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Olimpo

Psicologia : com'è e quali prospettive di lavoro offre?

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Olimpo

Forse è un po' presto per pensarci... mi manca un anno per scegliere. Ma nel tempo ho capito che le discipline umanistiche sono la mia unica passione.

Mi piace molto leggere, ma non so se mi soddisderebbe fare lettere, facoltà molto inflazionata e che offre pochi sbocchi. Tra l'altro casomai volessi trasferirmi all'estero, sarebbe impossibile poter sfruttare la mia laurea (o perlomeno molto difficile).

Invece psicologia mi attira perché studia l'animo dell'uomo - proprio come fa la letteratura - però offre anche delle conoscenze pratiche. 

Vorrei sapere se qualcuno ha studiato o studia psicologia.

Ne si parla tanto male ed è un peccato.

Ormai mi pare che qualunque facoltà universitaria è una strada verso la disoccupazione.

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Iron84

Purtroppo le facoltà umanistiche non servono a nulla nel mondo del lavoro, quindi se le scegli devi essere sorretto dalla passione. Psicologia è ok ma devi valutare la tua sensibilità, disponibilità alla libera professione e soprattutto sapere che il percorso di studio completo è decennale

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conrad65

psicologia è uno dei miei interessi personali, pur avendo tutt'altra preparazione accademica mi piace molto

come diceva @@Iron84 per arrivare a praticare la professione c'è un percorso di studio davvero lungo, di oltre 10 anni...

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Fe92

Ciao Olimpo,

 

provo a risponderti io come studente di psicologia, e con molto piacere fin da adesso ti faccio presente la mia disponibilità per qualunque domanda in argomento, a patto ovviamente che io abbia le capacità per risponderti :).

Come studente di psicologia non posso, innanzitutto, non dirti il mio amore verso la materia, che è veramente grande, oserei dire quasi viscerale, soprattutto perché la mia è stata una scelta voluta dopo aver iniziato un percorso in tutt'altro campo.

(Studiavo una materia di quelle che più darebbero lavoro e non me la cavavo neanche male, ma stavo distruggendo me stesso, la mia volontà, il mio io)

Premesso questo, passo a risponderti credendo sia bene che tu sappia fin da adesso COSA sia la psicologia.

La psicologia è la scienza che studia la mente ed il comportamento umano. Non è una materia umanistica, ma sociale (come economia, sociologia, etc.), ed è una vera e propria scienza che si assume come nata alla fine del 19esimo secolo (con Wundt, nel 1879, istituzione della prima cattedra universitaria) e che di anno in anno diventa sempre più "scientifica" e rigorosa (fermo restando che l'uomo, a differenza dei fenomeni naturali o di entità matematiche, non è così "semplice", prevedibile, "calcolabile" per sua natura).

Malgrado la varietà di correnti, non è, dunque, una materia da inquadrare come una filosofia dell'uomo, poiché da essa il distacco si fa sempre più forte ed è ormai labilissimo, e non è una materia "collettiva" come la sociologia, ma fondamentalmente orientata alla persona come singolo, salvo dovute eccezioni.

Non essendo una materia umanistica, il percorso universitario che porta al conseguimento del titolo è contraddistinto da esami per nulla "letterari". Tra essi, ovviamente spiccano quelli di psicologia nei vari settori (psicologia generale, psicobiologia e psicologia fisiologica, psicometria, psicologia dello sviluppo e dell'educazione, psicologia sociale, psicologia del lavoro, psicologia dinamica, psicologia clinica), inoltre vi sono altre attività previste tra cui esami mutuati dai corsi di laurea in biologia, medicina, sociologia, filosofia.
Studiando i vari settori, potrai capire come la psicologia clinica sia soltanto uno degli 8 "rami" (due se leghiamo alla clinica la dinamica) che formano il quadro con il quale il sistema universitario descrive la psicologia: pertanto è, in altre parole, da capire come lo psicologo "da studio" o comunque impegnato nella diagnosi e nella cura dei disturbi è solo una delle tante figure in questo ambito.

