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la sceneggiatura di un film che non potrà mai essere girato

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Inutile dire che a me fino a questo momento non sono venute verruche sui piedi e non ho mai usato ciabatte o calzari.

Lasciamo l'acqua della piscina e trasferiamoci all'asciutto,dove di acqua manco l'ombra. E ritorniamo alle attività più o meno rischiose che facevo con Alessandro.

Una sera siamo passati vicino a un cantiere stradale,stavano infatti cominciando a fare le fognature nel nostro quartiere e ci siamo a lungo soffermati a vedere il tizio che accendeva delle bocce a fiamma libera.
Ci siamo soffermati a lungo su come potesse il gasolio salire sullo stoppaccio fino a bruciare ma poi a casa sua abbiamo fatto un esperimento sulla capillarità usando alcuni stracci e un pò di olio.

In quel cantiere siamo poi tornati due sere dopo e abbiamo dato un pò un occhiata un pò ovunque.
Non ci siamo azzardati a scendere dalla scaletta per vedere dentro il buco perchè ci sembrava profondissimo.
Siamo invece entrati nei sotterranei della scuola elementare,abbiamo visto un pò i locali dove era vietatissimo entrare dalla porta di sopra. Una cosa molto importante che abbiamo imparato quando entravamo da qualche parte era il non lasciare traccia di nessun tipo che eravamo passati. Gianni e altri bulli quando erano entrati nello sfasciacarrozze sotto al ponte avevano fatto parecchi danni e quando sono entrati poi di nuovo hanno trovato ad attenderli il proprietario con un grosso bastone.

Muoversi in silenzio e non lasciare tracce di nessun tipo. Era il diktat per fare qualunque cosa 

Edited by busdriver

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Oramai non ha più senso in quanto con tutte le telecamere impiccione che ci sono,tuttavia un pò forse perchè una volta c'era più il senso della "misura"  succedevano meno cose spiacevoli.
Dicessi,e visto che sono passati almeno 30 anni sicuramente sono cadute in prescrizioni eventuali accuse che siamo entrati in una decina di cantieri,posti abbandonati e altre zone vietate ma ovviamente lo abbiamo fatto senza colpo ferire e soprattutto senza mai ferirci perchè forse per il nostro essere un goccio più accorti abbiamo evitato i guai peggiori.
Abbiamo visto crescere il quartiere dove abitavamo,una casa popolare dietro l' altra. Tanti casermoni uno uguale all'altro e con una tristezza per i prati che sparivano.

Quando ero più piccolo,ricordo mia nonna che mi portava in una zona vicino al primo campetto dei ranger (quello che è stato tolto per fare spazio ad altre case )  lì c'erano solo prati e la ferrovia.
Non c'era ancora manco il cavalcavia e mi ricordo che di questo evolversi del quartiere ne avevo parlato con Alessandro. In compenso c'era il passaggio a livello che tutti i momenti si chiudeva bloccando il traffico.

Pure ad Alessandro non andava bene questo perdersi delle zone senza cemento. Ma si sà che più è cementata più la città è "moderna" . Che pena...

Una cosa che si è persa fose i quel periodo ma avevo cominciato ad apprezzarla quando giravo con Pries,un altro mio amico 3 anni dopo era il "nebbione",ero uscito una sra con Alessandro per girare a pieni in zona e da un lampione non vedevi l'altro. la nebbia attutisce qualunque cosa,ti trovi immerso nel nulla e allora capisci quanto il mondo stia sbagliando in tante cose.
La nebbia obbliga chi viaggia in auto a mollare il gas,a andare piano e forse accuisce e tanto i sensi.
E allora tutto diventa diverso.

L'inverno stava sopraggiungendo a tutto vapore. Poco per volta ci stavamo più o meno coprendo tutti di pesanti vestiti che a seconda dell'apprensività dei genitori ci facevano sudare o no.

E in questa stagione venne per Alessandro il momento della bicicletta,quella di grandezza giusta. Trovò usata una atala hot,una bici ammortizzata davanti e dietro,lenta poco prestante ma molto più comoda della bmx che avevo io.
Non so dove l'abbia comprara sua madre,forse da qualche suo collega all'ospedale dove lavorava.
La teneva in cantina,lui che non aveva garage e l'auto della mamma,una piccola peugeot stava parcheggiata in strada.

