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davydenkovic90

Il vostro rapporto con altri gay.

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davydenkovic90
Posted (edited)

Il vostro rapporto con altri gay.

Parto dalla mia esperienza per discutere di un argomento un po' complesso, vediamo se ci arrivo.

Io mi sono accettato tardi (dopo i 20) e dal momento in cui ho preso coraggio di palesarmi e incontrare qualche altro ragazzo gay,  le cose mi sono sempre andate benino. Non ho mai avuto motivo di prendermela con altri gay, né con le app, né con nessuno. Non sono stato lì a contare quanti cazzi ci sono nell'espressione "sti cazzi", me li son fatti e basta.

Forse questo mi ha portato, ultimamente, e relativamente alle amicizie e conoscenze, ad avere troppe aspettative nei riguardi, ad esempio, di associazioni, o anche di semplici conoscenze con altri lgbt, nel senso che mi aspetto sempre molto, dove per molto intendo che si riesca sempre a trovare un punto di contatto, un'empatia, che si riesca a comunicare sulla stessa lunghezza d'onda... e quando questa cosa non si verifica, rimango un po' troppo deluso.

Io capisco e approvo che esistano antipatie a pelle, screzi, differenze abissali. Ci sta tutto, siamo una comunità variegata, ognuno di noi ha obiettivi diversi e spesso è in una "fase" diversa.

Tuttavia credevo che la comune condizione di essere gay facesse un po' per tutti - o almeno per quelli che provano a lanciare un segnale radio nello spazio come Jodie Foster nel famoso film - cadere un sacco di maschere, barriere e paure. Io non ho mai avuto più di tanto timore nel mettermi un po' a nudo o nel buttarmi un po' via, in contesti lgbt, mostrando anche i miei lati deboli, sfigati, provinciali, trash, sciocchi. Non mi sento di aver nulla da perdere né sento pressioni a dover fare bella figura, non mi sentirei libero ma solo scemo e non mi prendo così tanto sul serio.

Lasciando perdere il forum, che ormai ho capito essere per molti uno sfogo intellettualoide,  e ribadendo che divergenze di opinione e litigi possono aver luogo, mi domando: comunque sia, qualunque cosa succeda, non dovremmo comunque sentirci tutti sulla stessa barca, su uno stesso fronte, e quindi rassicurati l'uno dalla presenza dell'altro, invece che temerlo, al punto da far cadere totalmente qualunque maschera e inibizione? 

E qui mi ricollego subito a quello che ho detto all'inizio. Per me, il rapporto con altri gay, è sempre stato tendenzialmente buono. Se ci si è piaciuti bene, sennò ok. Se uno mi ha risposto al messaggio ben venga, se non mi ha risposto avrà di meglio da fare, se uno ha fatto sesso con me me la sono goduta, se non l'ha fatto mi sono fatto una spaghettata alle 4 di notte canticchiando "Senza fine.. tu trascini la nostra vita..."

Arrivo alla domanda: che aria si respira nelle aggregazioni di gay che avete frequentato? (associazioni, gruppi di amici..). Si è disposti a mettere da parte antipatie, dissapori, frustrazioni e divergenze in nome delle paillettes e di Lady Gaga, anche se non ci piace? A lasciare a casa le maschere e puntare a un'interazione con l'altro che sia il più possibile a carte scoperte?

Rispondo io: nella mia mente sì, cioè, io quando sono con un ragazzo gay faccio cadere quasi tutte le mie difese e non ho paura di lui. Mi apro totalmente e potrei dirgli la qualsiasi. Noto però atteggiamenti molto sulla difensiva, e talvolta anche dissapori tra persone all'interno di uno stesso gruppo (associazione) che sono bazzecolissime in confronto agli strali che ci vengono lanciati da fuori. E' un po' come nel film Apocalypto, dove si vedono questi indigeni farsi le peggio cose fra di loro, e poi all'improvviso arrivano i colonizzatori e li sottomettono tutti.

Ma più che altro mi interessa capire come mai tra di noi, troppe volte, a mio avviso, non riusciamo a trovare un comune denominatore, siamo freddi, diffidenti e finti creando ad arte fuffa che non serve poi davvero a nessuno o performance sociali vuote che sono più delle masturbazioni a due che non veramente un entrare in empatia l'un con l'altro. In quest'ultimo caso, direbbe la mia amica metallara: "senso, dove sei?"

