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Immigrazione e razzismo


yrian

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Guarda, io non voglio credere che tu o Filippogherardi siate davvero razzisti.

 

Sto cercando di dimostrare (e credevo di essere stato chiaro nel mio lungo post di poc'anzi) che dietro a molte posizioni apparentemente aperte (cito di nuovo il caso Ratzinger) c'è in realtà - più o meno nascosto - se non il razzismo almeno un "atteggiamento" razzista.

 

Non si può dare degli integralisti agli altri quando si E' integralisti in prima persona.

 

E non si può pensare di risollevare chi è a terra portandolo sul proprio piedistallo. Bisogna aiutarlo a rialzarsi e a risalire sul PROPRIO piedistallo, ammettendo che il suo è bello quanto il nostro.

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  • 1 month later...

Quoto Lover_of_Darknes

Secondo me chi commette una violazione merita di essere punito indipendentemente dalla religione o le origini.

Tuttavia se il violatore è pure "ospite" allora merita di essere punito più severamente in quanto è venuto meno al rispetto degli abitanti del paese ospitante..

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A mio parere la gente stupida c'è ovunque, che si vada in Albania, in Italia, in Francia, in Danimarca, la gente ignorante c'è. Trovo sbagliato fare un discorso del genere, perchè come c'è gente sciocca, c'è anche gente che ha voglia di lavorare e di avere tutte le carte in regola...

Secondo me deve esserci una maggiore integrazione di questa gente e non il disprezzo... Un immigrato che viola la legge deve essere condannato esattamente come viene fatto con un italiano che si trova nella stessa situazione.

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Quoto Lover_of_Darknes

Secondo me chi commette una violazione merita di essere punito indipendentemente dalla religione o le origini.

Tuttavia se il violatore è pure "ospite" allora merita di essere punito più severamente in quanto è venuto meno al rispetto degli abitanti del paese ospitante..

 

Che fai? Ti contraddici?

deve essere punito indipendentemente dall'etnia o dovrebbe essere punito più severamente?

Per qualche c...o di motivo un Italiano se ruba una mela in Africa dovrebbe andare in galera per un mese e un Africano se fa lo stesso, solo per una settimana? Perchè l'Italiano è un turista?

Che facciamo, raddoppiamo le pene per i turisti? Perchè sono "ospiti"?

 

Ma cosa si deve inventare la gente per giustificare il proprio razzismo?

 

Qua la gente parla di leggi razziali e non se rende neanche conto! Ma è possibile?

Leggi più dure per gli immigrati! Ma stiamo scherzando?

 

Non mi stupisco se in Italia si parla degli omosessuali come se fossero pedofilo: è lo stesso paese fascista di sempre.

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Tuttavia se il violatore è pure "ospite" allora merita di essere punito più severamente in quanto è venuto meno al rispetto degli abitanti del paese ospitante..

 

Ma che stronzata assurda!!!  :gha:

Leggi per i cittadini residenti e leggi differenti per gli "ospiti"? Mamma mia...

Per l'ennesima volta mi trovo perfettamente d'accordo con quanto ha scritto Almadel.  :asd:

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  • 5 months later...

A seguito della "rivolta" dei giorni scorsi nella "chinatown" milanese, metto in evidenza questo topic, non senza ricordare che discriminazione e violenza (anche solo verbale) non sono accettati in questo Forum.

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  • 5 months later...

vi espongo il punto della questione

 

stasera mi e' successo un fatto che mi ha fatto riflettere su alcuni questioni

e rivedere alcuni punti di vista

 

ero in un locale gheis

in codesto locale vi sono dei passaggi e corridoi strettini...per favorire...i contatti  :D

 

fatto sta che a un certo punto un tizio mi spintona

e mi mette le mani addosso

:roll:

 

un marocchino visibilmente strafatto...che mi dava la colpa di averlo spintonato  :D

 

dopo avergli spiegato in modo pacato

che se tale contatto fosse mai avvenuto

e' stato semplicemente un caso

giacche' di fatto..non avrei avuto altro motivo

per toccarlo

 

urla sbraita e me mette le mani addosso -.-

 

ritorna dopo 10 minuti e ancora

 

minacciandomi di aspettarmi fuori dal locale

per sfregiarmi

e seguirmi fino a casa  :love:

 

 

questo e' l'episodio

ora...io sono sempre stato ultratollerante...e in completo disaccordo

con le burinate della lega...contro stranieri ed arabi

 

pero'...io mi chiedo

 

in fondo non hanno un po' ragione?