Le cantine da lui erano molto più comode,si entrava nel cortile ,una porta di ferro e il corridoio,poi un altra porta e il corridoio delle cantine.
la aveva usata "originale" ben poco,già il giorno dopo aveva comprato un altro faro uguale a quello originale e li aveva montati molto su nello spazio vuoto del triangolo del manubrio.

Le staffe e i collarini li aveva fatti lui e ovviamente ci aveva messo del suo mettendo i colarini di gomma perchè il contatto ferro su ferro non rovianasse la cromatura.

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I nostri giri in bici sono diventati più corti poco alla volta che il tempo passava e di fatto quando uscivamo di casa era sempre buio,complice l'uso dell'ora legale e illegale che di fatto ci faceva buttare sui compiti a casa tutta la giornata luminosa.

Ci vedevamo tuttavia a piedi e ogni tanto ci beccavamo sotto casa mia o sua per passare qualche ora di compagnia in strada dove coltivavamo il grande sentimento della libertà.

Ci divertivamo moltissimo a vedere come era cambiata la giornata dei nostri compagni di scuola,qualcuno manco usciva più di casa perchè i suoi genitori avevano paura lo mangiasse il babau o più realisticamente finisse sotto qualche automobile.

A volte alla sera succedevano cose strane,bè insomma che avremmo potuto spiegarci forse anni dopo quando diventavamo più adulti. Una sera per esempio ebbi un sogno assurdo. Sogno che forse mi faceva vedere la mia vita precedente,una delle due di cui abbia avuto traccia.
Probabilmente sono stato accoppato sia nel medioevo che nel vecchio west.

Si stava scatenando una pioggia odiosa complice forse il tamburellare della pioggia sul terrazzo di Pries (che abitava sopra di me) mi sono passate in mente più di una volta le immagini delle torture medievali con le ruote che facevano a pezzi le persone.
Ne avevo parlato con alessandro il giorno dopo. Pure lui ha faticato a dormire per il troppo rumore della pioggia amplificato dallo sbattere di continuo della tenda del suo vicino di casa.

Era stata forse la prima delle volte che non sono riuscito a dormire con dei pensieri odiosi e negativi che mi passavano per la testa. A dire la verità a dormire ho sempre avuto qualche problemino perchè con il cambio di temperatura i trenini peraltro non più in uso riposti nelle confezioni di polistirolo sagomato facevano vari scricchiolii.

Complice anche il volume della tv in cucina con mia nonna che aveva dolo più da mettersi davanti allo schermo visto che era molto miope  e appestava l'aria con le sue sigarettacce.  

 

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Sul discorso ci sono tornato con Alessandro il giorno dopo,anche a lui il vecchio west dava sensazioni di esserci già stato e di aver visto in prima persona molte cose che in tv ci facevano vedere nei film.
Diciamolo chiaramente che ho sempre avuto un debole per certi treni dei tempi che furono ma la asmatica american 440 ,la classica locomotiva col camino conico e forse vedendomela davanti proverei le stesse sensazioni di essere in contatto con un molto anziano parente.
Perchè se è vero il discorso delle anime che ritornano io quella locomotiva l'ho guidata. Tanti tanti tanti anni fa.
"e forse ci siamo visti" è stato il suo commento.

Si forse ci siamo visti ma chi sarà mai stato? uno di quei conducenti di carri? Uno di quei mandriani o chi? Io penso che ne abbiamo parlato per giorni,ammesso che i ricordi funzionino ancora bene. Il vecchio west era la "nostra" america. Non quella dei grattacieli e del traffico indegno, per noi l'america era morta negli anni dei ganster e era rinata con le missioni spaziali.

Si....lo spazio,chissà se lì vivremo la nostra nuova vita.

