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Il mascolinismo


Rotwang

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I cosiddetti movimenti maschili o gruppi della questione maschile, a volte indicati con il termine mascolinismo oppure mascolismo si riferiscono al movimento sociale, politicamente e religiosamente trasversale, per i diritti degli uomini e la loro rivendicazione nella sfera sociale. Tale pensiero è nato in questi anni, in reazione al femminismo più radicale e separatista.

Il Gran dizionario terminologico dell'Ufficio del Québec della lingua francese, ad esempio, definisce il termine «mascolinismo» come designante il «movimento che si preoccupa della condizione maschile».

Il movimento mascolinista ritiene che i diritti del genere maschile eterosessuale (ma anche omosessuale) siano stati eccessivamente sacrificati o criminalizzati dalla cultura occidentale, nonché dalla giurisprudenza dominante (ad esempio nel diritto di famiglia o in altri ambiti), in nome di un femminismo non egualitario bensì ritenuto suprematista e misandrico, contro cui questi gruppi invece si battono, o, in alternativa, da parte di un sentimento ginocentrico della società, scordandosi che i mascolinisti vogliono inondarci di immagini erotiche di donne non senzienti e procaci serve degli uomini.

I precursori del movimento sono considerati pensatori spesso definiti come antifemministi (come anche molti esponenti di religioni e culture tradizionali del passato). Nonostante si professi antisessista e sia apparentemente per l'egualitarismo tra i generi/sessi, il mascolinismo è, secondo la mia modestissima opinione, l'ennesima prevaricazione sessuo-fascio-maschilista contro i diritti delle donne in generale, cioè una causa spacciata per discriminazione degli uomini in quanto tali, scordandosi che il mondo è stato retto per millenni da culture e società eminentemente maschili, patriarcali e maschiliste più o meno in modi feroci e rigidi e non sono certo pochi decenni o un piccolo secolo di reazioni femministe e lotte delle donne a mettere in pericolo la figura maschile o il suo predominio dittatoriale (che va spezzato, prima o poi). Quasi qualsiasi città o nazione del mondo è strutturalmente maschilista ed eterosessista. In Italia le tesi mascoliniste sono abbracciate quasi unitariamente da tutti i neofascisti, da qualsiasi esponente di centrodestra, dai grillini, dai liberisti, dai libertari maschilisti di sinistra e da quegli attivisti gay/bisex/trans a favore della maternità surrogata, osteggiata da parte del femminismo cisgenere lesbico ed etero di varie matrici. Ma basta questo argomento a gettare alle ortiche le lotte per i diritti delle donne - che non sono affatto acquisiti - e, pertanto, ignorando (e quindi indirettamente supportando) l'allarmante numero di femminicidi, di violenze contro le donne e discriminazione sessuale, costanti nel nostro paese? I movimenti femministi hanno portato in auge i movimenti gay decenni fa, non dobbiamo dimenticarcelo, dobbiamo solo esserne riconoscenti e combattere il maschilismo e il mascolinismo etero-bisessuale.

Lo stesso Gay-Forum, che annega di bisessuali repressi, tende al mascolinismo e oggettiva le donne.

Edited by Rotwang
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Ciao a tutti, io sono un mascolinista o - se volete - un MRA (Male Rights Activist)

Qualunque cosa voi vogliate chiedermi sulle cose che interessano a noi mascolinisti

come le disparità di trattamento genitoriale, previdenziale, giurisprudenziale, lavorativo e militare

sarò assolutamente felicissimo di rispondervi.

Ovviamente non sono maschilista e mi irrito se lo pensate: semplicemente credo che tutti i diritti che hanno attualmente le donne

in una società paritaria vadano assolutamente estesi a tutti gli altri cittadini, maschi compresi.

 

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26 minutes ago, Almadel said:

Ciao a tutti, io sono un mascolinista o - se volete - un MRA (Male Rights Activist)

Qualunque cosa voi vogliate chiedermi sulle cose che interessano a noi mascolinisti

come le disparità di trattamento genitoriale, previdenziale, giurisprudenziale, lavorativo e militare

sarò assolutamente felicissimo di rispondervi.

Ovviamente non sono maschilista e mi irrito se lo pensate: semplicemente credo che tutti i diritti che hanno attualmente le donne

in una società paritaria vadano assolutamente estesi a tutti gli altri cittadini, maschi compresi.

 

I maschi hanno già tutti i diritti e nessuna discriminazione, dato che hanno plasmato loro la società. Credere che necessitiamo di diritti in quanto maschi in Italia oggi è sessista e antifemminista. Sarebbe come rivendicare i diritti per gli etero.

Edited by Rotwang
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1 hour ago, Rotwang said:

I maschi hanno già tutti i diritti e nessuna discriminazione, dato che hanno plasmato loro la società. Credere che necessitiamo di diritti in quanto maschi in Italia oggi è sessista e antifemminista. Sarebbe come rivendicare i diritti per gli etero.

Ma qui non si tratta di rivendicare diritti per gli oppressori...quel che v'è di interessante nel mascolinismo riguarda la preoccupazione per un eventuale riequilibrio di situazioni fortemente sbilanciate in senso antimaschilista.

