Jump to content

Religione e Idiozia


AndrejMolov89

Recommended Posts

La congettura razionale e la fede cieca.

 

Caro Tempo del Sogno,

 

m'opponi:

"Mi piacerebbe molto potertene dare una razionale, ma purtroppo non c'è, così come non c'è una spiegazione razionale che dimostri che il mondo non ha assolutamente bisogno di Dio e mai lo ha avuto.Su questo si fa una scelta, o per ragione o per fede.

Io l'ho fatta per fede, e dopo mi sono ritrovato, pensando a questi argomenti (e studiandone anche alcuni a scuola :)), che alcuni si possono accordare ottimamente con la scienza e la ragione, anche se chiaramente non tutti.".

 

In somma, sei stato educato secondo una certa nozione di dio; questa nozione hai poi considerata razionalmente e razionalmente corretta ed adattata a Te e, dunque, opportunamente la propugni secondo la Tua ragione; ma, propugnandola appunto secondo la Tua ragione, non persegui una confidenza mera nelle opinioni altrui circa la natura divina, ricevute ed accettate intatte ed intatte credute, se pur siano razionalmente tanto assurde, che sia necessario invocare la cecità d'una fede in qualche cosa od in qualcuno, affinché non siano prontamente nel riso repulse.

 

Argomenti:

"In realtà per un ateo dovrebbe essere la stessa cosa, solo che spesso gli atei tendono ad essere più insistenti, perchè mettendo la ragione in primo piano fanno spesso salti impropri e hanno troppa fiducia nell'uomo.".

 

Dubito che coloro, i quali neghino dio, abbiano molta fiducia nella stirpe umana, se non per altro, perché tutti gli dei sono ineluttabilmente congetturati ad immagine e similitudine nostre:

a ben considerare, è immensamente maggiore la fiducia nell'uomo che ostentano coloro, i quali asseriscono che un dio eterno e perfetto siasi data pena d'uscire dalla sua perfezione eterna, per creare la stirpe nostra e provvederle miserabilmente una mica minima di tempo e di luogo.

 

Lamenti:

"Insomma, io rispetto un ateo, ma non voglio che mi venga detto che sono certamente in errore.Considererei diversamente un "forse sei in errore", che è più aderente alla realtà e anche più rispettoso".

 

Useremo sempre il forse...

 

Alla mia annotazione:

"Se tutto è dio, nulla è dio:

la moltiplicazione universale del concetto di dio è, in fine, una dissoluzione del concetto di dio.",

 

opponi:

"E perchè?

E' come se tu dicessi che una nave troppo grossa smettesse di essere una nave.Non ha molto senso.

Oppure non ho capito cosa hai detto."

 

Se vuoi conservare la similitudine della nave, sarebbe come se Tu appellassi nave tutto quel che vedi stando sulla nave:

e navi e flutti ed acque e pesci ed uccelli e terre e cieli ed astri e stelle...;

se tutto è nave, nulla è nave, perché non definisci la nozione di nave, distinguendola da tutte le altre nozioni di cose, alle quali pure universalmente l'assegni.

 

Circa la mia esplicazione della dottrina dei Cristiani:

"Le creature provviste d'anima immortale, cioè la specie umana e quella angelica, permarranno perpetuamente nello stato disposto dal dio con il giudizio estremo:

o dannate o salvate",

 

domandi:

"E questo ok, ma a sto Gesù il mondo servirebbe ancora o potrebbe lasciarlo lì com'è? XD A meno che per "stato disposto da Dio" non intendi il nostro mondo, posso dire di non aver capito"

 

Intendo tutto l'universo:

il dio, nel giudizio estremo, disporrà tutto l'universo creato, assegnando premii e pene perpetui alle creature capaci di peccato; tutte le altre saranno, come ora sono, solo ad ornamento.

