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Rotwang

Brexit: risultati e conseguenze

324 posts in this topic Last Reply

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Rotwang

La Repubblica

 

La Gran Bretagna ha deciso: secondo le prime rilevazioni il Regno Unito resta nell'Unione europea. I seggi del referendum sulla Brexit si sono chiusi alle 23 ora italiana: i primi opinion poll di YouGov, diffusi da Sky News, danno il 'No' all'uscita ("Remain"), al 52%, mentre i 'Sì', cioè i voti a favore dell'uscita dalla Ue ("Leave"), si attesterebbero sul 48%. L'affluenza, secondo i primi dati, è stata molto alta: attorno al 70% con un picco dell'84% a Gibilterra dove ha scelto il Remain una percentuale pari al 95,4 per cento (contro un 4,1% che si è espresso per il Leave).

"Grazie a tutti quelli che hanno votato per mantenere la Gran Bretagna più forte, più sicura: starà meglio in Europa". E' il tweet del premier britannico David Cameron che ringrazia anche le centinaia di attivisti della campagna per il Remain in tutto il Regno.

 

Il primo a commentare nel corso di una conferenza stampa è stato Nigel Farage, il leader dell'Ukip, il partito euroscettico: "Abbiamo dominato questa campagna elettorale e siamo per questo stati demonizzati. Ma ho stretto molte mani di persone che non vogliono stare in Ue, abbiamo visto che la metà della popolazione non vuole più rimanere. Ora sarà importante quello che accadrà nel resto dell'Europa". Farage ha poi precisato, dopo le dichiarazioni rese a urne appena chiuse su una probabile vittoria del "Remain": "Non sto dichiarando sconfitta, i risultati non sono definitivi. Vedremo, ma che io abbia torto o ragione, comunque l'Ue è destinata al fallimento". E ha aggiunto: "La campagna è stata stupefacente, nessuno un anno fa avrebbe detto che il risultato oggi avrebbe potuto essere questo. Ci riprenderemo la nostra indipendenza. Il Remain avrà probabilmente la meglio di poco".

 

Anche Boris Johnson, ex sindaco di Londra ed esponente di punta del fronte favorevole alla Brexit, ha ringraziato gli elettori dopo la chiusura dei seggi, senza sbilanciarsi sull'esito del voto. "La democrazia ha vinto, ora aspettiamo il verdetto del popolo", ha twittato l'ex sindaco.

"Grazie alle migliaia di attivisti del Labour che hanno fatto campagna e hanno sostenuto il Remain", ha scritto invece il leader dei laburisti Jeremy Corbyn su Twitter.

Nel frattempo, arrivano ulteriori rilevazioni: secondo Ipsos-Mori, il Remain sarebbe avanti con una percentuale pari al 54 per cento.

E una lettera firmata da 84 deputati conservatori - due terzi dei quali sono sostenitori della campagna "Leave" - è stata inviata a Cameron per chiedergli di restare in carica qualsiasi sia il risultato del referendum. Tra i firmatari, lo stesso Boris Johnson e Michael Gove: due leader del fronte anti-Ue che ora vorrebbero però ricucire le divisioni createsi tra i conservatori nel corso della campagna elettorale.

E con i primi segnali a favore della permanenza nell'Ue, la sterlina vola ai massimi del 2015 sfiorando 1,50 dollari. Vola anche l'euro, sopra 1,14 dollari.

Edited by Rotwang

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marco7

La brexit ha vinto. Addio GB dall'EU.

 

Come mi spieghi rot che hai fatto previsioni sbagliate ?

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Rotwang
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  • Come mi spieghi rot che hai fatto previsioni sbagliate ?

    All'inizio degli spogli era in vantaggio il Remain. Io avevo previsto che il Regno Unito uscisse e me ne felicito.

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    Efestione7

    Tra martedì e mercoledì prossimo the UK farà ufficialmente domanda di uscita dalla UE. Per ora Cameron resta al suo posto, ma chissà per quanto.

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    marco7

    Per come mi ricordo rot avevi previsto che non usciva e per poco rot. Ora c'e' sempre un 2% oltre il 50% e non e' poco.

    Edited by marco7

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    Uncanny

    Cameron si è dimesso.