Alessandro su queste cose era molto terra terra. Non credeva al mondo parallelo degli specchi,non credeva ai passaggi per il mondo dei morti o forse si magari ci credeva ma a modo suo.
Ma vediamole queste cose:

Il mondo parallelo degli specchi: Non intendo gli specchi del luna park e nemmeno lui penso che intendesse quelli,a casa sua c'era un aramdio in camera di sua madre con le porte con all'interno due grossi specchi che aprendole si trovano a essere fronte a fronte e le immagini di una si vedono nell'altra causando la riflessione multipla.
A volte ci mettevamo uno accanto all'altro e aperte le porte ci trovavamo immersi in immagini multiple di me e di lui.
E qualche frase del tipo,pensa se ci fosse un mondo parallelo dove poterci andare a imboscare. Senza scassamaroni e senza obblighi di nessun genere.
Ma nessuno di noi due aveva mai provato ad andare "nello specchio" o forse inconsciamente sapevamo che dietro allo specchio c'era solo una lamina metallica.

Per le altre cose ne parleremo più avanti,una cosa da un lato ridareccia dall'altro in parte tragica ma comunque "strana"

Ogni tanto capitano cose strane. Il coricamento sul fianco dell'ape piaggio per esempio è uno di quelli.
A me ne sono capitate di vedere fino a oggi 3 e ad Alesandro due. Manco a farlo apposta quando eravamo in giro in due sulla mia bmx,quanta strada ho fatto con quel cosino appollaiato a 30 cm davanti a me.
Il primo ape piaggio coricato era quello dei gelati.

Lo abbiamo visto alla base del cavalcavia di viale radick,eravamo sul marciapiedi (peraltro enorme) e un "tun" seguito da un raschiamento di lamiera e plastica sull'asfalto mi aveva fatto attaccare ai freni. a una ventina di metri da noi l'ape del gelataio,colpito da un auto che aveva fatto lo stop" a modo suo " si era cominciato a inclinare e poi era ruzzolato sul fianco spandendo coni da gelati e pezzi vari raschiando sull'asfalto.

Una cosa che ci era stata inseganta dai genitori era il "se non sei coinvolto...aria" e con fare noncurante pedalando tranquillamente ce ne siamo andati.

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Ma del resto dato il periodo se non eri adulto non valevi nulla e se magari al supermercato ti accorgevi di un oggetto rotto e lo facevi notare ti avrebbero dato la colpa di averlo rotto.La regola era di non passare sulle corsie del supermercato se c'erano troppe bottiglie o qualcosa a terra. Perchè approfittarne di un ragazzino era la regola pur di fargli cacciare qualche spicciolo.

Il secondo ape è stato invece in stile film americano anche se purtroppo non ci sono state esplosioni e botti senza senso.
Ma d'altronde era l'ape delle bombole del gas e c'era da aspettarselo ma a parte penso qualche fiammatina nulla di più. Nessuna casa saltata per aria o auto che volavano come nei telefim dei chips.
La zona era quella tra via Rieti e qualche altra viuzza interna. Ogni tanto capita che qualche automobilista sia completamente distratto. L'apino stava viaggiando ed è stato centrato da un auto che esce da un parcheggio a tutto gas.
bam bam badabam e l'ape stiriscia con tutte le bombole che rotolano ,una delle quali si infila pure sotto un auto che stava sopraggiungendo e tutti escono gridando "sciopa sciopa sciopa"
E ovviamente io che dietro di me sento tutto sto macello del diavolo via sul marciapiede e mi metto a pedalare come uin velocista. Via via via
Il petruccino si aggrappa al manubrio e dopo essere saliti su un marciapiede e mi dice di dare tutto quello che c'è,poi un altro poi un altro siamo in via Milano.
E attendiamo il botto...ma non c'è stato nessun botto.
Vediamo dopo un pò arrivare il camion dei VVF e allora con calma e circospezione ci avviciniamo ma i viglili bloccano tutto.

Mentre rientriamo nelle nostre vie ad Alessandro scappa fuori una frase mica male"proprio oggi che sono vestito così magari mi scambiano per un terrorista" ed effettivamente è vero,ha sempre avuto uno stile molto personale nel vestiario ma questa volta li batte tutti.
Devo dire che benchè abbia dimensioni da "giocattolo" questa volta era proprio un giocattolo fantastico,vestito completamente in nero,scarpe alte da pallacanestro totalmente nere della spalding che quasi sembrano stivaletti swat,calze nere ,pantaloni della tuta neri lucidi ,felpa e maglietta sotto neri ovviamente..
Aveva un giubbottino stile finto piumino smanicato,ovviamente nero opaco e gonfissimo come se fosse ad aria.
Una delle prime felpe col cappuccio che lui teneva su e benchè in quegli anni il virus non c'era una sciarpa nera che di fatto copriva tutto lasciando scoperti solo gli occhi e un pezzo di fronte peraltro coperto dai capelli nerissimi pure loro. E con il solito sguardo che avrebbe bucato una montagna.
Anche molto bene ci stavano i guantini a mezze dita fatti incollando gomma e polsini e cavigliere in gomma che lui si era fatto con borchie e senza.

