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Social Experiment: il palcoscenico del mondo gay (disco, social network…)


Chaos

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Esempi.

 

Ci sono tonnellate di mie discussioni su questo forum in cui ho battagliato

contro chi sostiene che una cultura gay non esiste, nonostante sia oramai

materia di insegnamento accademico nelle Università etc. Tonnellate di miei

interventi sulla storia gay, il linguaggio gay, i gusti gay, i film gay  leggitele scusa XD

 

Tu hai costruito la tua accettazione prevalentemente in una chiave logico-formale

prescindendo quindi dai contenuti, ma ci sono 

 

Cosa quindi hai valorizzato della tua omosessualità?

 

Esempi, suppongo tu ne voglia di pratici....se non ti piace ballare ( attività che in effetti

coinvolge più la sfera emotiva ed istintiva ) c'è il cinema a tema al Florence Queer festival

o i gruppi che si riuniscono per vedere film lgbt privatamente o nelle associazioni etc.

 

Ci può essere la passione dei fumetti, in effetti il Lucca Comics è abbastanza un "finocchiaio"

servirebbe magari valorizzare questo aspetto in chiave "nerd" ( come consapevolezza più che

come realtà, perché questa seconda esiste già )

 

I gay nei bar...parlano e si divertono anche, cioè non è che stanno lì solo a rimorchiare

si lamenteranno degli ultimi infortuni amorosi o dei casini coi coinquilini etc ma lo faranno

in chiave gay

 

Possibile che non esista niente che ti faccia divertire?

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Esiste marginalmente, sono casi positivissimi ma l'eccezione, non la regola...nel mondo reale io di solidarietà fra gay ne ho vista ben poca, se uno ti ospita o sei amico, o amico di un amico, oppure ha secondi fini

Quello dell'ospitare è un esempio. Questo forum esiste perché ci sono persone che ci perdono tempo sopra. E non parlo solo di amministratori e moderatori, ma persone che leggono ciò che gli altri scrivono e danno consigli senza averne bisogno in prima persona, condividono esperienze, ecc. Allo stesso modo, il fatto che questo forum non sopravviva grazie alla pubblicità, ti dovrebbe far intuire che esiste perché il server è pagato da qualcuno.

E se vogliamo tornare all'associazionismo, esistono persone che spendono una serata in una stanza da soli per tenere attivo un servizio di telefono amico gay, che aiutano a gestire una biblioteca gay, che vanno a parlare nelle scuole di omosessualità, che fanno volantinaggio sull'HIV, che organizzano serate o eventi rivolti alla comunità gay, eccetera.

 

Si tratta di una minoranza delle persone che si definiscono gay? Senz'altro.

Ma se non la vedi è perché non dai solidarietà, non la cerchi o non vuoi vederla.

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Quello dell'ospitare è un esempio. Questo forum esiste perché ci sono persone che ci perdono tempo sopra. E non parlo solo di amministratori e moderatori, ma persone che leggono ciò che gli altri scrivono e danno consigli senza averne bisogno in prima persona, condividono esperienze, ecc. Allo stesso modo, il fatto che questo forum non sopravviva grazie alla pubblicità, ti dovrebbe far intuire che esiste perché il server è pagato da qualcuno.
E se vogliamo tornare all'associazionismo, esistono persone che spendono una serata in una stanza da soli per tenere attivo un servizio di telefono amico gay, che aiutano a gestire una biblioteca gay, che vanno a parlare nelle scuole di omosessualità, che fanno volantinaggio sull'HIV, che organizzano serate o eventi rivolti alla comunità gay, eccetera.

 

Sul fatto che chi fa volontariato in associazioni si sbatta per puro spirito di solidarietà (ed è quindi da lodare) l'ho già detto chiaramente qualche post più sopra, in cui rispondevo ad un post simile al tuo di Almadel. Parlando di scarsa solidarietà generalizzata mi riferivo alla parte "non associata" del popolo gay: al di fuori delle associazioni è molto difficile trovare altri ragazzi gay disposti ad ascoltare o dare un consiglio, nel migliore dei casi trovi indifferenza, nel peggiore ti sfottono pure (perchè se checca, perchè non sei bello, perchè...), questo mi sembra innegabile.

