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Gay italiani vs stranieri


unprodigalson

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2 hours ago, davydenkovic90 said:

perché tutti i lavori hanno la stessa dignità, caro Ghost, quindi che faccia il cameriere o il broker, cambia poco

Ma chi parla di dignità? È il contesto che cambia. Un commesso italiano all'estero , più che essere uno stanziale, di solito è uno che si fa l'anno sabbatico e quindi ha illusione di trovarsi nel paese di Bengodi in quanto a vita sociale gay poiché non immerso nella routine di una vita in quel Paese. La mia insinuazione iniziale era che lo starter appartenesse a questa categoria, poi si è spiegato e fine. Strambe supposizioni, bah, meno male dovevamo darci tutti una calmata. 

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Può accadere anche - in ipotesi - che un gay inglese sia più cordiale con un italiano, rispetto a quanto non lo sarebbe con un suo connazionale che rientra nella sua routine.

Alla fine se si tratta semplicemente di una chat di grindr non è che sia richiesta una motivazione di enorme spessore, tanto è vero che la stessa apertura e curiosità può essere suscitata in un Serbo, che certamente vivrà in una situazione molto diversa da quella che può offrire Londra.

Per poter fare un discorso più impegnativo bisognerebbe al di là del mero "approccio in chat"

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unprodigalson
4 hours ago, davydenkovic90 said:

Possiamo anche dare seguito al topic starter in questo suo sfogo esterofilo poco e male argomentato (grazie Samp, grazie Alma che provate a dire qualcosa di interessante) e diciamo pure che all'estero siano meno mammoni, più ricchi, più lavoratori, più disinibiti, aperti e gay friendly,  interessati a conoscere altri gay e quello che vuole lui.

Però va detto che, a parte l'essere lavoratore, su cui non si discute (e neanche si cerca di fare strambe supposizioni, perché tutti i lavori hanno la stessa dignità, caro Ghost, quindi che faccia il cameriere o il broker, cambia poco) va detto che il topic starter non fa palesemente parte di questo scenario, perché sulle altre cose che non riguardano il lavoro, come mentalità e approccio a me pare piuttosto carente. 

Seconda cosa, mi viene da ridere al pensiero che all'estero le app gay siano popolate perlopiù da santarellini che aspirano a fare salotto, mentre in italia sono tutti porci rudi e monosillabici. Mi fa ridere anche perché io ho usato le app gay in Italia, e so esattamente cosa succede se inizi a chattare con qualcuno di interessante e se ci esci. E non succede quello che dice il topic starter. Magari succede a lui, perché se si pone come si è posto in questo topic, non è proprio uno spasso ed è molto chiuso, giudicante, molto probabilmente velato e, secondo la sua descrizione, italianissimo fino al midollo (Come ho sperimentato io contattandolo in MP).  E quindi, come dissi all'inizio del topic, per la regola del "raccogli quel che semini" capisco se ha avuto unicamente certe esperienze.

E' palese leggendolo: sembra di leggere uno che ha fatto un viaggio nel tempo direttamente dagli anni Settanta. Il classico gay velato agé lavoratore, pieno di soldi, talmente pieno di complessi e fobie che si sente libero di prendere cazzi solo quando varca la frontiera e non farebbe coming out neanche messo di fronte alla palese evidenza o sottoposto a torture medievali .

Stiamo parlando da 5 pagine di "Londra" vs.  "una mitica e fiabesca Italia senza tempo né luogo." Ha mai fatto accenno a luogo di provenienza? Coming out fatti? Fidanzamenti con italiani o stranieri? Esperienze maturate in associazioni? Situazione generale dei diritti lgbt in Italia e altrove? E' un consumatore di scatolette di tonno che ci sta facendo un resoconto di quanto sia più fruttuosa la pesca di tonni nell'Oceano Atlantico e di quanto poco lo sia nel Mediterraneo. 

E come sempre si fanno supposizioni senza neanche sapere con chi si sta parlando. Ho avuto 3 storie lunghe, di cui una con un ragazzo straniero e due con italiani, sono dichiarato con tutti e vivo la mia sessualità in maniera molto tranquilla. Quindi mi dispiace deluderti, ma la tua critica per smontare quello che dico non ha funzionato ;)

Vuoi parlare della situazione dei gay in Italia? Basta vedere le dichiarazioni di molti politici italiani e le aggressioni avvenute in molte città, anche nella tua Pisa. Di certo non sarà l'Iran ma c'è ancora molto da fare.

