della tv raiuno si riceve sull'inizio delle FM a sinistra degli 88. E difatti lì si riceveva ma non si accendeva la magica lucina verde con la scritta stereo sopra. Sapevo che normalmente una delle radio rai faceva la diretta da Sanremo in stereofonia,lo pompavano oltre ogni limite nella pubblicità. E allora giù a girare la manopola per cercare la radio rai. All'inizio sentivo la migliore qualità audio ma dopo la prima canzone che delusione. I conduttori che dovrebbero stare zitti e muti visto che una diretta ci parlano sopra e sgallinano a tutto andare impedendo di registrare alcunchè perchè all'inizio e alla fine della canzone è tutto uno sgallinare come le comare al mercato. Lo fanno apposta sono a mio avviso delle carogne fatte e finite vendute ai discografici. Alla terza canzone che hanno rovinato parlandoci sopra oltre ad augurargli la più violenta delle morti (dilaniati dal cacciabuoi di Regina in arrivo a piena velocità sul binario giusto) gli ho detto carogne ad alta voce e via su un altra frequenza. Ci sarò stato una mezz'oretta a sentire quello sgallinamento da comare inutili e poi soi ritornato sugli 88 all'inzio dove sentivi in monofonia ma senza commenti cretini e riuscivi a registrare qualcosa visto che le registrazioni ufficiali costavano un botto e poi su trenta canzoni avevi due o tre canzoni belle. Il resto robbaccia sdolcinata con cui rischiare di tagliarsi le vene. Oppure roba brutta e basta. Ascolta qui ,ascolta là cominciamo dai denovo,a me personalmente non sono piaciuti manco un pò . Mi sono sembrati così deludenti,cosa che è stata poi ampliamente confermata da Stefano del palazzo. A lui piacevano....ergo è normale che a me facessero schifo. In 25 anni che lo conosco e ci parlo insieme non c'è stata una sola volta che abbiamo avuto gli stessi gusti. Anche nel cibo è così ovviamente.Alcuni gusti di gelato come fragola e limone a me hanno sempre fatto schifo e lui ci impazziva dietro.E udite udite sembra gli piacessero certe orribilate come il melone e l'anguria. Altro gruppo da ricordare,i new trolls,con il loro inno al volo. Cielo chiaro. Di per se a me gli aerei non piaciono anche perchè inquinano e sono "da ricchi". Ma lì era diverso in quella canzone non c'erano riferimenti al solito faccendiere del razzo che vola da un continente all'altro per trulpinare il prossimo Ma solo nel volo fine a se stesso per apprezzare le cose dall'alto. E si che parla di un B36 un grosso bombardiere,non di sicuro un executive da ricchi . I new trolls hanno sempre fatto roba che a me è piaciuta ma in cielo chiaro pur nascosta c'è la libertà con frasi e mezzi significati in ogni strofa. Il volo ha sempre stimolato l'essere umano a fare ricerche e esperimenti di vario tipo. Il buonanima petrucci aveva tirato fuori la frase mitica "dammi due ali e volero via" perchè come icaro voleva fuggire dal labirinto lui avrebbe voluto volare lontano pur non avendo ancora deciso dove. La stessa domanda ossia "se ti spuntassero le ali dove voleresti ?" la avevamo fatta a tanti a quel tempo alle medie ,bè nessuno a parte i rintronati e incancreniti di città avrebbero detto che sarebbero volati "in citta" ma quasi tutti avrebbero scelto destinazioni di comodo ma sempre in periferia,in montagna o al mare Molto coraggiosi comunque i new trolls a portarla a sanremo dove si deve solo parlare di canzoni sdolcinate da coma diabetrico e rime cuore amore. Non avranno la grinta della schola cantorum ma sanno farsi apprezzare. I Future,con canta con noi mi hanno dato idea di cercarli perchè anche loro avrebbero fatto qualche cosa di bello e così era stato. Avevo trovato l'lp intero dove era contenuta la canzone di sanremo e guarda guarda c'era una canzone bellissima che si chiamava gli alisei. Una canzone che generava un energia sconfinata e moltissimo mi ha aiutato in uno dei cambi di lavoro quando ero finito a scegliere un pessimo lavoro pur di ritornare a vivere a Paesana e in provincia perchè come ora quai lo dico,la vita di città la odio e non voglio valutare quanto è bella una città ma solo di quanto tritolo serve per raderla al suolo. Anzi ci vadano i new trolls con il b36 e giù tritolo così imparano a fare traffico,smog e delinquenza. Su Sanremo ci sarebbe da dire che a me personalmente non piace. Pensare a un teatro pieno di danarosi fa venire voglia di teratoni ma del resto fa parte dell'italietta bummarola,fumarola e cottimista. Già nel 1984 prima che conoscessi il Petruccino era successo che una canzone delle nuove proposte (anche se lì era la rassegna estiva di san vincent) che si chiamava "favola triste" era stata cantata da fiordaliso in precedenza e visto che parlava male di qualche santocchieria era stata squalificata con la scusa del regolamento. Anche senza arrivare a Luigi Tenco io su sanremo non ho mai seguito la classifica e il piazzamento . Perchè è forse la cosa che mi fa più schifo. Le cantano ,le ascolto ,le giudico. E tutto il resto non mi interessa affatto. Perchè sanremo è la musica,non le parole o i numeri. IL GRUPPO DI ERIK SI STA RIDUCENDO E io non ci posso fare niente purtroppo. La mia forzata assenza a causa di quelle gallinacce che mi hanno sequestrato in casa lasciandomi poco tempo per uscire per motivi scolastici non mi ha consentito di frequentarlo e ora un pò tutti anche perchè crescono cominciano a perdere un pò la voglia di indagare sulle nostre capacità paranormali. Aggiungendo anche il fatto che da dove abitavo a casa sua c'era mezz'ora di viaggio. Avremmo avuto la capacità di cambiare il mondo? Forse ma non in quel periodo. Non con i genitori che smaronavano così e sopratutto non con tutte quelle cose da fare. A ogni richiesta di più tempo libero mia nonna se ne usciva fuori sempre con i voti i voti i voti. Il mio rapporto in quel gruppo peggiorerà ancora quando mamma e nonna chiudereanno ancora di più il mio tempo libero per le non eccezionali prestazioni scolastiche e allora più avanti il gruppo si scioglierà perchè un pò Erik comincerà a perdere tempo con la donna e un pò perchè tutti bene o male cresciamo e ci rendiamo conto che il mondo è difficile cambiarlo con tutta la gente di emme che c'è. Troppi,troppi pensano solo al proprio tornaconto e se ne sbattono del proprio prossimo. Anzi a volte sembra lo facciano apposta Con Erik continuerò comunque a vedermi per tanto tempo. Nel gruppo ero uno di quelli che proponeva sempre qualcosa,fosse anche solo di andare in quel tal negozio col pulman. Inoltre Damia si sta poco per volta consolidando come la ragazza di Erik,perchè davvero era una delle poche donne con gli attributi. Forse sono fin geloso,la avrei voluta io...una donna che non sgallina sempre. Anzi che non ho mai sentita sgallinare. REGINA BIS Questa la avevo trovata a un mercatino dell'usato. Un altro esemplare della mitica american 4-4-0 con l'inconfondibile camino conico ,la lanterna e il grosso cacciabuoi. Essendosi mia nonna calmata perchè a scuola andavo un pò meglio me ne sono appropriato. E non ha mai girato. La avevamo provata ed era molto più rumorosa di quella che avevo comprato con i primi soldi del greco, regina bis non ha mai girato su dei binari a casa mia. E' stata messa "sotto vetro" sfruttando una di quelle coperture in plastica trasparente che venivano vendute per le cose di cucina. La avevo ambientata con un vero pezzo di rotaia e una foto di una vera pianura americana. L'idea di fargli girare le ruote con un piccolo trasformatore esterno non è mai stata applicata. Ma già il solo guardarla mi caricava di energia. Perchè checchè si dica in giro ,citando una delle tante frasi mitiche che non ricordo più a chi attribuire,a volte non ti sevono astronavi e razzi spaziali ma basta una vecchia caldaia a vapore e qualche cavallo. Purtroppo regina bis ha fatto una brutta fine perchè è stata venduta in uno dei tanti mercatini dell'usato nel periodo che avevo bisogno di soldi a causa di quell'odioso inquilino che non pagava l'affitto . Insieme a tanti dischi in vinile e tanti oggetti del tempo passato per recuperere soldi per vivere e pagare le spese fatte anche da quell'altro... Forse è per quello che dal 2005 il mio altruismo è sceso fino a zero. Aiuto chi vive con me e il resto del mondo si arrangi. Anzi se sei un estraneo e vieni a suonarmi il campanello la prima reazione è una bestemmia. LA BICICLETTA DI DINO Dino era il marito di Rosina (un nonnetto molto avanti con gli anni ,pelato e fumatore di pipa che morirà pochi anni dopo) e ogni tanto d'estate con andatura irregolare guidava una modesta bicicletta,una sorta di bici sportiva con manubrio a scopino . Erano in sostanza delle quasi bicicletta da corsa con al posto di quello schifo di manubrio a corna di ariete un altro tipo sbagliato manubrio dritto troppo stretto che peggiorava la stabilità. Ripuliva la sua bici con la massima cautela all'inizio di ogni stagione . La portava fuori dalla cantina quasi parlandogli insieme,passava un pennello su tutte le parti lucide. Poi sempre con lo stesso amore e uno straccetto la faceva rivivere. Non mi ricordo di che marca fosse,mi ricordo però che aveva le ruote da 28 e le manopole che sembravano di gomma rossa trasparente Stavolta però era stata troppo ferma. Le gomme erano crepettate e secche ,oramai insicure. Al gonfiare delle gomme probabilmente una parte difettata della gomma dietro ha ceduto perchè alla fine del gonfiaggio si è sentito un BLAM come una fucilata. E lui quasi piangendo a guardarla per diversi minuti per poi spingerla come un parente malato fino dal meccanico e tornare un ora abbondante se non di più con la bici funzionante e sempre con quella andatura irregolare che lo contraddistingueva. Dino me lo ricordo come molto simpatico perchè trovava il bello e il divertente su tante cose. Anche le più tragiche come quelle che si sentivano per televisione. Dino riusciva a fare ridere anche su un funerale. E forse,fosse stato vivo avrebbe fatto ridere anche al suo...alla quale mia nonna non mi fece andare sebbene fossi ultra maggiorenne perchè avrei dovuto saltare una mattinata da scuola se avesse potuto ancora parlare avrebbe fatto ridere tutti . Non sono potuto andare con la solita scusa dei voti,i voti e ancora i voti. E comunque ci andavano loro...vabbè. CURDI E TURCHI marzo Con il gas non so quanti mila morti. Ci fosse stato il Petruccino buonanima avrebbe detto "ma anche se ti rattristi cosa guadagnano loro?" E penso,ma questi qui che caaaspita fanno? Cammionate di cadaveri per il gusto di uccidere? Ma siamo pazzi? E' una delle cose che lasciano totalmente un senso di vuoto in bocca. Si gli animali a volte si uccidono tra di loro a ma mai costruiscono armi di distruzione di massa come gas,e bombe atomiche. E neanche hanno il buongusto di fare gasissimo con il gas di casa tirando giù un palazzo. Questi fanno solo gas velenosi. Che pena! Non esplode neanche quel gas. Ma spianare una città con belle esplosioni in stile ottimo film americano no? Buoni e cattivi,curdi e turchi. Levatevi dai piedi che noi vogliamo stare tranquilli avrebbe detto il buonanima Petrucci,ma anche Paf o Uciuta. NON C'E' PIU LA SCOLIOSI A volte succedono le cose più assurde. Il mio calvario per la scoliosi era cominciato alle elementari. Vedendomi sempre curvo mamma e nonna avevano interpellato prima il medico curante poi era cominciato il mio andrivieni da uno all'altro specialista . Mi ero permesso di leggere uno di quei referti e c'erano scritte le peggio cose,sfilze di platologie che io personalmente non sentivo di avere. Numeri ,numeri e cifre di valori che di fatto non dicono nulla perchè cambiavano da una visita all'altra in meglio e in peggio. A sentire i vari medici che ia nonna aveva interpellato e che mi avevano fatto lastre e ogni sorta di controllo la scoliosi ma la sarei dovuta portare dietro a vita. Mamma smaronava dicendo che avrei sempre dovuto portare il busto e altre menate. Che cambiavano significato a seconda del cambiare del vento. Bene,dopo anni e anni persi a fare ginnastica correttiva vasche e vasche sul dorso in quella odiosa piscina dove il cloro mi distruggeva i capelli e obbligava mia madre a fare lavaggi su lavaggi andandoci pesante con l'odioso balsamo manco ci fosse stata una contaminazione nucleare SEMBRA che la scoliosi sia di colpo sparita. Alla visita di controllo il sottoscritto prossimo ai 18 anni aveva finalmente una schiena normale. Ma c'era dell'altro dietro? Direi proprio di si sebbene non sia un medico. Ma dopo le pagliacciate coviddiote tutti ci fidiamo ancora di tutti i medici? Dopo che mia madre aveva un blocco intestinale causato da un tumore grosso come un pompelmo che è cresciuto rapidissimo qualche domanda me la faccio pure io. Io qualche teoria sulla guarigione la ho,vediamo se sono giuste. Una è che la terapia ha fatto il suo lavoro,potenziare i muscoli giusti potrebbe essere servito. Veniamo alle teorie eretiche e chissà fino a che punto vere. Alle elementari e alle medie sembrava che i ragazzi "storti" erano tutti quelli che portavano a cartella e non lo zaino. Ma guai a dirlo. Mia nonna è sempre stata categorica perchè secondo lei lo zaino era solo per andare in montagna e andavo a scuola non a divertirmi. Inoltre i banchi di medie e elementari sembravano fatti apposta per i pigmei. O al massimo i nani. Erano banchi vecchi indegni sebbene la scuola fosse relativamente giovane basti pensare che in alcuni c'era ancora il buco per quella porcata indegna e mummificata del calamaio. La pesante cartella che portavo due anni fa in quel cesso di itison mariuana era pesantissima e totamente sbilanciata. Ho dovuto farmi a piedi più di una volta dall'itis a casa per le defezioni di quel CESSO di navetta 64. Sempre con una odiosa cartella pesantissima e tutta da un lato. Sono arrivato più di una volta con le mani segnate dai manici e dovevo pure stare zitto perchè mia nonna avrebbe avuto senz'altro da ridire. Passando all'internazionale all'inizio la cartella era la stessa ma c'era un terzo del peso in meno. Poi un giorno ne avevo trovata una un goccio più pratica sebbene di veramente pratico c'è solo lo zaino per distribuire il peso sulla schiena. E lo presi più avanti imponendomi su mia nonna che potè solo dire che non mi avrebbe dato una lira per prenderlo,e un giorno me arrivo con uno zaino simil -invicta ma almeno che non avrebbe fatto pesare su una mano sola il peso di quei libracci. Bene,qui in seconda superiore la scoliosi era stata vinta...un problema in meno,una libertà in più Ho poi ancora fatto un paio di visite di controllo ma tutte senza alcun valore pericoloso. Obbiettivamente qualunque sia stata la causa dello sparire della scoliosi guardiamo al risultato,la abbiamo vinta e ce la siamo tolta. Mai più piscina che sia sul dorso o no. Basta ginnastica correttiva con i peggio esercizi che sembravano preparati nei peggio modi per essere il più faticosi possibile e in qualche caso dolorosi. Basta ,basta basta. Si vada a crocifiggere quacun altro che il sottoscritto ha già dato. Quando è che toccherà a me crocifiggere qualcuno? Perchè davvero sto aspettando. LO ZIO FOFFO o Alfonso. Che mia nonna avesse avuto un fratello l'ho saputo solo in quei giorni. Ennesima connivenza e segretezza in stile tossici di emme che non dicono mai nulla. Lo zio Foffo non so cosa abbia combinato ma era all'ospedale in val d'aosta e bisognava andarlo a prendere. Lo ho saputo dopo... Era andato al casinò ,aveva perso tutto e aveva cercato di farla finita. Invece di usare un arma da fuoco (meglio se di grosso calibro) e fare BANG si era ingozzato di farmaci e aveva rischiato veramente grosso. Lo avevano trovato rantolante in albergo e avevano provato,riuscendo a salvarlo. Non lo avessero salvato il discorso finiva qui e non ne parlavamo più. Personalmente sono sempre contrario a salvare un aspirante suicida. Specialmente quando la morte la cerca per aver fatto ercate enormi al casinò e aver sperperato non so quale capitale invece di portarlo a destinazione. Siamo sicuri che i soldi fossero i suoi? Io no! Sarei pure dell'idea che certi alberghi nei casinò abbiano le pareti insonorizzate per evitare che un suicidio con un arma possa disturbare gli altri che stanno nelle altre stanze. Bang ,un perdente in meno. Del resto nessuna legge ti obbliga a giocare nessuna legge ti obbliga a continuare a giocare se perdi e sopratutto nessuno ti obbliga a stare al mondo se ti accorgi che hai appena buttato la tua vita e gli annessi risparmi nel cesso. Tra le tante cose che eliminerei ci sarebbe il gioco di azzardo perchè l'ambiente dei riccastri con tavoli verdi e la gente che gioca mi mettono una tristezza indegna. In tutta la mia vita non sono mai entrato in un casinò e ne vado fiero perchè quell'ambiente di emme con i personaggi che a vedere si giocano cifre maggiori del mio stipendio e poi li perdono mi fa solo venire una grande pena. Forse perchè con quello che giocano su quei tavoli di emme in una mano io ci devo campare un mese. Bè che continuino con i loro giochi d'azzardo. Ogni parola per loro è sprecata. In bene e in male. PROMOSSO! Eh si stavolta non si scherza. Sarà servito limitare gli orari per farmi studiare di più? . Sarò io che ho capito che più o meno la scuola funziona così? Non lo so,sono soltanto sicuro al 100 dei risultati perchè ben appesi sul tabellone. I voti non erano chissà che cosa c'era qualche sette e basta . Ma rispetto alla pagella dell'itison dove mi avevano segato o al rimando dell'anno scorso finalmente si viaggiava con un minimo di decenza. Sebbene l'unico argomento di mamma e nonna sono i voti i voti sempre i voti,bè stavolta i voti ci sono e sono passato in tutte le materie senza essere rimandato. E appunto per quello dopo aver letto la scritta della promozione ho voluto che a tavola non si smaronasse più di scuola fino al prossimo inzio. E quella che riprendevo sempre era mia nonna che a tavola era monotematica. Era il lavoro giusto quello di zittirla ogni volta che metteva in tavola la parola scuola. Dicevo alla nonna "e ora basta!". Se ripartiva gli ridicevo...."ho detto basta" "ho detto zitta" e lei si ammutoliva come una radio dove stacchi la spina.Anzi qualche volta glielo avevo anche detto di staccare la spina. Qualche volta mamma diceva di non maltrattare la nonna ma pure lei stava capendo che la nonna oramai smaronava di continuo. Le frasi migliori che stavo per provare con la nonna erano appunto "stacca la spina" "cambia canale" ,"cambia disco" e sicuramente "chiudi quel cesso". Ma non mi ricordo quali abbia mai usato o se ne abbia mai usate. Ma qualcosa sicuramente gli ho detto. AL MARE A GIUGNO ACQUA FREDDA DEL KAISER Promosso bè si va al mare e forse come contentino o forse per non portare la pesante radio grundig mia madre ha deciso che si DEVE comprare una radiolina sfigata di quelle piccole perchè il grundig pesa troppo ,occupa troppo spazio in macchina....si in macchina perchè per la PRIMA VOLTA al mare ci andiamo in auto. Non so se la mamma si è sentita improvvisamente sicura o la nonna ha detto che si poteva fare o cosa altro passasse in quelle teste femminili. Perchè ricordo che se per un maschio uno più uno fa due ,nel cervello femminile uno più uno fa viola. Quindi prendiamo la cosa come va. Al mare ovviamente che ci fosse poca strada da fare. Quindi Pietra ligure,figuriamoci andare un pò più in giù...una volta che vedi la parte bella della liguria da diano marina a ventimiglia tutto il resto è solo lì per aspettare uno tsunami con onde purificatrici. Inoltre in quella parte dove alle donne piaceva andare il fondo è sempre pietroso con ricci. Di fatto non ci saranno più da portare valige pesantissime per tratti lunghi ,specialmente le loro che erano la negazione pura dell'ergonomia in quanto strapiene di parti sporgenti e di oggetti che si impigliavano in ogni dove. La maniglia inoltre sembrava volutamente messa nel posto sbagliato. Difatti le raspavo contro ogni spigolo nelle scale e ad entrare nell'ascensore. E lo facevo intenzionalmente perchè almeno si rovinavano di più,prima o poi magari le avrebbero anche cambiate. E veniamo a quel bagno in mare dove sono stato male. Non mi ricordo se avevo passato le ore ma ia nonna era molto attenta sul cibo e a guardare l'orologio. Mi avrebbe sicuramente detto qualcosa se mi vedeva entrare in acqua che non avrei dovuto. Questa volta sono stato male comunque ANCHE per la mia stupidità. Non avevo mai fatto un ipotermia e per fortuna non ne ho mai fatte più altre. Mi sono sentito strano appena uscito dal'acqua qualche brivido di troppo poi il corpo ha cominciato a mollarmi e più cercavo di stare tranquillo e rilassarmi a sole per riprendere calore più mamma e nonna mi tempestavano di domande tipo cosa ti senti,cosa fa male e dicevano le peggio vaccate. Ma porco [BESTEMMIA] Lasciatemi riprendere calore,no mi portano all'ombra!Ma quanto sono cretine queste donne. Hanno pure chiamato un ambulanza che poi è stata disdetta. Ripensandoci ora posso dire che l'insieme del caldo esagerato con l'acqua freddissima mi hanno fatto un brutto scherzo. Qui si che una muta da sub avrebbe fatto la differenza,difatti alcuni tedeschi la avevano anche sui bambini. Non ho iniziato nessun discorso con mia nonna perchè se per lei la maschera da sub era ragazzacci la muta completa sarebbe stata da delinquenti fatti e finiti. Ma in sostanza la avessi avuta o fossi stato più attento nei tempi e nei segnali non avrei rischiato nulla. Troppo tempo in acqua e troppo fredda. Siamo poi tornati dopo una settimana abbondante dal mare sfoggiando la solita abbronzatura da copione per me e mamma . Da peperone rosolato per mia nonna! Che arrossiva,spelava e si riempiva di pustole. E non contenta si lamentava delle caudane o vampate. Se non altro non ci ha rovinato le giornate impedendoci di uscire come faceva di solito. INCONTRO LO SKIN E I SUOI AMICI Spesso gli incontri avvengono per caso,a volte il destino ci mette del suo per ottenere avvenimenti vari. Ero andato nella zona di piazza Sabotino per andare a vedere un microfono in un negozio di hi fi. Mi mancava per il mio stereo. Mamma era d'accordo di prenderne due perchè servivano i due canali,nonna no....ce ne va uno solo! Difatti dopo aver preso quel bel shenneiser ,nelle due settimane dopo ho preparato un bel premplificatore con due uscite alimentato a batteria.Ed era così sensibile da poter registrare dalla tv da camera mia a patto che ci fosse stato un reloigioso silenzio. Insomma mia nonna con le sue sgallinate non fosse in casa. Esco dal negozio per andare a prendere il 15 e tornare a casa e mi trovo un griuppo di ragazzi che mi passano vicino,vestiti tutti uguali con le bretelle visibili e gli anfibi. Uno di loro mi chiama ad alta voce,mi giro...è lo skin dell'itison . Mi presenta suo fratello che era una sorta di bulldozer umano con due manone che se ti tirano uno schiaffo giri per tre giorni sul posto. E poi magari i carabillos ti arrestano per vagabondaggio. E iniziamo un lungo discorso,non sulla politica .....che invece mi sarei aspettato...ma sul come costruire o comprare uno stereo con gli attributi. Perchè comunque io per loro ero "quello degli sterei". E che già al tempo della mia breve permanenza all'itis mi ero fatto conoscere con alcune riparazioni. Andiamo al giardinetto lì vicino 'erano un paio di ragazzi che vedendo arrivare "la truppa" se ne sono andati. Potenza del numero,degli anfibi,dei muscoli o forse degli ideali politici. E via con i discorsi sulla costruzione dello stereo da combattimento. Ma attenzione non in termini di potenza sonora,di fatto vivevano tutti chi più chi meno in posti dove non puoi suonare un gran chè. Ma si durata,sopportazione dei maltrattamenti e tendenza a non guastarsi. Ho sentito parlare per la prima volta della radio rurale,che aveva addirittura le griglie per impedire ai topini di campagna di entrare a fare danni,alla possibilità di aggiungere un altoparlante supplementare. E allora parola dopo parola andiamo avanti a discutere su come costruire un amplificatore che possa accettare 8 e 4 ohm e raddoppiare la potenza giocando con l'impedenza. Con una potenza e una resa acustica notevole sfruttando più che altro sul rendimento e sensibilità. Su alcune cose eravamo tremendamente d'accordo. Sull'inutilità dei crossover e sulla sufficienza di un paio di biconi da 130 per l'uso domestico molto pacifico. Ho parlato quasi con tutti,di fatto avevano tutti un minimo di conoscienza e magari avrebbero anche portato a termine qualche montaggio serio. Tuttavia a parte con qualcuno di loro che verrà poi anche a trovarmi dal greco ogni tanto non si è più fatto quasi nulla. Quasi si accontentassero delle riproduzioni mediocri degli apparecchi di serie Me ne andai dai giardini dopo un altra abbondante ora ,non è che a casa mi avrebbero detto molto,potevo sempre dire che sono andato a vedere in più negozi. E si sa quanto erano lenti i pulman di emme in quella città,diciamo che sarei potuto essere scusato anche per un ritardo di due ore. QUEST'ANNO CONSERVA RIDOTTA Se c'è una dette tante cose che rendono quella casa invivibile è il fare l'odiosa conserva ,manco fosse un rito al culto del pomodoro. Con uno-due giorni di sgallinamenti continui di nonna ,un pò meno di mamma . Ma con entrambe che girano come trottole per casa perchè si "deve" fare la conserva. Quest'anno invece di usare il pesante pentolone e farne quintali ne facciamo un paio di pentole normali e basta. Sopratutto la facciamo a paesana. Forse perchè ne era avanzata all'anno prima ,quasi di sicuro non perchè si sia resa conto che agli altri come me dava fastidio baraccare mezza casa per la conserva. Non so quante bottiglie ne abbiamo fatte ma erano un terzo del solito. E la cosa mi rallegrava infinitamente perchè un un paio d'ore abbiamo passato e imbottigliato. E poi si era di nuovo LIBERI dal baraccamento della casa Inoltre a Paesana la casa dove eravamo aveva il cucinino grande e di fatto una cucina vera e propria. A differenza di quel cubicolo indegno di Grugliasco. Inoltre non essendoci telefono la nonna non chiudeva la finestra e non faceva diventare un forno il tutto. UNA GITA NELLA VALLE PERDUTA A volte i sogni si realizzano, volte avvengono e a volte si sognano solo. E tutti i migliori sogni li ho avuti a Paesana. Un bellissimo sogno come quello l'anno scorso nel quale ho guidato regina. Qui eravamo su a pian lavarino,ero con i miei amici del tempo. Passati,presenti e futuri. Non ricordo esattamente quali ma eravamo in tanti. E stavamo molto lentamente salendo. Ad un certo punto si apre la vallata ,come se a lassù ci fosse stata un altra vallata. Che in realtà non c'è perchè la strada finisce lì. Non era ancora stato girato il film aquile randagie dove un gruppo di scout trovano una vallata disabitata dove muoversi in piena guerra mondiale...ma ci siamo sentiti proprio così. Come se quelle due o tre case vecchie mezze diroccate che c'erano fossero state la porta per il nuovo mondo. Altro che tre caravelle e gridare terra quando la si vede. La valle perduta in realtà è un paio di curve sotto agliasco. C'ero stato la settimana prima con la mia moto 50cc da trial e forse quel ricordo si è mescolato nel sogno. Si entra in una stradina sterrata molto brutta che porta a un piazzale dove c'è una manciata di case. Una più brutta dell'altra. Poi da lì si procede e si sale su una montagnola. E tutto è poco più grande del parcheggio e del centro commerciale le gru. Grande si ma non chissà cosa. Nel sogno era tutto diverso, a un certo punto ci si gira intorno e le case spariscono. Eravamo nel verde , nel nulla . Ed eravamo tutti noi. Quasi davvero fosse arrivato il treno con Regina a portarci via dalla vita di tutti i giorni in un posto dove ci fosse solo la libertà e basta. Al diavolo la scuola,gli obblighi,i genitori rompini. Un mondo dove incontrare Tom Savyer e Huckleberry Finn. Vivere nella casa di legno a fianco al fiume e girare liberi nei boschi. Erik avrebbe voluto una bmx e via ad averne una per ogniuno più o meno uguali e sopratutto con gomme freni e catene che non si consumano. Io volevo la radio e via....tre o quattro radio una qui una là e una lassù che tutte mandassero musica buona e nessuna notizia grama. E ovviamente che funzionassero senza spina della corrente o batterie. E magari anche un giradischi che era un simbolo di libertà. Qualcuno avrebbe voluto un cane e via due o tre cani che girano tra di noi. Qualcun altro i gatti e via anche con i gatti e che ovviamente vanno d'accordo con i cani. Non so se gli altri lo hanno notato ma mi sono sentito osservato anche se era un sogno. Non so se fosse lo spirito di qualcuno che negli anni ci ha lasciato o qualcuno che una volta girava con noi e ora magari sta facendo le cozze in qualche città