Avrebbe appeal ancora oggi (sui suoi coetanei ovvio)

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Bè di ape coricati ne abbiamo parlato,gli incidenti stradali nella mia zona come in genere nelle città hanno sempre abbondato. Forse si muore più in auto che per le malattie o forse ci si moriva di più visto che le auto di una volta erano dei pezzi di ferro con le ruote. Sicuramente meno ben fatte di quelle attuali.
Ma comunque è da fare pensare il dato che e guardassimo la foto di quando eravamo a scuola parecchie persone manchino all'appello al giorno d'oggi. Non voglio pensare alle foto di elementari e medie e ai posti mancanti.
Veniamo a un altro argomento rigorosamente più allegro,gli animali domestici.
Mia nonna ha sempre proibito qualunque animale domestico perchè i cani portano malattie,i gatti pisciano dappertutto etc etc etc.
Alessando aveva un cricetino che poi gli è morto alla fine dell'inverno del 1984,io non ho mai capito l'idea di tenere un roditore per casa. Ma sarà che nei pochi tempi che sono stato in campagna ai roditori si dava l'idea dell'essere sporco e portante malattie.
Inoltre piacendomi i gatti ed avendoli in ogni casa di amici e parenti che stvano in campagna,bè se c'è il gatto non c'è il topo si dice di solito.
Obbiettivamente la scelta di avere un topo è quanto minimo inconsueta

Fino a qui abbiamo illustrato più o meno normali scene di vita di un periodo da noi lontanto. Ma esisteva anche altro oltre ai giri in bici di me e lui?

Ebbene si,in questo film dove sarà cura del regista illustrare i fatti in un oardine logico visto che io li ho archiviati nella mia mente in un ordine non troppo logico illustriamo ora qualche luogo tanto caro a noi ,a noi tutti di quel periodo,di quella zona e di quel tempo.


ma che ci servirà poi a capire cosa verrà dopo...

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Il greco
oddio,ho lavorato in nero,e ogni tanto mi capita ancora di farlo ma obbiettivamente non me ne frega nulla. L'importante è NON essere di peso,cosa che in tanti dovrebbero impararla. Molti anziani in primis.
Il greco aveva il negozio due vie dopo la mia ed era un riparatore di radio tv.
Suo figlio girava con me ogni tanto e veniva nella mia stessa scuola ma in un altra sezione (che era pure un altra rispetto a quella di Alessandro) ma di inizare a riparare manco l'ombra. Suo figlio pensava in grande e voleva puntare subito ai computer.

O meglio a quelli poco più che sperimentali che stavano uscendo basati su architetture poco più che sperimentali dello Z80 e della V20AP. Il computer forse potrà essere il futuro (oddio ne abbiamo tutti uno) ma a quel tempo non c'erano i presupposti per esserne sicuri.
Mentre radio e tv c'erano,si guastavano e andavano riparate.

Dal greco c'ero entrato quasi per caso,stavo cercando alcuni componenti per fare un semplice circuito per il trenino elettrico una sorta di arresto al semaforo pilotato con un transistor. Di per se non sapevo ancora che da lì a poco quella stron[NON SI DICE] di mia nonna li avrebbe fatti togliere dalla mia stanza perchè secondo il suo stupido pensiero mi distraevano dalla scuola.

Complice anche il fatto che i trenini in scala HO sono tremendamente ingombranti e portano via tantissimo spazio.
Con il greco all'inizio rano solo "discorsi tecnologici" e commissioni che gli facevo per andargli a comprare i pezzi alla ceart.

Sebbene la ceart fosse fuori dal mio "territorio " consentito avevo trovato la quadra per non farmi scassare i maroni dai mei.
Legavo la BMX al palo della luce che c'è vicino all'edicola della Biglino e poi a piedi attraversavo corso Francia a piedi per andare a fare le commissioni. Sia alla ceart che alla c&g che era in una via interna.