2 hours ago, Ghost77 said:

Ma chi parla di dignità? È il contesto che cambia. Un commesso italiano all'estero , più che essere uno stanziale, di solito è uno che si fa l'anno sabbatico e quindi ha illusione di trovarsi nel paese di Bengodi in quanto a vita sociale gay poiché non immerso nella routine di una vita in quel Paese. La mia insinuazione iniziale era che lo starter appartenesse a questa categoria, poi si è spiegato e fine. Strambe supposizioni, bah, meno male dovevamo darci tutti una calmata. 

Confermo che tornando in Italia trovo gli italiani molto strani, appunto si fanno supposizioni e si parla spesso di cose di cui neanche si sa niente

Edited by unprodigalson
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17 minutes ago, unprodigalson said:

Confermo che tornando in Italia trovo gli italiani molto strani, appunto si fanno supposizioni e si parla spesso di cose di cui neanche si sa niente

Ma è normale che se al primo impatto poni un paragone "bianco Vs nero" senza fornire altri dati, essendo su un forum, si lavora di supposizioni. Probabilmente la tua italianità di cui non ti sei liberato del tutto ti ha fatto partire in quarta senza considerare delle controreazioni. Vedi che dopo che ti sei spiegato i toni si sono calmati (per chi riesce a farlo). 

Bisogna considerare che così come tu "ci" vedi strani (neanche fossimo una comunità uniforme), "noi" vediamo anomalo il tuo atteggiamento. Se tu hai trovato un mondo migliore io son contento, realmente, allo stesso mondo in cui rimango "male" se fai di tutto un fascio poiché si tratta di considerazioni tue personali e quindi soggettive. Il messaggio che passa è che tu ti poni su un predellino definendo gli italiani come "altri" e non facendo allo stesso modo capire che cosa sia tu. Un britannico reborn ? Va benissimo, però cadi nel cliché dei britannici che ho conosciuto, nostalgici del loro impero bello e grande e di cui si vantano ancora nel mondo definendo gli “italians" come topi, e questo non è fair. 

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unprodigalson
5 minutes ago, Ghost77 said:

Ma è normale che se al primo impatto poni un paragone "bianco Vs nero" senza fornire altri dati, essendo su un forum, si lavora di supposizioni. Probabilmente la tua italianità di cui non ti sei liberato del tutto ti ha fatto partire in quarta senza considerare delle controreazioni. Vedi che dopo che ti sei spiegato i toni si sono calmati (per chi riesce a farlo). 

Bisogna considerare che così come tu "ci" vedi strani (neanche fossimo una comunità uniforme), "noi" vediamo anomalo il tuo atteggiamento. Se tu hai trovato un mondo migliore io son contento, realmente, allo stesso mondo in cui rimango "male" se fai di tutto un fascio poiché si tratta di considerazioni tue personali e quindi soggettive. Il messaggio che passa è che tu ti poni su un predellino definendo gli italiani come "altri" e non facendo allo stesso modo capire che cosa sia tu. Un britannico reborn ? Va benissimo, però cadi nel cliché dei britannici che ho conosciuto, nostalgici del loro impero bello e grande e di cui si vantano ancora nel mondo definendo gli “italians" come topi, e questo non è fair. 

Quello che ho notato per esempio è che ho scritto tipo 5 volte che all'estero non c'è la perfezione è che non TUTTI gli italiani siano così, parlavo solo delle mie statistiche. Chiaramente i miei toni si sono inaspriti quando ho ricevuto risposte degne di bambini dell'asilo, poi ho ricevuto delle scuse che ho apprezzato.

La prima reazione alla mia domanda posta, mi pare, in maniera molto educata, dovrebbe farvi riflettere su come ormai ci si ponga in Italia rispetto agli altri...

Edited by unprodigalson
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5 minutes ago, unprodigalson said:

farvi

È questo il punto. "IO opposto a VOI". Consideriamoli come due insiemi, me li definiresti? Chi sono questi Voi? 