Spero di aver scritto qualcosa di decente e che si sia capito.

Edited by davydenkovic90

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Almadel

Io mi sono accettato a 17 anni e ho avuto subito la fortuna di scoprire che era gay anche il mio migliore amico.

All'epoca non potevamo né entrare nei locali né c'era internet né conoscevamo associazioni;

io seducevo amici etero e lui aspettava il suo momento di gloria

(ci ha messo un po' a capire cosa gli piacesse, ma adesso è molto più popolare di me 🙂 )

A diciotto anni ho cominciato a frequentare i locali e contemporaneamente l'associazione della mia città.

Praticamente tutti i gay che conosco gravitano attorno alla Compagnia dei Locali, la Compagnia dell'Associazionismo e la Compagnia del Gay-Forum

con poche eccezioni (come il succitato mio migliore amico e l'amico gay del migliore amico del mio fidanzato) e molte sovrapposizioni.

Nonostante con l'età le "compagnie" vadano sfrangiandosi mi sono sempre impegnato a non tirarmi indietro

e a cercare di integrare - per quanto possibile - le persone di ciascun gruppo negli altri e di coinvolgere gli outsider.

 

Il gruppo con meno conflitti è sicuramente stato quello dei Locali, che si riducono a storie di sesso o invidie.

Nell'associazionismo purtroppo le divisioni politiche - anche su questioni di scarso rilievo - scavano dei profondi solchi personali,

per quanto io ogni tanto conceda una "amnistia" e finga di non aver ricevuto certe coltellate pur di non perdere un amico.

Nel forum spesso trovo "intollerabili" delle cose che dal vivo mi farebbero ridere.

Ho un caro amico che ho conosciuto litigandoci sul forum proprio con flame seri, che dal vivo è amabilissimo

e in generale consiglio a tutti di frequentare i raduni perché dal vivo siamo davvero migliori rispetto a quello che scriviamo.

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freedog
5 hours ago, davydenkovic90 said:

che aria si respira nelle aggregazioni di gay che avete frequentato? (associazioni, gruppi di amici..). Si è disposti a mettere da parte antipatie, dissapori, frustrazioni e divergenze in nome delle paillettes e di Lady Gaga, anche se non ci piace? A lasciare a casa le maschere e puntare a un'interazione con l'altro che sia il più possibile a carte scoperte?

mah..

per antica frequentazione, posso dirti che le dinamiche non è che poi cambino molto rispetto all'arciconfraternità del baccalà alla vicentina o al club del bridge: come in qsi organizzazione/ass.ne, c'è la divah che vive solo per mettersi in mostra e prendrsi meriti quasi sempre non suoi, lo sgobbone che manda avanti la baracca facendosi il mazzo per 3,  quello che si fa millemila seghe mentali solo per decidere quanto zucchero mettere nel caffè..

-e taccio per carità di patria sugli stracci che ho visto volare quando ci sono stati soldi di mezzo..-

non è che solo perchè siamo tutti al servizio della Causa Suprema alla fine diventiamo migliori del resto dell'umanità (etero compresi..)

5 hours ago, davydenkovic90 said:

come mai tra di noi, troppe volte, a mio avviso, non riusciamo a trovare un comune denominatore, siamo freddi, diffidenti e finti creando ad arte fuffa che non serve poi davvero a nessuno o performance sociali vuote che sono più delle masturbazioni a due che non veramente un entrare in empatia l'un con l'altro. In quest'ultimo caso, direbbe la mia amica metallara: "senso, dove sei?"

eh, bella domanda...

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Bloodstar
Posted (edited)
6 hours ago, davydenkovic90 said:

Si è disposti a mettere da parte antipatie, dissapori, frustrazioni e divergenze in nome delle paillettes e di Lady Gaga, anche se non ci piace?

Io so di non essere disposto né a soprassedere circa le mie antipatie né a farmi piacere Lady Gaga, ergo mi guardo bene dal frequentare qualsiasi tipo di associazione. Mi rendo conto che in simili contesti sociali sarei, nella migliore delle ipotesi, un peso morto.

