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Fuori Sede


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arriva per tutti ( o quasi) il giorno in cui bisogna scegliere  un'università..e  spesso andare a vivere in un'altra città...spesso le motivazioni sono anche altre...oltre l'uni ci potrebbe essere il lavoro...la possibilità essere e sentirsi liberi ecc ecc.

voi lo avete mai fatto?

vi siete trovati bene?

avete avuto problemi? siete dovuti tornare a casa vostra ???

raccontate le vostre esperienze.. io ho una piccola idea di andarmene a bologna a studiare...

grazie

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bhe io per l'univ ho fatto lo stesso ragionamento, all'inizio del primo anno volevo conoscere più gente possibile e finalmente non dover mentire, ma tanto non ci riuscivo..... hehehe.....

con il tempo mi sono fatto una bella cerchia di amici ma non ho detto a nessuno che sono gay, nel frattempo però ho anche incontrato il mio ragazzo e con lui sto bene, piano piano mi sento tranquillo, si devo dire che mi ha fatto molto bene conoscere una città nuova.... per ora però faccio avanti e indietro con il treno, non ho un appartamento ancora, ma mi piacerebbe molto......

certo una vivere in un'altra città può essere allettante, certo però bisogna stare attenti, e usare la testa....  :D :D :P :asd:

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Probabilmente io sono un tipo un po' particolare però non credo e ho avuto anche esperienze in questo senso che il trasferirsi risolva veramente qualcosa. Certo il vivere lontano da casa è comunque una esperienza utile, però non è la panacea di tutti i mali.

 

Sull'essere gay in particolare non posso dire sia cambiato molto. Avevo difficoltà a vivere con serenità la cosa a casa, stessa cosa fuori. COn il tempo le cose sono migliorate e ora vanno decisamente bene ma non credo che l'essere o meno a casa abbia influenzato in un qualche modo.

 

Forse diverso è nel caso il trasferimento sia definitivo.

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fino a poco tempo fa ero entusiasta all'idea di andarmene finalmente via da questo buco di paese, dove ho fatto tutte le scuole dall'asilo alle superiori... adesso però sto cominciando ad avere un pò di paura :asd::D

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nonsochisonoio

Presente!

Causa oppressioni familiari, dopo l'asilo e le elementari dalle suore (aiuto) e le medie nella stessa scuola di mia madre (aiutissimo!), le superiori le ho fatte a 30km di distanza, pendolare...

Durante le superiori ho fatto addirittura un tirocinio che mi ha portato via di casa per 3 mesi, fuori dall'italia continentale.

La scelta dell'università è stata un proseguimento del percorso formativo delle superiori, però scegliendo come criterio basilare, la difficoltà di collegamento con il mio paese di origine e una grande, grande città: Firenze.

Analisi:

Ho goduto, in senso lato, la distanza da casa ma il tanto sognato "faccio quello che mi pare" è stato ben presto placato, non da presenze particolari ma per responsabilità e conseguenze date dal fuori sede.

La spesa, le pulizie, la cucina (esistono le mense, ma non ci puoi andare tutti i giorni, tanto più se in asilo, elementari, medie e superiori ne hai usufruito a sfare), lavatrici (se sei vicino puoi farle lavare alla mamma ma stress per lei (torni venerdì e domenica li vuoi tutti lavati stirati e piegati in valigia), stress per te (metti una maglia la sporchi e non la rivedi più, montagne di panni etc...), la situazione economica (o lavori o ti fai mantenere a distanza (che bella cosa (in senso diretto e in senso ironico))...

Certo non è tutto male: puoi assumere lo stile di vita che vuoi, impari a vivere (cucinare, pulire, risolversi da solo), sei orgoglioso perchè ti gestisci da solo.

Poi io ho fatto la scelta da subito di vivere la città e di portarmi la macchina in modo che posso giostrarmi tra impegni e faccende (spesa, commissioni, libertà di legarti a qualche hobby, persona etc).

Diciamo che da mettere le cose a bilancio ci stai fino a domattina. Come ogni cosa ha i suoi pro e contro.

 

-[modifica]-

Conta che ciò che rimandi (oggi non mi va di fare le pulizie perchè ho da uscire) domani lo trovi al quadrato. Certo non hai qualcuno che ti rompe, ma assapori poi il fatto che chi te lo diceva non è per romperti ma per una reale esigenza.

Conta che hai da studiare ma al costo dell'autonomia personale lo studio potrebbe venire meno (pensa ad un tuo Collega che fa la tua stessa università e vive con la famiglia nella stessa città: lui torna è ha la pappa pronta (sia nella realtà, che in senso figurato), te invece torni e hai da PENSARE a cosa fare, FARE, e disfare...)

Conta che non è affatto uno scherzo la gestione della casa: pulizie, bollette, convivenza.

Conta che se non vuoi andare all'università perchè la sera prima sei stato ad una megafestona, la mattina dormi e nessuno ti rompe.

