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Che senso ha secondo voi frequentare una scuola tipo "Hunger games"?

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Che senso ha secondo voi frequentare una scuola tipo "Hunger games"?

Mi ricordo che la mia prima scuola superiore era terribile. Tutti si davano contro e la trovavo difficilissima. C'erano voti bassissimi e se si prendeva 5 i professori dicevano che era per aiutare. Mi ricordo gente che piangeva in classe ogni giorno,grida e urla ogni giorno. Sto genere di scuole serve per creare piccoli direttori capaci di rovinarti la vita a tua volta? 

Mi ricordo di gente che veniva accompagnata dai genitori con il macchinone. Genitori che avevano fatto la stessa scuola e ricchi sfondati di soldi. 

Il primo giorno della prima ora di scuola pretesero sapessimo già leggere in greco antico dopo aver imparato appena l'alfabeto; ogni anno millemilla bocciati e la preside che ogni volta commentava la pagella umiliando davanti a tutti. 

Ecco, tutto ciò a cosa serve secondo voi? 

Si può definire palestra di vita o semplicemente significa essere strónzì e sfogarsi con gli studenti? 

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Mario1944

Scuola di costumi spartani:

può avere efficacia e d'altronde nei secoli scorsi era la norma.

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Isher
1 hour ago, PiNKs said:

Mi ricordo che la mia prima scuola superiore era terribile. Tutti si davano contro e la trovavo difficilissima.

Era un scuola privata, suppongo: religiosa? o non?

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schopy
6 hours ago, PiNKs said:

Ecco, tutto ciò a cosa serve secondo voi? 

Si può definire palestra di vita o semplicemente significa essere strónzì e sfogarsi con gli studenti? 

Sono molto felice di aver sempre frequentato scuole pubbliche; qualche professore antipatico l'avevo pure io, ma non ho mai sentito "urla, pianti o grida"...al contrario al Liceo mi son divertito molto. Noi però non arrivavamo col macchinone dei genitori, facevamo tutte le mattine anche 5-6 km di bicicletta per arrivare a scuola...

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Almadel

Le scuole private dalle mie parti sono facilissime

e sono diplomifici per i figli svogliati dei ricchi.

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freedog
3 hours ago, Almadel said:

Le scuole private dalle mie parti sono facilissime

e sono diplomifici per i figli svogliati dei ricchi.

pure nella capitale, con poche eccezioni (mi parlano del Massimo -il liceo dei gesuiti- come di una scuola molto severa; anche se non credo arrivino ai livelli di sadismo descritti da  @PiNKs )

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wwspr

Di abusi psicologici non ne ho mai sperimentati al liceo, non credo che le circostanze delineate dal topic starter siano generalizzabili a tutte le scuole italiane.

Tutt'al più mi indignerei di come le materie umanistiche soffochino lo studio di quelle scientifiche, e di come quelle scientifiche vengano insegnate privilegiando un approccio mnemonico e altamente teorico.

Non perdonerò mai alla scuola italiana di avermi costretto a studiare così tanta letteratura e a imparare a memoria così tante dimostrazioni matematiche quanto ha lasciato che accadesse nel liceo scientifico che frequentai. Tutti quegli sforzi non sono valsi a nulla, e non sarebbero serviti a niente nemmeno se avessi deciso di diventare un letterato spocchioso o un ingegnere. 

Non posso esprimermi anche per istituti tecnici o professionali, ma i licei sono completamente incapaci di intercettare quelle che sono le esigenze dei discenti di oggi e lo saranno sempre meno nel domani. Si sfornano eruditi che di fatto sono analfabeti funzionali, a meno di un percorso personale di crescita non supportato dall'istituzione scolastica, e questo è disastroso perché i populismi e i loro demagoghi di riferimento si nutrono proprio di queste masse di analfabeti.

Ma sto andando OT.