 

Congetturi:

"Considero comunque Dio come dotato di mente, ma anche come assolutamente neutrale e indifferente verso le vicende umane.Insomma, ha una mente perchè le leggi fisiche che gli scienziati scoprono ha dovuto idearle, ma ciò non significa che consideri noi in maniera particolare o che ci tratti con un occhio di riguardo.".

 

Una congettura allettante, simile a quella d'Aristotele:

ma codesto Tuo è, non di meno, un dio molto umano, un dio intelligente come noi, un dio simile a noi, un dio creato da noi.

 

Non possiamo, ahinoi, evitare di cadere nell'errore, notato da Senofane d'Efeso, quando ammonì:

se i buoi venerassero numi, sarebbero numi cornuti.

 

Anakreon.

Link to comment
Share on other sites

  • Replies 160
  • Created
  • Last Reply

Top Posters In This Topic

  • Dreamtime

    29

  • Almadel

    16

  • soledamore

    13

  • Divine

    10

In somma, sei stato educato secondo una certa nozione di dio; questa nozione hai poi considerata razionalmente e razionalmente corretta ed adattata a Te e, dunque, opportunamente la propugni secondo la Tua ragione; ma, propugnandola appunto secondo la Tua ragione, non persegui una confidenza mera nelle opinioni altrui circa la natura divina, ricevute ed accettate intatte ed intatte credute, se pur siano razionalmente tanto assurde, che sia necessario invocare la cecità d'una fede in qualche cosa od in qualcuno, affinché non siano prontamente nel riso repulse.

 

Nono, non ci siamo XD Non sono stato educato secondo una certa concezione di Dio, anzi, personalmente penso che il dio cristiano sia molto impobabile.La mia religiosità in realtà si accorda molto bene con la scienza, e anzi, non c'è alcuna cosa che secondo ragione possa negarlo o trovarvi una qualsiasi contraddizione.E' per questo che difendo molto l'idea, perchè si accorda ottimamente anche con la ragione.

 

Dubito che coloro, i quali neghino dio, abbiano molta fiducia nella stirpe umana, se non per altro, perché tutti gli dei sono ineluttabilmente congetturati ad immagine e similitudine nostre:

a ben considerare, è immensamente maggiore la fiducia nell'uomo che ostentano coloro, i quali asseriscono che un dio eterno e perfetto siasi data pena d'uscire dalla sua perfezione eterna, per creare la stirpe nostra e provvederle miserabilmente una mica minima di tempo e di luogo.

 

Errato, il Dio cristiano è a immagine e somiglianza dell'uomo, il mio no.Sulla seconda affermazione sono d'accordo, ma in ambito cristiano naturalmente, anche perchè al di fuori di esso (o di religioni simili) cadono i presupposti per un tale pensiero.

 

Useremo sempre il forse...

 

Grazie ^^

Se vuoi conservare la similitudine della nave, sarebbe come se Tu appellassi nave tutto quel che vedi stando sulla nave:

e navi e flutti ed acque e pesci ed uccelli e terre e cieli ed astri e stelle...;

se tutto è nave, nulla è nave, perché non definisci la nozione di nave, distinguendola da tutte le altre nozioni di cose, alle quali pure universalmente l'assegni

 

Bhè, se potessimo definirla chiaramente non saremmo qui a parlarne, perchè saremmo certissimi entrambi della sua esistenza, visto che per averne la nozione dovremmo conoscerla :) E Dio è inconoscibile anche empiricamente, tanto che alcuni infatti ne mettono in dubbio l'esistenza.

Infatti, se ci pensi, è ben difficile definire l'idea di Dio, ma ciò non toglie che possa esserci comunque :)

Insomma, vorrai mica dirmi che non esiste perchè non ne do una definizione?

Una congettura allettante, simile a quella d'Aristotele:

ma codesto Tuo è, non di meno, un dio molto umano, un dio intelligente come noi, un dio simile a noi, un dio creato da noi.

