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Kubilend91

Cosa ne pensate di chi dice che il coming out è un dovere?

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schopy
On 18/7/2017 at 4:15 PM, Demò said:

In ogni caso leggo il fenomeno nell'ottica dei conflitti di classe: le frocie ricche e vecchie, per anni hanno goduto dalla loro posizione di privilegio una sorta di "condono" della loro irregolarità sessuale e semplicemente adesso non sopportano di condividere la libertà con noi froci sfigati, che un tempo avrebbero potuto chiamare alla loro corte e sedurre coi loro soldi. Penso faccia parte del loro percorso di accettazione: siamo froci, ma almeno siamo ricchi. Un po' come un frocio che votasse "Noi con Salvini" pensando "sono frocio ma quelli sono negri". E' dura a sessant'anni subire la livella e sentirsi meno speciali.

Straquoto!

In generale sul CO, che dire...io da quando son tornato al paese non lo dico più, fondamentalmente perché al momento non condivido la mia vita sociale coi colleghi di lavoro e quindi rimango molto sul vago...

Ai miei l'ho detto, con risultati medi.

Non è proprio lo stesso ricevere un abbraccio da mamma & papà o vederli in lacrime e smarriti...insomma, a me spiace se i miei familiari soffrono per una cosa che non li riguarda, io a mio modo, presuntuosamente forse, vorrei tutelare le persone di vedute più limitate se voglio loro bene.

Ai compagni di uni e agli amici la cosa era nota, ero molto socievole e aperto...studiavo pure a Filosofia, dove non avere amici gay sarebbe sembrato a chiunque moralmente riprovevole.

 

Ecco, mo pare che suggerisca di dirlo se la cosa torna a proprio vantaggio e di non farlo in caso contrario...

non è così; dico solo di star preparati a reazioni molto diverse da chi si ha intorno, tutto qua.

Buttatevi finché siete giovani :D

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Hinzelmann

Non capisco perchè avere dei sensi di colpa dovrebbe essere presuntuoso

Semmai l'errore è trasformare le difficoltà che certamente un CO in paese pone, in una sorta di giudizio di superiorità, quando la realtà ben più amara è che si subisce una situazione di inferiorità e/o esclusione ( tale è la situazione di chi rinuncia al diritto ad essere incluso in un gruppo sociale )

Ma certamente sono ancora tantissimi i gay che neanche fanno CO in famiglia quindi figuriamoci

Se però si sono elusi o evasi 4.000.000 di euro e se ne hanno da parte almeno 40, se non 400 ( non ho idea di quali siano i risparmi complessivi di Gianna Nannini ) questo dovrebbe dare quantomeno coraggio e sicurezza ( tanto più che di chi voi realisticamente profittare a 63 anni? Avrai largamente già dato...) rispetto a chi ha molto meno

 

 

Edited by Hinzelmann

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schopy

 

38 minutes ago, Hinzelmann said:

Non capisco perchè avere dei sensi di colpa dovrebbe essere presuntuoso

Semmai l'errore è trasformare le difficoltà che certamente un CO in paese pone, in una sorta di giudizio di superiorità, quando la realtà ben più amara è che si subisce una situazione di inferiorità e/o esclusione ( tale è la situazione di chi rinuncia al diritto ad essere incluso in un gruppo sociale )

Lungi da me stilare graduatorie di buoni comportamenti; io parlavo di presunzione perché, fondamentalmente, a volte dubito dell'altrui capacità di comprensione e/o di messa in discussione di preconcetti stratificatisi in anni e anni...vediamo se esemplificando riesco a chiarire: potevo rimbrottare mia madre abbastanza seccamente se si impicciava del mio privato, ma davvero soffrivo a sentirla piangere la notte (anche) perché preoccupata e in ansia per via del figlio finocchio. Visto che i miei cari in paese sono, relativamente, molto pochi, di nuovo il non fare CO non ha tanto a che fare col timore di esclusione (di me chi vuole comunque LO SA), piuttosto colla volontà di non ingenerare -nei miei genitori- ulteriori imbarazzi.