Edited by wwspr

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Sampei

Hmm non so, non penso stia parlando di una scuola privata, le scuole private di solito hanno programmi in parte semplificati e rette altissime per consentire ai figli dei ricchi di ottenere con facilità il diploma delle superiori in un ambiente protetto e accudente. Sembra più la descrizione di un liceo classico pubblico, dove tende a crearsi una spinta elitaria estremamente competitiva, forse perché per motivi storici la bourgeoisie lo ha da sempre ritenuto lo strumento privilegiato per elevarsi di status e accedere alle professioni (ma anche per motivi giuridici: molti anni fa, per legge, era uno dei pochi canali che consentivano di iscriversi all'università). 

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davydenkovic90

il tuo racconto mi sa molto di deja-vu :D

ho fatto una scuola così (classico) da una parte sono contento, perché ho sfruttato l'occasione per farmi un bagaglio di conoscenze che, non mi sarei fatto altrove ecc. 

in compenso ci ho rimesso l'adolescenza e probabilmente la salute mentale.

molte mie compagne lasciarono la scuola e arrivammo decimati alla fine. Qualcuno fu addirittura umiliato alla maturità tanto da decidere di non prendere mai più il diploma.

io ero quello che non ha mai preso un'insufficienza in cinque anni (a parte un 4 in un paio di versioni di greco), ho sempre avuto la media dell.8.1 e sono uscito con 93

ero il pastorello che guidava le poverette alla sufficienza e le consolava quando piangevano nello spogliatoio durante l'ora di ginnastica, che non facevamo mai per ripassare per l'ora successiva.

passati tanti anni, ripeto, non dico che mi sia andata male, in definitiva, ma sono convinto (avendolo anche sperimentato) che esistano metodi di insegnamento più umani anni luce più efficaci, e che spesso un'eccessiva rigidità può nascondere delle lacune o fobie dell'insegnante (non ho un metodo valido --> pungolo i secchioni a studiare perché facciano loro tutta la fatica). E che non faccia neanche bene essere così competitivi tra compagni di classe, cosa che purtroppo accadeva.

ho in mente un discorso che la professoressa di greco ci fece al primo anno, forse addirittura il primo giorno, dicendoci che avremmo sempre dovuto sacrificare il sabato e la domenica per studiare, e che se non avevamo da far niente avremmo dovuto sempre avvantaggiarci. E tante altre cose un po' scorrette da dire, perché la scuola deve insegnare a ottimizzare il tempo gestire "lavoro" e vita privata, non a cancellare la vita privata per il lavoro o stare sui libri 8 ore a prescindere anche se ne basterebbero 3. 

Edited by davydenkovic90

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PiNKs
  • Topic Author
  • Parlo di scuola pubblica e non a Roma. Solo l'ultimo anno mi sono trasferito a Roma in un noto diplomificio. Aver frequentato un liceo così mi ha portato a cambiare totalmente strada e a capure cosa voler fare davvero ma a caro prezzo. Tutta l'adolescenza sprecata sui mattoni inutilmente a mio avviso. C'ho rimesso di testa e pianti su pianti infiniti. Sempre sull'orlo della bocciatura e amici che abbandonavano ogni anno. A cosa serve fare questo genere di scuole? Cosa ti porta in futuro? 

     

    Edited by PiNKs

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    schopy
    2 hours ago, PiNKs said:

    A cosa serve fare questo genere di scuole? Cosa ti porta in futuro? 

    Non conoscendo la scuola di cui parli fatico ad immedesimarmi; certo, anch'io ho studiato di domenica (mai di sabato), ma avendo una mamma professoressa (in una scuola vicina la mia) non ho mai potuto sgarrare...i miei hanno messo in chiaro da subito che il liceo era alla mia portata, che se avessi preso meno di 7 significava che non stavo studiando abbastanza, che non sarebbe stata tollerata una bocciatura, che mi sarei dovuto trovare un lavoro qualsiasi se non avessi dimostrato sufficiente impegno eccetera. Temo che i guai siano iniziati all'Università, a causa delle mie scelte un po' troppo esotiche...

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    marco7

    I genitori dovrebbero informarsi un attimo sulla scuola dove intendono mandare i figli e se tu pink sei finito lo la responsabilita' di cio' e' dei tuoi genitori.

