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Brexit: risultati e conseguenze


Rotwang

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Hinzelmann
un calo dei prezzi degli immobili a Londra che provocasse anche una modesta percentuale di smobilizzi degli ingenti capitali di arabi, indiani e russi investiti in quel settore, potrebbe creare uno smottamento nel sistema finanziario britannico... che poi è lo stesso schema capitato negli USA nel 2008 con l'esplosione della bolla immobiliare

 

Certamente è uno scenario possibile, tuttavia il prezzo medio di una

abitazione a Londra è aumentato del 17% annuo di media negli ultimi

10 anni

 

E' una follia, ed è un problema già noto al Governo inglese, nel senso che

in un periodo di crisi, una dinamica dei prezzi simili è insostenibile...se poi

pensi al fatto che nel 2008 la crisi finanziaria si innescò per i motivi da te

enunciati, uno giustamente trasecola ( come è possibile che nonostante

il 2008 i prezzi immobiliari a Londra siano fuori controllo? il mercato non

dovrebbe autocorreggersi? )

 

In pratica come Italiani Polacchi e Spagnoli, inoccupati sono andati a Londra

nella speranza di trovare lavoro, così Avvocati-Primari-Notai e Imprenditori

Italiani-Polacchi e Spagnoli ( insomma i benestanti ) hanno ritenuto di investire

nell'acquisto di una casa a Londra

 

Vuoi perchè temevano il crollo dell'euro, vuoi perchè i tassi inglesi sono bassi,

vuoi perchè le politiche inglesi conservatrici hanno agevolato gli acquisti di prima

abitazione ( garantendo il 20% del prestito bancario ) Vuoi perchè se Monti raddoppia

l'IMU sulle seconde case in Italia uno ci fa un pensierino...nel giro di un anno il mercato

inglese ha ripreso a correre

 

Ovviamente non ti sto dicendo che la Brexit sia la soluzione al problema, ti sto

dicendo che la globalizzazione spinta della megalopoli-Londra ha creato problemi

ingestibili

 

Tutte le contraddizioni del capitalismo europeo si proiettano lì : ora immagina di essere

un inglese che nel 2008 ha perso il lavoro, ha dovuto competere con gli inoccupati europei

accettando condizioni peggiori, fatica e si sbatte per un salario inferiore a quello del 2008 e

per di più sconta pure il fatto che il proprietario di casa italiano gli aumenta l'affitto...è chiaro

che questo se può votare al referendum ti vota leave

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Un aumento dei prezzi immobiliari del 17% in 10 anni e' poco (a me stupisce che siano aumentati cosi' poco) e non e' un aumento da bolla immobiliare tipo quella usa che e' scoppiata e fatto danni enormi.

 

Retifico: ho letto ora che il 17% e' il dato annuale e allora e' effettivamente molto e ci saranno conseguenze specialmente perche' gia' prima degli ultimi 10 anni si parlava di prezzi alle stelle....

Edited by marco7
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( come è possibile che nonostante il 2008 i prezzi immobiliari a Londra siano fuori controllo? il mercato non dovrebbe autocorreggersi? )

 

è stato possibile a causa degli enormi capitali stranieri, entrati in massa a Londra negli ultimi anni (in particolare, come si diceva, arabi, russi e indiani in quest'ordine): si è innescato un circuito per cui i capitali arrivati a Londra hanno fatto di quest'ultima la maggiore piazza finanziaria mondiale, questo ha attirato le grandi banche e fondi di investimento e come ricaduta di entrambe le cose c'è stata la folle e ininterrotta rincorsa delle quotazioni immobiliari

come facevi notare, Londra è in piena bolla immobiliare da anni, e non ha subito lo choc che il resto del mondo ha avuto a partire dal 2008, ma anzi ha avuto a favore l'onda lunga dei cosiddetti BRIC + gli arabi

