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Noi poveri gay cristiani


KrarayanDasH999

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Quanto all'"evocatio" degli dei dalla città nemica, essa non implicava affatto un'assunzione degli dei evocati nel pantheon romano

 

i testi da me letti dicono altro: molte divinità considerate "romane" in origine non lo erano, vedi ad esempio Giunone

è vero che molte delle evocatio avvennero in epoca repubblicana e sono antecedenti al primo secolo a.C.

la cosa fu fatta anche per Cartagine: riporto il passo di Macrobio ritrovato sul web che cita una formula usata per la distruzione di Cartagine:

«SI DEUS SI DEA EST CUI POPULUS CIVITASQUE CARTHAGINIENSIS EST IN TUTELA, TEQUE MAXIME, ILLE QUI URBIS HUIUS POPULIQUE TUTELAM RECEPISTI, PRECOR VENERORQUE VENIAMQUE A VOBIS PETO UT VOS POPULUM CIVITATEMQUE CARTHAGINIENSEM DESERATIS, LOCA TEMPLA SACRA URBEMQUE EORUM RELINQUATIS ABSQUE HIS ABEATIS, EIQUE POPULO CIVITATI METUM FORMIDINEM OBLIVIONEM INICIATIS, PRODITIQUE ROMAM AD ME MEOSQUE VENIATIS, NOSTRAQUE VOBIS LOCA TEMPLA SACRA URBS ACCEPTIOR PROBATIORQUE SIT, MIHIQUE POPULOQUE ROMANO MILITIBUSQUE MEIS PRAEPOSITI SITIS UT SCIAMUS INTELLIGAMUSQUE. SI ITA FECERITIS, VOVEO VOBIS TEMPLA LUDOSQUE FACTURUM.» (Macrobius, Saturnalia, liber III, cap. IX.6)

"Che sia un dio o una dea, sotto la cui protezione sono posti il popolo e la città di Cartagine; e soprattutto tu, che hai intrapreso la difesa di questa città; io vi prego e imploro e supplico a voi chiedo che voi abbandoniate il popolo e la città di Cartagine, e lasciate i loro luoghi, templi, cose sacre e la città, e vi allontaniate da essi, e che ne ispiriate il popolo e la città con paura, terrore e perdita del ricordo, e che uscendo veniate a Roma, a me e ai miei, e che i nostri luoghi, templi, cose sacre e città siano per voi più accettabili e graditi, e che vi disponiate per me e per il popolo romano e per i miei soldati, e che noi possiamo saperlo e capirlo. Se così avrete fatto, io faccio voto che vi consacrerò templi e solennità."

 

La dea principale di Cartagine, Tanit, fu importata a Roma e assimilata a una forma specifica di Giunone, la Iuno Caelestis

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A me, da agnostico, stanno sulle palle tutti coloro che, con arroganza e senso di superiorità, danno per certo che non esista niente, come anche quelli che danno per certo che esista un Dio... troppo saputelli entrambi, visto che non abbiamo conferme o smentite nè in un senso nè nell'altro.

a parte ciò, che ognuno creda in quello che vuole e sticazzi, ma entrare in un topic nel quale si chiedono conferme per risolvere una sgradevole situazione familiare, al solo fine di sindacare sulle credenze altrui, lo trovo allucinante... il topic non si intitola "credete o meno nelle religioni?"... 

 

mai sentito parlare di onere della prova?

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Dire che esistano il paradiso o l'inferno è estremo e assurdo come dire che ci sia il "nulla", cos'è il nulla per una vita che finisce? Infatti se per ateismo s'intende nulla dopo la morte, mi spiace, non sono ateo.

 

spiegati meglio

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A me riesce più facile concepire il nulla piuttosto che altre ipotesi

 

mi hai fatto tornare in mente lo spettacolo di nu comico che ho visto qualche anno fa (mi pare george carlin).

 

Il comico diceva più o  meno così:

 

Dove si va dopo la morte?!

nello stesso posto dove si era prima di nascere: da nessuna parte!

 

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i testi da me letti dicono altro: molte divinità considerate "romane" in origine non lo erano,

E molte divinità considerate squisitamente greche in origine non lo erano: vedi Apollo.....

Non è una novità che tutti i popoli in tutte le epoche abbiano attinto, non solo in ambito religioso, dalle tradizioni di popoli precedenti od adiacenti, spesso dai popoli vinti!

