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Essere timidi è un difetto?


davydenkovic90

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etimologicamente ''timidus'' è il timoroso, quindi chi si inibisce per un timore. Se fosse così - cioè se ci fosse qualche ''paura'' (e non un semplice riserbo) a spingere il timido ad essere timido- allora sì, lo potremmo vedere come un difetto (ma è meglio dire - come una caratteristica che in alcune circostanze può essere poco adattiva e portare a inutili chiusure nelle relazioni sociali).

Se invece si intende timido nel senso di riservato, per indicare una persona che ama starsene per i fatti suoi, rifiuta i pettegolezzi, è introverso, allora non vedo perché dovrebbe essere un difetto. Una virtù, piuttosto, sempre più rara.

Mi spiego meglio. Se in classe non partecipavi e non alzavi la mano, perché avevi paura delle reazioni o del giudizio dei tuoi compagni o della maestra, in quel caso la tua timidezza avrebbe potuto sì essere un ostacolo (non tale da giustificare una nota sul diario) al tuo essere te stesso. Magari dentro di te avevi un forte desiderio di partecipare, ma non ce la facevi proprio a lasciarti andare. 

Se invece non partecipavi semplicemente perché non avevi interesse, o perché ti piace fare la parte di chi ''ascolta'' e non di chi ''parla'', allora il giudizio della tua maestra (a volte le maestre sanno essere proprio rincoglionite o distruttive) è del tutto immotivato. 

 

Edited by Olimpo
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3 hours ago, SabrinaS said:

ma perché idvspr nell'altro topic ha postato la sua foto in cima a una montagna con la faccia tagliata che poi la faccia è quella dell'avatar mentre qui invece c'è la foto con tutta la comitiva uncensored e il riassunto delle ultime 5 stagioni ?

Molto semplice, la foto l'avevo tagliata settimane prima, e al momento del post usavo il computer piccolo perché ero stravaccato in terrazzo, quindi non mi andava di andare in camera ad accendere il grande e scrovolarci dentro per trovare l'originale, che poi ho ricuperato.

Comunque la foto sopra sta sia su Facebook sia su Instagram, non ho motivo di ritenere che i presenti vogliano rimanga segreta.

PIUTTOSTO

sei hot quando mi dai del lei. Continua ti prego

@Olimpo non vorrei sembrarti #acida, ma timido nella lingua italiana ha un significato specifico che corrisponde a quello che ho descritto con sottolineatura nella pagina precedente.

Tutte le altre cose dette, che fanno capo a riflessioni che io rispetto pienamente, non hanno a che fare con la parola timido.

Alla luce di questo, per favore, non facciamo le apologie della timidezza perché non è sano.

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9 minutes ago, ldvrsp said:

 

@Olimpo non vorrei sembrarti #acida, ma timido nella lingua italiana ha un significato specifico che corrisponde a quello che ho descritto con sottolineatura nella pagina precedente.

Tutte le altre cose dette, che fanno capo a riflessioni che io rispetto pienamente, non hanno a che fare con la parola timido.

Alla luce di questo, per favore, non facciamo le apologie della timidezza perché non è sano.

ne sei sicuro?

http://www.treccani.it/vocabolario/timido/

Le parole non hanno mai soltanto un significato.....e secondo me rifletterci su aiuta anche a capire meglio la questione.

Timido è una parola inflazionatissima perché spesso se ne dà un significato diverso da quello etimologico (cioè ''pauroso'').

 

Edited by Olimpo
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@Olimpo

Appunto...

1. a. Facile a impaurirsi, che ha e dimostra scarso coraggio, riferito a persone e ad animali

le t. gazzelle; le pecore e i conigli sono ritenuti animali timidi. Riferito a persona (anche come sost.: è un timido), che non agisce con la fermezza che la sua condizione richiederebbe: E s’io al vero son t. amico, Temo ... (Dante); più spesso, incerto, impacciato, esitante nel comportamento per timore di non riuscire, di essere giudicato male dagli altri, di apparire indiscreto

Non mi sembrano attributi tanto positivi, a meno che uno non abbia piacere ad essere paragonato ad un coniglio o alle pecore. (notare che il tema del coniglio ricompare anche nel vocabolario)

 

 

20200520_223834.jpg

1 hour ago, Olimpo said:

ne sei sicuro?

http://www.treccani.it/vocabolario/timido/

Le parole non hanno mai soltanto un significato.....e secondo me rifletterci su aiuta anche a capire meglio la questione.