All'apparenza potrebbe essere "voi del forum" ma non vorrei che fosse "voi italiani" altrimenti, davvero, non ne usciamo. 

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unprodigalson
1 hour ago, Ghost77 said:

È questo il punto. "IO opposto a VOI". Consideriamoli come due insiemi, me li definiresti? Chi sono questi Voi? 

All'apparenza potrebbe essere "voi del forum" ma non vorrei che fosse "voi italiani" altrimenti, davvero, non ne usciamo. 

voi inteso come la maggior parte delle persone che ha risposto

1 hour ago, marco7 said:

Vi ricordo che anche il bel @Beppe_89 disse al suo rientro in italia dopo tre anni di sudafrica che lui ora in italia si trova a disagio e vuole di nuovo scappare all'estero.

esattamente le mie sensazioni

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18 hours ago, unprodigalson said:

Non si può negare che gli inglesi a volte sarebbero da appendere al muro, ma le opportunità, sia di vita che lavorative, che hai lì, in italia puoi solo sognarle

ma non è che tu stai confondendo Londra (che è molto cosmopolita e aperta al mondo) con "gli inglesi" in genere?

Un paio di mesi fa, a cena Michael Moore (il documentarista-regista) ci spiegava (eravamo una quindicina) che megalopoli tipo Londra, NY o Los Angeles sono delle "bolle" di apertura al mondo in un contesto completamente choosy che le circonda.

e a  riprova notava come sia la Brexit che Trump (oltre ai pentalegaioli da noi) in quelle bolle ottenessero percentuali ridicole,  stravincendo invece tra i bifolchi campagnoli e in provincia, ossia nei contesti più piccoli & chiusi.

Insomma, mi pare che sia più un contesto sociale generale che solamente gayo

5 hours ago, Hinzelmann said:

Può accadere anche - in ipotesi - che un gay inglese sia più cordiale con un italiano, rispetto a quanto non lo sarebbe con un suo connazionale che rientra nella sua routine.

because "italians do it better!!"

:uhsi:

Edited by freedog
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unprodigalson
5 minutes ago, freedog said:

ma non è che tu stai confondendo Londra (che è molto cosmopolita e aperta al mondo) con "gli inglesi" in genere?

Un paio di mesi fa, a cena Michael Moore (il documentarista-regista) ci spiegava (eravamo una quindicina) che megalopoli tipo Londra, NY o Los Angeles sono delle "bolle" di apertura al mondo in un contesto completamente choosy che le circonda.

e a  riprova notava come sia la Brexit che Trump (oltre ai pentalegaioli da noi) in quelle bolle ottenessero percentuali ridicole,  stravincendo invece tra i bifolchi campagnoli e in provincia, ossia nei contesti più piccoli & chiusi.

Insomma, mi pare che sia più un contesto sociale generale che solamente gayo

because "italians do it better!!"

:uhsi:

e ci voleva michael moore per spiegare questa ovvietà? :D certamente ma in UK hanno Londra, in USA hanno NY, noi che abbiamo? :D comunque non è proprio vero, in UK anche se vai in città tipo Oxford, Manchester, Liverpool ecc si respira un'aria internazionale e apertura mentale

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unprodigalson
11 hours ago, Almadel said:

Pure a Padova si respira un'aria internazionale

se ti scopi solo gli studenti Erasmus e gli operai nigeriani.

?

L'operaio nigeriano ha sempre il suo perché

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  • 2 weeks later...

Vivo a Berlino da più di tre anni e questo è decisamente un argomento da me molto sentito e che spesso mi è capitato di tirar fuori qui con molta gente quando mi chiede perché, quando si tratta di uscire con qualcuno, io rifugga gli italiani come la peste. 

Premesso che prima di vivere qui ho sempre vissuto in Italia e che fino ad allora ho perlopiù frequentato ragazzi italiani e avuto storie con loro - l'eventualità di avere esperienze con stranieri era molto limitata vivendo a Torino e fino a quel momento, non avendo veri termini di paragone con realtà altre, non mi sono mai lamentato della realtà italiana di per sé, ma solo delle dinamiche del mondo omosessuale. Iniziando a viaggiare qua e là per brevi weekend e trasferendomi poi qui a Berlino in pianta stabile, ho avuto modo di saggiare la realtà gay all'estero e, senza fare di tutta l'erba un fascio, delle differenze sussistono eccome.

