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Laurea a ciclo unico


Isher

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I più giovani di voi non possono nemmeno saperlo, ma fino alla riforma di Berlinguer di circa 12 anni fa, le Lauree erano a ciclo unico.

Poi fu introdotto il 3+2 (Medicina, Giurisprudenza e Ingegneria ne furono eccettuate)

 

Ora pare che le Facoltà possano ripristinare il ciclo unico, se lo vogliono.

 

Vorrei sapere il parere di studenti universitari, di ragazzi che devono iscriversi all'università, e anche di coloro che si sono

laureati da poco o pochissimo tempo.

 

In particolare ho due domande da rivolgervi:

 

1 il corso a ciclo unico vi dà l'idea di un corso più serio, oppure no?

2 preferite, anche senza avere una motivazione precisa da allegare, il 3+2 o il ciclo unico?

 

Vi sarò grato di tutte le vostre risposte. Particolarmente benevenute quelle di appartententi a Facoltà di Lettere e Filosofia,

ma non solo di questa naturalmente.

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io ho studiato storia dell'arte, prime matricole a non poter scegliere se iscriversi al ciclo unico o al 3+2...

Parlando con i colleghi entrati prima di me ho capito che il 3+2, gestito com'era gestito a lettere era qualcosa di indecoroso.

i professori non erano allineati al pensiero: lo studente che ho davanti è obbligato a dare 16 esami in un anno per non finire fuori corso e, soprattutto per le lezioni più importanti (storia dell'arte contemporanea, medievale, restauro) ci ritrovavamo con la stessa mole di studio dei ragazzi che seguivano il ciclo unico (anche 4 o 5 libri) per un numero di crediti variabile tra i 4 e i 6...

 

Per cui se avessi potuto scegliere, giuro, ci avrei messo la firma sui 5 anni...

 

 

Ora però mi sorge un dubbio... come funzionerà? ovvero... se mettiamo lettere alla sapienza decide di tornare al ciclo unico, mentre lettere a bologna no... come si potranno equiparare le due lauree?

Ci ritroveremo con i laureati di serie b anche nello stesso ambito?

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Ma il vecchio ordinamento non consisteva in quattro anni?

Avrei preferito il vecchio sistema. Io studio Economia, non so se faccio testo non essendo un cdl umanistico, ma penso sia la stessa cosa.

Un ciclo unico di studi lo vedo decisamente più completo e, soprattutto, non si corre il rischio di creare la psicosi delle "minilauree, lauree di serie b" e via dicendo.

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Medicina Veterinaria è a ciclo unico di 5 anni.. prima era 3+2. Da una parte è meglio così perché non avrebbe alcun senso studiare la Medicina in soli tre anni (che poi non bastavano nemmeno per farti firmare le ricette).. dall'altra beh la strada sembra più lunga.

Da noi c'è più che altro il problema dell'accorpamento degli esami più o meno coerenti fra loro cioè mi spiego

- L'esame di Farmacologia comprende tre moduli diversi che sono esami a sé, ovvero Farmacologia generale e Farmacologia speciale, Chemioterapia antibiotica, parassitaria e antitumorale, Tossicologia Veterinaria, da 4 cfu per un totale di 12 cfu (che non sono pochi nemmeno 4 considerata la materia piena di nozioni). E questi sono dicamo coerenti fra loro come materia, ma fino a che non li hai dati tutti.. niente verbalizzazione sul libretto.

-Esame di Clinica medica degli animali da reddito comprende l'esame di Clinica medica, Medicina Legale (che non c'entra nulla con la diagnostica cadaverica) ed Economia (per alcuni).. sempre 12cfu ma materie che non c'entrano nulla fra loro.

 

Io non so per quale motivo dobbiamo dare un totale di quasi 60 esami in 5 anni (precisamente 4 anni e mezzo, visto che l'ultimo semestre è destinato ai tirocini).

Quindi o che siano 3 o che siano 5 anni a ciclo unico, non capisco ancora il senso.