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Alcuni tra i principali obiettivi dei MRA, giusto per rendere chiaro che non si parla di fuffa:

  • Campagne contro la violenza sugli uomini;
  • Campagne contro la violenza domestica sugli uomini;
  • Campagne contro la violenza sessuale sugli uomini;
  • L’estensione dei servizi telefonici, dei rifugi, dei centri e degli sportelli antiviolenza agli uomini;
  • La condanna pubblica verso pubblicità misandriche (dove ad esempio si legittima o si ride di trattamenti degradanti verso gli uomini come schiaffi, calci ai genitali, e dove vengono affermati i soliti stereotipi sessisti dell'”uomo stupido o violento” e così via), al pari di quella esistente verso le pubblicità misogine che sfruttano il corpo delle donne;
  • Il riconoscimento dei diritti riproduttivi maschili, come la possibilità di rinunciare alla paternità nel periodo in cui alla donna è concesso di ricorrere all’aborto;
  • Abolizione del mantenimento alle stupratrici da parte delle vittime maschili di violenza sessuale, che ancora è concesso in molti Paesi (qui un esempio di sentenza di questo tipo in California, negli USA);
  • Il riconoscimento da parte degli organi statali e giuridici del reato di stupro anche laddove la vittima che lo subisce sia un uomo o un ragazzo/bambino, che in molti Paesi ancora non avviene;
  • L’equiparazione delle pene a parità di reato tra uomini e donne istituendo un osservatorio (visto che i dati ci confermano che gli uomini abbiano – a parità di reato – condanne il 63% più severe [Starr, Sonja B., Estimating Gender Disparities in Federal Criminal Cases (August 29, 2012). University of Michigan Law and Economics Research Paper, No. 12-018.]);
  • La sostituzione delle discriminazioni positive – metodiche che vanno in contrasto con la meritocrazia e che sono di per sé sessiste – con l’istituzione di comitati etici/osservatori sulle discriminazioni nei posti di lavoro, formati in egual numero da uomini e da donne, che abbiano la facoltà di multare gli atteggiamenti sessisti nell’assunzione e nel salario a parità di merito, di sforzo e di lavoro;
  • La protezione della paternità nelle leggi e nella costituzione, al pari della maternità;
  • Il riconoscimento dei diritti di congedo di paternità e/o adozione;
  • L’istituzione del reato di frode di paternità ed equiparazione alle altre frodi nel trattamento e nelle pene;
  • L’effettuazione del test del DNA per ogni nascita o se richiesto da uno qualunque dei genitori;
  • L’obbligo di avviso del padre e possibilità di diventare genitore unico del bambino se la madre sceglie di dare in adozione il figlio alla nascita;
  • L’equiparazione delle pene della madre a quella del padre nel reato di infanticidio e l’aumento della pena verso i genitori autori di questo delitto rispetto a quella riservata a sconosciuti;
  • La lotta ai genocidi di genere e alla violenza di genere contro gli uomini nelle situazioni di conflitto internazionale, compresa la violenza sessuale e il massacro selettivo per il sesso;
  • Abolizione, in tutti gli Stati, della coscrizione militare maschile forzata;
  • L’estensione della composizione delle Commissioni Regionali Pari Opportunità anche agli uomini in egual numero;
  • L’affido condiviso e la condanna nei confronti del genitore che plagia il figlio nei casi di separazione e/o divorzio;
  • Il cambiamento delle leggi palesemente sessiste come quelle che regolano il diritto al congedo di maternità (e non anche a quello di paternità), alla legge sull’infanticidio (in cui la madre ha una pena minore del padre), alle leggi sulle azioni positive, all’articolo 14 della legge 53/2000 su norme specifiche per le lavoratrici madri (che non contempla i padri), alla richiesta di motivazione per l’assunzione di un maschio nella scelta di due persone di sesso diverso con pari qualificazione (e non piuttosto alla richiesta di motivazione per entrambi), agli articoli della costituzione che proteggono la maternità ma non la paternità, e così via (per maggiori informazioni clicca qui);
  • Il cambiamento delle norme sessiste all’interno dei regolamenti delle compagnie di trasporti (si veda ad esempio il caso della British Airways, che permette alle donne di sedersi in aereo accanto a minorenni non accompagnati ma lo nega agli uomini, per norme anti-pedofilia che andrebbero ampliate anche agli adulti di sesso femminile, o dei vagoni “per sole donne”, presenti anche in Italia sulla linea Venezia-Monaco), che andrebbero sostituite con la presenza intensificata di forze dell’ordine nei luoghi in cui si è riscontrato un elevato tasso di violenza, per la protezione di tutti i cittadini e non solo di quelli appartenenti ad uno specifico sesso;
  • Multe e/o osteggiamento verso qualsiasi atteggiamento sessista (anche ad esempio l’accesso a servizi con “promozioni speciali” per le donne) nei confronti degli uomini così come accade nel caso di trattamenti misogini;
  • Garanzia d’anonimato per gli accusati di violenza fino a condanna definitiva, dato che ormai sia da una parte (nei casi di stupro) che dall’altra (nei casi di infanticidio) si tende a far apparire come colpevole una persona solamente accusata, il che va a creare uno stigma sociale (ma talvolta anche vere e proprie aggressioni, suicidi e omicidi) verso un individuo che – per legge – è innocente fino a condanna definitiva e che può interferire con la stessa imparzialità del processo;
  • Adeguate e certe condanne penali per coloro che fanno false accuse di violenza (di qualsiasi tipo contro chiunque);
  • Campagne di prevenzione al suicidio (che colpisce in prevalenza uomini);
  • Campagne contro l’abbandono scolastico (che colpisce nella maggioranza dei casi i maschi);
  • Rendere neutri per il genere gli incentivi nell’assunzione. Infatti, il suicidio per ragioni economiche rappresenta un fenomeno quasi esclusivamente maschile (95%), inoltre in Europa la diminuzione dell’occupazione maschile è generalizzata: tra il 2008 e il 2013, la dinamica occupazionale europea è stata caratterizzata da un calo del 4,4% per gli uomini, e dalla sostanziale tenuta a livello dell’occupazione femminile, diminuita di appena lo 0,4%. Infine, i senzatetto sono, in più dell’80% dei casi, di sesso maschile;
  • Rendere i programmi statali e internazionali neutri per il genere o accompagnati da un equivalente maschile. Mentre per i programmi per madri single, per la violenza domestica o per la ricerca sulle malattie gran parte dei soldi statali vanno all’aiuto delle donne, gli uomini non hanno la stessa assistenza. Dovrebbero essere estesi anche agli uomini rendendo tali programmi neutri per il genere o, laddove ciò non sia possibile (ad esempio nel caso della ricerca medica, essendovi patologie sesso-specifiche), sarebbe necessario che includessero sia donne che uomini;
  • Campagne per ridurre il divario tra uomini e donne nel campo della salute e nell’aspettativa di vita, soprattutto considerando che secondo i dati dell’OMS questa disparità è andata crescendo nel corso dei decenni;
  • Campagne e azioni atte a contrastare le morti sul lavoro (che sono in maggioranza di uomini), prevenzione degli incidenti e assistenza psicologica gratuita successiva all’infortunio.
  • Campagne di sostegno e sensibilizzazione sulle vittime maschili di tratta e sfruttamento della prostituzione, spesso ignorate e il cui numero effettivo è fortemente sottoriportato.

