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[scorza] il più grande bang dopo il big bang


scorza

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Approfitto delle vacanze di Pasqua e spero che queste righe si perdano nei meandri del forum senza essere molto lette.

Vi racconto (mi racconto?) il più importante CO, quello con me stesso.

Come ho detto presentandomi qui sul forum ho 34 anni, vivo in Trentino e da poco ho preso piena coscienza del mio essere gay.

Non ho mai avuto una ragazza, non mi hanno mai interessato le ragazze, ma d'altra parte non c'è mai stato, tra amici o compagni di scuola qualcuno che mi facesse dire "wow". L'idea di gay che avevo era la classica stereotipata e quindi non pensavo minimamente di essere gay anch'io.

Ho cominciato a trovare scuse per il non aver ragazze (la timidezza, il fatto di aver perso la madre da piccolo, il non trovare la persona giusta) e scuse per il mio interesse verso i maschi (non quelli del paese o della scuola): invidia, vorrei essere come loro e non sfigato come sono (come mi sentivo).

Insomma, non essendo attratto dalle ragazze, ma nemmeno da qualche ragazzo "reale", le mie bugie andavano bene. Mi davo le risposte che volevo, e intanto prendevo tempo.

E intanto _perdevo_ tempo.

 

Ma quanto sto scrivendo? :)

 

Intanto, a maggio dell'anno scorso, si apriva la prima crepa.

Stavo per partire per una settimana di vacanza da solo (come faccio spesso) quando un'amica mi chiama per salutarmi e mi augura di divertirmi se trovo una bella ragazza. E poi aggiunge:"o un bel ragazzo".

Il cuore mi deve aver saltato un battito in quel momento. Ho pensato: ecco! si vede! loro lo sanno! me lo vogliono far confessare!

E da lì in poi ogni frase, ogni battuta, ogni doppio senso era una frecciata per me. Un "dai che lo sappiamo, diccelo!".

Ma ero io a non saperlo.

Parlo con un'altra amica (sfruttando il fatto che sia psicologa l'ho obbligata al segreto professionale) e le ho buttato lì la domanda: "ma voi avete mai pensato che io possa essere gay?" intorcigliandola in modo da non far capire se il sospetto aveva fondamento. E lei mi dice che no, che si sono chiesti perché non abbia una ragazza, ma che è per il mio carattere introverso e che non hanno mai pensato a questo. Ma la crepa era aperta...

 

Poi, a gennaio, il "bang". La mia conversione sulla via di Damasco.

Come ho detto in presentazione lavoro in un hotel. Arriva una coppia di ragazzi stranieri, circa della mia età, gay. E uno dei due, un po' effemminato (cosa che non mi sarei mai aspettato), mi ha fatto sentire qualcosa. Non innamoramento, non infatuazione, ma ho sentito il "bang" che mi ha fatto dire: ok sono gay. ok, mi va bene. ok, mi ci voleva tutto questo tempo?

 

E subito dopo ho deciso di dirlo e a chi dirlo. E ho cominciato a cercare di informarmi in rete. E ho trovato questo forum, vi ho seguiti per un po' e ho deciso di iscrivermi. E di raccontarmi. E vi racconterò anche gli altri CO del mio tour de force post-accettazione (tipo 7 chili in 7 giorni).

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Perchè ti auguri che queste righe vengano lette poco? Sono molto belle!

Inoltre, mettere in rete le proprie esperienze, raccontarle e raccontarsele aiuta noi stessi, ma anche gli altri. :)):

 

Hai letto i libri di Tiziano Ferro? Quello che scrivi mi ricorda un po' quello che lui ha descritto di sè.

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Sono contento di questa presa di coscienza, e che non sia stata così traumatica,

mi sembri una persona forte e consapevole, il fatto che tu stia analizzando

parti del tuo carattere potrebbe anche aiutarti con il fatto di essere introverso,

beh non posso fare altro che augurarti un in bocca al lupo ; )

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Perchè ti auguri che queste righe vengano lette poco? Sono molto belle!