- La psicologia generale, detta anche - con quale licenza - psicologia cognitiva, studia i processi della mente. Sensazione e percezione, memoria, attenzione, emozioni, apprendimento, linguaggio sono dei buoni esempi.
- La psicobiologia si occupa di studiare i processi mentali guardando al cervello come organo, passandone in rassegna l'anatomia, la fisiologia, le funzioni compiute. Studia i neuroni, le sostanze chimiche neurotrasmettitrici, le vie neuronali, e tutte le funzioni del cervello (i 5 sensi, il controllo del sonno, la coscienza, etc.) da un punto di vista molto rigoroso e "certo", cercando di capire come l'informazione sia - proprio a livello elettrico e chimico - elaborata. E' una branca delle neuroscienze.
- La psicometria consiste nella statistica per la psicologia. Consente come fine ultimo di elaborare dei test per la diagnosi clinica o la rilevazione dei dati, e di fornire allo studente gli strumenti matematici per fare ricerca, correlare fenomeni, ed altro ancora.
- La psicologia dello sviluppo studia essenzialmente i bambini, dal concepimento al raggiungimento dell'età adulta. Oggi si parla molto di psicologia evolutiva, e quindi questa parola sostituisce un po' la parola sviluppo, integrando anche i cambiamenti dovuti all'invecchiamento dell'uomo.
- La psicologia sociale studia come la presenza, presunta o reale degli altri, influenza il comportamento dell'uomo. Si occupa, ad esempio, della gestione del concetto del sé, dell'identità sociale, degli atteggiamenti, delle opinione, delle forme di comunicazione, della persuasione, etc.
- La psicologia del lavoro si occupa di garantire il benessere per le persone che lavorano impegnandosi ad ottenere i massimi vantaggi per le aziende e gli enti per cui lavorano. Molti concetti nuovi, ad esempio il marketing, pure fanno oggi riferimento, in forma aggiunta, a questo ramo (come a quello sociale).
- La psicologia dinamica studia i processi psichici della persona alla "Freudiana" (e successori) maniera: studia il conscio e l'inconscio e getta le basi per i concetti della psicoanalisi.
- La psicologia clinica è la branca che invece si occupa di cura e prevenzione psicologica del paziente. Oggi si tende a parlare di psicologia della salute, più che di solo "clinica".

Sulla falsa riga di queste "divisioni" ho provato a darti un'idea abbastanza generale di quello che puoi incontrare se scegli questo affascinantissimo percorso di studi.
Va da sé che, essendo un campo veramente ampissimo, i mestieri che potresti fare dopo sono davvero i più disparati: puoi scegliere di diventare psicologo (dopo la laurea magistrale sei solo dottore in psicologia) svolgendo il tirocinio obbligatorio di un anno e superando l'esame di stato. Di lì, se ti interessasse diventare psicoterapeuta (che non è uguale ad essere psicologo!!!), dovresti frequentare una scuola di specializzazione, quasi sempre quadriennale (per cui gli anni diventano 10, se vuoi diventare questo... ma vale solo per diventare psicoterapeuta, non è corretto dire altro!).
Altrimenti, potresti fin da subito provare a lavorare dopo la laurea o dopo l'esame di stato in uno dei vari campi elencati, come anche come educatore, ricercatore, insegnante, statistico psicometrico, psicologo clinico, psicologo dello sport, neuroscienziato, ricercatore marketing, psiconcologo, psicologo di comunità, psicologo in strutture sanitarie pubbliche e private ed altre mille cose, o proseguire con un dottorato o un master per migliorare ancora di più la tua preparazione accademica.

 

Il lavoro è un'incognita oggi più che mai per tutti. Da considerare il netto aumento, ancora in crescita del 3-5% annuo, degli psicologi, ma anche la crescita che c'è relativamente al loro utilizzo nei più disparati settori (anche in settori impensabili come la sicurezza sul lavoro, ad esempio).
Gli psicologi oggi portano benessere ed anche risparmio e ricchezza ove impiegati.
A mio avviso dire che gli psicologi sono lavorativamente spacciati è da sciocchi, ed è oltremodo falso. Questo mestiere può portare anche a lavorare tanto e a guadagnare molto.
Tuttavia vero è anche che molti psicologi non vanno oltre la loro laurea o la loro specializzazione, e aprono studi da perfetti sconosciuti, lamentandosi poi di non avere clienti: e grazie, direi, se non fate nulla per "inventarvi" un mestiere cosa volete?!
Il mercato è come per molti o tutti torbido, ma le prospettive e gli spunti davvero tanti: il settore è ampissimo, in crescita e suscettibile di diverse migliorie (l'Italia è tra i pochi Paesi occidentali a non avere lo psicologo di base, per esempio. Ti immagini se lo si istituisse quanti psicologi lavorerebbero nella sanità?), tuttavia bisogna avere molta passione, studio, impegno, e creatività. Altrimenti, si, si resta disoccupati.

