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CieloRosso

Le "tristi" verità nel nascere gay...

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Mario1944

On 2/8/2017 at 8:13 PM, CieloRosso said:

La razza umana la portano avanti gli etero

A questo proposito ricorderei quello che narra Plutarco di Epaminonda, il famoso condottiero tebano che fu artefice della breve egemonia della sua patria sui Greci nel IV secolo, sconfiggendo gli Spartani a Leuttra e Mantinea, dove morì vittorioso.

Epminonda era notoriamente inclinato all'omoerotismo, non era sposato, non aveva figli e si diceva non avesse mai toccato donna in vita sua, in un ambiente ed in un'epoca in cui non solo non era deprecato, ma anzi era raccomandato l'eros in utramque partem, se non altro per prolificazione.

Ebbene Epaminonda agli amici che, assistendolo morente, si lamentavano che non lasciasse figli i quali ne continuassero le virtù civili e militari, obbiettò:

"non è vero, amici, che non lascio figli alla patria:  lascio due splendide vittorie, Leuttra e Mantinea".

Questo per dire che "portare avanti la razza umana" non è solo moltiplicarla fisicamente, anzi, è ben più che questo, se non altro perché è meglio essere pochi, ma buoni ;-)

 

Edited by Mario1944

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freedog
12 hours ago, paperino said:

Uhm... Accetto compassionevolmente questa tua affermazione.

Accetto con l'accetta, intendo. :music::P:

:P::P::P::P::P:

tornando in topic,

https://youtu.be/T7tk8xH-UR4 

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Mario1944
9 hours ago, freedog said:

tornando in topic,

https://youtu.be/T7tk8xH-UR4 

 

Be' se siano verità non so, ma il tizio che le espone pare tutto fuorché triste:

o non si lascia contaminare gli affetti dall'argomento, il che retoricamente non è il massimo, oppure non le considera verità tristi.....

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freedog
1 minute ago, Mario1944 said:

 

Be' se siano verità non so, ma il tizio che le espone pare tutto fuorché triste:

o non si lascia contaminare gli affetti dall'argomento, il che retoricamente non è il massimo, oppure non le considera verità tristi.....

di professione fa il comico-monologhista;

magari gli riesce male fà la faccia da crisantemo

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Mario1944

Appunto perché è un comico non dovrebbe trattare verità tristi, pena il trasformarle in falsità risibili.

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faby91
2 minutes ago, Mario1944 said:

Appunto perché è un comico non dovrebbe trattare verità tristi,

Ma anche no, anzi vale proprio il contrario!

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Mario1944

Vabbe':

tragedie ridicole e commedie luttuose.

Basta saperlo.

Purché poi non ci si lamenti delle barzellette sui gay.....

Edited by Mario1944

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Miguel

Ciao a tutti. 

Sono nuovo del forum, forse proprio perché ho ufficialmente capito di essere gay da poco. 

Ho 24 anni, quasi 25 e ho capito di essere veramente gay quando mi sono innamorato di un ragazzo. Forse prima ero talmente tanto preso a tutto quello che mi capitava nella vita che le mie fantasie omosessualità non avevano un peso nella mia vita, tanto da non essermi chiesto prima: sono gay? 

Quindi io non ho vissuto il periodo di passaggio adolescenziale difficile perché gay, ma per altri motivi. Ma ho vissuto le stesse identiche cose descritte sopra: prese in giro, essere messo da parte ecc. 

Questo perché ero cicciottello, di colore essendo brasiliano, e adottato. 

Quando ho capito di essere gay, non ho avuto problemi a fare coming out nel giro di poche settimane, proprio perché sono sempre stato discriminato per altri motivi, ed ho imparato ad agire. E proprio per questo, non ho avuto problemi a fare coming out con tutte le persone che conoscevo  familiari compresi. 

Ho pochi amici gay, forse perché essendo dichiarato da poco, e avendo vissuto sempre "da etero", è non frequentando posti gay friendly non c'è stata occasione. 

Ma devo dire che la mia vita non è cambiata in nulla da quando sono gay: i miei amici mi trattano esattamente come mi trattavano prima, i miei colleghi pure come i miei familiari. Chiaramente non dico che non ci siano difficoltà nell essere gay. Però secondo me, si dovrebbe partire meno da "oddio siamo gay e siamo una minoranza" e di più "sono gay, è bello per molti motivi, non c'è nulla di male e va bene così". 