 

Poi, per evitare la solita tiritera del "ma non sono tutti così, ad esempio.." è chiaro che parlo in generale, non tutti i gay "non associati" sono insensibili, cattivi etc.., però ammetterai che entrando in un qualsiasi ambiente gay, che non sia una associazione (ma a volte anche lì), ciò che percepisci non è certo un gran senso di solidarietà. Porto un esempio personale: nella palestra dove vado io è strapieno di gay, e tipicamente li vedi in gruppetti di due o tre a sfottere qualche altro loro conoscente che magari li ha appena salutati: rispondono con sorrisi e bacetti e poi appena il malcapitato si allontana cominciano a dirne merda XD probabilmente lo stesso "malcapitato" raggiungerà poi altri conoscenti e si metterà a sparlare di quelli che ha appena incontrato.

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Non è detto che sia l'unica... E' l'unica associazione SPONTANEA basata sull'essere gay, non l'unica associazione possibile fra gay.

 

Allora di auguro di fare spontaneamente politica, l'importante è che tu faccia

qualcosa che ti piaccia e ti riesca congeniale

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L'esempio che hai portato è fuori luogo per 2 motivi:

 

1) le comunità che tu citi sono accomunate da un religione che, a differenza di quella cristiano/cattolica (almeno quella del moderno occidente) ha una grande pervasività anche nella vita civile ed è quindi un potente collante/cut/

 

2) Il citare l'esempio di comunità etniche in paesi stranieri non fa che confermare le tesi "utilitaristiche" contro cui tu ti stai pronunciando. La nazionalità comune non è di per sè un fattore aggregante (altrimenti tutti gli italiani andrebbero mediamente d'accordo per il solo fatto di avere stessa nazionalità): lo diventa quando si è in pochi in una realtà diversa o, peggio, ostile: ma lo diventa per mera convenienza reciproca

Io la chiuderei qui, la pensiamo diversa e bon.

Due precisazioni,

1)per te l'orientamento sessuale non è un potente collante, per me sì, non solo mi fa sentire vicino agli altri omosex, lesbiche comprese, ma anche ai bisessuali e ai transessuali

2)faccio l'esempio di marocchini in italia perché sono una minoranza e come tali formano una comunità, è ovvio che non ha senso parlare della comunità marocchina residente in marocco. Il fatto che abbiano fini utilitarisici ce lo vedi tu, e vedi solo quello predominante, mentre per me può esserci, in mezzo ad altre cose.

Voglio dire che un giovane gay può avere un motivo di frequentare la comunità che sia trovarsi un fidanzato o avere consigli sul co con mamma; ma questo può essere un motivo tra tanti, non l'unico, e frequentandola, ne può scoprire di più.

 

Io qui vedo pareri molto negativi sui gay in generale, e mi domando, a cosa vi serve pensarla così?

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Io ero rimasto che dire che tutti i gay sono uguali e' omofobia. Adesso e' omofobico dire che sono tutti diversi.

DObbiamo dire che sono, che so io, uguali ma non troppo? Simili? Boh XD

Io resto sul "tutti diversi", ad ogni buon conto...

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Freaky ma tu non devi dire niente, se tu ritieni che l'associazione

spontanea fra gay sia politica l'importante è che ti sia congeniale

e si traduca in una tua attività politica

 

Nel momento in cui fai questo ( e non ti limiti a dirlo perché non vuoi

fare altro, o ti infastidisce qualcosa che non fai che ritieni che gli altri

vorrebbero farti fare etc. ) tu hai trovato il tuo modo di valorizzare la

tua omosessualità e far parte a tuo titolo personale della comunità.

 

E magari facendo politica, trovi il tuo modo anche per socializzare

 

Se tutto 'sto papocchio di discorso ti serve solo per poter pensare

che siamo "tutti diversi" e politica non ne fai, cioè sei politico solo 

in teoria, in astratto e non in termini positivi ma negativi - cioè per

designare ciò che non ti piace, ti causa disagi e non vuoi fare - è

certo che non socializzerai

 

Ma sarà così, perché tu -così- hai voluto che fosse

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Voglio dire che un giovane gay può avere un motivo di frequentare la comunità che sia trovarsi un fidanzato o avere consigli sul co con mamma; ma questo può essere un motivo tra tanti, non l'unico, e frequentandola, ne può scoprire di più.

