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Elezioni presidenziali negli USA del 2016


Rotwang

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La vittoria di Donald J. Trump non significa solo che i Repubblicani hanno conquistato la Presidenza, il Senato e la Camera ma che conquisteranno presto una vittoria ancora più importante: la Corte Suprema.

 

Dopo la morte del leader conservatore della Corte Antonin Scalia i Democratici avevano sperato di poter garantire una corte più equilibrata, senza quella maggioranza repubblicana di 5 a 4 che aveva garantito il passaggio di numerose sentenze secondo loro controverse quali la famosa "Citizens United".

 

President Obama aveva nominato al posto di Scalia lo stimato giudice federale Merrick Garland, capo della corte d'Appello di Washington DC. Garland, uno stimato moderato, avrebbe dovuto, a vedere del Presidente, essere nominato senza esitazioni.

Dalla sua nomina però i Repubblicani, guidati dal loro leader Mitch McConnell e dal presidente della commissione giustizia Senator Chuck Grassley, si sono opposti: "no pasaran".

 

Si diceva che questo azzardo gli sarebbe costato caro, che gli elettori non gli avrebbero perdonato l'aver "politicizzato" la battaglia per la corte e bloccato uno stimato giurista da una meritata promozione.

 

Hanno invece vinto. Garland rimarrà alla corte di Washington, ma il vero sconfitto è probabilmente Barack Obama.

 

Ora toccherà al Presidente Trump nominare il sostituto di Scalia. Già ci si aspetta che, una volta revocata la nomina di Garland, procederà con il candidare un giurista ben più conservatore. In campagna elettorale ha difatti promesso che avrebbe voluto alla Corte un giudice pro-life il cui compito sarebbe stato quello di cancellare la sentenza Roe v Wade del 1973 che aveva reso legale l'aborto negli Stati Uniti.

 

Ma il "premio" per i Repubblicani potrebbe essere ben maggiore. I due giudici attualmente più anziani della Corte sono difatti Ruth Bader Ginsburg (83) e Stephen Breyer (78), i due leader dell'ala progressista. Dovessero venire a mancare o decidere di dimettersi, il Presidente Trump potrebbe dover nominare addirittura tre giudici sui nove totali che compongono la Corte Suprema.

 

I Repubblicani potrebbero conquistare così la Corte Suprema per le generazioni a venire.

Edited by Rotwang
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Si può immaginare una sorta di embargo dello star system rispetto a Trump? Ovvero evitare in tutti i modi di prestare la prima figura mediatica al presidente?

Intendo proprio l'antitesi di Beyoncé che canta "At Last" Per Barack e Michelle.

 

Questa volta non è lo scenario di Bush e del patriottismo da America sfregiata (ricordiamo cosa capitò a Madonna con "American  Life" e alle Dixie Chicks, giusto per citare persone che se la presero sui denti).

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Scalia era conservatore ed i Repubblicani sono riusciti a bloccare

la nomina di un liberal per mantenere la loro maggioranza

 

Quindi è del tutto evidente ( lo impone la logica ) che la Corte rimarrà

uguale a prima, la stessa che ha deciso sul matrimonio gay

 

Uno potrebbe pensare ma forse Scalia era un Cattolico ed un Conservatore

ma aperto sui temi dell'aborto e del matrimonio gay, quindi Trump potrebbe

nominare un conservatore peggiore di Scalia, non cambia il numero ma cambia

la sostanza

 

Questo però presupporrebbe che Scalia non abbia dichiarato pubblicamente di

essere contrario ad aborto e matrimonio gay, dissentendo dalla Corte e redigendo

note per opporsi a queste decisioni

 

Quindi non capisco come possa cambiare la situazione in peggio, semmai avrebbe

dovuto morire il Repubblicano che votava coi democratici in alcuni casi, consentendo di

fare delle buone sentenze in quei casi

 

Certo possono morire dei giudici democratici, ma qui si tratta della sostituzione del peggiore

giudice repubblicano...quindi c'è molta esagerazione

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Sto moore pare un incrocio tra la sibilla cumana e il nanni moretti dei girotondi, stia calmino e si goda la democrazia fino all'osso, che tanto é quel che fará

 

Credo che stia semplicemente sfruttando i diritti di espressione, d'assemblea e di associazione, e immagino il diritto di manifestare (ma non so se questo ultimo compagnia nei diritti umani degli USA), oltre a essere stato uno dei pochi tra i democratici ad analizzare con serietà e previsione la vittoria di Trump.