 

Il fatto che noi siamo le uniche creature intelligenti di cui siamo a conoscenza non significa che l'intelligenza sia una qualità solo umana.Anzi, a ben vedere tra noi e Dio ci sarebbe un'unica somiglianza.Meno di quante ne abbiamo con un gatto XD

Link to comment
Share on other sites

Loup-garou
La mia religiosità in realtà si accorda molto bene con la scienza, e anzi, non c'è alcuna cosa che secondo ragione possa negarlo o trovarvi una qualsiasi contraddizione.E' per questo che difendo molto l'idea, perchè si accorda ottimamente anche con la ragione.

 

Su questo si fa una scelta, o per ragione o per fede.

Io l'ho fatta per fede, e dopo mi sono ritrovato, pensando a questi argomenti (e studiandone anche alcuni a scuola :)), che alcuni si possono accordare ottimamente con la scienza e la ragione, anche se chiaramente non tutti.

 

Sarebbe questo il pensiero che si accorda ottimamente con la ragione?

 

 

 

Qualsiasi ipotesi si può "accordare" con la ragione, se non esiste un criterio in base al quale si introducono nuove ipotesi. È questa la differenza. La scienza ha un metodo, la religiosità no. È per questo che il metodo scientifico potrebbe essere sbagliato, il metodo religioso lo è sicuramente.

 

E ciò indipendentemente dal fatto che ciò che dice la religione sia vero o sbagliato. Dio può esistere o non esistere, ma sostenere che esista "perché ho fede in questo fatto" è sbagliato.

 

Pagine indietro hai domandato "Io voglio sapere come potete confutare la possibilità dell'esistenza di Dio, che oltretutto dovrebbe esistere di per sè per la sua stessa essenza". La risposta è semplice: ammettere tale possibilità implicherebbe l'implosione del mondo, la distruzione di qualsiasi ragionamento, la fine della vita. Se ad ogni passo mi dovessi porre la domanda "E se fossi solo un cervello in una vasca?", "E se esistesse il demone di Cartesio?", "E se il riscaldamento globale fosse causato dall'aumento della pirateria?", "E se la Terra fosse piatta e tutte le evidenze contrarie fossero frutto di un complotto governativo?" e non potessi respingere ciascuna di queste ipotesi sulla base del fatto che non ci sono prove a loro favore e che la spiegazione più semplice è quasi sicuramente la più corretta, sarebbe impossibile qualsiasi visione del mondo, sarebbe impossibile qualsiasi teoria o discussione, sarebbe impossibile avere un progetto di vita.

Link to comment
Share on other sites

Su questo si fa una scelta, o per ragione o per fede.

Io l'ho fatta per fede, e dopo mi sono ritrovato, pensando a questi argomenti (e studiandone anche alcuni a scuola :)), che alcuni si possono accordare ottimamente con la scienza e la ragione, anche se chiaramente non tutti.

 

Tolta la scelta di credere o meno, tutto il resto "ci sta".Nel senso che nella mia idea di religiosità non ci sono poi contraddizioni.

E ciò indipendentemente dal fatto che ciò che dice la religione sia vero o sbagliato. Dio può esistere o non esistere, ma sostenere che esista "perché ho fede in questo fatto" è sbagliato.

 

Difatti per questo non lo impongo agli altri.Con la ragione si può intuire o ragionevolmente ipotizzare l'esistenza di un dio, ma di certo non la si può provare.

 

Pagine indietro hai domandato "Io voglio sapere come potete confutare la possibilità dell'esistenza di Dio, che oltretutto dovrebbe esistere di per sè per la sua stessa essenza". La risposta è semplice: ammettere tale possibilità implicherebbe l'implosione del mondo, la distruzione di qualsiasi ragionamento, la fine della vita. Se ad ogni passo mi dovessi porre la domanda "E se fossi solo un cervello in una vasca?", "E se esistesse il demone di Cartesio?", "E se il riscaldamento globale fosse causato dall'aumento della pirateria?", "E se la Terra fosse piatta e tutte le evidenze contrarie fossero frutto di un complotto governativo?" e non potessi respingere ciascuna di queste ipotesi sulla base del fatto che non ci sono prove a loro favore e che la spiegazione più semplice è quasi sicuramente la più corretta, sarebbe impossibile qualsiasi visione del mondo, sarebbe impossibile qualsiasi teoria o discussione, sarebbe impossibile avere un progetto di vita.

