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Napolitano: cittadinanaza per i figli di immigrati nati in Italia


Fabio Castorino

  

26 members have voted

  1. 1. Dare la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia

    • Giusto
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    • Sbagliato
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Credo che l'Italia sia il Paese con meno immigrati d'Europa

e che questo numero sia destinato a calare.

Siamo un Paese troppo difficile e razzista per un migrante.

Tra le altre cose c'è da considerare il fatto che, all'interno della comunità europea, siamo il paese con uno dei tassi di fertilità più bassa, ben sotto il minimo che serve per mantenere la popolazione stabile (a cui va sommato il grosso flusso migratorio di giovani verso i paesi esteri).

Il che va ad incidere anche su cose come l'enorme spesa pensionistica (troppi vecchi rispetto ai giovani) e sanitaria (idem, tendenzialmente gli anziani costano di più a livello sanitario).

In realtà l'avere una popolazione giovane è una grossa risorsa da punto di vista economico, ma questo i populisti fanno finta di ignorarlo, perchè fa più comodo gridare all'"invasione migratoria" piuttosto che parlare di pianificazione sociale :)):

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E poi smettiamola di fare i buonisti, per favore.

Già lo Stato ha poche risorse, poi se questa notizia prendesse il largo, arriverebbe un'orda di migranti provenienti, chessò, da Libia e altri PVS e basterebbe che sfornassero un individuo qui in Italia perché esso abbia tutti i diritti di un cittadino italiano. Tutto ciò comporterebbe il diritto alla sanità, alla mutua, etc. etc... E chi le paga queste cose? Noi.

 

Tutto questo buonismo dilagante è disgustoso, oltre che essere totalmente fuori luogo. Posso capire la questione riguardante gli immigrati con figli che studiano, che sono integrati da tempo nel tessuto socio-economico italiano, ma tutto questo andrebbe a ricadere per la maggiore sui figli degli immigrati non in regola.

 

E cara Lum, non c'è bisogno di registrare per forza un figlio se questa legge passasse, perchè è sufficiente che 10 donne gravide arrivino coi barconi in Italia (esempio) e partorissero qui per far sì che 10 nuovi bambini diventino cittadini italiani a SPESE NOSTRE. Cosa fai, lasci un bambino in mezzo alla strada solo perchè figlio di un clandestino? No, perchè infrangeresti i diritti dell'uomo!

Andate a raccontare queste storielle a qualcun'altro.

 

Quindi, se si vuole fare una legge che veramente porti del bene in Italia e non altre cazzate, è bene fare un distinguo e dare la cittadinanza a CHI gioverebbe in primis al sistema nazionale, ergo persone che studiano, che lavorano, che hanno costruito qualcosa qui in Italia, che si sono date da fare per integrarsi, eliminando del tutto noiosissime pratiche burocratiche.

 

Giusto per tirare in ballo l'UE, nessun altro paese dell'Unione Europea dà la cittadinanza così, a gratis. Prova ad andare in UK, o in Francia, e prova a chiedere una riforma del genere. Ti sputano in un occhio.

 

Quoto pienamente. Vedremmo i pellegrinaggi di donne incinte verso il nostro paese, e poi vai di ricongiungimenti. Fuori dall'Europa non ti lasciano nemmeno soggiornare piu' di tanto, se non per lavoro o per studio, quindi addirittura il regalo della cittadinanza mi sembra una follia. Comunque gia' ora la nostra legge in merito prevede la possibilita' di diventare cittadini non appena maggiorenni, quindi e' gia' piu' permissiva di quelle vigenti in molti altri paesi, e per me va bene cosi'

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Non sono del tutto daccordo con l'analisi economica di Kripto che ritiene gli immigrati una "spesa" per l' Italia.

credo che mediamente ci sia una percentuale molto maggiore di italiani a totale carico dello stato (metto dentro anche i baby pesionati 50 enni degli anni 80) che di immigrati.

l'Italia ha un disperato bisogno di lavoratori: giovani, a basso costo e che paghino le tasse.

L' aternativa è la bancarotta.

 

Dobbiamo ringraziare ad esempio quei giovani arabi che aprono attivita reali (come i kebabbari) e che pagano con le loro tasse il nostro debito.