 

prima che mi si faccia notare che poteva anche essere stato un tizio italiano

bho io rispondo...fino ad'ora non ho mai visto italiani

cosi molesti...in un locale gheis...ne cosi violenti

ne cosi buzzurri

 

cafoni si...viscidi anche..ma non cosi -.-

 

di fatto sono rimasto sorpreso

di trovarmi a far parte di una scazzattota da far west

in un locale gheis  :love:

 

questo mi ha fatto un po' riflettere

su una cosa che spesso sento dire dai leghisti

o cmq da persone ...che covano questa fobia contro lo straniero

 

"dobbiamo avere paura a casa nostra?"

 

forse e' una cosa un po' scorretta da dire

perche' in fondo non c'e' niente di nostro

forse il punto e' questo

 

e' corretto che persone che dopotutto sono

anche ospiti...si comportino in modi cosi...poco

consoni e degradanti..(anche per la stessa cultura di cui sono portatori) ?  :love:

 

 

con questo non voglio fare di tutta l'erba un fascio

dio me ne scampi

sono stradaccordo che l'immigrazione aiuti l'economia e

arricchisca il nostro patrimonio culturale

 

ma e' possibile...che ci siano ancora cosi tante "macchie nere" ?

 

tra elementi del genere

..pusher (9 su 11 son stranieri)...e chi piu' ne ha piu' ne metta

 

questa benedetta immigrazione e' davvero regolarizzata

e controllata come vogliono farci credere?  :love:

 

voi cosa ne pensate?

 

(non vuole essere una lapidazione pubblica anti-straniero  :love: )

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L'immigrazione non sarà mai regolarizzata e controllata.Io vivo 5 km dal confine con la slovenia,negli anni 90 durante la guerra nell'ex jugoslavia fiumi e fiumi di persone si sono riversate a Trieste,Gorizia.Essendo zona di confine non c'è da stupirsi.Nelle scuole italiane come seconda lingua insegnano lo sloveno,i cartelli stradali portano le diciture prima in italiano e poi in sloveno (ovviamente la tassa per fare questo la paghiamo noi italiani).Se vai in Slovenia di italiano non c'è proprio nulla.

Se vai a Londra perchè trovi l'immigrato che lavora al supermercato?Uno che guida l'autobus?Li trovi integrati perfettamente con il resto della popolazione.

Siamo anche noi a non dare tante possibilità,li isoliamo,si creano i loro gruppi e tirano fuori il loro spirito di soppravvivenza contro di noi.

Io ora vivo a Roma da un anno e sono diventata molto meno tollerante verso di loro,sarò razzista però un minimo di rispetto verso gli altri devi averlo altrimenti torni al paese tuo e fai i danni li,qua bastano e avanzano gli italiani fuori di zucca.Son tutti bravi a vivere nell'anarchia totale.

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Tutti sanno che sono un po' tonto.

 

Adesso, per esempio, mi sfugge il concetto di "casa nostra" e "casa loro".

 

Per l'esattezza mi sfugge del tutto il concetto di "noi" e "loro".

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Noi=Italia. Loro=immigrati.

 

Prova ad andare a Postumia,Fiume...t'accolgono a braccia aperte e pugni chiusi perchè sei italiano però da noi ci lavorano.

Non sai quante volte a Roma persone italiane mi han dato della slava (sarà per i lineamenti che ho,si vede che non sono romana)...e non me lo dicevano in modo carino,per niente...poi quando li mandi a quel paese in italiano corretto ti chiedono scusa e siamo tutti amici.

Cos'è questo?Razzismo.

 

 

 

[modbreak=yrian]Non quotare il post precedente, grazie.[/modbreak]

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Ancora non capisco, ma evidentemente è un limite mio.

 

Il fatto è che io non mi sento migliore degli altri per il fatto di essere nato in un Paese ricco e di aver avuto una educazione, una istruzione e tutto ciò che serve per vivere, pure il superfluo.

 

Mi sento, semmai, un privilegiato.

 

Quelli meritevoli, semmai, sono "loro".

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mi sfugge il concetto di "casa nostra" e "casa loro".

 

Per l'esattezza mi sfugge del tutto il concetto di "noi" e "loro".