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    freedog
    3 hours ago, PiNKs said:

    A cosa serve fare questo genere di scuole? Cosa ti porta in futuro? 

    mettiamola così: ora sei abbastanza corazzato che potrai reggere meglio tutte le bastonate sulle gengive che cmq -in un modo o nell'altro- nella vita ti arrivano (dal lavoro, alla salute, passando per la qsi), e sarà molto più difficile che ti stroncheranno

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    PiNKs
  • Topic Author
  • La scelta è stata causata dalla vicinanza e perché c'era stato mio fratello e c'erano professori validi. Quel tipo di studi gli ha consentito di non avere problemi all'università e io non sapendo se volerci o meno andare ho preferito avere una preparazione degna di poterci andare. Poi grazie al cielo durante l'estate della maturità ho capito cosa voler fare. 

    Non do la colpa assolutamente ai miei ma certo che potevano più fare attenzione e ai primi problemi parlarmi e cercare una soluzione e non farmi fare ripetizioni su ripetizioni. Io generalmente sono contro alle ripetizioni. 

    Ovvio che uno è più preparato alle difficoltà della vita. Ciò che non ti uccide ti fortifica ma a volte penso se tutto ciò possa davvero servire o essere servito a qualcosa. 

    Non solo io ho avuto questo genere di esperienza e mi domando quanto sia giusto vivere così traumaticamente gli anni che tutti ritengono i più belli. 

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    marco7

    Sul fatto che anni piu' belli siano quelli adolescenziali io ci andrei cauto. Gli anni piu' belli sono sempre quelli che passi bene. Se passi bene l'adolescenza saranno quelli, se passi bene la vecchiaia,, saranno quelli.

    credo pero' che chi ha avuto un'infanzia e un'adolescenza felice ha una marcia in piu' nel resto della sua vita e puo' dipendere anche dai genitori se i bambini hanno un'infanzia felice.

    anche l'essere troppo severo nelle scuole viene vissuto in modo diverso a seconda dell'allievo. Alcuni allievi saranno spronati e daranno il meglio mentre altri saranno scoraggiati e non fioriranno. In genere non credo che troppa severita' sia positiva.

    al meglio per me bisognerebbe avere una scuola che riesce ad adattarsi ai bisogni individuali del singolo allievo, ma e' difficile da realizzare e sopratutto caro perche' hai bisogno di piu' maestri.

    Edited by marco7

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    PiNKs
  • Topic Author
  • Quanto è giusto già durante i primi anni dell'adolescenza fare la differenza tra "chi ce la fa" e "chi non ce la fa"? A che pro? Si vuole già formare una classe di baby direttori? 

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    lollone
    On 6/7/2019 at 11:38 PM, PiNKs said:

    Si può definire palestra di vita o semplicemente significa essere strónzì e sfogarsi con gli studenti? 

    Direi entrambe le cose.

    Per quello che ho vissuto io il carico di studio e la severità alle superiori è una ricerca più di prestigio della scuola (alcune scuole hanno questo blasone che voglionomantenere) che non una reale necessità per lo sviluppo della carriera formativa o lavorativa del futuro studente. 

    Studia, impara a farlo bene ma non diventare matto che serve a poco. 

    Anche se non c'entra nulla con il post, visti i messaggi sopra, voglio spezzare una lancia a favore degli istituti privati: è vero che sono un diplomificio per alcuni che non vogliono fare nulla ma devo ammettere che ho trovato i professori migliori della mia vita proprio in una scuola privata. Probabilmente proprio perché è una azienda e si deve sostenere un colloquio e non solo un bando pubblico e una graduatoria c'è una maggiore selezione del professore.

    Sul fatto che i genitori col macchinone accompagnino i figli a scuola mica possiamo fargliene una colpa. Uno sceglie la macchina in base ai gusti e alle possibilità, l'importante è non soffrire o essere invidiosi e fregarsene. 

     

    Gli anni delle superiori quando li vivi non sono i più belli ma quando finisci ti mancano molto e te lo dice uno che non vedeva l'ora di fare la maturità per andarsene. 