 

Vedi allora che sei tu che hai paura di porti domande alle quali temi di non poter trovare risposta?

Non per nulla ho affermato questa cosa, perchè so che è molto squilibrante per chi si affida solo alla ragione.

Link to comment
Share on other sites

Dreamtime secondo me hai frainteso l'ultima cosa scritta da Loup... per come ho letto io penso intendesse dire che se ci si affida alla 'metodologia religiosa' (se così la si vuole chiamare) piuttosto che a quella scientifico-positivistica si finirebbe per incorrere in un nichilismo assoluto. Di conseguenza diverrebbe impossibile non soltanto speculare a livello teorico su determinate tematiche, ma, cosa ancor più grave, cercare di risolvere/affrontare determinati problemi... Peraltro se proprio si volesse cercare una paura nell'atteggiamento scientifico, di certo non sarebbe quella di porsi delle domande. Semmai di non poter trovare delle risposte ;)

Link to comment
Share on other sites

Vedi allora che sei tu che hai paura di porti domande alle quali temi di non poter trovare risposta?

Non per nulla ho affermato questa cosa, perchè so che è molto squilibrante per chi si affida solo alla ragione.

 

Sai vero che siamo in Italia? :)

Il 99% di noi è stato educato secondo la dottrina cattolica.

E il fatto che un Dio ci sia o possa esistere è normale per il 93% degli Italiani.

 

Se c'è qualcosa di "squilibrante" direi che è proprio l'idea

che non esiste nessun Progetto, che noi potremmo esistere come no,

che siamo solo un Primate molto perspicace e un po' auto-illuso

e che a nessuno - tranne che a noi - importa del nostro destino sulla Terra.

 

Se Dio non esiste, dobbiamo trovare una morale dentro di noi;

dobbiamo trovare da soli un senso per le nostre vite;

arrivare da soli a delle spiegazioni riguardo alla nostra esistenza.

E dobbiamo persino accettare di non poterci riuscire.

 

Io non mi fido della Ragione, per svariati motivi.

E' tutta un'approssimazione e non riusciamo mai

a concepire un sistema di pensiero

che spieghi tutto e senza contraddizioni....

 

Ma è l'unica cosa che abbiamo.

Puoi anche credere in Dio; ma se muore una persona che ami

piangi allo stesso modo in cui piangerei io.

E se non piangi - perché credi nel Paradiso o nelle Reincarnazione -

io ti giudicherò soltanto una persona immeritevole di aver amato.

(Comincia il mio classico pippone gnostico, potete smettere di leggere da qui :))

 

Per fortuna - di fronte alla Morte - siamo tutti Atei.

Anche la madre più cattolica di fronte al figlio morto

sa che non lo rivedrà mai più e soffre

come soffrono le mamme degli scimpanzè

Non si mette a ballare dicendo: "Che bello, adesso è in Paradiso!"

E se il prete ballasse, lo prenderebbe a calci.

 

Di fronte a un terremoto, solo i cretini parlano di Dio.

Le persone normali parlano della furia cieca della Natura.

"Dio" va bene solo quando le persone che ami sono vive,

la terra non trema e non hai una malattia mortale.

 

Perché in quei momenti speri che esista solo il Caso:

e che Nessuno abbia scelto di far crollare una scuola,

di far morire il tuo ragazzo di AIDS o di averti dato un cancro.

 

Io spero che non ci sia Nessuno e che sia solo un Gioco di Dadi.