 

Yrian, «casa nostra» e «casa loro» sono due espressioni sbrigative, forse leggermente

difensive, ma inequivocabili per indicare un Paese e un altro Paese. Non giova molto vedervi un sospetto di razzismo, perché ciò equivale a fare il processo alle intenzioni (magari non era questo il tuo intento e allora te lo sto facendo io - in questo caso scusa).

 

«Noi» e «loro» sono due concetti leciti e ineliminabili in un mondo di Stati. L'Europa è un continente e un territorio di Stati, i quali hanno ciascuno la sua storia, fisionomia politica e culturale, identità civile, lingua e cultura, e a seguire, fino a riempire l'enorme ricchezza di questa Europa e di questa Storia. E la distinzione tra questi Stati, popoli ed elementi di identità, non solo è lecita e ineliminabile, ma è anche la premessa necessaria per una integrazione civile e non sbadata o dominata da un facile ideologismo.

 

Non me la sto prendendo con te, bada, anche perché non so come la pensi al riguardo. So però che in tutti i Paesi in cui l'integrazione è avvenuta e avviene essa implica la chiara consapevolezza dei dati di diversità (non la loro negazione, o il confusivismo); il rispetto delle diverse identità e storie; il rispetto della Scuola, che è la Scuola di uno Stato, che non senza fatica opera in vista dell'integrazione. 

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Se vai a Londra perchè trovi l'immigrato che lavora al supermercato?Uno che guida l'autobus?Li trovi integrati perfettamente con il resto della popolazione.

 

eh già.. son talmente integrati che perfino medici e infermieri mandano a fan**lo questa integrazione e si mettono a preparare attentati! Ok ok, mica tuti, non bisogna generalizare. Ma anche qui in veneto, nei giorni scorsi, hanno fermato  un arabo, aveva un negozio di kebab frequentato da italiani, aveva mogle e figli, conosciuto e rispettato da tutti; ecco, proprio lui stava lasciando tutto questo per andare in medioriente ad addestrare terroristi suicidi con una tecnica nuova!

 

L'ultma proposta che ho sentito è di togliere la carne di maiale nelle mense scolastiche perchè ci sono degli alunni arabi. Se fossi genitore di un celiaco pretenderei che vengano tolti pane, pasta e derivati? Ma stiamo scherzando?

Questa è integrazione o colonizzazione?

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Isher, se leggi tutti i miei - numerosi - post degli ultimi cinque anni in questo Forum, al riguardo vedrai come la penso. Ti ricordo che sono io quello che perennemente rievoca la - difficile - etimologia di "tolleranza": "sopportare". Non ho mai detto di annullare le differenze, ma di valorizzarle. Contemporaneamente, però, mi fa venire l'orticaria vedere che certi argomenti sono affrontati con la stessa faciloneria con cui si commentano le partite al bar. Ora, l'orticaria è un problema serio: si cura o con una buona pomata ad uso topico o con una rispostaccia alla Yrian. Il fatto è che i medicinali al giorno d'oggi costano...

 

 

 

L'ultma proposta che ho sentito è di togliere la carne di maiale nelle mense scolastiche perchè ci sono degli alunni arabi. Se fossi genitore di un celiaco pretenderei che vengano tolti pane, pasta e derivati? Ma stiamo scherzando?

Questa è integrazione o colonizzazione?

 

Nelle mense della mia zona sono sempre disponibili ANCHE alternative senza maiale, alternative vegetariane, alternative per celiaci, alternative per cardiopatici, eccetera. Si chiama "efficienza del servizio pubblico". O - se preferisci - civiltà.

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Ti ricordo che sono io quello che perennemente rievoca la - difficile - etimologia di "tolleranza": "sopportare".

 

Lo so, e per me è stata una felice, ma anche insperata (di questi tempi), sorpresa.

A me premeva solo mettere in rilievo l'ineliminibilità delle differenze, schizzando le coordinate

di un discorso che è certo molto complesso.

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Siamo anche noi a non dare tante possibilità,li isoliamo,si creano i loro gruppi e tirano fuori il loro spirito di soppravvivenza contro di noi.

 

 

questo non e' del tutto corretto

io direi che spesso sono anche loro a chiudersi a riccio nelle loro comunita'

penso sia anche normale

 

anche se questo ora si sta un po' smollando

nelle nuove generazioni

 

io pero' mi chiedo

non e' necessario per integrarsi anche da parte dell'immigrato

la volonta' di conoscere e rispettare la cultura del paese in cui e' ospite?