Posso comunque affermare che, nonostante il mio totale digiuno di associazionismo, le mie frequentazioni negli "ambienti omosessuali" (passatemi questa oscenità) sono sempre state molto positive. Frequentazioni nate tutte, in un modo o nell'altro, intorno a questo forum, peraltro.

Edited by Bloodstar

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freedog
24 minutes ago, Bloodstar said:

le mie frequentazioni negli "ambienti omosessuali" (passatemi questa oscenità) sono sempre state molto positive.

brontoLoco compreso?

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Ghost77

Io mi sono scoperto a 22 anni (giuro, scoperto, da buon nerd che in adolescenza usava le copertine di Cronaca Vera non stavo di certo a esaminare la mia invidia nel non poter essere quel ragazzo tanto bello al fatto di VOLERE quel ragazzo). 

Stavo già su altre chat, sta di fatto che in un mese dopo che mi sono scoperto mi sono accettato e ho approfittato di occasioni di incontro di alcuni chattaroli per passare subito in real. Da allora ho avuto un gruppo di amici durato due annetti che si è mutato nel tempo (uno esce uno entra e via dicendo) a cui sono seguiti altri giri. Fino a giungere in un'associazione lgbt in cui nuovamente è cambiata la mia vita sociale, con amicizie più mature durate qualche annetto (qualcuna è rimasta, altri sono diventati conoscenti). 

Ora ho un altro gruppo di amici e mi ci trovo bene. 

Le invidie, le inimicizie ci son sempre state ma era quasi un gioco di ruolo, una lotta tra Comuni in cui il tuo gruppo si amicizia non sopporta l'altro. Salvo poi conoscersi veramente e scoprire che erano tutte cazzate. 

Ho litigato e rotto amicizie ma si parla di secoli fa e le vedo oggi come cose da ragazzini. Vere inimicizie non ne ho mai avute. 

Il mio resoconto? A me scoprirmi gay ha giovato, ho spazzato via le pseudo amicizie etero del post adolescenza e mi sono fatto spazio in un mondo che amo. Ed è per questo che amo raduni e simili. 

 

PS

Tutto ciò ha avuto un costo. Ho dovuto mettere sul piatto la mia carriera universitaria, ho rallentato un sacco. Saltavo lezioni per uscire con gli amico, che a loro volta saltavano le lezioni. Ma sul punto sociale, affettivo e amicale ne è valsa la pena. 

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faby91
1 hour ago, Ghost77 said:

uno esce uno entra e via dicendo

O.O

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Ghost77
3 hours ago, freedog said:

come in qsi organizzazione/ass.ne, c'è la divah che vive solo per mettersi in mostra e prendrsi meriti quasi sempre non suoi, lo sgobbone che manda avanti la baracca facendosi il mazzo per 3,  quello che si fa millemila seghe mentali solo per decidere quanto zucchero mettere nel caffè..

Davy però da ciò che ho capito parla di aggregazioni naturali, non di associazioni. Insomma, gruppi, giri di amicizie. 

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davydenkovic90
  • Topic Author
  • 5 minutes ago, Ghost77 said:

    Davy però da ciò che ho capito parla di aggregazioni naturali, non di associazioni. Insomma, gruppi, giri di amicizie. 

    Parlo anche di associazioni, visto che ho sentito raccontare da più di uno storie di litigi, divorzi e dissapori... che secondo me visti da fuori hanno davvero poco senso.

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    nowhere
    9 hours ago, davydenkovic90 said:

    Tuttavia credevo che la comune condizione di essere gay facesse un po' per tutti - o almeno per quelli che provano a lanciare un segnale radio nello spazio come Jodie Foster nel famoso film - cadere un sacco di maschere, barriere e paure.

    Io ho fatto coming out relativamente tardi ed ero stra-convinta di questa cosa.

    Un paio di sberle assestatemi da parte di un paio di lesbiche out&proud ed ho declassato l'essere omosessuali ad un avere i capelli biondi o neri.

    La gente riesce a fare schifo al di là del fatto che sia appartenente alla parrocchia LGBT, perché farne parte non significa avere nessuna marcia in più.
    L'encefalitica lesbica è sempre dietro l'angolo.