Si fa bene a dire che anche all'estero è difficile trovare qualcuno disposto ad impegnarsi -  questo credo che sia ormai un male che affligge chiunque a qualsiasi latitudine, a prescindere dall'orientamento sessuale - ma è vero che ci sono delle peculiarità che saltano all'occhio quando si tratta dell'approccio. A Berlino (e parlo ora solo di questa città, in quanto è la realtà estera che meglio conosco) non ci sono solo tedeschi (sui quali, tra l'altro, ci sarebbe molto da dire), ma persone che vengono letteralmente da ogni angolo del mondo e mi è capitato di conoscerne parecchie e questo mi ha offerto sicuramente un "campionario" abbastanza affidabile.

 - Innanzitutto, senza dover accendere le app, se si va in un qualsiasi bar gay, serata o evento, è molto molto facile conoscere qualcuno. A prescindere dalle intenzioni dei rispettivi interlocutori, capita spesso e volentieri di iniziare a parlare con qualcuno o che qualcuno inizi a parlarti per un nonnulla: per commentare qualcosa che è appena successo, una tua maglietta, qualcosa che hai detto o che hanno intrasentito, etc. Ogni pretesto è buono per iniziare una conversazione, anche solo per il gusto di conoscere qualcuno. Percepisco che qua non ci si approccia solo col mero scopo di rimorchiare, ma anche per semplicemente per trascorrere qualche minuto in buona compagnia. In Italia, al contrario, specialmente al nord (non conosco bene la realtà del sud), iniziare a parlare a uno sconosciuto in un bar viene quasi percepito come un comportamento socialmente non accettabile: si va nei bar, alle serate o a qualsiasi altro evento per farsi vedere e basta, per far vedere quanto si è "cool" con la propria cricca, per osservare da lontano e per eventualmente, se proprio qualcuno è alla loro altezza, scambiarsi delle occhiate - questo è quanto. 

 - Sulle app naturalmente gli idioti si annidano ovunque, ma anche lì gli approcci, tolti i soliti che cercano sesso a monosillabi, spesso sono diversi. Che sia per una notte o per un interesse effettivo nei tuoi confronti, capita non di rado che la gente sia curiosa, faccia domande, complimenti e ti apprezzi per quello che sei. In Italia spesso per essere attraenti bisogna essere conformi a determinati canoni estetici. All'estero la faccenda è molto più elastica. Certo, ci sono anche qui quelli che cercano esclusivamente una determinata tipologia di uomini, ma la macrotendenza è comunque molto più fluida e rilassata. Ecco forse qual è la più grande differenza: sono tutti molto più tranquilli, nessuno deve essere all'altezza di nessuno, nessuno è più cool di nessun altro. Ci piacciamo? Bene, procediamo. Non ti piaccio/non mi piaci/non ci piacciamo? Dimenticato in 3,2,1. Nessuna prosopopea.

 - Altra differenza: la velocità con cui si riesce a strappare un appuntamento a qualcuno. Mi ricordo che in Italia era estremamente difficile riuscire a persuadere qualcuno ad uscire: quando iniziavo a chattare con qualcuno, nella maggior parte dei casi la cosa andava inevitabilmente per le lunghe. Per uscire bisognava sempre attendere settimane, mesi, la persona in questione poi magari per un po' spariva, smetteva di rispondere, poi tornava, poi spariva di nuovo, e così via. Appena proponevo direttamente di vedersi, bisognava sempre stare a vedere. Sempre tutti molto impegnati (erano perlopiù studenti universitari come me, nemmeno lavoratori), sempre tutti sì-certo-ma-chissà, sempre tutti presi da una vita in cui devi praticamente dire grazie se ti accordano il privilegio di uscire con loro.  I migliori proponevano, con la precisione di un metronomo, sempre momenti in cui era casualmente impossibile vedersi. 
A Berlino, il più delle volte, si chatta per uno, due, tre giorni, al massimo due settimane, e ci si vede. I tedeschi, poi, sono molto diretti: se vogliono vederti (e in qualità di cosa) te lo dicono fin da subito e, se sei d'accordo, come vuole lo stereotipo, propongono giorno e orario - può essere anche una settimana dopo, ma stai pur certo che loro se ne ricorderanno e ti scriveranno poco prima per chiederti se l'accordo è ancora valido. Un po' burocratico, forse, ma almeno hai la certezza che ci si vedrà. 