da rinchiuso e controllato da un milione di altri occhi. O forse qualche divinità ma non delle nostre. Niente cammellari di gallilea,se c'era davvero qualche divinità che ci guardava era molto antica,magari greca. O prima ancora. O qualcuno che voleva essere più libero e il pensiero va subito ad Akela,al secolo Diego. Che si arrampicava sugli alberi come uno scoiattolo,che non era più con noi perchè costretto pure lui a lasciare le campagne per l'odiosa città dai genitori. O al Petruccino che è morto investito da quella macchina. Anzi,se non ricordo male era poi passato addirittura un battello a ruota del mississippi (in un ruscello dove non passerebbe manco un canotto per bambini) con la musica di una canzone che avevo scritto con Erik che parlava appunto di uno di quei battelli tanto caro anche a mark twain. Il battello era la "bella del baju" ,ne ricordo ancora il nome. E la canzone nel ritornello faceva "oh no,oh no con la bella del baju io tornerò" . C'è sempre da pensare che il fiume che passa in quella vallata è poco più che un torrentello da due soldi. Farci passare un battello è utopia pura! Un film che ha contribuito non poco ai miei sogni liberi è stato "Sam la grande avventura" dove con una quasi irreale preparazione un ragazzino vive per mesi nella natura più selvaggia dribblando gli adulti. E purtroppo deve venire via perchè una carogna con un fucile in mano gli ammazza il suo falco predatore che aveva addestrato. Ma del resto è un film se avessero fatto vedere che restava lì e magari ne arrivavano altri poteva nascere una comunità di gente libera. E ciò sarebbe stato deleterio per la attuale società. Perchè la società ricordo che si tiene in piedi principalmente grazie a chi brucia la sua vita negli inferni cittadini. Fatto sta che più di una volta il pensiero è corso a questi bellissimi sogni di libertà ,ambientati sempre nei posti più sperduti e mai in una citta. Ciò dovrebbe fare capire tante cose.Compresa la lacrima che mi scese la prima volta che ascoltai montagne verdi di Marcella. ESPERIMENTI CON LA RADIOLINA SULLA MOTO 50 Sulla moto non avevo la radio,ovvio quella moto non aveva manco la batteria e con quella tensione così fluttuante qualunque circuito elettronico sarebbe durato il battito d'ali di una farfalla Francesco il figlio del panettiere di Paesana d'inverno che non c'erano troppi controlli metteva le cuffiette del walkman entro il casco. Nel mio purtroppo non ci stavano,lo spazio era troppo sacrificato. Sarà stato un caso? ricordo che lo aveva scelto mia nonna. Oltretutto durante il funzionamento quel piccolo motore a scoppio generava tali e tanti disturbi elettrici che dopo pochi scoppi dalla marmitta azzeravano qualuque ricezione che peraltro a Paesana era indegna. I disturbi erano così intensi che anche il walkman a cassette che avevo veniva disturbato durante la lettura con dei rumori ad ogni scoppio del motore. All'epoca non esistevano o forse non conoscevo le candele resistive che avrebbero risolto il problema. E quindi avvicinando al piccolo due tempi acceso qualunque circuito che amplificasse i tac tac tac dell'accensione entravano all'interno. Mah,sarà sfortuna o cosa non si sa. Manco la radio in moto riesco a sentire. ANCORA ARGOMENTO SCUOLA I compiti delle vacanze o meglio i compiti ROVINAVACANZE servono probabilmente per fare credere agli insegnanti di essere i padroni del tempo altrui o forse sono dati apposta per rovinare le vacanze perchè anche solo pensare a un pò di libertà è vietato Il mio criterio era quello di farli subito e toglierli dai piedi specialmente se stava piovendo E allora via al volo. Nonna ovviamente disapprovava ,erano da fare nelle vacanze e si dovevano portare dietro. E non è la prima volta che una serie di materie se posso me le levo quanto prima. Del resto non la capisco perchè se a lei importano solo i voti,i voti i voti allora se una cosa è fatta è fatta. Perchè si deve continuare a smaronare su una cosa passata? ELEFANT 125 Gira che ti gira alla fine la moto l'ho avuta. E anche bella! Regalo della promozione? Non si sa,forse mia nonna pensava che rendendomi più indipendente negli spostamenti avrei potuto evolvermi meglio. Oppure voleva fare a gara con mia madre per il regalo migliore. Non lo sapremo mai. Mentre oggi è relativamente facile e breve fare assicurazioni e voltura una volta si era schiavi delle agenzie di pratiche auto ,dei faccendieri con il loro piccolo studio assicurativo e in qualche caso dei loro porci comodi. Quindi era da preventivare un mesetto da quando il mezzo si aveva a quando si poteva usare minimo minimo. Anche se io a Paesana avevo la mia motoretta 50 e questa era un "di più". In compenso era completa,aveva frecce,stop ,clacson funzionante e un bel portababagli dietro. La siamo andata a prendere a casa di una mia collega,era ancora assicurata e registrata a nome di suo figlio che ovviamente aveva 18 anni e voleva qualcosa di più allegro Partiamo e manco abbiamo girato una curva e dal cielo viene giù l'impossibile. Diluvio indegno,probabilmente per grazia ricevuta. Il casco che poi mi avrebbe lasciato,peraltro unico suo della mia taglia era un ghibli diws una sorta di boccia spaziale con visiera a sfera che si apriva con una levetta in basso ma che a un certo punto si è chiusa e non voleva più sapere di aprirsi. Devo dire che il pensiero che mi è venuto è che adesso si riempie di fumo come quello che usiamo dal greco per fumare..ma poi il pensiero è sparito e il fumo nell'aria dietro alla moto è rimasto quello della marmitta. Una volta che la moto era in garage a me di usarla subito non mi interessava molto,il mio imperativo era leggere il libretto uso e manutenzione e capirla tutta e bene. E con la mia modesta esperienza ho visto che di cose da migliorare ce ne erano tantissime. E' cominciato quindi una sorta di corsa all'acquisto forsennato di tutta una serie cose che erano si utili ma non in quantità così elevate e in un tempo breve. L'olio è stato il primo,li avevo presi tutti,uno per tipo. Il castrol,il bardahl l'elf e anche uno per tipo quelli di marche minori. Avevo solo evitato l'oliofiat perchè sebbene facessero un olio anche per la miscela l'odio atavico per la multinazionale dell'auto era già presente. Dopo aver speso un capitale essermi approvvigionato dell'olio che mi sarebbe servito per una stagione intera è toccato alle ...lampadine! Accaparramento e raspe mentali sulle lampadine per moto per auto e marche. Non è che la nonna con la mania delle marche mi stesse contagiando ,spero almeno di no . Fatto sta che il tavolo della mia scrivania sembrava una collezione di lampadine. E il mio alimentatore stabilizzato ha faticato parecchio in tutte le prove per gudicare quanto spingessero e consumassero. Forse si mi stava venendo la fissa ma delle lampadine efficienti e non di quelle di marca. Quelle che più mi hanno impressionato sono state le prove con varie lampade 45/40 delle varie marche. Affettuosamente con Pries le chiamavamo le "bocce" perchè c'erano quelle a sfera perfetta tipo le orion e quelle più a oliva come le narva. Inutile dire che se misuriamo gli amper esatti e piccole variazioni erano papabilissime e non sempre in bene per i marchi migliori. L'idea comunque era di mettere una lampada alogena nel faro anteriore e allora essendo le alogene più alte di consumo metto il voltmento sul più sottochiave per vedere che la batteria non andasse troppo giù. Era comunque la prova lampante che le città fanno male alle moto visto che ogni tanto una caricata alla batteria dovevo dargliela. Molte volte ritardavo l'accensione della mezzaluce anabbagliante all'arrivare delle tenebre per dare più tempo alla batteria di ricaricarsi. Non era di obbligo accendere i fari anche di giorno. Avevo messo pure un relè dietro per spegnere la posizione nel fanale quando si frenava visto che anche 5 watt in meno erano un toccasana per la batteria. CASCHI N25 e DIWS Sebbene non ancora maggiorenne io già pensavo al casco,prima cosa mio e poi quello del passeggero. Il nolan N25 che mia nonna mi aveva preso perchè non prendessi freddo con il trial si era rivelato un vero cesso in quanto la visiera sapeva solo appannarsi. D'estate dava quasi un aria di soffocamento e d'inverno sembrava amplificasse il freddo. Difatti col 50 usavo il mio casco jet giallo bruttissimo ma che almeno faceva il suo lavoro. Non mi è passato manco nell'anticamera del cervello il portarlo su e giù da Paesana e usarlo per l'elefant perchè sarebbe stato voler amplificare ancora di più il rumore del viaggio. Sembrava che amplificasse bestialmente qualunque rumore. Il ghibli diws aveva un indecente sistema di comando della visiera e piuttosto di trovarmi la visiera giù e in pieno appannamento referivo destinarlo al futuro passeggero. Era pure stato usato nel covo di akis per fumare perchè chiudeva molto bene ma il complesso cinturino con arrotolatore rendeva impossibile farlo passare comodamente sopra alla maschera. Mi sono fatto l'idea che di caschi ne dovevo provare tanti per cercare quello giusto . E probabilmente non lo avrei mai trovato in poche settimane. ASSICURATORE MI TRATTA MALE Avevano ragione quelli del fuan universitario e di altri gruppi sovversivi quando dicevano che nemici del popolo non erano le forze dell'ordine o politici ma tutti quei personaggi che giocano con i soldi ,spesso non loro e rovinano la gente. Insomma banche ,poste (che adesso fanno anche le banche),la borsa e assicurazioni . Questo personaggio,un matusa odioso si permette quando andiamo ad assicurare la moto di farmi la paternale,perchè secondo lui sempre ci si massacra ,sempre ci si fa a pezzi e sempre ci si finisce nella ciotola del gatto come frattaglie. Insomma quei discorsi imbecilli che si sentono su certi forum motociclistici dove contano più i cavalli della moto che gli asini che ci sono sopra. Ha fatto la ramanzina a mia madre perchè mi ha comprato la moto e mi ha quasi trattato come una popò. Che persona di emme,ti stiamo pagando con soldi buoni e tu ci tratti così,poi mia madre andando a casa pure lo difendeva. Ma dove siamo arrivati? Giù a descrivere i peggio incidenti. Sempre si cade,sempre ci si fa a pezzi...ma che menagramo. La mia idea sarebbe stata di andare da un altro e mandarlo a dare via il gnau. Ma mia mamma è troppo buona certe volte. Io gli avrei risposto e gli avrei tolto pure la polizza dell'auto. ELEFANT LUCINE SUL PORTAPACCHI Come nel cinquantino avevo messo quelle due lampadine di natale ai lati del parafango dietro,anche qui ho voluto fare una piccola modifica che però data la forma del parafango stava molto bene Avevo aggiunto ai lati del fanale dietro due piccole gemme con lampadina da 1,2 watt delle spie messe come due piccole frecce supplementari,ovviamente sempre accese. Man mano che le lampadine poi si sono bruciate non le ho più cambiate sempre per il discorso della poca corrente disponibile nella batteria. Una volta non c'erano tanti controlli sul mezzo e non c'era manco la revisione. Anche se il primo ad aggiungere le luci era stato zio Mario con il maggiolino. Aveva messo due retronebbia sul paraurti dietro. 27 LUGLIO INCIDENTE FERROVIARIO Un treno pendolari si è schiantato contro un altro treno,ennesima cosa che mi fa venire rabbia. Già allora ero dell'idea che meno ci ci sposta per motivi inutili e meglio è . Il fatto che si disti tanti km dal posto di lavoro mi mette una pena immensa. Bruciare una parte della propria vita nel traffico insieme ad altre persone che stanno facendo lo stesso. E sopratutto un incidente che capita poco prime delle ferie e dopo aver agognato il meritato riposo ci si trova a dover fare i conti con un destino amaro. Quasi come ribadendo il concetto che qualcuno diceva in una frase mitica delle tante anche se non mi sembra arrivasse dal Petruccino ossia: sembra quasi che divertirsi sia un reato. Anche se al tempo era riferita ai troppo compiti che si davano e il fatto che i compiti in eccesso sembravano coincidere con le belle giornate che rendevano quasi una prigionia stare a casa a farli. Potrei dire quasi con certezza che quella frase arrivava da Paf o da Uciuta ma non da Erik perchè a lui il lavoro nell'officina del padre bene o male piaceva. Il petruccino era già morto e sepolto.E io non sarei stato così diplomatico nel definire una situazione. ELEFANT SURRISCALDA nel traffico e in salita La prima gira che ho fatto a Grugliasco è stata andare fino alla collina torinese in salita quando si aveva a che fare con auto che in salita non camminano la temperatura ha cominciato a salire in modo indegno. Arrivando fino al rosso. Complice anche il termometro molto ottimista. Ricordo che per tenere l'andatura modesta di un mio amico che aveva un 50 dovevo andare piano e allora giù a scaldare. Era un problema molto diffuso sui 125 di quel tempo perchè il radiatore non era affiancato da nessuna ventola. E il top della produzione italiana ,le 4 grandi ditte italiane di moto ossia aprilia cagiva gilera e honda (italia) su nessuna moto 125 montano le ventole. Confidando forse sul fatto che le moto tanto in salita che nel traffico bene o male vanno. Ma sotto la calura estiva i motori bollono come pentoloni. La prima ventola che avevo montato era un ventilatore da macchina di quelli estivi che si mettono con la ventosa sul cruscotto. E già faceva scendere un goccio i gradi. Poi in seguito avevo messo una ventola 12 x 12 da computer che veniva accesa da un termostato attaccato con l'attak sul radiatore. Una parola su questi radiatori,erano tutti marchiati IPRA ed erano uno peggio dell'altro. Qualcuno perdeva,qualcuno raffreddava poco e tutti,ma proprio tutti giravano con la guarnizione mezza scollata all'interno che girava nell'acqua. Ovviamente inutile un adesivo cagiva messo sul lato del radiatore perchè era sotto al fianchetto. E ancora più iniutile l'adesivo sul serbatoio di ricordarsi di usare il casco (c'era una legge e non serviva l'adesivo stupido) di rispettare la natura (e scritto da un costruttore che ha fatto una moto 2T che inquina e fuma peggio di un alfetta 2000 lo ritengo ipocrita) e di essere prudente. E va bè,vai di nastro isolante sopra. Come ho cancellato tante altre scritte compreso il 125 della cilindrata. I GIRI CON PRIES Sebbene fossi minorenne quindi non potessi portare nessuno ogni tanto qualche volta la abbiamo sgarrata perchè ero uscito più volte con Pries il mio amico del piano di sopra. E devo dire che dopo una certa ora di sera Grugliasco era terra di nessuno abbiamo fatto un sacco di giri non vedrendo manco un controllo. Sempre per non fare sentire che prendevo la moto la spingevo di corsa sulla salita dei garage. E poi andavamo in zona da uno e dall'altro. Nel caso avessimo visto le divise da dietro avremmo poco per volta e tranquillamente raggiunto casa. Se invece avessero fatto posto di blocco sapevamo dove lo facevano e non siamo mai stati fermati. E si che bene o male abbiamo girato e non sempre solo in zona. PRIES SCOPPIA TELEVISORE Eh...si che botta! Una volta la sostituzione del tubo catodico qualche volta conveniva specialmente per molte elettroniche tedesche che duravano tantissimo,d'altro conto talvolta i tubi se ne venivano fuori con difetti . E il malcostume di molti faceva lasciare spesso in giro o il televisore o il tubo catodico che mostrava il suo aspetto di vecchia damigiana. Ci eravamo messi molto defilati poi abbiamo cominciato a lanciare sassi su sassi e all'arrivo della solita pietra un colpo ben assestato il tubo catodico,a occhio un 90 gradi a colori da 26 pollici esplode come una bomba facendo partire ogni razza di cocci che sono finiti tutti sulla strada. Poi il silenzio,solo l'eco dei cani che abbaiavano a più non posso. Io e Pries ci guardiamo in faccia,commentiamo l'esplosione che sembrava una bomba e poi via via via con le moto. Mentre andavamo via ridevamo a denti stretti....arce vè che botta! Mai come in quella sera possiamo ringraziare il nebbione che imperversava nella zona e che poco per volta negli anni si è andato a perdere. ERIK COMPRA CATERINA Di per se mi ero sempre chiesto perchè Erik di Grugliasco non avesse un passatempo oltre a fare il dannato in bmx,poi un pomeriggio passavo da lui e un tizio col carro attrezzi che ogni tanto gli portava le macchine bocciate stava scaricando una 500 vecchia di quelle con le porte che si aprono al contrario. E ho visto sguardi quasi compiaciuti di Erik come se stessero scaricando un carico di oro proveniente da fort knox. Era poi solo una 500 e anche abbastanza mal messa. i fari davanti erano rotti le lamiere mezze bocciate in più punti,il motore perdeva olio e ovviamente non era funzionante. Quasi mi era venuta in mente Christine la macchina infernale nel film di Spilberg. Pure quella era rossa oltretutto anche se questa era arancione scuro più che rossa. Erik la volle chiamare "caterina" in onore di una sua nonna paterna,della precedente proprietaria che, sembra addirittura che fosse una tossica e l'auto gli fosse stata sequestrata per qualche motivo, non voleva nulla in comune. Non mi ha mai rilevato il suo nome. Caterina fu smontata tutta,di fatto la aveva pagata poco più di una cena al ristorante in un asta di auto ma sarebbe dovuta diventare la "sua auto". Ed effettivamente se vogliamo essere pignoli non valeva tanto di più. Erano più le cose che non andavano di quelle buone. Ogni tanto lo vedevo mentre tra un auto e l'altra smontava qualche pezzo o faceva l'elenco. E ...oddio che elenco. Il motore era andato,aveva girato basso d'olio,del resto era l'auto di una ragazza tossica quindi zero cura dell'auto. Metà dei fari e luci rotte,qualche vetro,bozzi e rotture ovunque. Pure i sedili non erano stati risparmiati. Uno sembrava addirittura tagliato di proposito. Chi lo sa magari la rabbia per aver cercato della droga visto che la precedente proprietaria era più bucata di uno scolapasta. Qualche divisa troppo zelante o qualche altro tossico? Bè entrambi da evitare. Mentre guardavo l'elenco e i danni che aveva ,Erik se ne arriva con un autoradio della philips pure lei mal messa e me la affida per ridargli vita. Sarebbe diventata la sua radio della sua macchina. Ogni volta che lo vedevo ogni tanto se parlavamo dell'auto lui non diceva nulla e deviava il discorso su altri argomenti. Non mi sono mai posto il problema sul perchè lo facesse,semplicemente avrà avuto pensare lui alla sua auto Ogniuno ha delle cose che vuole vedere e sentire tra lui e lui. E in ultima analisi lui era meccanico di macchine,studiava da perito meccanico e caterina era un auto. Che si poteva avere di più. Io se fossi stato quella vecchia 500 sarei stato contento. Per la radio aveva detto che non aveva fretta e quindi mi attrezzai per risistemargliela un pezzo alla volta. E volevo anche fargli tirare fuori un pò di grinta in più visto che comuque a Erik ci tenevo. Ma non al suo odore corporeo. Suo marchio di fabbrica...E anche la radio della philips ne aveva... Pries si dilettava a disegnare automobili a tempo perso ed aveva disegnato una versione oggi diremo tuning di quella 500. Avevo portato il disegno a vedere a Erik e stranamente sebbene non fosse un tipo da tuning estremo ha apprezzato molto il disegno. Specialmente il cruscotto "moderno" ispirato a quello del maggiolino con particolari areonautici e agricoli insieme. Chissà cosa girava in quella mente operosa si sentivano gli ingranaggi girare . Sicuramente avrebbe tolto l'odioso posacenere,l'odio viscerale che lui aveva per il cancro di stato era palese. Per ora caterina rimaneva smontata e i suoi pezzi modificati e migliorati poco per volta. Faceva un pò ridere la scritta "nuova 500" ,e ci si chiedeva come fosse orrida la vecchia se quella era appunto "nuova". SI INIZIA IN TERZA SUPERIORE E finalmente non è più il biennio "uguale per tutti" e che non serve a un razzo. Si inizierà con le verie materie tecniche e non più con questo pagliacciume fritto e rifritto. Inutile dire che il vero argomento di storia ossia la seconda guerra mondiale non è mai stato fatto in nessuna classe che ho fatto. Nè elementari,nè medie nè superiori e nè università. I programmi di storia di fatto parlano solo di sumeri,babilonesi e altra robaccia. La roba contemporanea dà fastidio. Sul libro le mettono ma non solitamente non si riesce a farli perchè l'anno finisce prima e si perde sempre tempo su robaccia inutile. Finalmente le materie cambiano e non ci sono più certe cose che obbiettivamente per attaccare 4 fili non ti servono a nulla.E nemmeno per capire dove i 4 fili vanno attaccati. Io non mi sono mai spiegato come mai la scuola italiana generi solo impreparati su tutta la linea. -Impreparati per il mondo del lavoro. Perchè quello che insegnano non è minimamente attuale e nemmeno coerente con la professione. Era più attuale la scuola radio elettra che ha formato centinaia di radiotecnici che tutte queste inutili tiritere ministeriali che puzzano di vecchio. -Impreparati per la vita di tutti i giorni. Perchè si perde tempo a imparare porcherie che servono a nulla e invece non si fa nulla per insegnare a migliorare la sicurezza nella vita,nel comportamento e nell'evitare di esere fregati. Ma del resto la società vuole i bambascioni che non capiscono nulla e si fanno fregare. Come hanno fregato zietta con un firma lì alla banca e gli hanno dimezzato i risparmi. O come Madrina che teneva i soldi nel cassetto in bella vista,asciugata al volo! E poi sgallinava al telefono. In una società basata sul culto del denaro come quella che si stava preparando la totale impreparazione di tanti era semplicemente comica. Anche se poi diventava tragica pensando a chi doveva subire le conseguenze. -Impreparati per tenere a posto la casa. Si,è possibile che un medico non sappia cambiare una lampadina? Magari è possibile che un tecnico non sappia cambiare una guarnizione di un rubinetto o un tubo al neon? O magari montare un mobile o uno scaffale? Posso capire che serve a poco nel lavoro di contabile o di medico ma sono cose della vita di tutti i giorni che bene o male aprono la strada anche a lavori domestici che porterebbero via solo tempo per i loro disservizi. -Impreparati nei rapporti sociali Insomma creare gente inutile! Ma che sanno tutti chi è quello sfigato del Leopardi che pascola insieme a altri personaggi come lui che sanno solo infastidire il prossimo. Non si può comprimere,concentrare addensare il tutto in meno parole,meno perdite di tempo. Tizio è nato è morto il ed ha fatto quello ,quello ed altro. Una paginetta e finita lì. Si insegni solo cosa serve! Perchè di alcune cose siamo proprio stufi. TE LO TOLGO IO QUESTO VIZIO DEL RAZZO Una trappola da topi,avete presente quelle che che servono per acchiappare i topolini,bè forse è stata la prima cosa che ha contribuito a fare capire a mia nonna che deve stare al suo posto. Regina nel mio comodino dentro una scatola dormiva tranquilla da anni ,e mi dava la buonanotte quando una volta spento la luce aprivo il cassetto,infilavo la mano e ne accarezzavo il fumaiolo e la lanterna dandogli la buona notte. Una sera mi trovo invece mi trovo la cabina di guida e il muso è davanti appoggiato malamente sul tender. Se avesse preso una botta in quella posizione si sarebbero rotti i respingenti. Chi ha toccato? Accendo la lampada sul comodino. Regina è stata girata dal lato opposto ,la scatola chiusa male e il tender appoggiato di traverso. Avrei avuto voglia di andare in cucina a smaronare alla nonna ma il fatto che stesse fumando e appestasse l'aria mi ha fatto desistere. Sapevo benissimo che era stata lei ma non volevo perdere il controllo e lo avrei perso di sicuro con quella gallinaccia fumarola. E non volevo guastarmi il sonno. Ma non finisce qui razza di ficcanasa,perchè mi deve guardare nel comodino e toccare toccare sempre tutto. Che fastidio ti dà questa locomotiva? Magari per te non significa nulla ma per me è un simbolo di libertà. E pensa che ti ripensa... Gli attacco la 15 mila a regina e friggo la nonna? No,è vietato ed è omicidio anche se vendicherei il Petruccino. Uno scorpione? No,magari morde mia madre che non c'entra nulla . E magari mode pure me. Una vipera o cosa? No,per mia nonna ci va un cobra reale ,il più grosso serpente velenoso al mondo ,se no rischia di morire la vipera. La avveleno con il cianuro? No costa troppo! Poi ci penso,e il giorno dopo in ferramenta prendo la più piccola trappola da topi che hanno. E il giorno dopo la metto in uno dei cassetti della scrivania . Ovviamente caricata e pronta a scattare. Niente per tre giorni poi un giorno arrivo a casa e la nonna si lamentava con un dito viola. La prima cosa che faccio è guardare,la trappola da topi è sparita. Sono andato di là e ho cominciato a guardare duro ,la prima cosa che chiedo è dove se lo è fatto e lei si fa piccola piccola e dice che voleva guardare cosa c'era nella scatola. Insomma una balla visto che sapeva benissimo che là dentro. Non dicesse che gli serviva una penna o altro per scrivere visto che la robbaccia di cancelleria è nel cassetto di sopra. Nel cassetto sotto ci sono solo carabattole di nessun valore,un paio di libri e poche altre cose degne di nota. C'è la lampadina che mi aveva regalato Nonna Gonella buonanima ci sono un pò di immagini di biciclette. C'è qualche componente elettronico raro e una o due spine triple. Forse c'è ancora la cassetta audio con la voce del Petruccino che cantava una canzone per gli scout. No nonna non si fa così,frega nulla che è casa tua. Si chiede e si guarda,non ci si comporta da infami. O se guardi e frughi devi avere il buon gusto di rimettere le cose come stanno. Stavolta ha rischiato davvero. Parto con una sberla? Gli grido solo? Pertanto che sei mia nonna chi ti autorizza a frugare nei miei cassetti della scrivania. Vado e gli parlo direttamente senza imbufalirmi,non vale la pena. Non dire che cercavi qualcosa per scrivere perchè lo avresti trovato nel cassetto sopra e le mie penne vanno meglio delle tue perchè le uso. E non dire che cercavi la droga,frase fatta e stupida visto che io sono meno tossico di lei,non facendo manco uso continuo di cancro di stato. Gli chiedo che forma può avere la droga e lei guarda nel vuoto. Vorrei dargli due sberle ma mi fa soltanto schifo. Come fai a cercare una cosa che non sai che forma ha? io si che ho visto e solo visto forma ed effetti ma di sicuro non mi va di prendere certe strade. Questa volta mi sono controllato,speriamo per le prossime. Finisce qui questo capitolo perchè si va per i 18 anni -
By busdriver · Posted