Non colse nel segno perfettamente Orazio scrivendo "Graecia capta Romam cepit et artes intulit agresti Latio"?

 

 

la cosa fu fatta anche per Cartagine:(......)

La dea principale di Cartagine, Tanit, fu importata a Roma e assimilata a una forma specifica di Giunone, la Iuno Caelestis

Sì, appunto, la dea principale di Cartagine era fenicia, ovviamente, e con il carmen evocationis le fu chiesto d'abbandonare Cartagine e trasferirsi a Roma dove avrebbe avuto culto come Giunone (!) Celeste, cioè come dea già presente nel pantheon romano, una della triade capitolina tra l'altro:

non si può dire certo che nel pantheon romano sia stata introdotta la sirofenicia Tanit!

Almeno non lo si può dire come invece si può pacificamente dire che nel III secolo a.C. fu introdotto ufficialmente in Roma il culto di Cibele o nel I d.C. quello di Iside.

 

Comunque la questione del rito dell'evocazione è abbastanza controversa nei suoi termini religiosi e cultuali e, a parte qualche caso noto di città importanti come Veio o Cartagine (che sono i soli certi), non sembra neppure che in gran parte dei casi il culto del dio o della dea evocati fosse realmente trasferito in Roma.

D'altronde il rito aveva funzione specifica e dichiarata di evitare un sacrilegio espugnando una città e di renderla espugnabile togliendo il "palladio" protettivo:

Servio ad Aen. II 351: ante expugnationem evocabantur ab hostibus numina propter vitanda sacrilegia.

 

Per tirare le somme di questo offtopic ormai fin troppo speculativo, nessuna religione è nata dal nulla (nulla si crea, nulla si distrugge direbbe la scienza) ma tutte hanno raccolto, assimilato, trasformato e digerito dei, miti, culti, cerimonie, interpretazioni di religioni precedenti ed adiacenti.

La religione dei Romani non fece eccezione, come non fece eccezione il Cristianesimo i cui miti e riti rilessero ed assimilarono, adattandoli alla temperie nuova, i miti e riti delle religioni "pagane" sulle cui macerie avanzò trionfante proprio grazie a quel processo di rilettura ed assilmilazione.

 

Tuttavia è evidente, ed è esattamente questo a mio parere il vizio proprio della religione, almeno rispetto alla scienza ed in generale rispetto alle conoscenze umane non riferite all'intervento formativo ed informativo d'un dio, è evidente che ad un certo punto il processo d'apprendimento, di rilettura, d'assimilazione delle "conoscenze" religiose precedenti ed adiacenti s'interrompe e la nuova religione si cristallizza e sclerotizza:

dei nuovi, miti nuovi, riti nuovi ecc. sono guardati con sospetto, lasciati ai margini, non più assimilati, spesso respinti con la violenza repressiva non solo e non tanto contro i "peregrini", ma anche e soprattutto contro i "cives".

 

Fatti simili accaddero in tempi, luoghi, popoli, civiltà diversi:

 

- in Egitto nel XIV secolo a.C. l'introduzione del culto di Aton fu violentemente osteggiata da una civiltà che pure era politeista;

 

- nella politeista civiltà greca e specificamente in Atene sappiamo bene che era proibito introdurre nuovi dei o rifiutare il culto di quelli vigenti, come dimostrarono i processi di Anassagora, di Protagora e quello più famoso di Socrate;

 

- nella non meno politeista civiltà romana furono repressi spesso culti ed espulsi dei stranieri:

basti ricordare il processo dei Baccanaali nel II secolo a.C. o l'espulsione da Roma nel 19 d.C. dei 4.000 "libertini" mandati in esilio in Sardegna perché infetti delle superstizioni egizie e giudaiche, come dice Tacito, e la conseguente minaccia d'espulsione dall'Italia di tutti gli altri che non avessero deposto i "riti profani" e d'altronde anche la persecuzione dei Cristiani s'inserì perfettamente in questa concezione nel contempo inclusiva ed esclusiva;

 

- in ultimo ad evitare di essere accusato di comportamento pro domo mea ;-) non dimentico la religione cristiana, il cui processo d'eaborazione dottrinale con assilìmilazione e digestione di religioni e filosofie precedenti durò, almeno per la parte sostanziale, quattro e più secoli, ma che poi si cristallizzò in una forma strutturale che non ammetteva obiezioni o correzioni se non al prezzo della vita!