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Quindi, se si vuole fare una legge che veramente porti del bene in Italia e non altre cazzate, è bene fare un distinguo e dare la cittadinanza a CHI gioverebbe in primis al sistema nazionale, ergo persone che studiano, che lavorano, che hanno costruito qualcosa qui in Italia, che si sono date da fare per integrarsi, eliminando del tutto noiosissime pratiche burocratiche.

 

ma un bambino figlio di stranieri farà esattamente quello che hai detto; ovvero studierà, lavorerà e si costruirà un futuro qua in Italia. Sebbene sia figlio di stranieri e manterrà in parte giustamente la sua cultura, ti assicuro che una volta cresciuto non si sentirà di certo straniero ma italiano. La mia migliore amica per esempio è albanese anzi era albanese; è venuta qui in Italia quando aveva 5/6 anni; è cresciuta qua, si è integrata, studia e passati i 18 anni si è presa la cittadinanza italiana, perchè pur avendo origini albanesi non può non sentirsi anche italiana dato che la sua vita è qua e sarà sempre qua. Lei non è nata qua quindi l'esempio non calza proprio a pennello, ma era per far capire che se cresci qua sei italiano e magari (anzi sicuro nel caso della mia amica) sei meglio di molti italiani. Per quanto riguarda le spese che noi dovremmo affrontare non credo cambi nulla; e ricordiamoci anche che i genitori di questo bambino lavoreranno e pagheranno le tasse qua in Italia...avranno pur diritto a qualcosa no? E voglio aggiungere che non sono un buonista, anzi fino a non molto tempo fa mi consideravo di destra quindi fate voi. :haha:

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Non sono del tutto daccordo con l'analisi economica di Kripto che ritiene gli immigrati una "spesa" per l' Italia.

 

Non tutti sono una spesa: gli immigrati che lavorano regolarmente che si sono stabilmente impiantati nel tessuto italiano sono una grande risorsa. Mi riferivo per lo più ai clandestini io, che esistono nonostante siano illegali e nonostante sia stato istituito il reato di clandestinità.

 

ma un bambino figlio di stranieri farà esattamente quello che hai detto; ovvero studierà, lavorerà e si costruirà un futuro qua in Italia. Sebbene sia figlio di stranieri e manterrà in parte giustamente la sua cultura, ti assicuro che una volta cresciuto non si sentirà di certo straniero ma italiano. La mia migliore amica per esempio è albanese anzi era albanese; è venuta qui in Italia quando aveva 5/6 anni; è cresciuta qua, si è integrata, studia e passati i 18 anni si è presa la cittadinanza italiana, perchè pur avendo origini albanesi non può non sentirsi anche italiana dato che la sua vita è qua e sarà sempre qua. Lei non è nata qua quindi l'esempio non calza proprio a pennello, ma era per far capire che se cresci qua sei italiano e magari (anzi sicuro nel caso della mia amica) sei meglio di molti italiani. Per quanto riguarda le spese che noi dovremmo affrontare non credo cambi nulla; e ricordiamoci anche che i genitori di questo bambino lavoreranno e pagheranno le tasse qua in Italia...avranno pur diritto a qualcosa no? E voglio aggiungere che non sono un buonista, anzi fino a non molto tempo fa mi consideravo di destra quindi fate voi. :haha:

 

Sicuro, ma il mio discorso era riferito agli immigrati clandestini, di cui parlavo con Lum. Ho detto sopra che sono favorevolissimo al conseguimento della cittadinanza italiana, ma solo se si integrano o sono integrati nel tessuto. Agli altri no, mentre Napolitano la darebbe a chiunque nasca sul suolo italiano all'esatto momento della nascita. No, non ci sto. La parte che tu hai quotato del mio discorso ricalca esattamente ciò che hai detto tu. :D

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Un immigrato che non lavora perchè non trova lavoro pur impegnandosi non ha colpe, ma chiaramente dopo un tot non viene accettato più perchè risulta un peso per la società di una determinata nazione. Un italiano non lo cacceranno mai, perchè italiano proprio.

 

Non capisco la tua domanda, penna, perchè la risposta è veramente ovvia. E poi io non ho paragonato un clandestino ad un italiano che non lavora xD

 

Il mio discorso, penna, è normalissimo e usato in tutte le nazioni. Se vai negli USA e non lavori, ti rispediscono da dove provieni, e come in USA in moltissimi altri stati. E' così, OVUNQUE.