Ecco, rileggendomi mi paio un po' meschino pure io...!

Edited by schopy

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Hinzelmann
14 hours ago, schopy said:

io parlavo di presunzione perché, fondamentalmente, a volte dubito dell'altrui capacità di comprensione

Ma non si potrebbe dire semplicemente che sei pessimista?

Sei pessimista e vuoi proteggere i tuoi genitori

...semmai - al limite - potrei capire se tu dicessi: fare CO in questa situazione ( che non vedo positivamente ) mi sembrerebbe un atto di presunzione ( di eccessivo ottimismo e confidenza nei miei mezzi e nel mio orgoglio ) quindi preferisco fermarmi qui ( d'altronde ai tuoi lo hai detto, quindi il minimo sindacale lo hai fatto ) e tenere un basso profilo per evitare guai peggiori

Non ti sto dicendo che la tua preoccupazione narcisista per la melanconia, DEVE ( in questo topic si parla di CO come dovere ) trasformarsi in preoccupazione per la vulnerabilità di altri ragazzini gay che vivono nel tuo paese, a cui devi prioritariamente pensare perchè in quanto gay contano più dei tuoi genitori.

Se io dicessi questo in punto di principio - e su un piano astratto - non mi si potrebbe dire che sia una "eresia" ( in realtà non è vero che il CO non possa costituire anche un atto politico )

Devi solo avere coscienza del fatto che la stai trasformando in preoccupazione per i tuoi genitori, per dei comprensibili sensi di colpa

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Catilina

gli unici che hanno il diritto di dire che sia un dovere sono quelli che l'hanno fatto in paesi in cui l'omosessualità è punita con la morte e che perciò si apprestano a subire un vero martirio 

per non rischiare di sembrare ipocriti occorre dire certe cose accompagnandole con opportuni distinguo 

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Iron84

Dire che il coming out è un dovere è essere dei coglioni totalmente privi di empatia e profondità.

Chi non fa co non lo fa perché non ci riesce ed ha degli irrisolti, molti lo nascondono inventando scuse ma se si è delle persone mediamente intelligenti , senza necessità di essere psicologi, lo si capisce che sono scuse.

Di certo non è che non si fa co per ragioni di opportunità ( se non in determinati contesti eppure..) ma perché non si è in grado di farlo.

Che poi ovviamente sia opportuno fare co questo è un altro discorso e penso che lo sia

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LocoEmotivo
7 hours ago, Iron84 said:

Di certo non è che non si fa co per ragioni di opportunità ( se non in determinati contesti eppure..) ma perché non si è in grado di farlo.

Credo sia proprio questo il senso di chi parla di "obbligo" riguardo al CO: fare un coup de main contro questa incapacità e spingere la persona ad accettarsi quasi con la forza.

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Iron84
Credo sia proprio questo il senso di chi parla di "obbligo" riguardo al CO: fare un coup de main contro questa incapacità e spingere la persona ad accettarsi quasi con la forza.
Un pò come invitare un paraplegico alla maratona per spornarlo a correre

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LocoEmotivo

Io sono tendenzialmente d'accordo sull'obbligatorietà del CO (e ribadisco "tendenzialmente"): ho notato sulla mia propria pelle quanto certe omissioni, alle volte, siano effettivamente una mancanza di orgoglio e come le cose cambino quando tu non hai più difficoltà a farti riconoscere da tutti per quello che sei.

È comunque un percorso personale, quindi tempi e modi sono differenti e irripetibili, però ci sono molte persone tra noi che si ammantano di questa scusa per piantarsi nel loro immobilismo privo di una qualunque evoluzione: il pericolo di essere un po' troppo indulgenti verso se stessi, alle volte, è proprio quello di cronicizzare una situazione che potrebbe invece essere risolta.

Inutile specificare che stiamo generalizzando, vero?