"Veille sur mon sommeil mes anciens amis" Amici miei del passato sorvegliate il mio sonno (Giuliana) era da tempo che non mi capitava una frase mitica sotto alle zampe. E questa era arrivata per caso. Ma ha un significato ,durante la notte quando tutti si è più vulnerabili gli amici che ci hanno accompagnato nel passato siano essi a due ma solitamente sono a 4 zampe restano come impronta e energia nei luoghi dove si è vissuto insieme. E spesso vengono richiamati dai disegni presenti sui muri. Capitava già nella preistoria perchè non erano solo graffiti di caccia ma anche disegni di animali da compagnia che durante la notte con la loro impronta energetica ancora fanno presenza. E in qualche caso ci difendono dalle energie negative di qualcuno/qualcosa che ci vuole male e cerca di danneggiarci. Perchè quelli che cercano di danneggiarci sono davvero tanti. Perchè a volte essere felici agli altri dà fastidio. E da qui il fatto che a casa propria si dorme meglio che non da altre parti. Bene lo sanno tutti quelli che sono sempre in giro,vuoi per ste razzo di trasferte nel lavoro,vuoi per piacere. Anche quando personaggi come mia nonna fanno di tutto per avvelenare l'ambiente. E per lo stesso motivo sarebbe bene NON comprare case dove siano successi crimini efferati rimasti senza colpevoli. E allora via altro giro,altra corsa altra scuola. Personalmente detto adesso che sono passati 30 anni forse adesso avrei la testa per affrontare quel letamaio di itison mariuana. Adesso che so usare bene le mani e la testa. All'epoca ero solo un quindicenne stupido come tanti altri. E con la testa piena di idee inutili. Stupido e pieno di idee ancora più stupide gentilmente elargite da mamma e sopratutto nonna. Dove ad ogni problema sapevano solo dire porgi l'altra guancia ,aumentare l'ansia e le paure...ma dato le mani pesanti e so muovermi molto velocemente ho c'è il rischio concreto che non facendolo magari sarei poi finito in riformatorio per aver rotto le ossa a qualcuno. Anche perchè sono abbastanza grosso. E ho troppa rabbia arretrata per riuscire a fermarmi in tempo. Ancora adesso non saprei se e come muovermi in certe situazioni e spesso preferisco farmi gli affari miei imboscandomi e aspettare che si risolvano da sole. Perchè se spengo il cervello e parto potrei essere troppo pericoloso. Personalmente fosse per me sarei andato nel primo professionale che capitava. Giusto per poter lavorare e togliermi da quella casa. Magari trovare lavoro da qualche riparatore più grande del greco. Non mi sarebbe dispiaciuto e magari trovare un posto in regola dopo aver buttato l'anno di militare. L'idea di andare in una scuola privata era di mia madre ,quella popò di mia nonna voleva mettermi in un collegio in mezzo ai preti (probabilmente pure pedofili) "così lo prendono a sberle tutti i giorni" e ancora adesso che ho più o meno l'età di mia nonna quando aveva detto quelle parole che erano pesanti come macingni avrei ancora tanta voglia di ammazzarla di botte . Del resto abbiamo la stessa età io adesso e lei quando parlava così. L'idea di un professionale? A nessuna delle due...ovvio. Ed io essendo stato bocciato non avevo diritto di parlare. In quella casa con due donne di diritti ce ne erano sempre molto pochi. Attenzione,per la scelta della scuola non aveva detto "perchè almeno impara qualcosa" perchè a lei che qualcuno imparasse qualcosa non interessava essendo ignorante come una scarpa...ma "così lo prendono a sberle tutti i giorni" cosa che NULLA centrava con la scuola. E nella frase si parlava di scuola o di scarpe ?... A scuola si va per imparare o per essere presi a sberle? Perchè il concetto di fondo pare essere questo ossia che è giusto solo è sempre prendersi sberle. E quando diventerà giusto darle?Perchè davvero i muscoli stanno crescendo e davvero mi sto stufando di prenderle sempre da tutti. Perchè sto aspettando ansioso quel momento. IL NEON DELLA CUCINA fa lo stupido e la nonna lo segue In cucina in quell'appartamento c'era una elegante lampada al neon con 2 tubi da un metro e venti. Con un pesante vetro opalino che li schermava e sopratutto una elettronica e un cablaggio "d'epoca" che tra le tante cose di quella volta ha deciso di entrare in sciopero. Una sera ero in camera mia ,stava imbrunendo e sento nell'ordine ,interruttore che scatta ,uno scoppio POM secco,luce che va via e nonna che strepita EEEEEEEEEEE con il suo modo di fare odioso e sempre fastidioso. E poi subito grida il mio nome neanche ci fosse stato un incendio. O ci sia l'armata rossa che sta cannoneggiando il balcone....Magari! Però sparate anche due balconi più in giù dove abita il papà di Stefano Io vado in cucina e la nonna strepita che ha acceso la luce ed è scoppiato tutto. Tuttavia strepita,sgallina,trema e non pensa a tirare fuori una luce alternativa,cosa che io avevo già fatto in quanto nel comodino avevo la lampada a batteria. Mia madre mi guarda con aria come per dire....mah...sai che gravità...è solo andata via la luce. Riattacco la corrente e POM un altro corto e la luce salta di nuovo. Spengo l'interruttore della cucina,riattacco e vado nella mia stanza a prendere la scala che sta in fondo all'armadio a 6 ante nello spazio che manca al muro. Manco la ho afferrata POM la nonna da cretina quale è ha riacceso e siamo di nuovo al buio. Gli grido "ma cosa fai?" con una cera rabbia e lei dice di nuovo EEEEEEEEE...e fa la tremolina con le mani...voglia di prenderla a sberle. Nonostante mamma la difenda come sempre. Stavolta si è pure saldato l'interruttore perchè sappiamo che nonna è cretina e la corrente a forza di fare corti fa il suo lavoro,gli ho detto di non accendere e lei accende,gli grido " Qualcuno ti ha detto di farlo?". Allora prendo il cacciavite,tanto la corrente non c'è ,svito la plastica che tiene l'interruttore e tolgo il filo. Mia mamma vorrebbe farmi luce ma la loro lampada non si accende perchè è la loro e quindi è con le pile scariche ed hanno pure perso l'acido e quindi ....non funziona. E meno male che sanno solo stufare con discorsi inutili sul tenere in ordine e efficienti le proprie cose e farsi le raspe mentali sulla casa in disordine. Riattacco,prendo la scala a salgo. Dall'alto si vedono dei cavi secchi e screpolati coperti da uno strato di polvere grigia...e sopratutto uno dei condensatori che è gonfio come un pallone. Dico a mamma di staccare e poi mi scateno. Forbici....zack zack zack via tutto cosa è marcio e ora scendo. Riaccendiamo e si accende un solo neon ma almeno niente botto. L'interruttore però oramai è saldato e allora provo a sbloccarlo con un pò di scatti a vuoto. Ci riesco sebbene resta un goccio ballerino. Se non altro in dieci minuti ho risolto,visto che ogni volta con mia nonna ci vanno delle ore a fare qualunque cosa e poi non riesce nulla. Vedremo poi come aggiornare con qualcosa di nuovo il tutto. Nonna ovviamente se ne salta fuori che lo vuole ticino uguale a quello che c'è ossia ticino domino e che probabilmente è fuori produzione da prima che nascessi io. Toglierò poi via quei trasformatori ad accensione istantanea che avevano i cavi secchi e si spaccavano tutti. Ed erano così da morti di fame che non avevano morsetti ma solo i fili che uscivano dal corpo ,e sopra sotto a un camion di sporco c'era probabilmente scritto made in italy. Inoltre per fare un bel lavoro visto che in cucina la luce non è mai abbastanza e la corrente la pagano loro i neon sono diventati tre visto che era tutto predisposto,dai fori sulla piastra a dove avvitare i trasformatori. Collego tutto ovviamente senza rifasamento perchè nel domestico non serve a nulla se non a dare problemi quando si guasta,accensione e dopo due o tre titì dei neon non istantanei la cucina è illuminata a giorno. Cambierò anche l'interruttore togliendo il ticino di emme e mettendo un vimar. Perchè comunque non è più affidabile visto che scarica quando accendi. Se non altro visto che la nonna fuma diesel anche con i vetri più sporchi la luce sarà sempre buona. Non come adesso che dopo qualche settimana che si lava quello stupido vetro già sembra ammosciarsi. Come quando si ingialliscono le lampadine. E qui l'ipocrisia della nonna che si lamenta che l'interruttore non è dello stesso bianco degli altri. Risultato? Che per se è stata un occasione per fare vedere che dal punto di vista elettrico la mia la so. Da un lato hanno apprezzato la cosa ma nonna ha sempre qualcosa da ridire e io gli dico che la prossima volta buttiamo via tutto e mettiamo roba nuova e paghi tu. Subito zitta ma poi alla fine ha aperto meno il borsellino e ne è anche stata contenta perchè finalmente ci vedeva il triplo. Ovviamente ci ho messo del mio perchè i tubi al neon grossi di diametro 38 li abbiamo buttati via e ho trovato dei neon diametro 22 sempre da un metro e venti ma con temperatura colore i 3500K quindi un pelo più sul giallo e un pò meno sul bianco da ufficio. Avevo cominciato la mia lotta per eliminare dalle case la luce fredda già a quel tempo. Ricordo che una delle prime volte che mia madre era andata alla c&g era tornata con due tubi al neon di luce freddissima azzurrognola perchè o si era sbagliata o la avevano trulpinata e per qualche anno la cucina era stata illuminata da una fredda e orrida luce azzurrina che sapeva di morgue. Quel lampadario aveva quindi subito già due migliorie per mano mia ed è tantissimo in un alloggio nel quale non si deve toccare nulla perchè la nonna non ammette nulla. Tanto è vero che mia nonna sosteneva che la terra non è manco necessaria se l'impianto è fatto bene . E il che non era nè vero nè di sicuro il caso di quella casa visto che il cavo più spesso che era quello della lavatrice era come sezione metà di quello che servirebbe.. LA MISSIONE DI PAF A VENARIA Erano arrivati per Paf i 14 anni,era stato promosso e i patti in famiglia erano stati chiari ossia si al motorino e visto il tetto massimo di spesa poteva già mirare lontano. E in più cambiare la bici,perchè i suoi genitori erano un goccio lungimiranti e non volevano diventasse schiavo del motore...ovviamente già aveva una bmx ma era un pò troppo giocattolosa perchè comunque sempre una bmx voleva. Decisione saggia perchè di sicuro una piccola bici da corsa o una graziella non avrebbero gradito il sovraccarico. Inoltre se si parla di bici affidabili non ci sono alternative alla bmx,almeno non ce n'erano in quel periodo. Ricordo che le mtb sono nate anno dopo e ci hanno messo altri anni ancora per diventare affidabili. Complice il fatto che per il motorino aveva trovato un usato molto giovane da un ragazzo che a scuola teneva nascosti tutti i voti brutti alla famiglia e glielo avevano preso prima del tempo perchè pensavano stesse promosso e invece lo avevano addirittura bocciato...neanche rimandato. Anche a me avevano bocciato l'anno scorso ma ai miei non ho mai nascostro un voto.Sapevano perfettamente che non andavo bene. E da qui il discorso di non nascondere nulla a nessuno e sopratutto non fare i furbi con i voti perchè bene o male le bugie vengono a galla. Il dire tanto lo recupero è una cosa sbagliata perchè da un lato ci si mette un debito sulla testa e dall'altro e cose vanno fatte bene la prima volta e basta. Ma è una considerazione da cinquantenne e non da quel tempo lì. Quindi aveva trovato quell'occasione di quel motorino comprato nuovo e venduto per ripicca dai genitori di quel ragazzo che si sono sentiti fregati e qualche soldino era stato risparmiato rispetto al nuovo. Erano avanzate 200 mila lire e con quelle aveva aggiunto il valore della bici più vecchia con cui aveva probabilmente trulpinato qualcuno della sua classe perchè avrà avuto un milione di km e fatti tutti in perenne sovraccarico dato il suo peso. Tuttavia spesso capita che ci sia gente che guarda solo il prezzo e allora si accontentano di mezzi molto economici e usurati oltre la decenza purchè funzionanti.Al giorni sarebbero i clienti preferiti per la roba cinese. Ultra economica e non sempre durevole. Non tutti vivevano in famiglie ricche e a volte anche risparmiare un pò di biglietti da 10 mila lire era ben visto in famiglia e spesso i soldi venivano dirottati su altri consumi. Ricordo che al tempo tutto costava ancora troppo caro rispetto a oggi e sopratutto vizi come il fumare o il bere o gli spostamenti inutili ,ben diffusi con lo status symbol dell'automobile dilapidavano preziose risorse. Dovendo starci nei soldi previsti Paf era andato già due volte a Venaria da un costruttore di biciclette con quegli odiosi pulmann cittadini. Aveva dato l'acconto,era andato a vedere una seconda volta per una modifica. E poi era andato a ritirarla al pomeriggio ,ha saldato il conto ed è tornato viaggiandoci sopra. Tornando con una bmx da fuoristrada top di gamma. Una da freestyle sarebbe stata più economica ma sotto le sue mani avrebbe avuto tante rogne per la presenza di parti in più. Già solo il rotore e i freni meno potenti sarebbero stati messi in crisi di continuo. Ma non era solo...in quel viaggio. C'era con lui un altro uno dei fratelli N'gur della zona e lo aveva portato fino a lì sulle pegs posteriori . E non solo per risparmiare l'odioso biglietto del pulman urbano,per il fatto che si faceva più in fretta e sopratutto in libertà. Sembrava avessero costruito il lunghissimo marciapiedi di via Pietro Cossa lungo la pellerina apposta per quello. Sulla fabbrica di biciclette di Venaria si può dire di tutto e di più. Chi la considerava poco più che un rottamaio e chi ne faceva ponti d'oro. Erik ne ha sempre parlato bene perchè ci capiva parecchio. E al di là di tutto c'è da considerare l'importante discorso che è stato uno dei pochi che oltre a portare a casa diversi titoli mondiali nel fuoristrada ha creduto e tanto nelle ruote da 20". Non era la stessa cosa invece per il 75% di tanti altri operatori del settore dove alla bmx si è sempre pensato come una moda che in teoria non avrebbe dovuto avere futuro. E invece per 20 anni abbondanti se ne sono vendute e usate. E ancora oggi in certe gare se ne usano.Qualcuna è pure sopravvissuta e la vedi in mano a qualche figlio di immigrati. Purtroppo il mondo bmx nel nostro paese era sempre malvisto perchè l'italiano medio è calciodipendente e spesso pure perbenista,poltronaro,tabagista e qualunque attività da fare dal vivo e non vista sul saba da 26 pollici o grundig ultracolor che sia del salotto era da evitare. Inoltre le uniche bici che concepisce sono da corsa o quelle da vecchio con ruote rigorosamente da 28 o al massimo se gli si parla di una 20" si intende una graziella e non di più. Doveva ancora arrivare il 26 delle mtb. Quindi se si cercava qualche ricambio o un mezzo intero bisognava per forza sbattersi ed andare un pò ovunque per cercare qualche ricambio o qualche pezzo in particolare. Oppure ti arrangiavi e adattavi ricambi non proprio corretti ma che comunque funzionavano. Così per portare a casa una bici dove c'era evidentissima convenienza ci si è dovuti muovere le chiappe e darsi da fare. E paf e n'gur sono andati e tornati da venaria mettendoci quasi tre ore. E alla sera anche paf aveva una bicicletta seria. Anche se per stare nella cifra alcuni particolari più estetici che altro erano stati evitati. Mancava quindi la tabella portanumero,mancavano tutte le spugne antiurto e le manopole erano quelle di plastica dura e ovviamente mancavano i parafanghi. A casa mia una cosa del genere non era manco da pensare perchè mia nonna teneva le parti a certi fornitori da due soldi che avevano solo porcheria. Inoltre secondo mia nonna le cose si dovevano usare così come erano fatte,nessuna modifica era ammessa. La mia la avevo presa quasi per botta di fondoschiena perchè era stata ordinata particolare e poi non ritirata per litigi su particolari e prezzo. Anche perchè la avrei voluta nera e non rossa. I fornitori da 4 soldi quelli che tanto per intenderci se gli si chiede qualcosa che non hanno loro dicono che non esiste ,insomma poi erano gli stessi che parlavano male della bmx. Una di quelle sere ci siamo visti al covo di Erik e ne abbiamo parlato. Sul fatto che a volte risparmiando qualcosa sull'estetica si possa fare parecchio. E che un particolare migliore magari esce da alcuni particolari meno belli che costano meno. E funzionano ugualmente bene. Quando mai ci sbarazzeremo del culto dell'estetica? PULIRE QUELL'ODIOSO DIVANO LETTO Tra le tante cose presenti in camera mia c'era un divano a 3 posti con il letto all'interno. Quel letto in tutta la mia vita non è MAI stato tirato fuori e nessuno ci ha mai dormito dentro. Nonna mi diceva sempre di dire che non c'erano letti disponibili. Tuttavia secondo il diktat della nonna c'era sempre da lavare,da pulire e da perdere tempo per cose inutili. Questa volta però tanto torto non lo aveva. All'aprire la cerniera di uno dei cuscini è uscita una quantità impressionante di polvere giallognola che era causata dal disfacimento dell'imbottitura. Perchè i cuscini da fuori erano pure belli ed eleganti ma dentro erano un ricettacolo di disfacimento. Una polvere così odiosa che anche quello straccio di aspirapolvere della nonna il miele model A si era arreso riempiendosi completamente il filtro. Ed è successo più di una volta. Tanto che alla fine abbiamo portato i cuscini sul balcone e giù pesante di battipanni finchè la polvere è uscita tutta. Finendo in parte sui vestiti stesi di Tonino che abitava nell'alloggio sotto. Ma nonna non era tranquilla. Era convinta che li avesse fatti fare dei materiali migliori. La schiuma era marchiata pirelli ma evidentemente non bastava a farla più robusta e sopratutto al riparo dagli anni. Lei è andata avanti dei giorni sostenendo che la avessero fregata,e io sotto sotto pensavo che il suo culto delle marche la stava fregando poco a poco. E quel divano era lì da quando erano entrati in quell'alloggio a condominio appena costruito. Il che vuol dire che io non ero ancora nato e probabilmente era uno di quei condominii degli anni 60. Che tanto per intenderci erano sempre con qualcosa di rotto. UN BEL PATTUMAGGIO DI SCARPE Di per se io sono contrario quando si tratta di buttare via roba ancora buona,più che altro perchè è stata pagata ed è giusto che vada alla fine ma questa volta quando il mio piede è passato da 41/42 a 43 ne sono stato infinitamente contento. Contento per essermi sbarazzato di tante scarpe da sfigato che invece mia nonna elogiava e molte erano già corte di loro oltre che bruttissime. Bene sebbene il passaggio di numero fosse stato già da qualche anno a mia nonna girava di fare ora il pattumaggio selvaggio. Ma meno male allora diamoci da fare! Per qualcuna ho invece forzato un pò la mano perchè volevo sbarazzarmi di certa roba che mette ai piedi solo uno sfigato. Mocassini odiosi che manco nella tomba starebbero bene. O forse andavano bene a quei due imbecilli che nel film il sorpasso strombazzavano a tutti per sport e giustamente dopo fanno il botto. Anche se avrei preferito che crepassero entrambi. C'erano scarpe così scadenti e brutte che metterle ai piedi mi faceva vergognare anche in casa. Altre in uno stato di conservazione indegno e di fatto a pezzi. Erano ancora lontane anni luce le belle e robuste globe ed etnies che oramai concepisco solo esclusivamente come scarpe basse. Ed erano ancora molto lontani certi scarponi da caccia però usabilissimi nella vita normale consigliatemi da zio Mario e nonno Kino che avevano grande esperienza di caccia specialmente al cinghiale. Inutile dire che le prime che ho detto ,ossia le globe e le etnies mia nonna per età non ha mai avuto modo di consigliarmi o sconsigliarmi perchè le ho scoperte quando lei in casa non contava proprio più niente. Avevo scoperto invece con gusto le nike alte da pallacanestro che poi in seguito mi avevano portato pure al quintino Sella e al Giacoletti in due splendide giornate di un sole potente che avrebbe consentito di vedere anche a Steve Wonder. Man mano che buttavo le scarpe che mi erano corte e le buttavo in un sacco mi liberavo di tanti brutti ricordi. Quegli odiosi sandali da prete di cuoio schifosi,scivolosi e scomodi che tanto piacevano a mio padre perchè lasciavano respirare il piede e che nonna bovinamente e inutilmente continuava a comperare visto che mio padre era morto nel 74 facendo il botto con la macchina. E io non ero lui. I miei piedi non puzzavano se non "respiravano". Probabilmente mio papà aveva qualche rogna di salute se bastava così poco a fare puzzare i piedi. Ma l'odore esagerato ai piedi l'ho sentito in tanta gente. Specialmente in colleghi di lavoro che si ingozzano di porcate alimentari. E si riempiono di topoburger. E quando sono sceso in strada nel bidone a buttarle mi sono sentito sollevato. Mai più ai piedi quello schifo che in qualche caso mi faceva bullare dagli altri. E in altri casi mi faceva semplicemente sentire male o non a mio agio. E comunque camminavo male. Tra tutti i paia che ho buttato ce ne era un solo paio scelto da me che avevo comprato da Erik (quello di grugliasco),un paio di scarpe da bmx con la chiusura a velcro che avevo preso già usate e ho portato totalmente alla fine e perdevano i pezzi. Ovviamente le avevo lavate subito appena arrivato a casa perchè avevano il suo aroma inconfondibile. E' stato un peccato buttarle ma oramai erano strette e finite in tutto. Mi hanno accompagnato in tante uscite anche a piedi e le usavo perchè avevano "stile". Altre invece no,alcune facevano così schifo che al primo ciuffo d'erba bagnata sembrava facessero apposta a raccogliere ogni singola goccia per bagnarti il piede e farti stare a piedi bagnati. Altre che invece aspettavano una parte metallica per diventare scivolosissime. Un paio addirittura mi era stato dato da mia madre perchè lo aveva dato a lei una sua collega ed erano le superga militari,buone forse per il petruccino che aveva un piede minimo ma dannose per me che sono a pianta larga e ancora ne porto un callo sul piede sinistro di quelle scarpe. Ricordo di aver anche buttato i piccoli sandalini di plastica da mare,forse il paio che meno si meritava quella sorte visto che misura a parte andavano bene. Sicuramente meglio delle ciabattacce schifose che mia nonna continuava a comprare ogni volta che andavamo al mare. Nonostante tutti gli dicessimo di non farlo,io e mia madre. E qualche volta anche zio Mario. Ovviamente il rischio più grande era che mia nonna nelle prime vendite stupide di qualche supermercato ne prendesse altre ancora peggiori ma visto che mi portavano sempre dietro avrei vigilato su un tale crimine. Specialmente quando si andava al maxi standa di Rivoli. Mia nonna come una calamita che attira tutta la ferraglia presente nella sabbia riusciva a fare arrivare nel carrello e poi a casa brutture e porcherie orribili. Poi ovviamente te la trovi tra i piedi o meglio intorno agli stessi. INTERNAZIONALE PRIME IMPRESSIONI Arrivando dall'itison la serietà era tutta un altra. Intanto non c'erano più i fumatori tossici che impestavano i bagni. Personalmente non ho mai capito come mai certa gente è così tossica che non può stare 2 ore senza fumare. In ogni caso ne sarà contento l'erario e poi i fumatori vivranno di meno,perchè inutile dirlo il fumo accorcia la vita,e faranno la dipartita sfruttando di meno la pensione. E rompendo per meno tempo le sfere a chi non fuma. Bagni nel quale regnava incontrastato l'odore di pipì e cacca come è GIUSTO che in un cesso sia presente. E lo dico perchè io ero uno dei tanti zampillatori scortesi che a volte la faceva anche per metà sul muro. L'odore di fumo,sia esso di tabacco o di altri zampironi puzzolenti è un di più. Pensandoci bene,come al cesso ci vanno tutti i rifiuti corporei,giustamente ci vanno anche rifiuti di persone che sono così tossiche da non poter stare senza fumare 5 minuti. Chissà perchè il pensiero va a mia nonna che era sempre mentre che fumava. Una delle insegnanti,una dottoressa che insegnava anche chimica o scienze non ricordo più vigilava pacificamente sul fatto che non ci fosse tossicume in giro. Potrebbe essere criticabile il fatto che ci si divesse alzare in piedi quando entrava un prof,un triste e penoso retaggio di un epoca piena di errori e perbenismo ma se valutiamo attentamente i punti positivi e quelli che non lo erano bè,anche questa stupidaggine si digerisce bene. Non mi è piaciuto molto il razzismo nei confronti di certi miei compagni dall'aspetto decisamente trasandato e come diremmo oggi "sdruso" ma anche qui ,e la cosa non riguarda solo quella scuola ma tutta l'italia e tutti paesi latini in genere finchè non si scrive in modo chiaro e preciso cosa può o non può essere fatto senza stupidi giochi di parole che sanno di politichese e di falliti che giocano con le parole . Si dica per esempio che la lunghezza massima dei capelli deve essere di tot cm per i maschi e di tot per le femmine e si faccia affidamento a una grandezza oggettiva. Invece di dire con frasi sibilline e striscianti che sembra qui o sembra là o il contrario. Negli anni in tanti mi hanno giudicato per i capelli troppo lunghi ma poi hanno capito che è solo estetica. Del resto la cozza pelata ci saranno anni dopo per averla. E finchè non cadono li tengo lunghi penso che sia chiaro. Sia perchè è una conquista sociale e sia perchè mi piacciono così. Inutile dire che le persone che fregano i nonnetti con i bond o i titoli tossici solitamente sono ben vestite ma sapete come la penso sul discorso banche e assicurazioni. Gente elegante per fregarti elegantemente. Tu ovviamente abbocchi col sorriso sulla bocca. E ti trovi col conto in banca vuoto dopo che hai risparmiato da una vita. Bene o male all'internazionale non ho mai fatto ritardo,si arrivava ben prima e ....facevo i compiti perchè più della metà dei compiti a casa avrei potuto farli perfettamente ma con la nonna che rendeva l'ambiente invivibile preferivo alzarmi prima di buona lena e andare con due o tre pulman prima rispetto a quello che mi sarebbe servito e arrivare in notevole anticipo. E non ero l'unico. Di fatto si riscattava il tempo. E si evitava di sopportare nonna perchè da lì a breve si sarebbe alzata a rompere. Qualora non c'erano compiti da fare (e capitava se avevo fatto tutto a casa magari per fare piacere a mia nonna e fargli vedere "che studiavo") mi infilavo in un bar e via di videogiochi. Visto che a casa sarebbero stati verboten perchè il televisore serviva solo per guardare gli scemeggiati di emme,il santo telegiornale e il film serale. E perchè si sarebbe comunque "rovinato" a essere usato per una cosa non sua ossia usato per qualcosa che non stupidiva la gente. Cosa buona inoltre al mattino più presto quel cesso di 36 era meno pieno. Se ti andava di fondoschiena salivi sul 38 che di fatto era mezzo vuoto e condivideva il percorso. Non ho detto vuoto ovviamente. Ma qualche volta ti sedevi pure. E quello era il meglio del meglio perchè potevi fare i compiti e avere più tempo per te. Sembrava quasi che ci fosse stata riluttanza a salire sul 38 da parte di qualcuno,ma sono impressioni di uno come me che all'epoca aveva preguidizi sul mondo intero. E li ha ancora! Ti saresti accorto comunque che si arrivava perchè prima del capolinea c'erano due curve strette e non potevi non sentirle anche se stavi facevdo i compiti. Un discreto miglioramento anche per i compagni di classe perchè i peggio delinquenti dell'itison qua non c'erano e se qualcuno mai fosse stato un delinquente aveva il buon gusto di non delinquere a scuola o di non sembrare tale. C'era chi fumava? Certo,c'era chi si drogava ? E chi lo sa...in ogni caso alla droga ne ero di fatto immune avendo visto la fine che facevano gli altri,a fumare manco mi interessava più di tanto perchè mia nonna era insopportabile come puzza e allora qualunque cosa ci fosse stata che girava era comunque migliorativa. Inoltre nessuno all'internazionale mi ha mai chiesto se mi drogavo e alla risposta no nessuno mi ha mai detto "e allora che vivi a fare". Sicuramente è stato uno sforzo economico notevole per mia madre ma al tempo berta filava e la lira volava. E sopratutto non c'era l'europa a volere la sua tangente e un operaio si poteva mettere su casa senza problemi. E non solo la prima,se si lavorava in due anche la seconda! So anche di gente che con 3 stipendi in casa si era comprata la casa al mare. E con i prezzi della liguria... STILOGRAFICHE ADDIO Finalmente mi sono tolto dai maroni un altro schifume del passato , l'uso della stilografica. Un sistema di scrittura tremendamente lento,sporchevole e colpevole di delusioni di vario genere. Da parte di mia mamma e nonna ovviamente ho sempre avuto critiche per la mia pessima scrittura. E allora quando dalle elementari TUTTI o quasi scrivevano con le normali penne a sfera e invece il sottoscritto era obbligato o quasi dai genitori a scrivere con la stilografica che migliorava la scrittura. Meno scorrevole ,più affaticante per la mano. E sopratutto tanto tanto più lenta. Per fare si che qualunque testo non si trasformasse in una pena di lentezza , per evitare di essere privati di tutto il tempo disponibile e di fare una magra figura anche perchè gli altri lo rinfacciavano giù a scrivere il più velocemente possibile per riuscire a ridurre le perdite di tempo ,per non fare la figura della lumaca nei confronti degli altri. Si scriveva ovviamente male...inoltre l'inchiostro era lento come la fame ad asciugare e l possibilità di macchiare tutto con le mani alla riga successiva era un pericolo papabile. E che se vogliamo qualche rogna l'ha data. Mi sono sempre chiesto con l'avanzare della tecnologia a che cosa può servire la materia "bella scrittura" e ancora di più al giorno d'oggi quegli insegnanti che benchè laureati io reputo imbecilli fatti e finiti che facevano perdere ORE E GIORNI a fare pagine di scrittura con zero utilità. E stiamo zitti sul medico di famiglia,peraltro uno che si divertiva a ingozzare la gente di medicine e scriveva in un modo indegno che manco la farmacia sotto il suo studio capiva cosa scrivesse. Molto meglio andò alla nascita della SFERO grafica ossia una stilografica che invece di quei cessi pennini che oltre a piegarsi sempre alla prima caduta aveva una sfera come una normale biro. Sopratutto aveva il grosso vantaggio di fare vedere a quegli insegnanti rompini che volevano a tutti i costi la stilografica di farglielo credere. Qui avevo anche applicato un paio di stragaemmi chimici ma li avevo impiegati più che altro anni fa ossia caricare una stilografica di scarso valore con un altro tipo di inchiostro sempre blu ma non cancellabile Ricordo che le cartucce avevano la scatola di un colore violaceo. Avevo fatto credere a un prof che il suo correttore che usava per dimostrare se avevi usato la stilografica o meno non valesse nulla. Avevo poi sistematicamente buttato poco per volta tutte le stilografiche ancora presenti in casa ,sebbene avrebbero potuto essere rigenerate con il cambio di pennini e una totale ripulitura. Via una,via