    Edited by lollone

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    marco7

    Il sistema scolastico funziona cosi' si danno valutazioni in base ai risultati degli allievi. Leggevo oggi che in svizzera il 20% dei bambini in svizzera tedesca si annoia a scuola perche' avrebbe bisogno di imparare di piu'. Per questo bisognerebbe per me riuscire ad avere programmi quasi individuali per ogni allievo, ma invece il programma e' uguale per tutta la classe e c'e' chi si annoia perche' si va troppo lentamente e c'e' chi non riesce a seguire.

    ci sono altre scuole (ad esempio le scuole steiner) che sono completamente diverse dalle scuole pubbliche e private usuali.

    https://www.scuolasteiner.ch/

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    davydenkovic90

    Perché recriminare, pinks?

    Gli anni del liceo, comunque siano stati, vanno ricordati per il trash di quelle vecchie foto in gita a braccetto con la professoressa di matematica e fisica...

    Io ho un'opinione pessima della scuola italiana in generale, ho già espresso cosa penso in altri topic e non mi voglio ripetere.

     

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    Hinzelmann
    12 hours ago, PiNKs said:

    La scelta è stata causata dalla vicinanza e perché c'era stato mio fratello e c'erano professori validi.

    Questa motivazione poteva andare fino al momento in cui si sono manifestate delle difficoltà, ma a quel punto tu ed i tuoi genitori  avreste dovuto ridiscutere la scelta, per il semplice fatto che ciò che ha funzionato per tuo fratello poteva non essere adatto a te

    Il problema principale è che spesso i genitori hanno delle aspettative sui figli e fanno l'errore di tenersele per sé invece di discuterle apertamente, con il risultato di arrivare a "rassegnarsi" dopo due-tre anni in cui loro digeriscono la cosa ( un tempo necessario a loro, ma ad un prezzo che inevitabilmente hai finito per pagare te )

     

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    Iron84

    Da insegnante e da chi ci lavora all'interno di questo mondo non posso che restare abbastanza colpito da ciò che leggo e che francamente non trovo riscontro nella realtà dei fatti.
     

    Concordo con chi dice che esistono alcune scuole pubbliche che hanno questa impostazione e sono in genere licei classici del centro città. Chi manda un figlio in un liceo classico che è un indirizzo fuori dal mondo lo è anche un pò lui. E' un indirizzo talmente antiquato che ovvio che abbia un'impstazione didattica da primi del 900 e di fondo è anche questo quello che vuole l'utenza. Ogni scuola si adegua all'utenza che ha ve lo assicuro e non è l'inverso.

    Ad ogni modo questi sono solo casi isolati, la realtà, invece, vaverso l'opposto.

    Edited by Iron84

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    schopy
    12 hours ago, PiNKs said:

    Quanto è giusto già durante i primi anni dell'adolescenza fare la differenza tra "chi ce la fa" e "chi non ce la fa"? A che pro? Si vuole già formare una classe di baby direttori? 

    No, non è giusto; bisognerebbe fare maggior orientamento prima dell'iscrizione alle scuole superiori. I genitori dovrebbero tenere più a mente desideri e inclinazioni dei figli, in modo realistico dico; io magari ero bravetto a scuola ma una schiappa imbarazzante negli sport, per non parlare di quand'ho iniziato a guidare.

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    Mario1944
    11 hours ago, PiNKs said:

    Quanto è giusto già durante i primi anni dell'adolescenza fare la differenza tra "chi ce la fa" e "chi non ce la fa"? A che pro?

    Lasciando da parte ciò ch'è "giusto", se non altro per non impelagarci nella disquisizione se s'intenda "giusto"  nel senso di conforme alle leggi ed all'ordine giuridico ovvero nel senso di equo, ché poi Ghost avrebbe da ridire sul mio fare il pelo alle parole 😉, e considerando invece ciò ch'è "opportuno", direi che sia molto opportuno, pur nella prima adolescenza, fare la differenza, non solo perché, se non la facesse la scuola, la farebbe l'aggregazione sociale di riferimento, ma anche perché, quando sia evidente chi siano quelli che non ce la fanno, è possibile aiutarli diversamente e pietosamente prima che la vita provveda a deprimerli senza speranza nel suo corso spietato. 

