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Credete in Dio?


sexfeet

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Molti potrebbero risponderti: e allora i miracol iche accadono alle persone? quelle situazioni di guarigione che neanche i medici sanno spiegarsi?

 

Se vogliamo citare il dottor House: "I motivi ci sono, siamo noi che non riusciamo a trovarli"

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Secondo me la fede aiuta nella guarigione.

Ma non perché Dio prova pietà e con la bacchetta magica fa guarire la gente, bensì perché un malato che ha fede e prega dio affinché guarisca, effettivamente crede davvero di poter guarire, quindi ha un atteggiamento che sicuramente aiuta più la guarigione rispetto a uno che si "lascia andare" e smette di sperarci o di reagire.

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Secondo me la fede aiuta nella guarigione.

 

 

Concezione utilitaristica di fede, che poi possa essere vera è un conto ma la trovo profondamente immorale e scorretta, e te lo dice una persona che non si sofferma molto sull'etica.

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perché immorale e scorretta?

non ho detto che io sono credente per quello, dico solo che è un meccanismo, anche inconscio spesso, per cui avere fede ha benefici sulla vita pratica.

che poi è sempre così..

cioè, i credenti di solito pregano perché le cose vadano bene nella vita terrena in fondo..

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Non è necessario credere in Dio per guarire, ci sono infinite fonti da cui può nascere un autoconvincimento, certamente la religione può essere una di quelle.

Non dubito che tu sia credente per altri motivi ma da quello che hai scritto sembra che la tua fede sia indirizzata esclusivamente vierso fini pratici e materialistici.

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  • 1 year later...

nonostante mi sia apparso questo messaggio "Attenzione: non è stato postato in questo topic per almeno 120 giorni.

Nonostante tu sia sicuro di voler rispondere, prendi in considerazione l'idea di aprire un nuovo topic. "... voglio comunque postare perchè è un argomento che mi sta troppo a cuore... io sono un credente convinto... credo in Dio con tutto me stesso, anche se ammetto che in passato qualche dubbio l'ho avuto... prove non posso darne (perchè si direbbe "avere fede" altrimenti?), ma lo sento... o forse lo spero... l'unica cosa in cui non credo, è la Chiesa... la sedicente portatrice della parola del Signore.... ma per me, nel corso dei secoli, ha approfittato dell'ignoranza del popolo spacciando per parola del Signore, affermazioni e altro che in realtà convenivano solo a loro... dicono "gli omosessuali sono castigati da Dio!!"... e allora perchè Dio avrebbe dovuto crearmi con il presupposto di mandarmi all'inferno? "perchè lo dice la Bibbia!!"... ma la Bibbia non condanna esclusivamente la sodomia?? perchè vista come stupro??

ovviamente non credo nella Chiesa anche per altri motivi che se si dovessero discutere, diventerei vecchio...

per non parlare di Ratzy, che con un solo anello potrebbe salvare uno stato africano... ma vabbè... poi diventerei troppo offensivo!!!

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Io credo in Dio e ritengo pure Satana un suo valido aiutante ma in funzione maligna verso gli idioti e i meritevoli di Male.

 

Non credo più nel Vaticano, e non accetto più le sue regole fondate su Levitico e altri libracci da 2 soldi.

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  • 8 months later...
AndrejMolov89

Mettiamola così. Vediamo, la mia condizione religiosa è complessa.

Sono agnostico in senso assoluto. Cioè, non riesco a trovare prove convincenti sia per un ipotesi, cioè la non esistenza di un Dio, o la sua esistenza. Se esistesse un Dio, sarebbe semplicemente uno spettatore al di fuori dell'universo, o comunque, nella mia seconda ipotesi sarebbe l'intero universo in una visione panenteistica.

Visto che nel caso in cui esistesse, Dio, non sarebbe altro che uno spettatore, questo mi rende Ateo nei confronti di qualsiasi divinità creata da mente umana ( che di per sè, avrebbe una funzione e quindi non potrebbe essere uno spettatore inerte).

Premesso questo, nonostante sia agnostico in senso assoluto e ateo nelle specifiche diramazioni delle religioni umane, ho la mentalità cristiana perché procastino la mia felicità alla fine di una azione che nel mezzo, mentalità che sto cercando di cambiare perché mi pone nella condizione di essere depresso e di essere sempre in attesa.