 

Edited by ldvrsp
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Timido= paura della riprovazione sociale

Introverso= chi predilige l'analisi del mondo interiore rispetto al mondo esterno , più o meno

Già se n'era parlato qualche tempo fa in un topic sull'introversione, e usciva fori sempre 'sta questione.

Per quanto mi riguarda,credo che siano due caratteristiche che ho. Per la mia timidezza le maestre hanno fatto sì che a 6 anni andassi da una psicologa e mi ricordo che, per esempio, ogni volta che dovevo intervenire in classe mi veniva la sudarella e mi si seccava la bocca.Poi piano piano se ne esce,basta allenarsi.

Per quanto riguarda gli altri, li preferisco timidi (in realtà dipende) ,mi danno più il senso della scoperta, come uno che ho conosciuto l'anno scorso all'università( poi ho scoperto che in realtà la sua vita ce l'aveva al paese suo, quindi semplicemente non gliene fregava niente di passare il tempo con me); però almeno è stato figo sentirmi la parte "trainante" della coppia.Certo è che se uno me parte subito in quarta col racconto della sua vita, delle sue ultime vacanze,della zia, la nonna , questo e quell' artro,  lo accanno prima de subito.

Poi c'è il tema del contesto; oggi nel lavoro(ma dipende pure quale) si prediligono la parlantina e simili, quindi in quel caso è considerato un difetto. Inoltre, ci si aspetta che chiunque abbia un'opinione su qualsiasi cosa, quindi se non ti esprimi magari vieni considerato snob,o appunto, timido(in questo caso è introversione ma tanto si usa comunque il termine "timido")  quando invece semplicemente mi sembra lecito non volersi esprimere sull' ultima foto della Ferragni o sull'ultima tresca dell'amico in comune.Va bene uscire da 'sta famosa zona di comfort, ma snaturarsi mai. 

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Prince1999
11 minutes ago, IlFinnico said:

Timido= paura della riprovazione sociale

Introverso= chi predilige l'analisi del mondo interiore rispetto al mondo esterno , più o meno

Già se n'era parlato qualche tempo fa in un topic sull'introversione, e usciva fori sempre 'sta questione.

Per quanto mi riguarda,credo che siano due caratteristiche che ho. Per la mia timidezza le maestre hanno fatto sì che a 6 anni andassi da una psicologa e mi ricordo che, per esempio, ogni volta che dovevo intervenire in classe mi veniva la sudarella e mi si seccava la bocca.Poi piano piano se ne esce,basta allenarsi.

Per quanto riguarda gli altri, li preferisco timidi (in realtà dipende) ,mi danno più il senso della scoperta, come uno che ho conosciuto l'anno scorso all'università( poi ho scoperto che in realtà la sua vita ce l'aveva al paese suo, quindi semplicemente non gliene fregava niente di passare il tempo con me); però almeno è stato figo sentirmi la parte "trainante" della coppia.Certo è che se uno me parte subito in quarta col racconto della sua vita, delle sue ultime vacanze,della zia, la nonna , questo e quell' artro,  lo accanno prima de subito.

Poi c'è il tema del contesto; oggi nel lavoro(ma dipende pure quale) si prediligono la parlantina e simili, quindi in quel caso è considerato un difetto. Inoltre, ci si aspetta che chiunque abbia un'opinione su qualsiasi cosa, quindi se non ti esprimi magari vieni considerato snob,o appunto, timido(in questo caso è introversione ma tanto si usa comunque il termine "timido")  quando invece semplicemente mi sembra lecito non volersi esprimere sull' ultima foto della Ferragni o sull'ultima tresca dell'amico in comune.Va bene uscire da 'sta famosa zona di comfort, ma snaturarsi mai. 

Guarda un po' chi sbuca,il finnichello

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davydenkovic90
4 hours ago, Olimpo said:

etimologicamente ''timidus'' è il timoroso, quindi chi si inibisce per un timore. Se fosse così - cioè se ci fosse qualche ''paura'' (e non un semplice riserbo) a spingere il timido ad essere timido- allora sì, lo potremmo vedere come un difetto (ma è meglio dire - come una caratteristica che in alcune circostanze può essere poco adattiva e portare a inutili chiusure nelle relazioni sociali).

