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Nuovo Parlamento


ulisse62

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@Hinzelmann

 

per me se l'italia vota di nuovo con questa legge elettorale è una buffonata, a prescindere dalle primarie pd.

 

il primo che arriva si piazza con troppo vantaggio sugli altri ed è una legge vergognosa che non fa votare i candidati direttamente, secondo le migliori dittature dei partiti.

 

con questa legge la situazione dopo le elezioni è la stessa di ora con la differenza che forse il primo partito alla camera diventa un altro ma altrimenti nulla cambia.

Edited by marco77
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Una riforma della legge elettorale è possibile solo se

c'è un'alleanza fra PD e PDL e se entrambi i partiti

convergono su un testo comune.

 

Altrimenti la legge resta per forza quella che c'è.

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@Hinzelmann

 

grillo e pd non basterebbero per far cambiare la legge elettorale, eventualmente con l'aiuto di monti ?

 

il problema penso che sia che grillo non vuole cambiarla perchè specula che la prossima volta il premio di maggioranza alla camera lo becca lui....

 

senza un'altra legge elettorale non capisco che vantaggio c'è a rivotare, si avrà una situazione simile all'attuale.

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Non vedo perchè Grillo dovrebbe votare una legge maggioritaria a doppio turno

che gli imporrebbe di raggiungere il 50%+1 dei voti per collegio per poter eleggere

ogni singolo deputato.

 

Nella prospettiva di un partito che dice di non volersi alleare con nessuno, il doppio

turno dovrebbe essere uno spauracchio.

 

Nell'ottica di Grillo semmai, meglio un maggioritario a turno unico, ma su questo

si potrebbe realizzare una convergenza fra Grillo e PDL, non certo fra Grillo e PD.

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Icoldibarin
@@Icoldibarin puoi anche aprirla ma io non sono molto costante, dopo che iniziano a postare a raffica tutti gli utenti, il che mi porterebbe a leggere molteplici risposte e scrivere papiri, mi passa la voglia e abbandono la discussione…sono molto snob XD

Ad ogni modo l’assunto delle teorie di Latouche è certamente accattivante, in un mondo di risorse limitate non si può crescere all’infinito, tant’è che buttai via un po’ di soldi per un paio di suoi libri(di cui solo uno comprato), e l’impianto della decrescita è un non senso sia economicamente parlando che storicamente parlando. L’errore di fondo è sottovalutare l’ingegno umano ed il progresso scientifico, che però è guidato da quello economico, come fece ad esempio Malthus.

La mia sulla Namibia era una battuta, ma l’esito ultimo di una simile teoria sono povertà e dittatura, perché senza lo stimolo di un profitto nessun privato si muove, altrimenti alcune scelte, ad esempio in campo energetico sarebbero già state fatte, quindi è necessario che lo stato reperisca le risorse per mettere in atto scelte anti-economiche, accollandosi di fatto investimenti non remunerativi, che al più potrebbero risultare a ritorno zero. Peccato che questo ha portato alla riduzione delle risorse disponibili per l’individuo, la diminuzione della sua possibilità di scelta, un pessimo investimento per lo stato, e con uno sguardo più ampio una minore propensione al progresso perché senza la molla del profitto nessuno sarebbe disposto ad accollarsi costi di ricerca, investimento e produzione. La teoria della decrescita ha al suo interno i medesimi germi del socialismo, e gli esiti non sono affatto incoraggianti. Comunque si può provare, c’è una famiglia che vive con cinque euro al giorno, che per i decrescisti è una sorta di totem, e vedere se si trova bene, certo che un conto è farlo singolarmente, un altro è pensare un modello di sviluppo che si basi su riduzione di consumi, auto-sussistenza e comunitarismo, vista la compressione dei commerci che ciò porterebbe.

Tornando un po’ più in tema Beppe Grillo è sostenitore di una sorta di teoria decrescista, infatti ha affermato che la crescita del PIL deve essere solo nominale, ovvero legata all’inflazione, mentre quella reale è meglio se non ci sia, proponendo una sorta di stagnazione perenne, con l’illusione di aumento dei salari ma ad eguale potere d’acquisto. Il caso dell’Argentina, dove la crescita del PIL è stata quasi esclusivamente nominale, seppur li ci siano altri fattori, a cominciare dalle risorse naturali, da considerare, non gioca proprio a favore di una simile teoria, però passi.

 

P.s./ Per capire gli errori di fondo di Latouche, non quelli economici, essendo la sua teoria priva di fondamento sotto quel punto di vista, ma diciamo antropologici consiglio al lettura di questo bellissimo libro: [...]

Innanzitutto grazie per il consiglio riguardo al libro di Matt Ridley, vedrò se ne trovo una copia in biblioteca.

In merito al desiderio di profitto economico che secondo te sostiene ed incentiva ogni attività umana v'è da dire che potrebbe (e sono abbastanza convinto che sia) un'estrema semplificazione dell'agire umano. Innanzitutto bisogna stabilire se il desiderio di accumulo di proprietà ed egoistico è insito nella natura umana oppure è opera di un condizionamento del comportamento umano perpetrato in giovane età (Si noti per esempio che diverse società sembrano agire in maniera abbastanza dissimile).

Quanto ad ingegno umano e progresso scientifico non vanno sottovalutati ma nemmeno sopravvalutati e presi a scusa per evitare di analizzare i problemi che stiamo creando oggi rimandandoli in un ipotetico domani.