     

    9 hours ago, davydenkovic90 said:

    Arrivo alla domanda: che aria si respira nelle aggregazioni di gay che avete frequentato? (associazioni, gruppi di amici..).

    Associazioni e gruppi di amici sono due cose totalmente diverse.

    L'aria che si respira nelle associazioni, dipende da che tipo di associazioni.
    Più sono piccole e meno sotto i riflettori, più hanno una parvenza di gruppo di persone con obiettivi reali ed inclini a voler far "squadra".
    Grandi realtà risultano enormi pollai.

    Riguardo i gruppi di amici, forse qua sono un po' in una situazione intermezza.
    Mi sono sempre trovata bene con i gay e quasi sempre malissimo con le lesbiche.
    Ma, con gli amici gay, ammetto che si crea sempre un rapporto abbastanza diretto e piacevole perché scevro da qualsiasi rischio di rapporto romantico.

    9 hours ago, davydenkovic90 said:

    Ma più che altro mi interessa capire come mai tra di noi, troppe volte, a mio avviso, non riusciamo a trovare un comune denominatore, siamo freddi, diffidenti e finti creando ad arte fuffa che non serve poi davvero a nessuno o performance sociali vuote che sono più delle masturbazioni a due che non veramente un entrare in empatia l'un con l'altro. In quest'ultimo caso, direbbe la mia amica metallara: "senso, dove sei?"

    Non si trova un comun denominatore perché al di là del fatto che si è non-omosessuali, ognuno ha visioni e modi di interagire totalmente diversi.

    E' come dire che tutte le persone con i capelli neri dovrebbero avere questo comun denominatore per via di quella caratteristica fisica che li accomuna.

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    Dav1de

    Ad aggregarci (ed unirci) il più delle volte è l'intolleranza della gente "comune"

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    davydenkovic90
  • Topic Author
  • 39 minutes ago, nowhere said:

    Non si trova un comun denominatore perché al di là del fatto che si è non-omosessuali, ognuno ha visioni e modi di interagire totalmente diversi.

    E' come dire che tutte le persone con i capelli neri dovrebbero avere questo comun denominatore per via di quella caratteristica fisica che li accomuna.

    E questo in parte mi affascina pure un po', come il parrucchiere gay che ama salvini e lo vota, nel senso che mi conferma che l'omosessualità è caratteristica innata come il colore dei capelli.

    Il problema è che altre aggregazioni umane come la scuola, il luogo di lavoro, ecc non nascono e non vengono ricercate perché al di fuori di quelle saremmo isolati, bullizzati, miscapiti o peggio... le associazioni gay invece sì e se ci cerchiamo fra di noi è anche per scendere un po' sullo stesso livello e comunicare più liberamente, comprendendo le reciproche difficoltà, aprendosi, perché in tanti possono capirti e non hai nulla da perdere, alla fine. E anche qui c'è una differenza con altre aggregazioni umane... per esempio, all'università o sul lavoro può avere senso che qualcuno pensi di dover dare agli altri un'immagine di sé un po' gonfiata, che uno usi qualche maschera per sopravvivere meglio in un ambiente ostile dove alla fine ciò che conta è portare a casa il risultato. Ma che senso ha cercare un contatto con una comunità inclusiva per poi rimanere così sulla difensiva, conservare la paura del giudizio, indossando maschere per fare teatrini inutili e alla fine creare solo relazioni molto formali dove non si dice né si fa mai niente di importante che possa sbloccare una situazione o far sentire meglio qualcuno. 

    L'unica che mi viene in mente è che molti gay per inerzia continuino a fare ciò che fanno naturalmente per sopravvivere in ambienti etero, che covino ancora omofobia interiorizzata, e che, forse anche per questioni di approccio loro un po' maldestro o per le troppe aspettative che riversano (e in parte anche giustamente, visto quanto costa talvolta mettersi in gioco) le loro interazioni con altri gay risultino mezzi disastri, specie quelle da rimorchio. E subito scaricano sui gay le colpe, che siamo tutti pazzi, ninfomani, e chi più ne ha più ne metta. Mentre io, come dicevo all'inizio, forse per le basse aspettative, forse perché ho più sense of humour, non ho mai avuto bisogno di pensare niente di tutto ciò e neanche di dover rimanere sulla difensiva di fronte a un ragazzo gay, chiunque fosse.

