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In cosa credete?


Mak

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AndrejMolov89

 

 


nfine, c'è un discorso sulla determinazione culturale dell'omosessualità. L'omosessualità, al netto di tutti i fattori "scientifici", può essere anche una scelta. Può essere cultura. Geneticamente sono etero, non omo, (assumendo per certa la scoperta del fantomatico gene dell'omosessualità - simmetrico a quello dell'eterosessualità), ma io SCELGO di essere omosessuale. Perché scelgo questa cosa? Cosa determina in un essere non edipizzato [nel perverso polimorfo freudiano, nel bambino prima dei tre anni o nell'adulto dopo i 31 - se vogliamo, o dopo gli 11 e i 13, 17, 19, 23,  29... (ragiono in numeri primi)], cosa determina questa scelta in una singolarità non edipizzata? Io rispondo: è la CULTURA che determina questa scelta. E in questo senso, antropologico, l'omosessualità è un fatto culturale totale.

In realtà non è unicamente culturale, ammettendo che esista una certa pressione sociale. L'omosessualità è presente anche tra gli animali è evidente che se esiste sistematicamente questo comportamento nel mondo animale, non si possano derivare discorsi del genere.
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Veramente la pressione sociale, in una societa eteronormativa, va contro la scelta omosessuale della singolarità non edipizzata.

Anche se in uno spazio omonormativo agisce invece una forza di segno contrario che spinge al C:O.

L'omosessualità animale si distingue da quella umana proprio perché in essa è assente il fattore culturale.

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AndrejMolov89

Veramente la pressione sociale, in una societa eteronormativa, va contro la scelta omosessuale della singolarità non edipizzata.

Anche se in uno spazio omonormativo agisce invece una forza di segno contrario che spinge al C:O.

L'omosessualità animale si distingue da quella umana proprio perché in essa è assente il fattore culturale.

Quindi la tua affermazione precedente riguardo l'omosessualità come fattore unicamente culturale è errata, dato che presupponi che esiste sostanzialmente una differenza data dalla cultura. Studiare l'omosessualità unicamente dal punto di vista antropologico culturale è errato ed è stato fondamentalmente qualcosa che ha portato ad una serie di aborti di pensier.

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Rileggi bene quello che ho scritto: il fattore culturale non è "unico". E' un cofattore (che con quello sociale e quello biologico) investe il campo delle differenze rispetto all'eteronormatività. Naturalmente il fattore biologico (che comprende microfattori ambientali e ormonali, ma non genetici, fino a prova contraria), insiste su quell'orientamento sessuale che ha a che fare con l'identità di genere. Si spiega così la relazione tra effeminatezza e orientamento omosessuale. Naturalmente, un effeminato non è necessariamente un omosessuale. Può essere anche etero o bisex. Però nella maggior parte dei casi, l'effeminatezza in un corpo biologicamente caratterizzato a favore di caratteri maschili (prevalenza dell'xy, detto rozzamente) predispone, nel gender maschile ad una scelta omosessuale, nella maggior parte dei casi.

Ora bisogna mettersi d'accordo sull'effeminatezza, e qui entrano i discorsi sociologici, psicologici e culturali.

Per alcuni, un segno di effeminatezza può già essere una liquida che si scioglie. Ad es., una "erre moscia", in un contesto linguistico mediterraneo (escludendo la Francia meridionale, territorializzata dalla fonetica parigina e quindi, dall'elemento teutonico). Mi riferisco quindi a Spagna, Italia, Nordafrica etc.

Inutile farsi crescere la barba :resent: 

 La pronuncia è un elemento di un più complesso "oggetto parziale" definito come voce. 

Quindi se la "r moscia" costituisce una sintesi connettiva con l'innalzamento di un'ottava nel tono, abbiamo già due indizi determinanti. Se poi non c'è lo split di ottava, sicuramente ci sarà qualche altro indizio che non sfuggirà ad una attenta osservazione (forma e movimento delle mani; dinamica della zona puberale posteriore etc.)

Il gay sedicente attivo che non riconosce la femminilità dei suoi oggetti parziali, probabilmente è quello che "dentro" è più "donna".