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Iron84

Ripeto qui si parla di obbligo morale del fare co come se fosse la scelta di non mangiare carne o di diventare vegani.

Non è politica è psicologia ribadisco.

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LocoEmotivo
2 minutes ago, Iron84 said:

Non è politica è psicologia ribadisco.

Tutto è politica.

Quando il mio ragazzo ed io passeggiamo abbracciati, è politica.

Quando lui indossa jeans femminili, è politica.

Quando io mi pubblicizzo come frocio a tutti i miei colleghi (ed anche a qualche superiore, se capita), è politica.

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Sorgesana

come sono i jeans femminili? 

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Uncanny

Un dovere non direi, più un'opportunità di solito positiva - sia verso se stessi, sia per le ricadute sulla società - ma che dipende molto anche dalle circostanze in cui ci si trova. 

Io però faccio eccezione, fare CO non mi ha fatto alcuna differenza, non è cambiato nulla fra il prima e il dopo. Com'ero sereno e risolto prima, così lo sono stato dopo. 

Come se dicessi a qualcuno che preferisco i Muse rispetto ai Depeche Mode. Niente di particolare.

Non ho infatti mai concepito il CO come dichiarazione-confessione né come atto politico, che pesantezza. Se per caso salta fuori nel discorso, lo dico tranquillamente come posso parlare di altre mie caratteristiche. 

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Aarwangen

Io credo che in certe nazioni e società, la sessualità sia politica e dichiararsi sia necessario prima di tutto per se stessi, poi dipende dalle sensibili situazioni personali e familiari.

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Drrusso

Dipende dove e con chi.

Al lavoro la sessualità in generale, almeno tu non voglia fare carriera, è inutile.

Anche tra conoscienti è pressoché inutile il coming out!

Tra amici dovrebbe essere un passaggio naturale nelle discussioni come spesso mi capita.

In breve...utile? Dipende quale COSA tu intenda.

Paradossalmente lo trovo dannoso nelle famiglie omofobe e pure un atto stupido!

Siamo nel 2018 e aspetterei di dirlo solo se vivessi da solo se  avessi una famiglia del genere.

E comunque avverrebbe solo con il mio ipotetico fidanzato.

Edited by Drrusso
Maledetto correttore

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LocoEmotivo
2 hours ago, Drrusso said:

Paradossalmente lo trovo dannoso nelle famiglie omofobe e pure un atto stupido!

Davvero? Io lo trovo coraggioso.
Quando non diventa un pretesto di rivalsa ma è sincera volontà di affermare se stessi, credo sia uno dei gesti più forti che una persona possa fare - e specialmente in un contesto negativo, perché dimostra la volontà di quella persona di non accettare la realtà in cui si trova ma di volerla cambiare (anche a costo di rimetterci).

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Drrusso
3 hours ago, LocoEmotivo said:

Davvero? Io lo trovo coraggioso.
Quando non diventa un pretesto di rivalsa ma è sincera volontà di affermare se stessi, credo sia uno dei gesti più forti che una persona possa fare - e specialmente in un contesto negativo, perché dimostra la volontà di quella persona di non accettare la realtà in cui si trova ma di volerla cambiare (anche a costo di rimetterci).

Ma guarda ne esci solo provato.

Saro stronzo ma noi italiani amiamo troppo la famiglia, quindi fotte sega!

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LocoEmotivo
1 hour ago, Drrusso said:

Saro stronzo ma noi italiani amiamo troppo la famiglia, quindi fotte sega!

Non capisco l'utilizzo del plurale: è una affermazione che riguarda le tue scelte o una generalizzazione socio-etno-geografica?

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Tyrael

credo alludesse all'essere mammoni :hm: e credo non dipenda da un punto di vista nostro (o lo è) ma da come ci vedono gli stranieri :aha: un po' come i tedeschi so tutti nazisti o gli svizzeri tutti fissati con le foto.  In pratica ci ridicolizzano :sisi: 

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Sorgesana

Era un plurale maiestatis

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freedog
11 hours ago, Drrusso said:

Ma guarda ne esci solo provato.