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    Ghost77

    Io nelle associazioni (nellA associazione, ai tempi arcigay non c'era, ne esisteva solo una affiliata arci) non mi sono trovato bene. 

    Ho in compenso conosciuto altra gente che non si trovava bene e con cui ho fatto amicizia e con cui son scappato. Tutto sommato quindi mi ci sono trovato bene se il fine è risultato positivo ? 🤔 

    Era l'atmosfera dell'attivismo, di quell'attivismo rimasto fossilizzato ai tempi del FUORI a non piacermi, mentre il raduno libero del sabato pomeriggio in cui discutere tutti assieme era carino. Ma un ambiente che vedeva unicamente in un progetto di gruppo drag il futuro del centro, e se non amavi la cosa (intendo se dicevi no grazie alla proposta di fare la drag) venivi visto come un represso, fa in fretta a svuotarsi. E infatti così è stato, tra questo fatto e tra l'età media che si impennava, tanti casi sociali che non venivano aiutati e ammuffivano lì dentro. Alcuni hanno detto "la prima volta che sono finito al circolo ho seriamente dubitato di essere gay". 

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    wwspr
    56 minutes ago, nowhere said:

    E' come dire che tutte le persone con i capelli neri dovrebbero avere questo comun denominatore per via di quella caratteristica fisica che li accomuna.

    In realtà ho sempre avuto l'impressione che ci siano alcuni aspetti di identità che aggregano molto le persone.

    Al liceo definivo il fenomeno al femminile come "club della vagina" constatando come mi fosse sostanzialmente impossibile approfondire un'amicizia con le ragazze che mi stavano simpatiche, nonostante a volte si avessero cose in comune.

    Credo che spesso per avvicinarsi sia necessario un grado di immedesimazione nell'altro, un sentire comune che tende a favorire amicizie fra gay, fra donne, fra uomini e via discorrendo. Si pensa di poter dare per scontati diversi aspetti di identità e culturali legati all'espressione di genere o all'orientamento sessuale: se questo assunto trova riscontro nella realtà, allora si è più interessati all'altro perché vive esperienze simili alle proprie.

    Per dire che l'analogia del colore dei capelli mi sembra esagerata. 

    Le associazioni le ho frequentate troppo poco e male, quindi non saprei.

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    davydenkovic90
  • Topic Author
  • Posted (edited)
    10 hours ago, Almadel said:

    Nell'associazionismo purtroppo le divisioni politiche - anche su questioni di scarso rilievo - scavano dei profondi solchi personali,

    Ecco, è questo punto qui che non mi torna.

    Le litigate o le divergenze politiche o di opinione a me non preoccupano più di tanto, se poi parliamo di quelle forumistiche ancor meno, sono solo gestite sulla scia del caratterino di molti di noi. Ma poi crolla tutto e in poco tempo, se si vuole. Io per esempio, via forum ho fatto diverse litigate e avuto problemi anche con specifici utenti, ma se li incontrassi domani o venissero a un raduno, probabilmente manco me li ricorderei questi screzi e li tratterei come tutti gli altri... (ho dei dubbi che alcuni di loro farebbero lo stesso con me, ma forse hanno più motivi loro per avercela con me che io con loro - io alla fine solo una vaga antipatia - e ci sta)

    Mi preoccupano di più la diffidenza e il sentire il bisogno di indossare delle maschere, per esempio, per "fare bella figura". Mi sembra una parafrasi di una cosa che siamo sempre stati abituati a fare in ambiente etero e che mi pare inutile o controproducente fare anche coi gay.

    Faccio un esempietto.

    Io ho diversi amici e conoscenti etero per via dello sport che faccio. Con alcuni mi ci trovo anche molto bene e potrei considerarli benissimo amici. Tuttavia è chiaro che con loro tendenzialmente è difficile fare i discorsi di Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte, perché non sanno nemmeno chi sono...