l'altra nel giro di un annetto o poco più erano di fatto estinte. QUANDO LE MACCHINE BOCCIANO....ZIO MARIO Di per se la 600 la hanno avuta in tanti ,anche mio nonno la aveva e mia madre quando era andata a sfornarmi all'ospedale di Rivoli probabilmente mia nonno (che poi era suo padre) la aveva portata con la 600 perchè anche lui ne aveva una. La 600 è stata l'icona del boom economico italiano anche se di per se non aveva nulla di particolare come auto. Anzi era pure scomoda perchè i sedili erano orridi. Oltre a non avere le porte dietro. Tuttavia tanto la 600 quando la 850 che la 1100 rappresentavano l'ultima generazione delle auto totalmente metalliche che quando bocciavano facevano quel bel rumore di lamiere che si danneggiano. Un vero e proprio "schianto metallico" che oramai è scaduto in un anomimo colpo plasticoso senza identità che non dice nulla. Inoltre non 'è più quell'insistere del clacson che suona impazzito perchè qualcuno con le trippe ha sfondato il pulsante del clacson. Adesso invece si è perso quel ...rumoreggiare. Già dalla uno ogni botto era un TUMP e nulla di più. E si è pure perso il clacsonare selvaggio del dopo botta che quasi sembrava fosse il lamento dell'auto colpita a morte. Questo era il discorso che avevo aperto con zio Mario parlando dell'incidente che ha avuto in via Monginevro dove è stato preso in un tamponamento a catena. Stava tornando dal lavoro e andava a fare commissioni . In via Monginevro ci sono le rotaie del tram che con la pioggia diventano scivolosissime. Oltre al tram sempre tra i piedi che intralcia il traffico e fa perdere i semafori. E lui è stato coinvolto in un tamponamento serio. Il solito imbecille che si ferma e uno dietro l'altro tutti a bocciare. Una sorta di putum putum putum di colpi ripetuti che hanno danneggiato il suo maggiolino oltre che tutte le altre auto presenti in quella corsia. Difatti è rimasto per una settimana con un altra auto non sua. Quando abbiamo parlato dell'incidente lui mi ha ricordato anche che i tamponamenti a catena così si chiamano per il ripetersi di urti dopo il primo colpo. Lui quando ha sentito il primo colpo e poi il secondo si è aggrappato al volante ed è stato sballottato avanti e indietro con colpi continui . Putum putum putum. Quando abbiamo finito il discorso mi ha detto che se un assicuratore dovesse chiedere bisogna sempre affermare di aver sentito più di un colpo. Per affermare che c'è stato un tamponamento a catena. Inoltre non era l'unica volta che zio Mario,bocciava perchè già aveva bocciato per l'appunto con la 600 del nonno e aveva coricato sul tetto una renault 4 identica anche come colore a quella in cui è morto mio padre. E' anche a dire che aveva una guida bella feroce a differenza di mamma che ci andava moolto tranquilla . Un pò perchè aveva sempre paura e un pò anche perchè i consumi erano comunque una priorità al tempo dalla crisi petrolifera degli anni 70 che aveva condannato a morte certe auto beone con motori da tanti litri, e a lei era stato inculcato il risparmio estremo di carburante anche dalle giornate dell'austerity. E qui la differenza tra mamma e nonna. Mamma guidava con parsimonia,nonna avrebbe voluto la macchina sotto al didietro anche per andare dalla cucina al soggiorno. Guai a fare più di 5 passi anche solo per prendere il carrello del supermercato. Tra i cessi delle auto beone ne possiamo annoverare tante,tra le quali la fiat 130 a mio avviso un cesso fatto e finito nato per consumare di più. Difatti ne ho vista una sola in tutta la mia vita. Puzzava di benzina e di riccone. Oppure di politico o di banchiere...ergo schifezza lo stesso. E il motore faceva uno squallidissimo rumore di vaporetto. Un orrido flo flo flo che non sapeva di nulla. Peccato perchè la carrozzeria era da berlina americana a 4 porte ed era bella.Quando obbligheranno per legge le 4 porte a tutti. BUTTARE VIA L'INGINOCCHIATOIO DELLA NONNA L'ignoranza e la falsità di mia nonna si sono confermate ancora (non che c'è ne fosse bisogno) quando è stato il momento di svuotare il garage da tante porcate che non servivano proprio a nulla. Visto che lei "non poteva" faticare più di tanto perchè stava cominciando a saltargli fuori una flebite e allora era venuto zio Mario. Nonna era solo lì per "dirigere" Dirigere ovviamente nel modo peggiore e malfatto. Dal discutere tempi lunghissimi per ogni singolo oggetto allo sgallinare sul fatto che magari sarebbe servito dopo o domani o in un altra era geologica. Allora: sgomberare e buttare via : esattamente che cosa? Ma è tutta roba che è stata tenuta dalla notte dei tempi. Se ne sono così andati un vecchio televisore in bianco e nero che veniva usato in cucina da mia nonna quando ero piccolo. Di quelli ancora in legno con lo schermo mezzo tondo . C'era poi la lucidatrice CGE di mia madre che tante rogne aveva avuto e adesso aveva il motore rotto. Un vecchio lampadario a bottiglie quadrate di vetro. Via pure lui. Mi sembra avesse addirittura 15 lampadine che si bruciavano tutti i momenti. E porta in strada,e butta e butta alla fine nonna " è stanca" ,sempre "stanca" e lo dice quando fuma . Anche se la roba più pesante la abbiamo portata noi. E allora lascia detto a zio Mario di sgomberare gli ultimi ripiani di quello scaffalone. E allora via a modo nostro...io e zio Mario ci diamo da fare. Via questo,via quell'altro...e via anche l'inginocchiatoio della nonna. Un inginocchiatoio marcio e tarlato con l'imbottitura rosicchiata dai topi. Oltre che una radio vecchia e il trasformatore del televisore una volta erano esterni e carrozzati in lamiera. E ovviamente pesanti! Sgombriamo tutto e poi rimettiamo dentro la macchina. Dopo essere anche in un certo senso appagati per la roba tolta dai piedi andiamo a dire alla nonna che abbiamo finito. In casa nonna era tutto sommato contenta perchè almeno poteva accatastare altre schifezze in garage. Che era l'anticamera dell'immondizia. In compenso alla battuta di zio Mario "luma campate via l'anginuiun" la nonna ha fatto quasi una faccia triste come se la avessero colpita nel suo aveva detto "aaaaaaahhhhh e cume fasu a preghè ades" . Io allora gli avevo detto che da quando sono vivo io quell'inginocchiatoio è lassù. Nonna allora si tradisce dicendo che era della "nonnina" ... insomma roba di quando mio nonno era piccolo...E lei non lo ha mai usato. Cosa cantava Francesco Guccini? Nostra signora dell'ipocrisia!Perchè davvero non fatemi credere che si è dimenticata. Io non ci credo,non voglio crederci. IL SECONDO QUADRO DI GIULIANA. Giuliana ha finito il primo quadro e lo ha appeso in camera sua. I giardini del cielo erano una realtà oramai. Belli in esposizione e li vedevi appena entravi. Un mondo fiabesco e ideale dove quello che conta è il divertimento e nessuno è obbligato a fare nulla. I giardini del cielo c'era scritto sotto. Ma erano giardini molto terreni,aveva aggiunto le giostre. E i bambini potevano decidere nella stessa scena di andare sullo slittino o pattinare sul ghiaccio o nuotare in spiaggia. Differenza di temperatura tra un posto e l'altro non rilevante si vede visto che per conservare la neve l'acqua non avrebbe potuto essere così calda da permettere i bagni . Un mondo libero da tutti gli obblighi. Solo che mentre in quella pagliacciata collodiana scritta col perbenismo sul collo ...nei giardini del cielo le persone non diventavano asini. Perchè probabilmente gli asini erano quelli che si ammazzano di lavoro per tirare avanti questa società marcia fino al midollo. Fai lo stretto necessario e non un millimetro di più è il mio diktat da un pò di anni a questa parte.Ovvio che non si deve arrivare a essere di peso per nessuno.Ma la cosa deve essere reciproca. Il secondo quadro arrivava da una mia idea,ed era il treno del west. Questa volta è toccato a me nel quadro guidare regina,cosa che avrei voluto fare nella vita o secondo le sue idee (e probabilmente anche mie) ....rifare visto che la avevo già fatta durante la conquista del west e probabilmente a quel tempo in ferrovia mi avevano anche accoppato. Giuliana mi aveva ritratto ai comandi di regina con un tizio barbuto che buttava carbone in caldaia. E mi aveva fatto proprio uguale. Vestito con la salopette come i veri pionieri del west e con l'orrido cappellaccio texano. Regina rosseggiava di un rosso scuro simile alla 127 di mia madre e le rotaie erano con una eccellente prospettiva. Stranamente mi ha fatto venire in mente tantissime cose. Come se il mio cuore o una parte di me stesso fosse rimasta in quel tempo. Come se ancora quando vedevo quel quadro mi ricordassi della certezza di averla realmente guidata. Perchè nel mio cervello o forse nel mio cuore c'è sempre un qualcosa del vecchio west. E di quella vaporiera con sulla fiancata il numero sette. E so di essere sicuro di non avergli raccontato mai della serata con Tandro a Paesana dove con il numero 7 vincevamo un gettone dietro l'altro sulla giostra degli aerei. Ma lei aveva messo il numero sette sulla locomotiva. Sarà stata casualità o cosa? Regina era una parte della mia vita al tempo del vecchio west e probabilmente lo è ancora adesso. Tatuata nel mio cuore. Non toccatemi regina! Con le sue 20 tonnellate di ferraccio ,il suo camino conico,il cacciabuoi e la grossa lanterna. ARRIVA IL GATTO PUCCI Questa è stata una bella sorpresa anche se è stata affrontata sempre in modo indegno da mia nonna. Mia madre non ne aveva colpa perchè era sempre a lavorare . Mia nonna no,con la sua imbecillità quel gatto non ha avuto vita molto lunga. Pucci era stato procacciato da una collega di mia madre ,specializzata in compra-vendi-scambia-regala. Aveva un nome mitico che sapeva tanto "de rivolusion" ossia Clelia che era lo stesso nome di battaglia di una guerriera del salvador. Pucci era un banale gatto tigrato ed è stato il mio primo gatto "totalmente mio" . Prima avevo avuto dei pesci rossi ma duravano poco per il cloro nell'acqua schifosa di Grugliasco. Il pesciolino si riempiva di bollicine esterne e poi moriva. Ci aveva pensato lo zio Mario che nella vaschetta del pesci quando ero arrivato da scuola avevo visto un pesce grosso con dei grossi baffi. Difatti nella sua rozzezza zio Mario aveva risolto il problema del cloro prendendo dei pesci da lago inquinato e in particolare tra le tante volte una grossa carpa che sembrava che crescesse a vista d'occhio. Tuttavia manco lei era durata perchè una sera è finita in pentola. E forse era il suo uso previsto. Pucci era arrivato insieme all'inizio della scuola. Un piccolo gattino tigrato che aveva cominciato subito a farsi amare. E sopratutto era molto consolatorio quando i miei mi rinfacciavano il non perfetto rendimento scolastico. Il gatto Pucci veniva nel letto aspettava che mi addormentassi e poi tornava sul divano. Anche perchè la nonna sapeva solo dire "c'è il gatto nel letto" . Gallinaccia! Una cosa bella di Pucci è che quando mia madre gridava per qualche vaccata della scuola il gatto gli si avvicinava e gli tirava una zampata. A volte saltando pure sul tavolo. Eh,si forse è anche per questo che mia nonna non lo gradiva troppo. Sarà stata la mancanza di altri maschi in quella casa che eliminassero il suo spadroneggiare. Personalmente di fronte a certe ingiustizie penso che anche il nonno che era un perbenista sfegatato o mio padre che era un bigotto (oltretutto mancato prete) una sberla alla nonna gliela avrebbero allungata. Comunque il gatto pucci mi ha dato quasi due anni di felicità. Anche se alla fine voleva sempre scappare . Sentiva il richiamo dell'istinto e purtroppo un giorno non è più tornato. Complice anche nella casa di dietro un deficente che i gatti li uccideva. Un personaggio che non so che problemi avesse col mondo ma se odii i gatti non sei degno manco di un paraurti che ti accoppi. Ennesima persona che a volte vorrei trovare per strada con lo spitito giusto al momento giusto,una mazza da baseball e sopratutto senza gente che guarda e poi ti va a denunciare. E quindi quando cominciava a fare mao mao mao la nonna subito come una cretina ad aprire la porta per farlo uscire. Cara nonna IGNORANTE! Bastava farlo castrare dal vetrinario,non avrebbe più spruzzato e magari non si arrampicava più sul tuo schifoso portamantello in velluto dell'entrata. E ovviamente lo faceva uscire quando io ero a scuola. Giusto perchè non gli dicessi nulla. Ho pensato,ho cogitato e poi un giorno ho deciso,ossia che quando tu cara nonna ti saresti tolta dai piedi di gatti ne avrei presi non uno ma due! E finora ho ampliamente mantenuto la promessa. E sopratutto una volta portato su a Paesana il portamantello quando ho rifatto l'arredamento e che mamma e nonna erano morte l'ho fatto a pezzi e buttato nel bidone. Fuori uno! Se piace alla nonna in automatico non piace a me. Come ora si dice ok boomer per certe porcate estetiche anche al tempo si diceva che era una cosa "da vecchio". E chissà come mai la metà delle cose di quell'arredamento che piacevano alla nonna a me facevano schifo. Alcune sembravano proprio fatte solo per rubare spazio. Per fortuna ci eravamo sbarazzati in precedenza di quel portamantello a piedistallo che era totalmente ingombrante. Quando ci saremmo liberati di quella odiosa consolle dove non ci potevi appoggiare nulla ,di quella statua di quella tizia con i capelli a vollute, un uccello in mano che faceva venire tristezza e di quella specchiera col bordo dorato? Ricordo che mia madre la aveva ristuccata e riverniciata con tanto amore parecchio tempo prima. VACANZE DI NATALE Nella casa nuova finalmente riscaldata... per la prima volta posso togliermi il maglione in casa e dormire senza doppi pantaloni e senza calze anche se pensavo facesse tanto più caldo. Abituato come sono al caldo di Torino dove nonna nonostante tutto si lamentava sempre . Aveva fatto mettere abusivamente degli elementi in più ai termosifoni oltre ad aver fatto mettere un termosifone del bagno quasi doppio. La temperatura impostata sul termostato è 20 gradi ma addosso ne sento meno. Ma i "termi" come li chiama nonna sono caldi bollenti. Eppure specialmente il primo giorno non fa per nulla caldo. E lei sgallina che ha freddo nè più nè meno come nell'altra casa. Ma essendo uno standard il suo sgallinamento non ci faccio quasi più caso. Non appena alla sera si spegne la caldaia la temperatura scende vertiginosamente. Dopo aver girato un pò in zona subito a svaccarsi in poltrona con i piedi sul termosifone,e a sentire ancora freddo. Difatti era costume fare ripartire a 22 gradi prima di andare a dormire. Anche perchè dopo una certa ora la caldaia si spegne e ci si attacca al tram. Anche perchè non c'è nessun altro riscaldamento alternativo. Le stufe sono rimaste nella casa vecchia. E forse erano del padrone di casa precedente. in ogni caso alla nonna non piacevano,si divertiva a dire che erano roba da cavernicoli. Inutile comunque dire che tanto caldo non fa ,le coperte sono le stesse della casa vecchia dove non c'era riscaldamento con i termosifoni e non ho poi chissà che caldo in più. Difatti faccio venire Pucci sotto alle coperte e si sdraia di fianco a me facendo ron ron ron. E stavolta non se ne va quando mi addormento. E con nonna che cerca il gatto e io gli dico di lasciarmi dormire. E lei torna a letto scornata. Fatti gli affari tuoi ! Questo è stato anche l'anno che ho portato una locomotiva in chiesa! A quella odiosa messa di mezzanotte a cui ero obbligato ad andare. Imboscata in un angolo della chiesa una locomotiva giocattolo di latta stampata con un fischio bello potente. Si... la avevo trovata quando sgombravamo il garage a Grugliasco,apro il bidone dell'immondizia e me la sono trovata lì . La avevo presa e portata su arrotolata insieme a dei vestiti senza farmi vedere e mi è servita per fare e collaudare il mio primo trasmettitore radio. Un trasmettitore che si basava sul metodo di trasmissione a impulsi. Una mia invenzione che ha funzionato perfettamente quella notte. Avessi usato un trasmettitore normale oltre a essere sempre disturbati sia sulle fm che sulle am o sui cb non avrebbe funzionato con la giusta sicurezza. Tutti gli schemi che mettevano sulle riviste erano di trasmettitori a un solo transistor oscillatore,modulato alla come viene viene e che si spostava di frequenza anche solo avvicinando una mano alla scheda. Ergo totalmente inaffidabile,ma del resto serve solo per avvicinarsi all'elettronica,quando la capisci veramente usi tutta altra roba. La mia idea era stata quella di trasmettere per pochi secondi una potenza molto forte quasi 5 watt ma a regime impulsivo. C'erano due stadi di amplificazione e ben quattro circuiti accordati Dopo aver depositato la locomotiva senza farmi vedere vicino a uno dei confessionali ho attivato il trasmettitore e la locomotiva ha cominciato il suo "contare" tramite un 555. Se il conteggio arrivava a zero la locomotiva cominciava a camminare e fischiare. Ogni tot secondi infilavo la mano in tasca e trasmettevo il reset per altri tot minuti. Quel telecomando in sostanza era il mio alibi. Anche se avesse smesso di funzionare una volta arrivati a metà messa ogni secondo andava bene. La frequenza di trasmissione era di 4,43 mhz fatta con i quarzi tolti dai tv color dismessi.E funzionava molto bene . Elettronica a base di integrati c-mos logici costruita su millefori essendo a breve vita.. Perchè proprio quando quel prete ha iniziato la predica la locomotiva ha fischiato e attraversato la chiesa. E' stata poi fermata ma ha portato lo scompiglio senza colpo ferire. Tutti che la guardavano in un silenzio di tomba. Si sentiva solo il ronzio del motorino elettrico e il fischio a intervalli. Una sorta di bzzzzzzzz seguito da un Fiiiiiiiiii a cadenza regolare Viaggiando come un improbabile cane che in chiesa verrebbe preso immediatamente a calci. E allora viene in mente che non hanno ancora coniato il detto "come una locomotiva in chiesa,visto che un cane in chiesa c'era già stato". Quasi scoppiavo a ridere ma sono stato zitto e tutti ci guardamo in faccia. Mia nonna era atterrita...quasi gli slayer avessero squartato un bambino sull'altare e ne lanciassero i pezzi per la navata. Qualcuno poi ha preso quella locomotiva la ha spenta con l'interruttore sotto per poi posarla da qualche parte. Il prete la ha presa sportivamente e nel suo cesso di predica ha ricordato che a Natale ci sono bambini che hanno tutti i giocattoli e bambini che non hanno nulla. Avrei voluto dirgli di cambiare disco perchè con il costo di una sola di quelle pelliccie delle donne presenti in chiesa ne compri un camion di cibo e medicine per i bimbi moru. Poi la messa è finita e siamo andati a casa e mia nonna subito che voleva accusarmi di qualcosa. Aveva parlato con le sue mezze frasi odiose e striscianti che usava spesso. Stavo aprendo la porta e mi ha afferrato per un orecchio. Ovviamente alle spalle. Io stavolta gli prendo la mano e vado per storgergliela. Mamma mi ferma e mi chiede appunto se non c'entro di dimostrarlo. Io da piccolo avevo due locomotive in latta che camminavano sul pavimento e nel trasloco c'erano ancora entrambe. Difatti loro volevano buttarle. Io le avevo tenute. E allora giusto per fargli capire che io non c'entravo sono sceso in cantina e ho preso le due locomotive giocattolo in latta che avevo da piccolo e gliele ho portate su. Meno male che le avevo tenute. Questa cretina oltre a farmi scendere in cantina all'una di notte sa solo fare la malfidente. Il telecomando che avevo in tasca lo ho poi depositato in cantina dietro ad altra robaccia che avevo e quindi sono risalito. Ok ...stavolta inconsciamente ha ragione...ma partire così a partito preso è insopportabile,specialmente quando le prove che ho in mano sono schiaccianti. Oltretutto le due locomotive sono di forma completamente differente perchè quelle del vecchio west avevano un camino conico. Quella lo ha appena accennato ed è rettilineo perchè è ispirata a quelle degli anni 30 e 40 con linea streamliner. Oltretutto una di quelle due locomotive me la aveva probabimente regalata lei . Possibile che nella sua mente nicotinica e arteriosclerotica non ci arriva. Avrei voluto portare giù mia nonna in cantina tenendola IO per un orecchio e farla rabastare sulle scale. Ho comunque poi infierito sulla nonna continuando a tempestarla di domande del tipo "ma se ero con te" "ho il braccio lungo 30 metri?" " e da dove arrivava?" "era un diretto o un locale" "ero l'unico ragazzo che della messa di mezzanotte non frega un...[SI QUELLO]. E a ogni suo accenno gli ho chiesto di dimostrarlo visto che noi eravamo dalla parte opposta della chiesa e io ero sotto i suoi occhi. Non so se sia bastato il potente fischio di quella locomotiva a convincere la nonna ma io alla messa di mezzanotte non sono mai più stato obbligato a andarci. Magari il fatto che ho aggiunto al mio discorso il fatto che la calunnia fosse reato. O che al suo nominare gli sbirri ci sarei andato anche io per come mi ha fatto penare in questi anni. Dispiace di aver sacrificato quella locomotiva trovata nel bidone,dispiace ancora di più per il circuitino che avevo fatto,ma il gusto di portare scompiglio in quella chiesa mi è piaciuto parecchio. Inutile dire che nessuno mi ha mai chiesto nulla e anzi avevo saputo da Francesco che il prete stesso lo aveva archiviato come scherzo senza colpevoli. Una volta non c'erano le tante troppe telecamere di oggi e sopratutto le poche telecamere che c'erano erano solitamente messe a protezione egli oggetti di valore. Torniamo alla casa. Quest'anno essendo migliore la gestione degli spazi in quella casa si fa il presepio che era quello che avevo nella casa dove abitava mia madre. Lo montavo da piccolo e avevo un paio di foto con me piccolo e i personaggi del presepio. La capanna,le lampadine,i personaggi. Tutto recuperato dalla roba di mia madre. Ed era tutto identico a come era nelle foto di me piccolo che papà faceva in bianco nero e a colori. Una volta tutto montato non era poi così brutto a vedersi. In mezzo a quelle inutili poltrone che occupavano messe insieme lo spazio di un divano da 3 o 4 posti e poi erano tra l'altro di una scomodità orrida. Capodanno in quella casa è stato abbastanza tranquillo,qualche petardo,la tv ,giochi di società. Voleva arrivare lo zio Mario ma è stato trattenuto a casa di amici (motivo ufficiale) ,probabilmente non aveva grossa voglia di farsi tutta quella strada con il maggiolino. O magari di sopportare la nonna. Una cosa da ricordare è l'incendio del vecchio pino che era nella prima curva della strada che va su ad Agliasco. La notte di capodanno era stato bersagliato pesantemente da razzi e petardi che alla fine botto dopo botto hanno fatto partire il fuoco che ha divorato il vecchio pino che ha bruciato fino al mattino e che le fiamme hanno divorato e lo hanno trasformato in una sorta di scultura carbonizzata. Quel vecchio pino è stato poi segato del tutto da qualcuno del comune che ne ha lasciato solo il pezzo con cui usciva dalla terra. Anche perchè era a rischio di cadere sulla strada sottostante. A capodanno è stata la prima volta che nonna passa una serata intera senza sparare stupidate galattiche. Con la tv abbiamo guardato il conto alla rovescia. Poi il gesto stupido dello spumante e una scusa per ingozzarsi come maiali o inciuccarsi per qualcuno. Le bottiglie che c'erano per capodanno tuttavia avrebbero inciuccato molto poco. Inutile dire che quella stupidottera di mia nonna voleva comunque farmi bere quello schifo di spumante. Ma all'epoca ero astemio e contavo di restarlo a lungo. Sia perchè consideravo l'alcool una droga di stato al pari del tabacco sia perchè il gusto non mi andava. E comunque con quello che era successo al nonno il tabacco era da considerare cancro di stato. E le malattie connesse un regalo del fumo. Poi mentre in paese si scatenava il pam pim pum dei petardatori noialtri facevamo la festa al panettone,ai pasticcini e ad altre cose commestibili. E poi dopo un oretta di tombola e giochi noiosi a nanna. Il mattino dopo mi sarei ascoltato nel giro dei telegionali della nonna il toto deceduti,esplosi ,amputati e bruciati vivi. Ma faceva parte del gioco. Sopratutto i suoi commenti sul fatto che sempre ci si fa a pezzi e sempre ci si capula. E poi condisce con frasi del tipo che il suo dio ci vuole tutti felici e tutti contenti. Causa effetto: ovviamente le oncologie sono piene e la gente crepa. E poi in africa muore un bimbo al minuto... Spesso gli ricordo che il tumore del nonno è stato probabilente causato dal fumo. Perchè il suo dio che ci vuole tutti felici non lo ha salvato? E lei a pensare...si pianta come un vecchio computer e non si muove più. Pensa poco che poi ti fuma la testa! Il resto delle vacanze è passato bene o male qualche uscita sulla neve con il bob,una sola uscita sugli sci a pian munè grazie a un mio amico con la macchina e nulla di più. Anche perchè all'epoca ci si divertiva stando in zona. C'erano intorno al paese diverse zone con discese piacevoli,non troppo lunghe da non fare a piedi in risalita faticando troppo e non troppo corte da essere troppo brevi. E di per se Paesana pullulava di quelle discese perchè era sufficiente andare oltre i giardini nuovi e spingersi verso il ponte della circonvallazione. O andare un pezzo su per pian munè o per Agliasco. Se non era sufficiente bisognava andare verso i giardini vecchi e spingersi sopra a strada del galinet dove era pieno zeppo di discese allegre. Insomma si faticava ma almeno ci si divertiva. E lo si faceva lontano dalle mummie che facevano commenti pedanti e sopratutto gratis. SIAMO AL FREDDO Al ritorno dalle vacanze di Natale abbiamo l'ennesima sorpresa di quel condominio di emme. Riscaldamento spento! Anzi guasto...Abbiamo lasciato l'appartamento a Paesana che dopo aver finito le vacanze di Natale si stava appena scaldando e cosa ci troviamo? Un freddo indegno e uno stupido cartello scritto in bacheca con un pennarello su un foglio di carta appeso all'ingresso. Grazie nonna,grazie tante per averci fatto tornare un giorno prima,abbiamo lasciato una casa più o meno calda per sto freddume indegno. E potrei sbizzarrirmi con il grazie mamma che hai sempre paura di guidare col buio. Grazie nonna che hai sempre paura che vengano a svuotarti l'alloggio che sembra sempre più imparentato con la bottega di un rigattiere. Insomma le donne di casa vogliono sempre andare a Grugliasco perchè con la città oramai sono incancrenite marce entrambe. E sembra che siano già 3 o 4 giorni che è tutto spento,a sentire gli altri della casa è sempre tutto freddo. E nonostante ciò le porte delle scale sono sempre tutte aperte e quello che entra è un aria fredda polare. Perchè probabilmente neanche la gente del condominio ha rispetto per il prossimo. La stufa a gas ,insieme a quella elettrica che abbiamo moderano leggermente il freddo ma sempre freddo rimane. La stufa elettrica poi ogni tre o quattro ore che gira va fermata ,aperta e va riattaccata la ventola perchè una delle due ventole si stacca e comincia a fare rumore. Non so se sia un problema tipico dei condominii,ma c'è sempre qualcosa che non va. Il riscaldamento si ferma sempre e sempre si rompono i tubi e bisogna sempre spaccare tutto. E ovviamente chi ci rimette sono quelli che NON appartengono agli alloggi dove succede il guasto. Ma evidentemente una volta gli impianti sezionabili non si usavano o se si usavano chissà perchè in quel condominio non c'erano. Inoltre mia nonna sempre con la sua mentalità bigotta e arretrata sosteneva che o era per tutti o per nessuno. Quasi si fosse ancora a scuola con l'insegnante che dà bacchettate. E poi ovviamente dopo 5 minuti si dimentica di tutto quello che ha detto e comincia con il lamento che ha freddo,freddo freddo. Anzi come dice lei "ho freeeeeeedddo". Gli impianti sezionabili potrebbero essere anche una buona soluzione per chiudere i servizi a chi non paga. Non paghi il riscaldamento? Stai al freddo. Non paghi la luce? Stai al buio. Non paghi l'acqua? Vai a prenderla alla fontanella dei giardini! Invece no e spesso come capiterà sempre più volte in più anni a causa di qualcuno che fa il furbo e non paga ci rimettono tutti con la scusa che non è interrompibile il servizio. ADDIO NONNA TERESA Avendo avuto tanti parenti i lutti sono stati anche di più Nonna Teresa al secolo la moglie di nonno Werner che era già morto all'inizio degli anni 80 ha raggiunto i verdi pascoli in una freddissima settimana di gennaio. Quando io quasi tribolavo a scaldarmi con i riscaldamenti che sembrava si inventassero un motivo o un altro per fermarsi tutti i momenti. E tutti sembravano diventati così imbecilli da lasciare porte e finestre aperte tutti i momenti. A casa,a scuola e nei negozi. All'internazionale il camino della caldaia