Naturalmente, occorre dare un contenuto ad i concetti di "dentro" e di "donna". Contenuti che non coincidono, spesso, con quelli della vulgata omosessuale. Quelli che sono stati propalati, nei forum gay, da drag queen mancate, per esempio  :bye:

Edited by akinori
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Mi sono preso il compito ingrato di dire che "forse" non è vero che essere atei è l'unica risposta.

 

Premesso che quello di "ateo" è un concetto negativo inventato dai credenti prima con riferimento semplicemente a chi rifiutava la religiosità tradizionale (perciò i Cristiani potevano essere accusati di ateismo) poi con riferimento specialmente a chi  rifiutava un'entità divina qualunque fosse, per il resto non è l'ateo che "risponde" ma semmai il credente.....

 

Non siamo noi "atei" che vogliamo dare una risposta a quesiti (reali!) cui probabilmente l'intelligenza umana non potrà mai rispondere.

Sono i credenti in un'entità divina che pretendono di dare certe risposte.

Noi "atei" ci limitiamo solamente a indicare quanto siano contraddittorie, insufficienti, quando non assurde o ridicole, le risposte date dai credenti.

 

Fermo restando beninteso che (almeno per me) non si può certo confrontare l'acutezza delle elaborazioni filosofiche intorno ad un'entità divina con la grossolanità delle favolette, indecentemente improbabili e imperterritamente ripetute nello schema essenziale, proposte dalle religioni popolari.

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Sì Mario1944, tutto quello che vuoi, ma nessuno mi leva dalla testa che il tuo ateismo, come quello di Almadell, non è la conclusione di una ricerca filosofica profonda, ma è semplicemente una pezza che serve a rattoppare uno stile di vita basato sul principio del piacere. Insomma, Dio non esiste, semplicemente perché Yahweh odia i froci, e si sa che fine hanno fatto Sodoma e Gomorra, e sempre questo fantasma del vecchio barbuto (sorta di babbo natale maligno che invece di portare regali ti brucia nelle fiamme dell'inferno, e che poi è la Legge, il nome del Padre eccetera - sui vari piani)...

Io discuto di ateismo solo con chi ha cognizione della morte di Dio. Mi dispiace, ma se vogliamo portare la questione su un piano filosofico più alto, dobbiamo temporaneamene sfrocizzarla  :sclerosis: 

Edited by akinori
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Sono ateo.

Qualsiasi idea di un dio creatore basata sulla centralità dell'uomo nell'universo mi fa molto ridere.

Qualsiasi idea di un dio che non ha creato l'universo per l'uomo, né per altre forme di vita passate, presenti o future, è accettabile in termini di immaginazione, ma è una complicazione inutile in termini conoscitivi, e ancor più inutile è credervi dal momento che non può portare alcuna "consolazione alla vita" per l'uomo.

L'idea dell'esistenza di entità mistiche, impalpabili e irrilevabili, tra cui l'anima, e delle quali è impossibile dimostrare l'esistenza, è un'altra complicazione inutile e, nel caso specifico dell'anima, uno sberleffo alla realtà rilevabile dei sistemi biologici che compongono l'essere umano, e alla loro tremenda complessità.

 

La mia omosessualità non ha problemi, né ne ha mai avuti, a conciliarsi con la mia visione del cosmo.

Piuttosto io ho parecchi problemi a interfacciarmi nella sfera personale con persone credenti in una qualsiasi delle cose sopra elencate, perché tali credenze comportano, in forma maggiore o minore, una certa dose di ottusità o in alternativa una mancanza di informazioni e riflessioni adeguate.

 

Peggio ancora se si tratta di persone aderenti a un credo religioso, considerando il profondo disprezzo che nutro per le religioni.

 

Son cresciuto tra catechismo, messe e cristianissimi sensi di colpa indotti, ma i primi problemi col dio cattolico, e in generale con qualsiasi altro dio, li ho avuti quando da bambino chiesi al catechista come fosse possibile sostenere la visione creazionista del mondo e dell'uomo, quando le evidenze scientifiche sull'età delle rocce terrestri, e le analogie tra i fossili e le forme di vita viventi ci raccontavano una storia completamente diversa.