Tra i tanti motivi, non mi sembra secondario poi il fatto di vedere concretamente che non è l'unico gay al mondo e che cmq in lui non c'è nulla di sbagliato.

Insomma, per i ragazzi frequantare gruppi gay può essere anche un aiuto per l'autostima e per superare le proprie insicurezze.

 

Cosa che non fa MAI male, anche quando tanto giuovini non si è ormai più...

Edited by freedog
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a cosa vi serve pensarla così?

 

Non è che "serve", le opinioni mica si formano per convenienza, uno mette assieme informazioni e esperienze personali e si fa la propria opinione.

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@Krad77 è sacrosanto invitare alla riflessione personale. E' anche vero che quando c'è un problema più o meno oggettivo che si rileva, la riflessione andrebbe fatta da ambo le parti. Mi spiego: siamo partiti da considerazioni come "le disco sono piene e invece le associazioni sono vuote" o ancora "sono tanti quelli che come te non fanno o non vogliono fare comunità", e la si è risolta però sempre come se il problema stia solo dalla parte di quelli che non frequentano (perchè sono o sociopatici, o italiani medi, o repressi, o dissociati, o pallosi, o varie ed eventuali). Ti chiedo: non è che se così tanta gente, come faccio io, non frequenta la "comunità", qualche problemino c'è anche nell'attuale stato dell'arte della comunità stessa?

 

E' un po' comodo liquidarla come se sia sempre colpa degli altri, un po' di riflessione sarebbe sana anche da parte di "voi della comunità": il modo costruttivo di affrontare la cosa sarebbe forse chiedersi "ma perchè così in tanti stanno alla larga? Quali sono le motivazioni?", invece noto che l'attitudine è sempre un po' quella del dire che chi sta alla larga ha problemi più o meno grandi a livello psicologico-caratteriale....ok, avanti così gente

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Le associazioni si sostengono su due considerazioni:

1) Devono fare qualcosa che piace a chi le frequenta

2) Devono fare qualcosa che piace ai volontari

 

Io so che se facciamo una festa vengono in cento

e che se facciamo un incontro su Pasolini vengono in dieci.

 

Solo che non posso fare sempre feste,

perché se mi fosse piaciuto fare il PR

invece che in un'associazione stavo in una discoteca.

 

Molte associazioni negli anni sono diventate discoteche:

hai un grande ritorno di pubblico, di immagine e di denaro

e la cultura o la politica diventano spesso un contorno indigesto.

 

Chi sta ai margini della comunità tratta le associazioni come fossero locali,

dove - se non trovano quello che cercano - evitano di tornarci.

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Stavo leggendo una discussione qui sul forum, mi pare che un problema simile (in cui cioè l'aspetto di "entertainment" ha preso un po' il sopravvento a scapito della parte politico-culturale) l'abbia avuto il circolo Mieli di Roma.

 

Eh ma guarda, alle volte forse è anche la comunicazione che manca. Ti faccio un esempio: mi ricordo che tempo fa ero andato per curiosità a vedere il sito del CIG di Milano, se andavi sulla parte dedicata alle iniziative gli aggiornamenti si fermavano al 2007, la parte dedicata invece al Join the Gap (la famosa serata della domenica al "Borgo" organizzata proprio dal CIG) era super sponsorizzata e aggiornata. Ovvio che se uno che (tipo me) non ha mai avuto contatto diretto, vedendo questo squilibrio l'idea che ci si fa è che gli sforzi vadano gran parte per quell'aspetto.

 

Ora il sito l'anno rinnovato ed è molto più "equilibrato" XD

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Beh, vuoi mettere la soddisfazione?

 

Una serata per divertirsi porta soldi all'associazione

e la fa conoscere a molte persone.

 

Un dibattito politico/culturale è una grossa spesa:

visto che devi pagare i rimborsi per gli ospiti

e non puoi certo chiedere l'ingresso.

(E viene anche molta meno gente).

 

Queste difficoltà pesano sul buonumore dei volontari

che via via entrano in "crisi" e tornano alle loro vite private.