fumava l'impossibile ,i termosifoni erano bollenti ma faceva un freddo del diavolo. Sicuramente quelle indegne calze che mi faceva mettere la nonna non facevano il loro lavoro. Quelle oscenità di filo di scozia io sostenevo addirittura che facessero venire il cancro ai piedi. E poi c'erano quelle da montagna di lana che erano tutta un altra cosa ed erano ingombranti. Ma ho cominciato a metterle con un giorno di ritardo perchè la nonna imbosca tutto e non sa mai dove la mette la roba. Hanno sepolto la nonna teresa un sabato mattina e ovviamente non mi avevano fatto stare a casa da scuola perchè "c'è da studiare". Pratica decisamente consolidata. Del resto era mia nonna non loro no? Di nonna Teresa si può dire di tutto e di più. Forse è stata schiacciata dagli anni. Se n'è andata all'ospedale in una manciata di giorni. Erano mesi che si definiva "fiacca" come se il suo organismo si stesse poco per volta arrendendo all'età. Camminava stentata mettendoci molto più tempo per tutto ma era così già da qualche tempo. E complice il freddo cane di quel periodo e tutta la gente marcia che si porta a spasso ogni razza di malattia o che non ha manco il fiato per respirare e fuma,il suo corpo ha buttato la spugna. Non so se sia stata un influenza o una polmonite o va a capire cosa. Lei quasi non usciva più di casa e non so come possa essersi contaminata. O forse perchè il suo organismo aveva deciso che "basta così" e non voleva più stare al mondo dopo essersi beccata la campagna di Libia,l'afrika korps e aver messo al mondo 10 figli. No,forse voleva solo riposarsi e farlo per sempre perchè era per l'appunto "stanca" Di casa sua ricordo particolarmente i mobili molto passati come stile ma bellissimi. Ricordo anche che in camera da letto accendeva spesso un lumino a suo marito defunto anni prima e ai suoi santini. Ma a differenza di Madrina non era una santocchieria bigotta ma una santocchieria responsabile e sopratutto diversa da quella di mia nonna che seguiva il corso degli eventi prima di decidere cosa fare e cosa no invece dei dogmi della nonna e di madrina. Ricordo anche i canarini,un continuo ciu ciu ciu che gli teneva compagnia insieme a una vecchia radio a valvole della siemens. Nonna non aveva il televisore e penso che non ne sentisse neanche la mancanza. Lei aveva la radio che come lei era lenta e poco reattiva perchè si dovevano scaldare le valvole. Poi quando le valvole erano calde e la radio cantava i canarini la accompagnavano con il loro cinguettare. E anche in quel caso saltava fuori una melodia non male perchè i canarini cinguettavano in vari modi come se sentissero interpretassero la musica della radio. Si,la nonna era sola ma di fatto aveva compagnia,mai come in questo caso quel capellone bianco di Einstein che diceva che era tutto dannatamente relativo aveva ragione. Poi si rientrava a casa. A seconda dell'orario si andava con o senza la nonna e lì sentivo la bellezza di sedermi davanti con la 127 . Ma aimè sentivo anche la puzza di fumo che oramai ristagnava perchè la nonna a forza di fumare aveva impestato la macchina . Pure il rivestimento del soffitto sembrava più giallo. Quando c'era nonna ed ero seduto dietro contavo le tante lampade bruciate che c'erano sul viale centrale e nei controviali . A partire da via Sansovino fino alla fine di corso Francia. Alla fine il numero che ne veniva fuori lo scrivevo da qualche parte. Non ho mai guardato però se avesse corrisposto a qualche vincita al lotto o cose simili. Chi lo sa se ora girerei con il cayenne invece della auto normale. SANREMO SI PUO'DARE DI PIU' Vorrei sapere se i titoli delle canzoni nascano apposta per farti pesare dai tuoi,mai come in questo caso TUTTI ma proprio tutti mi appesantiscono cantandomi questa canzone,si può dare di più si può fare di più Ma cosa volete? Forse sono stato abituato male,forse sono io che non tiro fuori tutte le mie capacità ma basta rinfacciarmele con questa canzone odiosa. Una prof dell'internazionale la aveva giusto accennata ma qualcuno dei miei parenti nonchè mamma e nonna LA SMARONANO! E oltre ogni limite perchè secondo loro avrei avuto delle capacità immense. Sanno solo dire "puoi fare di più" "puoi fare di più" Ma cosa? I metodi di misurazione non sono uguali per tutti? E basta con i secchioni che fanno credere a chi dice che si può fare di più. L'odio per i secchioni lo ho ancora adesso perchè sono loro con le loro manie di perfezionismo che rovinano il mondo. Anche perchè loro stanno tutto il tempo in casa e non escono mai. I voti ,i voti ,sempre i voti. Insomma lo stesso discorso di nonna che è noiosa da overdose. ADDIO VECCHI GIOCATTOLI Disfarsi di certe cose mette tristezza ma alcune proprio no. Sono stato fortunato da piccolo e ho avuto tanti giocattoli e purtroppo anno dopo anno ci si accorge che quei giocattoli non si usano più. In qualche caso c'è qualche bambino del palazzo alla quale si faceva qualche bel regalo,in altri casi no. La roba resta per anni sopra agli armadi e quando la trovi ti chiedi come mai fosse ancora lì. E la domanda me la posi di nuovo quando in occasione del cambio della carta sull'insulso armadione a 6 ante in casa mia venne fuori una scatola con dentro i giochi di quando ero proprio piccolo. C'erano all'interno sia la fattoria "muu muu" che il bus degli animali. La prima aveva una parvenza di automazione con una tavola rotante che una volta caricato la molla cominciava a ruotare molto molto lentamente. Su questa tavola c'erano una serie di buchi nel quale si infilavano degli animali di plastica con forma tondeggiante e molto approssimativa Quando arrivavano di fronte a chi guardava si alzavano e nell'audio si sentiva il suono. Nulla di elettronico,era basata sul grammofono a molla. I due sportelli scorrevoli sul tetto erano la regolazione del volume. Se erano chiusi si sentiva molto basso e quasi faceva da padrone il rumore del movimento meccanico. Qualche volta avevo tenuto gli sportelli tutti aperti e l'orecchio vicinissimo. Si sentivano dei dettagli che normalmente non notavi. Ti immaginavi i soggetti vivi invece che di plastica benchè molto simili. Sarei stato ancora ore a guardarla girare. Perchè ricordo ancora quando da piccolo mi faceva quasi sognare. Sognare si una vita in campagna...sbattendomene della città. Mia nonna non la sopportava,e si che quando ero tanto piccolo me la aveva probabilmente comprata lei. La avevo poi smontata e avevo tenuto il disco di plastica interno che facevo suonare sulla vecchia fonovaligia ma dovevo farlo girare a mano perchè a 33 giri andava piano e a 45 giri era troppo veloce. Sicuramente essendo nato per un giocattolo il disco non era standard. Oltretutto il buco centrale per infilarlo sul giradischi lo avevo allargato con le forbici perchè era piccolissimo. Tutta intorno faceva bella mostra di se la dentatura per farlo girare che ingranava nel meccanismo a molla. Condivano il tutto i meccanismi di partenza e posizionamenti vari collegati all'apertura e chiusura delle porte. L'altro oggetto era invece il bus degli animali. Una sorta di pulmino di plastica con le ruote che giravano a spinta. Zero automazioni,ma gli animali,uno per tipo di forma umana che salivano e scendevano grazie a una guida inclinata che li faceva muovere aprendo la porta. Altri due giocattoli ma elettromeccanici li abbiamo portati su a Paesana,il camion dei pompieri,regalo di zia iolanda che si muoveva sul pavimento e ogni tot secondi tirava fuori la scala,girava e poi ripartiva. E il maggiolino non cade mai. lo facevi girare sul tavolo e poi quando si avviicinava al bordo tornava indietro. Avevo comunque tenuto forth wort con la manciata di soldatini. Forse più per rispetto piuttosto che mi servisse realmente.In ricordo della mia probabile vita passata nel vecchio west. Regina invece continuava a stare nella scatola nel comodino e controllavo tutte le sere che fosse al suo posto. SUPERFANTOZZI MA ANCHE NO Ho sempre pensato che la comicità stupida dell'ancor più stupido ragionere italiano Ugo Fantozzi fosse una comicità sbagliata. Avevo visto,in parte perchè me lo aveva quasi obbligato una sera a cena mia nonna il primo film della serie di fantozzi e mi aveva messo un angoscia senza senso. Non era possibile parlare di comicità perchè vedere un tizio subire in quel modo di comico non aveva quasi nulla. E quello sarebbe stato il vero lavoro in ufficio che pretendeva mia nonna? Un vero zerbino da piedi come adesso le femmine vorrebbero noi maschi ma non hanno capito proprio nulla e adesso ancora di più ritorna questo personaggio come un qualcuno che passa il tempo e lo spazio? Ma che doveva darsi una svegliata 50 anni fa e la prima volta che lo colpivano invece di dire il solito stupido "come è umano lei" doveva ribattere,anche a costo di cambiare lavoro ma per nessun motivo dovevi perdere il rispetto. Altro che come è umano lei. Ogni tanto capitava che qualcuno andava a vedere qualche film ma per tanto che se ne parlava sia a scuola che in zona il mio è stato sempre un no dei più categorici in quanto a comicità stupida di Fantozzi era peggio che italiana,era proprio italiota e rappresentava in pieno la stupidità di colui che secoli dopo gli articolo 31 definiranno l'italiano medio. Paragonabile alla serie delle vacanze di natale ,altra comicità stupida per risate a basso costo. Mi sono sempre chiesto perchè si creasse questa sorta di film a basso costo nel quale di bello non c'era quasi nulla. SPINA E PRESA LE METTO IO Eh si stavolta una cura a base di tasselli e di spina e presa per rendere smontabili facilmente gli odiosi mobili del bagno. Con la scusa di dargli una pulita visto che erano zozzi senza dire niente avevo preso prima in ferramenta dei tasselli col gambo un goccio più lungo e sopratutto che siano poi estraibili. Mia madre non so se si faceva imbambolare o non capiva nulla. Ogni volta che si dovevano montare dei tasselli per qualunque cosa sembrava si facesse apposta a mettere roba troppo piccola o col gambo troppo corto o ancora peggio diversa dal buco che c'era nel muro o alla punta del trapano che avevamo. E anche qui si può aprire un capitolo sull'utensileria scelta dalle donne. Il trapano,forse ancora residuo dell'attività di secondo lavoro di mio nonno o forse recuperato in qualche officina nel cassone del rottame ferroso da zio Mario era un rudere senza senso che girava a 1500 giri fissi. Era di metallo e ovviamente senza terra. Da qualche parte aveva pure la scritta "doppio isolamento di sicurezza" . Ma per me l'unica sicurezza che aveva era quella di fare la fine di Sacco e Vanzetti se qualcosa disperdeva. Aveva un orrido passacavo di alimentazione che sembrava di gomma liquida e nastro isolante e una spina grande che di fatto entrava in pochi buchi in quella casa visto che le prese tanto piccole che grandi scarseggiavano. I restanti attrezzi erano rugginosi all'estremo in una cassetta sul balcone e su tutto troneggiano delle orride pinze arancioni che funzionavano malissimo. L'orribile mobiletto che c'era a Grugliasco era così mal fatto che per metterlo o toglierlo dovevi smontare il trasparente e togliere le lampadine ,finalmente toglievi i tasselli con la rondella che essendo in gomma giravano male una volta espansi. Come fare? E sopratutto come farlo in tempo breve? Ma con dei tasselli normali e l'allargatura delle sedi sulla plastica del mobiletto. Ho aspettato che mamma e nonna uscissero per commissioni e via in stile operazione militare. Via la corrente,via quello schifo. Zack zack i cavi riattacco la corrente. Trapano selvaggio e rifaccio le sedi sulla plastica. Poi via queli orridi tasselli di gomma e tasselli nuovi con un gambo in metallo. In ultimo spina e presa per poterlo attaccare e staccare senza bestemmiare come dei coyote con mezzo mobile appeso e mezzo no perchè il cavo è corto. Stacco corrente,collego tutto e via ,provo a infilarlo. Copia perfettamente e allora lo si mette. Faccio una bella pulita con la carta igenica,lo rimonto e via. La stessa cosa la farò poi a Paesana ma lì sarò avvantaggiato dal sentire o meno il rumore della macchina che arriva visto che mia madre quasi non esce mai a piedi. Anche perchè a Paesana si era attivato il "supermercato" costruito alla fine del paese. Un posto su cui dirò tanto e di più ancora . E anche lì presa e spina comode per non faticare inutilmente a montare e smontare da non attrezzati. Quando andremo a verniciare non si perderà più mezzo secondo a attaccare e staccare. stacchi,attacchi e via . Mia madre forse capì qualcosa ma nonna non arrivò mai a pensare alla spina aggiunta. Anche perchè a Paesana verrà tolto il mobiletto quando ci trasferiremo di nuovo. A Grugliasco invece sebbene la nonna fa sempre lavare pulire e dare sto razzo di bianco non si degna neache di venire a vedere. Figuriamoci dare una mano. Ma forse è meglio così visto che quando c'era da staccare la tappezzeria bagnava anche gli interruttori della luce. E poi diceva che pizzicava. Avesse toccato fase e neutro insieme non avrebbe più stufato. SI CONTINUA COL GRECO Ho continuato per lungo tempo a fare riparazioncine dal greco più che altro quando aveva qualcosa di quelle veramente ostiche che gli facevano perdere tempo. Si era scoperto che quando hai un problema serio su qualcosa è inutile continuare a scervellartici sopra perchè oramai hai tentato tutto. Sospendilo,mettilo da parte e fai altro perchè la tua mente è oramai fissa su quel problema e non è in grado di guardarsi intorno e di vedere la soluzione che magari è a cinque centimetri dal tuo muso. Dal greco non facevo granchè due o tre ore ogni tanto e quando mi pagava a intervalli mai regolari facevo in modo che coincidesse con qualche uscita nei negozi dove mi facevo dare qualche bazzecola dai miei e il resto (a volte quai tutto il costo) lo mettevo io. In qualche caso facevo passare per usata roba in saldo o dicevo che la avevo scambiata con qualcosa. Non mi sarebbe assolutamente andato di fare fagocitare dalla nonna tutto quanto guadagnato per prendere qualche prodotto di marca che poi come rapporto prezzo/valore faceva schifo ai porci. O molto più semplicemente era brutto da fare pietà ma a lei piaceva. E non solo marche serie,nell'abbigliamento per me lei si fidava su prodotti di marca "stupida" come quelle dell'upim e sembrava si divertisse a strapagare qualunque cosa. E poi diceva ma è di marca "brugi" e io avrei voluto digli che era una popò comunque. E che brugi era una marca da sfigato come tante altre. E costava fin cara per l'orrore che era! LE USCITE DI SERA CON PRIES Non essendoci più il Petruccino con cui uscire bè ho cominciato ad uscire con Pries alla sera e all'inizio era divertente,uscivamo a piedi a vedere in giro cosa c'era da "recuperare" insomma un pò di spesa anarchica. Il problema di fondo è che Pries di solito usciva parecchio tardi e quando i miei sempre per l'oppressione scolastica mi hanno ridotto gli orari si poteva fare parecchio poco. Una bella battuta di Pries che diventerà frase mitica era quella di dire che la gente non mangia in casa ma ha.....mettete voi la cosa inutile in più che volete considerare. Dal pacchetto di malboro a quell'abito firmato. Un altra sua frase era riferita alle persone noiose o che dicono cose noiose e suonava come "sempre a sciacquarci la...." oppure "ma cosa ci sviluppi". Poco per volta ci siamo resi conto dei danni che fa il capitalismo. Le TONNELLATE di roba ancora valida buttata nei bidoni o vicino a essi. Avessimo avuto più spazio rispetto a quella cantina sfigata che avevo probabilmente potevamo aprire un mercatino dell'usato. Invece mi accontentavo di recuperare,smontare e tenere solo i pezzi interni. Mi faceva pensare il fatto che spessissimo si vedevano gli stessi oggetti che avevamo in casa,gli stessi mobiletti e le stesse cose di casa. E talvolta anche roba molto più bella e valida di quella che avevamo a casa. Un pomeriggio addirittura probabilmente come avanzo di qualche sgombero in una casa a fianco del bidone c'era addirittura uno stereo da casa di quelli "costosi" pur essendo un compattone. Era un bel philips fatto a cubo. Difatti Pries lo ha recuperato e montato a casa sua. Inutile dire che funzionava perfettamente. Lo stesso per un televisore grundig che Pries lo aveva trovato vicino al negozio di lampadari e lo aveva portato a riparare a un tecnico lì vicino e con una spesa modesta avevano la televisione anche in negozio. Tra i tanti giri serali sembrava che a metà mese la gente si divertisse a buttare e cambiare la roba funzionante. Insomma appena arrivava lo stipendio tutti a buttare tutto e di più. E si che una volta i negozi ultra economici non c'erano. Se per questo non c'era neanche l'odiosa tendenza al nido ikea che tanti danni ha fatto pochi anni dopo. Condannando a morte un mare di mobili ancora validi e funzionali. Ho visto buttare giù dai balconi con l'altro che aspettava sotto una marea di arredamenti che poi venivano accatastati a fianco dei cassonetti o scassati . In attesa che passasse il camion della monnezza o che qualche vandalo facesse wooosh con l'accendino affidandoli alle fiamme. Stranamente allora il discorso ambientale era veramente poco sentito ed era normale che qualcuno accendesse un fuoco anche a bordo strada. E non solo le prostitute. Nella nostra zona i pompieri arrivavano spesso a sirene spiegate,spegnevano e se ne andavano.C'è stato un periodo che sono venuti una settimana intera tutte le sere. Forse qualcuno ha avuto l'accendino facile. Bè con buona pace per il fumo,il gas delle macchine e per l'inquinamento della città. UNA PRIMA CREAZIONE AUDIO MULTIVIA. Nella casa dove eravamo andati ad abitare a Paesana c'era all'ultimo piano un signore giovane con annessa moglie. Avrebbero avuto poi un figlio di nome Alex. Nel soggiorno di casa aveva installato un autoradio montata fissa che però a differenza di tanti che prendono e montano due casse alla basta che sia gli avevo progettato un sistema corretto di fase. Ovverosia con il woofer più avanti e gli altri più indietro. E il risultato è stato piacevole. Penso che ancora oggi con i pochi watt di uscita di una radio da auto sia possibile fare di più di quelle cassine con suono stretto e stitico che si comprano da mediaworld. Anche se effettivamente erano casse con si un suono discreto rispetto alla massa ma molto grandi . Forse troppo grandi visto che erano quasi grandi come quelle da palco e sopportavano una manciata di watt. Tuttavia è stato il mio primo crossover con le bobine avvolte e la cosa tutto sommato mi rallegra. Sicuramente è stato un salto di qualità rispetto a tutti i monovia che avevo costruito. Da un lato ascoltando le idee di Giuliana che diceva che nelle alte frequenze si nascondeva il male,dall'altro ascoltando il fatto che a pochi soldi si portavano a casa solo tweteer piezoelettrici che suonavano poco e male. Quelli magnetici oltre a costare tanto di più erano delicati e spesso non si predisponeva manco il loro vano nella cassa. Oggi se posso evitare i piezoelettrici lo faccio volentieri perchè saranno pure esageratamente sensibili ma suonano di cacca. Preferisco ancora in qualche caso usare degli altoparlanti ovali da tv a tubo catodico in microscopiche casse chiuse come medio alto,perchè sebbene distorcano parecchio suonano in modo piacevole. Più avanti punterò principalmente sul costruire usando dei monovia da 130 oppure 160 mm rigorosamente biconici con altoparlanti singoli oppure binati che monterò nelle casse che poi in seguito diventerà la serie sound emotion. E SIAMO DI NUOVO AL FREDDO Ennesima volta in poco più di un mese,ok sono sempre chiesto perchè nei condominii c'è sempre qualcosa che non funziona ma questa volta sembra che si stia giocando,con la pelle di chi abita in questo razzo di fabbricato. Cosa si inventeranno stavolta? Una valvola,un relè o genericamente "vanno in blocco". Ma elimiamo un pò di sicurezze inutili e magari mandiamo pure a fuoco la casa di quel vecchiaccio che abita sopra alla caldaia e rompe sempre quando si gioca in cortile. Stavolta però siamo stati al freddo solo poche ore perchè al mattino dopo si era di nuovo al caldo. Forse il problema era solo una sicurezza inutile scattata. Sono contento ! Stavolta non vanno avanti battendo e martellando in continuazione come le altre volte lasciandoci al freddo per giorni. PRIMO QUADRIMESTRE NON C'E MARGINE A un certo punto arrivano le pagelle del primo quadrimestre. Fortunatamente dopo le vacanze di natale per non rovinarle e non mandare tutto in emme per la solita grazia ricevuta. Ed è stata anche un occasione per vedere quanto mi volevano "bene" mia mamma e mia nonna che hanno inscenato delle ennesime punizioni stupide in stile noi siamo le donne e comandiamo noi che ho prontamente ricambiato. Probabilmente per la paura che perdessi un altro anno,pienamente giustificata per altro visto che la retta la pagavano loro. Magari perchè pensavano che avrei avuto il cedimento di fine anno come nè più nè meno era avvenuto nell'anno precedente nella scuola passata. Ed ero troppo troppo al pelo ma avrebbero dovuto pensare che sci,atletica,piscina e varie ed eventuali erano un goccio troppo per me. Perchè prendersela di nuovo con i miei componenti elettronici,perchè prendersela di nuovo con le mie riviste? L'ho detto io di farmi andare a sci,ad atletica,in piscina e poi anche studiare? Perchè probabilmente avessi piantato lì di andare in piscina o a sciare o ad atletica sarei riuscito a passare senza rogne di nessun tipo. Eppure,sebbene stavolta me lo abbiano detto e non abbiano fatto tutto da infami schifose le schifose lo hanno fatto comunque...e non mi hanno chiesto se potevano farlo o no lo hanno fatto e basta. Pretendevano pure che gli dessi una mano. Ma che schifose...ancora grazie che mi lasciavano ancora uscire ma sarebbe stata la volta che gli bruciavo la casa con loro dentro . Avrei avuto voglia di dargliene tante tante e ancora. Specialmente a mia nonna che faceva le battute imbecilli sopra del tipo battute cretine sui transistor al germanio che non sono in germania o sulle resistenze da 220 ohm che sono pericolose perchè è la 220 a essere pericolosa e si deve andare a pile. Volt e ohm si sono rabastati nella tomba insieme. E poi esce con le solite vaccate del tipo si deve studiare sui libri,questa roba ti distrae e altre stupidaggini dette da una persona col cervello di gallina. Sono componenti elettronici ma per loro probabilmente è il male assoluto manco fossero droga od armi. A ogni cassettino che versava in quell'odioso saccone diceva ogni volta cose più cattive e adesso che sto scrivendo questo mi prudono le mani a 30 anni di distanza. Storpiavano intenzionalmente leggendo cosa c'era scritto sul cassettino,dicevano questo lo teniamo o questo lo buttiamo. C'era scritto integrati di recupero dei televisori e loro dicevano che tanto la tv era nuova cosa li tenevo a fare? Giudicavo imbecilli i genitori che spaccavano il giradischi se il figlio si drogava e io come posso giudicare questi?. Che mi hanno preso tutti i componenti elettronici gelosamente suddivisi per tipo e tutti in uno schifoso sacco nero sul balcone nell'armadio. Ma bella grazia che non te li abbiamo buttati...la loro risposta. In un sacco nero come se fossero immondizia. Ore per separarli tutti man mano che li smontavo ed ora la sorpresa. Nessun rispetto per il lavoro degli altri. E mia madre nella sua ignoranza non li chiama componenti elettronici ma bijoujini....voglia di kilotoni! Perchè a questo punto tanto valeva che i drogassi visto che mi trattavano così. Stavolta se non altro non hanno tolto il quadro delle locomotive diesel santa fe da camera mia per mettere quel cesso di natura morta che avevano messo nella seconda casa nella loro camera da letto. E' una delle poche volte che si possono contare sulle dita di una mano che ho pensato "stronza" relativamente a mia madre. A mia nonna lo pensavo giornalmente. Anzi in certi casi più volte al giorno. Comunque bè,contente loro contenti tutti. Un paio di volte ho pure pensato che potevano metterseli anche sulla pastasciutta così magari la nonna mordendo un 2N3055 che era di ferro ci lasciava qualche altro dente marcio. E se si pianta un terminale nella gengiva incatramata godo di più. Specialmente se dopo lo fa togliere a me con le pinze con cui sforzargli la gengiva giusto per fargli male. E più che altro il loro ripetere fino alla noia....non c'è margine non c'è margine come un disco rotto sul jukebox con la differenza che nel jukebox hai il tasto per toglierlo. O per lo meno puoi tirare via la spina e lui la pianta lì. VOLETE I VOTI e allora lasciatemi dormire! E' una delle prime volte che abbaio seriamente dietro a mia nonna. Si,avevo un compito di matematica il giorno dopo,volevo andare a dormire a un orario che non fosse stato un orario da tossico e allora alle 22 di sera a nanna. Bè....come kaiser si fa a dormire con queste pubblicità imbecilli alla tv che con il film a -20db che si sente appena e poi arriva la pubblicità di emme che ti fa sobbalzare e loro che prima di abbassare ci mettono mezz'ora con i riflessi da pesce in carpione che hanno. Una volta due tre e poi mi alzo dal letto e vado a protestare. Sembra che stavolta l'hanno capita? No...sembra di no alla pubblicità successiva afferrano il telecomando al volo e ....alzano...perchè quella rinco di nonna manco vede i tasti ma a fumare ci vede benissimo. Poi abbassano...almeno stavolta lo hanno fatto. Speriamo non abbiano alzato apposta il volume,conoscendo la nonna... Ultimo spot pubblicitario la nonna (che vuole il monopolio del telecomando oltre alle chiavi) non c'è . E' in cucinino che fuma e allora,nonostante sia prestissimo (saranno state le 22,30) mi scappa un "ABBBBAAAAAAAASSSSA" con tutta la voce che ho che risuona nella notte. Nessuna delle due viene a lamentarsi però dopo 5 minuti spengono la tv e cominciano a giocare a carte....miracolo!" E il compito di matematica è stato ampliamente sufficiente. Con la tv hanno imparato a non disturbare troppo,mettendo la nonna un goccio più vicino allo schermo. E regolare diversamente i toni alti e bassi del televisore. Le famose manopole che "non vanno mai toccate" dice la nonna. In compenso un pò di alti in più e un pò di bassi in meno e tutto si sente meglio.,rimbomba di meno e si capisce meglio. GITA A PRATO NEVOSO Questa è giusto ricordarla. Se da un lato è giusto fare una gita scolastica in un posto che sia divertente e non sul solito posto da mummie,bè questa volta sebbene ci sia stato un nebbione senza senso ci si è divertiti. A diferenza dell'anno precedente in quel cesso di itison mariuana al mare qui il posto scelto è prato nevoso. Da me ribatezzato prato nebbioso. E il vantaggio è stato che mi sono TOLTO DAI MARONI quelle odiose calzamaglie aderenti che facevano schifo ma al momento di provarle la sera prima a forza di lavarle a ogni uso hanno fatto STRAAP...e così le donne in casa a sgallinare come stupide come si fa come si fa i negozi sono chiusi e la gita è domani...e guarda caso il fatto di mettere i normali pantaloni della tuta sotto e guarda caso un vecchio paio di pantaloni imbottiti che usava lo zio Mario con la motoslitta. E un bel maglione blu pesante sopra in modo che non si vedano le orribili bretelle belle sfilacciate oltretutto. Belli larghi e non stretti come preservativi. Come invece la moda dello sci voleva in quel tempo. MIRACOLO! le sensazioni odiose sulla pelle che avevo l'anno scorso si sono VOLATILIZZATE. E nonna aveva poco da dire che ci andava comunque la calzamaglia . Ma chi lo dice? Il tuo dio falso e bugiardo che ha spedito tuo marito nei verdi pascoli a 50 anni? O quello ancora più bugiardo che ha spedito mio padre a 33 anni? Se lo dicono loro piuttosto mi metto un pigiamino rosa che faccia venire il vomito a guardarlo che la tua calzamaglia del razzo. O lo dici tu nonna che non hai messo gli sci ai piedi una volta in vita tua? Migliorare,si deve migliorare e aggiungi anche il fatto che gli scarponi a calzata posteriore erano meno dolorosi di quei caber a 3 ganci del kaiser. E ovviamente li avevo comprati io e non mia madre o mia nonna. Avevo avuto l'accortezza di comprarli dello stesso colore bianco in modo tale che non si sospettasse più di tanto che non fossero quei cessi che il commesso gli aveva rifilato con la scusa che ero agli inizi e dovevano perdonare gli errori... Prato nevoso se vogliamo era al tempo (ricordo che sono passati più di 30 anni a oggi) un goccio più difficile di sestriere. Perchè a Sestriere era tutto perfettamente piatto e livellato . A prato nevoso no ma avevo notato un atmosfera migliore. Già il fatto che non ci fosse stato il "malanifero" di sestriere ossia un personaggio solitamente presente allo