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Se fossi americano non esiterei a scendere in piazza contro Trump non appena costui mostrerà coerenza tra quello che farà e quello che è stato capace di dire; non si può certo eslcudere che i prossimi a indignarsi possano essere la massa di minchioni che l'ha eletto 

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Il gruppo supremazionista bianco Ku Klux Klan ha annunciato l'organizzazione di una parata in North Carolina per festeggiare l'elezione di Donald J. Trump alla Casa Bianca. La manifestazione di terrà il prossimo 3 dicembre.

 

Il sito ufficiale dei "Loyal White Knights" comunica che l'elezione di Trump deve essere festeggiata da ogni vero "Americano" in quanto è la "razza di Trump a unire tutta la nostra gente".

 

Già in passato il KKK, e il suo ex leader David Duke, avevano ufficialmente offerto il proprio endorsement a Trump. Il Presidente-eletto aveva risposto alla notizia dicendo: "Duke? Per quando mi riguarda quel signore meriterebbe una pallottola. È gente orribile. Ricordo sempre i valori che mi ha insegnato mio padre; quanto avvenuto ai neri di questo paese è orribile e, da Presidente, prometto che mi occuperò io di loro".

Edited by Rotwang
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Beh certo ma chi ha creduto alla demonizzazione di Trump

e si è turato il naso andrebbe detratto dai voti della Clinton

a livello indice di gradimento e non è un calcolo facile

 

Se prendiamo i risultati di altri democratici perdenti come Gore

o Kerry la Clinton è andata decisamente meglio, ma erano elezioni

in cui si votava anche molto meno perchè si viveva molto meglio

 

Se prendiamo i 50.000.000 di Bush Jr e Gore qui ci sono 20.000.000

di americani che votano in più, ma ce ne sono 10.000.000 in meno rispetto

al 2008, a crisi deflagrata.

 

Va però detto che una parte di questi voti Obama li aveva persi già nel 2012

da solo ( questi era difficile che la clinton li riportasse )

 

Gl indici di gradimento della Clinton sono però certamente inferiori ai voti presi

ad Agosto il suo indice di gradimento era al 41% il più basso dall'inizio della sua

carriera politica 25nnale

 

Nessuno è stato in grado di spiegare il motivo, certo lo scandalo della fondazione Clinton

certo lo scandalo email, ma in realtà io credo non fossero notizie poi così scandalose prese

singolarmente

 

Sembra che più che la Clinton spendeva, più che faceva campagna più perdeva voti

 

Così è andata e dare la colpa agli elettori in democrazia non si può

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Sembra che più che la Clinton spendeva, più che faceva campagna più perdeva voti

 

Come si può interpretare?

Pure era uscita vincitrice dai due dibattiti televisivi.

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Non è facile da interpretare, per dire Obama nel 2014 -elezioni

di midterm perse- prese il 71% del voto latino

 

Se c'è una categoria che Trump ha sacrificato sull'altare della

sua propaganda sono loro, peraltro disattendendo tutte le analisi

del suo stesso partito ( Rubio Cruz etc ) che concorrevano a creare

una sorta di enfasi d'attesa etnica sul voto

 

Se pure i Repubblicani puntano su candidati ispanici, vorrà dire che

sono determinanti no?

 

Se tu avessi chiesto a me io ti avrei risposto che è meglio fare un

programma inclusivo della comunità, che ne raccolga le richieste

piuttosto che puntare su candidare un latino e costringerlo a praticare

un programma che le ignora ( cioè io avrei ritenuto più funzionale la

scelta Democratica che quella Repubblicana )

 

Quindi l'idea del GOP di cavarsela con candidati latini a me sembrava

un po' un pannicello caldo...fatto sta che Trump spazza via la strategia

repubblicana e dice : me ne frego del voto latino

 

Ebbene per la Clinton ha votato solo il 65% dei latini e quasi il 30% ha

votato Trump, esattamente le stesse percentuali degli Asiatici che Trump

ha semplicemente ignorato ( o almeno a quanto so io non li ha attaccati in

modo particolare )

 