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    Isher
    1 hour ago, Iron84 said:

    Ad ogni modo questi sono solo casi isolati, la realtà, invece, vaverso l'opposto.

    È il minimo che possa dirsi :)

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    davydenkovic90
    55 minutes ago, Mario1944 said:

    non solo perché, se non la facesse la scuola, la farebbe l'aggregazione sociale di riferimento, ma anche perché, quando sia evidente chi siano quelli che non ce la fanno, è possibile aiutarli diversamente e pietosamente prima che la vita provveda a deprimerli senza speranza nel suo corso spietato. 

    Gli insegnanti sono quasi tutti incompetenti e pigri, e non sono assolutamente capaci né di aiutare gli studenti in difficoltà, demotivati, con lacune pregresse, né quelli motivati e studiosi!

    La scuola italiana mette al centro l'insegnante e, molto spesso, la sua incompetenza. I problemi sono, ad esempio, i programmi troppo vasti (di matematica e fisica si fa tanto ma non si capisce niente, quindi è inutile), i libri di testo costosissimi e spesso inutilizzati perché inutilizzabili e inutili

    Non dà strumenti di base per la vita o studi successivi a nessuno, e premia solo due categorie di persone:

    1) quelli che si annullano completamente e rinunciano alla vita per studiare giorno e notte le cose a memoria

    2) i furbi, quelli molto sicuri di sé, che si presentano avendo studicchiato e non sapendo niente di niente, ma se la cavano perché, dalle elementari in poi, hanno imparato l'arte del saper infinocchiare i professori, del fare i piacioni e, ovviamente, di saper copiare, che nella scuola italiana è considerato un vanto e un'astuzia. (E avallato dai professori stessi, spesso complici, torna comodo anche a loro)

    Questi che ho appena citato certamente non sono depressi né avviliti dalla vita, in seguito. Anzi.

    Perché se è vero che ancora certi baluardi universitari reggono, questo che ho descritto per i licei è l'andazzo anche in molte facoltà universitarie, specialmente quelle di massa come ingegneria, economia o simili.

    Edited by davydenkovic90

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    Sampei
    20 hours ago, PiNKs said:

    A cosa serve fare questo genere di scuole? Cosa ti porta in futuro? 

    Serve, in un'ottica prettamente genitoriale, a imprimere l'autodisciplina ai figli dei borghesi in modo che siano capaci di autogestirsi all'università; serve a sviluppare nei ragazzetti che entrano nei settori delle professioni un senso di appartenenza elitaria e a "forgiarli" come cestino di candidati modello alle successive selezioni. E' una questione di classe sociale, molto attenuata, certo, ma lo è, perché è un modo per incanalare i ragazzi verso le professioni intellettuali e ridurre l'evenienza di dedicarsi alle professioni manuali. Nonostante sia folle e insensato, esiste ancora un residuo discrimine salariale fra i due mondi, nel senso che il secondo mondo è stato sfasciato dalla contrazione delle tutele socio-giuridiche da fine anni '80 in poi, mentre il primo si è arrabattato un pochino meglio, o almeno questo è quello che resta nell'immaginario collettivo dei baby boomers (cioè i genitori dei millennials) anche se poi a ben vedere le iniquità estreme hanno falciato e squassato entrambi i mondi, quindi è un immaginario molto falsato.

    Parliamo comunque di riflessioni che fa la medio-piccola borghesia e il proletariato urbano e rurale. L'altissima borghesia è esente da queste valutazioni perché è strutturalmente immune al problema di come sistemare i figli. I baby boomers spesso hanno avuto convenienza oggettiva ad abbandonare gli studi per andare a lavorare perché il miglioramento di classe sociale e il guadagno poteva essere molto più facilmente ottenuto lavorando da subito. Oggi invece la situazione è esattamente ribaltata e vale l'opposto.