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Ricapitolando:

un immigrato che non lavora non ha colpe, ma [...] risulta un peso, quindi deve essere cacciato.

un italiano che non lavora non ha colpe, ma risulta un peso, però non deve essere cacciato. Questo per il solo fatto che lui è italiano.

 

In altre parole, entrambi sono dei "pesi" per l'economia, però per l'italiano è un diritto che il suo "peso" sia sopportato, mentre per lo straniero non lo è, proprio per il fatto che non è italiano.

 

Sei d'accordo fin qui?

 

(poi procederò col ragionamento)

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Mi riferivo per lo più ai clandestini io, che esistono nonostante siano illegali e nonostante sia stato istituito il reato di clandestinità.

 

Gli immigrati non si regolarizzano se la cosa non gli conviene, delle leggi e del senso di patria non gli importa un bel niente (Tant'è che anche noi in buona parte agiamo così, con l'unica differenza che noi italiani tendenzialmente abbiamo molto più da perdere). Per questo bisogna dare degli incentivi agli immigrati perché si regolarizzino, in modo che se ne avvantaggino loro e la nostra sicurezza.

 

L'alternativa è il respingimento alle frontiere, ma come dimostrano i messicani che sono pronti a sfidare la mira dei vigilanti americani, no c'è provvedimento che possa fermare persone disperate senza niente di perdere. Aldilà del fatto che noi europei dovremmo avere una considerazione maggiore dei diritti umani rispetto agli yankee.

In realtà chi promuove politiche anti-immigratorie vive nell'illusione che i problemi degli altri paesi non riguardino l'occidente, nell'illusione che sia possibile permettere ai capitali di muoversi liberamente per il mondo è negare questa possibilità alle persone.

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@ hai ragione..errore mio..non avevo letto il tuo post precedente, sorry :P: nel caso si tratti di clandestini mi pare giusto anche a me che non debba essere data nessuna cittadinanza a nessun bambino

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@penna

Ti pare che sia possibile, in Italia cacciare un italiano? Chiaramente si tratta di pesi a livello economico, ma è chiaro che umanamente non è così, specialmente visto e considerato che una persona che non lavora non ama certo stare a non fare niente.

Cosa diversa è per uno straniero (non avente cittadinanza)... E' normale che lo caccino, ma non mi sembra niente di nuovo/atipico!

 

E' come se gli USA cacciassero uno statunitense che non lavora. Non lo farebbero mai, e invece lo fanno con gli stranieri. Non è questione di tolleranza, è una questione meramente economica. Lavori, paghi le tasse? Sei dentro. Non lavori? Sei fuori (per un immigrato). La cosa è ovvio che non avviene con un italiano (in Italia), perchè non è possibile essere espulsi dalla propria madrepatria per mancanza di lavoro.

 

Questo è il mio discorso, formulato in questo modo. E c'è cmq differenza tra immigrati regolari e clandestini, ma qui andremmo OT.

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Oh, non sto mica discutendo di cosa sia normale, o di cosa fanno gli altri paesi. Non sempre c'è bisogno di prendere subito una posizione, a volte si può anche sospendere il giudizio per un attimo, e approfondire la riflessione.

 

Abbiamo detto che ciò che differenzia i due casi è solo l'essere italiano, non l'effettivo peso economico, o il contributo dato alla nazione.

In cosa consiste questo "essere italiano"? Come si fa a essere italiani?

 

In generale, bisogna essere nati in Italia, e avere la cittadinanza.

Il primo requisito è casuale (nessuno decide dove nascere).

Il secondo è convenzionale (le norme stabiliscono chi e come può avere la cittadinanza).

 

Quindi, italiani e clandestini non sono (necessariamente) diversi per qualche caratteristica propria; l'"italianità" non è determinata dal fatto di essere più o meno attivi, utili, buoni, simpatici, grassi, drogati o ambientalisti. E' una questione di caso e di convenzioni.

 

Da questa mia riflessione non discende direttamente una presa di posizione. Non voglio dimostrarti che è giusto o non è giusto dare la cittadinanza. Come dici tu, alcuni paesi scelgono di non concederla.

 

Volevo solo sottolineare che, se una persona

è cittadina o clandestina

ha libertà di parola o no

può essere liberamente gay o no

può studiare o no

ha una casa o no

ha un'assistenza medica o no

mangia ogni giorno o no

 

vive o muore

 

dipende dal caso, e da una convenzione.