la Brexit a mio avviso ha il potenziale per innescare lo sgonfiamento di questa bolla, e potrebbe essere uno sgonfiamento violento visto che, se Londra non è più la porta dei capitali stranieri in Europa, diviene molto meno attrattiva... e se le quotazioni immobiliari cominciano a scendere, gli arabi e i miliardari russi, che hanno comprato interi isolati a Londra, prima o poi cercheranno di smobilizzare e salvare il capitale (vista anche la contemporanea crisi delle quotazioni petrolifere che li sta mettendo a terra, non possono certo permettersi di subire una perdita in conto capitale e di avere capitali "congelati" in investimenti immobiliari fallimentari)

sono anni che Londra è un immenso cantiere a cielo aperto, ma adesso chi comprerà tutti questi immobili, e a che prezzi?

io vedo uno scenario potenzialmente devastante e una classe politica inadeguata ad affrontarlo, anzi addirittura impaurita... un paese in esplosione, visto che il referendum ha avuto risultati molto diversi nelle 4 macro-regioni e che ha ormai come unico fragile baluardo dell'unità quello della corona, ma è un baluardo apparente

alla luce di queste dinamiche il risultato del referendum è comprensibile, ma all'uomo comune inglese, che ha votato pro-Brexit, non sono stati certo spiegati gli scenari e i fondamenti dell'apparente prosperità della nazione

Londra resterà una grande piazza finanziaria, e questo soprattutto come residuo del potere coloniale (nella borsa di Londra si quotano le maggiori società di materie prime del globo), ma difficilmente continuerà ad attirare i grandi capitali stranieri

 

cambiando discorso, tra le mosse geopolitiche che la Brexit ha innescato io vedo anche la rinnovata intenzione di Erdogan, formalizzata (mi pare) ieri, di riprendere le trattative per far entrare la Turchia nell'Unione Europea: visto che il polo pro-sauditi in Europa era soprattutto rappresentato dagli inglesi, ha riacquistato forza la tacita alleanza tra Turchia e Germania (che non è una cosa di oggi ma ha una storia che risale indietro a tempi antecedenti alla prima guerra mondiale)

la mossa è stata preparata da alcuni rapidi voltafaccia, come la ripresa dei rapporti diplomatici tra Turchia e Israele e le formali scuse di Erdogan a Putin per l'abbattimento del jet russo avvenuto in Siria qualche mese fa

Edited by conrad65
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Hinzelmann
si è innescato un circuito per cui i capitali arrivati a Londra hanno fatto di quest'ultima la maggiore piazza finanziaria mondiale

 

No io non ho detto questo io ho detto che vi è stato un afflusso di lavoratori e di capitali Europei

innescato dalla crisi dell'area Euro ( io alludo al 2008-2016 ; tu fai riferimento al 1990-2008 )

 

E' abbastanza diverso dire questo e dire ciò che dici tu

 

Per dire gli acquisti italiani di immobili a Londra anno scorso han superato quelli Russi

 

Ovviamente se Londra perde lo status di capitale della finanza mondiale in Europa per la Gran

Bretagna sarebbe uno sconquasso e su questo non avrei dubbi, ma quello status non è un fatto

recente se lo sono preso negli anni '90 e bisognerà che Francoforte convinca il mondo che l'Euro

è più affidabile della Sterlina e l'UE più solida della Gran Bretagna per convincere gli Arabi

 

Da qui una certa propaganda europea tesa ad alimentare l'idea che l'esito sarà questo ( e certo

a noi converrebbe fosse così ) Altro discorso se Londra riesce a mantenere lo status ma raffredda

gli impatti congiunturali dell'area euro ( qui è più arduo stabilire se sia un bene o un male nel medio

periodo )

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io alludo al 2008-2016 ; tu fai riferimento al 1990-2008