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Ora però mi sorge un dubbio... come funzionerà? ovvero... se mettiamo lettere alla sapienza decide di tornare al ciclo unico,

mentre lettere a bologna no... come si potranno equiparare le due lauree?

Ci ritroveremo con i laureati di serie b anche nello stesso ambito?

 

Le luree conferite nello Stato italiano sono per definizione tutte uguali (l'equipolleza scatta tra titoli conseguiti in Stati diversi) e anche

attualmente ci sono corsi di laurea a ciclo unico (perché ad esempio non tutti i corsi di Laurea in Giurisprudenza hanno fruito della possibilità

che la legge dava loro di conservare il ciclo unico, talcé ci sono corsi di Laurea in giurisprudenza col 3+2 altri a ciclo unico; lo stesso vale

per Ingegneria; solo Medicina è rimasta del tutto fuori dalla riforma Berlinguer).

 

@@Unknown : i 4 anni del Vecchio Ordinamento sono comunque morti; oggi sarebbero sempre 5, perché si tratterebbe di riportare il 3+2 a un 5.

 

Si tratta di capire se il 5, con una sola Tesi di Laurea alla fine (mentre adesso c'è una tesina alla fine del 3° e poi la vera e propria Tesi di Laurea al

5°), non frazionato in due titoli (laurea triennale + laurea magistrale) ma con una sola Laurea magistrale alla fine, sarebbe meglio o peggio, più

giovevole e attraente per gli studenti, o meno.

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Sarei favorevole alla laurea a ciclo unico. Da' un'idea di unità che non guasta.

 

Non ha senso laurearsi e rilaurearsi perché tanto dopo la triennale si sa che bisogna continuare. Certo con la laurea triennale hai accesso a concorsi e robe varie ma il tutto si completa con la specializzazione.

 

Si potrebbe pensare ad un ciclo unico con la flessibilità di scegliere il proprio curriculum universitario...magari utilizzando gli ultimi 2 anni o l'ultimo anno proprio come specializzazione nel campo scelto.

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@@SaintJust: ok. Tu che pensi, il titolo a ciclo unico sarebbe preferito o meno, avrebbe un impatto maggiore o minore del (3+) 2?

 

@@Lelouch carissimo: se parliamo di Facoltà umanistiche, 5 anni sono il minimo indispensabile! Altro che specializzazione al 4°

e 5° anno! lì c'è solo un decente completamento degli studi, che, ripeto, non sono completati affatto: diciamo che è una

buona infarinatura, una buona full immersion iniziale

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Considerando quello che ho visto nell'azienda per cui lavoravo il 3+2 ha mooolto meno impatto del ciclo unico...

 

quindi in un mondo in cui tutti hanno il 3+2 non fa testo, in un mondo in cui, invece, c'è chi ha l'uno e l'altro, allora, se ti trovi dei responsabili delle risorse umane come quelli che avevamo da noi, la differenza peserebbe, e tanto.

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Ecco, @@SaintJust, ma mi spieghi perché? Intendo dire: io credo di capire il perché, (perché per la mia generazione, a

meno di volersi autoaccecare, era evidente che il 3+2 avrebbe implicato un abbassamento del livello generale), ma

vorrei che me lo spiegasse una persona della tua età e con le tue esperienze sia universitarie, sia soprattutto di

accesso al mondo del lavoro.

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Guarda, io un paragone non lo posso ovviamente fare tra i due sistemi, perchè non ho avuto modo di scegliere il sistema da seguire...

di certo conosco persone che passando dai 5 anni ai 3+2 sono riucite a laurearsi, ma sono persone che hanno 6 anni più di me, quindi ci hanno messo forse 10 o 11 anni in tutto (il che mi fa pensare che, almeno per determinate cose, sia vero che la qualità richiesta sia più bassa).

 

Di certo so che a roma tre (sono stata iscritta anche li), dove i professori avevano ben presente cosa potevano richiedere ad uno studente per due o quattro crediti, la mole di studio per ogni esame non era eccessiva, anzi, forse adirittura troppo esigua per i miei standard... o almeno, mi sembrava che ciò che si richiedeva, alla fine dei conti, fosse meno di quello che ci si doveva aspettare...