 

O.o io ho sintetizzato così il mio rapporto con la religione. o.o

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Assolutamente no. Non riesco proprio a credere in Dio come ad un'essenza che ci guarda in ogni momento della giornata. Infatti non professo nessuna religione e non sento la necessità di farlo. Sono convinta che Dio non esista, ma sono convinta anche che una volta morti i nostri atomi andranno a comporre altra materia e che il nostro "spirito" rimarrà nelle persone che abbiamo amato e conosciuto e che un po' di noi potrebbe essere tramandato alle generazioni future. Ma non credo in una vita dopo la morte con la nostra individualità.

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ora come ora ciò che concretizza il mio concetto di ''fede'' è una singola parola...deismo.

Non posso non ammettere che ho creduto e ho pregato e che la mia fede da cattolica,sia stata in alcuni momenti davvero sentita.

Però non posso smentire il fatto che andare al catechismo e a messa per me era un obbligo,che a volte e poche volte non mi sia piaciuto andarci...però sarà che sono stata sempre in bilico per quanto mi riguarda ho visto la Chiesa come gioia e a volte timore.Spessimo era per me una seccattura andarci.

Ma tutt'ora grazie ad una crescita personale ad una maggiore consapevolezza del mio carattere,di ciò che sono,posso affermare la credenza personale nell'esistenza di un entità,di un Dio universale che ha dato origine al tutto.E questa convinzione è andata avanti da anni...infatti quando ho letto del deismo mi sono ritrovata a pennello;

Non mi ritengo atea quindi,perché non riesco a concepire un'esistenza vana.Nella quale c'è la morte che causa una fine e buio.Buio che non ti porta a nulla ma che ti distrugge e fa marcire soltanto sotto terra.

Ed è proprio col deismo che ho trovato il mio punto stabile.

Cavolo citando Voltaire,non posso che criticarlo su alcuni aspetti dato che a volte mi sembra intollerante nella sua tolleranza.Poiché ad esempio critica aspramente l'ateismo e in questo non mi rivedo.

In una parola nella mia vita ho scelto il bene e sostengo quei precetti naturali che prescindono da ogni religione.

Però qui entrerei in un altro argomento e sarei troppo OT XD

Ragionandoci su ho pensato che il deismo possa sembrare oggettivamente una credenza conveniente:''C'è un Dio che ha creato il tutto però non mi impone i suoi dogmi perché non li accetto e ritengo però che ci debba essere qualcosa oltre la morte.'' Però non ci posso far nulla,so che questa mia credenza in fondo è per pura convinzione personale e son contenta così.

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Io non credo a dio e a nessuna religione: servono solo per controllare le persone ...

 

Dico questo perchè io ragiono sempre per logica mentre sulle religioni si gioca con la fantasia  :eek:

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Oggi guardavo le persone attorno a me durante la messa in cimitero. Le guardavo mormorare litanie che per loro erano chiaramente prive di senso e mi pareva di cogliere solo noia e in qualche caso, soprattutto nelle donne più anziane, angoscia davanti alla morte. E mi sono chiesto: ma è possibile che tutte queste persone portino nel cuore soltanto paura e tristezza, che Dio sia per loro una più o meno consapevole messa in scena per non pensare ... alla morte?

Quindi mi sono posto la domanda: Ma per te chi è Dio?

E allora mi sono guardato attorno. Ho visto la pioggia che rimbalzava sul terreno sopra alle ossa di mio padre, i fiori sgargianti nel grigiore di questa giornata, un'ape solitaria: l'ultima forse a sfidare il rigore del clima tardo-autunnale e mi sono risposto che non c'era un dio altrove dove riporre un senso. E non c'era nemmeno un dio da negare. Io non so che cosa sia dio, ma so per certo che la meraviglia dell'essere qui ed ora non ne ha bisogno. Il presente, con tutto il suo mistero sacrale, è l'unica cosa a cui voglio credere.

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credere in Dio....una bella domanda? Ho cominciato ad essere atea intorno ai16anni, rifiutando prima la Chiesa, la sua istituzion e i suoi dogmi. Vedevo accanto me molti finti cattolici praticanti che predicavano bene e razzolavano male...e questo mi ha allontanato totalmente dalla Chiesa. Personalmente non riesco a credere in Dio ma, inqualcosa, un'entità superiore che ha creato il tutto. a volte credo nell'immortalità dell'anima, a volte no, perchè non reisco ad accettare che il tutto finisca con la morte corporale. Per un periodo son stata attratta dal buddismo, prendendone spunti come filosofia di vita più che religiosi.