 

ci sono entrambi i fenomeni, io faccio riferimento a qualcosa che non si è esaurito nel 2008 ma è proseguito anche dopo: il motore dell'abnorme crescita dei prezzi degli immobili a Londra non è tanto l'acquisto immobiliare da parte del privato, per quanto dotato di ingenti mezzi finanziari, ma l'investimento massiccio ad opera di fondi immobiliari, mossi da capitali soprattutto arabi ma non solo

per comprendere il singolare intreccio tutto britannico, è interessante leggersi la storia della Grosvenor

 

http://www.grosvenor.com/about-grosvenor/history/

 

si tratta della famiglia dei duchi di Westminster, che possiede da secoli ampie zone di Londra (praticamente gli interi quartieri di Mayfair e Belgravia), che è una delle famiglie più ricche del Regno Unito e del mondo e che, a partire dal 2000, si è trasformata in una società di investimento immobiliare che opera in tutto il mondo, controllata dal trust della famiglia ma apertasi a capitali stranieri come una sorta di fondo di investimento

i Grosvenor rappresentano oggi la classe imprenditoriale inglese, ma restano fondamentalmente dei rentier, non certo degli industriali, e simboleggiano perfettamente l'arretramento del Regno Unito a modelli feudali, mai completamente superati, che si sono proiettati nel terzo millennio utilizzando gli strumenti della finanza: secondo me il voto Brexit è stato anche un voto di protesta delle periferie impoverite contro questo modello di "sviluppo", che non crea benessere diffuso tra la popolazione

Edited by conrad65
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Hinzelmann

 

 

secondo me il voto Brexit è stato anche un voto di protesta delle periferie impoverite contro questo modello di "sviluppo", che non crea benessere diffuso tra la popolazione

 

Sì ma non mi risulta che esista un modello di sviluppo Euro che invece

crea benessere diffuso tra la popolazione e favorisca l'industria

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Silverselfer

Innanzi tutto, lasciatemelo dire ---> grazie --> è sempre un piacere leggervi.

 

Come al solito vorrei contribuire con un punto di vista "alternativo"

 

Ieri a una serata bears mi è stato presentato un capostipite di questo forum che, con aria di sufficienza, ha detto che lui non viene più qui da secoli perché trova i forum un concetto desueto e superato dai social che, al contrario, aiutano a fare rete e bla bla ... tutto vero.

 

Ma cos'è un Forum e cos'è la rete che si fa con i social? 

 

Un Forum nasce come una piattaforma tematica e chi vi partecipa accetta delle regole di convivenza, propone dei thread in cui deve articolare una questione quanto più possibile particolareggiata ... cioè le discussioni somigliano a delle interrogazioni pubbliche su cui ci si scorna e apparentemente non servono a nulla, ma in realtà creano opinioni che poi si diffondono. 

 

Un Forum somiglia a un parlamento senza capacità decisionali, tuttavia è un luogo di confronto delle idee. In questo ragionamento corrisponde alla Comunità Europea.

 

Cos'è la rete che si fa con i social? Sono incontri bilaterali, trilaterali o di singoli gruppi che rispondono alle esigenze individuali, che possono essere le più disparate. La rete che si forma risponde sicuramente meglio alle esigenze di tutti, che vanno dall'impegno sociale come può essere quello lgbtqi più vicino alle nostre individualità al cosa si fa stasera --> usciamo a rimorchiare. 

 

Obiettivamente un Forum è un carrozzone poco agile e non riesce a cambiare ripetutamente come accade in un social, in cui le pagine nascono e muoiono con la stessa rapidità con cui ci scorrono sopra i post. Il social è umorale e può ben essere associato al populismo. 

 

Allo stesso modo, in questi giorni mi è sembrato che si ritenesse la Comunità Europea incapace di rispondere alle domande dei popoli che la compongono, i quali vorrebbero avere risposte rapide come quando si pone una domanda su Yahoo Answer. Gli immigrati ci spaventano? La Comunità Europea non risponde ... certo ... ma s'interroga sulle varie opzioni e sbaglia perché agire è più complicato di declamare buoni o cattivi propositi. 