Ho anche provato ad uscire con un paio di italiani, qui, ma mi sono annoiato a morte. Non c'era nessuno stimolo, la conversazione languiva: gli italiani spesso non sono curiosi, non sanno rendersi interessanti a livello mentale e continuano a fare gli italiani, ovunque vadano. Naturalmente le eccezioni ci sono, ma non sono capitate a me. 

Ciò detto, non ritengo assolutamente che l'estero, in generale, sia un paradiso, anzi: qui a Berlino sono anni che mi ritrovo a combattere con determinate dinamiche che non sopporto e, soprattutto, è difficilissimo trovare qualcuno veramente interessato sul lungo periodo, ma quando si tratta di conoscere qualcuno, se non altro, le occasioni non mancano e le persone non sono mai restie a bere una birra con te, a prescindere da quel che ne sarà.

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On 1/23/2019 at 8:54 AM, Almadel said:

E' risaputo che i gay italiani se la tirino ?

Hai esposto con molte più parole quello che già avevo minimamente sintetizzato.

Puoi dirci invece quali sono secondo te i difetti dei gay tedeschi?

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23 minutes ago, GlassOnion said:

la macrotendenza è comunque molto più fluida e rilassata. Ecco forse qual è la più grande differenza: sono tutti molto più tranquilli, nessuno deve essere all'altezza di nessuno, nessuno è più cool di nessun altro. Ci piacciamo? Bene, procediamo. Non ti piaccio/non mi piaci/non ci piacciamo? Dimenticato in 3,2,1. Nessuna prosopopea.

qui mi sa che c'è del vero.

molto del vero, secondo me; sarà anche perchè l'accettazione sociale lì è molto più avanzata, che dici?

PS: come Almy, sono curioso anch'io circa i difetti dei gay teutonici!

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23 minutes ago, GlassOnion said:

A Berlino

Siete già in due ad esprimere la stessa idea sull'estero ed è un dato importante. 

Ciò che non capisco è voi che cosa vi consideriate. Parlate come se foste mosche bianche e vedete gli italiani come diversi da voi. Eppure siete già in due a pensarla così.

Possibile che questi ragazzi gay come voi, che rifuggono le pessime abitudini relazionali italiche, non riescano ad incontrarsi tra loro qui in Italia? 

Pare che non siate così rari ad essere più dinamici e diretti degli altri nel rapportarvi con altri gay, e quindi perché create questa categoria antagonista degli "italiani", se alla fine siete anche voi una sottospecie? 

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32 minutes ago, Almadel said:
11 minutes ago, freedog said:

qui mi sa che c'è del vero.

molto del vero, secondo me; sarà anche perchè l'accettazione sociale lì è molto più avanzata, che dici?

 Beh a Berlino sicuramente, il che non vuol dire la Germania, attenzione. Berlino è un'isola felice e il fatto che si trovi in Germania è un dato del tutto irrilevante. Berlino non è la Germania e la Germania non è Berlino. In Baviera sono molto più conservatori, per esempio. Ma perlomeno qui in città c'è sicuramente anche un fattore di accettazione che gioca un ruolo importante, è fuor di dubbio. Anzi, è quasi strano se dici essere etero.:) La scena LGBT è sterminata e spesso anche agli etero piace prenderne parte. Tra l'altro, a differenza dell'Italia (ma questo è forse un po' OT), gli etero non si fanno alcun problema a mettersi lo smalto o del glitter nella barba o a dirti, come sincero complimento da uomo a uomo, che hai un bel pelo -  è successo veramente! Chiaro, con un tipo di accettazione così anche da parte loro è senza dubbio tutto molto più facile.

Edited by GlassOnion
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16 minutes ago, GlassOnion said:

Qualcuno parla di "anti-Witz", l'anti-battuta, per descrivere la loro ironia: una cosa che è talmente poco divertente che fa (quasi) ridere proprio per questo.