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    Rotwang
  • Topic Author
  • La Repubblica
     
    È stato un testa a testa costante, con continui ribaltamenti di fronte: alla fine ha vinto il Leave sul Remain e la Gran Bretagna è fuori dalla Ue. Il premier britanico, David Cameron, ha annunciato che rimarrà a Downing Street altri tre mesi, ma che poi è necessario che per la guida dei negoziati con l'Ue ci sia una nuova leadership. Ad ottobre, quando ci sarà l'assemblea del partito conservatore, c'è bisogno di una nuova leadership del partito e del governo.
     
    Alta l'affluenza alle urne: ha votato il 72,2% dei cittadini. Il voto, oltre a far precipitare il Regno Unito nell'incertezza, rappresenta la sconfitta più netta per i fautori di una maggiore integrazione europea dopo la Seconda Guerra Mondiale e rischia di innescare un effetto domino in altri Paesi.
     
    Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, vuole incontrare Merkel per evitare l'effetto domino, anche se per Schulz "Non ci sarà alcuna reazione a catena - ha detto Schulz alla tv pubblica tedesca Zdf - non credo che altri Paesi saranno incoraggiati a percorrere questa strada pericolosa". Il presidente Usa, Barack Obama, informato dell'esito della consultazione, parlerà con David Cameron.
     
    Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha dichiarato che la Ue è "determinata a mantenere la sua unità a 27" e ha sottolineato che fino a quando la Gran Bretagna non lascia, vengono formalmente applicate le norme Ue. Il presidente ha annunciato un incontro informale a  "27 a margine del Consiglio Europeo (del 28-29 giugno) e proporrò anche di cominciare un'ampia riflessione su futuro della nostra Unione".

    Profondamente scossi i mercati finanziari, che alla vigilia, si erano posizionati per una vittoria del fronte pro-Ue mentre a spoglio ormai quasi completato, i voti favorevoli all'uscita si attestano al 51,8%, contro i 48,2% di preferenze per restare. Deutsche Bank prevede conseguenze negative sotto tutti gli aspetti.
     
    La gioia di Farage. L'iniziale esultanza nel campo dei pro-Ue ha progressivamente lasciato il campo alla gioia di quanti vogliono la Gran Bretagna fuori dall'Unione europea. "Ora potremmo cantare il nostro inno senza che Bruxelles ci dica che è sbagliato", ha detto il leader dell'Ukip, Nigel Farage commentando l'andamento dello spoglio. È "una vittoria della

    gente vera, una vittoria della gente ordinaria, una vittoria della gente per bene. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l'inganno", ha detto Farage, che ha definito il 23 giugno come l'Independence Day della Gran Bretagna. E chiede le immediate dimissioni del primo ministro David Cameron: "Se il Leave vince, il premier David Cameron si deve dimettere immediatamente". Il leader dell'Ukip spera che altri seguiranno il suo esempio e si augura "di avere buttato giù il primo mattone. Mi auguro che questo sia il primo passo verso un'Europa di stati sovrani".

    Cameron si dimette. Le voci che il premier potesse lasciare subito l'incarico si sono fatte più consistenti man mano che il voto si definiva. E, nonostante il ministro degli esteri di Londra Philip Hammond, avesse detto che il premier avrebbe continuato il suo lavoro per garantire stavilità, Cameron ha annunciato che lascia: "Ci dovrà essere un nuovo primo
    ministro eletto a ottobre". Tra i Tories, ottantaquattro deputati conservatori schieratisi a favore della Brexit hanno firmato una lettera in cui hanno chiesto al primo ministro di rimanere al suo posto qualunque fosse stato l'esito del voto: tra i firmatari vi sono anche l'ex sindaco di Londra, Boris Johnson, e il ministro della giustizia Michael Gove.

    Crolla la sterlina. La sterlina accusa il colpo, ampliando le perdite sul dollaro a 1,33. Solo ieri sera era a 1,50 dollari, grazie ai sondaggi che prevedevano un vittoria del campo favorevole alla permanenza nella Ue. La moneta inglese segna i minimi dal 1985: è il calo più forte di sempre.

     

    Riunioni d'urgenza. La Ue riunisce nel pomeriggio un vertice dei ministri degli Esteri, al quale partecipa Paolo Gentiloni, per analizzare il voto britannico. Ma non è l'unica riunione: il presidente Francois Hollande ha convocato un incontro all'Eliseo con il premier Manuel Valls e i principali ministri del governoRiunione straordinaria a Palazzo Chigi con Renzi e Visco.