 

Rileggendo quello che ho scritto sembra che sono scappato dalla famiglia. Non è del tutto vero, in realtà. Infatti ho voluto "volar via" perchè volevo resettare diversi comportamenti e relazioni nella mia vita e devo dire che è stato un bilancio positivo (all'alba di 5 (domani spero 4) esami alla laurea). Sono andato via perchè avevo bisogno di gente nuova, avevo bisogno di persone che fin'ora non sono mai esistite per me e che magari ti possono prendere per il te "nuovo".

Per ora ho ipotecato un anno di ritardo al Corso di laurea, che per magia diventa un'anno e mezzo (e speriamo basta!).....

 

-[modifica]-

 

Se hai dubbi o domande in particolare, sono qui! Non ti far scrupoli!

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ma è un messaggio tutto tuo o stavi rispondendo a qualcuno?

 

:look: il torrenziale nonsochisonoio scrive cosi sempre, non ti preoccupare!  :ok:

 

comunque dipende tutto da quanto sei "responsabile" ovvero da quanto sei - - fancazzista  :sbav:

io nella mia casa di sbandati mi trovo benissimo, e a parte i danni di studiare fisica avendo fatto un classico non ho avuto probglemi di studio, anzi ho finito gli esami del primo anno e posso andare in vacanza!

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nonsochisonoio

Ho cercato di essere più chiaro ed esaustivo possibile ma, volendo fare la figura del "vissuto", mi rendevo disponibile a esprimere nel dettaglio la mia esperienza anche con argomenti che magari non ho trattato. Ho lasciato infatti, spazio libero a domande (se ce n'erano), se magari non avevo toccato qualche argomento.

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ma hai fatto benissimo, e te ne siamo tutti grati! Pero` tutto questo tuo intento didascalico come vedi talvolta puo` essere frainteso! Ma non te la prendere - - anche io in questo momento non sono troppo in vena di considerazioni serie  :sbav:

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nonsochisonoio

Vedo, e l'avevo capito, era per sdrammatizzare :sbav:...

 

Certo, ci sono anche altre variabili tipo anche con chi ti ritrovi in casa, avendone cambiate alcune, so che registri si usano....

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io piemontese,ho scelto di iscrivermi all'uni di pavia ( prestigio della scuola, amici/che che hanno fatto lo stessa cosa ,maggior organizzazione.. ) mai pentito della decisione.

conoscendo già qualcuno non ero solo, la sera una cena in compagnia o un cinema se non si doveva studiare.

ho dovuto farlo anche perche nella mia facoltà c'è l obbligo di frequenza e viaggiare non sarebbe stato produttivo. avevo  preso in affitto un alloggio grande ( 3 camere da letto , salotto, cucina, bagno ) ma non ho mai voluto compagni di casa ( anche se ho ospitato occasionalmente amici per preparare un esame) ( una camera da letto era solo per il mio super peluche di panda :look: a grandezza naturale ), tornavo a casa nei weekend, per il cibo bè gastronomia, pizzeria e 4 salti in padella a iosa  :ok:, odiavo lavare i piatti dopo... :sbav: biancheria la portavo a casa  :ok:

questa è la mia esperienza. per chi possa interessare... :D

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Io sono di Piacenza e come università, già prima della fine del liceo, miravo a ingegneria aerospaziale a Milano.

Beh, i miei non hanno sollevato obiezioni di sorta, anzi, mi hanno incoraggiato e supportato, in particolare ingiungendomi di "non preoccuparmi del lato economico" (manco fossimo pieni di soldi o che). Alla fine volendo avrei potuto fare il pendolare, ma l'idea di scollarmi un po' da casa mi allettava (non che andassi cosi' lontano, piacenza-milano = un'ora di treno). A questo punto ho optato per il collegio... all'epoca (6 anni fa, avevo 18 anni) francamente l'idea di prendere un appartamento e "vivere da solo" (oppure in colocazione) non l'ho neppure presa in cosiderazione né peraltro nessuno me l'ha suggerita e caldeggiata. In collegio mi son fatto un po' di amici, ma alla fine il sabato e la domenica tornavo a Piacenza e addirittura in alcuni semestri avevo il lunedi' o il venerdi' libero, quindi a Milano passavo solo 4 o 5 giorni su 7 dei quali il 90% del tempo a scuola.

 

Tutto questo per dire che, secondo la mia esperienza, se i giorni liberi li usi sistematicamente per tornare a casa base alla fine non "vivi" per davvero la città in cui ti sei trasferito... conoscere solo gente dell'università non è sufficiente, è al limite quasi piu' importante conoscere gente e stringere amicizie al di fuori del contesto scolastico.

 

In collegio ho fatto 4 anni. Potendo tornare indietro al 4° avrei fatto meglio a seguire un mio amico che si era messo in appartamento e aveva pure dei posti liberi... mi sa che oramai il collegio mi aveva impantanato :look:.

