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Spagna, lo stewart italiano morto con il compagno


cranfan

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Era in volo con il suo compagno Pierrick e con il figlio di lui, Ethan, Domenico Riso, l’unico italiano morto nella tragedia dell’aeroporto spagnolo di Barajas, a Madrid. Il Corriere della Sera racconta la sua storia fatta di una convivenza alle porte di Parigi e un legame profondo, che stava portando Riso ad adottare il figlio del compagno, secondo quello che racconta suo cugino.

 

La famiglia di Domenico Riso (e non si capisce perché il Corriere lo scriva tra virgolette) era formata proprio da Pierrick Charilas - ex campione di ginnastica, medaglia d’argento e di bronzo agli Europei del 2001 e 2003 - e il figlio di lui Ethan. A quanto pare, però, la famiglia d’origine non sapeva - o non voleva sapere - molto di questa storia. E anche per questo motivo è stato difficile scoprire che c’era un italiano tra le vittime.

 

Secondo il Corriere, in paese, in provincia di Palermo, c’erano anche chiacchiere sul giovane stewart, perché “due uomini che vivono assieme provocano sempre chiacchiere”. Miserie di un Paese, l’Italia, ancora arretrato nel riconoscere le relazioni e gli affetti fra persone dello stesso sesso.

 

Queerblog

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AngelFire_86

C'avrei giurato, ho questa sensazione dal momento in cui si è saputo della tragedia.

I familiari sembravano distanti quando si è tentato di intervistarli, non sapevano o facevano finta di non sapere...è come se l'avessi letto nei loro occhi. Ne ero certo.

 

MI spiace molto comunque, davvero una tragedia.  :D

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anche io ho avuto subito questa sensazione appena letto il titolo (GAYDAR in azione !) e anche se la Stampa parla di "amico del cuore" da come viene descritta sembra il ritratto di una bella famigliola da "mulino bianco", uff quasi mi mettevo a piangere per la loro tragedia. :D

non sapevo altri quotidiani avessero chiaramente sottolineato la loro relazione ed il silenzio della famiglia sembra più dovuto all'imbarazzo che al dolore ( vorrei proprio sbagliarmi su questo ) ( pare di capire che ormai non ci fosse molta comunicabilità tra di loro ) ma non ci dovrebbe essere nulla da vergognarsi e se fossero scampati alla tragedia sarebbe stato bello vederli tutti e tre assieme sorridenti  contro ogni pregiudizio.

la cosa che dispiace inoltre che solo qualche quotidiano abbia avuto il coraggio di dire che erano compagni e non amici, amici del cuore, coinquilini o cos'altro per quanto sottinteso fosse

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Ah, ma allora qualcuno se n'è accorto. Il TG5 ieri (o l'altro ieri) parlava di un "coinquilino", di un figlio che non si sa di chi era, di parenti che non si sentivano da un po'... era così palese ch pensavo di aver capito male.

E invece ora scopro che avevo capito benissimo e che, come sempre, in televisione le notizie passano "filtrate" (ormai il TG5 lo guardo solo per ridere delle versioni dei fatti).

Quello che mi rattrista di più è paragonare il trattamento subito da questa notizia con quella dell'omicidio dell'architetto a Roma (leggiamo come viene trattata dal Corriere nel blog di Ivan Scalfarotto): mentre da una parte abbiamo - con quale scusa? la privacy? - la mancata occasione di dipingere il quadro di una famiglia omosessuale felice (e la mia malizia mi suggerisce un voluto tentativo di nascondere il fatto che un gay per avere una famiglia debba scappare all'estero), dall'altra abbiamo il "torbido ambiente gay" - in barba alla privacy, potrei dire.

Triste paese.

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Ho seguito poco la vicenda di questo italiano, sono sincera, più che altro perché quando succedono queste tragedie mi interessa ben poco la provenienza delle vittime. Mi dispiace veramente tanto però che in un lutto così grande la famiglia abbia tenuto ancora a mantenere il segreto per vergogna.

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Non sapevo alcun dettaglio delle vittime perché seguo poco e sommariamente la cronaca... Fateci caso, persino in quegli articoli del Corriere la famiglia di Domenico è intesa quasi sempre come quella d'origine, laddove invece si parla del compagno e del bambino viene citata tra virgolette: per gli italiani è ancora automatico, istintivo, evidentemente, Domenico non si era fatto una famiglia, scrivono che sognava "una vita accanto al suo amico più amato", ditemi per favore dove mai avrebbero usato una frase del genere se si fosse trattato di una donna... "una vita accanto alla sua amica più amata"?!? :P

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E via con le chicche, beccatevi sto bell'articolo di Repubblica:

 

http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/spagna-aereo/steward-gay/steward-gay.html

 

"Due parole infine sui giornali e sulle tv italiane che, a conferma di libertà, hanno deciso in maniera molto varia come e quanto tirare in ballo la scelte private e i pudori familiari di Domenico Riso. "

 

Ecco, appunto, anziché "due parole" magari dovevi scrivere un articolo su quello e non sulle presunte manie di persecuzione degli omosessuali italiani.