skilift corto (il primo a sinistra dei due gemelli) con modi di fare odiosi e fastidiosi che oggi lo prenderei a sberle senza pensarci ma all'epoca lui lo faceva perchè eravamo ragazzini. Il nome malannifero era dovuto al fatto che c'era un cartellone pubblicitario su quello skilift con la scritta ristorante malan e uno con la pipa disegnato. Probabilmente in quel ristorante faceva più fumo la pipa del cuoco che tutti i fornelli messi insieme. Altrimenti non la disegnavano così grande. Se no perchè non la avrebbero magari messa nell'insegna. Inoltre quel motore (a differenza del gemello solo 10 metri più in là) vibrava (facendo vibrare anche il cartellone) e faceva odore di olio caldo. Difatti se potevo andavo sempre su quello a destra. Ma quando eri con la scuola di sci misteriosamente tutti dal malanifero. Andare su in montagna nei feriali è tutto un altro paio di maniche. Essendo abituato ai carnai di sestriere la domenica il deserto feriale di prato nevoso era perfetto. Perfetto per imparare a sterzare bene,a puntare bene l'odioso bastoncino E altrettanto perfetto per capire che con la giusta violenza non serve manco puntare il bastoncino. Tanto gli attacchi degli sci che mi aveva trovato zio Mario digerivano tutto. Non si rompevano gli attacchi e non sganciavano per sbaglio ,a differenza dei tyrollia che mamma si era fatta consigliare dal commesso esperto del negozio. Difatti poi in seguito ,poco prima di mollare gli sci alle soglie del 2000 e iniziare con lo snowboard grazie anche al mio quintalotto di peso sterzavo senza bastoncini senza nessun problema. E rimanevano sulla uno (ma qui è in un altro capitolo ossia "con Gianluca andiamo con la uno a pian del frais"). Poi sempre in quel periodo ho iniziato con lo snowboard. Prato nevoso era un posto molto più tranquillo,le classi agonistiche non rompevano e non se la tiravano come la parte primaria di una top model,la neve non era così crostosa,così falsa come quella di sestriere. Peccato per la nebbia e allora vai di "uno vale uno" ossia insistere sullo stesso impianto due o tre volte prima di fare collegamenti con altri impianti. Giusto per capire bene con la nebbia i punti di riferimento. La nebbia che ti obbliga a essere sensibile. Sentire una a una le asperità della pista e ammortizzarle senza farsi troppe paranoie. Questa volta sono stato io a dare una mano a un mio compagno di classe un certo ivano "D" (perchè avevamo anche ivano "F" ma non sciava) che in un punto difficile aveva capitombolato pesantemente ed era piantato in un mucchio di neve. E allora muovi qui,spingi là e poi è ripartito. Il suo problema comune a tanti altri era il fatto che molti attacchi facevano la crosta di neve che ne impediva il funzionamento e il riaggancio. Problema ancora non risolto nenche al giorno d'oggi. C'era il metodo "zio Mario" ossia una abbondante spruzzata di lucida cruscotti e con me andava bene. Chi gli strofinava il sapone e chi ci metteva il super soap e si riempivano di schiuma al primo pezzo di neve marcia. Una volta ripartiti visto che era un goccio demoralizzato gli ho fatto affrontare di nuovo lo stesso pezzo ma a velocità molto ridotta in una successiva discesa. E si è un goccio calmato dopo averlo passato in modo molto più sicuro giusto 20 metri più in là in un punto molto meno difficile e traditore. Inutile dire lo sgallinamento di mia madre e mia nonna al ritorno che volevano di nuovo comprare le cazamaglie del kaiser. Se ne uscivano con un "ma poverino hai avuto freddo...." ma cosa? C'erano loro o io dentro quei pantaloni? E questa volta non gli ho gridato dietro ma ci sono arrivato vicino perchè quasi non mi facevano parlare. Ed è stata una delle tante volte che ho cominciato ad oppormi visto che comunque ho dirottato il discorso "c'era da studiare" e non c'era poi così spazio per continuare a sciare tutte le domeniche . E sopratutto non voglio vestirmi con quella roba da sfigato che sicuramente mi avrebbero comprato per le uscite in montagna. Difatti avrò fatto 6 o 7 uscite in tutto la stagione e potevo anche farlo con quel vestiario che oltretutto andava meglio... Ma faglielo capire a queste galline! Alla terza o quarta uscita hanno capito che quei pantaloni con la tuta sotto andavano meglio delle loro calzamaglie del piffer. E per lo meno l'anno non l'ho perso perchè forse riuscendo un goccio a dormire alla domenica magari uno non si addormenta sui libri. E comunque l'avere le giuste ore di sonno e non fare orari da tossico aiutava tantissimo. Certa gente non lo capisce ancora oggi. E continua a fare orari da tossico e lamentarsi che tutto gli va storto. LA VESPA DI PASCALE Se è vero che io mi sono motorizzato anche io Pascale,un mio compagno di classe all'internazionale lo era da tempo. Essendo più vecchio di me aveva già una vespa 125,un PX con quasi tutti gli accessori del tempo . Aveva la radio,la batteria aggiunta che andava periodicamente ricaricata in quanto il tipico montaggio non prendeva corrente dalla batteria anche se sarebbe bastato un diodo singolo perchè nel PX di fatto avevi già un regolatore montato e bastava raddrizzare. Insomma un banale diodo P600B e una resistenza da decimi di ohm. Aveva il cupolino sportivo,il portapacchi dietro e i vari tubi di ferro che proteggevano le lamiere. Bè quella vespacon l'adesivo della mecca su un fianco che io avrò visto due o tre volte è stata bruciata. Non so se il proprietario avesse fatto un torto a qualcuno o magari dava fastidio dove la lasciava o cosa. Un giorno se ne arriva a scuola e ci dice che gli hanno bruciato la vespa. La hanno girata sottosopra e quando la benzina usciva la hanno accesa e se ne sono andati lasciandola bruciare. E così ci ha raccontato la fine della sua vespa ,noialtri avevamo coniato il vocabolo "wrissgggg" che simula il rumore di quando prende fuoco qualcosa. E ogni tanto uno dei due Ivano,non mi ricordo quale gli diceva "wrissgggg"e lui ci bestemmiava sopra. La sorte della vespa di Pascale dopo la combustione è uno dei tanti misteri che resteranno irrisolti. C'è chi dice che l'abbia portata allo sfascio e chi dice l'abbia data dentro per prendere qualcosa di più moderno e addirittura chi dice abbia preso un altra vespa. Ma è l'ennesimo enigma non risolto della mia vita. I VECCHI DEVONO SEMPRE SCALDARE TUTTO? Il miscuglio di limone e miele è uno dei rimedi contro le tante tossi che l'inverno ci regala. Solo che mentre la nonna tossisce sempre in qualunque stagione visto che ha i polmoni marci e incatramati. E in compenso quando prepara qualunque bevanda la nonna la deve sempre scaldare. Così tutto diventa disgustoso. Anche l'acqua nel quale mette il limone e il miele la deve per forza scaldare. Ma almeno un minimo di intelligenza e mettere un cubetto di ghiaccio? No,forse di intelligenza ce ne andrebbe troppa. Sto davvero comiciando a pensare che e si invecchia male si diventa dei semifreddi indegni e si comincia a scaldare tutto. E allora giù a consumare acqua calda! NON HA I PARAFANGHI! Tra le tante stupidate galattiche che ho sentito quella detta da un vecio degli orti abusivi che un pomeriggio quando ero in giro con Erik cosa che capitava rarissimamente essendo tanto lontani che con orari che mai andavano d'accordo. Le bmx non hanno solitamente i parafanghi. Non li hanno mai avuti sebbene qualcuno abbia montato dei parafanghini di plastica a non erano poi così belli. Bè io non capisco perchè se qualche mummia ha qualcosa da dire si impunta sempre sul fatto che la bici in questione non ha i parafanghi . Ma non hanno mai latitato più di tanto tra gli argomenti è la forma dei pedali che "rovinano le scarpe" . E veniamo poi alla mancanza dei fanali,cosa per la quale secondo certi personaggi non dovevano manco essere ammesse per strada. E continuamo poi con alcune che non avevano ancora il freno anteriore. In realtà tanto i fanali anteriori che quelli posteriori periodicamente apparivano e sparivano a seconda di quelli che si montavano e si rompevano. A seconda di quelli che si perdevano e quelli che smettevano di funzionare dopo poco perchè non erano fatti per durare. Caso emblematico una totale schifezza fatta con e plastiche mal stampate e i contatti fatti con pessimi lamierini Inutile dire che dopo pochi mesi o il calore della lampadina o il perdere l'acido delle pile , lo svergolarsi dei lamierini o il rompersi della plastica lo rendevano buono solo per l'immondizia. Quando poi non entrava acqua all'interno e mandava tutto in corto perchè non era stato fatto manco un buchino per farla uscire. Veniamo al fatto allora: Ero seduto con Erik su una panchina e parlavamo del tempo che fu,quando si pensava solo a divertirsi e la scuola non rompeva. Lui aveva relativamente poco tempo perchè lavorava in officina con suo padre e appunto quel pomeriggio voleva riposare un goccio la mente. Erik dopo il giro appariva molto più stressato del solito. Solitamente per il suo fisico mi stava davanti ma stavolta no. Sembrava distratto e allora dopo che ci siamo fermati ha detto una delle poche frasi mitiche partorite da lui ossia "certa gente per farla andare avanti devi togliergli i freni dalla macchina ". Eravamo passati dall'officina e poi siamo andati a una delle panchine sul viale che porta a corso Francia. Ha poi infilato una mano in tasca e tirato fuori una manciata di lampadine usate prese pochi minuti prima in officina. Il discorso è appunto proseguito con quelle lampadine. Il concetto della sua frase ossia che certa gente ha sempre il pedale del freno schiacciato e quindi le lampadine si bruciano spesso. Le lampadine in questione sono le 21/5 e hanno due filamenti . Uno fa la posizione e l'altro fa lo stop. E non è affatto detto quale parte per prima. Tuttavia il fatto che parta quello dello stop identifica persone con sempre il piede del freno. Se vedete una coda di auto con tutti i lumicini rossi accesi...bè sicuramente se qualcuno la sta causando è quello che poi in seguito definirò come il bradipo sotto ketamina senza riflessi Insomma come il vecchio che ha investito il Petruccino. Anche le lampadine per noi parlavano. Non so cosa fosse ma il seme dello scrutare e indagare sull'intima materia era una cosa che non era morta con il Petruccino ,anzi cresceva e si ingrandiva. Ogni oggetto parlava ,ovvio nella sua lingua che noi sapevamo interpretare o almeno immaginare. Un gruppo di nonnetti hanno cominciato a guardare,a parlottare. Sembravano molto più interessati alle bmx che a noi. Uno in particolare sembrava un minimo interessato a conoscere la materia. E poi attacca discorso qui attacca discorso la il problema secondo loro era che la catena avrebbe sporcato i pantaloni e l'assenza dei parafanghi non avrebbe consentito la guida con vestiti eleganti. Personalmente tanto a me che a Erik sono caduti i maroni,la bmx non è affatto una bici elegante e noi la usavamo ANCHE per spostarci,ma era nata per correre sullo sterrato . E l'assenza di tutto era appunto dovuta al suo uso iniziale. Il discorso comunque è proceduto sul fatto che la forma del telaio è data dalla necessità della sola robustezza. E ogni orpello estetico di fatto è più dannoso che utile. L'idea di usare le bmx per uso quotidiano è nata negli states perchè per la loro leggendaria robustezza e sopratutto perchè in sostanza è un popolo più grezzo e cafone del nostro. E pertanto passa dalla bici elegante,che in quel caso solitamente è molto elegante delle nostre,quasi con un eleganza barocca alla nuda praticità della bmx. IMPIANTO ANTENNA CENTRALIZZATO La cosa che a me ha sempre fatto girare i maroni è sempre stata il pensare e impuntarsi contro qualcuno. E' stato rifatto l'impianto di antenna in quel cesso di palazzo è stata montata una centralina per l'antenna centralizzata e poco dopo alle ferie è andata a fuoco. Bel lavoro di emme che è stato fatto,eppure non solo quei 4 veneti della scala 55 non lo capiscono ma si permettono pure di dare la colpa a Pries che giusto per onore di cronaca quella sera che l'antenna è andata a fuoco ,nel momento esatto del corto che si sono spente le luci nella scala veneta era con me e stavamo rientrando,infatti eravamo in fondo alla via e abbiamo visto le luci spegnersi e i vecchi uscire perchè era andata via la tv. Per almeno un ora eravamo stati in giro in zona a fare shopping anarchico a fianco dei bidoni della spazzatura Pure il sottoscritto quando è andato a casa ha poi visto che canale 5 si vedeva male ma tanto "dovevo" andare a dormire. Eppure a sentire questi veneti balordi dopo che Pries si era trasferito come casa si divertivano a dargli la colpa di una cosa che si era incendiata perchè montata col didietro. Chissà cosa avrebbero detto se bruciava pure il tetto. La cosa che più mi ha dato fastidio è stata anche l'impuntarsi di quel diversamente intelligente dell'amministratore sul togliere ogni antenna dal balcone che era comunque un balcone interno e non una facciata. Così ho dovuto rinunciare ad alcuni canali che avrei potuto ancora vedere e che prendevo con l'antenna a pannello che essendo da un lato della casa era schermata da certe interferenze. Lamentarmi con qualcuno? No...facciamoci furbi,tanto anche se anche fai l'impossibile danno solo e sempre ragione a sti vecchi del kaiser. Si parla che la gerontocrazia non ha futuro ma questa è proprio la realtà. A me fa pensare che se veramente eravamo la quarta potenza industriale mondiale...forse lo eravamo per grazia ricevuta. Viste le troppe teste vuote che vedevo intorno a me. E non solo in casa mia. IL RUMORE DEL MONDO Il mondo non conoscerà ai pace e silenzio. Non può e non potrà mai perchè ogni cosa genera rumore e genera guerre di vario tipo. Fossero anche solo i plotoni di acari che camminano su una coperta sporca. Il silenzio non esiste perchè gni cosa fa rumore. Ho provato a addormetarmi con le cuffie per il rumore ma a parte il fastidio sento ancora rumori. Sento amplificata la mia respirazione e sento anche il gorgogliare dell'intestino e il rumore del cuore. Meglio non è andata neanche con i tappi che si infilano nelle orecchie e poi si allargano. Pure con quelli si sente comunque un concentrato di rumori. E sommandoli insieme i tappi e le cuffie si ,ci si isola ma non proprio come si dovrebbe. E sono dell'idea che il corpo bene o male si adatta al rumore a alla lunga il rumore da fastidio solo se non ci sei abituato. Quando arrivava la stagione calda di solito andavo a dormire con il balcone aperto e nonna quasi sempre a chiudere anche se c'erano 30 gradi. E in ogni caso quando il balcone era aperto e tutti erano andati a dormire se nonna si era dimenticata di chiudere sentivi ancora chiaramente il rumore degli ascensori,il traffico su corso Francia,un brusio riconoscibile. Se passava il treno sebbene ci fossi a un km sentivi una ferraglia riconoscibilissima E poi pensavi....chissà come fanno nelle zone del silenzio. E il mio pensiero va a quelli che che per problemi mentali patiscono i rumori. Ecco cosa si dovrebbe dire per tutti quei rumori fatti tanto per...da chi si diverte a fare scattare l'antifurto a chi suona tanto per e consideriamo anche chi viaggia con la marmitta rotta. Da piccolo avevo un disco per bambini che parlava appunto del troppo rumore. Si chiamava il concerto della città. E raccontava di un anziano che tornava alla campagna dopo pochi giorni passati in città. Ricordo anche che la ritmo di uno dei veneti dell'altra scala che suonava tutti i momenti anche se passava solo una moto smarmittata. Un allarme sensibilissimo che sentiva anche i tuoni dei temporali. Incredibile che nessuno gli abbia detto niente o che negli anni nessuno gli abbia tirato un uovo o della cacca. Visto che era proprio un disturbo continuo. Ma non era l'unico,quando cambiò quell'aborto di fiat ritmo anche l'auto successiva che prese aveva lo stesso allarme regolato troppo sensibile. Inoltre poco più avanti in una casetta c'era un altra auto dal suono facile. AMMINISTRATORE AU AUA Mi sono sempre chiesto perchè certi personaggi occupano certe cariche sociali. E che non sanno esprimersi. Questo qui non so dove lo hanno preso,non riuscivi a capire quasi nulla di quello che diceva. Va bene che il punto fondamentale di un amministratore potrebbe essere spennare la gente e fare fare un sacco di lavori inutili per guadagnarci sopra. Questo non so se faceva tanti lavori o pochi quello che sono sicuro è che era una persona abbastanza fatta a modo suo perchè come tutti quelli che hanno una certa autorità,qualunque sia la faceva pesare in un modo idiota. Ma ancora più fastidioso era pensare che la metà dei personaggi gli dava comunque ragione perchè comunque si dava ragione al più anziano e non al più conoscitore della materia. E quando sentivi certe frasi che erano concentrati di ignoranza ti cadevano le palle. LA PROLUNGA DI DEMO Vi ricordate il mostro delle cantine ,quella faccia cattiva che ci guardava dai buchi della cantina di Demo (e visto che sul campanello era Demo N per noi era demonio) che probabilmente era una boccia di un acetiera che ha fatto kerasss arrivando sul pavimento della cantina e spandendo poi un fortissimo odore di aceto. Bene stavolta al povero Demo è toccato un feroce sabotaggio della prolunga che serviva per accendere la sua lampadina all'interno della cantina. Pries aveva bisogno di una spina per accendere un proiettore che abbiamo trovato a fianco del bidone e poi abbiamo usato per guardarci dei film per adulti . C'è n'era una scatola intera. E accendi e collega,spegni la luce,guardiamo e avanti un altro. Alla fine del nostro bel gioco dopo aver guardato tutti i film e allora ho rimontato la spina sulla prolunga di Demo che sporgeva dalla porta chiusa ma non contro. Ho fatto un vero lavoro di emme perchè essendo i cavi di gomma secca i fili erano messi un pò come capita. Ho chiuso anche parecchio male i fili e pizzicato i cavi alla come viene e viene perchè dovevamo andare su ed era ora. Ricordo che al tempo la puntualità era tutto. Quello che successo poi è che quando il sign Demo ha attaccato la spina ha fatto uno dei quei botti con annessa scintillata che ha fatto saltare il contatore e ha tranciato netto il cavo a collo della spina. Tanto io che Pries ci stavamo scompisciando dalle risate ma abbiamo dovuto fare buon viso a cattivo gioco allora abbiamo fatto finta di niente ma quasi Pries si stava facendo la pipì addosso dal ridere. Che il sign Demo abbia cogitato? Ma? Chissa? Di sicuro ha dovuto rimontarsi la spina. Di sicuro abbiamo capito che non era un vero demone se avrebbe capito che il corto non era accidentale. Per cui Demo N non voleva dire demonio. GIULIANA E IL VIDEOREGISTRATORE Ci sono due film a cui sono affezionato,il primo è uno sceriffo extraterrestre e il secondo è ma chissà perchè capitano tutte a me. Li ho visti più volte durante la mia vita devo dire ,cosa peraltro confermata anche da Giuliana che dentro di essi c'è un energia interna mica male. Giuliana era una delle prime ad avere il videoregistratore.. Vogliamo dire cosa ne pensava mia nonna del videoregistratore? "i film si guardano quando li danno". Peccato che in quella casa il monopolio del televisore era esclusivamente suo e tra un film d'azione e uno sdolcinato e strapalacrime vediamo se indovinate che cosa avrebbe scelto. Cominciamo dal primo . Nel film uno sceriffo extra terrestre il mitico Bud Spencer fa da spalla a un ragazzino extraterrestre che ha delle caratteristiche da vero alieno in un corpo dall'aspetto terrestre. Questo film ha una serie di cose "strane" parlando di viaggi spaziali. Cominciamo dall'inizio. Bud Spencer,lo sceriffo quando passa a recuperare il figlio della signora al parco divertimenti è con il bambino extra terrestre e evidentemente prima si sono cambiati tra loro i vestiti. Infatti lui è vestito con la tuta spaziale Bene,intanto se i viaggi spaziali si sono evoluti in teoria la tuta spaziale non serve più visto che già nelle ultime missioni shuttle di fatto si usa solo per le attività extra veicolari. O per scendere su qualche pianeta dove l'atmosfera non va bene. Non certamente la terra. Inoltre la tuta spaziale vera,non un simulacro da carnevale impone oltre alla taglia più o meno giusta anche certi trasduttori e parti da attaccare al corpo. Infatti la vestizione è piuttosto complessa e fatta con rigore alla nasa. Avevo visto un documentario delle missioni sulla luna. Inoltre essendo il ragazzino extraterrestre magari leggermente differente come chimica siamo sicuri che sia tutto compatibile? O che una volta chiusa la tuta possa succedere qualcosa di inaspettato? Dubito che due ragazzini al buio possano fare una vestizione senza problemi. Anche perchè qualcosa va installato pure in zone intime. Veniamo al capitolo dopo ossia il fatto che il ragazzino viene cercato dai militari. Perchè è così importante? Veniamo al momento del dottore che controlla i segni vitali. E' relativamente strano che un bambino così simile a uno terrestre possa essere così diverso. Ma preso nel suo insieme il film è valido se non ci mettiamo a fare le pulci. Il sequel ossia ma chissà perchè capitano tutte a me. Qui il bimbo è un goccio cresciuto ma è più suggestiva l'ambientazione in una piccola cittadina che poco cambia da una del vecchio west. Ed è una fabbrica di energia universale la musica della carica finale quando ci si ribella al controllo globale. Attenzione che è un film con diversi significati nascosti. Giuliana ne ha trovati parecchi all'interno e secondo me ha ragione su tutto. I TOSSICI BUTTANO LE SIRINGHE NEL GIARDINO DELL'ASILO. La notizia che in uno dei girotondi i bambini dell'asilo abbiano trovato una siringa o che addirittura uno di loro si sia punto è rimbalzata come una palla pazza nel quartiere. Come un petardo lanciato in un pollaio che fa volare galline e piume ovunque. E per parecchio tempo le maestre al mattino facevano il controllo prima di portare i bimbi a giocare. Inutile dire che mia nonna ha gonfiato la cosa in maniera terrificante. Il bimbo che si era punto,ma poi non si era punto. Era morto istantaneamente per droga,no era vivo. Si era beccato l'epatite ,no stava bene . Insomma un pessimo sistema di gestione dell'informazione. Oggi si direbbe che si fa terrorismo mediatico ,una volta era solo sentire parlare mia nonna. Tra lei e il passaparola di bottegaio nell'alimentari dove lei andava sempre. Poi non so come sia finita. I tossici hanno una vita relativamente breve almeno finchè continuano a farsi. Qualcuno si fa furbo e ne esce da solo. Qualcuno va a farsi recuperare dalle comunità dei tossici dove li prendono a sberle tutti i giorni (sberle doppiamente meritate. Perchè ci sono caduti e perchè vogliono uscirne). Qualcuno va diretto nei verdi pascoli e qualcuno va in galera. Cosa sia in più grave o non lo sia non sono in grado di giudicare. A me non serve cercare sensazioni fasulle perchè non mi serve spegnere il cervello. I CLORO FLUORO MISTURI Ne avevo parlato con Pries e poi ne abbiamo riparlato quando l'incendio di Valeriano gomme aveva fatto il cielo completamente nero. Ma quanto stiamo inquinando? E il buco nell'ozono? Ai telegiornali annoiavano senza pietà dicendo le solite cose del tipo moriremo tutti,si scioglieranno le auto per strada. Era normalissimo al tempo comprare tutto in bomboletta spray. Vernice,lacche,smacchiatori,profumi ,spruzzini di ogni tipo. Difatti da lì relativamente a poco nacquero gli spruzzini ecologici che avevano una pompetta manuale e niente gas all'interno. Ricordo quel giorno dell'incendio del gommista che il cielo si fece nero. Come se qualcuno da qualche parte avesse acceso un cammionaccio di quelli che fumavano seriamente ci desse del gas ad acceleratore a fondo. Insomma di quegli orrori fumaroli che ti vedi sempre in mezzo ai piedi quando vai da qualche parte. Mancava solo di sentire il rombo del motore tutto accellerato come quei cammionacci che in salita impestano l'aria con un fumaccio nero e intalciano il traffico andando a 30 all'ora per divertirsi a fare perdere tempo. Una sera avevamo trovato una bomboletta mezza piena nella spazzatura e avevamo provato a incendiarne il getto,c'era fuoco ma anche tanto fumo e puzza. Pensavamo fossero quelli i clorofuoromisturi. Di fatto una mezza cortina fumogena. E personalmente sul fatto che avessero fatto tanto fumo non gli avevamo dato importanza. Inquinano punto e basta. Poi non so se fosse stata una di quelle bombolette stupide che le donne usano per stirare o una bonza di vernice. Perchè sicuramente il contenuto è differente. Una seconda occasione di vedere quanto si faccia fumo e si inquini è stato il vedere cosa restava di un bidone della spazzatura di plastica di quelli marchiati CIDIU perchè dove c'era il bidone ed è erogato è rimasto solo il telaio di metallo il muro lì dietro era nero. Pure un albero che insisteva con i suoi rami ha fatto da combustibile e pure lui è rimasto bruciacchiato e nero. CHE BELLO SPEGNERE I LAMPIONI Nella nostra zona come la metà abbondante delle zone di Torino,Grugliasco e Collegno era illuminata a vapori di mercurio. Ossia quelle lampade che aumentano la potenza man mano che si scaldano e fanno una luce azzurrina vagamente spettrale man mano che partono. Sommate alle loro naturali caratteristiche il fatto che da vecchie sono ancora più azzurrine e ancora meno luminose. Pur consumando sempre uguale. Una delle altre loro caratteristiche,oltre alla loro accensione rallentata è il fatto che se vengono spente non si riaccendono finchè non si sono raffreddate. Quindi cosa succede? Che la minima mancanza di corrente regala 5 minuti di splendida oscurità alla zona dove abbiamo fatto un piccolo black-out. E come fare un piccolo black-out? Semplicemente illuminando la fotocellula che comanda l'accensione dei lampioni. E' una questione di una decina di secondi poi si sente un TUN nel quadro e arriva l'oscurità che si mantiene per 5 minuti. Poi le lampadine si riaccendono una per volta irregolarmente e aumentano la loro potenza poco per volta come se si fossero appena accese. Ricordo una sera che abbiamo incontrato i carabinieri che ci hanno guardato brutto e volevano controllare ma in fin dei conti in una zona dove tutti i momenti i lampioni si spengono è normale portarsi dietro una lampada a batteria. Del resto i fotoni emessi non hanno il numero di targa. E' INUTILE CON GLI OROLOGI NON VA Personalmente penso che sia una strada sbagliata. Lo è sempre stata quella di procedere in una direzione credendola quella giusta e buona anche quando i segni ti fanno capire che non lo è. E sopratutto considerare le altre direzioni COMUNQUE sbagliate. Purtroppo in casa mia o meglio in casa della nonna visto che era sua ,lei dettava legge e la dettava anche su cose dove proprio non aveva nè competenza nè autorità. Per mia nonna contava solo il fatto che una cosa fosse di marca (ma solo delle sue marche) poi tutto il resto lo decideva lei sul momento. O con delle idee sbagliate in partenza. Lo era stato al tempo per la radio a valvole,quando col nonno quando i soldi cominciavano ad arrivare avevano comprato non una ma addriritura due radio a valvole perchè una la ha voluta regalare a madrina che era la sua matrigna e non aveva la radio. Le radio a valvole erano quindi una magnadyne e una radiomarelli. Entrambe senza le FM ,perchè si era negli anni 60 e quindi non era una priorità. Inoltre le FM erano una cosa moderna. La magnadyne che aveva regalato a madrina a aveva ponteficata ma poi alla fine non era nulla di che. La sua,un pò più bella a di fatto a lei interessava fosse solo dello stesso colore dei mobili. Ovviamente nessuna delle due aveva l'occhio magico e solo la sua era isolata dalla rete. Ricordo quella radio che aveva trovato posto nel garage per tanti anni e poi alla fine abbandonata da qualche parente. Forse zio Silvano per cannibalizzare cosa poteva ancora servire. Per gli orologi il suo diktat era di fatto contrario ai digitali perchè da un lato la sua stupidità già la faceva arenare come una balena spiaggiata quando appariva un numero più grande di 12. Avrebbe detto "ma 13 cosa vuol dire?". Per cui vai di lancetta e almeno capisci come leggere. Inoltre i suoi diktat erano che l'orologio NON doveva essere subaqueo perchè gli orologi subaquei sono sempre imprecisi,inoltre hanno il cinghietto in gomma e ciò "è male" perchè deve essere di cuoio..e sopratutto un orologio come si deve si doveva caricare tutti i giorni. Mi chiedo come abbia fatto il nonno a fare accettare un seiko automatico! Che non doveva essere caricato tutte le sere . Ma forse mia nonna non ci pensava più di tanto. O forse il nonno faceva il gesto di caricarlo e tutto finiva lì. Nel mio caso di fatto si è riciclato tutto cosa era di avanzo in casa. Dal lanco di mio papà che oltre ad