 

Tutte le questioni qui sollevate sono valide e le sottoscrivo, ma l'alternativa che ci propongono i piazzisti è quella del Day After della Brexit, cioè gente impreparata come Farage che sperava di perdere, incassando un successo politico che gli avrebbe dato credibilità alle prossime elezioni politiche. 

 

In tal senso, spero che la lezione inglese rimanga d'insegnamento ai vari capi popolo che soffiano sulla brace della difficile situazione sociale in cui viviamo e non facciano come i palermitani che dando fuoco alla coda del gatto per i propri interessi, appiccano il fuoco a mezza Sicilia, siciliani compresi. 

 

Nel particolare UK, francamente non riesco a compatire i broker milanesi che inveiscono contro i vecchi bifolchi che gli hanno ammazzato la gallina dalle uova d'oro. Mi dispiace ma non provo compassione per i miliardari che hanno delocalizzato a Londra fottendo gli asini che in Europa devono rispettare le regole. I miliardari che ora non sanno a chi vendere la villa miliardaria costruitagli da Johnson, per quanto mi riguarda possono pure andare a morire ammazzati .. eh mbè, sarò populista ma piangere per sta gente non ci riesco proprio. 

 

I flussi elettorali --> questa è la nuova frontiera dei sondaggisti che, non azzeccandone una di previsione, ora puntano sulla disanima del voto per dare indicazioni sul marketing mirato per condizionarlo. 

 

Ammetto che anch'io a caldo mi sono infastidito sul come si è attaccato, anche in maniera violenta e volgare, il voto dei "vecchi bifolchi" che dall'Europa hanno più tratto vantaggio e che ora ci sputano sopra. AL che mi sono detto, ma perché allora chi si batteva per il Remain non ha spiegato a questi contadini che se non ci fosse stata l'Europa ora le loro aziende agricole stavano ancora nel fango dell'ultima inondazione? La risposta è che le condizioni spuntate dalla Gran Bretagna erano così palesemente favorevoli che solo un pazzo poteva pensare di andarsene ... ma quel pazzo poi ha sparato sul serio ammazzando una dei loro ... e neanche questo li ha allarmati ... 

 

No, si è preferito lasciare fare agli economisti della city che, bontà loro, certo non potevano che parlare in termini di perdite congiunturali e prospetti a medio termine ... argomenti che suonavano come una minaccia e si sa come reagiscono gli inglesi alle minacce ... 

 

Invece ... poi ... dopo qualche giorno ... mi sono dovuto ricredere e sì ... gli europei esistono ... incredibile a dirsi ma persino la sterile economia dell'Euro ha prodotto dei cittadini (!!!) ... me ne sono accorto dalle mail accorate di tutti i piscia a letto con cui dialogo in giro per l'Europa ... mi sono commosso (ok, non è difficile farmi commuovere) leggendo lo sgomento anche dei giovani inglesi che volevano scappare, prendere il passaporto del paese dove sono ... inglesi che rinnegavano la patria ... giuro che non credevo di vivere abbastanza per vedere una roba del genere. 

 

Boh, sarà stata la promiscua copula indotta dall'Erasmus? Non lo so ... però questi così detti giovani sono nati e cresciuti cittadini di un continente senza frontiere ... studiano, viaggiano, lavorano e amano in termini continentali ... però ... proprio per questo ... non si sono iscritti in numero abbastanza alto alle liste elettorali del referendum ... perché? Eppure numericamente sarebbero stati determinanti ... 

 

E qui trono al Forum e al Social ... molti di loro hanno considerato votare una roba desueta e non determinante nell'era della rete .. quella che li fa muovere in punta di clic e accelera una realtà sempre più convulsa e precaria. Per loro è stato come risvegliarsi nel medioevo ... temo anche che non siano attrezzati per comprendere una realtà che è necessariamente più complessa del decidere per se stessi. Non vorrei che questo scavi ulteriormente il populismo del solco generazionale ---> giovane è progressista / vecchio è conservatore.