Fonte: https://antisessismo.wordpress.com/diritti-degli-uomini/

 

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Partendo dal presupposto che il rapporto tra uomo e donna non è ancora paritario, bensì in favore dell'uomo,  non bisogna negare che nel corso degli anni sono stati presi provvedimenti che in numerose situazioni fanno pendere l'ago della bilancia in favore della donna. Penso ad esempio alla regola per la quale per i maschi per entrare nell' arma dei pompieri bisogna essere alti 1.70m quando per le donne sono sufficienti 1.63m; penso all'usanza per cui in caso di divorzio di coppie con figli nella stragrande maggioranza dei casi è uso affidare il bambino alla madre; ancora, sempre in caso di divorzio, l'uomo quasi sempre deve versare alla ormai ex-moglie un mantenimento in grado di garantirle un tenore di vita il più possibile vicino a quello  ante divorzio e, viceversa, nei casi (pochi) in cui è lei ad avere uno stipendio più importante non viene assegnato alcuno mantenimento ed è quasi una vergogna per un uomo anche il solo pensare di richiederlo. Detto questo è giusto che in contrapposizione ad un gruppo che difende i diritti di un sesso ce ne sia un altro che rivendichi quelli della controparte. Attenzione però: deve trattarsi di movimenti moderati e non estremisti. Quest' ultimi non sono mai aperti al dialogo e non portano niente se non odio. Dialogo è progresso

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3 hours ago, Uncanny said:

Alcuni tra i principali obiettivi dei MRA, giusto per rendere chiaro che non si parla di fuffa:

  • Campagne contro la violenza sugli uomini;
  • Campagne contro la violenza domestica sugli uomini;
  • Campagne contro la violenza sessuale sugli uomini;
  • L’estensione dei servizi telefonici, dei rifugi, dei centri e degli sportelli antiviolenza agli uomini;
  • La condanna pubblica verso pubblicità misandriche (dove ad esempio si legittima o si ride di trattamenti degradanti verso gli uomini come schiaffi, calci ai genitali, e dove vengono affermati i soliti stereotipi sessisti dell'”uomo stupido o violento” e così via), al pari di quella esistente verso le pubblicità misogine che sfruttano il corpo delle donne;
  • Il riconoscimento dei diritti riproduttivi maschili, come la possibilità di rinunciare alla paternità nel periodo in cui alla donna è concesso di ricorrere all’aborto;
  • Abolizione del mantenimento alle stupratrici da parte delle vittime maschili di violenza sessuale, che ancora è concesso in molti Paesi (qui un esempio di sentenza di questo tipo in California, negli USA);
  • Il riconoscimento da parte degli organi statali e giuridici del reato di stupro anche laddove la vittima che lo subisce sia un uomo o un ragazzo/bambino, che in molti Paesi ancora non avviene;
  • L’equiparazione delle pene a parità di reato tra uomini e donne istituendo un osservatorio (visto che i dati ci confermano che gli uomini abbiano – a parità di reato – condanne il 63% più severe [Starr, Sonja B., Estimating Gender Disparities in Federal Criminal Cases (August 29, 2012). University of Michigan Law and Economics Research Paper, No. 12-018.]);
  • La sostituzione delle discriminazioni positive – metodiche che vanno in contrasto con la meritocrazia e che sono di per sé sessiste – con l’istituzione di comitati etici/osservatori sulle discriminazioni nei posti di lavoro, formati in egual numero da uomini e da donne, che abbiano la facoltà di multare gli atteggiamenti sessisti nell’assunzione e nel salario a parità di merito, di sforzo e di lavoro;
  • La protezione della paternità nelle leggi e nella costituzione, al pari della maternità;
  • Il riconoscimento dei diritti di congedo di paternità e/o adozione;
  • L’istituzione del reato di frode di paternità ed equiparazione alle altre frodi nel trattamento e nelle pene;
  • L’effettuazione del test del DNA per ogni nascita o se richiesto da uno qualunque dei genitori;
  • L’obbligo di avviso del padre e possibilità di diventare genitore unico del bambino se la madre sceglie di dare in adozione il figlio alla nascita;
  • L’equiparazione delle pene della madre a quella del padre nel reato di infanticidio e l’aumento della pena verso i genitori autori di questo delitto rispetto a quella riservata a sconosciuti;
  • La lotta ai genocidi di genere e alla violenza di genere contro gli uomini nelle situazioni di conflitto internazionale, compresa la violenza sessuale e il massacro selettivo per il sesso;
  • Abolizione, in tutti gli Stati, della coscrizione militare maschile forzata;
  • L’estensione della composizione delle Commissioni Regionali Pari Opportunità anche agli uomini in egual numero;
  • L’affido condiviso e la condanna nei confronti del genitore che plagia il figlio nei casi di separazione e/o divorzio;
  • Il cambiamento delle leggi palesemente sessiste come quelle che regolano il diritto al congedo di maternità (e non anche a quello di paternità), alla legge sull’infanticidio (in cui la madre ha una pena minore del padre), alle leggi sulle azioni positive, all’articolo 14 della legge 53/2000 su norme specifiche per le lavoratrici madri (che non contempla i padri), alla richiesta di motivazione per l’assunzione di un maschio nella scelta di due persone di sesso diverso con pari qualificazione (e non piuttosto alla richiesta di motivazione per entrambi), agli articoli della costituzione che proteggono la maternità ma non la paternità, e così via (per maggiori informazioni clicca qui);
  • Il cambiamento delle norme sessiste all’interno dei regolamenti delle compagnie di trasporti (si veda ad esempio il caso della British Airways, che permette alle donne di sedersi in aereo accanto a minorenni non accompagnati ma lo nega agli uomini, per norme anti-pedofilia che andrebbero ampliate anche agli adulti di sesso femminile, o dei vagoni “per sole donne”, presenti anche in Italia sulla linea Venezia-Monaco), che andrebbero sostituite con la presenza intensificata di forze dell’ordine nei luoghi in cui si è riscontrato un elevato tasso di violenza, per la protezione di tutti i cittadini e non solo di quelli appartenenti ad uno specifico sesso;
  • Multe e/o osteggiamento verso qualsiasi atteggiamento sessista (anche ad esempio l’accesso a servizi con “promozioni speciali” per le donne) nei confronti degli uomini così come accade nel caso di trattamenti misogini;
  • Garanzia d’anonimato per gli accusati di violenza fino a condanna definitiva, dato che ormai sia da una parte (nei casi di stupro) che dall’altra (nei casi di infanticidio) si tende a far apparire come colpevole una persona solamente accusata, il che va a creare uno stigma sociale (ma talvolta anche vere e proprie aggressioni, suicidi e omicidi) verso un individuo che – per legge – è innocente fino a condanna definitiva e che può interferire con la stessa imparzialità del processo;
  • Adeguate e certe condanne penali per coloro che fanno false accuse di violenza (di qualsiasi tipo contro chiunque);
  • Campagne di prevenzione al suicidio (che colpisce in prevalenza uomini);
  • Campagne contro l’abbandono scolastico (che colpisce nella maggioranza dei casi i maschi);
  • Rendere neutri per il genere gli incentivi nell’assunzione. Infatti, il suicidio per ragioni economiche rappresenta un fenomeno quasi esclusivamente maschile (95%), inoltre in Europa la diminuzione dell’occupazione maschile è generalizzata: tra il 2008 e il 2013, la dinamica occupazionale europea è stata caratterizzata da un calo del 4,4% per gli uomini, e dalla sostanziale tenuta a livello dell’occupazione femminile, diminuita di appena lo 0,4%. Infine, i senzatetto sono, in più dell’80% dei casi, di sesso maschile;
  • Rendere i programmi statali e internazionali neutri per il genere o accompagnati da un equivalente maschile. Mentre per i programmi per madri single, per la violenza domestica o per la ricerca sulle malattie gran parte dei soldi statali vanno all’aiuto delle donne, gli uomini non hanno la stessa assistenza. Dovrebbero essere estesi anche agli uomini rendendo tali programmi neutri per il genere o, laddove ciò non sia possibile (ad esempio nel caso della ricerca medica, essendovi patologie sesso-specifiche), sarebbe necessario che includessero sia donne che uomini;
  • Campagne per ridurre il divario tra uomini e donne nel campo della salute e nell’aspettativa di vita, soprattutto considerando che secondo i dati dell’OMS questa disparità è andata crescendo nel corso dei decenni;
  • Campagne e azioni atte a contrastare le morti sul lavoro (che sono in maggioranza di uomini), prevenzione degli incidenti e assistenza psicologica gratuita successiva all’infortunio.
  • Campagne di sostegno e sensibilizzazione sulle vittime maschili di tratta e sfruttamento della prostituzione, spesso ignorate e il cui numero effettivo è fortemente sottoriportato.