 

da entrambe le università ho percepito che non fosse richiesto, col nuovo sistema, sapere davvero qualcosa, ma sapere un po' di tutto e macinare il più possibile velocemente... se poi dopo due giorni non ti ricordavi più come restaurare qualcosa di plastica che problema c'è? l'esame dopo è di architettura del paesaggio, non te lo chiederà mai XD

 

Ovviamente questo non valeva per le materie propedeutiche, che ti porti dietro tutti gli anni, e che quindi si presume (dandone 8 crediti l'anno circa) che di queste si abbia una conoscenza se non più approfondita quantomeno più continuativa... tutto il resto sembrava messo li per riempire dei buchi che dovevano portarti ai 60 crediti l'anno...

 

Ma poi magari è solo la mia impressione.

 

 

Sul lavoro, invece, il punto è che quelli che per ora sono alle risorse umane (e che quindi scremano i candidati) o non sono laureati (un paio ne avevamo in azienda) o sono laureati con il vecchio ordinamente, per cui tendono ha dare più peso a chi ha una laurea conseguita con il sistema che loro hanno seguito, rispetto al nuovo.

Quello che mi è parso è che per loro non ci sia differenza tra un diplomato (con diploma professionale) o un laureato col 3+2, a meno che non ci siano poi master e altro a supporto della laurea...

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Ei ma così discrimini :) posso io uomo di scienza dire la mia o vuoi colo pareri umanistici?

scherzo ecco le mie risposte:

1 il corso a ciclo unico vi dà l'idea di un corso più serio, oppure no?

Non è che mi dà l'idea di un corso più serio, ma mi dà l'idea di un corso più "pratico"

Cosa voglio dire?

Nella 3+2 devi immatricolarti due volte, devi laurearti due volte, devi scrivere due tesi.

Non puoi iniziare a dare gli esami del 4 anno perchè non ti sei ancora laureato e così via...

...perdite di tempo insomma.

 

Certo secondo me l'ideale sarebbe, il poter scegliere.

Se io non so se fermarmi o meno alla triennale, allora la scelgo.

Se arrivato ai 3 anni mi rendo conto di poter e voler continuare allora

posso cambiare idea e modalità di laurea (da 3 a 5 diretto), senza

così fare due tesi.

 

2 preferite, anche senza avere una motivazione precisa da allegare, il 3+2 o il ciclo unico?

Io preferisco quella a ciclo unico.

 

Ma devo dire che ad esempio per la mia, ormai ex, facoltà di informatica il 3+2 ci sta benissimo.

La triennale ti da già le basi per affrontare il mondo del lavoro, mentre il biennio ti forma meglio.

Molti miei colleghi che hanno lasciato dopo i 3 anni hanno cmq trovato lavoro facilmente.

Per le altre facoltà non saprei, ma per informatica lascerei la possibilità di scelta tra quinquennale e 3+2

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Ho fatto la triennale di Lettere.

Sarei favorevole al ciclo unico, perché:

- con la triennale, comunque, non ci fai un cappero. Quindi i due anni li fai in ogni caso, con lo svantaggio che...

- perdi tempo a fare la tesi triennale

- gli esami del biennio, almeno qui, sono quelli del triennio ancora più annacquati

 

La divisione 3+2 ha comunque alcuni vantaggi:

- se cambi idea a metà percorso, quantomeno un titoletto te lo porti a casa

- se vuoi cambiare leggermente percorso, puoi scegliere la magistrale che vuoi e un po' di esami te li riconoscono.

 

Osserverei che gran parte dei difetti del 3+2 che ho elencato sopra non sono dovuti alla suddivisione in sé, ma alla scarsa qualità dei corsi.

Non vorrei che dire "torniamo al ciclo unico" nasconda un "torniamo a com'era l'università una volta". Ma non è detto che variando l'organizzazione degli anni cambi la sostanza.

 

Forse è su quella che bisognerebbe concentrarsi.