Io non ho mai vissuto in Germania, però conosco italiani gay che ci stanno che mi riferiscono la stessa cosa

Loro mi dicono che i Tedeschi hanno seri problemi con le "esagerazioni", nel senso che le prendono sul serio ed hanno un senso dell'ironia "surreale" che noi non troviamo divertente

16 minutes ago, GlassOnion said:

E' molto difficile capire cosa passi nella testa di un tedesco. 

A me è stato riferito che in caso di una relazione, loro tendono a vederci come dei melodrammatici che parlano di problemi inesistenti ed in generale parlano troppo, mentre noi tendiamo a vedere loro come persone "prive di interiorità" troppo aderenti alla realtà fattuale delle cose.

Va detto che la persona che me lo diceva si era lasciata con il compagno...quindi magari la fonte era un po' condizionata.

Edited by Hinzelmann
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28 minutes ago, Ghost77 said:

Siete già in due ad esprimere la stessa idea sull'estero ed è un dato importante. 

Ciò che non capisco è voi che cosa vi consideriate. Parlate come se foste mosche bianche e vedete gli italiani come diversi da voi. Eppure siete già in due a pensarla così.

Possibile che questi ragazzi gay come voi, che rifuggono le pessime abitudini relazionali italiche, non riescano ad incontrarsi tra loro qui in Italia? 

Pare che non siate così rari ad essere più dinamici e diretti degli altri nel rapportarvi con altri gay, e quindi perché create questa categoria antagonista degli "italiani", se alla fine siete anche voi una sottospecie? 

Beh, premesso che io mi sento italiano per molte cose  - anzi, quando si vive all'estero spesso ci si "riscopre" italiani, a causa del continuo contatto con una realtà completamente diversa - per molte altre, però, no. Non saprei dirti esattamente di cosa si tratti, è una sensazione epidermica. Forse il semplice fatto di avere a che fare con uno straniero lo trovo già di per sé molto più stimolante. E poi ribadisco, in Italia ho avuto le mie frequentazioni, quindi persone compatibili ne esistono anche lì, ma è difficile trovarne, estremamente difficile, soprattutto in una città di medie dimensioni con una "fauna" molto limitata come Torino - dove dopo qualche anno, accendendo le app si potrebbe giocare a Memory e indovinare chi c'è nelle varie caselle di Grindr a occhi chiusi. E qui c'è un altro aspetto che non ho menzionato: in Italia, ormai in tutta la penisola, se si guarda FB, Twitter e instagram, tutti si conoscono e tutti hanno una buona parola per tutti. A Berlino nessuno ti conosce e se si hanno delle conoscenze in comune, tutti si fanno gli affari proprio
Mi ha sempre fatto molto ridere poi che in Italia esistano quei gay "famosi" ai party per la loro avvenenza e la loro inavvicinabilità, personaggi che qui scomparirebbero nel nulla e nessuno saprebbe nemmeno come si chiamino. 

Per quanto riguarda l'essere "antagonisti" degli italiani, posso dirti che quando mi rapporto a connazionali qui spesso mi viene l'orticaria. Qualcuno ha già detto che amiamo lamentarci. E' verissimo e gli italiani a Berlino sanno solo lamentarsi dei tedeschi, della Germania, del cibo, del clima e del fatto che, ohibò, i tedeschi parlino tedesco! Io ho le mie critiche sui tedeschi, come quelle appena esposte, ma ho sempre cercato di integrarmi e di provarci, se non altro. Parlo con cognizione di causa. Per il resto, sapevo a cosa sarei andato incontro, non vedo il motivo di lamentarmi. Mi piace scherzarci su, ma so benissimo che non può essere altrimenti.

E poi gli italiani a Berlino, una volta emigrati qua, sentono il bisogno impellente di omologarsi alla scena notturna dei sex parties, delle droghe e delle darkrooms. Nulla contro di ciò, ognuno fa ciò che vuole, ma spesso lo fanno velatamente fingendo di disprezzare ciò che essi stessi fanno, salvo poi farlo quando nessuno li vede, e questo atteggiamento ipocrita è tipicamente italiano. 