Le stupratrici quasi non esistono, la violenza fisica sugli uomini da parte di donne quasi non esiste, gli aiuti statali vanno alle donne perché sono il sesso debole della società ed esposte a rischi che un uomo non corre, il 95% dei suicidi per motivi economici sono di uomini perché detengono tutto il potere economico e lavorativo, le morti sul lavoro riguardano solo uomini perché ci sono solo operai/muratori uomini, che i senzatetto siano più uomini è solo perché le donne sanno rientrare nella società civile perché non hanno l'indole libidinosa e aggressiva maschile, non c'è alcun sessismo delle donne nei confronti degli uomini (battute innocenti e party sessuali non sono esattamente sessisti e non lo sono più di millenni di schiavitù sessuale delle donne) e dire che esista è malattia mentale, le morti di guerra riguardano principalmente uomini perché fino a ieri i soldati erano solo uomini ecc. ecc. ecc., perciò questo simpatico elenco è TUTTO UN CUMULO DI STRONZATE VERGOGNOSE E ISLAMISTE nascosto dietro il dito dell'antisessismo, ma è solo un nuovo maschilismo e tu che le sostieni devi semplicemente vergognarti, sei uno stupratore di merda.

Edited by Rotwang
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6 hours ago, Rotwang said:

... degli uomini cavernicoli.

Alla fine siamo un prodotto evolutivo e come tale ci portiamo dietro il passato in cui saper menare bene e forte era un vantaggio ad esempio per cacciare o fare le guerre con altri della nostra specie o con altre specie.

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11 hours ago, Uncanny said:

L’obbligo di avviso del padre e possibilità di diventare genitore unico del bambino se la madre sceglie di dare in adozione il figlio alla nascita;

Questa è l'unica cosa in cui non sono d'accordo.

Senza il totale anonimato nessuna donna lascerebbe il bambino in ospedale.

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SerialHenry

Le problematiche di cui possono soffrire oggi gli uomini, che esistono (vedi le statistiche sui suicidi giusto per avanzare un esempio), sono la trappola in cui il "patriarcato" (che fa tanti ridere ad alcuni poverini) li ha rinchiusi, ovvero sono le ovvie conseguenze delle cultura per come è stata plasmata dagli uomini.

Il patriarcato ha sclerotizzato tanto le donne quanto gli uomini che ora pagano pure loro le conseguenze di un discorso lungo secoli e secoli.

Forse questi "mascolinisti" dovrebbero togliersi la testa dal retto e guardarsi intorno e indietro?

Un evergreen:

 

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non so, il mascolinismo a me sembra un rigurgito di coloro che non accettano la tirannia femminilista che si è imposta (anche valicando i limiti del consentito) negli ultimi decenni dopo secoli di sottomissione.  è un ciclo storico, prima c'era la supremazia maschile, ora dobbiamo sopportare il nazifemminismo, più in là arriveremo alla parità appena i due estremi avranno finito di farsi sfregi a vicenda. 

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@SerialHenry, in realtà pensavo di darti una risposta piccata sul patriarcato, ma non serve.

Se condividi la lista delle tematiche concrete che riportato @Uncanny non è molto importante

se pensi che tutti i problemi degli uomini siano dovuti a una società sessista per tutti o invece a un complotto di antichi padri-padroni.

Il problema del mascolismo è che in molti pensano - come dimostra sia il commento di Schopy che quello di R.POST -

che esso sia un movimento per contrastare "squilibri dovuti al femminismo" o la "tirannia del nazifemminismo".

Ed è su questa incomprensione che molti femministi e femministe lo osteggiano; ma di fatto è una profezia che si auto-determina

perché - in quanto derisi (immaginate se qualcuno avesse scritto come fai tu: "queste femministe dovrebbero togliersi la testa dalla fica e guardarsi intorno...") -

si sentono in dovere di contrattaccare col rischio di passare dalla parte del torto (e del maschilismo).

 

Per questo bisognerebbe rendere la campagna molto asciutta e concentrata solo sugli obiettivi

senza cedere alla tentazione di rispondere alle provocazioni inevitabili.

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10 hours ago, Rotwang said:

Le stupratrici quasi non esistono, la violenza fisica sugli uomini da parte di donne quasi non esiste, gli aiuti statali vanno alle donne perché sono il sesso debole della società ed esposte a rischi che un uomo non corre, il 95% dei suicidi per motivi economici sono di uomini perché detengono tutto il potere economico e lavorativo, le morti sul lavoro riguardano solo uomini perché ci sono solo operai/muratori uomini, che i senzatetto siano più uomini è solo perché le donne sanno rientrare nella società civile perché non hanno l'indole libidinosa e aggressiva maschile, non c'è alcun sessismo delle donne nei confronti degli uomini (battute innocenti e party sessuali non sono esattamente sessisti e non lo sono più di millenni di schiavitù sessuale delle donne) e dire che esista è malattia mentale, le morti di guerra riguardano principalmente uomini perché fino a ieri i soldati erano solo uomini ecc. ecc. ecc., perciò questo simpatico elenco è TUTTO UN CUMULO DI STRONZATE VERGOGNOSE E ISLAMISTE nascosto dietro il dito dell'antisessismo, ma è solo un nuovo maschilismo e tu che le sostieni devi semplicemente vergognarti, sei uno stupratore di merda.

https://antisessismo.wordpress.com/2017/06/29/perche-e-stupido-non-usare-la-parola-maschicidio/

Buona lettura. Sono citati decine e decine di studi che smontano le tue supposizioni fondate sul nulla riguardo la quasi non esistenza di violenza femminile.