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Grazie @Zigulì mi interessa eccome il tuo parere, e le motivazioni che dai favore del ciclo unico sono del tutto analoghe a quelle

che danno gli studenti di facoltà umanistiche o di studi che hanno vari aspetti in comune con quelli umanistici. Per quanto riguarda

Informatica, credo che sia il caso lampante della buona spendibilità della laurea triennale, quindi da voi il 3+2 ha sicuramente un

senso e perInformatica io non lo cambierei. Viceversa, come osserva @@penna, la laurea triennale non serve a molto nelle lauree

umanistiche, non so se proprio aiente ma certo a poco. Nell'ipotesi di un ciclo unico per LeF, a mio parere i professori, che

secondo la legislazione ttuale sono tenuti a fare tre moduli, dovrebbero fare:

un modulo A per le matricole

un modulo B per i secondi e terzi anni

un modulo C per i quarti e quinti anni.

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scherzavo Ischer ;)

 

cmq si credo che la triennale in Informatica possa servire.

Certo si è meno preparati.. e questo lo noto adesso quando mi confronto e confronto ragazzi con laurea triennale e quelli con laurea quinquennale.

Ad esempio io alcune cose le ho imparate all'università nel biennio, mentre altri triennali le hanno imparate a lavoro.

 

L'unica pecca che trovo nella formula 3+2 è il fatto delle due tesi... troppa perdita di tempo.

Devono dare almeno la possibilità di scegliere se fare 3+2 o 5

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Essendo io molto sensibile all'ambiente internazionale, vi posso

assicurare senza ombra di dubbio che in Italia si studia troppo.

 

Io sono favorevole al ritorno al quadriennale, così com'è in molti altri

paesi del mondo.

 

Noi italiani siamo decisamente poco competitivi sia nelle istituzioni internazionali

che nelle multinazionali con sedi all'estero proprio perché entriamo nel mondo del

lavoro molto più tardi rispetto ai nostri colleghi francesi o americani (e con esperienza

lavorativa decisamente minore).

 

Sono però favorevole alla partizione del percorso universitario, che nel quadriennale

potrebbe essere una sorta di 3+1 o addirittura un 2+2.

 

Le voci che dicono "con la triennale non ci si fa nulla" sono incredibilmente false.

Statisticamente parlando le possibilità lavorative con una laurea specialistica aumentano

di una percentuale veramente bassissima rispetto alla triennale.

 

Eliminerei però senza ombra di dubbio la prova d'esame triennale che a mio avviso è una perdita

di tempo incredibile, quei CFU potrebbero essere più sapientemente impiegati per un esame,

sicuramente più utile rispetto alla tesina.

 

Per quanto riguarda le lauree umanistiche qui il discorso potrebbe essere diverso in quanto la

prospettiva lavorativa non dovrebbe essere il principale obbiettivo di queste facoltà o almeno

non l'unico. Piuttosto sarebbe utile creare percorsi di lauree umanistiche con una vocazione

più pragmatica, magari insegnando materie attinenti a lavori nell'ambito dell'editoria, lasciando

così le facoltà umanistiche tradizionali per quanti sono interessati ad un percorso accademico

o all'insegnamento.

 

Infine per quanto riguarda le facoltà dell'area medico-sanitaria, lascerei intatta l'attuale configurazione

di medicina, veterinaria e scienze infermieristiche. Ma incorporerei nuovamente odontoiatria fra le

specialistiche di medicina, lobby permettendo.

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Concordo con quello che dici Altair, però tieni conto che la preparazione che abbiamo in Italia è migliore di quella che hanno ad esempio gli Americani.

Lascia perdere ora il fatto che loro sono più "attrezzati" hanno più soldi nelle università e hanno strutture migliori...

Parlo proprio di preparazione.

Avendo parenti in america so che studiano effettivamente di meno rispetto a noi.

La laurea americana, qui in Italia non viene riconosciuta.

Se tu italiano laureato invece, vai in America, ti prendo alla velocità della luce.

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Che ti prendono alla velocità della luce dipende. Che la nostra preparazione sia migliore

poi non è esattamente vero, diciamo che è più trasversale, è più ampia. Il metodo

di insegnamento americano è più pragmatico ma troppo settario (sopratutto nel high school).