Inoltre, mettere in rete le proprie esperienze, raccontarle e raccontarsele aiuta noi stessi, ma anche gli altri. :)):

è una mia forma di auto-convincimento. mi sento poi più libero a scrivere tutto il resto. Vent'anni a raccontarsi bugie non si buttano via così :)

 

Hai letto i libri di Tiziano Ferro? Quello che scrivi mi ricorda un po' quello che lui ha descritto di sè.

i librI? pensavo ne avesse scritto uno solo :) comunque no, anche se penso di procurarmi qualcosa presto.

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Recentemente ne è uscito un secondo, dove racconta il suo CO pubblico, le reazioni della gente etc ...

 

Leggili, secondo me ti ci ritrovi non poco, anche lui è arrivato a 30 anni senza accettare la sua omosessualità e parla delle bugie che si è raccontato in tanti anni.

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Sono contento di questa presa di coscienza, e che non sia stata così traumatica,

mi sembri una persona forte e consapevole, il fatto che tu stia analizzando

parti del tuo carattere potrebbe anche aiutarti con il fatto di essere introverso,

beh non posso fare altro che augurarti un in bocca al lupo ; )

 

grazie, in effetti da un po' (prima della mia presa di coscienza) i miei amici mi chiedevano se tenessi nascosta una ragazza, perché ero cambiato (in meglio). e adesso sono ancora in fase di "sbronza" dopo l'accettazione

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BruisePristine

mi piace come scrivi, bello come ti sei accettato.. fa molto film.

 

in ogni caso a ognuno di noi penso che a un momento della loro vita è scattato quel "bang" interiore dove si dice "ecco cosa sono.. sono gay".

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Non pensavo, ma alla fine mi piace scrivere da qualche parte quello che mi è successo. Sarà che dietro un nickname e più facile. E che voi potete capirmi meglio di altri.

Apriamo quindi le danze col racconto (fresco fresco) dei miei CO.

 

Piccola premessa: ho deciso nel momento stesso in cui ho realizzato di essere gay che l'avrei detto ad alcone persone (e ne ho escluse nello stesso momento altre). A parte un ultimo amico aggiunto in coda la mia lista è definita e già a conoscenza di tutto. Per tutti gli altri ho deciso che lo sapranno quando potrò presentare qualcuno come "il mio ragazzo".

 

Primo CO: l'amico di una vita

 

ancora convinto che gli amici sospettassero di me ho dato appuntamento a F, amico di sempre, in un luogo tranquillo.

Appena arrivato gli dico: facciamo due passi. Ti devo parlare. (faccia da dead man walking)

F (preoccupato): è successo qualcosa di brutto?

IO: non so. non credo. mi dirai tu. volevo solo confermarti i vostri sospetti.

F: ah sì? quale dei tanti?

IO: dai, lo sai... che sono... gay

F: ... ah... e stai bene? sei felice?

IO: adesso sì

F: bene, sono contento per te e sono felice che me l'abbia voluto dire però... non avevo, non avevamo nessun sospetto...

IO: ... ma come? ma le battute? ma B (la sua fidanzata, che mi aveva detto di divertirmi in vacanza con ragazze...o ragazzi) che mi ha detto questo?

F: no, nessun sospetto. insomma, non si direbbe.

 

Poi mi dice che qui non sarà facile, paese piccolo, gente chiusa, ma di non peoccuparmi, che sono forte. Mi chiede se lo dirò ai miei fratelli (no). Parliamo di quelli a cui lo voglio dire. Mi chiede come l'ho capito, ma svicolo, per questo non mi sento ancora pronto. Mi chiede se ho qualcuno (no). Parliamo.

 

Poi torniamo a cazzeggiare come sempre.

IO: guarda che io sono uguale a ieri, non è che da domani giro con lustrini e paillettes. Le battute ESIGO che continuiate a farle.