Perché alla fine, ragazzi, si viene discriminati spesso per tanti altri motivi. 

Io prima di essere gay sono tante altre cose. L'essere gay non mi identifica, se non in parte. Quindi secondo me tutti noi dovremmo vivere questa cosa, non come un peso, ma come una cosa bella. 

Spero di non essere frainteso. 

Un saluto a tutti

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Hinzelmann
10 minutes ago, Miguel said:

L'essere gay non mi identifica, se non in parte.

Se ti identifica in parte, ti identifica

Ovviamente questo non ti preclude la possibilità di "valorizzare" la tua omosessualità, in linea generale è un qualcosa che dovremmo essere capaci di fare tutti, senza necessariamente appartenere ad altre minoranze, per averne ( già appreso altrove ) la capacità.

Edited by Hinzelmann

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Miguel

Certo sono d'accordo con te. 

Quello che volevo dire è che essendo stato discriminato per altre ragioni in precedenza, ho potuto osservare da un diverso punto di vista quello che poteva dire essere gay e dirlo al mondo, e che è per questo che fino ad oggi, non ho vissuto il mio essere gay come un disagio (parlando interiormente).  Con questo non voglio dire assolutamente (sarebbe da stupidi farlo) che l'omosessualità non sia discriminata, ma voglio dire che secondo me, in un paese come l'Italia, si può vivere senza per forza fare della discriminazione un punto cruciale dell' omosessualita, anche perché sennò così saremmo i primi a scavarci la tomba, a mio avviso. 

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Hinzelmann

Il punto è che tutti i gay dovrebbero avere coscienza di questo, cioè che la discriminazione e la stigmatizzazione

possono e devono essere rovesciate in orgoglio e valorizzazione

 

 

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Miguel
20 minutes ago, Hinzelmann said:

Il punto è che tutti i gay dovrebbero avere coscienza di questo, cioè che la discriminazione e la stigmatizzazione

possono e devono essere rovesciate in orgoglio e valorizzazione

 

 

Assolutamente d'accordo 

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Mario1944
5 hours ago, Miguel said:

Questo perché ero cicciottello, di colore essendo brasiliano, e adottato. 

Quando ho capito di essere gay, non ho avuto problemi a fare coming out nel giro di poche settimane, proprio perché sono sempre stato discriminato per altri motivi, ed ho imparato ad agire

C'è però una certa differenza, perché l'essere cicciottello, negro o "colorato" e quindi anche l'essere adottato, se almeno i genitori sono palesemente "dilavati", non sono qualità che si possano occultare, mentre l'essere omoerotico sì.

Perciò sia il riconoscersi a sé stessi sia il palesarsi altrui come omoerotico probabilmente implica più coraggio a sfidare il giudizio ed il pregiudizio ambiente, potendosi comunque celare o tentare di celare la cosa.

Viceversa, un negro, un colorato, un grasso, un nano eccetera hanno poco da negare a sé stessi e agli altri quello che sono e quindi sono per così dire costretti dai fatti stessi ad essere palesi, il ché non è necessariamente, anzi!, un vantaggio, ma certamente esclude quel tormento interiore causato dal conflitto tra la possibilità di tacere di sé e la volontà di rivelarsi.

 

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davydenkovic90
7 hours ago, Mario1944 said:

C'è però una certa differenza, perché l'essere cicciottello, negro o "colorato" e quindi anche l'essere adottato, se almeno i genitori sono palesemente "dilavati", non sono qualità che si possano occultare, mentre l'essere omoerotico sì.

Perciò sia il riconoscersi a sé stessi sia il palesarsi altrui come omoerotico probabilmente implica più coraggio a sfidare il giudizio ed il pregiudizio ambiente, potendosi comunque celare o tentare di celare la cosa.

Viceversa, un negro, un colorato, un grasso, un nano eccetera hanno poco da negare a sé stessi e agli altri quello che sono e quindi sono per così dire costretti dai fatti stessi ad essere palesi, il ché non è necessariamente, anzi!, un vantaggio, ma certamente esclude quel tormento interiore causato dal conflitto tra la possibilità di tacere di sé e la volontà di rivelarsi.