appannarsi di continuo per l'acqua un pomeriggio si è sganciato dal polso sebbene fosse bene allacciato ed è caduto fermandosi per sempre, a vari orologi a carica manuale che duravano poco e spesso erano causa di litigio in casa perchè sembrava che facessi apposta a romperli. Mia nonna per la prima comunione mi aveva regalato un citizen ma ne aveva sempre una, insomma ciofeche belle anche se erano delicatissime all'ennesima potenza. Ricordo che avrò fatto cambiare il perno dall'orologiaio due volte se non tre. Prendeva gioco sempre di più,dondolava come un dente che sta per cadere e poi via Una volta l'ho perso,le altre due lo ho preso in tempo. E la cosa strana è che era automatico e non andava mai caricato. Se no il perno sarebbe durato due giorni invece che due mesi. Difatti mi sono riproposto di non acquistare più nessun tipo di orologio a lancette per usarlo personalmente. E poco per volta usare per gli altri a regali e prestiti quelli rimasti. Voglio solo conservare uno swatch che avevo vinto agli x game. Che a parte il cambio delle batterie in questo momento che sto scrivendo è nel mio comodino perfettamente funzionante. PRIMO LEVI CI LASCIA aprile 1987. Sebbene sia uno scrittore molto di parte la dipartita di Primo Levi ,sopratutto nel modo cruento in cui è avvenuta mi aveva fatto pensare. Le sue più famose opere erano quelle sul campo di prigionia che io ho sempre reputato meno belle,tuttavia io l'ho sempre apprezzato solo per il MODO in cui scriveva e dei contenuti non è che mi importasse granchè. Faceva libri facili,piacevoli e che si lasciavano leggere bene. E bene o male ottenevi valutazioni alte. A differenza di Beppe Fenoglio che con il suo partigiano Jonny del razzo mi ha fatto prendere una seria insufficenza,complice anche il fatto che ci ho scritto chiaramente cosa ne pensavo di un cretino che mette una parola di inglese ogni 3 o 4 di italiano. Capita ogni tanto che qualcosa venga preso di punta e io ho preso di punta quell'autore con quel libro. Ovviamente aggiungo l'autore tra quelli a cui prima o poi in una vita o nell'altra dovrò spaccargli il grugno. Primo Levi sapeva scrivere invece. Forse perchè come chimico e qui cito una sua frase "sapeva arrivare al cuore della materia" senza inutili giri di parole. Avevo letto ,perchè all'internazionale il professore di italiano che aveva lo stesso nome di una marca di pulman e camion obbligava a leggere tot libri all'anno e obbiettivamente se potevo scegliere qualcosa di leggero,facile e comunque di buona lettura perchè non sceglierlo. Ce la si può avere a male perchè Primo Levi era di razza ebrea e sicuramente quel mio compagno di classe della scuola precedente,quello con gli anfibi e le bretelle bianche dell'itison mariuana avrebbe avuto da ridire. Ma pur essendo consapevole del fatto che nella storia del tempo si sono contraddistinti da azioni non proprio meritorie in campo economico io penso che si debba fare una chiara selezione di ogni cosa è,chi lo dice e sopratutto come. Anche di un granello di metallo che ti capita sotto ai piedi e saper scegliere cosa è giusto e positivo per te e cosa non lo è. Indipendentemente dal fatto che possa essere un granello di sabbia di un colore politico o di un altro. Poi ovvio che bisognerebbe capire cosa è realmente giusto e cosa non lo è. E purtroppo si deve ricorrere a una loro logica ma modificata come sempre per le cose mie ossia: -Quanto ci guadagno io? Quanto ci perdo io? Quanto ci guadagnano gli altri? Quanto ci perdono gli altri? Gli altri ci guadagnano più di me? Gli altri ci perdono più di me? Insomma facciamo chiarezza... -Quanto ci guadagno io? Manco il cane muove la coda per niente penso che sia chiaro. Personalmente se devo fare qualcosa anche se non guadagno soldi preferisco guadagnare oggetti che mi servano normalmente. Ma è da tempo che non faccio più niente per la madonna o a babbo morto. Ho già fatto troppe cose per la gloria (altrui) e quindi ho deciso che se devo fare qualcosa voglio almeno le spese. Ricordo quanti viaggi INUTILI per amici e parenti per controllare elettrodomestici e televisori oramai trapassati o con problemi tali da sconsigliarne qualunque riparazione. E che magari erano già stati controllati da un altra persona ma magari non si fidavano o come sempre dicono volevano spendere meno. Magari che potevano essere riparati e poi per tentativi maldestri si rendono totalmente inservibili. Perchè non sarebbe la prima volta che un oggetto con un guasto lieve dopo essere passato da troppe mani diventa un ricettacolo di problemi tale da renderne impossibile qualunque riparazione. O ancora peggio che li ripari,loro funzionano e poi ti fanno fare la figura del cioccolataio perchè li ripari e dopo 2 ore si rompono di nuovo. Anche se in qualche caso il difetto è chiaramente un altro ma te lo fanno passare come cosa riparata male. E tu con quei rottami ci stai perdendo ore e giorni e loro ovviamente li avevano portati da un altro riparatore che li aveva consigliati di lasciare perdere . E da qui quella che io chiamo la malfidenza italiota. -Quanto ci perdo io? Appunto,oltre il parentado stretto che sarà sempre meno per raggiunti limiti di età ogni volta che sanno che sai fare qualcosa tutti a sfruttarti in un modo o nell'altro. Ed è gente che come soldi sta venti volte meglio di te e poi mendicano sulla riparazione di una radio o di un televisore. E magari pur essendo ricchi sfondati fanno pure i furbi col telefonino ossia ti fanno lo squillo e sperano che tu li richiami. Ha cominciato lo zio Mario da vecchio a farlo e poi tutti gli altri. Sembra quasi che dopo una certa età la tecnica sia quella per tutti. E da allora telefono spento quando sto facendo qualcosa di mio ed importante. Anche perchè se lo sbagli quello che stai facendo chi se la prende nel gnau sei tu. -Quanto ci guadagnano gli altri? Ecco qui capita spesso e si deve dire di tutto e di più perchè solitamente gli altri ci guadagnano tanto e di più. E spesso per poche briciole che fai tu loro oltre a prendersene il merito si fanno ricchi. Una volta va bene,due anche dalla quinta in su si comincia a essere stufi perchè si comincia a capire che ti stanno sfruttando. -Quanto ci perdono gli altri? faccio danno a qualcuno a me caro se faccio/non faccio qualcosa? O quella cosa è innocua? A volte sono oggetti la cui dipartita non ammazza nessuno e magari se se ne vanno li si tolgono dai piedi Su ogni cosa è così ma ora lo ho capito e ci ho messo decine di anni. A me faceva piacere magari riparare un oggetto e farmi l'equivalente di un gelato. Il problema era che magari chi mi faceva fare la riparazione ci guadagnava 20 volte di più. -Gli altri ci perdono più di me? Appunto quanto ci si perde? Io mi perdo un tot di tempo per riparare qualche orrore e loro? Magari continuano con quell'orrore a disturbare? BATTERIE NI-Cd CHE SCHIFO! Era prevedibile...non che fosse già coscienza pseudo ecologista di oggi che vuole che ci sommegiamo di attrezzi a batteria,ma bene o male per provare l'idea delle pile ricaricabili. Anche in virtù dello sbandierato risparmio economico. E come sempre su ogni cosa ce la si prende in quel posto. Vi ricordate il detto di chi lascia la strada vecchia per quella nuova? Un pò perchè per la novità in assoluto che mette in commercio prodotti acerbi e mal funzionanti. E Un pò sopratutto perchè queste benedette batterie al nickel cadmio hanno un notevole effetto memoria che di fatto ti obbliga a scaricarle prima di ricaricarle. Insomma si deve sprecare la corrente residua perchè se no non se ne può mettere altra. E quindi giù a sprecare soldi e ore di lavoro per costruire,provare,ricaricare...e poi avere delle batterie sempre indecentemente scariche. Che si scaricano da sole se non le usi oltretutto. Insomma fanno schifo ai porci ma quando lo scopri è tardi e oramai le hai pagate. Le usi un pò poi quando comiciano a fare le stupide via nel bidone. Con pace per il nickel,per il cadmio e tutta la popò chimica contenuta. E spera che non vada a quel paese qualche elemento se no avrai anche problemi in ricarica. L'abbandono definitivo delle ricaricabili lo feci con l'inizio delle uscite con lo snowboard e ci misi 16 anni a capire che era un prodotto sbagliato perchè troppe troppe volte smettevano di funzionare senza motivo. E una volta addirittura ho dovuto subire tutte le volte che andavo a prendere lo skilift l'audio della messa trasmessa da un odioso altoparlante messo a fianco a dove il prete una volta all'anno diceva messa. STATI DI ALLUCINAZIONE E' un film che per "destino" non ero riuscito a vedere. Perchè il televisore philips di Grugliasco che abbiamo cambiato da poco ha deciso di andare in sciopero proprio quella sera che serviva a me e non per esempio quando la nonna ci andava pesante con le telenovelas e gli scemeggiati. Avevo visto giusto le prime scena perchè nonostante tutta la sera era stato acceso con i telegiornali della nonna e poi quando serviva a me,entra in sciopero. Ovviamente i soliti favoritismi femminili. Comunque lo abbiamo portato a riparare perchè era in garanzia. Anche se come sempre ci rimetto io. Per una sera che volevo guardare qualcosa che interessa a me pure il televisore di quella casa fa il furbo. Si è vista solo la prima scena con il tizio immerso nella vasca verticale e la battuta poco intelligente di mia nonna è stata " è un film ambientato sul fondo del mare?" Lo so ...paraurti del cammionaro assassino e si grida ego te absolvo... Questo film sono poi riuscito a vederlo tanti anni più tardi ed è stato parecchio deludente. anche perchè ancora si accenna alle droghe di vario genere. Che hanno stufato! Erano proprio belle solo le prime scene e nulla più. Chi lo sa se davvero la tv si era guastata al momento giusto?. PASQUA E GIORNO DELLA MERENDA La nonna con il suo bigottismo asfissiante segnava i giorni sul calendario per sapere quanto mancava alla pasqua e le faceva sempre portare a casa quell'odioso rametto di ulivo. Cosicchè la domenica delle palme diventava la domenica delle palle perchè oltre a perdere tempo per la messa dovevi pure aspettare i porci comodi di chi ti dava il ramoscello di ulivo. Il giorno della merenda era più comodo farlo da qualche parte,solitamente a Paesana dove al sottoscritto toccava portare quella odiosa cesta rossa,odiosa e poco pratica e con i bulloni laterali che da un lato erano a spigolo vivo perchè dalla notte dei tempi si erano persi quelli originali. Anche perchè mentre tutte le ceste avevano i bulloni con filettatura metrica o erano rivettate quello schifo aveva una filettatura tutta sua,come del resto capitava con certe biciclette da 4 soldi prodotte nel nostro paese. E nonostante i bulloni fossero marci di ruggine si svitavano comunque. E se disgraziatamente eri con i pantaloni corti ti ferivi pure le gambe e la voglia di farla volare in cortile cresceva in modo esponenziale. E quindi facevi attenzione a non sfregare sui pantaloni da quel lato e camminare. Inutile dire che la nonna era specializzata a portare tante di quelle porcate inutili,i gusti,l'olio ,tutto rigorosamente con pesanti bottiglie e tutto messo in modo che il peso fosse tutto da un lato o tutto dall'altro. Inoltre dopo che l'avevi portata aveva sempre da dire qualcosa sul fatto che gli avevi fatto prendere scossoni e si era mosso tutto. O magari la solita cosa messa male si era versata. AEREO SULLA PIAZZA ROSSA Personalmente dell'aviazione generale importa molto poco. Il sentire ronzare quegli areoplanini privati non mi dà nessuna sensazione nè in bene nè in male. Difatti non mi sono mai interessato agli aeromodelli. Sebbene c'era da sperimentare con le radio e con i servocomandi non mi piaceva il discorso del motore a scoppio,della benzina e delle puzze. Inoltre non mi piaceva il fatto che non potevo farlo volare dove volevo ma solo nei tali giorni e tali ore. Difatti ho avuto delle auto radiocomandate ma non degli aerei. Ricordo Stefano che aveva un grosso aereo radiocomandato col motore a scoppio e aveva perso tanto tempo per verniciarlo in più colori e più volte.Usando spesso bombolette che era più la puzza che facevano di quanto verniciavano. Per il resto degli altri aerei non mi interessava granchè. Come avevo già detto più volte avevo parlato di due aerei ossia del continental e di air india. Degli altri chisse. Il fatto che quel rampollo viziato sia atterrato sulla piazza rossa non mi ha suscitato chissà che sensazione ma il fatto che sia riuscito a farlo mi fa pensare. Altre sensazioni simili che mi darà vedere in dettaglio il film nirvana con Diego Abbattantuono. Io giudico la cosa come una vaccata pubblicitaria.L'ennesima in un mondo sempre più votato all'apparire e non all'essere. RIMANDATO! (giugno) E così l'anno è finito che....mi hanno rimadato,sempre per quella odiosa matematica che poi non ti serve a nulla. Forse quella cretina menagrama di mia nonna aveva ragione "non c'è margine" oppure "mi perde l'anno " sembrava quasi che si divertisse a portare male. Personalmente ho pure avuto l'impressione che avesse parlato con gli insegnanti perchè fossero più severi apposta per punirmi. Sapessi almeno perchè o cosa gli avessi fatto... L'esame di settembre poi lo passerò anche se come sempre la scalogna ci mette del suo che per uno schifoso segno sulla fotocopia ho sbagliato parecchi calcoli ma comunque ho passato e buona notte. In questo pezzo di biografia non fatemi più parlare di scuola perchè davvero hanno stufato e non voglio più parlarne,finora tutto quello che ho imparato in prima non mi è servito a nulla nella vita. Poi per carità è vero che ho fatto solo ed esclusivamente lavori totalmente non inerenti all'elettrotecnica ma come si dice quando un lavoro c'è non si dice mai di no. Specialmente quando puoi incamerarti i piccioli e non metterli in casa che sparirebbero alla prima spesa in cose totalmente inutili e prodotti di marca che non servono a nulla... Poi ovviamente se guadagni qualcosa di serio il frigo lo riempi e dici che avevi avanzato qualcosa. In quel caso mamma e nonna in teoria dovrebbero applaudire. Nonna no,le guardava la marca di ogni cosa. E poi se ne esce con qualche sua supidata estrema. Anche perchè comunque i prodotti da frigo li deve cucinare lei anche se si inventa mille stupidaggini. Già anche solo per la pasta non di marca. O il fatto che secondo lei prendo sempre pasta grossa a differenza di mia nonna che orrebbe sempre gli spaghettini microscopici perchè cuociono più in fretta. IL 50cc DA TRIAL e ZIO MARIO Zio mario,si lo zio "maggiolino" avrà pure tanti difetti ma è stato quello che dal punto di vista motociclistico mi ha "svegliato". Mia nonna con il suo solito modus operandi da stupiderrima voleva per me a tutti i costi una moto "da strada" perchè per lei esistono solo le moto da strada sebbene quando andava in giro col nonno avevano una lambretta. No,lei "aveva deciso " che ci andava una moto da strada. Ha tirato fuori i soldi? no,e allora la moto sarà da fuori strada perchè lo zio Mario ci ha messo una buona parola. E sopratutto perchè quelle stradali 50 cc sono degli aborti inguardabili,vere e proprie vie di mezzo tra le carrozzine da handicappato e trespoli per pappagalli. Era di moda al tempo per pubblicizzare uno di quegli aborti,la honda italia 125,uno slogan che diceva che il quattrotempista non curvava,piegava. E lo stesso si diceva dei 50cc con l'aggravante che erano 50cc da 40 all'ora. Fortunatamente non c'erano ancora di moda le carene...ma basta io non voglio una moto da strada. Che Honda piegasse quel cesso in una pressa e non ci stia a stufare. Sarà ovviamente usata e sopratutto sarà da TRIAL,si,quelle moto che scalano i peggio ostacoli e sono inarrestabili. E la abbiamo comprata ovviamente usata in zona mirafiori da un tizio che non ci capiva molto. Freno dietro da fare e comunque non chissà che gran mezzo. L'ideale per imparare però. Il suo nome? Italjet JT 50 una piccola trial di quelle che si usavano una volta. Una moto semplice e classica che più semplice non si può. Il solito minarelli a miscela raffreddato ad aria senza la possibilità di avviare a marcia dentro,i soliti ammortizzatori dietro doppi e una frenata a tamburi. Aveva un assurdo serbatoio diviso in due pezzi che complicava e rallentava il rifornimento. E dette poi non poche rogne il prossimo anno per fare i viaggi più lunghi. Fondamentale è stato l'ingrandimento della sella che mi consentiva di sedermi decentemente anche a uno della mia stazza. E lo aveva fatto Franco. In compenso lo zio,diamo a Cesare quello che è di cesare mi ha svegliato,e mi ha insegnato facendomi guidare all'inizio dietro casa la sua vecchia montesa,la cota 247. Mi ha insegnato l'uso di frizione e cambio a pedale. Una caffettiera di moto che faceva quello che poteva e forse aveva dato già tutto cosa aveva da dare. Abbiamo fatto parecchio giri,tante stradine strade,stradicciole più o meno difficili. Un pomeriggio zio Mario ha voluto esagerare e in un passaggio a mezzacosta ...allora la sua moto è precipitata di sotto. Bum budubum bum bum bum rotolando giù a motore acceso e fumando come una moka dalla marmitta. La mia grazie a un primino cortissimo e molto peso in meno era passata senza rogne. Siamo scesi,la abbiamo recuperata e via per nuove avventure. E all'epoca eravamo senza casco e senza vestiario specifico ovviamente. E ovviamente nessuno si è fatto male. Decidemmo di non dire nulla alla nonna per non farla sgallinare. FRANCO Cominciamo a parlare di Franco,al secolo un "tappezziere di stoffa" titolare della ditta CIFA (ci sarà ancora? Ho qualche dubbio) Dove sedie,poltrone,divani e imbottiture tornavano nuove in tutti i modi possibili. Lui e sua moglie che era la collega di mia madre erano ospiti fissi di mia madre in media una volta al mese,ci si vedeva a paesana o a grugliasco a seconda di dove si andava. E la cosa continuò anche dopo che ebbero una seconda figlia. A Paesana facevamo lunghe passeggiate in zona perchè loro abitando in città non avevano modo di andare in qualche posto vicino comodo e bello. E poi a Franco piaceva Paesana. Venivano su con il ford transit rosso,lo posteggiavano nella casa vecchia vicino alla tettoia . Nel condominio lo lasciavano fuori per non ingombrare. Franco è stato insieme a zio Mario uno di quelli che mi hanno un pò svegliato nel fai da te. Di per se prima sapevo solo riparare radio e tv. Erano i primi tempi che avevo il cinquantino che ogni tanto aveva rogne di funzionamento più che altro si spegneva senza motivo e quando con Franco ho smontato il carburatore abbiamo trovato della sporcizia dentro. Inoltre mi ha insegnato a giocare a scacchi. La dama è un gioco di emme,per una serie di buoni motivi. Primo il fatto che sei obbligato a "mangiare",secondo perchè se non mangi ti soffiano la pedina e sopratutto perchè piaceva a quella gallinaccia di mia nonna e il che è già un motivo validissimo. Gli scacchi impongono ragionamento la dama istinto. Visto che la nonna ragionava poco e male allora non poteva giocarci. ANDIAMO AL GIACOLETTI Stavolta la nonna si è fatta una magra figura. Zio Mario aveva organizzato di andare su in alta montagna appunto al giacoletti,un rifugio più o meno come il quintino sella ma con la differenza della maggiore spettacolarità del percorso. E di buona mattina siamo partiti da Paesana con il maggiolino per andare su. Zio Mario e sua moglie hanno dormito da noi appunto per poter partire prima. Inoltre lo zio sosteneva che se dovevi fare muovere una donna prima di mezzogiorno non arrivi. Non ci sono stati sgallinamenti della nonna con conseguenti perdite di tempo perchè lo zio li ha bloccati sul nascere e la sua unica perdita di tempo è stata fare andare il bicchierone di caffè che la nonna si beveva tutte le mattine facendo tintinnare il cucchiaio in modo mortalmente fastidioso dopo aver esagerato con lo zucchero. Tanto di denti ancora da cariare non ne aveva più. Arrivati a pian del re,parcheggiamo,al tempo non era ancora a pagamento,e via a salire. Allora si parte,gli unici due con calzature serie eravamo io e zio Mario. Zia Emilia aveva comunque buone scarpe chiuse,mamma e nonna avevavo si scarpe accettabili ma e non glielo ricordavamo alla nonna lei sarebbe venuta con le sue ciabattacce odiose. E da qui il detto "le ciabattacce di nonna pina" ogni volta che si parla di scarpe inadatte all'uso in montagna. E si sale si sale si sale. Fino al lago Fiorenza nulla da dire Mamma più o meno saliva,zia Emilia anche la nonna ha voluto a tutti i costi fare una pausa per incatramarsi i polmoni E poi una volta ripartiti andava la metà.E la metà di poco è ancora meno! E tutti ii momenti tossicchiava. Per andare al Giacoletti a un certo punto c'erano dei passaggi molto più stretti in salita. E la nonna non ce la faceva. Non si capiva se non aveva abbastanza potenza nelle gambe,se le scarpe non facevano il loro lavoro o se e lei a impuntarsi. O se i polmoni suoi con un pò di aria rarefatta di montagna erano troppo incatramati per fare il loro lavoro. Zio Mario che era lì dietro da un lato non voleva infierire più di tanto,solo che da un lato c'era la nonna che pur non avendo un culone come quello della sua matrigna era sufficiente a bloccare il transito e fare fermare la colonna. E pensa che ti pensa zio Mario non riusciva ad avere un idea buona per fare ripartire la nonna. Ma quando la nonna stava già pensando e parlando ad accendersi una sigaretta la necessità si è fatta pressante. Anche perchè al fermarsi della camminata si sente una voce dietro chiedere se ci sono problemi. E pensa che ti pensa l'idea arriva al volo ! E allora giù a pizzicargli il didietro per farla salire visto che c'era coda dietro. La nonna tra un "ao ao ao" e l'altro comincia a ripartire Una signora vede la scena e dice "ma che modi" . E zio Mario risponde che era sua madre e che"a mangè mangiota ma a marcè barbota!" In ogni caso la camminata della nonna si arresta poco dopo al primo slargo. Che peraltro era veramente un grosso slargo . Qui le donne si fermano e decidono di riposarsi. Poi dopo un attimo perchè la nonna non ce la faceva allora zia Emilia decide di farci andare io e zio e loro restano lì per un pò per poi per poi tornare al lago Fiorenza che è più sotto . Noi continuiamo per il Giacoletti e ci arriviamo relativamente in fretta anche se effettivamente a sudare così dopo un pò avrei puzzato pure io come Erik di grugliasco. E con zio Mario abbiamo spinto parecchio anche nelle salite brutte. Prima gira in un rifugio con lo zio Mario. Ero andato al quintino sella quando ero più piccolo ma non c'era la nonna che era rimasta a casa e con mia madre c'era un suo collega di lavoro e la sua famiglia. Man mano che scendevamo il dolore alle gambe aumentava poco per volta e all'arrivo al lago Fiorenza ero parecchio stanco. Siamo poi tornati a casa a Paesana e ogni tanto lo zio tirava delle frecciatine e sopratutto ha ricordato che è vietato vita natural durante alla nonna di fumare nel maggiolino. Perchè non vuole che lo "impesti" LA LEGGE SUL CASCO Si,mentre avevo quella moto è diventato obbligatorio avere il casco. Personalmente a me ne sarebbe andato bene uno qualunque. Il casco doveva anche essere omologato e stavano apparendo i primi modelli omologati. Me ne presero uno giallo così brutto che personalmente posso dire che fosse pure stretto. Ma il primo acquisto solitamente si sbaglia sempre . Da un giorno all'altro tutte le persone in paese hanno cominciato a mettersi in testa quella caspita di boccia. E devo dire che quasi nessuno ha preso qualcosa di bello. Anche perchè la roba bella...non c'era ancora,dovette passare un anno e forse due prima che acquistassi il mio primo casco integrale "bello" il nava enduro. Perchè comunque il nolan N25 che avevo preso dopo di bello non aveva nulla. Se non l'avere la visiera e non congerlarsi quando faceva troppo freddo. Ma con prese d'aria totalmente insufficienti e appannamento continuo. E i caschi che a me piacevano non piacevano a mamma e nonna e allora nada. Uno aveva il pezzo davanti troppo largo,l'altro nonna diceva che pur non avendolo mai provato nè lei nè me non mi avrebbe lasciato respirare e via così. Ma le idee della nonna non finivano mai? Se non altro quando parlava non fumava. Unica consolazione. Ma diceva certe ercate ... Se mi avessero preso il comunissimo jet da due soldi della mds come avevano molti miei amici tra il quale francesco e addirittura massimo che lo usava col 125 mi avrebbero reso più contento e i soldi si sarebbero spesi una sola volta. E poi ci avrei messo sopra occhiali ,occhialoni e altro. IL TELAIO DI BMX Mentre da un lato stavo apprezzando le gioie e i dolori del motore ,comunque a costo ridotto visto che con quei due litri scarsi che mettevo per volta facevo comunque 40/50 km,mi è capitata l'occasione che ho preso al volo di costruirmi una vera bici comoda per me. Comoda è una bella parola visto che le bmx di comodo non hanno nulla. Ma almeno adeguata alla taglia visto che crescevo rapidamente. E allora quale ghiotta occasione per farmi una bmx più grande ma quasi uguale e sopratutto nuova senza quell'usura mostruosa che aveva il mio "trespolo" che di consumato aveva anche le sedi dei cuscinetti che mezzi grippati hanno girato sul telaio. E allora sempre tramite l'Erik di grugliasco centro (che nel frattempo aveva fatto qualche gara minore e si era piazzato bene) avevo fatto arrivare un telaio della mia misura che attenzione ...era più grande della sua. Perchè in quanto a statura lo avevo passato. E lo avevo pagato si e no una cinquantina di mila lire. Era stato usato una volta sola ,forse anche in gara ma era perfetto. Aveva degli sconti bestiali su tutta la componentistica come non ho mai visto da nessuno. Sul pacco che arrivava da Mara cicli di Milano addirittura lo scatolone era stato tagliato e nastrato per fare uscire i forcellini posteriori che erano più lunghi del solito. Addirittura messo di fianco alla mia vecchia thunder tcx mostrava 20 cm buoni in più di lunghezza,4 o 5 di tubo portasella,finalmente il forcellone più lungo e quindi anche un passo più lungo. Il telaio è stato la prima cosa che ho portato su a Paesana nel garage insieme a tante cose mie che mi continuavano a ricordare la mia vita passata. Ricordo che un pomeriggio che i miei erano in giro per il paese (altrimenti avrebbero sicuramente avuto da criticare) di aver tirato fuori dall'armadio che c'era in garage il vecchio giradischi a valvole che usavo nella casa vecchia e di aver fatto girare i 45 giri della mia infanzia. In quel garage avevo sentito una strana energia da quel telaio di bmx,come se mi avesse parlato in qualche modo. Mi ha parlato attraverso la voce di quel vecchio giradischi che ho fatto girare. Dormiva ancora dal tempo del trasloco e ci ha messo un pò a riprendere la velocità normale perchè era stato "rallentato" dall'inattività per una decina di minuti. Mi ha parlato con i suoi dischi ultra consumati. Mi ha parlato anche con la voce di "papero quack" ,mi ha parlato con tutti quei sonetti,fiabe e canzoncine che pensavo dimenticate per sempre. Ed erano su quei vecchi dischi a 45 giri. Mi ha parlato con il disco della "danza del fuoco" degli scout che avevo trovato mettendo in ordine. E anche con il disco "per boschi e prati" sempre degli scout. Aggiungiamoci anche poi con la bottega dell'arte,con la scuola cantorum e tutti quei vecchi dischi che mi hanno fatto portare via perchè distrarsi era reato e si doveva solo studiare...la scuola i voti i voti i voti Ed erano troppo rovinati per lo stereo buono. Voci cantate che uscivano dall'altoparlante ovale di quel giradischi con tutta la forza che poteva avere quella misera valvola ECL e con il tono graffiante della testina piezo che si facevano un tombino così per dare il massimo. Mi ha detto o meglio mi ha fatto capire anche di non smettere mai di sognare,di non smettere mai di pensare. Perchè in tanti cercheranno di portarmi via la mia vita,di darmi solo obblighi e divieti. Ma a me rimbalzeranno. Avanti come un treno,si quel treno diesel che c'era sul quadro con le due locomotive diesel SANTA FE che mamma e nonna hanno tolto durante la "punizione" perchè ero stato bocciato per mettere quello schifo di natura morta. Quel vaso di fiori appassiti di cacca. E dove lo avevano preso? La mia vita doveva correre come correvano quelle due locomotive appaiate (oddio...roba da 120 kmh col vento a favore visto che era un treno lungo qualche km) e non quel vaso di fiori appassiti. Vedevo già il telaio montato ,lo vedevo girare con me sopra,purtroppo non ci sarebbe più stato nessuno seduto davanti o meglio non ci sarebbe più stato il Petruccino seduto davanti. In realtà su quella vecchia che avevo c'era già salito qualcuno davanti. E