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Ecco, lo stavo giusto aspettando, lo avevo intuito ragionando mentre scrivevo il post di poche ore fa... mi dicevo: vedrai che chi solleverà il caso verrà accusato di essere ossessivo o peggio...

...ma c'è da meravigliarsi ormai? è l'Italia d'oggi, dove regnando l'illegalità e l'ingiustizia, chi rivendica i diritti diventa la persona ossessa, pesante, negativa insomma - perché è chiaro che scontrandosi contro il muro, o si arrende o insiste fino a rendersi rompiscatole, e il rompiscatole è considerato un ossesso, da sempre.

 

E questo vale persino se si pensa, come me, che non ci sia stata una vera e propria censura, o meglio certamente c'è stata ma credo sia stata minima, secondo me è proprio - come dicevo - che da noi non si considera famiglia quel tipo di legame e quindi viene proprio assimilato come dato insignificante da chi racconta. Insomma questi giornalisti non si possono nemmeno accusare di malafede a pieno titolo, lo potrebbero capire soltanto se gli si rovesciasse in faccia un fatto simile di una normale famiglia eterosessuale, dove magari si vedono funerali di paese senza poco o nessun commento su moglie e figli :P

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Io però vorrei fare anche un appunto sui "modi di fare" delle personalità e delle istituzioni che rappresentano il mondo gay italiano. Quando sento dei comunicati o leggo delle prese di posizione di suddetti personaggi/enti trovo molto spesso che non entrino mai nel merito dei dettagli terra-terra delle questioni, che rappresentano poi la discriminazione-in-atto, ma si limitino a invettive sui grandi sistemi e ad attacchi a 360° senza davvero mettere il dito nella piaga. (trovo che Grillini sia un esperto in questo)

 

Ad esempio per questo caso, non c'è bisogno di saltare immediatamente alle "solite" polemiche generali sulla condizione del gay italiano oppresso dal vaticano e da governanti ostili e che in sicilia è pure peggio ecc ecc. Ma focalizzarsi di più sul fulcro della questione, che in questo caso è la reticenza dei mass media a dir le cose come stanno, il fatto che non si riesca neppure a pronunciarle certe cose o a scriverle in un articolo di giornale.

 

Questo modo di comportarsi secondo me offre davvero troppi appigli a chi sostiene la -sigh :P- tesi della sindrome di persecuzione omofoba.

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Non so, come al solito queste storie cambiano quanto più passano di bocca in bocca.

Su un articolo che ho letto ieri c'era scritto che il motivo per cui non si riusciva a identificarlo NON ERA una mancanza di contatti con la famiglia quanto che essendo lui uno steward stava viaggiando con una tariffa agevolata, e quindi sul manifesto dei passeggeri compariva come "bambino". Ovviamente se stai guardando dei cadaveri e cerchi un bambino non vai a pensare che la persona in realtà sia un adulto.

 

Al di là di tutto sono schifata da questo dibattito che si è creato ora tra Arcigay vs. giornali, non si sta regolando nessuno, io spero sinceramente di non essere più cittadina italiana quando morirò perché non ci sto a sentir dire su qualche giornale che muoio e lascio "la mia migliore amica con la quale convivevo".

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:awk: mi era venuto il dubbio...ma come si sa i telegiornali sono molto fuorvianti...è veramente triste come cosa...insabbiano tutto in una maniera così semplice...certo sì sa la stampa tende sempre a rendere le informazioni un poco bugiarde...però prendere per i fondelli in questo modo è quantomeno stucchevole...la cosa che però mi ha impressionato di più è la quasi indifferenza percepita sentendo le voci dei parenti.... :P
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abstractio86

Io però vorrei fare anche un appunto sui "modi di fare" delle personalità e delle istituzioni che rappresentano il mondo gay italiano. Quando sento dei comunicati o leggo delle prese di posizione di suddetti personaggi/enti trovo molto spesso che non entrino mai nel merito dei dettagli terra-terra delle questioni, che rappresentano poi la discriminazione-in-atto, ma si limitino a invettive sui grandi sistemi e ad attacchi a 360° senza davvero mettere il dito nella piaga. (trovo che Grillini sia un esperto in questo)

 

Ad esempio per questo caso, non c'è bisogno di saltare immediatamente alle "solite" polemiche generali sulla condizione del gay italiano oppresso dal vaticano e da governanti ostili e che in sicilia è pure peggio ecc ecc. Ma focalizzarsi di più sul fulcro della questione, che in questo caso è la reticenza dei mass media a dir le cose come stanno, il fatto che non si riesca neppure a pronunciarle certe cose o a scriverle in un articolo di giornale.