F: be' se vuoi quando verrò a vedere casa tua, una volta finita, commenterò "che magnifiche tendine!" (cit.)

IO: cretino!

F: be' pero adesso dobbiamo dirlo a S

IO (scoppio a ridere): è quello che avevo pensato anch'io, povera S.

S è un'altra amica (meno amica, che vedo poco) con la quale ci siamo trovati a mangiare una pizza io, lei appena mollata dal fidanzato, una coppia di amici in procinto di sposarsi e una coppia di amici sposati. Scherzando le avevo promesso che arrivati a quarant'anni single ci saremmo sposati noi. Povera S.

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Grande, fatto il primo gli altri vengono a cascata (sempre che tu non li abbia già fatti)!

Ottimo amico, poi le tendine... geniale!

 

Si quel patto lo fanno in molti, potresti però sacrificarti e sposarti comunque con lei, ovviamente fondando il vostro matrimonio sul tradimento!

 

In bocca al lupo per i prossimi CO!!

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Grande, fatto il primo gli altri vengono a cascata (sempre che tu non li abbia già fatti)!

 

Già fatti. E tutti andati bene. Racconterò anche gli altri.

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Il secondo CO è stato con L, l'amica psicologa alla quale en passant avevo chiesto se sospettassero di me.

Ultima arrivata del gruppo (compagna di un amico) abbiamo legato subito.

Ha avuto un bambino nei giorni del mio "bang". Non sono sicuro, ma io dico che è stato lo stesso giorno. Io e il mio "nipote" siamo nati assieme. :)

Le chiedo di continuare un discorso da psicologo che avevamo iniziato. Ci troviamo a casa sua col bimbo. Beviamo il caffè. Sono nervoso. Lei mi chiede: ma allora, ci nascondi una ragazza?

Le dico (lei che si occupa di fare profili psicologici): sai, non ti offendere, ma sei una pessima profiler.

Mi guarda male e mi chiede il perché. Le ricordo la mia domanda dell'estate. Mi sorride.

Mi dice di essere felice per me, se anch'io lo sono. Anche lei mi chiede dettagli sul "bang". A lei lo dico. Lo dico che ho sentito qualcosa vedendo questo ragazzo gay in hotel. Anche lei mi dice che quassù sarà dura. Dura per come la possono pensare gli altri e dura per trovare "qualcuno". Della prima cosa, francamente, me ne infischio. Della seconda... ha ragione :)

Con un pizzico di cinismo vorrei fermarmi qui con i CO, ma dirlo a due metà di due coppie e non dirlo ai rispettivi compagni mi sembra una cattiveria troppo grande anche per me. Saranno il terzo e quarto CO.

 

Con L ci vediamo spesso, ha preso a cuore la mia situazione e mi vuole trovare un ragazzo. L'ho accompagnata col bimbo dal pediatra e ci siamo divertiti a immaginare i pettegolezzi della gente. E poi, anche con lei, battute sceme per stemperare la tensione. Quel pomeriggio le ho detto: be', da adesso in poi non serve che vai nell'altra stanza per allattare, anche se ti vedo le tette non mi interessa.

E tempo dopo, visto che il bambino si era calmato in braccio a me le ho ricordato le proprietà calmanti del "finocchio".

 

La prossima volta che ci vedremo le dirò che mi sono iscritto qui e che sto raccontando i miei CO. Vedremo il commento da psicologa quale sarà :)

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visto l'interesse andiamo avanti: terzo CO.

La ragazza da cui tutto è partito. Le ho detto semplicemente di essere gay. Alla sua faccia sorpresa le ho ricordato la frase al telefono che mi aveva detto prima di una vacanza:"divertiti se trovi una bella ragazza... o un ragazzo!".

Mi ha giurato di averlo detto così, non pensava, non voleva... lei si è sentita una me*da per quella frase. Io mi sono sentito di me*da per come lei c'è rimasta male. Io che la ringraziavo perché comunque quella frase aveva mosso qualcosa. Lei che si sentiva in colpa "io e la mia boccaccia". Insomma, il CO è andato bene, il contorno è stato un po' più impegnativo :-).