 

Sta di fatto che, americani a parte, fare 5 anni di superiori e 5 anni di università, più ulteriori

eventuali master o dottorati e nel contempo nessuna esperienza lavorativa è un'anomalia

tutta italiana, spesso la nostra preparazione è solo molto fumo e poco arrosto.

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Dunque, premesso che ho studiato con un 3+2 in una facoltà di architettura,

 

credo che i lati positivi del 3+2 sono:

- si sono ridotti i tempi complessivi della laurea, rispetto al precedente ordinamento

- Consente a chi vuole di fermarsi a 3

- Consente maggiore mobilità tra atenei (triennale da una parte e specialistica da un'altra parte) anche con l'estero

- Consente di cambiare corso di studi dopo tre anni, all'interno della stessa facoltà

- La tesi triennale è un buon esercizio di scrittura e prepara a scrivere quella della specialistica

- Consente di differenziare le modalità di offerta formativa, ad esempio triennale in lingua italiana e specialistica in lingua inglese

 

I lati negativi (che sono anche i lati positivi di una laurea a ciclo unico) sono:

- Col 3+2 molti esami della specialistica sono identici a quelli della triennale (forse perchè i prof ordinari hanno voluto inserirsi in entrambi i corsi di studio?). Con un ciclo unico andrebbero inevitabilmente ripensati

- In alcune facoltà, la laurea triennale non serve quasi a niente

- Se la specialistica ha il numero chiuso (come nelle facoltà di architettura) c'è gente che rischia di essere ammesa alla triennale ma non alla specialistica, trovandosi con un titolo a metà

- La tesi triennale a volte prolunga i tempi, anche perchè i professori non sempre riconoscono che è meno importante

 

In sintesi, credo che per i corsi di laurea dove lo sbocco previsto è l'azienda, è meglio il percorso 3+2 perchè è più flessibile e anche il laureato triennale riesce ad inserirsi. Invece se lo sbocco possibilmente prevede un concorso, oppure l'iscrizione ad un ordine professionale, o il proseguimento degli studi, allora è meglio una laurea a ciclo unico.

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Da studente di lingue ritengo uno spreco di tempo e risorse la divisione 3+2, principalmente perché con la sola triennale non si ottiene un gran livello nelle lingue studiate (che neanche in 5 anni si ottiene in effetti, ma è un altro discorso) e poi perché la tesina richiede comunque uno sforzo in termini di preparazione e un' "ansia da burocrazia" che potrebbero francamente essere evitate. Senza contare poi che l'iscrizione alla magistrale spesso è impedita da numero chiuso e/o è piena di ridondanze nell'offerta formativa che la rendono frustrante.

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Io da ex critico del 3+2 sono invece fortemente pro ora.

Io mi sono laureato in scienze internazionali e diplomatiche (triennale) e sto facendo ora la magistrale in un ateneo diverso. Il 3+2 offre la possibilità di studiare in atenei diversi (cosa positiva perchè si ha così la possibilità di affrontare punti di vista diversi); si può scegliere la specializzazione in maniera più libera; si può cambiare leggermente indirizzo rispetto alla triennale; si possono effettuare graduate studies all'estero senza dover aspettare cinque anni. Quello che ci vorrebbe è maggiore libertà nell'accesso a lauree magistrali (le ex specialistiche), come avviene negli States e, anche se in grado minore, nel Regno Unito. Inoltre, gli studi a livello graduate (ergo la magistrale in Italia) dovrebbe adattarsi di più al metodo anglosassone (più lezioni in forma seminariale, più ricerca indipendente con la stesura di paper nei vari corsi, più presentazioni da fare...come del resto avviene in alcuni atenei o percorsi di LM) in modo da offrire uno "skill learning" più appropriato a quelli che sono ora gli standard internazionali (cosa fondamentale se si vuole competere "a livello internazionale").