Perchè se avessi anche solo un briciolo di fede,

maledirei Dio ogni giorno della mia vita.

E mi voterei all'Inferno pur di non averLo vicino.

 

Tu guardi un campo fiorito e pensi:

"Ma è bellissimo! Deve esserci Qualcuno che lo ha voluto!"

Io guardo le foto dello tsunami e penso:

"E' orrendo! Non può esistere Qualcuno che lo ha voluto!"

(E - se esiste - voglio prenderlo per la barba

e riempire di calci quell'occhietto in mezzo al triangolo...)

 

Nego assolutamente ogni ipotesi di Volontà Divina.

La negherei anche se scendesse Dio in Persona a dirmi: "Almadel, eccomi qui!"

Perché se ha voluto disastri naturali, morte e malattia;

allora è veramente un malato mentale, un sadico e un criminale.

 

E non me ne frega niente se mi ha creato:

anche mia madre mi ha messo al mondo;

ma se avesse deciso di mettermi al mondo

affamato, leucemico e sieropositivo

credo proprio che l'avrei menata.

 

Io non ho "prove" che Dio non esiste,

ma ho una grandissima speranza che Egli non esista.

Spero, spero e spero che sia tutto frutto del Caso:

molecole che si incontrano accidentalmente

e che accidentalmente fanno dei casini.

Link to comment
Share on other sites

La nozione di dio.

 

Caro Tempo del Sogno,

 

dichiari:

"Non sono stato educato secondo una certa concezione di Dio.".

 

M'è difficile congetturare dove tu sia mai stato educato, che tu non abbia ricevuta, se non dai genitori, al meno dai maestri, una certa nozione di dio, la quale, per lo più, è una nozione conveniente con la fede cieca del volgo.

 

Definisci:

"La mia religiosità in realtà si accorda molto bene con la scienza, e anzi, non c'è alcuna cosa che secondo ragione possa negarlo o trovarvi una qualsiasi contraddizione.E' per questo che difendo molto l'idea, perchè si accorda ottimamente anche con la ragione.".

 

Ma così mi concedi che la Tua nozione di dio è possesso conseguito per un'investigazione razionale e non eredità ricevuta dalla disciplina avita, non quindi fede cieca, ma argomento veggente:

ricordi donde siamo proceduti ?.

 

A mia asserzione:

"tutti gli dei sono ineluttabilmente congetturati ad immagine e similitudine nostre",

 

opponi:

"Errato, il Dio cristiano è a immagine e somiglianza dell'uomo, il mio no.".

 

Sono persuaso che ogni dio sia fatto ad immagine e similitudine nostre:

anche quando lo congetturiamo perfetto, eterno, ottimo, massimo; anche quando fingiamo sia intelletto puro, forma pura, pensiero di pensiero; anche quando immaginiamo sia semplice ed uno, fonte prima della moltiplicazione universale; sempre lo rappresentiamo, nell'essenza, partecipe delle nostre virtù e delle nostre eccellenze e, dunque, immagine nostra, benché purificata da tutto ciò, che stimiamo impuro ed indegno di lui.

 

Osservi:

"Bhè, se potessimo definirla chiaramente non saremmo qui a parlarne, perchè saremmo certissimi entrambi della sua esistenza, visto che per averne la nozione dovremmo conoscerla :) E Dio è inconoscibile anche empiricamente, tanto che alcuni infatti ne mettono in dubbio l'esistenza.

Infatti, se ci pensi, è ben difficile definire l'idea di Dio, ma ciò non toglie che possa esserci comunque.

 

Non asserisco che l'affermazione:

"dio è tutte le cose"

sia indefinita ed oscura, ma piuttosto che un dio talmente affermato, a ben considerare, non si distinguerebbe dalle singole cose dell'universo e, dunque, non avrebbe una natura sua propria, distinta da tutte le altre; potresti così appellarlo dio, come non appellarlo affatto; così affermare che fosse, come negare che fosse:

nulla muterebbe.