Comunque dopo tutto si è risolto. Mi ha anche detto, giurato e spergiurato di non aver mai pensato questo di me.

Tranne una volta, una vocina cacciata subito, per i miei modi solitamente più gentili del maschio medio.

Magari a voi non interessa, ma ditelo ad amici o fratelli etero: il galante fa solo la figura del frocio. (Che tempi, signora mia!)

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  • 4 weeks later...

Le tue parole mi hanno molto colpito. Complimenti Scorza per i tuoi CO! E il quarto CO come è andato? O devi ancora farlo?

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Modello numero 4: Giuditta!

Fidanzato del CO numero 2. Il primo del quale temevo un po' la reazione. Non omofobo, ma omoignorante :) invece tutto bene. Ovviamente con commenti che mi hanno divertito (penso che la persona, il tono, e il legame possano dare significati quasi opposti alle stesse parole. Dai miei amici, l'ho detto e lo ripeterò sempre, esigo battute e cattiverie. ci prendiamo in giro per qualsiasi cosa, per la sessualità no?).

Prima reazione: non è vero (non ha detto "non ci credo" ha detto "non è vero")

Poi: sarai bisessuale, ma non gay

La chicca: se avessi dovuto dire che era gay uno della compagnia avrei detto X (in effetti ha un che di effemminato) ma a lui piace troppo la figa!

Insomma: passato anche questo. Al momento ce ne sono solo altri tre da raccontare. Prossimamente :)

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Rimarremo in trepidante attesa allora!!! :asd:

 

Comunque, a parte gli scherzi, la tua è l'ennesima dimostrazione di quanto, in molti casi, il CO sia un passo a cui riponiamo fin troppe paure.

Non dico che sia in assoluto privo di difficoltà e incognite, ma solo che nella maggior parte dei casi le persone a cui lo diciamo, che in genere sono persone a cui teniamo particolarmente, sono accanto a noi proprio perché affini, a noi. E una persona del genere difficilmente respinge un amico o un parente per il suo orientamento sessuale... :yes:

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Be', la paura della reazione c'è sempre. è anche vero che ho scelto di dirlo ad alcune persone e non ad altre (non in famiglia e non a tutti gli amici). alle persone che ritenevo (e ho indovinato!) che potessero reagire bene e darmi supporto.

"Reagire bene" non nel senso di accettare o tollerare, ma di essere felici per me.

Tutti gli altri lo sapranno il giorno che potrò presentare qualcuno come "il mio ragazzo".

Certo un CO in famiglia a 15 anni è ben diverso dal mio caso. Amici e parenti non sono tutti uguali ma sì, sono d'accordo, molto spesso abbiamo più paura di quello che si dovrebbe avere.

 

Vivendo in un paesino di 3mila anime uno degli amici a cui l'ho detto mi dice "sarà dura con i commenti della gente" gli ho risposto che probabilmente sarò la notizia del giorno per un po', per poi essere sostituito da qualche altra chiacchiera di paese. Non siamo importanti come pensiamo. (questo pensando alla reazione dei genitori:"cosa diranno in paese"...)

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Sono in fase depressione, schiacciato tra due matrimoni di quattro dei miei migliori amici (i CO di cui sopra). Felice, felicissimo pe loro, mi sento più sfigato del solito. Ma passerà.

Per non pensarci vai di quinto CO.

Senza dimenticare però una battuta del 4: "finalmente ho un amico gay. va tanto di moda, adesso!"

Dicevo quinto CO, con una carissima amica che, vivendo a Brescia, vedo poco. Ma sento molto via gtalk. Come sempre mi scrive "novità lassù?" "Niente. Anzi, una novità c'è. Ma te la dicco a voce, quando sali." Tira e molla di dimmelo-no-dimmelo-no riesco a convincerla. Qualche giorno dopo so che ha portato il bambino (sì, sono circondato da coppie e neonati... una tragedia) in ospedale. La chiamo e mi obbliga, data la situazione, a dirglielo. Per telefono. Le dico (sapeva anche lei delle allusioni della vacanza) che B aveva ragione e le chiedo di continuare il discorso di persona.