 

Riguardo alla possibilità di un 3+1... bè la cosa è già possibile con i master... basterebbe semplicemente suddividere la preparazione post lauream tra percorsi più professionalizzanti (i master di durata annuale) e percorsi che coinvolgono anche una bella fase di ricerca (le lauree magistrali)! Un po' la differenza che nel Regno Unito c'è tra MA/MSc e MPhil; o negli States/Canada/Australia tra Research Masters e Taught Programmes.

 

Infine, ci sono già facoltà che hanno eliminato la tesi di triennale (per esempio io non ho avuto tesi). Il punto è che in Italia si fa troppa poca ricerca rispetto all'estero e se dunque si toglie la tesi bisogna almeno prevedere essays, dissertations, etc... Comunque sarebbe una mossa utile, soprattutto se quei crediti andassero a beneficio di uno stage in modo da far aggiungere al CV di un laureato anche una minima esperienza di lavoro.

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Inoltre, gli studi a livello graduate (ergo la magistrale in Italia) dovrebbe adattarsi di più al metodo anglosassone (più lezioni in forma seminariale, più ricerca indipendente con la stesura di paper nei vari corsi, più presentazioni da fare...come del resto avviene in alcuni atenei o percorsi di LM) in modo da offrire uno "skill learning" più appropriato a quelli che sono ora gli standard internazionali (cosa fondamentale se si vuole competere "a livello internazionale").

 

Sono d'accordissimo (anch'io sono di Relazioni Internazionali e so bene cosa intendi).

 

Però posso dirti che, almeno nella mia facoltà, la magistrale è effettivamente strutturata in questo

modo, molti esami (nel mio caso ad esempio Studi Strategici), si concentrano sulla difesa di un

contraddittorio col prof, altri con la stesura di un paper, una mini tesi o comunque vari metodi di

interazione, anche in itinere durante le lezioni. A mio avviso strumenti importantissimi per apprendere

il cosiddetto know how e non fossilizzarsi su argomenti troppo accademici.

 

Certo in atenei e facoltà dal numero ridotto questo si può fare, in altri no. Anche alla triennale in corsi dove

eravamo poco più di 30 persone il prof "azzardava" qualche proposta di working group o comunque sollecitava

al dialogo evitando la solita, e a tratti davvero poco stimolante, "lezione frontale".

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Io sono iscritta alla facoltà di studi orientali come kuyashii, siamo compagni di corso. dall'anno scorso siamo stati accorpati a lettere filosofia e scienze umanistiche quindi io non so più in cosa mi sto laureando e cosa ci sarà scritto su diploma di laurea.

la nostra laurea in lingue e civiltà orientali prima era di 4 anni e sinceramente avrei preferito che rimanesse tale. o comunque avrei preferito la laurea a ciclo unico/vecchio ordinamento, oltre a studiare di più era più seria e veniva vista meglio. Ora con la nuova triennale 270 si studia ancora di meno e ci stanno meno esami (io sto ancora nella 590)

Innanzitutto col 3+2 devi fare due tesi, perdere tempo burocraticamente parlando con tutte le scartoffie varie, fare la domanda per richiedere di entrare alla magistrale perchè è a numero chiuso e devi avere la media del 26 per accedervi, e poi soprattutto almeno nella nostra facoltà prima c'erano 3 tipi di specializzazioni: una letteraria filologica, una storico artistica e un'altra religioso filosofica, poi hanno cambiato tutto e hanno messo la specializzazione in una delle materie al 2 anno di specializzazione ora invece sono 2 anni in cui ci sono gli stessi esami della triennale con un programma diverso, e allora scusa io in cosa mi specializzo? ma mi state prendendo in giro? per questo non so se fare la magistrale o meno. perchè mi sembra una perdita di tempo ma poi dici con la triennale cosa ci fai? a questo punto mi prendo un'altra laurea...

so che siamo in una facoltà umanistica ma mi piacerebbe che ci fossero corsi più "attuali" che parlassero della politica giapponese, dell'economia, cose del genere..non sempre e solo letteratura e storia. potrei anche andare a fare la magistrale in un'altra facoltà ma entrerei comunque con debiti quindi perderei altro tempo...