 

In conclusione ---> Come andrà a finire? ---> ovviamente non ne ho idea ---> In questo momento il Regno Unito mi pare come uno di quei satelliti che sta per essere stritolato dalla gravità del pianeta intorno cui orbita ---> Se mai si troverà la distanza giusta per non farlo deflagrare, certo gli inglesi avranno perso comunque la verginità ... nel senso che non potranno più menarla con la minaccia di abbandonare la UE per spuntare condizioni straordinariamente vantaggiose ... niente più CIty di Londra con tutti i suoi escamotage fiscali per i ricconi continentali ... niente più spocchia di chi ne sa più ... qualsiasi cosa accadrà, paradossalmente gli inglesi dopo la Brexit si sono risvegliati europei ... tiè! 

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La domanda che pongo è la seguente: come fate a dare dell'imbecille ad un popolo intero? Allora forse avevano ragione i sostenitori dello stato liberale e della democrazia censoria o limitata?

E' la democrazia questa, nel bene o nel male, il punto è per quale ragione siamo arrivati a questo?

 

L'UE purtroppo si indentifica in burocrati o in singoli leader, facce da culo improponibili come la Merkel, schauble o peggio ancora Weidmann che hanno negli ultimi anni catalizzato l'attenzione con la loro rigidità e con la scellerata gestione della questione greca.

Siete veramente sicuri che tutto questo non abbia delle ricadute nell'opinione pubblica?

Io ce l'ho molto con la Germania è la sua improbabile e distruttiva leadership che ha distrutto 50 anni di unione politica ma questo non lo si vuole capire continuiamo a considerare la Merkel una statista.

 

GIusto o sbagliato che sia l'immagine che è uscita fuori dell'UE è stata desolante ed anche i grandi eurosostenitori non hanno potuto negarlo.

In definitiva tutto questo ha delle ricadute nella credibilità, non è che un popolo che ha inventato la democrazia, costruito il più grande impero del mondo, tra le più grandi economie e che non ha mai perso una guerra, si sia del tutto rincitrullito.

Non è che forse i rincitrulliti siamo noI?

 

Il "popolo" neanche sa perchè è nata l'UE, per il cittadino ordinario l'Unione Europea è soltanto un'associazione che non ti permette di vendere alcuni prodotti per problematiche ridicole, che porta l'immigrazione alle stelle, che mette mano alle decisione che normalmente vengono prese dai singoli governi e parlamenti. Se poi si va a guardare la faccenda più nello specifico si capisce che l'immigrazione derivante dal mercato libero è per lo più fatta di capitale umano istruito e capace, che quindi paga tasse, che per avere un mercato libero in quel mercato devono esserci norme comuni sui prodotti, che ne garantiscono la qualità, e che per far sì che il mercato unico sia "sano" è necessario che lo siano anche i singoli stati, in termini economici.

Far parte dell'UE, è meglio che non far parte dell'UE, le limitazioni che conseguono alla sua appartenenza sono un compromesso da accettare. Il voto sulla Brexit mi è parso ridicolo, la differenza fra il Remain e il Leave era minima, e le informazioni relative al perché uscire o rimanere o uscire dall'UE sono state cretine, nessuno ha parlato in maniera obiettiva, hanno parlato di cose che hanno ritrattato il giorno dopo, nessuno era preparato al Leave, neanche i politici che hanno guidato le campagne per il Leave, mi è sembrata una guerriglia fra politici incompetenti che hanno informato a loro piacimento cittadini che hanno altro a cui pensare, tipo portare il pane a casa. Pure nello UK c'è un sacco di disoccupazione, e molti istituti sono privati e costano, la vita per loro non è facile, credi sia stato difficile incitarli contro l'UE? Le colpe dei problemi britannici sono i politici britannici, e quindi i britannici stessi sono colpevoli, esattamente come in Italia. L'UE non è perfetta, ma è troppo facile darle la colpa di tutto. Per carità hai ragione la democrazia è democrazia, ma ripeto, il problema non è che gli inglesi hanno votato Leave, ma che è stato fatto un referendum per uscire dall'UE, io lo trovo ridicolo, ci guadagna il Regno Unito a stare in Europa, lo stesso l'Italia. Un operaio, un medico, un professore, che ne sa...la vita è già impegnativa; le risposte di chi ha votato epr il LEAVE erano del tipo: ci sono troppi immigrati, come se un professore italiano altamente qualificato fosse un clandestino sul gommone; diamo troppi soldi all'UE (non è vero), etc...tutte  cretinate, perchè la gente non ne sa niente, chiedere a più di 60 milioni di documentarsi sulle organizzazioni internazionali lo trovo inutile...c'è chi si prende la laurea su certi argomenti.