     

    Scozia in controtendenza vuole restare nella Ue. La Scozia si è mossa in controtendenza con il resto del Regno Unito, esprimendosi per restare nell'Unione europea. Lo ha sottolineato il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon. "La Scozia ha consegnato un voto chiaro, senza equivoci, per la permanenza nella Ue. Il popolo scozzese vede il suo futuro nell'Unione europea" ha detto Sturgeon, che da tempo solleva l'ipotesi di un nuovo referendum sull'indipendenza scozzese in caso di Brexit. "Aspettiamo il risultato nazionale, ma la Scozia ha parlato, e parlato chiaro" ha detto Sturgeon, che vuole subito un referendum per uscire dal Regno Unito. 

    Effetto domino. L'esito del voto fa scattare, come si temeva, l'effetto domino. Il primo segnale arriva dall'Olanda. "Hurrah per i britannici. Ora è il nostro turno. È tempo per un referendum olandese", ha scritto il leader degli euroscettici olandesi, Geert Wilders esulta su Twitter, prefigurando una Nexit dopo la Brexit. Anche dalla Francia arriva la reazione: "Vittoria della libertà! Come chiedo da anni ora serve lo stesso referendum in Francia e nei Paesi dell'Ue": scrive la leader del Front National, Marine Le Pen, in un tweet. Dall'Italia, poi, arriva la gioia di Matteo Salvini: "Evviva il coraggio dei liberi cittadini! Cuore, testa e orgoglio battono bugie, minacce e ricatti. GRAZIE UK, ora tocca a noi".

     

    Le reazioni. La prima reazione al voto inglese è stata del vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel: "Maledizione, un brutto giorno per l'Europa" ha twittato. "L'Europa dovrà adesso rimanere unita, insieme dobbiamo tirare fuori il meglio dalla decisione dei nostri amici britannici", ha detto poi il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che ha dichiarato di essere in stretto contatto con i suoi colleghi del G7 (Usa, Francia, Italia, Regno Unito, Canada e Giappone). "Rispettiamo e ci rammarichiamo della decisione degli elettori britannici. Questa provoca gravi danni a entrambe le parti", ha detto su Twitte ril presidente del partito Popolare europeo (Ppe) al Parlamento europeo, Manfred Weber. "Non ci può essere nessun trattamento speciale per il Regno Unito", ha ribadito Weber, e quindi "i negoziati di uscita devono concludersi entro due anni".

    Il premier belga Charles Michel ha chiesto di convocare al più presto un 'conclave' senza la Gran Bretagna. "Per 40 anni la relazione tra la Gran Bretagna e l'Ue è stata ambigua, ora è chiara. La volontà degli elettori deve essere rispettata. Ora c'è bisogno di un negoziato chiaro e veloce per l'uscita" della Gran Bretagna dall'Ue, ha scritto sempre sul social il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz.

    "Grande dispiacere per il risultato Brexit. Ora è il momento della coesione, l'Ue dovrà reagire al momento difficile rafforzandosi", è stato il commento del presidente del Senato italiano, Pietro Grasso.

    Edited by Rotwang

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    Layer

    Debbo dire che non me lo aspettavo, pensavo che le previsioni ''nefaste'' e l'assassinio della laburista Cox avessero dato buoni motivi per rimandere nell'UE.

     

    Da oggi, e per un po' almeno, si navigherà a vista sotto vari fronti: dal pdv dell'UE per gestire l'uscita di un paese membro (teoricamente possibile, ma ritenuto sempre poco probabile fino ad oggi) e l'attacco dei partiti euroscettici in altri paesi europei (che porterebbe di fatto alla disgregazione dell'UE stessa, almeno per com'è oggi), dal pdv dell'UK (che dovrà affrontare i danni economici post-uscita, ma anche il problema Scozia, Irlanda del Nord e Gibilterra).

     

    Insomma, un gran casino.

     

    Certo, ci sarebbero anche delle opportunità da cogliere: ripensare l'integrazione politica europea, avviarsi verso un'unione sempre più stretta tra i paesi continentali, l'Irlanda potrebbe vedersi riunificata...