concordo con altair sul fatto che in italia perdiamo anni: all'estero a 18 anni hanno già finito il liceo, la laurea dura di meno ed esci fuori che a 24 anni già lavori se non prima. in giappone iniziano a lavorare a 22 anni ad esempio. ed è meglio perchè noi invece finiamo il liceo a 19 anni, poi facciamo l'università metti caso che vai fuori corso ti laurei a 25 anni, poi ti vuoi fare un master magari un'esperienza all'estero di un anno o altro...fatto sta che se ti va bene finisci a 27 anni e sei considerato vecchio e senza esperienze ma con tanti titoli di studio che magari nemmeno ti servono.

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con la triennale, comunque, non ci fai un cappero.

 

mi spiace tarparti le ali, ma veramente neanche con la specialistica ci fai un cappero, comunque....

 

 

se devo essere sincera a me il 3+2 non è dispiaciuto anche perchè ho avuto modo, poi, di cambiare e di fare una specialistica che mi piaceva veramente. questa possibilità mi sarebbe stata negata con la laurea a ciclo unico.

 

diciamo che il 3+2 dà la possibilità di avere, per chi lo vuole, un titolo di studio universitario e, per chi vuole, di avere una formazione ancora più alta e, nei limiti del possibile, anche di cambiare come ho fatto io.

 

Le lauree a ciclo unico danno un'idea più di unità, è vero, ma secondo me anche il 3+2, se organizzato bene, dà una buona formazione.

 

ps: io alla triennale di tesine ne ho dovute fare 2, non una sola, ma francamente non ho nulla di cui lamentarmi.

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Assolutamente contrario al 3+2.

Mi sto per laureare nella specialistica e devo dire che questa storia della laurea triennale è veramente un fregatura.

La laurea a ciclo unico era ottima, secondo me. Preparava meglio e permetteva di perdere molto meno tempo.

Io studio una facoltà scientifica e questo nuovo ordinamento ha soltanto reso tutto il sistema più scadente. Dividere gli esami in tanti piccoli pezzi, mettere 10, 12 esami l'anno... ma scherziamo? Saranno anche più piccoli ma non è possibile avere una visione globale della materia!

 

Nel mio settore poi non è assolutamente considerata la triennale. Io sono per il ripristino di tutte le lauree a ciclo unico.

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D'accordo con @@Akira86 anche il mio corso di studio secondo me (e secondo molti tra cui i professori stessi) ha subito gravi danni al programma a causa del 3+2. Purtroppo molti esami oltre ad essere frammentati hanno perso ore di laboratorio (studio chimica e per noi il laboratorio è essenziale).

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Alcuni di voi dicono che gli esami alla LM sono ripetitivi rispetto a quelli della LT. Ma dovete sapere che nel Vecchio Ordinamento,

che la maggior parte di voi considera (giustamente) più serio e più formativo dell'attuale 3+2, un certo numero di materie erano biennali

e alcune triennali.

 

Alla Sapienza, per esempio, nella Facoltà di LeF, uno studente aveva il diritto di inserire nel proprio piano di studi ben due discipline

triennali, e fino a cinque discipline biennali. Basta una piccola rifessione per comprendere che il concetto di "specializzazione" era in

tal modo compreso all'interno del VO, come una sua possibilità - una possibilità che si poteva scegliere, o no.

 

In genere, la materia nella quale ci si laureava era triennalizzata (considerando 12 CFU di oggi per una annualità del VO, erano 36 CFU

in 4 anni). E un certo numero di materie considerate molto importanti (direi almeno due, o tre) erano biennalizzate.

 

Esempio: come fai a laurearti in Filosofia senza aver fatto Storia della filosofia e Filosofia teoretica biennali? E se ti laurei in Storia della

filosofia medioevale è chiaro che la triennalizzi. Poi uno studente che capisce che senza la filosofia antica non si può studiare la medioevale,

biennalizzava la prima (e siamo a tre biennalizzazioni). Se poi uno aveva passioni particolari, anche esterne rispetto al percorso strettamente

disciplinare (l'Antropologia o la Psicologia o qualunque altra) poteva costruirsi un altro polo di competenze più approfondite con un'altra

biennalizzazione (o una seconda triennalizzazione). Ma era chiaro che tutto ciò andava a costituire la competenza minima, basilare, per

completare un determinato percorso di studi.