Il catechista mi rispose che il diavolo ha molti mezzi per ingannare l'uomo.

Pessima risposta.

Sarebbe bastato tirar fuori l'idea di un dio fautore del big bang che nella sua onniscienza aveva previsto ogni singolo scontro di atomi e ogni singola forma di vita, appositamente per arrivare all'uomo, e il gregge cattolico mi avrebbe avuto tra le sue schiere per qualche anno in più.

Invece mi ha costretto a scegliere tra dio e i dinosauri.

E io facevo fatica a ricordare le preghiere, ma i nomi dei lucertoloni e le loro caratteristiche li conoscevo a menadito.

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Son cresciuto tra catechismo, messe e cristianissimi sensi di colpa indotti, ma i primi problemi col dio cattolico, e in generale con qualsiasi altro dio, li ho avuti quando da bambino chiesi al catechista come fosse possibile sostenere la visione creazionista del mondo e dell'uomo, quando le evidenze scientifiche sull'età delle rocce terrestri, e le analogie tra i fossili e le forme di vita viventi ci raccontavano una storia completamente diversa.

 

Anch'io sono cresciuto tra catechismo, messe e cristianissimi parenti (i sensi di colpa del cristianesimo invece non hanno mai avuto presa su di me) e anch'io ho iniziato da molto piccolo a fare domande imbarazzanti, alle quali non ho ricevuto risposte soddisfacenti.

Ricordo che avrò avuto nove o dieci anni quando chiesi al sacerdote come mai Dio avesse creato l'uomo tanto cattivo, peccatore e ribelle come veniva descritto in chiesa. Sì, perchè a me è sempre stata sulle palle la demonizzazione dell'umanità ... sono sempre stato affascinato dall'uomo (ambosessi, si intende :-)), con tutte le sue debolezze, con tutte le sue stranezze. In generale, ancora oggi, le persone sono la mia più grande passione (croce e delizia, ovviamente, come tutte le passioni). Quindi non capivo proprio perchè il Dio che ci aveva creati dovesse averci fatti in un modo che non gli piaceva, in un modo che veniva definito "incline al male". La risposta tanto non mi convinse, che non la ricordo nemmeno ...

La seconda domanda imbarazzante che feci  fu rivolta alla mia cattolicissima maestra delle elementari. Le chiesi conto delle altre religioni, di come si potesse sostenere che noi avevamo ragione e loro torto, oppure, viceversa, di come si potesse pretendere di dire che avevamo tutti ragione, cercando di conciliare posizioni inconciliabili. Lei mi rispose qualcosa di vago sul fatto che a Dio piace essere lodato in modi e in forme diverse. Questa risposta mi piacque in parte, la trovai poetica, ma non mi convinse ...

 

Della serie ... più hai ricevuto un'educazione cattolica, più è facile che ti allontani presto dalla fede e dal senso del sacro ...

Edited by wasabi
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  • 8 years later...

Virtually all major mental health organizations have concluded that there is no credible scientific evidence that LGBTQ citizens are psychologically harmed per se or that they need to change their orientations or identities. 


Discrimination and stigmatization of LGBTQ citizens adversely affect their mental health and the right to happiness. 

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  • 1 month later...

Credo principalmente al culto dei parenti e animali domestici defunti. Li venero e spesso sento che stiano con me nei momenti di difficoltà ad aiutarmi. Poi credo in un Dio universale che ci ha creati a tutti ma non con sembianze umane ma come spazio.

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5 hours ago, PiNKs said:

un Dio universale che ci ha creati a tutti ma non con sembianze umane ma come spazio.

In effetti la specie umana spesso dà l'impressione d'essere un.... buco nero....

Edited by Mario1944
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10 hours ago, PiNKs said:

Poi credo in un Dio universale che ci ha creati a tutti ma non con sembianze umane ma come spazio.

In una società secolarizzata è più facile dirsi credenti di un Dio di sembianze non umane 😅

Io consiglio a tutti, miscredenti e non, di rileggere il racconto Un cuore semplice di Flaubert.

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