solo di una persona seduta lì davanti conservo un ottimo ricordo. Erik,ma non quello di Grugliasco figlio del meccanico,l'Erik è uno dei figli di quello che vende la roba edile vicino alla fermacia. Alto come il Petruccino,sicuramente più giovane a pari altezza. Molto più giovane ,qualcuno sosteneva che aveva solo 10 anni. Ha un fratello molto più tranquillo di nome Fabrizio. Ed era l'unico che quando scendevo con la bmx dalla via del cimitero non mi diceva di rallentare,anzi mi diceva di andare tanto tanto di più. Ed era la prima volta che ho trovato uno così allegro. E pur con lo stesso nome non puzza di sudore come l'Erik di grugliasco! Ha un fratello che è un pò più tranquillo e riflessivo. Non a caso aveva anche lui una bmx. Per evitare che le donne toccassero dove non dovevano il telaio lo avevo messo sulla parte alta dell'armadio bianco che c'era in garage (e senza una scala non lo vedevi) . Vedevi solo un fagotto che poteva essere anche una coperta. Ma ....dietro c'era una bella catena che lo legava a un tubo che passava lì. Per fortuna nessuna delle donne ha punto vaghezza di controllare cosa contenesse quel fagotto perchè davvero gli oggetti che compravo con i soldini che facevo dal greco cominciavano a essere tanti. E a me di farli fagocitare nella gestione della casa proprio non andava. Ricordo la famosa stupida inutile sterlina d'oro regalatami per la prima comunione me 'hanno fatta vedere e poi chi l'ha vista più. E in ultima analisi a cosa serve una sterlina d'oro? Anche perchè visto che la gestione delle finanze era fatta da mia nonna,sicuramente li avrebbe spesi in prodotti di marca inutili. Che facevano la stessa funzione di prodotti più economici costando il triplo. Il discorso era che li spendevo per me ma solo per cose utili,principalmente vestiario. In realtà il vestiario era solo la punta dell'iceberg. Ma l'importante era non sprecarli in alcool,tabacco e altre schifezze. Del resto non fumando e non bevendo era più o meno tutto nella norma. ALTRI PEZZI PER LA BMX da silverstar Approfittando del fatto che l'Erik di grugliasco era un pro ero andato con lui e suo padre da un venditore di componenti per bicicletta a venaria. E lì veramente si è aperto un mondo. Sono tornato a casa con una scatola intera di componenti e li ho pagati il giusto non tanto come nei negozi griffati . La mitica sella aeroyal (che comunque non a tutti pro piace) che già avevo sull'altra bici ,le leve a due dita ,dei freni seri e le manopole della plastiche cassano in un pezzo unico. Ho preso anche il mandrino dei pedali con la mitica pedaliera in un pezzo solo che è il segno distintivo di tutte o quasi le bmx. Almeno di quelle più serie,visto che qualche costruttore nostrano ancora metteva quelle schifose chiavette. NONNA IN LUTTO PER LE FIGURINE MIRALANZA Nella sua penosa caccia a ogni cosa fosse di marca la nonna aveva trovato i prodotti miralanza,sponsorizzati da un pulcino stupido almeno quanto il pulcino pio. Mi era rivenuto in mente quando avevo visto su youtube una macchina per l'uccisione dei pulcini con una coclea che portava via i resti. Insomma un metodo per accoppare quell'odioso pulcino dell'ava come lava . Avrei anche abbattuto con la contraerea il pallone con l'olandesina sopra. Ma non è stato necessario perchè la miralanza è andata dal culo da sè. Quasi sicuramente perchè con l'apparire dei detersivi non di marca che fanno la stessa funzione e costano meno,aggiungendo il peggiorare delle condizioni economiche della gente comune lo spazio per chi vuole pagare un nome è diminuito. Anche se non capisco perchè dash e dixan sono sempre molto venduti. La nonna con i punti delle figurine aveva portato a casa due elettrodomestici. Un fohn e un ferro da stiro. Il fohn lo ho ancora adesso si chiamava super silent termozeta ed effettivamente è molto silenzioso ma soffia un pò come può. Il ferro da stiro quando ho sbaraccato casa lo ho ancora trovato nella scatola che lo avrà usato due o tre volte perchè era "pesante" e gli affaticava la mano. O forse affaticava la sua pelandronite,o magari aveva il cavo corto e non arrivava alla fine del tavolo. E allora è finito venduto in uno dei mercatini dell'usato quando ho pulito l'alloggio di nonna. Mia nonna digerì più o meno la perdita semplicemente perchè si cominciò a fare arrivare altri omaggi al posto delle figurine. Ed ebbe quindi altre porcate da usare per riempire la casa di schifezze. Personalmente l'orologio idra by trussardi era un vero e proprio "trus" di schifezza. Ma a lei piaceva del resto erano gusti da vecchio. ESTATE DI RIPETIZIONI L'essere rimandato forse era stato un goccio meno grave avendo chi mi ha aiutato a recuperare i pessimi risultati di matematica a Paesana. E per fortuna ci riuscirà perfettamente. Ancora oggi non riesco a capire come mai la matematica mi è così odiosa. Con questo studente sono arrivato a un livello più che accettabile. Forse OGGI non sarei così problematico a studiare qualcosa di così ostico Ma forse quello che mi mancava per imparare una cosa così lineare come la matematica era l'avere la giusta testa per farlo. E quella,bè non so ancora se manco la ho adesso. In ogni caso il fatto che non ricordo nulla o quasi di tutte le vaccate che ho dovuto imperare è perchè erano cose inutili e sopratutto non le avevo mai messe in pratica dal vivo. SI VA AL MARE NO NON SI VA SI SI VA Personalmente di andare al mare a tutti i costi ad agosto non può fregare di meno ma stavolta siamo andati facendo una toccata e fuga grazie anche alla buona organizzazione dello zio Mario che ha dato prova di saper fare tutto,di tutto e di più. E farlo bene. Mia madre o prenotava in alberghi che erano lontanissimi dal mare o affittava qualche appartamento,sempre lontanissimo dal mare nel quale tutto era orrido e sopratutto la bombola del gas finiva sempre il primo o il secondo giorno. E chissà come mai c'era il bigliettino del bombolaro a fianco alla bombola bene in vista. Oltretutto e clausole dell'affitto erano solitamente tutto compreso. Tutto un accidenti! Anche perchè quando serviva la bombola l'agenzia su cui lagnarsi era chiusa e casualmente chiudeva sempre a mezzogiorno. Ricordo addirittura che in uno di quegli alloggi al posto del boiler serio avevano messo uno schifino da 18 litri con il quale manco ti lavavi le parti intime,finiva l'acqua calda che prima usciva bollente e 30 secondi dopo era fredda. E poi sempre e comunque vasche da bagno da vecchio a sedile e rubinetteria molto approssimativa. Del resto erano degli alloggi che d'inverno servivano ai nonnetti per svernare dove le temperature non gli facessero scricchiolare le ossa. Bè con zio Mario gli intoppi non è che non sono successi,semplicemente lui sapeva come affrontarli senza sgallinare come la nonna e generare ansia in casa e perdere ore e giorni preziosi di vacanza. Difatti in 4 giorni abbiamo fatto quello che di solito si faceva in una o due settimane piene. Pure zia Emilia al secolo la moglie di zio Mario che era con noi a padroneggiato le situazioni in modo nettamente superiore a mia nonna. L'alloggio questa volta era "comodo" al mare? Bè non in modo orrido come le altre volte ma forse un goccio meglio. E sopratutto a differenza delle altre volte lo zio sapeva esattamente come muoversi. Difatti abbiamo cambiato casa-mare itinerario due o tre volte e poi trovato quello più breve. E guarda caso la soluzione ottimale era sempre in modo diametralmente opposto soluzione pensata dalla nonna. Cominciamo dai bagagli. Avendo lo zio un maggiolino volkswagen lo spazio era quello che era. Difatti sebbene ci fosse la bagagliera l'obbligo che ha ripetuto più volte era UNA sola valigia per tutto. Del resto si stava giù 4 giorni e non avrebbe avuto nessun senso portarsi di più. Manco a farlo apposta già il giorno prima la nonna sgallinava che nella valigia non ci stava tutto. Del resto è risaputo tutte le robacce inutii che le donne si portano dietro. La partenza al mattino presto da Grugliasco con Nonna che prima di salire in macchina ha voluto a tutti i costi tornare su a vedere che avesse chiuso e via...con zio Mario che canticchiava,la radio che bofonchiava e il motore dietro di noi che faceva la sua sinfonia. Una volta arrivati al mare subito al volo all'agenzia a prendere le chiavi,pagare e via all'alloggio. Il tizio dell'agenzia ci accompagna al palazzo con una vespa vecchia . Saliamo,portiamo su tutti i bagagli e poi la prima cosa giustamente che fa zio Mario è soppesare la bombola e capire che c'è nè ovviamente poco e allora giustamente si decide che per 4 giorni non ha senso prenderla nuova per lasciarla e allora salta fuori l'organizzazione di zio Mario. Tra tutte le vaccate inutili che mamma e nonna si sono portate sicuramente non c'era un fornello elettrico. Che invece lo zio ha! E la corrente elettrica è compresa nel costo dei giorni. L'ora di pranzo è arrivata e stranamente il fornellino elettrico dà prova di utilità nonostante sia piccolo. Pasta in bianco e poi dopo aver sistemato più o meno i bagagli via verso il mare. Avremo visto l'odioso pomodoro tanto amato dalla nonna e tanto indigeribile dal sottoscritto una volta sola in tutto. Nonna sembra uscita da un film di Agata Cristie con un costumone lungo che sembra una via di mezzo tra un prendisole e una vestaglia. Ma si sa che se comincia a riempirsi di pustole rovina la gita a tutti. Per la prima volta entro in acqua con le solite raccomandazioni,le ore prima di fare il bagno e stavolta con zio Mario in acqua ci facciamo una mezza nuotata. Nonostante zio Mario abbia insisitito sull'andare in una spiaggia libera ,nonna ha voluto comunque andare nei bagni "come si chiama" perchè voleva tutto comodo. E allora ha pagato anche per gli zii. Altra grande cosa...Il mattino dopo con lo zio mi ha fatto provare la maschera da sub! Con nonna che faceva delle facce come se la cosa le desse molto fastidio. A me l'unico fastidio che mi dava era solo l'elastico dietro alla testa che contribuiva a farmi diventare un cesso i capelli insieme all'acqua salata. Con la maschera addosso finalmente ci si vedeva qualcosa perchè se no l'alternativa era tenere gli occhi chiusi. Zio Mario aveva una maschera da sub sola,purtroppo. Qui ho imparato che cosa è a spinta di galleggiamento VERA del mare che sembra che ti tenga alla giustissima altezza per respirare col tubo della maschera . Non quella sfigata della piscina clorata. Difatti il tappo che chiudeva il tubo in presenza di acqua dopo aver apito più o meno come funzionava non ha quasi mai chiuso. C'è da dire che stavo in superficie e scendevo di un metro o due massimi. Per poi risalire immediatamente. Un altro difetto della maschera sopratutto contibuiva a farmi perdere tempo nel lavaggio perchè mia madre continuava a mettere prima lo shampoo e dopo il balsamo. Manco se fossi stato contaminato da materiale radioattivo. La gira al mare è volata ma il tempo è stato sufficiente perchè mi abbronzassi e la nonna si scottasse come un peperone sul grill . Mentre tanto mia madre che zia Emilia bene o male ungendosi bene hanno resistito bene all'esagerazione del sole. E anche lo zio benchè fosse stanco e la notte bella pesante ha comunque guidato con il piede pesante (e che con il maggiolino voleva dire 120 all'ora in autostrada) fino a Grugliasco. Siamo tornati a Grugliasco dopo questi pochi giorni giusto per poter affermare che le volte che si stava tanto tempo in più come facevamo quando ero più piccolo con solo mamma e nonna si faceva molto molto meno e quasi ci si annoiava. Inoltre avevi si e no tempo a conoscere nuovi amici che già si doveva rientrare . Siamo tornati a casa giusto per partire di nuovo per Paesana il giorno dopo. E stavolta con mamma e la 127 siamo partiti alle 10 abbondanti e prima di essere libero in casa lassù di fatto era mezzogiorno. PAESANA UBER ALLES E torniamo su a Paesana,era ora! Dopo la parentesi del mare breve ma intensa che ci ha abbronzati e (come dice nonna) asciugato le ossa siamo tornati a Paesana a continuare le vacanze. Ed è stato un bene perchè comunque la vita a Grugliasco mi deprime già dopo poche ore. A paesana avevo anche fatto più volte una terrificante scorpacciata di more,salendo nel lungo po dove ora c'è il campeggio. Erano tutti rovi incolti che si erano puntinati di rosso e di nero. Meta preferita di me e Tandro al pomeriggio. Altro che gelatino squallido al bar AKELA ED ERIK di paesana. L'identità vera di Akela è ancora oggi segreta al mondo,in realtà si chiamava Diego "qualcosa" ,se non coetaneo dell'Erik di Paesana era poco più vecchio ma non arrivava all'anno due massimi. E' un ragazzino della frazione Erasca con un difetto estetico ossia ha i due occhi di due colori differenti. Si faceva vedere raramente in giro di giorno,quasi come se si vergognasse. Aveva infatti l'occhio sinistro azzurro mentre l'altro era verde. E la faccia un goccio allungata,insomma per le idee del tempo una via di mezzo tra un umano e un cane nordico. Quando poi anneriva l'occhiaia dell'occhio azzurro con del fondotinta scuro bè l'analogia era perfetta. E a carnevale era da ammirare. Avresti magari malignato che da grande sarebbe andato ai raduni furry (e avrebbe fatto la sua ottima figura) a noi non malignavamo mai,era una cosa troppo da grandi e a noi di diventare grandi non fregava nulla. Sommato con Erik fanno le cose che gli riescono meglio insieme essia arrampicarsi sugli alberi ,nuotare al tumpi e girare con le biciclette ed è uno spettacolo guardarli. Si arrampicano con un aglilità quasi genetica. Come se non avessero fatto nient'altro in tutta la loro vita. Saltando da un ramo all'altro o scalando i costoni di roccia. Qualche volta avranno anche preso qualche legnata e si saranno anche feriti lievemente ma come si suol dire fa parte del gioco. E' differente da come quando con l'altro Erik,quello di Grugliasco,ci mettiamo a fare i dannati con le bmx. La loro non è una sfida all'ultimo grammo di testosterone Anche perchè sono tanto più giovani. La loro è una manifestazione di libertà.Forse il mondo visto da 10 metri di altezza è diverso da quello a terra. Ma quello era il loro mondo e non volevo violarlo. Sarò salito un paio di volte con loro su due alberi molto molto facili ma un pò per la stazza che facevano inclinare e scricchiolare pericolosamente i rami...e un pò è perchè mi sembrava quasi di violare un mondo non mio ho lasciato perdere. Tanto Erik che Akela a volte giocavano con gli uccelli che si posavano sui rami. Con loro alcuni uccelli si lasciavano prendere in mano e coccolare. Un pomeriggio giravano con una grossa tortora passandosela ogni tanto . Poi ogni tanto volava via e poi ritornava quasi come un falco cacciatore. Era una tortora che abitava stabilmente nella parte di prato dove i genitori di Erik tenevano i materiali edili. E forse addomesticata da Erik negli anni. Anche Akela a scuola conquistava i cuori delle ragazze ,per quell'aspetto da cane nordico. Ma più che altro sapeva imitare perfettamente l'ululato del lupo. Aveva la fortuna di andare a scuola in un paese e non in una odiosa città dove lo avrebbero sicuramente giudicato male. E poi la leggenda,gli episodi che oramai sono di fatto leggenda. Una sera quando gli scout avevano montato un piccolo accampamento con una trentina di persone nel lungo pò a Paesana eravamo andati a spiarli. Eravamo un pò tutti. C'era Tandro,c'era Luca e c'erano anche Erik e Akela che si sono infilati nell'accampamento e poi si sono sentiti due ululati lupini e gli scout che hanno cominciato a cercare in lungo e in largo. Loro invece erano su già saliti su un albero a guardarsi la scena. Poi quando gli scout hanno cominciato a cercare da un altra parte sono scesi e hanno lasciato la zona raggiungendoci ai giardini dove li stavamo aspettando. E quando è arrivato Akela ha subito sfoderato un fantastico ululato lupino. Che come ha fatto girare gli scout ha fatto girare anche noi. Di Akela...emm Diego si sono perse le tracce dopo le medie Non so se si sia trasferito da un altra parte perchè pure lui probabilmente "doveva studiare" . Spero che nella sua eventuale nuova casa ci sia stato vicino almeno un giardinetto per poter vedere un minimo di verde. E magari anche solo col pensiero arrampicare sopra a qualche albero. Perchè sicuramente un anima libera come la sua non può vivere in mezzo ad asfalto e cemento. No,avrei voluto vederlo un ultima volta prima che andasse via ma no,sappiamo come è il destino. Avrei voluto dirgli di non perdere quelle sue caratteristiche e quella sua libertà. E sopratutto di non farsi mai mettere i piedi in testa dal mondo. Ma il destino di chi è obbligato agli orari di mamma e nonna e alla comodità delle seconde case fa cadere in secondo piano il volersi vedere sempre con uno e con l'altro.Probabilmente se fossimo scesi un goccio più tardi la volta giusta magari ci potevamo parlare ancora una volta. Erik ci aveva poi detto che l'ultima volta che lo aveva visto stavano smontando i mobili e la casa. E forse una parte della sua anima libera non è cresciuta con lui e ancora vaga in quelle zone. ARRIVERA' LA UNO. Mia madre ha deciso,la vecchia 127 del 74 sta dando rogne di ruggine e di meccanica troppo spesso e allora mamma ha deciso di ordinare un auto nuova. Essendo dipendente fiat la scelta è chiara,fiat uno a tutti i costi. Non la panda che la definisce una scatoletta (in realtà sarebbe l'erede più giusto della 127) ma la uno che effettivamente è più grande . No,rigorosamente la uno e sopratutto a 3 porte perchè è stata convita dalla nonna che le auto a 5 porte sono più delicate. Che i telai flettono e in caso di incidente le auto si scassano di più. E imbarcano più acqua quando piove. Rigorosamente a benzina perchè sul diesel c'era il superbollo e sopratutto alla nonna le macchine diesel non piaciono perchè il rumore che fanno la fa stare male. E di cilindrata minima possibile,ovvio perchè se no consuma. TOPGUN COLONNA SONORA A me di Tom Cruise non frega proprio nulla ma di aerei,moto,auto e vita un minimo avventurosa si. E topgun era anche quello. Top gun è l'anti cine panettone,top gun è l'anti ragionier fantozzi,top gun mette un missile phoenix dentro alla bianchina di fantozzi e la fa saltare per aria. Personalmente certi film italiani mi fanno solo pena. Certe commedie stiracchiate oltre ogni limite di decenza. Certi personaggi che stanno ore e ore al tavolino sfigato di qualche bar a fumare e bere come cretini. Certi film si DEVONO dare fare agli americani perchè se no riescono di emme. Personalmente il vedere un topgun fatto dagli italiani con i fiat g91 che magari devono metterli in moto con i cavi perchè hanno le batterie scariche? No certi film che agli italiani riescono bene sono i musicarelli e altre commedie da 2 soldi. DONNE E MOTORI GIOIE E DOLORI Era un giorno che non avevo ripetizioni o meglio colui che doveva fare ripetizioni quella domenica non c'era e allora ne avevo approfittato per fare una gira con il cinquantino lontanissima ,fino a Giaveno dove c'era il mercatino delle pulci. Sapevo già che le caratteristiche di autonomia del mio 50ino erano molto scarse. Difatti agganciai uno zaino al parafango posteriore e mi portai due bottiglie di plastica con un solo litro di miscela caduna. Il viaggio durava più di un ora ,partivo da paesana,colletta a motore spento per non consumare e via verso Giaveno. In questo caso l'odioso semaforo che a Cumiana disturbava sempre per i tongoli che ci mettevano ore per svoltare e bloccare il traffico lo ho fatto arrivando dall'altro lato e a svoltare ci ho messo una manciata di secondi. E dai gas che dò gas si arriva a Giaveno. La salita chiede tutta la potenza di quella piccola moto. Imperativo è posteggiare andare subito a vedermi il mercatino delle pulci . Tutta la moto è caldissima la parcheggio e mi allontano. Non ho tempo di prendere un pò di distanza che sento un grido sovrumano e un pianto che comincia. Una bambina probabilmente appena scesa da una 126 che stava facendo manovra mentre io giù mi allontanavo dalla moto appena parcheggiata si è bruciata la manina toccando la mia moto posteggiatache era tutta calda bollente. Volevo partire a ridergli in faccia ma visto che suo padre un odioso barbuto con faccia da delinquente ha cominciato a imprecare contro tutti,ivo compreso l'inventore del motore a scoppio ne sono stato molto tranquillo e ho continuato il mio giro con fare indifferente. Saranno passati una decina di minuti e mentre guardavo uno dei banchi qualcuno mi sposta afferrandomi per la spalla. Mi trovo quell'odioso personaggio che dice "ma lo sai che ora ti dò uno schiaffo...ma lo sai c" non finisce la frase. Il mio braccio destro usando il casco come prolunga lo ha appena colpito in piena faccia. Mai visto una reazione del mio corpo così rapida il tipo si accascia sulle gambe e cade all'indietro sul banco del mercato in mezzo a tutte le cose esposte. Rumore di roba che si rompe. La bambina piagniucolosa grida sempre più forte "papàaaaaa papaàaaaaaaa" e poi ci aggiunge un grido che quasi non senti manco nei peggio film dell'orrore . Un " aaaaaaaahhhhhhh " che puoi sentire solo se dividi in due una persona con un coltellaccio...ma sono già tanto dietro di me sto correndo verso la mia 50cc. La vedo,mi infilo il casco ,ci salgo sopra un calcio due calci sull'avviamento ,accesa pieno gas e via di corsa. Mentre mi allontano guardo nello specchio ogni tanto e non vedo nessuno che mi segue ma nel dubbio dò gas e mi allontano il più in fretta possibile.Forse ho fatto qualche sorpasso azzardato ma via di corsa. In discesa sorpasso ancora un paio di automobili e quasi vedo il colore degli occhi di uno che guidava. Via via dare gas! Comincerò a essere più tranquillo alla vista di Pinerolo,anche perchè dietro non vedo proprio nessuno. Non so se mi sono comportato in manera giusta o no. Ma sono fin spaventato a come mi sono mosso. Davvero non pensavo di muovermi così velocemente e in modo così violento. Ma meglio così. In compenso sono andato da pinerolo a paesana a passeggio a bassissima velocità quasi centellinando la benzina. Ho messo l'ultimo litro a bagnolo e ho fatto la colletta ad un andatura così ridotta che quasi mi vergogno. In ogni caso arrivo a Paesana senza aprire ancora la riserva. Meno male che avevo calcolato tutto con un minimo di margine. Personalmente è difficile capire di chi fosse il torto o la ragione ma la cosa fondamentale è che chi ci rimette è sempre il più giovane e tutti si sentono nel dovere di rompere i maroni a un ragazzino. Già mi ricordo quella volta che stavo andando con il pulman 33 in borgo san paolo da mio cugino e un vecchiaccio odioso mi afferra per i capelli e comincia a dire che vanno tagliati,vanno tagliati. E qui non appena sento aprire le porte mi parte una ginocchiata sui suoi maroni e mi precipito fuori con lui che si piega in due e quasi cade a terra. E ovviamente girandomi di colpo si becca lo zaino in faccia. Non so come certa gente si prenda certe libertà. Personalmente fossi stato armato avrei già fatto diventare qualcuno uno scolapasta. Al giorno d'oggi dove pure i cani randagi sono armati come finirebbe? Ovviamente non ho detto nulla in casa,perchè quella stupida di nonna avrebbe anche dato ragione a quel personaggio. Inoltre il cinquantino non aveva ancora la targa quindi chisse e nessuno vede. UNA PARENTESI MUSICALE La vogliamo fare? Si ,ci sono state un paio di canzoni che è bene ricordare sebbene non ci azzeccaccsero nulla o quasi con quello che sta succedendo o è successo. La prima è kangarù della Cuccarini. Una canzone di apparenza ridicola e da due soldi ma in realtà con un ritmo travolgente che trascina. Forse per questo che è stata una meteora nello spazio della musica. L'altra invece era quella di Alghero...Gianna Nannini che è specializzata,insieme a Giuni Russo nelle canzoni da spiaggia. La canzone Alghero sembra nata per cantarci sopra. Devo andare ad Alghero a sciopare il motoscafero,quello più nero,quello più nero lo sciopo davvero. E in effetti avessi avuto in mano il telecomando per fare il botto non so se effettivamente non lo avrei fatto. L'idea di fare andare in pezzi un grosso motoscafo con annessa esplosione e parti che volano via come se ad esplodere fosse un palloncino che esplode. Con annesso affondamento delle parti ancora sopravvissute. E sopratutto lo sparire del rumore del motore lanciato al massimo di giri. Ma poi ci sono i naufraghi,i dispersi,no. Un conto è togliere dai piedi una fonte di rumore e farlo nel modo più coreografico possibile con annessa vampata e scoppio . Un conto è fare male a qualcuno. Ancora oggi le persone che voglio seppellire o meglio legare sui binari sono si e no una ventina e tre o 4 sono già andate da sole. AIO IAIO IAIO (per la serie ancora CADI!) Paesana ,seconda casa. Il karma mi ha dato una mano o meglio io ho forzato la mano al karma. Stavolta ho dato una mano al destino perchè hai proprio rotto i maroni cara nonna. Li hai proprio rotti. Avevo appena conquistato la promozione dopo l'esame di riparazione e UN fine settimana,dico UNO SOLO dove mi si lasci dormire alla domenica o sabato mattina?. Dalla cucina arrivavano un continuo scrosciare di acqua e un continuo battere di pentole. Casseruole spostate,lavate e ri posate rumorosamente dentro all'armadio perchè secondo lei c'era sempre da lavare da pulire da lavare. E aspettare almeno le 10 per farlo? Vai a farti un giro,rispettami per una volta! No,deve continuare a disturbare oltre ogni limite di decenza alle 7 e si che la cucina era a 5 metri dalle mie orecchie,non è più al piano di sotto come la vecchia casa,sai posare con calma queste razzo di pentole? Razza di cretina! No devi fargli fare ta ta teng tutte le volte! Quasi quasi fanno meno rumore se le lanci! Ed è dal trasloco che non le usiamo lasciale lì sporche tanto usi solo sempre le solite due o tre schifezze. E abbiamo sempre mangiato. E il lavandino continua a scrosciare acqua a tutto andare e ogni tot minuti è un colpo metallico di una pentola. Scendo dal letto a piedi scalzi,spio dalla porta semi aperta. Nonna ha il pavimento bello bagnato ,e allora mi viene un idea cattivissima. E che caspita stavolta te la sei cercata. Prendo la scopa che è nell'angolo. Spingo con la scopa in stile stecca da biliardo la paletta dell'immondizia un pò in mezzo alla stanza,la posiziono giusto una ventina di centimetri più in là di dove dovrebbe essere. Poi torno a letto e aspetto. Non saranno passati 5 minuti e SWISSS PATAPAM! Nonna cade e si sente un "Tun Tun tun" la pentola che rotola....E poi comincia il lamento noiosissimo. "AHIO IAIO IAIO AHIO IAIO IAIO" Continuo e noioso. Aspetto un attimo giusto per fare vedere che mi devo svegliare e poi mi alzo. Vado in cucina e la vedo a terra che si lamentava,la ho guardata con un senso di sufficienza e gli ho chiesto cosa facesse lunga e tirata per terra. E lei mi guarda come se stavolta fosse lei in difetto. Stavolta si che potrei divertirmi a colpirla e fargli tanto male visto che è lei che non può difendersi del resto lo ha sempre fatto con me. Mi limito a chiedere perchè sta gridando così. E allora si alza. Sta per dirmi qualcosa di cattivo ma capisce che ha fatto tutto da sola. Anche perchè io ufficialmente ero a letto che dormivo. Mahhh lo avrà capito? non credo...in compenso spero che sia sia fatta un pò furba e difatti mi dice che è caduta sulla paletta dell'immondizia . Io gli faccio notare che se continua a buttare acqua per terra non solo scivola e CADE! ....Ma abbiamo poi le gondole che transitano in cucina. Dove si era mai visto fare scorrere tutta quell'acqua? Lei incassa e poi si lamenta "ma sono caduta" e allora gli dico che se si diverte a buttare acqua per terra cadrà di nuovo. Poi si siede su una sedia e fa la parte melodrammatica "gira la testa" e "vedo tutti i luccichini" E io ho pensato" sto male sto male muoio adesso inizia la litania" E con la caduta della nonna e il ricominciare stavolta in seconda superiore finisce il capitolo del 1986 e 87. FINE -
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By cornyear · Posted
In verità era un apprezzamento sincero al tuo commento con una nota di sarcasmo su ciò che viene oggi definito "mascolinità tossica" , ovvero qualsiasi cosa non rientri nello stereotipo da te appena descritto di sculettanti e così via. Ma mi prenderò del tossico a gratis, che non sono 🙂 Allora non viene ben esposto. Diciamo che al fatto che vi siano repressi e uomini che ostentano comportamenti da bruti causa insicurezze ci arriviamo tutti. Il dibattito è diventato un po' troppo esteso con manie psicanalitiche, a mio dire. Benedetta sia la frustrazione, atto sprezzante di ciò che non va.
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