 

Per fortuna, nelle modifiche che il 3+2 ha subito in itinere, è stato del tutto accantonato il concetto di specializzazione e la laurea finale

si chiama magistrale e non più specialistica. Il termine specializzazione ingenera pesanti equivoci negli studenti perché fa loro

credere che la formazione si sia conclusa con il 3, quando non è affatto così. In nessun corso di laurea serio è così o può esserlo.

Il termine stesso di LT è errato e fa ridere: si dovrebbe parlare di baccellierato, o di Diploma, con il conseguimento del titolo di baccelliere.

 

Quanto alla tesina, per anni si è fatta la critica al VO che gli studenti arrivavano alla Laurea, dopo 4 anni, e più precisamente al 5° anno (perché

così era di fatto: quasi nessuno si laureava in 4 anni) senza avere mai scritto, esercitato la scrittura. Era un'obiezione estrinseca, perché di fatto per

scrivere una buona tesi ci voleva un anno: lo studente la sceglieva al 3° anno, o verso la fine del 3°, e riusciva a laurearsi nell'ultima sessione del 4°

o nella prima sessione del 1° anno fuori corso (questo, gli studenti bravi). Non era molto diverso da ora, solo che si trattava dell medesima tesi.

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Il 3+2 nelle discipline umanistiche ha senso solo se c'è una stretta e ben precisa direzione/organizzazione. La triennale dovrebbe essere dare un'ampia panoramica disciplinare e secondo me dovrebbe farlo secondo una prospettiva storica/diacronica, che consente di avere una prospettiva davvero generale. Al primo anno (parlo più nello specifico di Lettere, Storia, Storia dell'Arte e compagnia bella) magari ci si concentra nell'ambito "antichistico", nel secondo medioevo e età moderna e nel terzo via di contemporaneismo, includendo ovviamente altri (pochi) esami caratterizzanti. E' chiaro che bisogna tenere in conto tutti gli aspetti dell'età che si va a studiare, non limitarsi a ciò che si studia nel proprio corso di laurea, perchè è tutto strettamente interrelato (questa cosa l'avrò ripetuta n volte -.-'''). Alla magistrale/specialistica, si fanno percorsi strettamente professionalizzanti (Insegnamento, Editoria etc etc) o tarato esclusivamente sul settore disciplinare d'interesse. Quindi, alla triennale si fa tutto e alla specialistica ci si instrada verso qualcosa che interessa. Nella realtà dei fatti, questo non si fa: partono già dalla triennale degli improbabili curriculum fatti alla "pene di segugio" che danno preparazioni lacunose, per non parlare della specialistica dove si manifestano dei fenomeni già citati da voi. Questo è il mio modestissimo parere.

 

@@Quistis: la nuova facoltà riunita si chiama "Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali". Olèèèè! Per la serie: se non ci complichiamo la vita non siamo felici.

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Triennale: preparazione di base. Magistrale: approfondimento (moduli più difficili, lettura di testi in lingua originale, studio della grande

bibliografia sugli argomenti in corso) + Tesi.

 

Percorsi professionalizzanti: Master di 1 o 2 anni.

Preparazione alla ricerca: Dottorato di 3 anni.

 

Abilitazione all'insegnamento: Master di 9 mesi (settembre-maggio), compreso il conseguimento del titolo, per le scuole medie inferiori,

di 13/14 mesi (entro il dicembre successivo), compreso il conseguimento del titolo, per le medie superiori

 

Abilitazione all'insegnamento nelle Scuole Elementari: laurea triennale abilitante.

 

Questa la mia Riforma.

 

Quanto alla nomenclatura, LT si chiamerebbe Baccellierato con conseguimento del titolo di baccelliere, LM si chiamerebbe semplicemente

Laurea con conseguimento del titolo di dottore.

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