Sono questioni che per essere trattate razionalmente richiedono evidenze derivanti da studi in proposito, non tifoserie inutili e insulti.

 

1 hour ago, SerialHenry said:

Le problematiche di cui possono soffrire oggi gli uomini, che esistono (vedi le statistiche sui suicidi giusto per avanzare un esempio), sono la trappola in cui il "patriarcato" (che fa tanti ridere ad alcuni poverini) li ha rinchiusi, ovvero sono le ovvie conseguenze delle cultura per come è stata plasmata dagli uomini.

Ammesso e non concesso che sia tutta colpa del c.d. patriarcato, non vedo perché delle persone non possano occuparsi di queste problematiche maschili organizzandosi anche in gruppi e associazioni, dal momento che le femministe le ignorano o molto spesso arrivano proprio a negarne l'esistenza (mai ho visto una sola associazione femminista preoccuparsi di uno solo dei punti sopra elencati, eppure dicono di ricercare la parità fra i sessi). Il perseguimento di questi diritti maschili collide per caso con quelli femminili? No e dunque?

Edited by Uncanny
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SerialHenry

La stessa identificazione di mascolinismo mi pare assurda, è l’identificazione con la storia che ti ha condotto ad avere le problematiche che hai oggi, stanno scherzando?

Trasformino il loro punto di vista, iniziando prima di tutto ad ammettere che la storia è stata scritta dagli uomini. E che è colpa proprio di quella storia se a molti sentire parlare di “diritti maschili” sembra cacofonico. Inizino da questo ed avranno il mio sostegno.

Potrebbero definirsi femministi e combattere tutti i pregiudizi ed i problemi oggettivi. Non conosco di persona associazioni ma molti blog femministi che seguo trattano proprio questi argomenti, cioè i pesi, le aspettative e i problemi che “il patriarcato” ha creato agli uomini stessi.

Non nego io  problematiche reali che gli uomini soffrono; mi sembra che siano questi individui a negare la storia, il presente e abbiamo un po’ di problematiche di identificazione.

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Il problema della visione femminista è che usa un filtro - quello del patriarcato - che per sua natura tende a squalificare i problemi maschili. Le donne sono sempre vittime e i loro problemi sono sempre causati dall'uomo, gli uomini sono sempre carnefici e i loro problemi causati da loro stessi. La colpa è sempre e solo dell'uomo. Questa visione delle cose è naturale che porti a concentrarsi sulla parte femminile oppressa e a ignorare quella maschile considerata carnefice.

Non è poi un caso che infatti a trattare delle questioni maschili nel femminismo siano solo blog femministi marginali e neanche associazioni, e che una gran parte di femministe arrivi proprio a negare l'esistenza di problematiche maschili poiché gli uomini sarebbero detentori di soli privilegi. Ripeto di non aver mai visto una sola associazione femminista preoccuparsi di uno solo dei problemi sopra elencati e spingere politicamente per cambiamenti in quel senso.

Comunque il movimento dei MRA non condivide proprio l'assunto teorico di base del patriarcato, che tra l'altro non vede neanche accordo fra gli antropologi. Non pensa che i problemi che hanno uomini e donne siano dovuti ad un complotto di antichi padri-padroni come ben sintetizza Almadel, ma ad un sistema di gabbie di genere che è stato dannoso tanto per le donne quanto per gli uomini. Se si assume un filtro di questo tipo è anche poi molto più facile riconoscere i problemi di entrambi i sessi e non solo quelli di quello considerato "vittima".

Cito dall'ultimo link che ho messo in risposta a Rotwang:

"In epoca preistorica la riproduzione sessuale serviva per far crescere la popolazione e quindi aumentare le capacità produttiva e difensiva del gruppo. Questo richiedeva un gran numero di nascite, vista l’alta mortalità infantile, ma solo metà popolazione era in grado di partorire. Questa importanza data alla riproduzione ha spinto le donne a specializzarsi nell’ambito domestico e gli uomini ad assumere il ruolo di protettori e fornitori di risorse, in modo da sopperire alla mancanza di contributi delle donne in gravidanza.
L’aspettativa imposta agli uomini era quindi quella di provvedere ad altri (compagna, figli e villaggio) oltre che a sè stessi. Quest’aspettativa è chiamata hyperagency.
Vi era invece un’assenza di aspettative per le donne. Quest’assenza è detta hypoagency.
Data questa assenza di aspettative, le ragazze diventavano donne semplicemente crescendo: divenivano fertili con il menarca, con il primo ciclo, in maniera automatica.
I maschi invece dovevano dimostrare di riuscire a provvedere ad altri: i bambini quindi non diventavano automaticamente uomini.
La femminilità è dunque innata, mentre la mascolinità è da conquistare. Proprio per questa innatezza, per questa hypoagency, la donna assume un ruolo passivo, di agita, mentre per l’aspettativa di hyperagency l’uomo assume quello di attivo, di agente.
Essendo l’utilità sociale delle donne indipendente dalle proprie azioni, le donne sono viste come innatamente preziose.
Gli uomini al contrario acquistano utilità sociale a seconda delle proprie azioni: vengono dunque visti come sacrificabili.
Questo crea una situazione in cui i maschi sono visti come iperagenti innatamente sacrificabili che guadagnano valore vivendo la loro vita aderendo all’ideale di maschilità. Le femmine, invece, sono viste come ipoagenti di valore innato che, come i bambini, sono il futuro e quindi implicitamente preziose per la società, ma sono anche meno competenti e meno in grado di affrontare le sfide della vita.
Si viene dunque a creare una “dicotomia di base” delle oppressioni: sacrificabilità (uomini) – infantilizzazione (donne).

Anche quando le donne erano più discriminate di oggi, gli uomini lo erano ugualmente ma in maniera complementare, infatti i problemi degli uomini non sono nati oggi, esistono da sempre. Pensiamo all’epoca del femminismo di prima ondata e ancora prima: quando le donne lottavano per il voto, gli uomini morivano in guerra perché il voto era connesso alla leva (ancora oggi che la leva è stata sospesa, gli uomini sono gli unici ad essere inseriti nelle liste di leva). Quando le donne non potevano lavorare (o potevano lavorare con una paga minore), gli uomini non potevano essere mantenuti e gli uomini che non potevano sostenere le proprie donne avevano così tanta pressione (prima legaledato che era obbligatorio mantenere la propria moglie – e ora sociale) addosso che ancora oggi i maschi sono la quasi totalità dei suicidi per cause economiche. Quando c’erano leggi poco severe contro la violenza sulle donne, quella sugli uomini non aveva proprio leggi e anzi veniva pubblicamente derisa. Quando la legge sullo stupro sulle donne era molto permissiva, gli uomini vittime di stupro da parte di donne non erano proprio considerati vittime. Quando le donne non avevano modo di avere proprietà che non fossero approvate dal marito, questi venivano condannati e puniti per i reati delle mogli. Quando le donne avevano molte più limitazioni di oggi, gli uomini avevano pene più severe per lo stesso crimine; ancora oggi a parità di reato e condizioni gli uomini hanno una pena il 63% più lunga e il doppio di possibilità di essere incarcerati se condannati. E ancora: le donne non potevano studiare ma gli uomini erano comunque quelli che finivano a fare lavori ad alto rischio nonché la quasi totalità delle morti sul lavoro, problema che sussiste tutt’ora. Quando le donne non avevano diritto all’aborto, gli uomini non avevano e ancora non hanno diritto alla rinuncia di paternità. Quando le donne non avevano congedi di maternità, gli uomini non avevano congedi di paternità e ancora adesso questi sono minuscoli. Le donne morivano maggiormente per parto e la scienza ha fatto diminuire drasticamente tali decessi grazie a uno sforzo mirato, mentre gli uomini morivano in età più giovane e questo divario al posto di diminuire si è allargato nel corso degli anni. Durante le emergenze la vita delle donne, proprio in virtù della loro capacità di partorire, era considerata più importante e da salvare prima. Quando le lesbiche erano invisibilizzate dalla società, l’omosessualità maschile era punita molto più di quella femminile, e ancora oggi molti Stati che condannano l’omosessualità lo fanno solo con quella maschile o questa riceve le pene peggiori, come la morte. Quando le donne hanno iniziato a lavorare, gli uomini hanno comunque dovuto fare più anni di lavoro prima di arrivare alla pensione e solo adesso si sta ponendo rimedio. Quando il linguaggio era più orientato al maschile non facendo sentire rappresentate le donne, gli uomini venivano automaticamente invisibilizzati proprio da tale linguaggio: se morivano 5 uomini e 2 donne si diceva che vi erano stati “7 morti, tra cui 2 donne“; se un problema attaccava principalmente gli uomini era un problema “della gente”, se attaccava principalmente donne era un “problema delle donne” o peggio “un problema di genere”. Quando le donne non potevano aspirare a entrare al governo di un paese o a governare come monarca (negli stati pre-democratici… tra l’altro, ciao regina Vittoria!), gli stati più bassi della società come i senzatetto erano a maggioranza maschile e tuttora lo sono. Allo stesso modo i suicidi erano in maggioranza maschili e ancora oggi restano a maggioranza maschile.
A questi problemi si sono aggiunti quelli del collocamento dei figli dopo il divorzio e quello della dispersione scolastica maggiormente maschile. Problemi moderni, gli ultimi, ma tutti gli altri no.
Se il femminismo fosse stato obiettivo nell’analisi delle situazioni di genere, perché non avrebbe dovuto considerarli? Perché nei secoli passati ha agito solo in una direzione, non dando alcun aiuto concreto agli uomini?"