 

voglio dire...se dovessi immigrare in india mi guarderei bene dal prendere a calci le mucche

anche se non mi stanno particolarmente simpatiche

 

lo stesso...vorrei che se un immigrato viene qui

non risolvesse i suoi giramenti d'umore...con coltelli e pistole

  :roll:

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io pero' mi chiedo

non e' necessario per integrarsi anche da parte dell'immigrato

la volonta' di conoscere e rispettare la cultura del paese in cui e' ospite?

 

 

Certo che sì! Ed è quello che succede nei grandi Paesi dove l'integrazione

avviene e arricchisce l'immigrato, che emigra proprio per acquisire di più,

e il Paese ospitante, che riesce in quest'opera di costruzione di una civiltà comune.

E l'esempio classico è la Francia, che ha una tradizione in questo senso,

a cominciare dalle sue Università, Ecoles e altro.

Un elemento minimo e rivelatore: la conoscenza della lingua. Se vai in metro a Parigi

sentirai neri africani parlare (e io direi quasi: orgogliosamente) francese, perché si

sono davvero  integrati, e perché d'altra parte gli è stato comunicato il grande valore

della lingua e del Paese di cui entravano a far parte.

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il mio professore mi portava l'esempio della francia

come modello di societa' in cui l'immigrato viene assorbito

 

ma in questo modo non si finisce per non valorizzare la cultura straniera?  :roll:

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«Assorbito» o «integrato»? Penso che il tuo professore volesse dire la seconda cosa.

La cultura africana e in genere le culture esotiche sono ben presenti a Parigi. Piena di librerie

dei Paesi africani, dell'oriente, di sedi di associazioni, ma anche di ristoranti e commerci vari dove greci o libanesi o altri hanno impiantato solide attività.

 

Per non parlare (su tutto un altro fronte) di una cosa di cui non si parla mai.

Il sesso. Sesso tra uomini.

Tra Francesi e Arabi o Magrebini. Potente elemento sotterraneo di scambio e integrazione.

Io credo che questo sesso gay abbia avuto un suo ruolo in pensatori e scrittori aperti

allo "Straniero".

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A dire il vero il tema che l'attualità ci impone è il vero o presunto fallimento dell'integrazione francese.

Praticamente è su questo che Sarkozy ha vinto le elezioni, e trovo pure molto francese l'aver messo un

ungherese, mezzo ebreo a fare in Francia ciò che probabilmente non sarebbe legittimato a fare un Dupont

o uno Chirac.

 

Chiaramente in Francia il discorso è serio, cioè ci sono state rivolte urbane, cose rispetto alle quali ovviamente

la discussione italiana non può che apparire piccina e provinciale. Ma va detto che in Francia moltissimi immigrati hanno da

sempre la cittadinanza perchè la Francia l'ha generosamente concessa a tutti i collaborazionisti e poi pure ai perseguitati

politici delle sue colonie ed ex colonie ( vedi Zidane...e nazionale di calcio ).

Quindi è evidente che il discorso è impostato dalle origini in maniera diversa, non ha senso

parlare in Francia di ospiti e ospitalità, ma di integrazione di cittadini francesi a tutti gli effetti ( e ora dei loro figli )

il chè ovviamente sconta un grado di assorbimento culturale pronunciato

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in realta' temo intendesse assorbito  :D

 

ti riporto un piccolo passo :

 

"gli immigrati di origine magrebina, bensi' piu' prossimi

per certi versi e sopratutto dal punto di vista storico

non sembrano affatto cosi ben integrati nella societa' francese.

in questo caso anche se l'integrazione individuale e' molto forte come dimostrano le indagini

recenti

il fatto che il gruppo ,massivamente e astrattamente identificato come magrebino

non disponga di un progetto culturale comune, e ancor meno

della capacita' di mobilitare risorse

per difendere i propri interessi collettivi (per assenza di istituzioni comunitarie o religiose rappresentative e di associazioni culturali, sociali..ed economiche influenti)

contribuisce paradossalmente ad accrescere il rifiuto e la stigmatizzazione di cui esso e' vittima

l'uno e l'altra gia' ampiamente consolidati

nella societa' francese a causa di ben note ragioni storiche.

l'assenza di un profilo comune accentua

l'immagine negativa che la maggioranza della societa' francese ha dell'islam, identificati come

alterita' radicali..i cui valori sarebbero agli antipodi della civilta' ebraico cristiana.

si potrebbe addirittura affermare che se l'immigrato magrebino e' particolarmente rifiutato

malgrado i suoi notevoli tentativi di integrarsi..e' proprio perche' la sua presunta distanza culturale

e' inanzitutto un pregiudizio radicato nella cultura maggioritaria francese"

 

(mondher kilani)

 

io da questo ho capito

detta papale papale...che l'immigrato integrato e' quello che cessa di essere immigrato

per diventa' francese...ovvero lasciandosi alle spalle le proprie credenze e la propria cultura

se non...la sua comunita'  :roll:

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Nell'integrazione, la Francia dà molto e richiede molto: questo è sicuro.