Saro stronzo ma noi italiani amiamo troppo la famiglia, quindi fotte sega!

anche no:

io son quasi 30 anni che son dichiarato con Madreh e non ci son stati MAI problemi per questo.

e quando scrivo MAI leggasi LETTERALMENTE MAI.

---

Coniuge invece da 12 anni (ossia da quando stiamo insieme) coi suoi non fa manco una telefonata per natale: loro pur sapendo che il pargolo si.. sollazzava coi maschi, continuavano a ripetersi la cazzata "è giovane, lasciamolo divertì, prima o poi troverà na brava ragazza e metterà su famiglia" eccetera.

Quando però al posto della brava ragazza apparvi io, a casa loro sono fisicamente volate le sedie; da quel momento, con loro ha zero rapporti, e da parte sua zero rimpianti/rimorsi; le -rarissime- volte che ne abbiamo parlato m'ha sempre detto che va bene così, che s'è levato un peso morto dall'anima eccetera

---

morale: MAI generalizzare troppo: ognuno di noi fa storia a sè

Edited by freedog

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Drrusso
9 hours ago, freedog said:

anche no:

io son quasi 30 anni che son dichiarato con Madreh e non ci son stati MAI problemi per questo.

e quando scrivo MAI leggasi LETTERALMENTE MAI.

---

Coniuge invece da 12 anni (ossia da quando stiamo insieme) coi suoi non fa manco una telefonata per natale: loro pur sapendo che il pargolo si.. sollazzava coi maschi, continuavano a ripetersi la cazzata "è giovane, lasciamolo divertì, prima o poi troverà na brava ragazza e metterà su famiglia" eccetera.

Quando però al posto della brava ragazza apparvi io, a casa loro sono fisicamente volate le sedie; da quel momento, con loro ha zero rapporti, e da parte sua zero rimpianti/rimorsi; le -rarissime- volte che ne abbiamo parlato m'ha sempre detto che va bene così, che s'è levato un peso morto dall'anima eccetera

---

morale: MAI generalizzare troppo: ognuno di noi fa storia a sè

Ciò che intendevo era rivolto ai “coming out per forza” che sinceramente danno un valore eccessivo alla famiglia d’origine.

Non è sbagliato in sè, per esempio io l’ho detto a mia madre e mia sorella senza problemi parlando di cose varie!

Il concetto è che serviva tutta questa baraonda che, ovviamente, vi avrà turbato.

Alla fin fine i genitori se ne sarebbero accorti se gli avessero voluto bene!

Notate il ‘SE’, ci tengo a specificarlo.

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freedog
12 hours ago, Drrusso said:

tutta questa baraonda, ovviamente, vi avrà turbato.

non nel nostro caso

12 hours ago, Drrusso said:

i genitori se ne sarebbero accorti se gli avessero voluto bene!

ok, forse ieri non mi sono spiegato bene; riformulo.

I miei "suoceri" sapevano benissimo da anni che l'amato pargolo era aduso smutandarsi abitudinariamente con ragazzi same-sex; e si raccontavano la favoletta "è una fase, aspettiamo che trovi la ragazza giusta e che si sistemi".

Insomma, per loro tra due machi si può finanche tollerare che ci sia del torbido sesso, se fine a se stesso (leggi: va bene la scopata se ti vuoi/devi svuotare lo scroto); è inconcepibile invece anche solo ipotizzare che tra i suddetti machi ci possa essere anche affettività/amore.

E non appena seppero che il sangue del loro sangue s'era accasato con me, hanno sclerato.

Risultato? da 12 anni non abbiamo loro notizie; e viceversa 

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LocoEmotivo
17 minutes ago, freedog said:

ok, forse ieri non mi sono spiegato bene; riformulo.