Edited by Mario1944
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il benessere psicologico è incluso nella medicina... e cmq. la necessità di empatia e fratellanza si può benissimo ottenere con l'umanesimo, giustificare la religione perché può portare "sollievo psicologico" è sbagliato, si tratta non di una vera cura attraverso una terapia, ma di nutrire qualcuno di illusioni.

 

qualsiasi cosa crea mario a parte, sta facendo "l'avvocato del diavolo", l'azzecca garbugli e il sofista... storcendo le parole, e trovando pretesti e giustificazioni a favore della religione... non ho voglia di perderci il mio tempo. Le tanto decantate qualità positive della religione o non esistono, o se esistono non sono esclusive ad essa e sono ricercabili altrove... le tante cose negative legate alla religione... tra le quali il conservatorismo sociale, come l'omofobia hanno reso, rendono e renderanno per sempre ingiustificabile e dannosa la religione.

 

Poi se uno vuole rovinarsi la vita... che si metta pure a fare il devoto, magari pure cristiano.

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francamente non credo in Dio...ma non mi definisco ateo. Per me l'intera questione non ha senso d'esistere, e quindi non è considerevole prendere una posizione in merito.

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l benessere psicologico è incluso nella medicina... e cmq. la necessità di empatia e fratellanza si può benissimo ottenere con l'umanesimo, giustificare la religione perché può portare "sollievo psicologico" è sbagliato, si tratta non di una vera cura attraverso una terapia, ma di nutrire qualcuno di illusioni.

 

 

Come giustamente ha osservato Conrad65, la religione può ben procurare un benessere psicologico a molti e non sei certo tu che puoi dire il contrario, dato che si tratta della psiche altrui e non della tua.

 

 

 

 

qualsiasi cosa crea mario a parte, sta facendo "l'avvocato del diavolo",

 

Semmai faccio "l'avvocato del dio"  ;-)

 

 

 

 

qualsiasi cosa crea mario a parte, sta facendo "l'avvocato del diavolo", l'azzecca garbugli e il sofista... storcendo le parole, e trovando pretesti e giustificazioni a favore della religione.

 

Qualsiasi cosa tu creda, stai facendo il toro che vuole incornare e distruggere qualunque cosa abbia davanti, fosse anche la sua mangiatoia o il contadino che gli porta il foraggio......

Tu chiami sofisma e distorsione di parole ogni ragionamento che consideri la religione in modo diverso dal modo in cui vuoi considerarla tu, modo il tuo che peraltro porta ad affermazioni inverosimili come quella che la religione ricerca la falsità!

 

 

 

 

non ho voglia di perderci il mio tempo.

 

Nessun problema per me, anche perché non ho la vocazione a fare il torero!

 

 

 

 

Le tanto decantate qualità positive della religione o non esistono, o se esistono non sono esclusive ad essa e sono ricercabili altrove..

 

Guarda io non ho decantato qualità positive della religione, che peraltro non credo manchino come non credo manchino a qualunque operazione collettiva del genere umano, e tanto meno ho detto che le eventuali sue qualità positive non possano essere conseguite altrimenti:

come ateo sarebbe ovviamente assurdo e contraddittorio se io affermassi e credessi cose del genere.

 

 

 

 

le tante cose negative legate alla religione... tra le quali il conservatorismo sociale, come l'omofobia hanno reso, rendono e renderanno per sempre ingiustificabile e dannosa la religione.

 

Quindi quando la religione affermasse cose che tu condividessi, ad esempio un non conservatorismo sociale (ma riferito a che cosa poi?) o ripudiasse l'omofobia, come del resto fanno alcune sette cristiane e come fecero alcune religioni antiche (quella greca ad esempio), allora la religione sarebbe giustificabile ed utile?

Per fortuna che secondo te sono io che faccio l'avvocato della religione!

 

Come ho già detto e ripetuto, la religione è senza dubbio una ricerca della verità ed i credenti, quelli almeno in buona fede che peraltro penso siano la stragrande maggioranza, senza dubbio credono di possederla (la verità):

questo è il dato soggettivo che logicamente non può essere inficiato dal dato oggettivo che difficilmente la religione può cogliere, se non per caso, una verità oggettiva come invece fa la scienza e non la può cogliere per la sua natura cristallizzante e sclerotizzante d'ogni  conoscenza, in quanto riferita ad una rivelazione più o meno esplicita d'un dio.