Se invece si intende timido nel senso di riservato, per indicare una persona che ama starsene per i fatti suoi, rifiuta i pettegolezzi, è introverso, allora non vedo perché dovrebbe essere un difetto. Una virtù, piuttosto, sempre più rara.

Be' c'è anche la via di mezzo. Non è né un difetto, né una virtù.

La parola e il suo etimo sono due cose diverse (vedi "cattivo", "matrimonio", ecc.) ma non ci addentriamo in questo discorso. Ho appositamente lasciato vaga la definizione di timidezza, perché ognuno potesse darne una propria a seconda dei casi, oppure, se preferisce, parlare di riservatezza o introversione.

4 hours ago, Olimpo said:

Mi spiego meglio. Se in classe non partecipavi e non alzavi la mano, perché avevi paura delle reazioni o del giudizio dei tuoi compagni o della maestra, in quel caso la tua timidezza avrebbe potuto sì essere un ostacolo (non tale da giustificare una nota sul diario) al tuo essere te stesso. Magari dentro di te avevi un forte desiderio di partecipare, ma non ce la facevi proprio a lasciarti andare. 

Se invece non partecipavi semplicemente perché non avevi interesse, o perché ti piace fare la parte di chi ''ascolta'' e non di chi ''parla'', allora il giudizio della tua maestra (a volte le maestre sanno essere proprio rincoglionite o distruttive) è del tutto immotivato. 

Non avevo nessun desiderio di partecipare. 

La difficoltà della maestra posso capirla. Che poi è la stessa che hanno avuto, ad esempio, con me, anche certi ragazzi con cui sono uscito. Spesso mi sentivo dire robe del tipo che sembravo distaccato, freddo, assente, e magari qualcuno si preoccupava. Ci voleva poco a chiarirsi, comunque, semi erano simpatici, quindi non era mai un problema enorme. Altrimenti facevo presto a prendere i loro giudizi come maleducazione e li lasciavo bollire nel loro brodo di luoghi comuni. Il mio maestro di tennis (per me veramente un faro, tuttora) invece mi diceva sempre che sembrava che non ascoltassi niente di quello che mi diceva, anche quando mi accompagnava ai tornei e mi parlava durante il cambio campo, e invece poi mettevo in pratica tutto. 

Non me lo ricordo più perché sono passati anni e associati a lui ho troppi altri episodi, ma anche il mio ragazzo mi disse qualcosa del genere sui nostri primi appuntamenti. Lui non era timido, anzi, molto formale e brillante, infatti ci uscivo solo perché era bello. Ricordo che durante il nostro primo appuntamento parlammo di biblioteche. Io non riesco proprio ad avere quella fase di "small talk" con le persone, e specialmente coi ragazzi gay. Voglio subito toccare la carne viva, quindi che uno mi racconti il suo pensiero dominante, o almeno della scopata che si è fatto la settimana prima, oppure che direttamente passiamo ad accarezzarci le dita della mano, che dice più di mille parole. Con certe persone timide, in circostanze del genere, ci ho messo veramente poco ad arrivare a quel livello di comunicazione che volevo e che, alla fine, era quello per cui ci eravamo schiodati da casa (non ho fatto tutta la fatica di accettarmi, dichiararmi, e stanare con mille difficoltà un bonazzo gay, per finire a parlare di politica, del tempo, di biblioteche come potrei fare con un collega antipaticissimo in pausa caffé, oppure di scimmie urlatrici, o di musica indie che conosce solo lui) 

Edited by davydenkovic90
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Il concetto di timidezza è assai generico. 

Io ad esso associo solitamente un senso di inadeguatezza e talvolta un timore del giudizio altrui.

Posso dire di essere un pochino timido, fino ai miei 17 anni tutti mi definivano timido e introverso (non sono sinonimi).
Oggi quasi tutti i miei amici direbbero il contrario, ma io in molte occasioni sento ancora di esserlo. Molte situazioni mi fanno sentire a disagio. Cantare di fronte a un pubblico o anche provare con una nuova band che non conosco. Situazioni che mi provocano un grande senso di inadeguatezza che ci metto un bel po' a sconfiggere. Non riesco a cantare o suonare con fermezza e decisione fino a quando non conosco bene chi è presente. Incide forse spesso anche il fatto che faccio rock/metal e l'ambiente è un po' machista. Mi trovo bene in ambienti non gay-friendly che conosco già o dove conosco una delle persone, ma se nessuno mi conosce divento timido e non riesco a espormi se non dopo molto tempo.