Di fatto si stimava che il 78% dei latini avrebbero votato per lei, si stimava

anche un voto nero al 90% che in realtà è stato 88% però la differenza enorme

in negativo per la Clinton, l'ha fatta proprio chi Trump ha attaccato di più

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La Repubblica

 

L'Europa si interroga sul futuro delle relazioni con gli USA ora che il Commander in chief si chiama Donald Trump. Su cui il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker, scaraventa un giudizio di totale e preventiva bocciatura, per un profilo che non sembra al momento all'altezza delle grandi e obbligatorie responsabilità internazionali che gravano sul nuovo presidente della più grande potenza mondiale, arrivato alla Casa Bianca con lo slogan Make America Great Again, innegabilmente evocativo di una propensione all'isolazionismo fuori dal tempo. E nel dare il suo giudizio su Trump, Juncker porta a sostegno argomenti che dovrebbero scuotere l'orgoglio dell'uomo che ha sconfitto anche l'establishment repubblicano del proprio partito prima di vincere la corsa alla presidenza Usa a spese della democratica Hillary Clinton.

 

Chi invece preferisce aspettare prima di prodursi in inappellabili verdetti negativi è François Hollande. Il presidente francese ha avuto un colloquio telefonico con Trump, come aveva fatto Angela Merkel. Con la differenza che mentre la cancelliera tedesca si è genericamente richiamata ai valori condivisi dando appuntamento al nuovo presidente americano al G20 del 2017, nei loro sette o otto minuti di "buona conversazione", come li definisce l'Eliseo, Hollande e Trump si sono trovati d'accordo sulla necessità di "chiarirsi" su temi chiave come "guerra al terrorismo, crisi Ucraina, accordo sul nucleare iraniano e rispetto dell'accordo di Parigi sul cambiamento climatico".

 

In sostanza, Hollande vuole capire quanto della campagna elettorale di Trump resterà effettivamente nell'agenda del successore di Obama. Ovvero, se effettivamente Trump intenda privilegiare il suo rapporto con la Russia discostandosi radicalmente con il ruolo di contrasto rispetto alle mire espansionistiche di Vladimir Putin giocato da Obama in Ucraina come sullo scacchiere siriano. E se Trump diceva il vero quando, nel corso dei suoi comizi, annunciava di voler disconoscere l'accordo sul nucleare tanto faticosamente raggiunto con Teheran e di voler ridare fiato al carbone e agli oleodotti, accantonando l'impegno assunto a Parigi dal suo predecessore.

 

Ma torniamo a Juncker. "Penso che rischiamo di perdere due anni aspettando che Donald Trump termini di fare il giro del mondo che non conosce". Questo il durissimo giudizio del presidente della Commissione europea sul presidente eletto degli Stati Uniti, che giunge pochi giorni dopo i toni ruvidi usati anche contro le contorsioni sulla legge di bilancio dell'Italia di Renzi e le rimostranze della Turchia di Erdogan sulla mancata liberalizzazione dei visti. Rispondendo alla domande del pubblico di studenti della conferenza "I costruttori dell'Europa", che si è tenuta a Lussemburgo, Juncker non ha nascosto i suoi timori sottolineando, senza alcuna diplomatica cautela, l'inesperienza del miliardario americano: "Bisognerà che gli spieghiamo in cosa consiste l'Europa e come funziona".

 

Juncker, evidentemente indispettito perché il nuovo inquilino della Casa Bianca finora non ha risposto all'invito dell'Unione Europea di un incontro ai massimi livelli preferendo annunciare un bilaterale con la premier britannica Theresa May in vista di un accordo di libero scambio con il Regno Unito, si è anche spinto oltre: Trump rischia di "far deragliare" i rapporti con la UE. "Purtroppo spesso ciò che si dice in campagna elettorale è vero", e con Trump alla testa degli Stati Uniti "rischiamo contraccolpi negli equilibri intercontinentali, nei suoi fondamenti e nella loro struttura. Detto questo, ho una lunga vita politica alle spalle e ho lavorato con quattro presidenti USA".