 

Domandi:

"Insomma, vorrai mica dirmi che non esiste perchè non ne do una definizione?"."

 

Per certo no, se non per altro, perché la definizione nostra potrebb'essere errata.

 

Non di meno, la questione potrebb'essere:

se non possiamo né certamente definirlo né sicuramente congetturarlo né chiaramente esperimentarlo, di che dio andiamo mai disputando ?.

 

Concludi:

Il fatto che noi siamo le uniche creature intelligenti di cui siamo a conoscenza non significa che l'intelligenza sia una qualità solo umana.Anzi, a ben vedere tra noi e Dio ci sarebbe un'unica somiglianza..

 

Non è probabilmente una virtù, se pur sia virtù, solo umana l'intelligenza delle cose; ma ciò non porta necessariamente seco che sia anche divina, se pur sia un dio.

 

Comunque sia, la questione che ho posta non è se un dio, qualora sia, sia partecipe, se pur in sommo grado, dell'intelligenza nostra; ma bensì chi lo congetturi tale e tanto e perché:

mi pare difficile negare che noi lo congetturiamo usando delle nostre stesse virtù e delle nostre stesse eccellenze, se pur siano tali...

 

Anakreon.

Link to comment
Share on other sites

Dreamtime secondo me hai frainteso l'ultima cosa scritta da Loup... per come ho letto io penso intendesse dire che se ci si affida alla 'metodologia religiosa' (se così la si vuole chiamare) piuttosto che a quella scientifico-positivistica si finirebbe per incorrere in un nichilismo assoluto. Di conseguenza diverrebbe impossibile non soltanto speculare a livello teorico su determinate tematiche, ma, cosa ancor più grave, cercare di risolvere/affrontare determinati problemi... Peraltro se proprio si volesse cercare una paura nell'atteggiamento scientifico, di certo non sarebbe quella di porsi delle domande. Semmai di non poter trovare delle risposte

 

Nel caso aspettiamo chiarimenti da lui :)

Se c'è qualcosa di "squilibrante" direi che è proprio l'idea

che non esiste nessun Progetto, che noi potremmo esistere come no,

che siamo solo un Primate molto perspicace e un po' auto-illuso

e che a nessuno - tranne che a noi - importa del nostro destino sulla Terra.

 

Se Dio non esiste, dobbiamo trovare una morale dentro di noi;

dobbiamo trovare da soli un senso per le nostre vite;

arrivare da soli a delle spiegazioni riguardo alla nostra esistenza.

E dobbiamo persino accettare di non poterci riuscire.

 

Certo, senza Dio è più difficile.Per questo io mi ritengo fortunato.

 

Io non mi fido della Ragione, per svariati motivi.

E' tutta un'approssimazione e non riusciamo mai

a concepire un sistema di pensiero

che spieghi tutto e senza contraddizioni....

Nemmeno io, infatti vedi la risposta sopra :)

 

Ma è l'unica cosa che abbiamo.

Puoi anche credere in Dio; ma se muore una persona che ami

piangi allo stesso modo in cui piangerei io.

E se non piangi - perché credi nel Paradiso o nelle Reincarnazione -

io ti giudicherò soltanto una persona immeritevole di aver amato.

 

Se ho ragione fai male però.Anche se c'è da dire che se uno è agnostico farebbe bene a piangere, perchè nel migliore dei casi ha pianto per niente.

 

L'ultima parte non la ricopio altrimenti viene troppo lungo, comunque la mia risposta è questa:

 

Come te non mi illudo che Dio sia buono o consolatorio in qualche modo.Come sai io penso che sia neutrale, nè buono nè malvagio.E' vero che esistono persone moribonde ma è anche vero che esisti tu e l'amore per il tuo ragazzo.Alla fine tutto si equilibra, in qualche modo.

