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Lynyrd Skynyrd, il southern rock di nuovo in Italia!


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Lynyrd Skynyrd, il ritorno

 

 

ROMA — «In America diciamo: se non è rotto, perché aggiustarlo?». Così Johnny Van Zant riassume la filosofia dei Lynyrd Skynyrd: «Resistiamo da più di 30 anni. Perché dovremmo cambiare rotta e oltrepassare i nostri confini?». Simbolo del «Southern Rock» con canzoni come «Sweet Home Alabama» e «Free Bird», nemmeno l'incidente aereo che nel '77 dimezzò la band è riuscito a frenare la loro leggenda. Dalla reunion del 1987, dopo dieci anni di silenzio, i Lynyrd Skynyrd hanno ripreso a macinare album e chilometri, suonando negli stadi, nelle arene e anche su una nave da crociera in viaggio verso le Bahamas. Adesso stanno preparando il nuovo album di inediti, in uscita a maggio, sei anni dopo «Vicious Cycle». E nel 2009 torneranno in Europa: unica data italiana (sono già in vendita i biglietti), il 3 giugno al PalaSharp di Milano, dodici anni dopo l'ultimo incendiario concerto da noi.

 

«L'America è un grande Paese, ci abbiamo messo un po' per girarlo tutto», scherza Johnny, che 22 anni fa è stato chiamato nei nuovi Lynyrd per sostituire suo fratello Ronnie, morto nel disastro aereo. Quando arriverà qui i nuovi pezzi saranno già pronti: «Il disco rispecchierà il nostro vecchio southern rock, la globalizzazione non ci ha nemmeno sfiorati. Ancora pensiamo a scrivere canzoni su gente comune e classe operaia. Questo è il segreto della nostra lunga vita: tutti, quando ascoltano la nostra musica, vi si ritrovano. E noi sappiamo bene di cosa parliamo perché non siamo diversi dai nostri fan. L'unica differenza è che noi per guadagnarci da vivere suoniamo».

Fedeli alla linea, ma non troppo, visto che i Lynyrd ora compongono con John 5, il chitarrista dell'«anticristo» Marilyn Manson: «Qualcuno si preoccupa e ci chiede: "Mio Dio! Avete intenzione di "oscurare" la vostra musica?" Non ci interessano le soluzioni drastiche. Comunque ai nostri fan dico: "State svegli e scoprirete la verità!"». Nel nuovo album, il ventinovesimo, dovrebbero comparire anche i nomi dei Nickelback e di Kid Rock che ha «citato» «Sweet Home Alabama» nella sua hit estiva «All Summer Long».

 

Ma i Lynyrd preparano un'altra sorpresa: la band avrebbe deciso di inserire come bonus track «Cottonmouth Country», la registrazione di una canzone suonata dalla formazione originale: «Doveva far parte dell'album "Street Survivors", poi è stata lasciata fuori. È una canzone incompiuta, ma i fan apprezzeranno questo dono».

 

Controversi, nei loro concerti usano sempre l'immagine della bandiera confederata, considerata da molti un simbolo razzista. Loro non hanno mai fatto mistero delle simpatie per i conservatori, suonando anche per la convention repubblicana del 2004. Su Obama, Johnny non si sbilancia: «Vediamo se ci sarà davvero un nuovo corso negli Usa. Ormai è tutto nelle sue mani. Non lo aspetta un compito facile. Non vorrei essere nei suoi panni». Portano ancora i capelli lunghi, un segno di ribellione che ispirò alla band il nome, rubato e «storpiato», da quello dell'insegnante di ginnastica del liceo, Leonard Skinner. La sua colpa: impediva ai ragazzi capigliature folte. La storia dei primi Lynyrd Skynyrd è fatta di feste, colossali sbronze (nelle note di copertina del loro secondo disco, «Second Helping», il gruppo ringraziava i produttori di un celebre whisky) e un'interminabile sfilza di concerti (arrivarono anche a 300 l'anno). La loro storia è attraversata anche dalla controversia con Neil Young: «Sweet Home Alabama» nacque infatti come risposta ad «Alabama» e «Southern Man» del cantautore canadese che accusava di razzismo i ragazzi del Sud; una polemica infinita ma forse artificiosa: in realtà Young e Van Zant ammisero di stimarsi a vicenda.

 

Tanti i lutti che hanno segnato la band. Oggi della prima formazione è rimasto soltanto il chitarrista Gary Rossington. «I vecchi Lynyrd rappresentano il passato, magico e irripetibile. L'industria musicale era appena nata e il rock si nutriva di ideali, trasgrediva per spezzare le regole, abbassava le barriere fra la gente. Le persone amano ancora i Beatles ed Elvis Presley anche per il mondo che hanno rappresentato, non soltanto per le loro canzoni. Oggi non c'è più niente da infrangere. Noi abbiamo soltanto cercato di andare avanti. Ogni volta che i Lynyrd hanno subito dei colpi mortali, la musica è sempre stata il punto di ripartenza perché è una grande guaritrice».

Johnny, 50 anni a febbraio, prima di entrare nei Lynyrd cantava con la Austin Nickels Band e ha pure provato la carriera da solista. «Ho inciso quattro dischi — ricorda —. Avrei potuto continuare la mia strada. Invece ho scelto di cantare in una band che è riuscita a scrivere bellissime pagine nella storia della musica americana. Non avrei mai fatto nulla che ferisse la leggenda dei Lynyrd o la memoria di mio fratello. La tristezza per la sua perdita me la porto sempre dietro. Adesso, dopo 22 anni, so che la mia decisione, per quanto dolorosa, è stata giusta. No, non ho rimpianti ».

 

28 dicembre 2008

 

Fonte: corriere.it

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GRANDISSIMI!

 

Io sono un loro fan esagerato (più in generale, AMO il southern rock, loro, dell'Allman Brothers Band, della Marshall Tucker Band, dei CCR, degli ZZTop), disgraziatamente non son riuscito ad acquistare i biglietti per la data italiana, però spero ancora di riuscire ad ottenere l'accredito-stampa..

 

In ogni caso grandissimo rispetto per loro che son riusciti a mantenere viva l'identità di un genere che dopo gli anni '70 sembrava destinato all'inevitabile declino (o alla sopravvivenza solo con la commistione con altri generi), e rispetto per Johnny Van Zant che a volte riesce quasi (dico quasi) a non far rimpiangere suo fratello, l'immenso Ronnie..

 

Peccato solo per qualche connotazione politica di troppo (come quando hanno suonato alla convention repubblicana due anni fa), ma bisogna dire che è poi l'equivalente di ciò che hanno fatto -per esempio- Bruce Springsteen ed i R.E.M. , però "per l'altra sponda".

 

In ogni caso, da sempre coerenti con la loro linea, grandissimi :-)

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Temo di dovermi aggregare anche io alla colonna dei piangenti...  :bah:

 

In ogni caso aspetto il 7 poi rimando un'altra richiesta di accredito, almeno un pochino ci spero ancora :-((

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