Qualche giorno dopo, guarito il bimbo e lasciato alla nonna, andiamo in pizzeria per una chiacchierata bella, lunga e positiva.

Iniziata con una risata che ha sciolto la serata.

Pizzeria dove sono praticamente di casa. Pieno di gente. Casino. Cerco di parlare con un tono che lei senta ma gli altri no. Comincio "allora... dovevamo parlare di qualcosa?" Arriva il proprietario, appoggia i grissini e mi dice "Cosa prendi, TATO?"

Lo dice spesso e lo dice a tutti... ma in quel momento ha avuto per noi (ma non per lui) tutt'altro significato. Non so come abbiamo fatto ad ordinare ed aspettare che se ne andasse prima di scoppiare a ridere come due cretini.

 

Poi, in un altra occasione, è stata lei a spingermi a dirlo ad un altro amico, che mi ha presentato una coppia di suoi amici gay, che mi hanno portato in discoteca, ... Insomma, per la "Fase 2" mi ha dato una grossa spinta la mia "Tatina".

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  • 1 month later...

E alla fine l'ho detto in famiglia.

Piccola premessa: ho persa mia madre quando avevo otto anni, e due anni fa mio padre. Quindi la famiglia sono una sorella e un fratello, entrambi piu grandi di me. Con mio fratello non ho un grandissimo rappirto, mentre sono sempre stato piu vicino a mia sorella. Mio fratello poi lavora all"estero per sei mesi all'anno ed e' appena partito. Quindi, in realta', il co e' srato solo con mia sorella e suo marito. era un po" che mi trovavo sul punto di dirle di me ma, anche perche stiamo dividendo casa, mi trovavo sempre in giro operai, nipoti e cani. L'altro giorno ho deciso, le ho detto che dovevamo parlare e le ho detto "sono recion" (recchione). E basta. Mi ha detto che un po' se lo aspettava (finalmente qualcuno con dei dubbi su di me) e poco altro, che l'avrebbe detto lei a mio cognato. Il giorno dopo mi ha chiesto perche' l'ho voluto dire adesso (non sa che, pur sapendolo da anni l'ho accettato adesso), e che se ero sereno per lei era abbastanza.

Mio cognato l'ha presa altrettsnto bene.

E, nel frattempo, l'ho detto con una lunga e-mail anche a mio zio sacerdote!!!

Un altro che qualche sospetto l'aveva... Pur con idee "da prete" (cause psicologiche, "normalita'"... Cho ho gia' controbattuto in una seconda lettera) mi ha confermato che il nostro rapporto non cambia. Insomma, bene, molto bene.

Edited by scorza
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@@Krad77 tramite un' amico di un amico ho conosciuto un gruppetto di gay di trento, con i quali ho fatto un paio di cene. sto pian piano allargando il giro di conoscenze e amicizie.

Per una serie di coincidenze ho ripreso i contatti con un ragazzo di un paese vicino, una bella persona e bel ragazzo. Ci stiamo "studiando"... Magari la cosa si evolve.

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Complimenti!

Sono rimasto estasiato dal leggere i racconti dei tuoi CO e della serenita con cui affronti il tutto.

Io un pò come te mi son accettato come gay tardi ma con molte, ma molte più paranoie e s..e mentali.

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JUST THE WAY U ARE

complimenti, davvero, è un piacere leggere i tuoi CO, aiuteranno a prepararmi ad un eventuale mio CO ai miei amici, ma non so se si dimostreranno tali...sono felice per te, hai dei veri amici, e spero che tu possa trovare l'amore della tua vita, tanti auguri scorza!! :)

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@@JUST THE WAY U ARE e @@oliver75 : grazie ad entrambi.