Quando conosco persone nuove non ho difficoltà a conversarci diffusamente, sono socievole e se gli argomenti e le persone mi mettono a mio agio parlo pure tanto. Ma non inizio mai io la conversazione, non mi viene spontaneo. E se divento io il centro della conversazione, qualche volta capita che possa sentirmi a disagio. Motivo per cui anche quando frequentavo nuovi ragazzi alla prima o seconda uscita mi sentivo sempre almeno un po' a disagio, in qualche caso arrossivo, anche se so fingere bene.

In grandi gruppi di persone tendo a parlare poco, perché le conversazioni sono spesso superficiali e non mi interessano, quindi mi perdo per brevi istanti in altri pensieri. Se mi interessa ciò di cui si parla invece converso, ma non troppo, do spazio agli altri. Se gli altri parlano di argomenti che non padroneggio, parlo poco, ascolto tanto e magari faccio qualche domanda per capire meglio l'argomento. Ma questa non la definirei timidezza.

Durante la mia adolescenza però la situazione era assai peggiore, ero poco socievole e non avevo molti amici. Mi sentivo fortemente inadeguato, soprattutto se a una festa piena di persone o in luogo rumoroso. L'alcol mi rendeva più estroverso, alla fine lo usavo anche con questo fine, verso i 17 anni ho iniziato a bere e ho fatto più amicizie.

Però non ritengo che la timidezza sia un difetto, alla fine è anche un modo di essere. Spesso se non ti senti a tuo agio a fare amicizia a un party o in discoteca, è semplicemente perché non è il luogo adatto al tuo modo di essere e di legare con le altre persone. E in molti casi questa "timidezza" denota una tendenza ad instaurare rapporti più autentici e meno passeggeri rispetto a quanto spesso fanno le persone più estroverse. Spesso timidezza vuol dire adattarsi poco a contesti lontani dal nostro mondo, se non raggiunge livelli estremi, che portano all'isolamento e a una certa chiusura mentale, può essere anche un pregio.

Edited by Lor24
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Prince1999
On 5/20/2020 at 11:10 PM, IlFinnico said:

Timido= paura della riprovazione sociale

Introverso= chi predilige l'analisi del mondo interiore rispetto al mondo esterno , più o meno

Già se n'era parlato qualche tempo fa in un topic sull'introversione, e usciva fori sempre 'sta questione.

Per quanto mi riguarda,credo che siano due caratteristiche che ho. Per la mia timidezza le maestre hanno fatto sì che a 6 anni andassi da una psicologa e mi ricordo che, per esempio, ogni volta che dovevo intervenire in classe mi veniva la sudarella e mi si seccava la bocca.Poi piano piano se ne esce,basta allenarsi.

Per quanto riguarda gli altri, li preferisco timidi (in realtà dipende) ,mi danno più il senso della scoperta, come uno che ho conosciuto l'anno scorso all'università( poi ho scoperto che in realtà la sua vita ce l'aveva al paese suo, quindi semplicemente non gliene fregava niente di passare il tempo con me); però almeno è stato figo sentirmi la parte "trainante" della coppia.Certo è che se uno me parte subito in quarta col racconto della sua vita, delle sue ultime vacanze,della zia, la nonna , questo e quell' artro,  lo accanno prima de subito.

Poi c'è il tema del contesto; oggi nel lavoro(ma dipende pure quale) si prediligono la parlantina e simili, quindi in quel caso è considerato un difetto. Inoltre, ci si aspetta che chiunque abbia un'opinione su qualsiasi cosa, quindi se non ti esprimi magari vieni considerato snob,o appunto, timido(in questo caso è introversione ma tanto si usa comunque il termine "timido")  quando invece semplicemente mi sembra lecito non volersi esprimere sull' ultima foto della Ferragni o sull'ultima tresca dell'amico in comune.Va bene uscire da 'sta famosa zona di comfort, ma snaturarsi mai. 

Comunque sei un bugiardo,io ti ho raccontato subito tutta la mia vita e non te la sei presa a male.

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