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Hinzelmann

 

 

In questo momento il Regno Unito mi pare come uno di quei satelliti che sta per essere stritolato dalla gravità del pianeta intorno cui orbita

 

Tuttavia il governo inglese ha il vantaggio che deciderà le sue mosse senza

dover rendere conto a nessuno, cioè il loro processo decisionale è più agile

di quello dell'UE

 

In secondo luogo e questo potrebbe essere il vero punto nevralgico, bisogna

vedere se l'UE è capace di individuare una risposta unitaria

 

I toni aggressivi fin qui usati da Juncker e dalla Commissione, paiono più motivati

dalla necessità di difendere se stessi rispetto alle richieste di dimissioni, che da una

visione chiara di ciò che si dovrebbe fare

 

Polacchi, Ungheresi, Slovacchi e Cechi rivogliono un Esecutivo sotto il controllo diretto

dei Governi Nazionali ed hanno presentato una mozione per le dimissioni di Juncker

 

La Germania si è "limitata" a pubblicare notizie sui giornali sul suo stato di salute "debole

e malato" ( per un sovietologo non ci sarebbero stati dubbi, avrebbe significato: morte politica )

 

Il motivo "pare" essere che la Merkel non ha nessuna fretta di accelerare l'uscita della Gran Bretagna

ma soprattutto - penso io maliziosamente - non vuole che le trattative siano condotte da Juncker, le vuole

condurre Lei ( suppongo attraverso un organismo ad hoc o un presidente "suo" )

 

Infine c'è la posizione dei "Liberali" che intravedono l'opportunità di rilanciare una Europa a più velocità

cioè un nucleo duro di paesi forti che vada allo scontro con la Gran Bretagna, cercando una sfida competitiva

che i paesi europei siano in grado di vincere, ma con requisiti ristretti per l'ammissione al "Club" dei privilegiati

 

Tutto ciò in Italia sui nostri giornali "sfuma", assume contorni vaghi, si preferisce mettere l'accento

sui problemi inglesi

 

Lo scenario è invece abbastanza inquietante...

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Farage si dimette dal suo partito. La guerra civile si profila sempre più plausibile, con i politici che non vogliono assumersi responsabilità e il Paese spaccato in due.

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Hinzelmann

Il fatto che un uomo divisivo come Farage si dimetta, suppongo

a favore di una figura meno controversa, non mi pare affatto un

segnale per uno scenario da "guerra civile", bensì l'esatto contrario

 

Lui rimarrà al Parlamento Europeo, dove serve alla GB qualcuno

pronto ad alzare i toni dello scontro, durante le trattative.

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Mah visto com'è il processo decisionale europeo dubito che il Parlamento possa metterci becco più di tanto nei trattati d'uscita.

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Per piegare l'euroscetticismo

l'Europa deve essere durissima con la Gran Bretagna:

se non lo farà ci troveremo nelle mani dei Salvini e delle Le Pen

(e di Trump e Putin che tifano per loro).

 

Farage probabilmente ha capito che le cose andranno male,

ma non gli piace l'idea di rinunciare a un lauto stipendio.