E se qualcuno avesse visto la mia bici (ma non è mai successo) ero comunque nel mio territorio,avrei potuto dirgli che ero in ferramenta o alla fiaccola o in altri negozi dentro il perimetro ammesso.

 

Con il greco ho imparato l'elettronica,quella vera,quella di tutti i giorni . Non quella dei libri che leggevo,delle quattrocose illustrate ma quella reale fatta di estremi risparmi su tutto e a volte anche di soluzioni pericolose.
Ho consciuto il greco molto prima di Petrucci e probabilmente se le cose fossero andate diversamente e avessi avuto qualche aiuto in famiglia ora al posto del greco ci sarei io in quel negozio.Invece sono stato uno di quelli che gli ha dato una mano a sgomberarlo quando ha cessato il lavoro moltio molti anni dopo.

All'inizio mi faceva riparare cose semplici e comunque sempre staccate dalla rete per oviii motivi di sicurezza. Ho fatto tantissima gavetta sulle radio a batterie che tanto andavano di moda una volta. i fatto le mani su qualcosa in tensione (sebbene sotto trasfo di isolamento) le avevo messe parecchio tempo dopo.

Il greco mi ha anche insegnato l'estrema pericolosità dei tubi catodici. Specialmente i primi tubi "delta" che se esplodevano facevano delle scheggie pericolose e che partivano come una granata.

E stando in quel negozio ho visto il progressivo sparire delle radio a valvole e delle radio con solo le onde medie.
E ho anche imparato a riconoscere le persone,capire in base a come si muovono,pensano e le varie "pieghine" esterne di ciascuno.

Una cosa però mi aveva profondamente colpito ossia il "rispetto" per un apparecchio,quasi come se fosse una cosa viva. era vietatissimo forzare a cacciavitate la roba se non si apriva (chissà con la roba usa e getta di adesso come si farebbe) o comunque considerare inferiore una radio perchè meno "dotata" di componenti o prestazioni.

Ed ho anche visto la "magia" delle valvole ossia il progressivo illuminarsi di tutti i tubi di una tv a valvole in BN,l'apparire del fischio dell'EAT poi l'illuminarsi del raddrizzatore eat,il fruscio sull'audio e poi l'arrivo dell'immagine.
Una volta era magia oggi diremmo movimento di elettroni.

Una cosa che avevo sentito era una certa energia che ogni oggetto possedeva e che traspariva anche solo quando la manipolavi,la spostavi o ci guardavi dentro. Energia buona se era di qualcuno felice o energia grama se era di qualcuno triste o se in famiglia le cose non "giravano " bene.
Che fosse stata radio,giradischi o tv bè anche se inanimata a volte "parlava" con me.

L'oggetto che più aveva sofferto queste cose era sicuramente il giradischi ,solitamente amplificato e qualche volta pure fonovaligia.
Dicessi che non ne è mai arrinato uno danneggiato da qualche genitore che lo riteneva colpevole se il figlio non andava bene a scuola o si drogava mentirei. Pure mia nonna metteva in pratica tante piccole ripicche,mezziucci infami il cui bersaglio er apoi un oggetto sicuramente inanimato colpevole solo di riprodurre musica

Nessun genitore che abbia mai pensato di tirare un oggetto duro sul frontale di un ultracolor,di un saba o di un mivar a tiristori. Forse per l'alto costo dello stesso o forse perchè sapevano di rischaire di lasciarci le pelle qualora un frammento li avesse colpiti in zone critiche.
Fare saltare o meglio implodere un tubo catodico comporta certi rischi difatti solitamente quando una tv finva nei rifiuti si rompeva il collo del cinscopio per evitare il rischio implosione.

Il greco abitava tre via più in giù del negozio (quindi alle spalle di dove abitavo io) aveva una casettina bassa con 4 stanze e un piccolo giardino con gazebo e qualche pianta.