    Ora, non voglio dire che i rapporti gay debbano essere appiattiti entro discorsi sul sesso, su Patty Pravo e sulla Vanoni, e che non si possa parlare di argomenti che esulino l'omosessualità e tutti i suoi corollari, ma se devo andarmi a cercare dei gay appositamnete, un'associazione, un forum, una qualunque cosa, che senso ha parlare a oltranza del tempo, degli esami, delle palline, delle racchette e delle corde, di politica, degli affitti, del fidanzato inesistente (ogni riferimento è casuale) e non voler mai mostrare qualche fianco scoperto, dando qualche dettaglio un po' più personale e peculiare e mantenersi a oltranza sulla difensiva?

    Sul forum ho visto utenti comportarsi sia in un modo che nell'altro.

    Nell'associazione gay della mia città vedo tanto ammore, tutti amiconi, tutti perfetti, tutti gay bravi, buoni, studiosi, sorridenti... e poi mi dicono che sono uno più depresso dell'altro e sotto sotto si ammazzerebbero volentieri l'un l'altro. C'è qualcosa che non mi torna tanto.

    Edited by davydenkovic90

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    LocoEmotivo
    11 hours ago, davydenkovic90 said:

    Il vostro rapporto con altri gay

    Eh, Davy mio! C'è davvero tanto da considerare.
    Tu orienti molto la questione sull'associazionismo, e io ti dico: su quel versante lì, non ho praticamente esperienza. Entrai in una sede (anzi, in due) solo all'indomani dell'attentato di Orlando perché sentivo la necessità di dare un senso a tutto quello che era successo, col risultato di vedermi invitato al gruppo giovani (che poi, ahò, giovane de che, li morté, c'ho messo trent'anni a non dover fingere di essere giovane e ora arrivate voi che mi schiaffate in mezzo ai bimbiminkia del cazzo) - e quindi niente, ché i turni e gli impegni e il fatto che ero ancora libero come l'aria e c'avevo da scopà.
    Non credo nemmeno che, in quanto finocchi, i nostri istinti sociali siano differenti dal resto della specie: si creano sempre dinamiche inclusive ed esclusive o correnti pro e contro perché siamo esseri umani e la nostra intelligenza sociale è tarata dalla notte dei tempi su questi sistemi.
    Devo riconoscere con piacere, però, che ci sono dei casi limite - e questo forum, paradossalmente, ne è un esempio. Qui le dinamiche sono leggermente diverse e credo che sia dovuto al fatto che siamo qui volontariamente: non siamo i compagni di scuola con cui devi necessariamente interagire; non siamo gli unici amici nei dintorni coi quali devi giocoforza scambiare due chiacchiere; non andiamo casualmente nella stessa palestra, nella stessa associazione o (dio non voglia!) nella stessa chiesa e quindi, forse, questo tende a smorzare un po' alcuni aspetti. Non mancano i catfight o le prese di posizione pro o contro, eppure ribadisco ancora una volta quanto sia stato importante per me questo posto e come mi abbia messo in contatto con persone che sono entrate a vario titolo nella mia vita quotidiana.

    5 hours ago, Bloodstar said:

    Mi rendo conto che in simili contesti sociali sarei, nella migliore delle ipotesi, un peso morto.

    Ed è veramente la migliore :sisi:

    4 hours ago, freedog said:

    brontoLoco compreso?

    Sure, honey :afro:

    3 hours ago, Ghost77 said:

    Il mio resoconto? A me scoprirmi gay ha giovato, ho spazzato via le pseudo amicizie etero del post adolescenza e mi sono fatto spazio in un mondo che amo. Ed è per questo che amo raduni e simili.

    Ti lovvo, bro!

    2 hours ago, nowhere said:

    La gente riesce a fare schifo

    Mi perdonerai se ti ho corretto questo evidente errore di battitura, vero?

    2 hours ago, nowhere said:

    Mi sono sempre trovata bene con i gay

    Amore mio :love:

     

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    Aarwangen

    Di grande conflitto, voglio schiavizzarli tutti.

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    freedog
    27 minutes ago, LocoEmotivo said:

    Sure, honey :afro:

    no, mò me devi da spiegà perchè hai dovuto aggiunge pure la fotina mia in formato emoji..

    chi t'ha autorizzato?????