12 minutes ago, Hinzelmann said:

Io non ho mai vissuto in Germania, però conosco italiani gay che ci stanno che mi riferiscono la stessa cosa

Loro mi dicono che i Tedeschi hanno seri problemi con le "esagerazioni", nel senso che le prendono sul serio ed hanno un senso dell'ironia "surreale" che noi non troviamo divertente

E' verissimo, ma il fatto è che siamo entrambi esagerati, solo in maniera diametralmente opposta. Loro amano dire di avere un senso dell'umorismo un po' british, ma, mi spiace per loro, non è affatto così. E' uno humour molto asciutto e sottile, sì, ma che spesso e volentieri può passare per cafonaggine. Senza parlare poi del loro essere didascalici spiegandoti quello che tu stesso volevi dire. Manda sicuramente al manicomio! Ho frequentato per un po' un tedesco, l'unico che avesse seriamente intenzione di proseguire sul lungo termine, ma incarnava tutti i difetti di cui sopra, non me la sono sentita. Era psicologicamente molto stressante. Senza contare il fatto che ci si punzecchiava continuamente, qualsiasi cosa si dicesse. Poteva essere divertente a volte, da omicidio altre.

16 minutes ago, Hinzelmann said:

A me è stato riferito che in caso di una relazione, loro tendono a vederci come dei melodrammatici che parlano di problemi inesistenti ed in generale parlano troppo, mentre noi tendiamo a vedere loro come persone "prive di interiorità" troppo aderenti alla realtà fattuale delle cose.

Va detto che la persona che me lo diceva si era lasciata con il compagno...quindi magari la fonte era un po' condizionata.

Sì, anche questo è vero. Sicuramente hanno una loro interiorità, ma è davvero difficile rapportarcisi. 

Un aneddoto: il tedesco che frequentai, quando lo scaricai, siccome gli dovevo ancora 35 euro (per un errore non mio, avendo scelto lui per sbaglio di portarmi a un giapponese all you can eat che si è rivelato non esserlo), mi ha chiesto di fargli un bonifico di quella somma perché aveva "davvero bisogno di quei soldi" - guadagnava il doppio di me. Ci ho riso su e mi son fatto mandare il suo codice IBAN per liberarmene. Anche loro sanno serbare rancore! 

Edited by GlassOnion
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Ti comprendo poiché sono di Torino anche io. Sicuramente la situazione da quando ero single sarà peggiorata, ho capito comunque che cosa intendi! 

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29 minutes ago, GlassOnion said:

Anche loro sanno serbare rancore! 

Beh certi sentimenti sono universali, se vogliamo è anche confortante : per quanto possiamo essere diversi, siamo tutti uguali nei sentimenti di fondo

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1 hour ago, Ghost77 said:

Siete già in due ad esprimere la stessa idea sull'estero

 
1 hour ago, GlassOnion said:

qui a Berlino

1

Ovviamente non esprimono un'idea sull'estero, esprimono un'idea su due fra le più enormi e iperglobalizzate megalopoli del pianeta.

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Forse vado OT, ma è una mia impressione o a Torino è pieno di scope in culo e gente che sa la tira? Non ho mai vissuto stabilmente per periodi prolungati in altre città, quindi non so quanto il mio giudizio possa valere, ma non ho mai avuto la stessa impressione altrove. Anche Milano paradossalmente mi sembra messa meglio. 

Relativamente all'estero ho esperienze positive ma molto limitate, quindi non mi lancio in giudizi. 

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Saramandasama

Ho vissuto, recentemente, un mese fra tre stati del nord Europa( non Scandinavia). Ho avuto contatti con molti locali e dire che gli italiani siano peggiori  in generale è una cazzata. Tanto più che l’essere italiani per molti autoctoni è un valore aggiunto. Il tutto va rapportato a ciò che si ricerca. Le checche inacidite perché alla ricerca di marito che non trovano, sono universali.

Quello che ho notato maggiormente è che le coppie aperte sono sdoganate. La maggioranza.

Come diceva Sampei la differenza la fanno i grandi centri rispetto al nulla della provincia. Volendo essere politicamente scorretti il meglio di questi paesi sono le 3 generazioni di immigrati. Il fitness genetico mediorientale e la cultura occidentale. (Con simpatiche eccezioni)

Edited by Saramandasama
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2 hours ago, Sampei said:

Ovviamente non esprimono un'idea sull'estero, esprimono un'idea su due fra le più enormi e iperglobalizzate megalopoli del pianeta.