I miei "suoceri" sapevano benissimo da anni che l'amato pargolo era aduso smutandarsi abitudinariamente con ragazzi same-sex

Piccolo OT: il concetto di "spiegarsi bene" secondo @freedog.
Vostro Onore, ho concluso l'arringa.

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freedog
2 minutes ago, LocoEmotivo said:

Piccolo OT: il concetto di "spiegarsi bene" secondo @freedog.
Vostro Onore, ho concluso l'arringa.

ti stimo tantissimo anch'io, brontoLò!

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Drrusso
8 hours ago, freedog said:

non nel nostro caso

ok, forse ieri non mi sono spiegato bene; riformulo.

I miei "suoceri" sapevano benissimo da anni che l'amato pargolo era aduso smutandarsi abitudinariamente con ragazzi same-sex; e si raccontavano la favoletta "è una fase, aspettiamo che trovi la ragazza giusta e che si sistemi".

Insomma, per loro tra due machi si può finanche tollerare che ci sia del torbido sesso, se fine a se stesso (leggi: va bene la scopata se ti vuoi/devi svuotare lo scroto); è inconcepibile invece anche solo ipotizzare che tra i suddetti machi ci possa essere anche affettività/amore.

E non appena seppero che il sangue del loro sangue s'era accasato con me, hanno sclerato.

Risultato? da 12 anni non abbiamo loro notizie; e viceversa 

Ok, quindi per voi ci sta.

Ma se ne sentono di situazioni quasi al omicidio(spesso alle figlie).

In questi casi proprio evitiamo a prescindere.

È amor proprio!

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freedog
16 minutes ago, Drrusso said:

Ma se ne sentono di situazioni quasi al omicidio(spesso alle figlie).

In questi casi proprio evitiamo a prescindere.

È amor proprio!

nì:

è la classica situazione in cui prima vai via di casa, prima cominci a respirare e a vivere la tua vita!

per molti, per esempio, andare all'uni fuori sede è vitale (solo qui a Roma, troppi ce ne sono di velati al paesello e splendidi & splendenti a mukka o a qsi serata/attività gaya); ma so di certo che è una situazione molto comune in qsi sede universitaria.

Quando poi si son fatti una vita nella Metropoli, frega cazzo di quello che possono latrare i parenti

Edited by freedog

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Drrusso
17 minutes ago, freedog said:

nì:

è la classica situazione in cui prima vai via di casa, prima cominci a respirare e a vivere la tua vita!

per molti, per esempio, andare all'uni fuori sede è vitale (solo qui a Roma, troppi ce ne sono di velati al paesello e splendidi & splendenti a mukka o a qsi serata/attività gaya); ma so di certo che è una situazione molto comune in qsi sede universitaria.

Quando poi si son fatti una vita nella Metropoli, frega cazzo di quello che possono latrare i parenti

Ma...io più che ‘velati’ li chiamo ‘persone con amor proprio ‘.

I velati sono chi non si accetta più che altro, magari andando con i maschi per poi autoflagellarsi!

Un co del genere aumenta solo la possibilità di essere repressi.

Per questo è solo un bene tutto ciò!(la vita notturna)

Edited by Drrusso

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Sorgesana

Dovrebbero dare un sussidio a tutti i gay per andare a vivere a Roma? Una specie di reddito di dignità gay.

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LocoEmotivo
7 hours ago, Drrusso said:

Ma...io più che ‘velati’ li chiamo ‘persone con amor proprio ‘.

I velati sono chi non si accetta più che altro, magari andando con i maschi per poi autoflagellarsi!

No, no: sono proprio velati.
Si nascondono dietro un velo di qualunque fattura, menzognera o lacunosa che sia: si coprono e s'intabarrano per non mostrarsi o per non farsi vedere, quindi sono velati.
E se per te "amor proprio" può coincidere con il "tacciamo ché non si sa cosa può accadere", per me può significare "non accetto l'imposizione di essere a tua immagine e somiglianza quando non è così".
Come già detto in passato, è un mix tra inclinazioni, scelte e destini personali.

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