Tendenzialmente ho rispetto per chi crede, però non accetto il bigottismo religioso che ti mpone un'unica realtà, non ti apre al confronto e fa rimanere chiuso in certi preconcetti.

personalmente considero la religione un pò l'oppio dei popoli :) :eek: eh si qualcuno aveva ragione hhihi

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io si credo in dio: molte persone (molti gay) non riescono a scindere la chiesa da Dio. io non vado mai a messa ma io credo in Dio: non credo invece nella chiesa (a parte dontonino).

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io si credo in dio: molte persone (molti gay) non riescono a scindere la chiesa da Dio. io non vado mai a messa ma io credo in Dio: non credo invece nella chiesa (a parte dontonino).

Sono perfettamente d'accordo  :roll:  . Io credo in Dio in quanto entità unica unitaria immateriale onnipresente ed eterna però mi sembra che la visione cristiana (non solo cattolica) sfiori in molti punti l'assurdo in quanto da pochi punti ampiamente accettati si è andati a costruire un enorme castello di carte. Quindi credo in un Dio ma non in quello cristiano.

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E allora mi sono guardato attorno. Ho visto la pioggia che rimbalzava sul terreno sopra alle ossa di mio padre, i fiori sgargianti nel grigiore di questa giornata, un'ape solitaria: l'ultima forse a sfidare il rigore del clima tardo-autunnale e mi sono risposto che non c'era un dio altrove dove riporre un senso. E non c'era nemmeno un dio da negare. Io non so che cosa sia dio, ma so per certo che la meraviglia dell'essere qui ed ora non ne ha bisogno. Il presente, con tutto il suo mistero sacrale, è l'unica cosa a cui voglio credere.

 

Risposta che mi sono sentito dare tante volte

e a me da sempre l'impressione di voler spostare un po' più in là (nel tempo o nella mente) il problema

 

Mi spiego, fintanto che la morte appare come un concetto astratto o lontano (o non particolarmente vicino), magari una risposta di questo tipo può andare bene

ma quando -anche solo sotto forma di idea- si avvicina (per età, condizioni personali, sfighe varie), credo che la meraviglia dell'immanente non sia più una consolazione o un'ancora così solida cui aggrapparsi.

 

L'angoscia che leggevi negli occhi di quelle persone anziane non credo possa svanire nella consolazione dei prati in fiore o delle api solitarie

E del resto, il fatto di voler pensare alla meraviglia del presente, dell'ora, dell'immanente (e non ad altro), non è esattamente la stessa cosa di quelle persone anziane che -eventualmente- credono in Dio per non pensare alla morte?

 

Tutto questo per dire che secondo me arriva comunque un momento in cui risposte "evasive" di questo tipo non possono più bastare e bisogna chiedersi davvero se e in quale Dio vogliamo credere

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Penso vada bene qualsiasi risposta

adatta a preservare la coscienza dalla morte, no?

 

Il Paradiso, la Reincarnazione, lo Spiritismo;

l'importante è che la risposta sia:

"Non finisce tutto in questa vita"

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Sì, esattamente

 

il punto è che -dal mio personalissimo punto di vista- la risposta "immanente" è solo "temporanea", e rimanda al momento in cui se ne dovrà trovare un'altra per sopperire all'angoscia del pensiero che si pone dinnanzi

 

(angoscia -forse inevitabile- che per me è sintetizzata bene da un aforisma di un autore anglosassone che non mi sovviene, "vorrei vivere avendo la fede del pastore e morire avendo la fede della moglie del pastore")

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DoctorNievski

Beh, fin da piccolo sono cresciuto in ambiente cattolico un po' atipico per certi versi, derivato dall'unione del cattolicesimo tradizionale(pur essendo poco o niente praticanti..),e una visione del mondo con dentro tante altre forze (gli spiriti, ma anche la superstizione, caratteristiche entrambe legate all'origine contadina dei miei nonni).

Negli anni recenti pero' questa già debole fede ha vaccilato (per una serie di accaduti personali, nonché lutti..) che mi hanno generato molti dubbi..

E non sapendomi dare una risposta (perché una risposta giusta non ce l'ho, e forse non c'è proprio se non la pura fede), sono approdato ad una posizione da agnostico..

Amen..