Beh, lo so anche io che sto parlando di un caso limite in quanto non è una realtà media a livello statistico, ma fino a prova contraria è all'estero ed è popolata da gente da tutto il mondo, quindi mi ha dato modo di vedere come si rapporta all'altro varia gente di vari paesi. 

1 hour ago, Uncanny said:

Forse vado OT, ma è una mia impressione o a Torino è pieno di scope in culo e gente che sa la tira? Non ho mai vissuto stabilmente per periodi prolungati in altre città, quindi non so quanto il mio giudizio possa valere, ma non ho mai avuto la stessa impressione altrove. Anche Milano paradossalmente mi sembra messa meglio. 

A Torino la mia vita sentimental-sessuale languiva e a un certo punto era giunta proprio a un punto morto. A Milano (dove ho anche amici e sono stato parecchie volte) forse gioca un ruolo importante il numero decisamente maggiore di persone e di eventi, quindi a livello statistico qualcuno di interessante è più facile trovarlo. In ogni caso, quando si parla di scena gay, non mi manca nessuna delle due. 

1 hour ago, Saramandasama said:

Ho vissuto, recentemente, un mese fra tre stati del nord Europa( non Scandinavia). Ho avuto contatti con molti locali e dire che gli italiani siano peggiori  in generale è una cazzata. Tanto più che l’essere italiani per molti autoctoni è un valore aggiunto. Il tutto va rapportato a ciò che si ricerca. Le checche inacidite perché alla ricerca di marito che non trovano, sono universali.

Ma infatti non parlavo del punto di vista degli autoctoni, ma del mio. Sì, all'estero essere italiani è spesso un valore aggiunto, siamo molto apprezzati, noi e la nostra cultura, ma è ovviamente la prospettiva di chi in Italia non ha mai vissuto e ci è stato solo in vacanza o l'ha vista nei film. Poi, ribadisco, sono molto fiero di essere italiano, soprattutto per quanto riguarda la nostra cultura e la nostra storia e spesso e volentieri sono il primo che con gli stranieri cerca di divulgarle e condividerle. Tra l'altro non ho mai detto che gli italiani siano i peggiori, come vedi c'è sempre qualcuno che apprezza, ma dal mio personale punto di vista spesso coi miei connazionali, quando non si tratta di amici ma di potenziali partner, non funziona e non ha funzionato. Chiaramente se un giorno dovrò tornare a vivere in Italia e dovrò uscire con qualcuno, saranno perlopiù italiani e andrà bene così, ma dovrò comunque tornare a fare i conti con dinamiche che mi sono felicemente lasciato alle spalle. 

1 hour ago, Saramandasama said:

Quello che ho notato maggiormente è che le coppie aperte sono sdoganate. La maggioranza.

Sì, anche qui sono molto sdoganate e in voga: relazioni aperte, relazioni a tre, relazioni poliamorose, etc. Questo è purtroppo un aspetto della vita gay "estera" che non mi va molto a genio. Non perché io non condivida - ognuno faccia quel che funziona meglio per lui e viva la libertà di fare quel che si vuole -  ma perché ormai queste tipologie di relazione stanno diventando la norma e, se sei un noioso e comune omosessuale monogamo come il sottoscritto, è molto difficile trovare qualcun altro che la pensi ancora come te. Per me non funzionerebbe, troppa fatica, non ho proprio il physique du rôle per fare quello che ha più partner sessuali/sentimentali (ma la gente dove lo trova il tempo poi? Come canta Renato Zero, già è difficile farlo con te, mollalo!). 

Edited by GlassOnion
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1 hour ago, GlassOnion said:

Per me non funzionerebbe, troppa fatica, non ho proprio il physique du rôle per fare quello che ha più partner sessuali/sentimentali (ma la gente dove lo trova il tempo poi? Come canta Renato Zero, già è difficile farlo con te, mollalo!). 

ah, ma allora non sono l'unico monogamo più per pigrizia pantofolara che altro!!! :uhsi:

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