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    Gondo

    I miei rapporti con altri gay sono stati spesso difficili e conflittuali, ma nel complesso posso dire di essere riuscito quasi sempre a costruire legami più autentici, franchi e aperti di quelli che ho mai avuto con etero. Quindi nella mia esperienza non ho mai riscontrato ciò di cui ti lamenti. Anche con le amicizie più superficiali non ho mai percepito un atteggiamento di distanza o finzione. E anche se  non riuscivo a condividere tutto, o le cose più importanti, ho cercato di apprezzare quel poco che si condivideva. 

    Per quanto riguarda i rapporti tra gay nell'associazionismo, non saprei, ma presumo non siano molto diversi da quelli esistenti in qualsiasi altra associazione o partito. Esistono, o possono esistere, divergenze riguardo le strategie da intraprendere per raggiungere un determinato obiettivo.

    L'unità fra gay non esiste così, di partenza, ma va costruita, altrimenti non avrebbe senso l'esistenza di un movimento gay.

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    nowhere
    Posted (edited)
    3 hours ago, davydenkovic90 said:

    le associazioni gay invece sì e se ci cerchiamo fra di noi è anche per scendere un po' sullo stesso livello e comunicare più liberamente, comprendendo le reciproche difficoltà, aprendosi, perché in tanti possono capirti e non hai nulla da perdere, alla fine.

    Perché le associazioni gay son come l'università&affini.

    A meno che non seguano un piano politico totalmente specifico per cui attraggono solo persone lgbt di quel tipo, fondamentalmente puoi ritrovarti davanti il coglione che prende ad insulti una tua amica perché non ha ancora fatto coming out.
    O gente che sputa sul concetto di matrimonio in generale perché visto come un legame eteronormativo a cui gli omosessuali per definizione non dovrebbero aspirare, essendo che noi siamo "diversi".

    In un parco di desolazione umana diversità come questa, se l'associazione nasce esclusivamente come un luogo di aggregazione, dare per scontato che molta gente possa capirti, è azzardato.

    E te lo dico da ex attivista eh, ho smesso proprio per tali motivi ad un certo punto.

    1 hour ago, LocoEmotivo said:

    Mi perdonerai se ti ho corretto questo evidente errore di battitura, vero?

    Assolutamente si amore mio.

    E' che a forza di star anche su dei forum con delle femmine diversamente, il dannato politically correct mi sta uccidendo la vita e mi rende molto più disgraziatamente diplomatica.

    Edited by nowhere

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    freedog
    Posted (edited)
    25 minutes ago, nowhere said:

    Perché le associazioni gay son come l'università&affini.

    A meno che non seguano un piano politico totalmente specifico per cui attraggono solo persone lgbt di quel tipo, fondamentalmente puoi ritrovarti davanti il coglione che prende ad insulti una tua amica perché non ha ancora fatto coming out.
    O gente che sputa sul concetto di matrimonio in generale perché visto come un legame eteronormativo a cui gli omosessuali per definizione non dovrebbero aspirare, essendo che noi siamo "diversi".

    dico solo che al MIeli (anzi, in una cena insieme a mezzo Mieli, per essere precisi) un annetto fa c'era uno che faceva l'elogio di casaClown, vantandosi di averli votati.

    ma convinto, eh!

    roba che e ci fossi stata anche tu sarebbero volate le sedie. Poco ma sicuro!

    Edited by freedog

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    LocoEmotivo
    43 minutes ago, freedog said:

    uno che faceva l'elogio di casaClown, vantandosi di averli votati

    La famosa sindrome di Stoccolma.

    Pensa quanto soffre dentro di lui, poveretto! La comunità dovrebbe impegnarsi e fargli raggiungere un equilibrio - cioè, dovremmo farlo soffrire anche fuori :sisi::sisi:

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    freedog
    20 minutes ago, LocoEmotivo said:

    La famosa sindrome di Stoccolma.

    Pensa quanto soffre dentro di lui, poveretto! La comunità dovrebbe impegnarsi e fargli raggiungere un equilibrio - cioè, dovremmo farlo soffrire anche fuori :sisi::sisi:

    mi sa che sto tipo lo dovrebbe conosce pure @nowhere

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    Dragon Shiryu

    Rispondo breve e coinciso: avendo fatto co tardissimo rispetto a voi, non é che abbia sta esperienza... XD

    Cmq... Associazioni: mi son trovato malr in quelle due o tre volte che sono andato. Tutti si conoscevano ed essendo loro più giovani ho avuto l'impressione che non mi volessero per via dell'età.