La differenza dunque tra la conoscenza imposta dalla religione e quella proposta dalla scienza non sta e non può stare nell'oggettiva verità o falsità delle rispettive conoscenze, altrimenti si dovrebbe affermare che la religione imporrebbe una conoscenza rationali more quando accogliesse le verità scientifiche proposte in un certo momento storico dalla scienza e viceversa si dovrebbe affermare che la scienza propone una conoscenza fideistica ed irrazionale perché spesse volte ha sbagliato e quindi non ha colto il vero, proponendo conoscenze false.come vere

 

Se non capisci il ragionamento, pazienza:  è un problema tuo,  ma non venirmi a dire che è un sofisma pro religione, perché è proprio il contrario ed infatti, giustamente dal loro punto di vista, qui i credenti mi danno sempre contro e spesso s'offendono pure.

 

 

 

 

 

Per me l'intera questione non ha senso d'esistere, e quindi non è considerevole prendere una posizione in merito.

 

Solo che, per il principio logico dell'onere della prova, non prendere posizione in merito implica negare l'esistenza un dio non potendosi dimostrare neppure congetturalmente (dato che non prendi posizione in merito) che egli esista.

Edited by Mario1944
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la religione non è il giusto percorso per ottenere il benessere dell'umanità, lo è invece la scienza.

 

invece di spiegare il perché... metto qualche link di gente di certo più brava di me ad argomentare :P

 

http://www.beliefnet.com/Faiths/Secular-Philosophies/Why-Religion-Must-End-Interview-With-Sam-Harris.aspx

 

dal minuto 6:00

https://www.youtube.com/watch?v=AsUahG6GJrs

Edited by nayoz
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la religione non è il giusto percorso per ottenere il benessere dell'umanità, lo è invece la scienza.

 

Veramente si parlava della possibilità che la religione fornisse un benessere psicologico ad alcune persone, non all'umanità intera:

non è esattamente la stessa cosa.

 

Inoltre ci sono state e ci sono religioni di varie specie, con e senza riferimenti escatologici, salvifichi ecc.:

quindi si tratterebbe anche di distinguere tra credenze che possono essere perniciose e credenze che possono addirittura essere benefiche.

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metto qualche link di gente di certo più brava di me ad argomentare :P

 

In effetti hai la tendenza a incornare tutto quello che hai davanti e questo non è esattamente il modo migliore di argomentare.

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mai sentito parlare di onere della prova?

 

 

Tesoro, non siamo in tribunale.

Ergo, fino a prova contraria, visto che l'argomento è astratto, nessuno può sostenere con certezza l'assoluta esistenza o l'assoluta inesistenza di un Dio; affermare una delle due cose come fosse una certezza è mera presunzione.

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non siamo in tribunale.

 

Quello dell'onere della prova che grava su chi afferma qualunque cosa è un principio prima logico che giuridico ed infatti è il principio su cui si fonda qualunque scienza, anzi, qualunque conoscenza umana.

Solo la fede ne può fare a meno, in quanto remissione acritica ad affermazioni altrui.

 

 

 

 

  Ergo, fino a prova contraria, 

 

Fino a prova contraria?

Non hai appena ricordato che non siamo in tribunale?

 

 

 

 

  nessuno può sostenere con certezza l'assoluta esistenza o l'assoluta inesistenza di un Dio; affermare una delle due cose come fosse una certezza è mera presunzione.

 

Infatti nessuno vuole dimostrare e potrà mai dimostrare l'inesistenza di dio, mentre è noto che c'è sempre stato un gran daffare, giustamente, per tentare di dimostrarne, peraltro con scarsi effetti, inconfutabilmente l'esistenza.

Rimane però pacifico, non solo in diritto, ma anche in logica e scienza e conoscenza, che chi afferma qualcosa deve dimostrare la verità della sua affermazione per probata et adlegata.

Poiché siamo da alcuni millenni in trepida attesa dell'inconfutabile dimostrazione dell'esistenza di dio, non mi pare così inverecondo, almeno razionalmente parlando, darlo per INESISTENTE ALMENO PER ORA......

Edited by Mario1944
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Punti di vista... Un credente potrebbe fare domani ad elencarti quelli che ritiene siano segni dell'esistenza di Dio, come ad esempio i miracoli, eventi che nemmeno la scienza in molti casi non è ancora riuscita a spiegare.