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Hinzelmann

Dopo Brexit è tempo per pragmatismi. Altra bordata a Juncker

Ancora una volta non può mancare nelle parole di Schaeuble un richiamo al rigore ed un riferimento alla scarsa austerità di cui ha accusato più volte Bruxelles. Ma le osservazioni di Schaeuble, spiega Bloomberg, sembrano descrivere la reale risposta che sta emergendo dal Governo tedesco all'esito del referendum sulla Brexit. Non è un mistero che Angela Merkel e la Commissione siano divisi sul comportamento da tenere nei confronti di Londra: se la Ue preme per un percorso di uscita rapido, la Cancelliera ha provato a rallentarne l'iter, per provare a sondare le future mosse londinesi. Soprattutto, sembrano segnalare uno scontro sotterraneo che si sta consumando a livello europeo fra il fronte più intransigente e 'gli avvocati dell'integrazione', il primo dei quali risponde al nome di Juncker.

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/07/03/schaeuble-stati-possono-bypassare-ue_e8479b2b-28bd-4e7e-994a-5b5714e73902.html

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Tutti i governi stanno giocando per favorire i propri interessi nella Brexit o, al contrario, come la Germania, tentano di allungare i tempi per un eventuale ripensamento o ammorbidimento dell'esito referendiamo. In tutto ciò, Londra si potrebbe avvantaggiare rispetto a cul-de-sac in cui si è cacciata.

 

La Commissione europea e Juncker, in particolare, sono molto impopolari, tuttavia mi pare siano gli unici a perseguire una direzione verso una ''intesa sempre più stretta''. Li si taccia di lentezza, ma è il Regno Unito e non la Commissione che dovrebbe - almeno con una procedura formale rispettosa del Trattato, da quanto leggo - avviare le procedure per l'uscita dall'Unione. E mentre nello UK si temporeggia, la Commissione - per come è oggi - è un'istituzione troppo debole per affrontare un evento simile.

Edited by Layer
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La possibilità che un accada nulla è alta.

Né i politici britannici né i leader europei vogliono la Brexit:

il referendum è solo consultivo

e dopo Cameron sarebbero anche capaci di rifarlo con risultati opposti.

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Hinzelmann

 

 

Li si taccia di lentezza

 

Veramente dagli articoli di giornale che ho postato io si legge il contrario

E' la Germania che non ha fretta...e vuole semmai far fuori la Commissione

 

Il problema è capire se non ha fretta perchè vuole far fuori la Commissione

o se ci sono altri motivi

 

Ad esempio la bilancia commerciale fra Germania e Gran Bretagna è tutta a vantaggio

della Germania, che esporta merci per 95 MLD contro 41 MLD di importazioni

 

L'Italia ad Ottobre avrà risolto i suoi snodi politici, o Renzi vince il referendum ed

avremo quindi il governo Renzi, o lo perde ed avremo il governo Padoan. Inoltre

l'Italia paga da subito l'effetto di destabilizzazione dei mercati finanziari e questo

è tendenzialmente vero per tutti i paesi finanziariamente deboli

 

La Germania però non è tra questi

 

Infine nel 2017 si vota in Olanda Francia e Germania...l'Italia ragionevolmente

non voterà, ma loro sì

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Hinzi, a me sembra che tra il cancelliere e il suo ministro delle finanze ci sia stata una certa difformità di vedute ultimamente: il secondo ha sostenuto che la GB deve uscire al più presto, esattamente al contrario di quel che ha detto la prima. Però ha risposto alla Commissione ed a quelle voci che in Germania hanno chiesto più integrazione europea in senso istituzionale dicendo che per sconfiggere gli euroscettici bisogna risolvere velocemente il problema migranti, con accordi intergovenativi.

 

Ora magari dirai che anche questo è un siparietto concordato con il cancelliere, come per il fatto che la  permanenza di Farage sarebbe motivata da ragioni tattiche e non di stipendio.

 

Io dubito della seconda affermazione e anche della prima, non mi sembra inverosimile che il governo tedesco sia diviso, anzi, mi sembra molto probabile.