 

Questa consapevolezza, naturalmente, può non interferire con la nostra opinione; ci sono molti complessi fattori da considerare. L'importante è considerarli tenendo ben presente questo punto.

 

E sapere che la casualità, purtroppo, non si può cambiare,

ma la convenzione sì.

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AndrejMolov89

La maggior parte di coloro che sono contro la norma, inizia una tiratera sulla meritocrazia. Sarei con voi se la applicaste anche agli italiani. Per coerenza. Io sono favorevole alla norma; mi ricordo di una ragazza etiope cresciuta in italia, senza cittadinanza che dopo il liceo doveva prendere lavoro regolarizzato per rimanere in italia

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Io invece vi faccio questa semplice domanda:

 

Il governo attuale è nato con lo scopo preciso di risanare l'economia e sistemare i conti ... mi spiegate perchè ora Napolitano salta fuori con questa proposta di legge ?!?!?!

Ci sistema i conti italiani ??? A me ste cose mi fanno veramente incazzare ...

Non è che vuole sviare come al solito sugli argomenti SERI da sistemare?

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Krypto scusa ma faccio fatica a capirti.

In Italia fortunatamente almeno costituzionalmente non c'è più l'idea che se una persona non è "utile" -dove per utile mi pare di capire che tu intenda produci e paghi le tasse- allora la si toglie di mezzo. Una volta li si fucilava, li si gettava giù da una rupe o semplicemente li si lasciava a morire di stenti.

Una persona è una persona, indipendentemente da cosa fa e dai suoi meriti.

Qualsiasi lattante per almeno 15 anni non lavorerà né pagherà le tasse, italiano o meno. Né quando è in culla si potrà dire se sarà un bravo cittadino o meno. è soprattutto non eredita i meriti e le colpe dei propri genitori.

Come ha esplicitato penna nel messaggio precedente arrivare a 18 anni senza cittadinanza non è una passeggiata.

 

Per evitare che le persone vengano a figliare di proposito in Italia solo per averne dei vantaggi personali basta che questi vantaggi non ci siano. Si sta discutendo dei diritti/doveri del nascituro, non dei suoi genitori.

 

Poi effettivamente è materia di costituzione, quindi per cambiarla ci vuole una larga maggioranza, cosa che purtroppo al momento credo non ci sia.

 

Tenete presente che attualmente questa discriminazione mi sembra in parte analoga a quella che stanno vivendo le coppie omosessuali nel nostro paese, che pur avendo lo stesso diritto di esistere e costruirsi un futuro come le altre, non possono avere nessun dovere e diritto reciproco.

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Qua si sta parlando degli immigrati clandestini come se tutti arrivassero su un barcone con scritto a caratteri cubitali la nazione di provenienza e nome e cognome di ogni passeggero.

 

Considerando che gli immigrati che arrivano in Italia con il barcone sono una misera minoranza (meno del 10%), come pensate che si possa espellere un clandestino del quale non si sa nemmeno l'identità?

La prima volta che si viene beccati si riceve un foglio di via, e l'immagrato clandestino non essendo scemo, se ne sbatte altamente di quel foglio.

Successivamente, se questo immigrato clandestino viene ripreso e identificato nuovamente, ha diritto a un regolare processo con tutti e 3 i gradi di giudizio.

Soltanto questa operazione porta via un sacco di tempo e risorse alle forze dell'ordine e alla magistratura,

Per non parlare poi del reato di immigrazione clandestina, che aumenta ulteriormente questo sforzo.

 

Un mostro burocratico e legislativo che può essere ridotto incentivando la regolarizzane dei clandestini (in attesa che il nostro paese adotti una legislazione più seria e meno populistica della Bossi-Fini)

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Ricapitolando:

un immigrato che non lavora non ha colpe, ma [...] risulta un peso, quindi deve essere cacciato.

un italiano che non lavora non ha colpe, ma risulta un peso, però non deve essere cacciato. Questo per il solo fatto che lui è italiano.

 

In altre parole, entrambi sono dei "pesi" per l'economia, però per l'italiano è un diritto che il suo "peso" sia sopportato, mentre per lo straniero non lo è, proprio per il fatto che non è italiano.

 

Sei d'accordo fin qui?