L'attuale situazione mondiale indica che la forbice fra una ristretta popolazione ricca e una sempre più vasta popolazione povera si sta allargando e non potrebbe essere diversamente visto che il sistema capitalistico si fonda sul dislivello dispari dei vari soggetti.

Ammesso anche che si voglia credere ancora alla favola secondo cui il profitto del singolo corrisponda al profitto della società non si può proseguire oltre senza domandarsi come gestire un eventuale e improponibile adeguamento dell'ottanta per cento della popolazione allo stile di vita occidentale (ricordiamo ancora una volta che il 20% della popolazione consuma più dell'80% delle risorse planetari).

Evitare di rispondere a queste domande girando il problema con un ottimistico "nel futuro troveremo le soluzioni" può essere una visione abbastanza ingenua o decisamente irrispettosa dell'altrui esistenza.

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@Frollo

 

No sono risorse che gli enti locali hanno ma non possono spendere, perchè il patto di stabilità interno agli enti locali ti limita nella spesa per gli investimenti, anche se tu quei soldi li hai in cassa.

 

Alcuni esempi in un servizio di Ballarò , il comune di Cortona che pur avendo 9 milioni di € in cassa non può spenderli per finanziare il suo festival di musica classica, o il Comune di Sanremo che ha in cassa 42 milioni di € ma non può spenderli perchè appunto anch'essi bloccati dal patto di stabilità, ecc... nel servizio calcolano che siano 35 i miliardi di € nella casse dei comuni che sono bloccati e non possono essere spesi.

Se si iniziassero a sbloccare quelli si potrebbe far ripartire l'economia:

 

 

Per altro la dismissione delle società è un punto programmatico inserito negli 8 punti quindo è falso che non sia previsto:

 

-  Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.

http://www.partitodemocratico.it/doc/251554/otto-punti-per-un-governo-di-cambiamento.htm

 

Poi è falso dire che il governo Prodi non avesse fatto nulla per ridurre la spesa e gli sprechi:

 

-Tagliati del 10% gli stipendi dei parlamentari nazionali ed europei, sottosegretari, sindaci, presidenti di regione e provincia:
-Tagliati del 30% gli stipendi del presidente del consiglio, dei ministri, viceministri e sottosegretari:
-Tagliati i costi di Camera e Senato:
 

Da un Servizio di Report in cui si vede come la spesa avesse invertito la sua rotta negli anni del governo Prodi:

 

kak87q.jpg

 

Articolo di Repubblica in cui si sottolineava l'inversione di rotta nella spesa pubblica:

 

2ewiow5.jpg

Edited by Sbuffo
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@@Icoldibarin è logico che ho semplificato, altrimenti non ti avrei consigliato il libro di Ridley, ma ti avrei detto di leggere molto attentamente il mio scritto ;-)

Comunque ho ritrovato un articolo di Arfaras che direi è molto indicato:

http://www.linkiesta.it/pensioni-decrescita

 

 

@@Sbuffo io sapevo 39mld, ma la cifra certa credo sia di difficile determinazione. Comunque parli con uno che dorme con il Bilancio del proprio comune, che ha 5.3mln “bloccati”, sul comodino. Sono soldi si dei comuni, ma sono virtuali, non è che esistono realmente questi soldi depositati, ma vengono usati per altro, principalmente vengono posti a garanzia del debito, e non a caso una delle prime mosse di Monti è stato il varo della tesoreria unica.

Detto in soldoni i comuni avrebbero 39mld, che però non esistono perché lo stato-padrone li usa per altro, quindi per permettere ai comuni di spendere questa cifra o si tolgono questi soldi come garanzia, e ovviamente minori garanzie portano a maggiori tassi, oppure si emette debito, od in alternativa si tolgono da qualche altra parte.

Specifico che il patto di stabilità interno così come strutturato è demenziale, anche se ha messo freno alle follie de comuni…almeno qualche lato positivo lo ha avuto.

 

Sulle società ti ho risposto sopra.

 

Guarda, se quelli per te sono gli “sprechi”, e il tuo pensiero rispecchia la linea del PD, allora sono sicuro che è acqua fresca. Gli sprechi, per dirti qualche voce, si trovano nelle forniture sanitarie, nelle forniture alla PA, nelle chiamate dirette, nella non apertura ai privati in determinati settori, e così via.

Ripeto tu parli di spesa primaria, ciò senza considerare gli interessi, che è come se una famiglia dicesse “Beh siamo a posto, tolte le rate del mutuo siano in pareggio con lo stipendio”; peccato che la banca poi li toglie la casa se non viene pagata. Inoltre il saldo primario con Prodi fu maggiore perché ci fu una ripresa economica, e nonostante ciò aumento il livello di pressione fiscale, quindi non c’è da vantarsene.

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@Hinzelmann

 

e chi l'ha detto che ci vuole un maggioritario a doppio turno ?

 

un bel proporzionale a 1 turno semplice senza sbarramenti d'entrata e senza coalizioni ehhhh ?

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Lo dice il PD....mica lo dico io

 

Io mi sono limitato a registrare il fatto che ciò che vuole

il PD - maggioritario a doppio turno - è quanto di peggio

possa esistere per un movimento, come il M5S, che si

ripropone di non allearsi con nessuno.

 

Il proporzionale puro senza sbarramenti e premi non lo

vuole nessuno, né mai si farà.

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