Il perno di questo sistema è la scuola, la lingua francese, un codice di valori laici.

Di qui la cittadinanza.

Parallelamente, la Francia è uno dei Paesi europei più "accoglienti", e più variato

in questa "accoglienza", basti vedere

il numero di stranieri che insegnano nelle Ecoles e nelle Università francesi, o in

forma stabile o in forme più flessibili. Per non parlare degli studenti che vanno

in Francia a fare studi universitari e Dottorati, da tutto il bacino del Mediterraneo,

dall'Africa, all'America latina.

Le rivolte urbane non sono espressione, secondo me, di fallimento, ma di

spinte e richieste più pronunciate che non potrebbero sorgere se non su una

base di integrazione sociale. I migliaia di rumeni e rom accampati intorno al Tevere, dediti

a lavori in nero, furti e azioni illegali, le rivolte non le fanno, infatti.

 

Nihil, il passo che riporti pone due problemi. L'integrazione individuale è riconosciuta

dall'Autore, che anzi ammette che è molto forte. Lui poi asserisce che il gruppo magrebino

non dispone di un progetto culturale o sociale collettivo, anche se non precisa quale

dovrebbe essere. Le parole su stigma e discriminazione

mi sembrano parole eccessive, come il fatto

che entrambi sarebbero «gia' ampiamente consolidati

nella societa' francese a causa di ben note ragioni storiche» (?).

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si c'era una piccola postilla al passo riguardante l'integrazione individuale che avevo omesso 

 

"l'inchiesta dell'istituto nazionale di studi demografici (INED) i cui risultati

sono stati pubblicati nel 95 mostra la rilevanza fra cui i giovani magrebini dei matrimoni misti,

una percentuale minima di partecipazione al culto religioso

e il prevalere della lingua francese.

lo studio condotto da mohamed hassini

contribuisce a smentire lo stereotipo comune..accettato secondo il quale una forte percentuale

di allievi magrebini sarebbe

in generale un fattore di insuccesso o di ritardo scolastico.

l'autore dimostra che a parita' di ambiente sociale..i tassi di insuccesso o di riuscita sono i medesimi

nei diversi gruppi d'appartenenza.

questo stesso studio indica anche che da parte dei giovani magrebini

la religione e' interiorizzata oppure

adirittura abbandonata"

 

insomma abbandonano la lingua la religione e la cultura magrebina

per essere francesi?  :roll:

 

bho ma se questo e' il requisito per integrarsi

ne vale davvero la pena?

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Guarda, Nihil, che quello che stai additando è il problema fondamentale di ogni tipo di integrazione.

 

Anche il femminismo si è posto lo stesso problema (mai sentito una veterofemminista che si rifiuta di festeggiare l'Otto Marzo perché se c'è ancora un Otto Marzo è segno che le donne non hanno ancora raggiunto la parità?). E ce lo poniamo anche noi omosessuali (guarda le discussioni sui Gay Pride o quelle sui PACS).

 

Tu chiedi "ne vale la pena?" A questa domanda alcuni risponderanno sì e altri no, esattamente come in qualsiasi minoranza nella quale - per fortuna  si formeranno sempre schieramenti di pensiero variegati.

 

Però la domanda "ne vale la pena?" secondo me bisognerebbe evitarla, perché presuppone che per integrarsi si debba perdere la propria identità.

 

Io voglio sperare che esistano dei modi alternativi. Perciò la mia domanda è semplicemente: "come?"

 

Le soluzioni di emarginazione o anche le integrazioni fasulle (come l'"assorbimento" di cui parlava il tuo prof) per me sono solo dei come provvisori e sbagliati.

 

Certo, non è detto che sia facile trovarne di migliori. Ma ancora credo che sia possibile.