Sta di fatto che voler imporre il proprio credere o meno in qualcosa è un comportamento presuntuoso e prepotente... Chi nega con una falsa certezza l'esistenza di qualsiasi entità superiore è imho sullo stesso piano di chi afferma con falsa certezza l'esistenza di entità divine.

 

Sul dover dimostrare scientificamente ogni cosa, a mo'di esempio ti ricordo che la scienza, ad oggi, non è ancora riuscita a scoprire la causa e la genesi di varie malattie anche gravi, quindi non è ancora possibile dimostrare tutto.

Edited by ben81
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Un credente potrebbe fare domani ad elencarti quelli che ritiene siano segni dell'esistenza di Dio,

 

Senza dubbio, elencare quelli che "da credente ritiene siano segni" dell'esistenza di dio:

hai detto bene.

Purtroppo per una dimostrazione inconfutabile non bastano "segni" "ritenuti" "da alcuni":

infatti un segno di qualcosa non è quella cosa, ritenere non è essere certo, alcuni non sono tutti.

 

 

 

 

ad esempio i miracoli, eventi che nemmeno la scienza in molti casi non è ancora riuscita a spiegare.

 

Ahi, ahi! quest'argomento è un paralogismo perché implicherebbe che lo spazio in cui può esistere dio si restringesse con l'ampliarsi delle conoscenze scientifiche:

non credo tu intenda questo!

 

 

 

 

Sta di fatto che voler imporre il proprio credere o meno in qualcosa è un comportamento presuntuoso e prepotente.

 

Perfettamente d'accordo:

predica pure la massima all'esercito dei credenti in dio che non hanno fatto altro e spesso cruentemente nei secoli e più contro altri credenti in dio che contro gli atei!

 

 

 

 

Chi nega con una falsa certezza l'esistenza di qualsiasi entità superiore è imho sullo stesso piano di chi afferma con falsa certezza l'esistenza di entità divine.

 

Non si può negare con certezza l'esistenza di qualcosa di cui non è stata ancora certamente dimostrata l'esistenza!

La palla torna sempre nel campo di chi crede che esista un dio, anche se l'uso, inventato dai credenti in dio, della parola "ateo" sembrerebbe implicare che fossimo noi, che non crediamo in un dio non dimostrato, a dover tirare per primi la palla.....

 

 

 

 

Sul dover dimostrare scientificamente ogni cosa, a mo'di esempio ti ricordo che la scienza, ad oggi, non è ancora riuscita a scoprire la causa e la genesi di varie malattie anche gravi, quindi non è ancora possibile dimostrare tutto.

 

Infatti la scienza è imperfetta e probabilmente lo sarà finché sarà scienza, ma è la religione che afferma di essere perfetta e di avere conoscenze perfette, tanto che non si cura di dimostrare razionalmente che siano vere:

si contenta di tramandarle acriticamente intatte come le ha ricevute da antichi visionari.

 

 

 

 

ricordiamo che comunque siamo tutti atei, solo che alcuni di noi lo sono nei confronti di un dio in più

 

Forse volevi dire:

"nei confronti di un dio in meno" ?

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Non è pignoleria, è voler cascare in piedi a tutti i costi, e credere di essere portatore della verità assoluta.

In questo un ateo convinto è identico ad un credente convinto...ma si sa che gli estremi spesso si somigliano.

 

Comunque mi autoquoto, perchè continuo a non vedere il senso del mega ot "atei vs credenti" che Mario1944 ed altri hanno messo su in un topic che parlava di un problema molto più semplice, ovvero i rapporti in famiglia

 

 

 

a parte ciò, che ognuno creda in quello che vuole e sticazzi, ma entrare in un topic nel quale si chiedono conferme per risolvere una sgradevole situazione familiare, al solo fine di sindacare sulle credenze altrui, lo trovo allucinante... il topic non si intitola "credete o meno nelle religioni?"... 
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voler cascare in piedi a tutti i costi, e credere di essere portatore della verità assoluta. In questo un ateo convinto è identico ad un credente convinto...ma si sa che gli estremi spesso si somigliano.

 

Questa è sempre la solita scusa dei credenti in un dio per non rendere ragione di ciò in cui credono:

chi non crede in dio non può ovviamente dimostrare che non esista, quindi se insiste a chiedere al credente le prove dell'esistenza del dio, allora questi lo accusa di essere un "ateo convinto" naturalmente identico ad un "credente convinto" con il sottinteso che entrambi sono fanatici e che normalmente i credenti credono senza essere convinti (chissà come fanno....).