 

Complimenti, tre paragrafi per espeimere un concetto banale e vecchio come il mondo. 

La sessualità non va dichiarata come un bene prezioso alla dogana e non è obbligatorio dichiararsi sempre e comunque. La domanda più "strana" che spesso mi veniva e viene fatta, in questo senso, da estranei, é "sei fidanzato?". Io rispondevo sì/no, ma poi era l'interlocutore a spingermi (o meno) al coming out, che avveniva solo quando si poteva creare un malinteso. Stile:

http://tv.liberoquotidiano.it/video/libero-tv-copertina/1555020/conti-e-il-concorrente-gay-che-gaffe.html

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Tyrael
On 2/8/2017 at 9:54 PM, Ghost77 said:

Ma anche qui ci sono le eccezioni, c'è chi è gay e non scopa comunque poichè non ce la fa neppure ad approcciare altri maschi, chi rimane un razzista, un fobico e via dicendo .

convengo :sisi: infatti io sono: grassofobico, pelofobico, daddifobico, oldfobico... 

tornando allo starter dico: ma figlio mio se ti perdi nei numeri hai smesso di vivere xD. Anche io 6-7 anni fa avrei visto il mondo con i tuoi occhi... questa è una visione di chi non vive ma reprime e sta nel nido beato della cupola che lo protegge. e' un pensiero di chi non esplora e resta legato ai propri vincoli e limiti... 

 

non mi stupirei se ascoltassi questo genere: 

 

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davydenkovic90

Prendendo spunto da un post di iron (sono da cell e faccio fatica a citare) anche io noto molte psicosi degli etero di oggi che sono quasi assenti nei gay... ad esempio vedo alcune mie coetanee (25-30) che cominciano ad andare in crisi nera perché magari la loro vita non è indirizzata a un imminente matrimonio, che ancora non possono figliare perché non sufficientemente stabili. E più ricche sono, meno si sentono stabili, e in ultima analisi non avrebbero nemmeno voglia di farsi rovinare la vita da un marmocchio. Vivono eterni conflitti con loro stesse e coi propri fidanzati, al punto da logorarsi e rendere un inferno il rapporto.

Fra i gay,  invece, vedo gente di 35 anni che studia lettere e che va la sera nei locali per andare in brodo i giuggiole di fronte a work bitch o all'ultimo sketch della carpisa di Elenoire ferruzzi.

E poi trovo che la vita di un gay sia molto più interessante dal punto di vista intellettuale... ti devi, per forza di cose, mettere in discussione su un sacco di cose, é una vita così diversa e intensa che io non cambierei per nulla al mondo con le vite etero stereotipate e vissute cliché dopo cliché.

È anche questo che,  quando ero al liceo, mi faceva soffirire: il fatto di dover sottostare a una regia etero che scandisse la mia quotidianità, dalla scuola al tempo libero. Alle feste o eventuali gite facevo da tappezzeria. Una tappezzeria pregiatissima, glitterata e chic, ma pur sempre tappezzeria.

 

Edited by davydenkovic90

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Demò
9 hours ago, davydenkovic90 said:

Fra i gay,  invece, vedo gente di 35 anni che studia lettere e che va la sera nei locali per andare in brodo i giuggiole di fronte a work bitch

si, questa è la descrizione di una realtà in cui la popolazione gay è economicamente fragile e vive tendenzialmente ai margini della società

non penso che dovremmo per forza entrare nei consigli di amministrazione delle principali banche del pianeta, però credo che non si tratti di un problema tipo "la cicala e la formica" quanto piuttosto di una somma di fragilità che si fanno poi vive passando dall'emotività alla sostanza sociale in cui viviamo

quindi stai prendendo l'unico vero problema attuale dei gay (il fatto di avere difficoltà a diventare economicamente autonomi e/o solidi) e lo leggi un po' impropriamente come un pregio

tutte gli altri presunti problemi dell'essere gay che sono stati "denunciati" qui sono delle stronzate, con particolare nota di demerito per @SerialHenry

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davydenkovic90

No demó, non hai capito. Non c'entra il discorso di realizzarsi o meno professionalmente e avere soldi. Il punto è che gli etero sono un po' viziati, hanno modelli sbagliati di divertimento, ad esempio... molte ragazze etero aspirano a una vita contraddittoria dove sei contemporaneamente mamma, modella, donna in carriera e in più farsi le vacanze in una spa e andare la sera per locali. impazziscono se non riescono a essere una di queste tre cose. E, ripeto, più sono ricche, carine e in carriera e più danno di matto. Fra i gay accade meno. 