P.S. 

Invito gli altri utenti ad informarsi sulla professione di psicologo prima di parlare (ne va del destino delle persone), e soprattutto di imparare la distinzione, fortissima, tra psicologo e psicoterapeuta.
Per diventare psicologo c'è bisogno di circa 6 anni (i 5 nominali di università, più l'anno di tirocinio e l'esame di stato). Per diventare psicoterapeuta gli anni sono dieci (grossomodo anche se lo si diventa studiando medicina, 6+4 di specializzazione/scuola), ma i mestieri sono completamente diversi ed è pazzescamente errato considerare i termini anche solo sinonimi.

PSICOLOGO = TANTISSIMA ROBA, nei vari e tantissimi rami detti, si legga sopra
PSICOTERAPEUTA = Psicologo o medico che ha perfezionato i loro studi frequentando una scuola di psicoterapia (e/o, se medico, specializzazione medica) di un qualsiasi indirizzo e si occupa dell'esercizio della psicoterapia (che non è il solo metodo di cura della psiche umana). 
Rispondo inoltre ad una domanda comune: lo psicologo NON può somministrare farmaci MAI, neanche se psicoterapeuta. Ciò è possibile per i soli medici (e odontoiatri), in Italia (e quindi anche per i medici psicoterapeuti, ovviamente).
 

Edited by Fe92

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Iron84

Non vorrei smontarti però descrivi un mondo idilliaco tecnicamente anche con una laurea in filosofia ci sono tantissimi sbocchi professionali. Io gli ho semplicemente detto che se vuole fare una scelta universitaria orientata al lavoro deve scegliere altro. Io comunque preferisco sempre le scelte dettate dalla passione.

 

Una mia amica psicologa lavora alla Leroy Merlin, un altro fa i pellegrinaggi in progetti mal pagati per cooperative comunali, concorsi pubblici non se ne fanno più ed infine l insegnamento sappiamo che strada ostica sia e cmq le ore sono limitate. Insomma la libera professione è quella più indicata e la gavetta è lunga come gli studi. Ed è prassi che chi punta sulla libera professione sarebbe molto limitante non essere psicoterapeuta. È una realtà, che poi puoi obiettarmi che in questo periodo se non sei ingegnere o almeno un economista poliglotta nessun datore di lavoro ti incula quindi è tutto uguale, non posso darti torto

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conrad65
Per diventare psicoterapeuta gli anni sono dieci (grossomodo anche se lo si diventa studiando medicina, 6+4 di specializzazione/scuola)

 

si infatti intendevo che ci vogliono 10 anni per diventare psicoterapeuta, che è la cosa che a me personalmente interesserebbe di più

hai fatto bene a chiarire la cosa e a dire che si può accedere alla professione di psicoterapeuta anche facendo medicina, comunque il percorso è molto lungo

Edited by conrad65

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Fe92

Non vorrei smontarti però descrivi un mondo idilliaco tecnicamente anche con una laurea in filosofia ci sono tantissimi sbocchi professionali. Io gli ho semplicemente detto che se vuole fare una scelta universitaria orientata al lavoro deve scegliere altro. Io comunque preferisco sempre le scelte dettate dalla passione.

 

Una mia amica psicologa lavora alla Leroy Merlin, un altro fa i pellegrinaggi in progetti mal pagati per cooperative comunali, concorsi pubblici non se ne fanno più ed infine l insegnamento sappiamo che strada ostica sia e cmq le ore sono limitate. Insomma la libera professione è quella più indicata e la gavetta è lunga come gli studi. Ed è prassi che chi punta sulla libera professione sarebbe molto limitante non essere psicoterapeuta. È una realtà, che poi puoi obiettarmi che in questo periodo se non sei ingegnere o almeno un economista poliglotta nessun datore di lavoro ti incula quindi è tutto uguale, non posso darti torto

Non ho descritto nessuna realtà idilliaca.