 

A me infatti sembra inconfutabile che, se stanotte avessi sognato che l'universo fosse creato e retto da un tricheco gigante con le ali e me ne dichiarassi credente, i miei ascoltatori, ammesso che ne trovassi, avrebbero ragione a domandarmi le prove non tanto del sogno, perché ciascuno può sognare cose stravagantissime, ma della mia credenza trasferita dal sogno alla realtà.

E mi sembra ugualmente inconfutabile che, se io per giunta dicessi ai miei ascoltatori dubbiosi sul tricheco:

"dimostratemi che la mia credenza nel tricheco gigante alato come creatore e rettore dell'universo è falsa, perché, se non me lo dimostrate, siete "atrichecati" convinti e quindi non siete migliori di me quanto a carenze logico-dimostrative",

i miei ascoltatori avrebbero ragione a considerarmi a dire poco una testa matta!

 

Non ho capito perché, se sostituiamo un dio al tricheco, gli ascoltatori dubbiosi che chiedono prove del dio divengano loro le teste matte.

 

 

 

 

Comunque mi autoquoto, perchè continuo a non vedere il senso del mega ot "atei vs credenti" che Mario1944 ed altri hanno messo su in un topic che parlava di un problema molto più semplice, ovvero i rapporti in famiglia

 

Potresti incominciare a domandare a te stesso, dato che hai partecipato attivamente all'offtopic:

o forse i credenti in dio hanno diritto anche a questa indulgenza?

Edited by Mario1944
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Non ho partecipato a nulla, ma mi sono limitato a far notare la tua supponenza e in generale il vostro entrare in un topic relativo ad una richiesta di aiuto per trasformarlo nel solito flame fede vs ateismo, del quale non gliene frega niente a nessuno, e sicuramente non gliene frega niente alla ragazza che ha chiesto consigli su come comportarsi in famiglia.

Comunque io (prima di far notare le vostre chiacchiere off topic) ho dato un consiglio in tema, ovvero quello, in generale, di non dover rendere conto a nessuno, tantomeno a dei parenti, di un avatar o di altre scelte personali; e tu?

 

p.s. "quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito"... a buon intenditor...

Edited by ben81
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privateuniverse

Non ho partecipato a nulla, ma mi sono limitato a far notare la tua supponenza e in generale il vostro entrare in un topic relativo ad una richiesta di aiuto per trasformarlo nel solito flame fede vs ateismo, del quale non gliene frega niente a nessuno, e sicuramente non gliene frega niente alla ragazza che ha chiesto consigli su come comportarsi in famiglia.

 

Infatti.

 

Nessuno vuole convertire nessuno.

 

Tranne, a volte, gli ateisti.

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Nessuno vuole convertire nessuno. Tranne, a volte, gli ateisti.

 

Ah be' che adesso siano gli atei a voler convertire, dopo millenni di conversioni forzate rivolte da credenti in un dio contro credenti in un altro....

Un po' di pudore, no?

 

PS: "Ateisti" chi sarebbero?:  i seguaci dell' "ateo"?

 

 

 

 

Non ho partecipato a nulla, ma mi sono limitato a far notare la tua supponenza e in generale il vostro entrare in un topic relativo ad una richiesta di aiuto per trasformarlo nel solito flame fede vs ateismo, del quale non gliene frega niente a nessuno, e sicuramente non gliene frega niente alla ragazza che ha chiesto consigli su come comportarsi in famiglia.

 

No, tu non hai partecipato a nulla, come possiamo ripetutamente  leggere qui sopra.....

Anche a te un po' di pudore non guasterebbe!

 

 

 

Per il resto, mi sembra veramenente esilarante che si parli di supponenza di noi atei solo e semplicemente perché chiediamo che portiate prove della vostra credenza in un dio.

E che cosa si dovrebbe dire di voi allora che pretendete da noi la prova della non esistenza di un dio?:

in questo caso la vostra non è supponenza, ma legittimo diritto di critica?

Non capite quello che voi scrivete o perdonate a voi stessi?