 

(poi procederò col ragionamento)

 

Direi che è ovvio, visto che l'italiano è casa propria, mentre l'altro è ospite in un paese altrui.

Ma visto che ti piacciono gli esempi, ne faccio io uno: due italiani, uno con casa di proprietà, uno in affitto. Entrambi disoccupati, ma il primo se non ha soldi potrà rimanere a casa propria, mentre il secondo, in quanto ospite, e non piu' in grado di pagare l'ospitalità-pigione, sarà sfrattato,

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E comunque, la situazione che hai descritto tu è quella attuale, non quella che potrebbe delinearsi se questa legge passasse.

 

Certo che è quella attuale. E continuo a non capire perché prospettiate questi scenari apocalittici. Non penso proprio che la situazione improvvisamente cambierebbe di molto rispetto all'attuale. Parecchi paesi europei negli ultimi anni hanno cambiato le leggi sulla cittadinanza e non direi ci sia stata quest'invasione di massa, anche perché, ripeto, buona parte degli immigrati non vuole rimanere in Italia. Un eventuale figlio italiano non penso proprio sia chissà quale incentivo a rimanere in Italia.

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Non è che vuole sviare come al solito sugli argomenti SERI da sistemare?

 

Devo darti atto che questo governo non credo abbia il mandato per occuparsi di questi temi. Ma questa cosa degli argomenti SERI l'ho sentita troppe volte da entrambe le parti.

Questo è un problema serio, così come lo è il problema carcerario italiano, la non completa libertà di informazione, la mal tutela delle persone disagiate, l'abbandono di chi lotta contro la criminalità organizzata e il mancato riconoscimento dei diritti LGBT.

 

Questi problemi dovrebbero essere SERI indipendentemente dal fatto che tu -persona- non sia in carcere, che tu non dica cose scomode a qualcuno, che tu non sia disagiato, che nessuno minacci la tua famiglia e la tua persona e che tu sia eterosessuale.

 

Direi che è ovvio, visto che l'italiano è casa propria, mentre l'altro è ospite in un paese altrui. Ma visto che ti piacciono gli esempi, ne faccio io uno: due italiani, uno con casa di proprietà, uno in affitto. Entrambi disoccupati, ma il primo se non ha soldi potrà rimanere a casa propria, mentre il secondo, in quanto ospite, e non più in grado di pagare l'ospitalità-pigione, sarà sfrattato,

 

Se tutto questo ti sembra giusto allora posso solo dirti che sei coerente.

Io continuo a credere che avere un posto dove dormire e soddisfare i propri bisogni primari dignitosamente sia un diritto sacrosanto di tutti gli uomini così come lo dovrebbe essere quello di ricevere le cure necessarie.

C'è chi non lo crede, non discuto, e difatti in molti paesi l'assistenza sanitaria è subordinata al pagamento delle tasse.

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In un mondo da sogno e utopico lo stato dovrebbe provvedere a tutte le necessità dei cittadini, in Urss ci hanno provato, e abbiamo visto come è finita. Nel Mondo reale tutto quello che hai te lo devi sudare, e talvolta non basta.

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Comunque se ne deve occupare il Parlamento non il governo.

E il presidente della repubblica si rivolge al parlamento.

 

E' solo il fatto che ora la Lega Nord è all'opposizione che, di fatto,

rende la questione discutibile in parlamento senza che la stabilità

del governo sia pregiudicata.

 

Ma è l'esatto contrario di ciò che dite

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Non serve che sia un mondo da sogno, basta che sia un mondo umano. Il che non dovrebbe essere utopico.

Per altro alcuni studi sul reddito di cittadinanza indicano che oltre ad essere sostenibile alla lunga sarebbe persino conveniente rispetto a quello che spendiamo oggi per mitigare i problemi derivanti dalla sua mancanza.

E anche se non lo fosse, preferisco uno stato che fallisca che uno stato che lascia all'abbandono chi non ha il lusso di potersi permettere di "comprare" i diritti fondamentali.

 

Non sia parla di comunismo, né del fatto che tutti debbano essere ricchi allo stesso modo. Mi preme solo che tutti abbiano il necessario per vivere degnamente.

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In un mondo da sogno e utopico lo stato dovrebbe provvedere a tutte le necessità dei cittadini, in Urss ci hanno provato, e abbiamo visto come è finita. Nel Mondo reale tutto quello che hai te lo devi sudare, e talvolta non basta.