 

Gli ho detto che se non si inventa niente resta a casa, ed è la verità.

Ma gli ho detto anche che se si impegna e "specializza" nel campo giusto, a differenza del filosofo per il quale il percorso è secondo me più difficile (gli psicologi sono preparati a cose molto più pratiche e specifiche, inoltre appartengono a un ordine e la loro firma puó valere tante cose), il lavoro lo trova eccome.

 

Quasi tutti gli psicologi si credono così bravi da potersi aggiungere alla sfilza infinita di clinici specializzati in psicoterapia con la presunzione di lavorare da soli, da sconosciuti e da tuttologi, in ogni ambito della materia. Io da persone del genere non andrei nemmeno gratis, purtroppo sono la maggioranza (ma cacchi loro se sono fetecchie).

Edited by Fe92

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Fe92

post doppio

Edited by Fe92

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Olimpo
  • Topic Author
  • @Fe92 : grazie mille. 

     

    psicologia ''forense'' com'è ? (intendo gli ultimi 2 anni di specializzazione).

     

    @@francamente 10 anni mi sembrano troppi.

    A me piacerebbe studiare direttamente psicologia della salute e psicopatologia.

    Edited by Olimpo

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    coeranos

    Disciplina interessante e affascinante sicuramente, ma una delle messe peggio per trovare lavoro.

    Conosco un bel po' di persone che se ne sono pentite.

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    Amor-fati

    Olimpo, posso solo parlare come uno che prima di fare lingue voleva fare psicologia ma poi se l'è ritrovata nel programma di studi (psicologia della comunicazione). Il mio programma prevedeva due moduli: uno di psicologia generale e uno di psicologia della comounicazione vera e propria.

     

    Bene, io ero partito con tutto l'entusiasmo del mondo, ma man mano che il corso procedeva mi sono accorto che avevo un'impressione "idealizzata" della psicologia. Ci sono argomenti tremendamente noiosi e pesanti, e il modulo di psicologia generale aveva delle parti in cui c'era da spararsi. Psicologia della comunicazione senz'altro meglio, più pragmatica e "della vita di tutti i giorni".

     

    Ti consiglierei, prima ancora di iscriverti, di capire meglio da solo cos'è la psicologia vera (che, come spiegato da Fe92, non è quella mostrata su Lie to Me e men che meno si riduce a Freud e alla psicoanalisi, per quanto sia affascinante) magari usando qualche manualetto divulgativo. Ciò detto, la mia tesi sarà in psicologia :D

    Edited by Amor-fati

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    MalcomBraumGraves

    Anche io sono interessato alla questione.

    Seguendo un corso pomeridiano tempo fa sull'orientamento e sullo start up al lavoro, mi sono interessato alla professione del mio docente, ovvero quello dello psicologo del lavoro.

    Vi copio in breve ciò che ho trovato su internet

    Il laureato è capace di operare in completa autonomia professionale in tre principali ambiti della vita organizzativa:

    • l'analisi e la progettazione dei compiti, dei ruoli lavorativi e dei posti di lavoro;
    • la gestione delle risorse umane (reclutamento, selezione, formazione, progettazione delle carriere e counseling; ecc.);
    • la diagnosi e la ridefinizione dei principali parametri di funzionamento organizzativo nonché il contributo alla soluzione dei problemi che riguardano la qualità della vita organizzativa (conflitto, cooperazione, comunicazione, effetti di stress organizzativo, ecc.).