    On 6/8/2019 at 1:24 PM, davydenkovic90 said:

    la scuola deve insegnare a ottimizzare il tempo gestire "lavoro" e vita privata, non a cancellare la vita privata per il lavoro o stare sui libri 8 ore a prescindere anche se ne basterebbero 3. 

    E' vero, dovrebbe, ma non lo fa, e nel non farlo ha una sua coerenza: cancellare la vita privata è esattamente ciò che accade nel mondo delle professioni e di tutto il lavoro concepito in senso "americanizzato", quindi una scuola del genere è perfettamente allineata con il dopo, per lo meno con il dopo sognato dal genitore che spera di mantenere o aumentare lo status di censo. Insomma il meccanismo è funzionale per vedere il pargolo che regge e può essere instradato verso dove il genitore ha intenzione di collocare socialmente la generazione successiva alla sua. In linea di principio, poi, non è nemmeno sbagliato che esista una scala sociale almeno teoricamente accessibile a tutti, anche se poi funziona male e comunque la resa dei conti arriva tardissimo, nel post-università.

    Ho detto "americanizzato" ma ovviamente le politiche neoliberiste sulla gestione del lavoro in Italia dagli anni '90 in poi sono una personalissima interpretazione italiana del modello angloamericano, che si risolve nel semplice smantellamento definitivo del potere contrattuale del lavoratore.

    1 hour ago, Iron84 said:

    Ogni scuola si adegua all'utenza che ha

    Questa è una verità sacrosanta, grazie Iron per averla tirata fuori. In effetti tutto quello che ho scritto non ha senso se non si considera questa cosa. E' il "genitore medio" che con la sua aspettativa modella gli standard scolastici a cui è sottoposto il figlio, nella scuola in cui lo iscrive.

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    freedog
    19 hours ago, PiNKs said:

    Quel tipo di studi gli ha consentito di non avere problemi all'università

    e mi sa che qui ti sei ampiamente risposto da solo

    4 hours ago, davydenkovic90 said:

    La scuola italiana mette al centro l'insegnante e, molto spesso, la sua incompetenza.

    magari.

    al centro purtroppo c'è pure lì la burocrazia (informati su quante scartoffie extra orario di lezione deve preparare un prof) e quel moloch chiamato PROGRAMMA.

    Poi sti poracci (li vedo quando vado a fare i seminari al Rossellini) sono di uno scoglionato andante, e l'unica cosa cui anelano è arrivare vivi alla fine dell'ora, dato anche il clima bullistico che devono subire, dagli alunni dai genitori (prova a dare un 4 meno meno al pupo, e te li ritrovi il giorno appresso che ti vengono a cercà per gonfiatte come na zampogna), che ritengono gli insegnanti una massa di sfigati senza speranza

    4 hours ago, davydenkovic90 said:

    Perché se è vero che ancora certi baluardi universitari reggono, questo che ho descritto per i licei è l'andazzo anche in molte facoltà universitarie, specialmente quelle di massa come ingegneria, economia o simili.

    manco tanto: sai la quantità di laureati che vedo che fanno orrori grammaticali agghiaccianti? (citofonare: congiuntivi, questi sconosciuti)

    e se lo fai notare sei un rompicoglioni, un grammar nazi eccetera

     

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    davydenkovic90
    40 minutes ago, freedog said:

    magari.

    al centro purtroppo c'è pure lì la burocrazia (informati su quante scartoffie extra orario di lezione deve preparare un prof) e quel moloch chiamato PROGRAMMA.

    Poi sti poracci (li vedo quando vado a fare i seminari al Rossellini) sono di uno scoglionato andante, e l'unica cosa cui anelano è arrivare vivi alla fine dell'ora, dato anche il clima bullistico che devono subire, dagli alunni dai genitori (prova a dare un 4 meno meno al pupo, e te li ritrovi il giorno appresso che ti vengono a cercà per gonfiatte come na zampogna), che ritengono gli insegnanti una massa di sfigati senza speranza

    I programmi vasti servono per far credere che la scuola sia seria, quando non lo è.

    Fanno fisica alle medie, quando è una materia che, per me, è insensata fatta prima dell'ultimo anno di liceo scientifico...