    Edited by Layer

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    Iron84

    Questo è il risultato della gestione scellerata della crisi del 2008 da parte della Germania.

    Mi sembra giusto che un paese non voglia consegnarsi ad un'istituzione Dove comandano i banchieri e i vertici politici tedeschi umiliando il Parlamento europeo ed il suo ruolo storicamente defilato. Ma come si può dargli torto, certo ci hanno provato in tutti i modi a spaventare gli inglesi paventandogli tsunami maremoti e meteoriti ma vedrete che usciranno più forti e con più dignità di prima. ......E saranno di esempio

     

    Inviato dal mio SM-G903F utilizzando Tapatalk

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    Layer

    Gli elettori più giovani sono stati fortemente a favore per il ''remain'', tale scelta invece perde terreno a favore del ''leave'' via via che l'età aumenta: http://espresso.repubblica.it/internazionale/2016/06/24/news/brexit-voluta-dagli-anziani-i-giovani-hanno-votato-remain-1.274463?ref=fbpe

     

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    Al di là della giustezza o meno di tutto ciò (problema che solleva l'articolista dell'Espresso), diciamo che è qualcosa di previdibile visto che le generazioni più giovani sono più europeiste in senso assoluto, mentre gli elettori anziani tendono ad essere dei nostalgici da una parte, e dall'altra persone poco coinvolte nei programmi europei.

    Edited by Layer

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    Rotwang
  • Topic Author
  • La Repubblica

    Il Regno Unito ha deciso: via dall'Ue. Una decisione che spacca l'Europa, ma che potrebbe avere risultati ancora più nefasti: la disgregazione del Regno Unito stesso, lacerato dai sentimenti pro o contro Unione che ora potrebbero esplodere in nuove richieste di referendum, indipendenza o secessione. Le prime richiesta sono già arrivate, a caldo, dalla Scozia e anche dall'Irlanda del Nord.

    Edimburgo: "Ora un nuovo referendum". Paradossale la situazione della Scozia, che fa parte del Regno Unito insieme a Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord.
    Due anni fa, al referendum indipendentista lanciato dall'allora premier nazionalista Alex Salmond, ha votato contro l'addio a Londra. Ora, nonostante tutte le 32 circoscrizioni abbiano scelto in blocco l'Europa e Bruxelles (per un totale di oltre il 60% di voti), si ritrova fuori dall'Unione, contro la sua volontà popolare. Dopo la notizia della vittoria del Brexit, Salmond in un'intervista a ITV ha subito accennato un altro referendum di indipendenza da Londra "nel giro di due anni", la cui richiesta scatterà appena il premier britannico David Cameron (o chi per lui, visto che il suo futuro politico appare molto incerto) inizierà i negoziati con Bruxelles per uscire definitivamente dall'Unione. "Noi vogliamo rimanere in Europa", ha detto l'ex primo ministro, "anche se questo non significherà che adotteremo l'euro". E dal suo partito, lo Scottish National Party, filtra "che bisognerà trovare qualche meccanismo per preservare il nostro rapporto con Bruxelles".

    "Noi siamo europei". L'attuale primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, colei che è succeduta a Salmond alla guida del governo e dello Scottish National Party, ha rincarato la dose: "La Scozia ha consegnato un voto chiaro, senza equivoci, per la permanenza nella Ue e accolgo con favore questo sostegno al nostro status europeo". "Il voto qui chiarisce che il popolo scozzese vede il suo futuro nell'Unione Europea" ha aggiunto Sturgeon, che da tempo solleva l'ipotesi di un nuovo referendum sull'indipendenza scozzese in caso di Brexit. "La Scozia ha parlato. E ha parlato chiaro".

    Torna la tensione in Irlanda? Ma la Brexit ha riacceso gli animi anche in Irlanda del Nord, che a breve potrebbe diventare un altro fronte caldissimo. Qui si invoca un altro referendum, stavolta per la riunificazione delle due Irlande, dal momento che Dublino appartiene fedelmente all'Unione Europea. "Con l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, l'Irlanda dovrebbe andare al voto per la propria riunificazione", ha detto il vicepremier dell'Irlanda del Nord, Martin McGuinness, storico leader del partito nazionalista irlandese Sinn Féin ed ex affiliato dell'Ira. Perché con la Brexit, ha spiegato, ci sono "enormi conseguenze per l'intera isola d'Irlanda, che andrebbero contro le aspettative democratiche del popolo. E l'elettorato dovrebbe avere il diritto di votare per mantenere un ruolo nell'Ue".