 

Questo modo di comportarsi secondo me offre davvero troppi appigli a chi sostiene la -sigh :asd:- tesi della sindrome di persecuzione omofoba.

 

Quoto in pieno  :asd:

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  • 2 weeks later...

ecco, qui secondo me l'arcigay ha esagerato. Il fatto che i due stessero insieme poco importa ai fini della tragedia. Si puo dire e non dire, non ha importanza.

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No, allora, vediamo di mettere in chiaro un paio di cose.

 

Potevan dire: tragedia aerea a Barajas, è morto uno stewart italiano. Punto.

Il problema è che i mass media in questi casi non fanno mai così perchè con questo tipo di notizie ci banchettano.

Mi fan ridere i giornalisti che scrivono o dicono "siam stati zitti per non sbandierare nulla e rispettare il dolore delle persone". Ma fatemi il piacere! Ma li leggete i giornali su cui scrivete? Li guardate i telegiornali in cui lavorate? Al giorno d'oggi appena si trova una tragedia ci si accendon sù i riflettori e si aspetta che arrivi il pubblico. Si scoprono vita morte e miracoli del deceduto sperando che sbuchino fuori scheletri negli armadi, si cerca la famiglia, se non la si trova subito è anche meglio così si crea suspance, si fan vedere un po' di lacrime dei cari, si annuncia il ritorno della bara in italia... Rispetto del dolore? Il dolore fa audience! E sti qua sono i primi a saperlo e a servirsene.

E' una scaletta che conosciamo tutti a menadito perchè ogni volta ce la rifilano identica per filo e per segno.

 

Ora, cos'è successo stavolta? Il teatrino è iniziato come al solito: servizi di testa ai telegiornali, tensione perchè potrebbe esser morto un italiano, quindi magari qualcuno che conosciamo. L'interesse del pubblico monta, i riflettori e le telecamere sono puntati e... ops! Improvvisamente un "dettaglio" da nulla come la situazione sentimentale del defunto che di solito viene -almeno- citata viene taciuta o, che è peggio, goffamente cammuffata. E uno si chiede: perchè? E' evidente che le ragioni date dai mass media stessi sono BUGIE e uno può arrivarci da solo a capirlo. Se il criterio dello "spettacolo a tutti i costi" venisse applicato anche qui state pur sicuri che ci saremmo beccati una bella fila di servizi sulla vita del poverino: gay infelice in terra natia che è dovuto scappare all'estero e tagliare i ponti con la famiglia di merda che aveva e finalmente a Parigi aveva trovato l'amore e stava per metter su famiglia. Non ve lo immaginate anche voi un servizio così? Farebbe schifo quanto volete ma è esattamente quello che fanno di solito televisione e gran parte dei giornali. E invece... nulla. La parola "compagno" o "fidanzato" non viene neppure pronunciata en passant (che tra l'altro nei telegiornali sarebbe stato assolutamente sufficiente).

 

Le ragioni che ci han rifilato sono quindi ovviamente false. La verità invece, come ho già detto prima, è che in Italia di certe cose non si può parlare e certe parole è meglio che non vengano proprio pronunciate. D'altra parte, visto lo stato attuale del nostro sistema di informazione, non ci si può aspettare altro.

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Guest leduetorri91

Personalmente, non ho seguito la storia e non so con esattezza cosa sia successo, ma mi fido di quello che è stato scritto finora. Capisco la ovvia indignazione che sorge nei confronti dell'atteggiamento oscurantista e ipocrita dei media, ma anche marciarci sopra così tanto, quando effettivamente la tragedia è stata di così immani dimensioni, non so se sia altrettanto rispettoso nei confronti delle vittime....con ciò non sto dalla parte dei media, visto che sinceramente, io per primo avrei preferito che tacessero del tutto, senza fare cosa pubblica della vita privata della vittima (in fondo sono affari suoi!!), o al massimo che fossero corretti nell'esporla....però secondo me si può fare una battaglia per i diritti civili senza aggrapparsi a queste storie già di per se abbastanza tragiche....

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