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Beh sul fatto che faccia conoscere l'associazione, dipende. Io una volta alla serata che ti dicevo ci sono stato, ma dell'associazione sembrava non esserci traccia: tant'è che molti a Milano che la frequentano abitualmente nemmeno sanno che sia la serata "ufficiale" dell'arcigay di Milano. Il rischio di queste cose è forse che sì, attirano molta gente, ma secondo me di "sponsorizzazione" all'associazione che le organizza non ne portano granchè, anzi quasi la mettono in ombra

 

Vabbeh comunque è un ennesimo OT XD

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E' un po' comodo liquidarla come se sia sempre colpa degli altri

ma io non mi riferivo a associazioni vuote o disco piene.
mi riferisco ad una visione del mondo che viene fuori leggendo tutti i tuoi post qui in questo topic.
questa visione delle cose ti serve, ti è utile a qualcosa?
è una domanda mia, puoi anche non fartela, ma ad ogni modo non vuol mica dire che tu abbia dei problemi...
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@Krad77 rispondevo a te ma in generale a chi ha espresso posizioni "pro" come la tua. Lo so che non hai mai detto nulla in merito, ma il sunto delle risposte, ad esempio, di Sampei e alcune di Hinzelmann era questo, ossia che nell'attuale "struttura" della "comunità" non vi sia alcun problema oggettivo, e quindi il problema stia tutto nella psiche o nel carattere di chi se ne tiene lontano.

 

Quanto all'utilità ti ho già risposto: è ovvio che da un punto di vista strettamente pratico lo scegliere di non far parte di questa "comunità" è una bella palla al piede (anche se riduciamo il tutto alla semplice ricerca "fidanzatizia", vuoi mettere quanto sarebbe più comodo andar per locali piutosto che star lì a scrivere su romeo?), però uno le opinioni non se le forma mica in base a ciò che gli fa comodo. Io per mie esperienze personali in materia ho trovato una certa "incompatibilità" fra il mio carattere e la "media" delle pratiche e dei modi comunità gay, quindi fino ad ora non ne ho fatto parte, dovessi ricredermi in futuro cambierò il mio approccio. Per ora però così è.

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Io ho detto soltanto che mi piacerebbe una volta poter discutere

con dei gay che sostengono che l'omosessualità è sesso perché

lo fanno, con dei gay che sostengono che è solo politica perché la

fanno etc

 

Invece che sempre con gay che sostengono che è solo una cosa che

NON fanno

 

Tutto qui

 

Non escludo affatto che questi gay esistano, il problema è che non

scrivono qui, qui scrivono solo gay vittimisti ( e certo il vittimismo non

è il peggiore dei problemi possibili, ma pare una costante )

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Oddio, non saro' il piu' attivo del mondo politicamente parlando, ma neanche il piu' ignavo...

 

Solo che e' come dice Almy: all'incontro su Pasolini vengono in dieci ^^'

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Non escludo affatto che questi gay esistano, il problema è che non

scrivono qui, qui scrivono solo gay vittimisti 

 

Ooooh bene, ci siamo arrivati ancora....il problema è sempre solo degli altri

 

Un po' come i prelati contro ogni riforma della chiesa, perchè se le cose sono sempre andate in un certo modo (da millenni in quel caso) non si vede perchè cambiarle, e chi non è d'accordo libero di andarsene....e poi si lamentano che chiese e seminari sono vuoti

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@NewComer, guarda che è il contrario.

Sei tu che dai la colpa agli altri

e non ti prendi alcuna responsabilità.

 

Dove gli altri sono quelli che almeno ci provano

a fare qualcosa di diverso rispetto alle feste in discoteca.

 

Io le responsabilità posso anche prendermele,

ma ho dei limiti oggettivi dovuti al fatto

che non sono proprio la persona più simpatica della Terra.

 

Attrarre le persone come te in qualcosa di gay

è davvero la mia priorità numero uno.

 

Per me è davvero spiacevole sentirmi dire che non faccio abbastanza e che non lo faccio bene

(cosa sicuramente anche vera, per carità), solo che di preciso non so cosa dovrei organizzare

per far incontrare tutti i ragazzi e le ragazze che in discoteca non ci vogliono andare.