 

Comunque faccio di nuovo presente che non si può dimostrare l'inesistenza di qualcosa o di qualcuno, tanto più di qualcosa o di qualcuno di cui non sia mai stata dimostrata l'esistenza:

se pensate sia possibile, allora accettate come perfettamente razionale il tricheco gigante e volante come creatore e rettore dell'universo, che mi sono inventato ieri, almeno finché non ne dimostrerete inconfutabilmente l'esistenza e guardatevi bene dall'esercitare la vostra supponenza negando che esso esista fino a prova che esista ;-)

 

Faccio inoltre presente che i concetti di dio sono molteplici, anche lasciando da parte quelli volgari (nel senso del volgo) e limitandoci a quelli dei filosofi, si passa dal dio immobile e non creatore, che nella sua perfezione pensa solo sé stesso pensante, al dio creatore "interventista" che s'incazza se un uomo si fa una sega di troppo:

mi dite di quale dio di grazia noi atei dovremmo dimostrare l'inesistenza?

non siete neppure concordi voi credenti tra di voi sulla sua natura, qualità, proprietà!

 

Infine faccio presente che "ateo" è un nome ed un concetto d'invenzione dei credenti in dio, invenzione dispregiativa ovviamente e che implica che chi non crede in un dio da voi stessi sognato sia una persona empia e sacrilega, alla faccia della presunta (ma quando mai s'è vista?) tolleranza dei credenti.

Comunque, al di là delle vostre ingiuriose definizioni, tenete bene a mente che un ateo non crede in un NON DIO e quindi è assurdo e ridicolo che ci chiediate dimostrazioni della sua esistenza come NON DIO!

Un ateo o meglio uno che non crede in un dio qualsiasi, come credete voi, semplicemente non crede in ciò di cui non c'è, almeno finora, dimostrazione razionale incontrovertibile:

quando ce la darete, anche noi crederemo e, se non crederemo, avrete ragione a tacciarci d'irrazionalità arrogante.

Edited by Mario1944
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tricheco gigante e volante come creatore e rettore dell'universo, che mi sono inventato ieri

 

per quanto trovi questa immagine grandiosa e foriera di suggestioni :D , devo purtuttavia farti presente una cosa

da un punto di vista razionale è perfettamente lecito sostituire a quella che si considera una favola (che sia cristianesimo, islamismo, ebraismo o altro) un'altra favola, dal punto di vista del ragionamento le cose sono equivalenti

tuttavia non lo sono da un punto di vista simbolico e di significato psicologico

il fatto che le religioni assumano una certa forma e non un'altra non è puro arbitrio, ma risponde all'esigenza che i simboli religiosi siano percepiti come "significativi" di una realtà "altra" dalla popolazione che vi aderisce

ovvero: in tutte le religioni che hanno avuto un seguito popolare, il simbolo risponde pienamente a una esigenza di significato inconscio, ed è questo che motiva il seguace della religione stessa

in termini junghiani, l'adesione di massa a un credo equivale all'ammissione "oggettiva"; addirittura sperimentale, del fatto che quel credo propone simboli portatori di significato per la massa dei fedeli, insomma quei simboli esprimono un'esigenza psicologica profonda per molti, dunque contengono una verità psicologica ed hanno in questo ambito perfino una loro dignità di "esistenza", fermo restando che nessuno di noi può credere davvero di conoscere la realtà ma semplicemente la rappresentazione psicologica di questa realtà, dunque qualcosa che è inevitabilemnte distorto e "mediato"

questo è il motivo per cui alcune religioni si affermano ed hanno subito un largo seguito, ed altre, come quella dei trichechi giganti o del Grande Cocomero, finora non hanno avuto la forza di imporsi :sisi:

 

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Saramandasama

 

 

restando che nessuno di noi può credere davvero di conoscere la realtà ma semplicemente la rappresentazione psicologica di questa realtà

Quindi se qualcuno ti dà un pugno in faccia, sarebbe una semplice rappresentazione psicologica? Ah, buono a sapersi XD

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Quindi se qualcuno ti dà un pugno in faccia, sarebbe una semplice rappresentazione psicologica? Ah, buono a sapersi XD

 

 

beh sono determinate percezioni a farti vedere e sentire quel pugnoXD

 

tanto è vero che potresti anche essertelo sognato!

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Quindi se qualcuno ti dà un pugno in faccia, sarebbe una semplice rappresentazione psicologica?

 

è una rappresentazione dolorosa, ma sempre rappresentazione rimane... se tu avessi una malattia tale che le tue terminazioni nervose fossero naturalmente anestetizzate, probabilmente potresti scambiarlo per una carezza... e in tal caso il livido diverrebbe un romantico ricordo :wub:

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