 

Sul tema è arrivata da Londra la replica del ministro degli Esteri e stratega della Brexit, Boris Johnson: "I leader europei smettano di guardare con pessimismo alla vittoria di Donald Trump e guardino alle nuove opportunità economiche". L'opportunità è sicuramente ghiotta per una Gran Bretagna fuori del mercato comune europeo, ha ammesso Johnson, "per incrementare quel rapporto con l'America che è di fondamentale importanza economica per noi. Ma - ha rilevato l'ex sindaco conservatore di Londra - anche di grande importanza per la stabilità e la prosperità nel mondo".

 

Nel frattempo Juncker proseguiva con un nuovo, sprezzante affondo: "Gli americani, in generale, non hanno alcun interesse per l'Europa. Questo è vero per la classe dirigente e per l'America profonda. Non conoscono l'Europa. Trump ha detto durante la campagna elettorale che il Belgio è un villaggio da qualche parte in Europa. Quindi, bisognerà che insegniamo al presidente eletto che cos'è l'Europa e quali sono i suoi principi di funzionamento".

 

L'elezione di Trump "pone delle questioni con conseguenze" potenzialmente "perniciose - ha sottolineato Juncker - perché viene messa in questione l'Alleanza transatlantica e quindi il modello sul quale si poggia la difesa dell'Europa". Inoltre, il nuovo presidente eletto "ha delle attitudini nei confronti dei migranti e degli statunitensi non bianchi che non rispettano le convinzioni e i sentimenti europei".

 

A proposito dei migranti, il capo dell'esecutivo UE ha poi affrontato i temi europei: tutti gli Stati membri, ha ribadito ancora una volta, devono fare di più per gestire la crisi dei richiedenti asilo, perché "non si può lasciare alle sole Italia e Grecia il compito di farsi carico dei migranti in arrivo". Juncker ha ricordato la strategia della Commissione per gestire la crisi, fondata sull'idea di redistribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri, insistendo sulla necessità di solidarietà tra i Ventotto.

Edited by Rotwang
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Certo che gente come Juncker è proprio patetica e ostinata e non impara nulla dai messaggi inviati. A prescindere dalle posizioni che possiamo avere noi personalmente, i votanti stanno bocciando le politiche del 'volemmose bene'. Non dico che debbano cambiare il progetto e l'atteggiamento europeo, ma quanto meno potrebbero reagire e rettificare su certe cose. La colpa del brexit, di trump e dell'auge del nazi-populismo è di gente come Merkel e Juncker. I personaggi come Trump fanno vomitare, ma c'è da essere onesti e dire che capisco che possano piacere perché danno l'impressione di parlare di cose pratiche e senza ipocrisia.

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Una notizia sicuramente che in pochi si aspettavano. Il Presidente eletto Donald J. Trump ha dichiarato che potrebbe mantenere una versione corretta di Obamacare, anziché optare per una completa cancellazione.

 

Pur non avendo offerto molti dettagli sul suo piano ha commentato che sicuramente verranno mantenute due modifiche "essenziali" introdotte dalla Riforma Sanitaria di Barack Obama: il divieto per le compagnie di assicurazione di discriminare contro le persone con "pre-existing conditions", e la possibilità per i giovani e gli studenti di rimanere sul piano assicurativo dei genitori fino ai 26 anni di età.

 

"Queste cose mi piacciono molto", ha dichiarato Trump.

 

La parte più sorprendente di questa dichiarazione del neo-eletto Presidente è il cambio di toni rispetto alla campagna elettorale. Quella che veniva definita "una catastrofe" è ora descritta come "qualcosa semplicemente da modificare".

Trump ha affermato di aver parlato del suo piano con President Obama durante la sua visita alla Casa Bianca.

Edited by Rotwang
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Se questo di Obama è il primo segnale dell'opposizione

"dura" a Trump dei democratici, qualcuno avverta Juncker

che forse è il caso di ammorbidire i toni, perchè la linea

politica non la dettano i manifestanti di Portland

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La Repubblica

 

Le analogie con Silvio Berlusconi continuano ad aumentare. Donald Trump lancia il suo “Contratto con l’elettore americano”, che include il suo piano per i 100 giorni. Ben visibile sul suo sito, il Contratto elenca provvedimenti che il neo-presidente intende varare non appena s’insedierà alla Casa Bianca (l’Inauguration Day è il 20 gennaio).