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SerialHenry
2 hours ago, Demò said:

con particolare nota di demerito per @SerialHenry

Nota di merito a questo utente (ma non solo lui) che si è impegnato a non capire il tono dei miei interventi che invece l’opener aveva compreso benissimo

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bubble1

In primo luogo penso che questo post mi convince ancora di più del fatto che chi crede che la biblioterapia sia una cosa marginale nel combattere l'omofobia interiorizzata (e anche sociale) debba ravvedersi. Tu parti da un assunto, assolutamente indimostrato, che chi è gay( non nasce gay, perché sarebbe molto improbabile)debba necessariamente subire una discriminazione, perché va "contro natura" detto in soldoni. Ora, adesso è comprensibile che tu pensi questo, visto che siamo cresciuti in una cultura di stampo cristiano-cattolico permeata dal concetto, assolutamente falso e insostenibile, di "legge morale naturale" : la verità è che il gay è discriminato perché va contro cultura, cioè la discriminazione degli omosessuali è la diretta conseguenza delle norme sociali di una popolazione, non ha niente a che vedere con il fatto che si va contro il mondo. Vorrei ricordare, innanzitutto, che anche se fossimo tutti calciatori la specie finirebbe, e inoltre se andiamo a fare un'analisi sociologica, notiamo che nelle Filippine, che hanno un alto tasso di nascite, l'omosessualità è tollerata, ma non nella repubblica popolare cinese, dove è molto discriminata, mentre la pederastia era istituzionalizzata tra i Namba delle "New Hebrides", ma loro avevano un tasso molto alto di nascite, pertanto la spiegazione secondo cui l'omosessualità è proibita perché altrimenti la società non va avanti non è corretta, anche perché assume implicitamente che nella popolazione sono presenti desideri omosessuali così forti da richiedere una repressione, ma non da fare in modo che non ci sia, strano. L'unica cosa che condivido è il fatto che spesso molti, siccome non siamo accettati , non riesce a vivere con serenità una relazione monogama.

 

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Sampei

 

On 8/8/2017 at 10:15 AM, davydenkovic90 said:

il fatto di dover sottostare a una regia etero che scandisse la mia quotidianità, dalla scuola al tempo libero. Alle feste o eventuali gite facevo da tappezzeria. Una tappezzeria pregiatissima, glitterata e chic, ma pur sempre tappezzeria.

 

Oddio questa frase è bellissima mi hai illuminato la giornata e reso più consapevole.

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davydenkovic90
6 hours ago, Sampei said:

 

Oddio questa frase è bellissima mi hai illuminato la giornata e reso più consapevole.

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Sappi che tu mi hai illuminato identificando l'universo etero con vasco rossi... e io ci aggiungerei anche la diatriba fra la voce di Elisa e quella di Giorgia e gli 883, che non sapevo usassero ancora ai giorni nostri. passando poi per la ricerca su internet di accessori originali per lai Cinquecento e lo scaccolamento in pubblico. (Tutto materiale raccolto durante una splendida giornata in una spiaggia piena di ragazzi etero sulla trentina)

Edited by davydenkovic90

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SabrinaS

che ridere questo topic, come ho fatto a non leggerlo mai prima? 

peccato abbia floppato questo topic e ci siano poche risposte, sarebbe stato interessantissimo leggerle.

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Ghost77
21 minutes ago, SabrinaS said:

come ho fatto a non leggerlo mai prima? A

Ma in realtà vi hai partecipato! 