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    Layer

    Giusto per comprendere l' ''acume'' della dirigenza pro-leave: http://www.politico.eu/article/post-brexit-ukip-wants-tariff-free-access-to-eu-single-market/

     

    “We want tariff-free access to the single market and it will be hugely in the interests of the European Union to grant it,” Neil Hamilton, from UKIP’s national executive committee, told BBC Radio 4 today, following Britain’s vote to leave the EU.

     

    Mah.

     

    --------------

     

    :sisi:

     

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    Hinzelmann

    A me dalla cartina del giornale pare evidente che abbiano votato per rimanere in Europa

    gli Scozzesi e i Londinesi e nessun Inglese

     

    Probabilmente Farage sui 18-24nni ci farebbe notare che una buona metà sono figli maggiorenni

    di extracomunitari, o di comunitari immigrati

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    Layer

    Per l'Irlanda del Nord conta il totale:

     

    FOTO-GRAFICO_risultati-brexit-01.png

     

    Londra è comprensibile abbia la popolazione più europeista d'Inghilterra.

     

    In Gibilterra ce l'hanno messa tutta, poveri:

    kc9GFVR.png

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    Per l'Irlanda del Nord conta il totale:

     

    FOTO-GRAFICO_risultati-brexit-01.png

     

    Londra è comprensibile abbia la popolazione più europeista d'Inghilterra.

     

    In Gibilterra ce l'hanno messa tutta, poveri:

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    Quelli di Gibilterra se la stanno facendo nei pantaloni, perché un uscita dall'UE potrebbe minacciare il loro protettorato. La Spagna da sempre fa pressioni per inglobarla.

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    Il ''poveri'' era per quello, l'ultimo referendum pro-UK (e quindi anti-''sovranità condivisa'' con il governo spagnolo) per la piccola colonia fu favorevole, da oggi chissà...

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    Sampei

    Rot piccolo mio sarai più stanco di Mentana adesso riposati un po' e lascia fare alla satira.

     

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    Pix

    Comunque, da oggi quei palloni gonfiati degli inglesi saranno chiamati "extracomunitari". :D

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    Hinzelmann

     

     

    Londra è comprensibile abbia la popolazione più europeista d'Inghilterra.

     

    I risultati mostrano che sono a favore del remain le zone del paese

    con reddito più alto, titolo di studio superiore e maggior percentuale

    di residenti non nativi in Inghilterra

     

    Fanno eccezione la Scozia e l'Irlanda del Nord o Gibilterra, che hanno

    votato seguendo diversi criteri ( ma non il Galles come mi pare di capire

    ci si aspettasse )

     

    In parole povere chi dalla globalizzazione ha tratto vantaggio ha votato per

    l'Europa, mentre il Popolo inglese che come quello italiano l'ha solo sofferta

    ha votato sonoramente contro

     

    E dico sonoramente, perchè i tre partiti maggiori erano per il remain, la City e

    la confindustria erano per il remain, Obama si era pronunciato per il remain

    rompendo il protocollo diplomatico, addirittura hanno scritto lettere per il remain

    a dipendenti-iscritti etc Rettori di Università, compagnie telefoniche etc

     

    Di fatto un intero establishment è stato disatteso

     

    Noi possiamo continuare a ritenere tutto ciò "populismo" o interrogarci su cosa

    sta succedendo nei nostri paesi, prima che sia troppo tardi

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    Rotwang
  • Topic Author
  • La Repubblica

     

    Mezzo milione di italiani vivono nella capitale britannica e nel resto dell’Inghilterra: la più grande comunità di nostri connazionali all’estero. Finora si sentivano – ci sentivamo – a casa: il passaporto dell’Unione Europea consentiva libertà di movimento e di lavoro in questo paese, come negli altri 27 stati membri della Ue. Ora cambia o potrebbe cambiare tutto. Stamattina tanti nostri compatrioti si sono svegliati gridando “oh no!”: pensando al lavoro che hanno qui, pensando alla casa che stanno acquistando, pensando al futuro di figli che qui sono nati o cresciuti e andati a scuola e all’università. Cosa accadrà a tutti loro? Nessuno lo sa con certezza, ma si possono fare previsioni, come l’ambasciatore italiano a Londra, Pasquale Terracciano, aveva spiegato a “Repubblica” durante la campagna referendaria.