    Il laureato magistrale psicologo delle organizzazioni e dei servizi ha competenze per svolgere:

    1. LAVORO analizza situazioni lavorative onde progettare e riprogettare, anche in un'ottica ergonomica, compiti, posti di lavoro, ruoli lavorativi, strumenti comunicativi, ambienti socio-tecnici, sicuri, efficienti e coerenti, rispetto ai bisogni dei lavoratori, alle dinamiche presenti nei gruppi di lavoro ed agli obiettivi produttivi del sistema lavorativo.
    2. RISORSE UMANE progetta, gestisce e coordina interventi di carattere orientativo, selettivo, informativo-formativo e di consulenza, finalizzati alla qualificazione professionale, agli avanzamenti nella carriera ed ai cambiamenti organizzativi, attuati tenendo conto delle capacità-competenze dei singoli lavoratori, della composizione dei gruppi di lavoro e dei particolari vincoli organizzativi e sociali delle comunità.
    3. ORGANIZZAZIONI progetta, gestisce interventi di miglioramento della qualità della vita organizzativa con particolare riguardo: al funzionamento dei gruppi di lavoro ed alle diverse tipologie di leadership; alle intera-zioni tra pari e di tipo gerarchico; ai processi di comunicazione interna; alla sicurezza lavorativa, alla prevenzione degli incidenti e infortuni sul lavoro (con particolare riferimento ai meccanismi di genesi degli errori umani); alla gestione dello stress; alle varie forme di comunicazione interna ed esterna (con utenti individuali e collettivi); alla gestione produttiva dei conflitti interpersonali e sociali; all'inserimento negli "sportelli d'ascolto" a tutela della dignità della persona (laddove previsto dai codici di condotta aziendali); ai processi decisionali, ecc.)
    4. METODOLOGIE DI INTERVENTO
      • progetta e applica strumenti qualitativi e quantitativi (di auto ed eterovalutazione) per la misura di variabili e processi psicosociali e per la valutazione di caratteristiche individuali;
      • progetta, gestisce e coordina ricerche finalizzate ad individuare le criticità legate a cambiamenti sociali e tecnologici nell'attività lavorativa e nei processi organizzativi;
      • fornisce consulenza e collabora con esperti di altra formazione disciplinare (in particolare, dell'area biomedica, politecnica e sociale), coinvolti nei progetti di intervento sulle organizzazioni (ad esempio, nella formazione, nella valutazione della qualità strutturale e funzionale del siste-ma lavorativo, ecc.).

    Tuttavia ho sentito anche pareri negativi a riguardo, ovvero che sarebbe un percorso di laurea con pochi sbocchi di lavoro "effettivi"

    Qualcuno è informato sull'argomento? Mi aiuterebbe davvero molto

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    Velocifero

    Una delle cose che si dicono spesso è che in Italia ci sono più psicoterapeuti che pazienti che in terapia.

    lol

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    Fe92

    @@Olimpo,

    la psicologia forense è una branca abbastanza specifica de facto, ma non lo è ancora come percorso di studio, per quel che ne so.

    Cioè, raramente troverai a livello di laurea magistrale un corso di laurea specifico, tuttavia ciò cambia molto per il percorso post-laurea, dove i master in tale ambito sono presenti in numero alquanto interessante e sono ovviamente vivamente consigliati se si vuole intraprendere questo sbocco.

    Che sbocco è? Uno sbocco che potrebbe essere senz'altro interessante, ma che non so poi quante opportunità lavorative possa offrire.

    Lo psicologo forense è infatti impegnato o come consulente tecnico d'ufficio (nominato dal giudice, imparziale, con compenso - spesso insufficiente per l'opera svolta - deciso dal magistrato) o più frequentemente come consulente tecnico di parte (nominato dalla parte in causa, a sua tutela pur restando nell'ambito della deontologia professionale, con compenso concordato con il committente), e si occupa di fornire parere tecnico psicologico soprattutto nei casi in cui sono coinvolti minori e quando per le parti impegnate nel procedimento giudiziario si può pensare a valutazione della salute mentale o della pericolosità sociale, o si può pensare a sconti di pena.

    In pratica, i CTU (c.t. d'ufficio) sono secondo me i "soliti" del tribunale, grossomodo sempre gli stessi, e rappresentano una cerchia in cui è difficile entrare. Per i CTP c'è ovviamente qualche prospettiva in più, ma bisogna formarsi con master e corsi di formazione specifici e soprattutto farsi un nome, probabilmente - almeno io così farei - soprattutto presso dei buoni studi legali, presso gli avvocati: in fondo il CTP è un tecnico che aiuta l'avvocato ad imbastire una linea di difesa favorevole.. e conoscere avvocati può servire!

    Quanto conterei su questo sbocco?! Non nulla, ma non molto più di poco.