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SabrinaS
8 minutes ago, Ghost77 said:

Ma in realtà vi hai partecipato! 

boh io non vedo nessun mio intervento visibile neanche da un qualsiasi mio account clone 👁️‍🗨️ forse con blonde boh ma se sono stati eliminati completamente i dati non dovresti vederlo neanche tu, 

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Prince1999

Buonasera, grazie per averci esposto il tuo punto di vista. Sai, è davvero una questione interessante e tutta da approfondire. Io credo che sia molto una questione di prospettive. Se da un lato siamo visti come una minoranza,e quindi i meno forti,i meno numerosi,i meno rilevanti,da un altro lato l'essere minoranza può rivelarsi un vantaggio,in un mondo che è comunque all'avanguardia,e sta sempre più facendo sentire la sua voce contro ogni forma di discriminazione. Prima il gay era visto come il perverso,lo schifoso,ma ora si è diffusa l'idea del gay=persona da proteggere,e per quanto possa urtarci,non possiamo negare che un minimo ci fa comodo. In seconda analisi ti dico che se fossi vissuto anche solo 2 mesi in Spagna,non penseresti mai che questo mondo è fatto ad hoc per gli etero. Qui in Spagna si dà la colpa di TUTTO,all'uomo bianco eterosessuale,esso non ha quasi diritti,se per esempio va a denunciare le violenze fisiche di sua moglie,gli ridono in faccia. Gli omosessuali sono tutelatissimi (questo mi fa gongolare,ovvio) e le donne sono delle vere matriarche a cui tutto è concesso, esattamente come ai gay. Finché si è in uno stato di depressione generalizzata,tenderai a vedere tutto nero,ma quando inizi a diminuirne l'intensità,vedrai il mondo con più lucidità,e per quello che è: Non esistono complotti né concetti predefiniti,il mondo è variegatissimo e a mille sfumature. Spero di averti dato una risposta soddisfacente.

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Mario1944
On 6/1/2020 at 10:24 PM, Prince1999 said:

Prima il gay era visto come il perverso,lo schifoso,ma ora si è diffusa l'idea del gay=persona da proteggere,e per quanto possa urtarci,non possiamo negare che un minimo ci fa comodo.

Il concetto di protezione implica tuttavia un'incapacità di proteggere sé stessi come tutti gli altri,  che invece di tale protezione non godono, e dunque implica una minorità oggettiva e permanente almeno finché duri la necessità di protezione.

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Prince1999
36 minutes ago, Mario1944 said:

Il concetto di protezione implica tuttavia un'incapacità di proteggere sé stessi come tutti gli altri,  che invece di tale protezione non godono, e dunque implica una minorità oggettiva e permanente almeno finché duri la necessità di protezione.

Vero,ma vogliamo negare che a volte faccia anche comodo?

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Mario1944

Assolutamente non nego nulla e non affermo nulla.... 😉 

Relativamente è pur possibile che talora sia un comodo;   ma, quando pur sia tale,  necessariamente implica una qualche debolezza da sostenere:

insomma, se ne può pur usare, ma dubito sia ragione di compiacimento, anzi....

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AndreDgl

io vivo in Italia, non in Spagna, e nel corso dei miei 17 anni da omosessuale super dichiaratissimo non mi sono mai sentito trattato come membro una categoria "da proteggere"... A volte sono stato tollerato, a volte sono stato reputato più interessante di quello che in realtà sono solo perché mi piacciono gli uomini e nella maggior parte dei casi per mia fortuna sono stato trattato esattamente con tutti gli altri. Ho la fortuna di aver vissuto l'intera mia vita adulta quale gay dichiarato ovunque famiglia, amici, lavoro e non mi sono mai sentito discriminato o che abbia fatto più fatica degli altri ad ottenere quello che volevo.... ho ottenuto lavori, affettato case, acceso un mutuo in quanto membro di una coppia omosessuale, mai alcun problema.

Facendo un discorso più generale, in Italia si sono forse accorti un po' di più che il sesso della persona che ami (o con cui vai a letto) è ininfluente rispetto ai veri problemi della vita e più che "proteggerci" hanno capito che non siamo poi così diversi. Poi c'è anche tanto perbenismo, ho sentito tante volte la frase "ma io non ho nessun problema, ho tanti amici gay" ma troppo spesso seguita da dei PERO' che grondavano omofobia e intolleranza.

Ps: Nell'essere un po' più interessante in quanto gaio un po' ci credo anche io, ogni tanto mi fa piacere che questa cosa mi distingua dalla massa per questo... mi sento un unicorno in una mandria di banali cavalli. 🤣

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