Devo dire che, in quanto ad amici, sono contento di averne pochi ma buoni. Pur con tutto il terrore che provavo per un'eventuale loro reazione contraria sentivo che non sarebbe andata male.

E una volta che il primo gruppo ha reagito bene ho potuto rischiare di più, fino ad arrivare in famiglia, proprio perché sapevo di avere alle spalle qualcuno che mi avrebbe supportato.

Sono stato sicuramente fortunato in questo. E stupido per aver aspettato tanto.

 

Nella lista dei miei racconti ne mancano ancora 3, fatti prima di quello in famiglia, arriveranno anche quelli. Prossimamente su questi schermi :)

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JUST THE WAY U ARE

ma solo che nella maggior parte dei casi le persone a cui lo diciamo, che in genere sono persone a cui teniamo particolarmente, sono accanto a noi proprio perché affini, a noi. E una persona del genere difficilmente respinge un amico o un parente per il suo orientamento sessuale... :yes:

Non vorrei essere pessimista, ma non sono d'accordo con te...la tua affermazione è sbagliata (secondo me) :unsure:

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Dai, in attesa della finale butto giù due righe sugli ultimi CO. Antecedenti a quello in famiglia, ma quello aveva il diritto alla diretta :)

 

[1 - il silenzio]

ex compagno di liceo ed ex coinquilino all'università. Non fa parte del solito giro di amici, ma siamo molto in contatto. Era l'unico previsto dei compagni di appartamento nella mia lista di CO.

Vado a trovarlo al lavoro poco prima della pausa pranzo per un aperitivo. invece mi invita a pranzo a casa. In macchina, mentre stiamo arrivando gli dico "mi farebbe piacere dirti una cosa. Sono diversamente etero!" (per la prima volta ho proprio detto che per me era una cosa di condivisione, non di "confessione" o "richiesta di permesso"... poi il mio lato coglione ha rovinato tutto con il "diversamente etero" :) ). Lì per lì ha abbozzato, chiesto se sono felice e detto di non avere problemi. Arrivati a casa a pranzo con la sua compagna abbiamo parlato di altro, in tranquillità. Alla fine, appena partito, gli ho mandato un sms per scusarmi del modo un po' brusco e dicendogli che poteva, se credeva, dirlo lui alla sua compagna.

Il giorno dopo ho ricevuto una sua bellissima e-mail nella quale confessava di essere rimasto spiazzato dalla notizia, ma per la sorpresa, non in modo negativo. Mi ha augurato di essere felice e si è detto onorato per la fiducia che gli ho voluto dimostrare.

Da buon trentino "musone" non ne abbiamo più parlato, se non qualche accenno. Finché dopo un paio di mesi mi ha chiesto se volevo andare due giorni a Monaco con lui, che andava per lavoro. Il viaggio in macchina palando di altro. A cena, al ristorante gli ho citato un professore del liceo chiedendo: "Dubbi? Domande? Perplessità? Patemi d'animo? Incertezze?" - "siamo in un ristorante greco in Germania, non credo che nessuno possa seguire i nostri discorsi" alla fine, più parlando io che chiedendo lui, ho fatto un riassuntone della mia vita degli ultimi mesi. Una faticaccia, ma conoscendolo sapevo che lui ha un grande rispetto per le vicende personali di tutti. Se aspettavo che chiedesse qualcosa stavo fresco. Di convincerlo a cercare, non dico una discoteca,ma almeno un bar friendly, invece, non c'è stato verso :D

 

[2 - non sono frocio, sono un biker!]

Premessa: alcuni anni fa, mentre era lì per una collaborazione tra università, sono andato una settimana in Israele a trovare un altro ex compagno di scuola ed ex coinquilino. Una sera passata a Tel Aviv mi chiese se avevo problemi se fossimo andati in un locale gay, dove suoi amici l'avevano portato altre volte e che diceva essere un bel locale della zona. Nessun problema.