La ceart
Ci sono negozzi "di elettronica" ma quello era "IL" negozio di elettronica. a dentro ci trovavi di tutto. C'è ancora ,sempre nello stesso posto di dove era allora e penso che se ci capitassi all'interno nonstante l'odiosa museruola magari mi riconoscerebbero ancora.
Grosso bancone,una MAREA di componenti appesi e tutto ma proprio TUTTO quello che ti serviva per fare qualunque cosa. Dall'integratino alla resistenza al trasformatore. Prezzi buoni (ma non ottimi,la gbc per alcune cose era meglio) e sopratutto molta cortesia anche per chi come me era agli inizi.
Alla ceart avevo comprato il mio primo kit ,un ampli da 10 W (che poi ne faceva si e no 4) della else. .
Kit peraltro problematico e non perfetto. Ed ho conosciuto due grandi amici che ancora adesso mi accompagnano e sono il TDA2002 e il 2003 due banalissimi integratini di amplificazione e neanche tanto buoni. Ma con qualcosa di sincero all'interno. Molto migliori di tanta roba che li ha preceduti e di qualcosa che li ha pure seguiti.
 

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Alla ceart di fatto ci andano ogni 3 o 4 giorni e prendevo sempre parecchia roba. Lo zaino arancione dell'invicta lo riempivo quasi sempre. Inutile dire che quello zaino lo ho ancora anche se ben consumato e pure un goccio rosicato dai topi.

Il gioco in cortile
Il palazzo dove abitavo era uno dei veramente pochi dove era consentito ai bambini giocare in cortile anche se la regola era di fare giochi poco rumorosi e sopratutto di non farsi male.
E sopratutto non fare venire gente fuori dal palazzo. Quello era l'imperativo e veniva fatto osservare dai personaggi di quella che chiamavamo "scala veneta" perchè la dentro erano (oddio non proprio ma lo sembravano) di quell'origine.
Difatti quando c'era Alessandro io preferivo defilarmi perchè lo standard era del gioco in cortile: il calcio (pù pù pù) girare in bici in tondo oppure e ogni tanto succedeva respirarsi il puzzo delle auto che entravano e venivano.
e doversi sempre spostare anche se magari giocavi solo con uno scatolone e le macchinine.

Ogni tanto qualcuno portava giù qualche giocattolo a batterie ma il divertimento complice la durata indegna delle pile di una volta durava proprio poco.

Andava un pò meglio quando scrivevamo con i cocci di mattone sul pavimento in cemento disegnando una pista (sui muri era vietatissimo) e poi spingevamo le macchinine. Anche perchè diciamolo ....ci divertivamo con molto poco

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Le montagnole


Ecco un altro posto nel quale la libertà dava bene o male sempre fastidio a qualcuno. Quando da qualche parte si scava vengono accatastati i mucchi di terra da qualche parte e qui complice i tanti passaggi in bicicletta e complice il calpestio naturale di fatto ecco un campo da motocross in miniatura fatto e finito.
Questa volta i rompimaroni non erano solo i proprietari del campo che però venivano ogni tanto nma gli spadaccini,sembrava quasi che prima delle 14 fosse il loro regno e anche di sera tardi.
Una volta c'era parecchia gente che si bucava a differenza di oggi.
E come non ricordare il fratello più grande di chi girava con noi che magari stava male perchè si faceva "quelle brutte cose lì" o peggio se rubava in casa o menava un pò troppo.

Nelle montagnole ci andavi con la bici facevi due mezze pedalate sono in alcuni punti ed era un salire e scendere adrenalinico. Ogni tanto qualche bicicletta faceva SCRACK e si dissaldava ma una volta erano di ferraccio e allora bastava portarla da Fortin due punti a filo continuo e via per nuove avventure!.

Ovviamente quelle che si rompevano erano quelle pieghevoli tipo graziella o qualche bici elegante da passeggio . Io sulle montagnole ci ero andato pure prendendo la bici di mia nonna,una eusebi da 28 senza cambio e non si era rotta,ma sarebbe poi "andata" qualche anno più tardi. Ma fuori da questa narrazione.....he he he.

Il bar di Maria

Era il bar che c'era esattamente tra casa mia e quella di alessandro,ma non era il nostro ritrovo abituale. Eravamo liberi e volevamo esserlo ancora di più. Chiudersi in un bar non era il nostro ideale di libertà. Ogni tanto ci andavamo ma più per i videogiochi e il jukebox che per la compagnia.
Quasi nessuno del mio palazzo a parte Pries andava a quel bar.

 

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