    Inoltre ovviamente non penserei a diventare "criminologo" con la laurea in psicologia. Non perché non sarebbe materia adatta, ma perché il crimonologo in Italia fondamentalmente non esiste (se non in tv). Se pensi questo, cambia idea, ecco ;).

    @@MalcomBraumGraves,

    guarda, la psicologia del lavoro è un campo interessante, tuttavia lo psicologo nelle aziende non è da vedere solo come "quello delle risorse umane", anche perché secondo me dei buoni laureati in giurisprudenza o economia (o ingegneria gestionale, per la gestione del lavoro) possono addirittura scavalcare lo psicologo, poiché ad esempio conoscono le leggi e se perfezionati con formazione specifica anche aspetti psicologici importanti in questo campo.

    E' una strada, certamente, una strada che anche io valuto, comunque. Potrebbe essere una strada per il futuro, ma è da vedere anche come funzionerà il mondo aziendale nei prossimi anni, soprattutto in una realtà italiana che è fatta da imprese medio-piccole.

    Altra strada per lo psicologo nelle aziende è l'attenzione verso la comunicazione ed il marketing. Su questo dovremo come categoria di studenti di psicologia e psicologi insistere un po' di più, perché se integrassimo bene le nostre conoscenze sugli aspetti della comunicazione quello potrebbe essere, più che per ogni altro laureato, lavoro nostro.

     

    @,

    se ti interessa sapere quanti sono gli psicologi (non gli psicoterapeuti), da regione a regione si parte da numeri di meno di 1 su mille in alcune, ai circa 1/7000 della Toscana (provo a ricordare a memoria dati Enpap). E parlo di soli psicologi iscritti all'Enpap (alcuni se dipendenti sono iscritti all'INPS e non all'Enpap). Un grande numero se si pensa a quanto poco, si, la gente ricorra ai servigi degli psicoterapeuti, un numero un po' meno grande se si pensa ai mille e più impieghi che lo psicologo può avere oggi nella società, ripeto, perché ad essa sarebbe in grado di assicurare benessere, ma anche risparmio e ricchezza.

    A te che sei studente di medicina segnalo, per esempio, questo articolo dal titolo "I medici e lo psicologo si alleano: così i farmaci si riducono di un quarto":  https://www.facebook.com/OFFICIALCISSPAT/photos/a.267887406630715.65269.266339030118886/616608498425269/?type=1

    Edited by Fe92

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    Velocifero

     

    @,

    se ti interessa sapere quanti sono gli psicologi (non gli psicoterapeuti), da regione a regione si parte da numeri di meno di 1 su mille in alcune, ai circa 1/7000 della Toscana (provo a ricordare a memoria dati Enpap). E parlo di soli psicologi iscritti all'Enpap (alcuni se dipendenti sono iscritti all'INPS e non all'Enpap). Un grande numero se si pensa a quanto poco, si, la gente ricorra ai servigi degli psicoterapeuti, un numero un po' meno grande se si pensa ai mille e più impieghi che lo psicologo può avere oggi nella società, ripeto, perché ad essa sarebbe in grado di assicurare benessere, ma anche risparmio e ricchezza.

    A te che sei studente di medicina segnalo, per esempio, questo articolo dal titolo "I medici e lo psicologo si alleano: così i farmaci si riducono di un quarto":  https://www.facebook.com/OFFICIALCISSPAT/photos/a.267887406630715.65269.266339030118886/616608498425269/?type=1

    Non sono più studente :p

    Comunque sia, ero ironico

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    Fe92

    Non sono più studente :p

    Comunque sia, ero ironico

    Ah, auguri allora! :) :)

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    Olimpo
  • Topic Author
  • Psicologia all'estero, invece, com'é ?

    cioè con una laurea in psicologia conseguitaqui in italia quali sono le prospettive all'estero?

    so che in norvegia, svezia, finlandia sono molto ricercati

    Edited by Olimpo

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    Fe92

    Caro Olimpo,

     

    l'invito che ti faccio è di effettuare ricerche in rete da siti affidabili Paese per Paese, poiché le informazioni e le realtà sono molto variegate e diversificate perché mutevoli a seconda del parere degli ordini nazionali e, ancor di più, delle normative vigenti negli Stati.