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Sicuramente non credo che esista il dio di Ratzinger... Mi definisco agnostico, perché penso che se anche esistesse una forza creatrice sarebbe talmente al di là della mia comprensione di essere finito che non arriverei nemmeno a concepirla ^^

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Sì, esattamente

 

il punto è che -dal mio personalissimo punto di vista- la risposta "immanente" è solo "temporanea", e rimanda al momento in cui se ne dovrà trovare un'altra per sopperire all'angoscia del pensiero che si pone dinnanzi

 

(angoscia -forse inevitabile- che per me è sintetizzata bene da un aforisma di un autore anglosassone che non mi sovviene, "vorrei vivere avendo la fede del pastore e morire avendo la fede della moglie del pastore")

 

La domanda però è evidente, non credi?

 

Che giudizio possiamo avere di una fede

nata dalla paura dell'Uomo per la morte?

 

Io sarei veramente affascinato da una religione

che non ci pretendesse eterni;

che fornisse qualche spiegazione cosmologica

senza presupporre qualcosa dopo la morte.

Che ci fornisse un'etica, senza il sistema premio-punizione

(che svuota ogni etica di un vero significato).

 

Altrimenti sembra troppo una bugia che ci raccontiamo.

 

Mi sono imposto di accettare prima l'idea di una morte definitiva

e dopo di interrogarmi su un senso trascendente delle cose.

Ebbene: questo dopo non arriva mai.

 

Nel frattempo mi è però sorta una strana allegria,

una particolare esaltazione che chiamo "materialismo";

come se l'idea di un'eternità della mia materia

supplisse a quella della coscienza.

 

E sapere quest'ultima solo temporanea

(come i mistici considerano il corpo, rispetto all'anima)

l'avesse resa ad un tratto più preziosa

e da questo pregio derivasse la mia gioia.

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Troppi castelli mamma mia (per me ovviamente)

Io la vedo molto ma molto piu' semplice.

Per quanto mi riguarda,non essendo un religioso,ma un credente,Dio potrebbe avere qualsiasi nome,anche Universo,ad esempio.

Ma la "formula" che seguo io è la seguente:

Credo.

Perchè credo?

Perchè nessuno può dimostrarmi il contrario.

Non credo.

Perchè non credo?

Perche' nessuno mi ha dimostrato il contrario.

 

Fra le 2 ho scelto la prima.

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Io sarei veramente affascinato da una religione

che non ci pretendesse eterni;

che fornisse qualche spiegazione cosmologica

senza presupporre qualcosa dopo la morte.

Che ci fornisse un'etica, senza il sistema premio-punizione

(che svuota ogni etica di un vero significato).

Almadel ma che bisogno c'è di una spiegazione cosmologica? E soprattutto di un'etica?

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Non c'è alcun bisogno né di una cosmologia

né di un fondamento soprannaturale dell'etica;

però molti credenti seppelliscono il bisogno di sapersi immortali

proprio dietro a queste giustificazioni

(Da cosa nasce l'Universo? Perché essere buoni?)

 

Quindi il passo successivo è appunto:

se davvero esistono queste necessità,

perché legarle alla presunzione di immortalità?

 

Quando si diventa atei

(quando cioè si accetta l'idea della morte),

conseguentemente si scopre anche

che la propria Morale e il Cosmo stesso sono autonomi.

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La domanda però è evidente, non credi?

 

Che giudizio possiamo avere di una fede

nata dalla paura dell'Uomo per la morte?

 

Io sarei veramente affascinato da una religione

che non ci pretendesse eterni;

che fornisse qualche spiegazione cosmologica

senza presupporre qualcosa dopo la morte.

Che ci fornisse un'etica, senza il sistema premio-punizione

(che svuota ogni etica di un vero significato).

 

Altrimenti sembra troppo una bugia che ci raccontiamo.

 

Ma infatti Enrico,

tu chiedi che giudizio possiamo avere su di una fede nata (magari tra altri motivi) anche dalla paura dell'uomo per la morte; ovviamente giudizio "di valore" o oggettivo, nessuno..ognuno si darà una propria risposta

 

Io non dico che tali fedi siano o meno bugie che ci raccontiamo (quello di ritenerle tali dipende dal "credo" -inteso in senso globale, non strettamente religioso- di ciascuno)

 

Dico solo che -secondo me- arriva nella vita un momento in cui tutti scegliamo di raccontarci l'una o l'altra, perchè la risposta del "materialismo", come la chiami tu, magari non risulta più così "rasserenante / tranquillizzante" o semplicemente "completa" come la ritenevamo in precedenza

 

Questa è una mia considerazione personale, chiaramente, la cosa buffa è che me l'ha messa in testa ulteriormente un'intervista di un po' di tempo fa ad Augias (noto ateo), che affermava che -bene o male- di un "Senso" alla fine era andato in cerca anche lui

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