 

Ad ogni modo mi sono rilanciato l'anno successivo candidandomi per un programma di doppia laurea europea: in un primo momento sembrava dovessi andare a Parigi (ero abbastanza *.*) poi c'è stato un ribaltone e sono finito a Tolosa (e mi è andata bene perché ho rischiato di stare a casa per colpa di burocrati incompetenti). Qui i miei genitori si sono mostrati un pochino meno entusiasti all'idea che andassi cosi' lontano e che mi avrebbero visto solo una volta ogni tot mesi... cioè, all'apparenza si sono mostrati comunque ancora una volta incoraggianti, ma si vedeva che, anche se erano contenti per me, un pochino gli spiaceva.

 

Ad ogni modo, trasferirmi a Tolosa (città bellissima, non rimpiango Parigi neppure un pochino) é stato un considerevole giramento di frittata, che era poi quello che volevo. Sono dunque due anni che vivo da solo: ho una camera nella residenza degli studenti nella quale mi esibisco in pulizie, bucati, stiraggio di vestiti e preparazione pasti :sbav:. Mi son fatto decine di amici praticamente tutti al di fuori della scuola e sono assolutamente entusiasta dell'esperienza vissuta. Esperienza che sta per volgere al termine con l'arrivo della laurea (ancora due mesi): se ritornero' da queste parti (non mi dispiacerebbe affatto) sarà per lavorare.

 

Dunque il mio consiglio é: se ne avete la possibilità pigliate su e fate dei chilometri. In particolare se siete dei bravi studenti e i vostri genitori vi foraggiano fatelo proprio a occhi chiusi: andate lontano lontano, possibilmente in una bella città e magari pure all'estero. E' un'esperienza che fa crescere davvero.

 

Un'ultima riflessione riguardo al "partire per cambiare". Se per cambiamento pensate soprattutto ad un cambiamento che riguardi voi stessi (in particolare penso a un modo di vivere piu' serenamente la propria sessualità), la mia esperienza é che un nuovo ambiente puo' si' dare una mano (anche in proporzione a quanto faceva schifo l'ambiente da cui venivate)... ma non puo' fare dei gran miracoli. La matassa va comunque sbrogliata poco alla volta con pazienza e perseveranza: non importa quanti chilometri si fanno, se la nostra personalità é formata alla fine rimarremo comunque noi stessi, coi nostri difetti e i nostri limiti.

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Un'ultima riflessione riguardo al "partire per cambiare". Se per cambiamento pensate soprattutto ad un cambiamento che riguardi voi stessi (in particolare penso a un modo di vivere piu' serenamente la propria sessualità), la mia esperienza é che un nuovo ambiente puo' si' dare una mano (anche in proporzione a quanto faceva schifo l'ambiente da cui venivate)... ma non puo' fare dei gran miracoli. La matassa va comunque sbrogliata poco alla volta con pazienza e perseveranza: non importa quanti chilometri si fanno, se la nostra personalità é formata alla fine rimarremo comunque noi stessi, coi nostri difetti e i nostri limiti.

 

giustissimo...... non è mica la soluzione ad ogni problema..... anzi può capitare di sentirsi anche soli e un po tristi..... dipende tutto da quanto sale in zucca, quanta voglia di crescere e di lavorare hai

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nonsochisonoio

Concordo nel dire che fare chilometri aiuta nell'arte di risolversi da soli. Sembra una banalità ma potete poi constatarlo con i vostri colleghi locali. Vedete loro che sono riveriti e voi che seguite (bene o male) i loro ritmi, riuscite anche a rigovernare la casa, cucinare e lavarsi due magliette...

Se si riesce con un minimo di coordinazione vedrete che ne vale la pena.

Io pure, come ho detto, ho scelto una città lontana per poter affrontare questo ed altri discorsi come il rivalutare me stesso, il mettermi alla prova, ma anche azzerare certi comportamenti sia miei nei confronti degli altri sia di poter togliere, potare, qualche ramo che magari era solo d'impiccio.

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Mike in the Breeze

Io volEVO gli U.S.A.

Volevo perchè ho scoperto che avrei dovuto far richiesta entro aprile, bella merda  :asd:

 

Dunque ripiegherò su Milano, allegria :asd:

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Ah beh, ma se ci vogliamo allargare fin oltre i confini italiani allora il mio sogno è Oxford! Ma credo che sia alquanto irrealizzabile ^^"

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Sì ma la tassa di iscrizione a Oxford è ehm... spropositata?! Sì, credo sia il termine adatto  :asd: e poi ho sentito dire che prendono più facilmente i ragazzi del luogo... boh

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Beh Bologna è la meta di tutti quelli che vogliono sentirsi liberi  :asd: Anche io sto pensando di andarci...

 

perchè Bologna è la meta di tutti????

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perchè Bologna è la meta di tutti????

 

 

"..Bologna, ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto.."

 

 

Il mio rispetto a chi riconosce la citazione  :asd:

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Il Sambucano (Pavana), F. Guccini...

 

Amen, fratello  :asd:

 

e a chi non l'ha capita????  :asd:

 

Il consiglio di procurarsi immantinente l'intera discografia di Guccini :-)

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