Cancellate le restrizioni all’estrazione di petrolio, gas naturale. Ritiro o ri-negoziazione dal trattato NAFTA che un quarto secolo fa creò il mercato unico con Canada e Messico. Denuncia formale della Cina per manipolazione della valuta (preludio a sanzioni commerciali). Avvio delle procedure di espulsione per due milioni di “immigrati criminali”. Congelamento di tutte le assunzioni nel pubblico impiego (federale ovviamente, gli Stati fanno quello che vogliono). Stop a qualsiasi versamento all’Onu per la lotta al cambiamento climatico.

Segue una seconda parte, spalmata sui 100 giorni, e fatta per lo più di iniziative che Trump intende lanciare ma che poi andranno approvate dal Congresso. E’ in questa parte che si trova l’abrogazione di Obamacare, la riforma sanitaria del suo predecessore. Così come i 1.000 miliardi di dollari di investimenti per l’ammodernamento delle infrastrutture. Ovvero la riforma fiscale che dovrebbe ridurre il prelievo su tutti, persone fisiche e imprese.

Una lettura attenta rivela che ci sono molti effetti-annuncio. Per esempio: la ri-negoziazione del NAFTA è un processo lungo nel quale intervengono i tre paesi firmatari, non basta la volontà del presidente americano; poi qualsiasi nuova formulazione di quel trattato andrà sottoposta a ratifica del Congresso, dove una parte dei repubblicani legati alle lobby industriali restano liberoscambisti. Ancora: per abrogare Obamacare bisogna prevedere un sistema sanitario alternativo; l’esperienza insegna che disegnare la sanità americana è un cantiere su cui i parlamentari si cimentano su tempi lunghi (anche lì intervengono le lobby: assicurazioni, Big Pharma, ospedali privati, medici). A riprova: in un’intervista appena uscita sul Wall Street Journal, Trump sta già facendo una parziale marcia indietro su Obamacare, invece dell’abrogazione totale accenna alla possibilità di modificare solo parte di quella riforma sanitaria.

In quanto al piano delle infrastrutture, per aggirare la resistenza dei repubblicani ortodossi che non amano la spesa pubblica, Trump proporrà che i 1.000 miliardi ce li mettano i privati. Ma con sgravi fiscali che di fatto li finanzierebbero fino all’82%. Il compito più facile per Trump sarà abrograre quelle riforme che Obama aveva varato attraverso atti esecutivi: ricadono in questa categoria diverse normative ambientaliste dell’Environmental Protection Agency.

Edited by Rotwang
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Da quanto ho capito la legge sulla sanità di Obama verrà eliminata E rimpiazzata con un altra, di certo sarebbe rischioso far perdere a milioni di persone la copertura sanitaria che hanno acquisito. I consiglieri di Trump si sono anche pronunciati su altre proposte come quelle del muro messicano e del bando ai musulmani sostanzialmente ridimensionandoli.

 

Ecco l' articolo di Repubblica chiarisce molte cose, ovviamente entreranno in gioco altri interessi.

Edited by Bad_Romance
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A me sembra scemo fare ora che ha vinto le elezioni un contratto con l'elettore americano: se non riesce a mantenere il contratto ci perde solo lui e questo contratto non da nulla in piu' a trump di quanto gia' conquistato con le elezioni.

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Anche i tedeschi sembrano indisposti

 

Beh ma ci sta, t'immagini, se nel 2017 i naziminchia dovessero vincere pure in Francia si troveranno dinnanzi al Triplete della Muerte  Trump-May-LePen

 

Praticamente gli resta solo la Renzella come coso restauratore tradizionale non anti-sistema, sono disperati, come non capirli.

Edited by Sampei
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Praticamente gli resta solo la Renzella come coso restauratore tradizionale non anti-sistema, sono disperati, come non capirli.

Renzi non e' eterno, malgrado gli sforzi di sbuffo.

 

Ci saranno i grillini o salvini che lo detronano.

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/referendum/2016/11/11/referendum-berlusconi-dopo-412-cambiare-italicum-e-votare_c30e6b23-8384-4167-8ed1-ea5c2bd88caf.html

 

Se potenziano pure l'esercito fanno altre spese ---->>> default ?

 

Sono pero' molto d'accordo sul fatto che l'isis lo si sconfigge sul terreno con un intervento di terra e non bombardando come fanno ora le guerre per non avere morti in casa che ti fanno poi perdere le prossime elezioni.

Edited by marco7
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