    Nell'Unione Europea il titolo di dottore in psicologia ti sarebbe, per le politiche comunitarie, riconosciuto: non è detto, però, che ciò significhi obbligatoriamente poter esercitare da psicologo.

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    Almadel

    Io ti consiglio di non chiedere consigli a studenti di psicologia,

    ma a laureati in psicologia.

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    MalcomBraumGraves

    Il mio docente quando gli chiesi informazione sul corso di laurea, mi spiegò in breve ciò che la sua attuale professione comporta (lavora come libero professionista), e una cosa che mi colpì abbastanza è che mi disse: "Finita l'università sei informato, ma non sei formato", di fatti mi raccontò che il primo lavoro che gli assegnarono nel campo era smistare fotocopie.

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    Yukio_

    Psicologia è la scelta più idiota che uno potrebbe mai fare.

    Filosofia, Lingue, Lettere, addirittura il DAMS danno un lavoro. Ma di psicologi ne è pieno il mondo...

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    MalcomBraumGraves

     

     

    Ma di psicologi ne è pieno il mondo...

    Perchè scusa, il mondo non è pieno anche di laureati in medicina, nonostante molti ospedali stiano chiudendo, e i posti di lavoro siano diminuiti? :D 

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    coeranos

    Il punto è il numero di laureati in confronto a quanti ne assorbe il mercato del lavoro, qui è nettamente a svantaggio degli psicologi.

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    conrad65

     

     

    "Finita l'università sei informato, ma non sei formato", di fatti mi raccontò che il primo lavoro che gli assegnarono nel campo era smistare fotocopie.

     

    questo è vero per qualsiasi neolaureato, anche in Ingegneria Aerospaziale... l'impatto con il mondo del lavoro è sempre deludente, soprattutto per un laureato che giustamente nutre delle aspettative...

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    Yukio_

    Perchè scusa, il mondo non è pieno anche di laureati in medicina, nonostante molti ospedali stiano chiudendo, e i posti di lavoro siano diminuiti? :D

    Medicina ha specializzazioni diverse e bene o male finirai a fare un corso estero per l'inserimento negli ospedali dello stato (tra l'altro consiglio di studiare medicina in Russia).

     

    Psicologia non c'ha nulla di specializzazioni: lavoro, criminologia e psicodinamicità dell'età evolutiva... La peggio merda...

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    Shell

    (tra l'altro consiglio di studiare medicina in Russia)

     

    Argomenta prego...? :laugh:

     

    Di tutti i Paesi dove converrebbe studiare medicina, la Russia?

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    MalcomBraumGraves

     

     

    La peggio merda...
     

     

    Addirittura....

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    Yukio_

    Argomenta prego...? :laugh:

     

    Di tutti i Paesi dove converrebbe studiare medicina, la Russia?

    In Russia c'è un ospedale ogni 10 km massimo, essendo bella estesa e fredda hanno sempre pazienti, ma poco personale. Ti fai 6 mesi in aula studio e inizi subito a fare pratica negli ospedali. Ti ritrovi da un giorno all'altro a praticare amputazioni (avete idea della gente che perde dita o piedi per colpa del freddo?), influenze perpetue, drogati e ubriachi, incidenti... Ovvio che non ti affidano immediatamente il caso del malato al cuore, ma insomma, ti fai un bel culo da subito.

    Qua in Italia è già tanto se il paziente lo inizi a intravedere dal quarto anno.

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    Fe92

    Medicina ha specializzazioni diverse e bene o male finirai a fare un corso estero per l'inserimento negli ospedali dello stato (tra l'altro consiglio di studiare medicina in Russia).

     

    Psicologia non c'ha nulla di specializzazioni: lavoro, criminologia e psicodinamicità dell'età evolutiva... La peggio merda...

    E' un'opinione e in quanto tale necessita di rispetto, ma potresti chiarire da che punto di vista parte?

     

    Cioè parli da che posizione, che conoscenza hai della materia, come ti informi su di essa...

     

    Questo vale, se ti andasse, anche per le posizioni espresse nel tuo messaggio precedente (dove citi filosofia, DAMS, etc., e dove definisci "idiota" la scelta di psicologia).

     

    Grazie mille.

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