     

    Quelli che sono già qui. Chi paga le tasse da più di 5 anni in Gran Bretagna può richiedere un permesso di residenza e la cittadinanza. Molti lo hanno già fatto, prendendo la doppia cittadinanza, britannica oltre che italiana, come consente la legge. Molti di più verosimilmente lo faranno ora, ingolfando la burocrazia del ministero degli Interni britannico: il procedimento, attualmente, richiede tempo e denaro, un anno e almeno mille sterline. Chi non intende restare per sempre, o comunque non ha fatto piani precisi per il domani, potrà probabilmente ottenere un visto di lavoro, da rinnovare ogni due-tre o anche cinque anni, presentando una richiesta da parte del proprio datore di lavoro: come si fa, per esempio, per lavorare negli Stati Uniti.
     
    Quelli che non ci sono ancora. Per chi vuole emigrare nel Regno Unito, in futuro, le cose saranno più complicate. Tanti ragazzi italiani non potranno più venire a Londra, trovare una sistemazione provvisoria e mettersi a cercare un lavoro. Il lavoro bisognerà cercarlo e ottenerlo prima di partire. Fare il free-lance in Inghilterra, in qualunque campo, diventerà più difficile. Molti che lo stanno facendo saranno costretti a tornare in patria. Altri rinunceranno a partire, preferendo altre mete in Europa. Magari, se vogliono parlare inglese e rimanere in Europa, andranno in Scozia – se la Scozia abbandonerà la Gran Bretagna per restare nella Ue, come è possibile.
     
    Quelli che ci vengono per turismo. Non cambierà niente: in vacanza a Londra si continuerà a venire. Sembra inconcepibile che, almeno per paesi come l’Italia, la Gran Bretagna richieda un visto turistico, anche perché altrimenti pure gli inglesi avrebbero bisogno di un visto per andare in vacanza in Italia. Molti paesi al di fuori dell’Unione Europea, del resto, possono visitare per turismo la Gran Bretagna senza un visto. Gli italiani andranno in vacanza a Londra come vanno negli Stati Uniti e in tanti altri posti: senza visto. Sarà anzi questo il mezzo, per alcuni, per fermarsi più a lungo: entrare da turisti, probabilmente con la possibilità di rimanere fino a tre mesi, cercare lavoro e quindi, trovatolo, trasformare il proprio visto turistico in visto di lavoro. Ma è una trafila molto più complicata del regime attuale.
     
    Quelli che non ne vorranno sapere. Uno scienziato italiano che lavora da un quarto di secolo a Londra confidava: “Se non mi vogliono, non chiederò la cittadinanza britannica, me ne andrò in Olanda o da qualche altra parte, in un paese che si sente europeo”. Ci sarà anche chi non sopporta questo schiaffo e preferirà trasferirsi altrove, o magari tornare in patria. O come ha raccontato a “Repubblica” qualche giorno or sono la ragazza che fa la cameriera in una pizzeria di Londra, decidere che, se proprio devi avere un visto per lavorare qui, tanto vale chiederlo per luoghi con un clima migliore: “Me ne andrò da questa isola piovosa e coronerò il mio sogno di vivere in Australia”.

     
    Quelli che studiano. Gli studenti universitari potranno ottenere un visto di studio. Ma non potranno più ottenere il prestito che al momento è esteso a tutti gli europei, in grado di coprire interamente le 9 mila sterline annue di retta universitaria, da restituire solo dopo la laurea, a rate e soltanto se si ha un lavoro. Fare l’università a Londra, per un italiano, diventerà ancora più caro.

    Edited by Rotwang

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    Sampei

     

     

    pensando alla casa che hanno acquistando
    Se anche Repubblica assumono analfabeti di prassi da diversi anni, tu potresti pure sprecarti nel correggere quello che copi-incolli, giusto per evitare infarti ai tuoi followers.

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    Rotwang
  • Topic Author
  • Se anche Repubblica assumono analfabeti di prassi da diversi anni, tu potresti pure sprecarti nel correggere quello che copi-incolli, giusto per evitare infarti ai tuoi followers.