    Anche quest'anno faccio i conti con la maturità scientifica, e vedo ragazzi che spappagallano a memoria i teoremi sul calcolo differenziale (senza capire di cosa stanno parlando, e basta interrompere lo spappagallamento con una domandina semplice semplice per sputtanarli) e rimangono a bocca aperta quando chiedi loro cos'è una funzione.

    La classica domanda che naturalmente sorge l'ultimo anno di liceo e talvolta anche alla maturità è "cos'è una funzione?"

    Secondo voi perché?

    Perché ci si rende conto che per tre anni si è studiato un certo concetto senza aver capito cos'è. Si sono fatti mille esercizi come fossero un sudoku per arrivare pronti alle tracce del ministero (pessime) ma non si sa neanche che cosa sono gli oggetti di cui stiamo parlando.

    Domande fantascientifiche da porre a studenti alla maturità scientifica sono: la definizione di seno di un angolo, per esempio, oppure quella di limite, chiedere a che serve introdurre il concetto di limite, oppure la differenza tra integrale indefinito e definito e come sono collegati (anche qui nessuno risponde, eppure è l'ABC di una fetta enorme di programma, peculiare dello scientifico, il calcolo integrale). Ma anche cose stupide come la definizione di intervallo, intorno, valore assoluto, radice quadrata (Ebbene sì!) 99 su 100 in sede d'esame del liceo scientifico non trovano risposta.

    I licei sono realtà parallele dove esiste una matematica che nasce e muore lì, dove "la radice è l'inverso della potenza" così come  "l'integrale è l'inverso della derivata" o dove "il valore assoluto di x è x" o dove "il coseno è la x dell'angolo", dove non si sa perché vengono introdotti i limiti, se tanto è come sostituire il valore, mentre il valore assoluto, il logaritmo e l'esponenziale sono tre spauracchi che appena li vedi ti spaventi e vorresti suicidarti all'istante, e posso ben capire se per domani devi portare gli esercizi pagg. 587 numero 457,458,459,461,569,678,701,702,704,707, 813,856,857,887,913, più tutta pagina 932.

    Anni fa andavo a scuola d'inglese e la mia insegnante era australiana. Ci dava 1 (uno) esercizio a settimana del nostro Workbook. E in un'ora e mezzo con lei per 3 anni ho imparato il 90% dell'inglese che conosco oggi, a fronte del 10% imparato per otto anni alle medie e al liceo.

    Gli studenti liceali sono l'anello più debole di un sistema scolastico inefficiente, e se dovessi consigliare un ragazzo di 14 anni su come affrontare il liceo, oggi, gli direi di andare a fare tante passeggiate e tante feste, fare tanti sport e limonare tante ragazzine (o ragazzini), piuttosto che rovinarsi per un ambiente che, comunque, non è all'altezza di fornirgli strumenti adeguati.

     

     

    Edited by davydenkovic90

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    Beppe_89

    Pinks scrivi così perché eri semplicemente nel posto sbagliato. 

    Se non avessi trovato il tuo corso di studi "difficilissimo", per citarti, non avresti sviluppato così tanta frustrazione. 

    Il "dramma" fa parte della vita, anche di quella scolastica.. e probabilmente ci annoieremmo a morte senza. 

    Questo detto al netto dei problemi che l'istruzione italiana può avere.. però esageruma nen. 

    Edited by Beppe_89

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    PiNKs
  • Topic Author
  • I miei non avendo studiato e non stando benissimo economicamente hanno iscritto me e mio fratello nella scuola che secondo loro era la migliore e la scuola che secondo loro poteva darci un futuro migliore. Non li condanno affatto, hanno pensato al nostro meglio.

    Non è giusto classificare i ragazzi fin dalla più tenera età secondo me. Tutti abbiamo la stessa intelligenza ma abbiamo campi di interesse diversi. 

    Io comunque ora ho trovato la mia strada ed è una professione per cui non servono studi universitari e che viene pagata abbastanza bene se fatta a certi livelli a cui aspiro. 

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      Krad77 
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