 

Anakreon

M'è difficile congetturare dove tu sia mai stato educato, che tu non abbia ricevuta, se non dai genitori, al meno dai maestri, una certa nozione di dio, la quale, per lo più, è una nozione conveniente con la fede cieca del volgo.

I miei genitori non mi hanno indirizzato verso nessuna fede.Le concezioni di Dio che conosco le ho imparate a scuola, ma sono più di una.

 

Ma così mi concedi che la Tua nozione di dio è possesso conseguito per un'investigazione razionale e non eredità ricevuta dalla disciplina avita, non quindi fede cieca, ma argomento veggente:

ricordi donde siamo proceduti ?.

Non proprio perchè io ci sono arrivato attraverso la fede.Poi dopo, pensandoci, ho visto che si accordava anche con la ragione.Ma questo dopo :)

 

POST INCOMPLETO (perchè devo andare a cena)

Link to comment
Share on other sites

Loup-garou
Tolta la scelta di credere o meno, tutto il resto "ci sta".Nel senso che nella mia idea di religiosità non ci sono poi contraddizioni.

 

Non ho capito cosa intendi con "tolta la scelta di credere o meno". Comunque forse non si è capito il senso della citazione:

 

Io l'ho fatta per fede, e dopo mi sono ritrovato, pensando a questi argomenti (e studiandone anche alcuni a scuola :)), che alcuni si possono accordare ottimamente con la scienza e la ragione, anche se chiaramente non tutti.

 

Io qui vedo una persona che dice di partire da concezioni a priori sull'esistenza di Dio, promulgarle come valide, tentare di razionalizzarle, e nonostante ciò riuscire solo in parte.

 

Vedi allora che sei tu che hai paura di porti domande alle quali temi di non poter trovare risposta?

Non per nulla ho affermato questa cosa, perchè so che è molto squilibrante per chi si affida solo alla ragione.

 

Non hai capito. Il punto non è la prima parte della frase, ma la seconda. Le domande ce le facciamo tutti, la differenza sta nel come rispondiamo.

 

Se ad ogni passo mi dovessi porre la domanda "E se fossi solo un cervello in una vasca?", "E se esistesse il demone di Cartesio?", "E se il riscaldamento globale fosse causato dall'aumento della pirateria?", "E se la Terra fosse piatta e tutte le evidenze contrarie fossero frutto di un complotto governativo?" e non potessi respingere ciascuna di queste ipotesi sulla base del fatto che non ci sono prove a loro favore e che la spiegazione più semplice è quasi sicuramente la più corretta, sarebbe impossibile qualsiasi visione del mondo, sarebbe impossibile qualsiasi teoria o discussione, sarebbe impossibile avere un progetto di vita.

 

Tu come ti comporteresti se pensassi di essere un cervello in una vasca? Personalmente vedo solo due vie possibili. La prima è godermi questa illusione di vita più che posso, fregandomene altamente di qualunque principio morale, consapevole che tutto ciò che mi circonda, comprese le altre persone, è solo una finzione, l'immagine trasmessa da un computer. L'altra è uccidermi, per spirito di ribellione, oppure nella speranza che questo mi induca a risvegliarmi nella realtà.

 

Come vedi mi trovo davanti a una scelta, che è influenzata dalla mia visione del mondo. Le mie scelte sono sempre influenzate dalla mia visione del mondo, che comprende anche l'esistenza o meno di Dio. Quale visione del mondo adotto? Teoricamente entrambe sono possibili, eppure devo scegliere. A questo serve un metodo: a guidare nella scelta.

 

La religiosità non ha alcun metodo. Le scelte sono fatte a muzzo: perché il Dio di Dreamtime dovrebbe essere una risposta più valida della risposta offerta da qualsiasi altra religione? Non c'è un motivo, Dreamtime sceglie per fede. E a chi gli dice qualcosa, si affretta a chiarire che è una scelta valida quanto le altre, lui ha scelto quella, ma andava bene anche un'altra. In pratica, a cosa serve il metodo Dreamtime?