Anche perchè è un fatto che tanto farage quanto boris johnson lasciano il cerino a chi verrà.

Edited by Demò
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Hinzelmann

Io un contrasto fra Schauble e la Merkel  non lo leggo proprio, non

almeno sul Sole 24 ore o sull'intervista pubblicata da ANSA

 

D'altronde c'è una riprova immediata, il 12 Luglio la Borsa di Francoforte

approverà o non approverà il progetto di fusione con quella di Londra, che

quindi verrà a detenere il 46% di quella di Francoforte?

 

PS Io non ho detto che Farage se ne frega della indennità di parlamentare

ho detto una cosa diversa e cioè che dimettersi da capo di partito è una mossa

distensiva e nell'interesse nazionale e non da guerra civile e che rimanere a

Bruxelles non contrasta affatto con il profilo di questa decisione ( ci guadagni o meno

lo considero abbastanza ininfluente  in termini politici )

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il crollo dei valori immobiliari sulla piazza londinese è ufficialmente partito

 

https://it.finance.yahoo.com/notizie/dopo-brexit-londra-scendono-prezzi-152700618.html

 

...a Londra i valori delle trattative sono calati di ben 5,5 punti percentuali, mentre la domanda è diminuita del 19% in 4 giorni.

 

secondo me sarà questo il tema dominante dell'imminente e grave recessione britannica... ma i britannici fanno finta di non capirlo, mentre la loro classe politica è in fuga

in tutto questo contesto allarmante, il britannico Financial Times fa sorridere mettendo in atto un evidente depistaggio sulle banche italiane

 

https://www.forexinfo.it/Renzi-pronto-a-pompare-fondi

 

le banche italiane non stanno messe bene, ma a mio avviso non hanno alcun problema strutturale, bensì una normale situazione di crediti "incagliati" dovuti alla prolungata depressione economica, ed è tutto risolvibile prendendo le dovute cautele e concedendo tempi, un tempo considerati normali, per un rientro graduale

Edited by conrad65
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Hinzelmann

@Conrad65 io spero tu abbia ragione certamente non ho case

a Londra XD

 

Però la notizia di oggi è che pare che Renzi vada avanti con le misure

a favore del nostro sistema bancario, nonostante il no della Merkel e con

la scusa che la forzatura delle regole europee sarebbe giustificata da un

evento straordinario che si chiama Brexit....facciamo finta di crederci almeno

noi Lol

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Hinzelmann

"La decisione britannica di lasciare l'Ue ha creato un grave problema per il Regno Unito e per tutti gli altri stati membri" ha detto invece il premier olandese Mark Rutte aggiungendo che "ora occorre tutta la cautela necessaria per minimizzare gli effetti negativi prima possibile e in modo più responsabile possibile". L'Olanda, che ha lasciato la presidenza di turno della Ue alla Slovacchia, è uno dei paesi che premi per allungare i tempi nell'avvio dei negoziati Regno Unito-Ue

 

fonte: Repubblica

 

Si inizia a delineare un fronte nordico, deciso a gestire la Brexit a livello intergovernativo e cauto

rispetto ad un fronte integrazionista -meridionale- la cui credibilità è minata dalla inaffidabilità finanziaria

( Spagna e Portogallo sono sotto infrazione per lo sforamento del deficit 2015 e Francia ed Italia lo sarebbero

per il 2016 ; L'Italia inoltre è già sotto attacco per il problema bancario )

 

Si delinea quindi l'idea di distruggere la centralità del ruolo della Commissione Europea:

 

1) affidando le trattative Brexit a Donald Tusk cioè al Consiglio

 

2) affidando funzione antitrust e politiche commerciali ad autorità indipendenti ( meno soggette

ai condizionamenti politici subiti da Juncker nel comminare sanzioni ai meridionali-poco diligenti

e quindi più gradite ad elettori tedeschi, olandesi, danesi etc )

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