 

 

Edited by Uncanny
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@Rotwang, devi star trollando, per forza. O in alternativa dovresti essere la persona più schifosamente e spudoaratamente sessista che abbia mai conosciuto, e io ho conosciuto Costanza Miriano xD

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5 minutes ago, FreakyFred said:

@Rotwang, devi star trollando, per forza. O in alternativa dovresti essere la persona più schifosamente e spudoaratamente sessista che abbia mai conosciuto, e io ho conosciuto Costanza Miriano xD

Io sono nazifemminista.

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Non lo è neanche essere maschilisti e vedere una dittatura femminilista inesistente e ovunque, da parte dei soliti bisex islamisti Almadel, R.POST e Uncanny.

Edited by Rotwang
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I maschi devono abdicare dal loro ruolo di predominio totale e finirla di fare le vittime dopo millenni di schiavitù sulla donna. Se hanno qualche privilegio in più nelle coppie etero divorziate a noi LGBT non deve riguardarci, noi uomini siamo fonte di ogni Male sulla terra, mettetevelo in testa e un gay maschilista e stupratore di donne non si può proprio vedere, anzi, va evirato.

Edited by Rotwang
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Il mascolinismo è come l'eterosessismo, è come quando gli etero si lamentano dei gay che secondo loro discriminano la famiglia naturale, ecco, le donne inferiori e asservite secondo loro li discriminano perché pretendono di reagire.

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SerialHenry

Quel prologo millenario è certo interessante ma lacunoso.


Levi Strauss identificava la nascita della società come lo scambio di donne da clan a clan, scambi decisi dagli uomini; e sempre nelle società primigenie agricole furono proprio gli uomini a sottomettere con la forza gli uomini più deboli e le donne per difendere “i beni privati”.

Quello che non ammettete, ma non lo aspetto e non voglio insistere per salvaguardare la mia IBS, è che migliaia di anni fa le donne sono state escluse dal dibattito sulla ripartizione tra i sessi e dal principio questo è stato portato avanti esclusivamente dagli uomini.

L'uomo aveva problemi ma intanto poteva modellare il mondo. La donna aveva problemi e basta.

E comunque già negare certe configurazioni in un mondo in cui esiste una cosina chiama Cristianesimo fa riderissimo. Senza dimenticare che prima di questo in Grecia c'erano filosofi che teorizzano l’inferiorità delle donne. Questa è la nostra cultura, noi siamo nati da lì.

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2 minutes ago, SerialHenry said:

Levi Strauss identificava la nascita della società come lo scambio di donne da clan a clan, scambi decisi dagli uomini; e sempre nelle società primigenie agricole furono proprio gli uomini a sottomettere con la forza gli uomini più deboli e le donne per difendere “i beni privati”.

Quello che non ammettete, ma non lo aspetto e non voglio insistere per salvaguardare la mia IBS, è che migliaia di anni fa le donne sono state escluse dal dibattito sulla ripartizione tra i sessi e dal principio questo è stato portato avanti esclusivamente dagli uomini.

L'uomo aveva problemi ma intanto poteva modellare il mondo. La donna aveva problemi e basta.

Questo si chiama argumentum ab auctoritate e rientra nelle fallacie di pertinenza. Tu attribuisci a Levi Strauss una certa autorità e quindi in automatico tutto quello che dice deve essere necessariamente vero. Non vedo tra l'altro dimostrazioni effettive di queste supposizioni messe su da Levi Strauss, che quindi rimangono appunto teorie campate per aria. Non hai poi neanche spiegato perché quel prologo sarebbe lacunoso.

E' decisamente più convincente la teoria da me sopra riportata, dal momento che parte dall’analisi di semplici differenze biologiche evidenti a tutti per arrivare a definire il modo in cui si è costruito il sistema dei ruoli di genere senza scomodare imposizioni superflue e indimostrate di un sesso sull’altro (e quindi il patriarcato). 

 

 

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Quoto @SerialHenry che ha perfettamente centrato l'argomento e ha sbaragliato le fallaci tesi maschilistiche di quel fascista figlio di puttana di Uncanny: la reazione antifemminista di questi anni è assimilabile all'antivaccinismo, al neofascismo e al complottismo sulla scia dei Protocolli dei Savi di Sion. 

W Catharine MacKinnon!

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AndrejMolov89

Io mi definisco anti-sessista. Gli MRA si occupano di una delle tante sfumature del sessimo, così il femminismo fa altrettanto. Questo antagonismo deriva solamente da premesse teoriche: il patriarcato come origine e fine di ogni cosa. Al di là che il patriarcato è stato definito come sinonimo di misogenia e maschilismo, senza considerare la natura della parola stessa. 
Ci sono indubbiamente problemi di genere per l'uomo, qualunque sia l'origine, bisogna risolverli per arrivare alla parità. Il problema è che attualmente i problemi di genere sono monopolizzati dal femminismo. Questo impedisce di creare una coscienza tra i maschi riguardanti i loro problemi, ed anzi, vengono colpevolizzati di tutti i problemi. In una prospettiva anti-sessista, masculismo e femminismo dovrebbero collaborare per ottenere le condizioni di parità assoluta, al netto dei corrispettivi interessi. 
Rotwang associa indebitamente il termine MRA a misogenia e maschilismo. Questo è sbagliato. L'unico problema dei movimenti MRA è che stanno adottanto la strategia vittimista del femminismo attuale. Strategia che dovrebbe essere evitata assolutamente. 

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