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Va be', scherzi a parte, se vogliamo vedere i miei problemi, sono veramente tanti e profondi,. In Diary c'e' un topic su di me, perche' bisogna parlare di me per capire in profondita' la situazione.

In un certo senso descrivere la mia situation e' facile, l'hai fatto tu, Hinzelmann: mi piacciono i giovani ma non mi piace quello ch efanno i giovani.

Quando ero a Bologna avevo una compagnia interamente etero... e per me era PESSIMA, perche' non facevano altro che frequentare disco, discopub e ubriacarsi. Non riuscivo a fittare. Non riesco a fittare neanche in una compagnia gay che fa le stesse cose.

Ho un certo ardore politicio, quindi apparentemente la soluzione per me e' semplice: fitta nel gruppo dei "gay seri", quelli che Almadel chiama i gay "arcobaleno", quelli che hanno trovato un'identitaa' in politica. E' un consiglio assolutamente ragionevole e cerco di seguirlo ogni tanto, ma ci sono una serie di ostacoli per riuscirvi:

1) La maggior parte dei gay arcobaleno in realta' sono anche bianchi (discotecari). Le ragioni? Questa, detective. e' la domanda giusta.

2) La mia voglia di impegnarmi in politica cala drasticamente ogni volta che entro in fase depressiva. Questo non e' un problema solo politico, purtroppo mi sta dando serie difficiolta' anche sul lavoro... fin quando si trattava di studiare e basta andava tutto bene: su un mese di depressione 5 giorni di ipomania e mi facevo tutto il programma d'esame lo stesso, ma al lavoro devi essere efficiente TUTTI I GIORNI o quasi. In fase ipomaniacale mi butto in grandi imprese e sono molto attivo anche in ambito politico, ma dura pochi giorni e non conclude niente. QUesto e' un problema molto vasto ma molto personale anche.

3) La politica e' in un qualche modo un modo per aiutare gli altri. Dicono che aiutare gli altri ti faccia sentire meglio... Non e' cosi' per me, nel senso che quello che mi capita di sentire e' che se non riesco ad aiutare me stesso, come posso aiutare gli altri? La terza ragione per cui non fitto nell'ambiente dei "gay seri", "arcobaleno" e che non mi sento all'altezza di farne parte, in un certo modo. Il politico e' una figura che non ha solo grande idee, ma e' anche un esempio, la gente guardera' a lui come modello... Mi guardareste come modello? Mi indichereste ad un giovane gay dicendogli "vedi, la vita gay non fa cosi' schifo, potresti sempre diventare come lui!"

E' una domanda retorica ovviamente.

 

I motivi 2 e 3 sono miei, personali, psicologici, spero di ricominciare a trattarli in psicoterapia quando tornero' in Italia. Ma il motivo 1 potrebbe essere piu' di interesse per tutti.

Ho detto che ho trovato una pessima (per me) compagnia etero: discotecari. Ho trovato anche delle buone compagnie in ambito etero/misto, pero'. In ambito gay e' sempre stato molto piu' difficile, sabato sera e' l'ora della disco. Ma sara' vero che i gay sono tutti superballerini? Che cavolo ci troveranno di bello in quell'ambiente?

Secondo me nulla, ma e' solo li' che si rimorchia...

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@NewComer, guarda che è il contrario. Sei tu che dai la colpa agli altri e non ti prendi alcuna responsabilità.

 

Ma io le mie responsabilità me le prendo eccome, tanto è vero che la prima cosa che ho detto è proprio che non ho nulla contro chi si diverte nel modo "canonico", e sono piuttosto io ad avere attitudini fin troppo tranquille (o da "sfigato")

 

Ma un conto è dire, come hai detto tu, che pur mettendoci l'impegno è difficile far aggregare chi la pensa come me, che è sacrosanto, un altro conto è dire come dicono più o meno indirettamente Hinzelmann e Sampei, che il problema è nostro (mio e di chi ha opinioni simili alla mia) e solo nostro, non c'è nulla che non vada bene nella "comunità", siamo noi ad essere sbagliati (vittimisti, asociali etc..)....è un segno di totale assenza di autocritica 

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