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Il modello di integrazione francese è assimilazionista, a differenza del cd melting pot ( a sua volta criticato )

adottato in Europa, in Inghilterra e Olanda. Questo credo che sia lo spunto critico dell'A. cit. : tu ti integri

nella misura in cui accetti di essere cittadino francese, ma non c'è o non ci sarebbe una reale apertura nei

cfr. delle culture di origine.

 

In realtà però i problemi ci sono pure in Inghilterra e Olanda, per cui io mi dichiaro neutrale.

 

Io però mi ripeto, non possiamo ignorare: la Guerra ( persa ) d'algeria, la guerra (persa ) del tonchino e la guerra (persa ) del canale di suez;

Vorrebbe dire ignorare l'altra faccia della medaglia, la Francia "Napoleonica" e gollista, che porta al ballottaggio Le Pen etc. etc. ...

Ovvero una Francia di destra che ha accolto controvoglia, per ragioni politiche interne più che per esigenze economiche.

Questa Francia di destra, che è laica, rimane nondimeno una Francia profondamente elitaria ( ENA ) e culturalmente egemone  ovviamente

non nel senso provinciale della destra italiana  ha un chè di aristocratico, anche se può sembrare paradossale per la Republica per eccellenza.

 

Va detto poi che il magreb è culturalmente molto debole e già francesizzato nelle proprie elites interne. Mentre un

Sarkozy è prima francese e poi, solo poi, un immigrato dell'Ungheria con radici ebraiche ( è di famiglia convertita ) ma ha una identità d'origine comparabile, anche se vi ha rinunciato, lo stesso non può valere per Algerini e Tunisini.

 

Le rivolte urbane sono un sintomo di un problema. ( Ovviamente un paragone con l'Italia è impossibile : rom e rumeni sono qui da 5-8 anni

e l'identità italiana è debole, oltre al fatto che ancora noi discutiamo delle leggi sulla immigrazione figuriamoci quando mai

arriveremo a discutere delle politiche di integrazione, tuttavia si inizia a parlare meno di albanesi...  )

 

La Francia le ha vissute comunque come un fallimento e ha votato Sarkozy, questo è indiscutibile.

La risposta non è stata quella di mettere in discussione il modello francese ( neanche i socialisti lo dicevano )

ma di presidiarlo con norme sulla sicurezza e ordine pubblico ( riforma penale minorile, legge sulle recidive, chiaramente

non stupisce poi la legge antipedofili...Sarkozy è l'uomo della "sicurezza")

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Però la domanda "ne vale la pena?" secondo me bisognerebbe evitarla, perché presuppone che per integrarsi si debba perdere la propria identità.

 

 

hum ma in questo caso non accade?

voglio dire...in un modello come questo..le differenze non vengono valorizzate

bho..mi sembra una specie di ricatto implicito

se vuoi far parte della societa'..devi lasciarti alle spalle la tua cultura

e abbracciare la nostra  :roll:

 

..e' un po' angosciante  :D

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Io non credo che il francese medio ti dica che devi abbandonare la tua cultura di origine,

questo mi sembra un atteggiamento molto più italiano, ovvero di un popolo in realtà insicuro

della propria identità e cultura.

 

Il francese la cultura di origine non la vede proprio ( in questo

facilitato dal fatto che molti di questi paesi hanno già un rapporto speciale con la Francia a casa

loro ) è qualcosa di più forte di lui ( per questo dicevo "aristocratico" )

 

Consideriamo come viene rappresentato l'immigrato messicano nei film e nelle serie USA

e come viene rappresentato il magrebino in Francia. Mentre in america il messicano è uno stereotipo

etnico divertente ( ma lo stesso vale in parte per greci, italiani, ora in UK gli indiani ) in Francia tende

ad essere visto in modo molto idealizzato ( ci sono anche film con magrebini gay, molto belli toccanti

ma questi magrebini, a parte l'aspetto, non hanno niente di magrebino...il punto è: ma sono effettivamente

così? La risposta è no...basta chiedere ad un gay francese) e questo sconta un minimo di razzismo culturale

alla rovescia ( un po' come il buon contadino nei quadri del realismo francese dell'800, tanto caruccio ma

affatto autentico... ) 

 

Poi intendiamoci, non è che un italoamericano di terza generazione conservi poi molto della sua italianità,

fatalmente la integrazione sconta sempre una assimilazione, ma c'è l'orgoglio della propria origine.

Quell'orgoglio che in america ha dovuto essere reinventato solo dagli afroamericani, perchè poi appunto

un atteggiamento realistico deve distinguere fra diverse immigrazioni e diverse origini.

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