 

L'importante però è essere coerenti fino in fondo, e non fare appello alla meritocrazia quanto poi saremo vittima di ingiustizia. Come hai ricordato tu, impegnarsi spesso non basta per ottenere un minimo di diritti fondamentali essendo costantemente in discussione, e ciò è esattamente l'opposto della meritocrazia. In una società meritocratica, ogni cittadino dovrebbe avere riconosciuti dei diritti in base alle proprie qualità personali, non in base a variabili contingenti.

 

Se accettiamo che la nazionalità possa essere una discriminante per decidere il benessere delle persone, allo stesso modo possiamo accettare che lo sia l'avere le "conoscenze giuste" (clientelismo) o essere imparentati con le persone giuste

 

Oltretutto il tuo ragionamento parte da un assunto: che le risorse non bastino per garantire un certo benessere minimo per tutti.

Cosa che è tutta da dimostrare

In compenso della mal distribuzione delle risorse, ne abbiamo esperienza ogni giorno

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Ma se la possibilità di vivere degnamente non è garantita nemmeno a noi, visto la situazione economica piu' che disastrata (gente che perde il lavoro o non lo trova, famiglie sfrattate perchè non riescono piu' a pagare l'affitto, case pignorate per mutui non pagati, ecc.) come pensi che accogliendo altri disperati la condizione di tutti possa migliorare? La beneficienza è bella, ma si può fare solo quando si hanno le possibilità.

 

p.s. mai parlato di meritocrazia, non iniziamo a mettere in bocca alla gente termini che non ha nè pensato nè proferito, grazie.

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no grazie, non facciamo saldi.

 

nazionalità solo dopo anni di residenza legale e certificata. nel caso di infanti e minorenni, devono aver speso su suolo italiano la maggior parte della loro vita (ovviamente frequentando scuole come richiesto da legge)

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Ma visto che ti piacciono gli esempi, ne faccio io uno: due italiani, uno con casa di proprietà, uno in affitto. Entrambi disoccupati, ma il primo se non ha soldi potrà rimanere a casa propria, mentre il secondo, in quanto ospite, e non piu' in grado di pagare l'ospitalità-pigione, sarà sfrattato,

 

Questo esempio è di una perfezione disarmante.

@@Icoldibarin : Non credevo di dover spiegare una frase semplicissima, e l'esempio di Ben ne è la riprova. Una persona ospite che non può sostentarsi nella nazione ospitante, non viene fatta rimanere. Cosa c'è di tanto strano? Non ho detto un'eresia inventata. E' così ovunque. La cosa può piacere o non piacere, però tant'è...

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no grazie, non facciamo saldi.

 

nazionalità solo dopo anni di residenza legale e certificata. nel caso di infanti e minorenni, devono aver speso su suolo italiano la maggior parte della loro vita (ovviamente frequentando scuole come richiesto da legge)

 

 

Anche perchè facendo i saldi, e dando la cittadinanza a cani e porci, si rischia anche tra le varie cose di introdurre novelli terroristi, un po' come successo in UK, i terroristi del metro' erano cittadini inglesi, ma non si sentivano tali e non lo erano di nazionalità...in pratica hanno allevato serpi in seno.

 

p.s. porto avanti la discussione per quelli che diranno "eh ma ci sono anche tanti criminali italiani": verissimo, quelli pero' non possiamo mandarli via, ma, appunto perchè ne abbiamo già di nostrani, non ci serve di introdurre altra marmaglia.

 

p.s2. la maggior parte de sta gente viene da "culture" buzzurre secondo le quali, tra le varie caratteristiche, i gay sono da considerare spazzatura, quindi nemmeno a dire che portino una ventata di civiltà, anzi...

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Ma se la possibilità di vivere degnamente non è garantita nemmeno a noi, visto la situazione economica piu' che disastrata (gente che perde il lavoro o non lo trova, famiglie sfrattate perchè non riescono piu' a pagare l'affitto, case pignorate per mutui non pagati, ecc.) come pensi che accogliendo altri disperati la condizione di tutti possa migliorare? La beneficienza è bella, ma si può fare solo quando si hanno le possibilità.

 

p.s. mai parlato di meritocrazia, non iniziamo a mettere in bocca alla gente termini che non ha nè pensato nè proferito, grazie.