    Amici: ne ho uno uno con cui esco ogni sabato (l'altro non c'è al momento) ma non sono al 100% me stesso, non essendo lui nerd... XD Altri sono semplici conoscenti.

    Sconosciuti via chat: facile. O non mi rispondono oppure scompaiono dopo pochi giorni.

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    nowhere
    1 hour ago, freedog said:

    dico solo che al MIeli (anzi, in una cena insieme a mezzo Mieli, per essere precisi) un annetto fa c'era uno che faceva l'elogio di casaClown, vantandosi di averli votati.

    ma convinto, eh!

    roba che e ci fossi stata anche tu sarebbero volate le sedie. Poco ma sicuro!

    ...Come se già non sia celeberrima per i miei sbrocchi da quelle parti

     

    52 minutes ago, freedog said:

    mi sa che sto tipo lo dovrebbe conosce pure @nowhere

    ...In caso in pvt Dogghino, anche se forse vivrei meglio senza sapere questa informazione :asd:

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    freedog
    3 minutes ago, nowhere said:

    .Come se già non sia celeberrima per i miei sbrocchi da quelle parti

    vogliamo parlà pure dei miei?

    sai già che se per (sua) disgrazia Longobardi mi incrocia per strada, minimo gli parte l'embolo...

    l'anno scorso alla cerimonia per la Karl m'ha detto -davanti a parecchi testimoni- "purtroppo è morto il frocio sbagliato, tu stai ancora qua"

    simpaticizzimo, eh?

    io ho evitato qsi risposta, chè non era la situazione per fare una piazzata

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    Tyrael
    2 hours ago, Gondo said:

    L'unità fra gay non esiste così, di partenza, ma va costruita, altrimenti non avrebbe senso l'esistenza di un movimento gay.

    Concordo :sisi: 

     

    4 hours ago, Aarwangen said:

    Di grande conflitto, voglio schiavizzarli tutti.

    Che cosa hot! 😏

    6 hours ago, Dav1de said:

    Ad aggregarci (ed unirci) il più delle volte è l'intolleranza della gente "comune"

    Quella forgia la nostra natura e volendo "il bene comune".

    Forse sono io che ho una visione in ambito amicale da sud ma noto che diverge molto da quella voluta e intesa dal nord. 

    Ho come l'impressione che spesso si voglia a tutti i costi stringere un rapporto amicale con qualcuno, sviscerare la propria natura o mettersi in mostra in un corteo di persone solo perché spesso si avverte la paura di essere tagliati fuori dal mondo o finire nella temutissima "solitudine gaya" 🤣

     

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    Ghost77
    15 minutes ago, freedog said:

    purtroppo è morto il frocio sbagliato, tu stai ancora qua"

    Ma a Roma siete così... naif? 

     

    31 minutes ago, Dragon Shiryu said:

    Rispondo breve e coinciso: avendo fatto co tardissimo rispetto a voi, non é che abbia sta esperienza... 

    Eh bel dragòn questa scusa non vale più, sarà mezzo secolo che bazzichi sul forum! 😌

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    nowhere
    3 hours ago, Gondo said:

    L'unità fra gay non esiste così, di partenza, ma va costruita, altrimenti non avrebbe senso l'esistenza di un movimento gay.

    Cosa in Italia praticamente impossibile se di base la questione lgbt viene ridotta a schieramenti di partiti politici, quindi ecco che vedi le associazioni interessarsi anche a questioni che non riguardano minimamente le nostre questioni ma profumano di consenso politico perennemente indirizzato in una certa direzione.

    Senza appunto dimenticare che molte volte le associazioni sono state trampolino di lancio per molti che poi si son dati alla politica.

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    Dragon Shiryu
    6 minutes ago, Ghost77 said:

     

    Eh bel dragòn questa scusa non vale più, sarà mezzo secolo che bazzichi sul forum! 😌

    solo 6 anni XD

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