 

A. vive a Trento, è l'unico dei miei amici che potrebbe avere qualche conoscenza per farmi entrare nel giro. Organizziamo un pranzo a Trento, avvisandolo che devo raccontargli delle novità.

Mi propone sushi, dicendo che l'ultima volta che siamo stati al giapponese era ancora quando studiavamo a Padova.

Al ristorante mi chiede: "allora, questa novità?"

"Be', prima di tutto l'ultima volta che siamo stati al giapponese è stato a Tel Aviv, e la novità è che, ora come ora, tornerei volentieri nel locale in cui siamo stati dopo il ristorante"

"Il... come si chiamava? Matilda? Ah!"

 

Poi soliti discorsi (ormai è come se fossero routine, in realtà non è vero) su quando, come, se sto bene, chi lo sa, come l'ho capito, ho qualcuno...

 

Dopo un po' mi dice: "Ma ci stavo ripensando, secondo me alla fine non siamo andati al Matilda (che in realtà si chiama Evita), ma in un altro locale..."

Al che, come da titolo, gli rispondo: "Vuoi dire che non sono frocio, ma sono un biker?" E siamo scoppiati a riderecome due deficienti in mezzo alla strada.

 

La settimana dopo mi dice di avere un amico gay, fidanzato con un ragazzo del mio paese, col quale potrei parlare un po' dei miei quesiti da newbie... ma questa è un'altra storia.

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Icoldibarin

Io adoro i CO creativi, biker diversamente etero :-)

siamo in un ristorante greco in Germania, non credo che nessuno possa seguire i nostri discorsi

Umh, io qualche dubbio ce l'avrei :asd:

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  • 2 weeks later...

[al lavoro]

 

Purtroppo nemmeno stasera sono riuscito a parlarle, abbiamo turni diversi e non ci incrociamo. Però mentre era di servizio in sala mi ha salutato e sorriso come sempre :) per me è già molto.

Io lavoro alla reception di un hotel e lei è una delle ragazze (rumena) della sala. ci troviamo spesso soli quando sostituisce il barman per il turno in mensa e siamo gli unici due in servizio per circa mezz'ora, così spesso facciamo due chiacchiere.

Io già da quest'inverno ero convinto che lei sospettasse, invece mi sbagliavo. L'altro giorno parlando le ho detto che ero uscito a mangiare una pizza, mi chiede con con chi e le dico che non le rispondo. Poi le dico che la reputo una ragazza abbastanza intelligente da poter immaginare per quale motivo non voglio parlare di questo...Il giorno dopo torniamo sull'argomento, passa una ragazza e mi dice "lei lavora a XY, è carina, no?" io rido e non dico niente. Mi dice "un giorno voglio sentirti dire: 'ho una fidanzata' " le rispondo che non penso sentirà da me questa frase tanto facilmente.

mi chiede (con tono che sa di domanda retorica, aspettandosi un sì) "dunque, ti piacciono le donne..." rido, mi copro gli occhi e rispondo: "be', no!"

"No? cioè... ma davvero?"

E' rimasta spiazzata, poverina... un'altra persona che conferma il fatto che sia insospettabile :)

Mi ha detto che mi comporto in modo "maschile", che sono un bel ragazzo e che mi ha sempre immaginato con una bella ragazza... ma che se sto bene è ok, e che era stupita del fatto che lo avessi detto a lei.

Ora vediamo come ha elaborato la notizia.

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JUST THE WAY U ARE

ahahah, poverina (non sai quanto mi piacerebbe esserci stato anch'io li' e vedere la sua faccia :D )!! sembra divertente fare il CO alle persone che meno si aspettano una cosa del genere da noi!

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Ma no... Un po' l'ho fatto perché, comunque, è una persona con cui mi trovo bene, un po' perché pendavo lo sapesse. Mi è dispiaciuto per come l'ho fatta sentire. Ma credo che non ci saranno problemi.

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