 

Ma soprattutto, a cosa serve il Dio di Dreamtime? In tutta questa discussione non ha fatto altro che sostenere che abbiamo bisogno di Dio. Io non riesco a capire che cosa spieghi il Dio di Dreamtime.

Dire che le leggi fisiche potrebbero cambiare dall'oggi al domani se Dio lo volesse mi dà una qualche maggiore comprensione del mondo che mi circonda? Dreamtime se ne sta per caso legato al pavimento per paura che la gravità possa dall'oggi al domani invertirsi?

A che mi serve dire che il mondo è intelligente? È possibile prevedere qualche evento futuro studiandone la personalità?

Dire che l'universo è la causa di se stesso ha un qualche vantaggio rispetto al dire "Non lo so?" o, se è per questo, "Non ha nessuna causa?"

Link to comment
Share on other sites

Il punto.

 

Caro Tempo del Sogno,

 

ricordi:

"Le concezioni di Dio che conosco le ho imparate a scuola, ma sono più di una.".

 

E suppongo T'abbiano insegnate le nozioni di dio più diffuse tra le moltitudini:

ma non è questo il punto.

 

Confessi:

"io ci sono arrivato attraverso la fede.Poi dopo, pensandoci, ho visto che si accordava anche con la ragione.Ma questo dopo!"..

 

E' questo il punto:

quando siamo fanciulli, adolescenti, necessariamente ascoltiamo le nozioni altrui, non solo circa dio, ma circa qual si voglia cosa, e necessariamente le accettiamo tali e quali, per fiducia nei genitori, nei maestri, nella società civile, nel consorzio umano in cui viviamo.

 

Crescendo, possiamo usare della nostra ragione per esaminare e quindi razionalmente accogliere o correggere o repellere per tutto tali nozioni oppure possiamo continuare a conservarle intatte per fiducia cieca in coloro, i quali ce le hanno consegnate ovvero in coloro, i quali le avevano consegnate loro:

per ciò dunque, a mio giudizio, si distingue una nozione razionale da una nozione fiduciaria, perché la prima conseguiamo noi stessi esaminando razionalmente, la seconda confidando in altri ciecamente.

 

Anakreon.

Link to comment
Share on other sites

Mi piacerebbe molto potertene dare una razionale, ma purtroppo non c'è, così come non c'è una spiegazione razionale che dimostri che il mondo non ha assolutamente bisogno di Dio e mai lo ha avuto.Su questo si fa una scelta, o per ragione o per fede.

 

Sono d'accordo in parte. Nella maggior parte dei casi un ateo è tale perché, di fatto, per il momento non c'è nulla di oggettivo che implichi necessariamente Dio. E' una visione puramente soggettiva, magari bella ed edificante, ma resta tale.

 

E Dio è inconoscibile anche empiricamente, tanto che alcuni infatti ne mettono in dubbio l'esistenza.

Infatti, se ci pensi, è ben difficile definire l'idea di Dio, ma ciò non toglie che possa esserci comunque :)

Insomma, vorrai mica dirmi che non esiste perchè non ne do una definizione?

 

Anche le fate possono esserci, ma in assenza di prove quasi nessun religioso ci crede. Perché non si pretendono prove anche per il soprannaturale religioso?

Io non credo, con presunzione, che la religione sia sinonimo di stupidità o di ignoranza. Rispetto chi ha una sincera fede in Dio e non arriva a posizioni fondamentaliste. E' che non riesco a capacitarmi di dover basare tutta la mia vita su qualcuno, o qualcosa, di cui non posso, almeno per ora, sapere se esiste o meno. In realtà, come per tutte le cose indimostrabili, tendo ad essere scettico fino a prova contraria.

Link to comment
Share on other sites

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Unfortunately, your content contains terms that we do not allow. Please edit your content to remove the highlighted words below.
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.


×
×
  • Create New...