     

    Non l'avevo visto, ora commenta però, non distrarti.

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    Layer

    Le decisioni politiche ed economiche prese durante la crisi non avranno certo aiutato e, anzi, hanno contribuito attivamente a questo evento. Mi pare però che i benefici di un mercato comune, di uno spazio di libera circolazione delle merci e delle persone siano stati reali per tutti, o comunque per la stragrande maggioranza delle persone (''popolo'', se volete differenziarlo da un élite politica ed economica), pur certamente non distribuiti equamente e nonostante (come è ovvio che sia) caratterizzati da cambiamenti anche significativi nelle economie e nelle società interessate.

    Senza dimenticare, d'altra parte, l'influenza positiva che i programmi europei (e le sanzioni) hanno avuto in ambiti diversissimi della vita politica, sociale e culturale dei singoli (dalle questioni ambientali a quelle dei diritti civili, dalla ricerca scientifica alla mobilità degli studenti)

     

    Da oggi, sempre che passi interamente la linea dura del ''fuori è fuori'', la GB si aliena molte di queste possibilità e benefici (almeno nella misura in cui sono proposti, finanziati e sostenuti oggi), e rischia di toglierli anche ad altri - in caso di effetto domino e distruzione dell'UE, ma anche solo a causa dei contraccolpi inevitabili della Brexit.

     

    Sicuramente tacciare tutto come frutto del ''populismo'' senza ragionare sui propri errori (come è stato fatto), per i leader europeisti è un grave errore. Sarà invece una sfida e una prova di capacità non indifferenti dare risposte adeguate. (E io spero, per me e per loro, sia veramente così.) Vedere l'UE come una specie di tiranna - oltre ad essere una visione irreale - non penso nemmeno aiuti a raggiungere l'obiettivo di una UE diversa, piuttosto rischia di disintegrarne alla base il concetto stesso...

    Edited by Layer

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    Saramandasama

    Quando il ministro dell'economia di un singolo paese che dovrebbe essere pari agli altri, si permette di minacciare un popolo(o restate o ne pagherete a caro prezzo le conseguenze), del resto cosa gia' vista con la Grecia, si capisce che molti abbiano preferito sottrarsi a questi meccanismi perversi del sistema EU. Povero Cameron, sperava di far bene, e invece ..

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    Demò

    prima di tutto, lasciatemelo dire: 

     

    credo che sia ininfluente la scelta lessicale, ora emerge che il populismo può davvero minare alle fondamenta non solo l'Unione, ma anche principi e diritti che pensavamo indiscutibili e che le campagne terrorizzanti non funzionano sempre per convincere i cittadini.

     

    Il fatto è che la vittoria del populismo è avvenuta in un paese avanzato del Nord, non tra i caproni meridionali, quindi nessuno è immune.

     

    Ora devono fare i conti col rischio serio che il contagio si diffonda.

     

    Altra cosa, se tanto mi da tanto ora vedremo un Trump alla presidenza della casa bianca, in ogni caso l'alternativa credo si presenterà comunque: GB sempre più scendiletto degli USA  e nella loro orbita o UE che si rimangia la parola della linea dura per mantenerla nella sua, di orbita. E' un bel problem penso.

     

    Nella mia dis-uto-pia semiseria(più semi che seria ma anche no), mi piace immaginare: Europa a guida ora più che mai della Teutonia, forte dei suoi 80 milioni di abitanti e della sudditanza della sponda francese(monitorata speciale la Francia ora, a rischio frexit), Inghilterra e Galles  sono guidate da Ukip che ne fa un fascistato nello stile della GB di V per Vendetta, legato a certe sette ultrareazionarie dei repubblicani statunitensi. Scozia indipendente nell'Ue, Irlanda del Nord federata all'Eire

     

     

    ah! Gibilterra spagnola :D

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    Almadel

    Ci godo davvero :)

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    Oscuro

    Sempre detto che la democrazia non funziona e non potrà mai funzionare.

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    Pix

     

    Il fatto è che la vittoria del populismo è avvenuta in un paese avanzato del Nord, non tra i caproni meridionali, quindi nessuno è immune.

     

    Stai per caso offendendo il Paese in cui vivi?

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