 

Bisognerebbe per l'appunto sostenere una politica che garantisca un minimo di diritti a tutti regolamentando l'economia e ridistribuendo la ricchezza e le risorse in maniera equa.

Queste persone continueranno ad arrivare indifferentemente che noi lo vogliamo o no, come ho scritto prima portando l'esempio della determinazione degli immigrati messicani negli Stati Uniti, e non ci vedrei niente di male a ridistribuire la ricchezza di coloro che hanno veramente poco in favore di chi ha veramente troppo poco.

 

Non mi sembra assurdo sostenere che le persone hanno diritto a un livello minimo di benessere, almeno non meno assurdo di sostenere che certi individui hanno diritti ad accumulare capitale indifferentemente

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Ma se la possibilità di vivere degnamente non è garantita nemmeno a noi, visto la situazione economica piu' che disastrata (gente che perde il lavoro o non lo trova, famiglie sfrattate perchè non riescono piu' a pagare l'affitto, case pignorate per mutui non pagati, ecc.) come pensi che accogliendo altri disperati la condizione di tutti possa migliorare? La beneficienza è bella, ma si può fare solo quando si hanno le possibilità.

 

 

 

quotone!!

Già stiamo fallendo noi.. e già arriveremo a non permetterci di pagarci le cure, le medicine visto che le tasse aumentano sempre per far fronte a queste spese per garantire servizi.

Dire di preferire che uno stato fallisca piuttosto che uno stato che lascia all'abbandono chi non ha il lusso di potersi permettere di "comprare" i diritti fondamentali non mi sembra proprio il caso. Per i vari problemi degli altri Stati di questo genere (beneficienza se la vogliamo chiamare così) ci sono già le organizzazioni umanitarie, le organizzazioni non governative, la Nato, gli stanziamenti di fondi ecc. Non mi sembra giusto accogliere dei disperati a spese nostre quando già alcuni italiani stentano ad arrivare a fine mese con il proprio misero stipendio.

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Bisognerebbe per l'appunto sostenere una politica che garantisca un minimo di diritti a tutti regolamentando l'economia e ridistribuendo la ricchezza e le risorse in maniera equa.

Queste persone continueranno ad arrivare indifferentemente che noi lo vogliamo o no, come ho scritto prima portando l'esempio della determinazione degli immigrati messicani negli Stati Uniti, e non ci vedrei niente di male a ridistribuire la ricchezza di coloro che hanno veramente poco in favore di chi ha veramente troppo poco.

 

Non mi sembra assurdo sostenere che le persone hanno diritto a un livello minimo di benessere, almeno non meno assurdo di sostenere che certi individui hanno diritti ad accumulare capitale indifferentemente

 

Ripeto, in teoria tutto bellissimo, in pratica inattuabile. L'unico modo per ridistribuire la ricchezza sarebbe abolire la proprietà privata e offrire a tutti casa e lavoro di stato, appunto come fu in Urss. L'esperimento è fallito.

Tu accetteresti che ti vengano confiscati i beni di famiglia o cio' che ti sei duramente sudato per darne la metà ai tuoi vicini poveri, italiani come non?

I soldi sono come i dolori, chi ce li ha se li tiene, e qusto è un discorso che esulta dal discoso cittadinanza e immigrazione.

 

 

quotone!!

Già stiamo fallendo noi.. e già arriveremo a non permetterci di pagarci le cure, le medicine visto che le tasse aumentano sempre per far fronte a queste spese per garantire servizi.

Dire di preferire che uno stato fallisca piuttosto che uno stato che lascia all'abbandono chi non ha il lusso di potersi permettere di "comprare" i diritti fondamentali non mi sembra proprio il caso. Per i vari problemi degli altri Stati di questo genere (beneficienza se la vogliamo chiamare così) ci sono già le organizzazioni umanitarie, le organizzazioni non governative, la Nato, gli stanziamenti di fondi ecc. Non mi sembra giusto accogliere dei disperati a spese nostre quando già alcuni italiani stentano ad arrivare a fine mese con il proprio misero stipendio.

Ovvio, se qualcuno non se ne è ancora accorto, rischiamo il default come paese, se l'andazzo non cambia. Altro che fare beneficienza.

 

p.s. a leggere tutto questo zucchero mi sta venendo il diabete

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