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Gb: schedato Dna 24mila minorenni


Taliban

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ANSA) - ROMA, 21 GEN - Polemiche a Londra per i dati del Dna di 24.000 minorenni incensurati, mai incappati in diffide, conservati negli schedari della polizia. Lo ha scoperto e denunciato un parlamentare conservatore, Grant Shapps, e la Bbc lo ha scritto sul suo sito Internet. Il caso e' venuto alla luce perche' nella schedatura di massa e' incappato anche il figlio di un elettore del collegio di Shapps. Il giovane era stato arrestato per uno scambio di persona e il suo DNA inserito nell'archivio della polizia.

 

© Ansa

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Intanto in Italia...

 

Notizia presa da Repubblica.

 

Albenga, contro gli alunni vandali

il preside prende impronte digitali

 

Secondo il direttore dell'istituto privato è un "metodo educativo"

Insorgono i genitori: "I nostri figli trattati come delinquenti"

 

ALBENGA (Savona) - Un gesto insolito contro il vandalismo degli studenti della sua scuola. Don Mario Ruffino, direttore dell'istituto cattolico privato "Redemptor hominis" di Albenga, ha deciso di prendere le impronte digitali degli alunni per scoprire chi negli ultimi tempi si era divertito a staccare gli spinotti del centralino telefonico o a spegnere l'impianto di riscaldamento. Lo riferisce questa mattina il quotidiano La Stampa.

 

La decisione ha sollevato un polverone di polemiche e ha suscitato reazioni contrastanti. Per il preside e gli insegnanti si tratta di solo un metodo educativo per mettere a freno quelli che definiscono "atti vandalici e scherzi di pessimo gusto". Di segno opposto il punto di vista dei genitori degli studenti: "Una cosa fuori dal mondo. I ragazzi sono rimasti impressionati. E non ci pare neanche un buon metodo formativo."

 

La vicenda è venuta alla luce quando un'alunna ha riferito la vicenda ai familiari, solo dopo due giorni dall'accaduto. "In casa era taciturna, irrequieta, e non capivamo perché", spiega il padre della giovane. Secondo il racconto, Don Mario sarebbe entrato in classe, nella terza media, e dopo aver allontanato l'insegnante che stava facendo lezione, avrebbe preso le impronte a tutti gli studenti. Anche a lei. "Così sarà più facile scoprire il colpevole", avrebbe aggiunto il preside, munito di carta e inchiostro. Materiale di certo insufficiente per avviare un'inchiesta, ma che è bastato a spaventare i ragazzi.

 

"Mia figlia, come gli altri compagni di classe", prosegue il genitore, "si è sentita trattata come un delinquente, ed è rimasta traumatizzata. Credo che ci siano modi migliori per educare i ragazzi. E pensare che avevo scelto per lei una scuola privata proprio perchè le venissero insegnati con più cura rispetto ed educazione."

 

(21 gennaio 2006)

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E vogliamo parlare dell'ultimo trend? Il chip sottopelle!

 

Da notare la faziosità del giornalista di Repubblica, nell'etichettare più volte come dei VANDALI quei ragazzi.. :D

Non sapevo bastasse staccare un cavo telefonico e pigiare un pulsante di spegnimento, per essere considerati tali, e subire quelle che a quanto pare sono le conseguenze del gesto!

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NorwegianWood

Per la serie, quando la "cura" (chiamiamola così) è peggio del "male" (chiamiamolo così)...

 

Nella scuola dove insegno, alcuni ragazzi hanno fatto cose ben peggiori, ma quasi nessuno (preside in testa) si è sognato di dar loro dei delinquenti o dei vandali.

 

I provvedimenti si prendono, certo, ma cum grano salis. Inutile estorcere le impronte digitali se poi non si insegna ai ragazzi il rispetto degli altri e delle cose altrui.

 

Anzi, si trasforma la scuola in un riformatorio o in un centro di massima sicurezza... a quando le celle al posto delle aule?

 

Il preside di quella scuola farebbe bene, piuttosto, ad avviare qualche progetto sulla solidarietà e, soprattutto, a non bollare i ragazzi come dei teppisti così facilmente. Un richiamo bastava.

 

Quanto a Londra... che dire? A quanto pare il Patriot Act degli USA è stao esportato a dovere da Blair, sempre pronto a cogliere ogni iniziativa di Bush come fosse oro.

 

Mi auguro che il polverone investa chi deve investire e che i cittadini inglesi non si facciano schedare impunemente come avviene negli States per chi prende in prestito un libro dalle biblioteche...

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Penso che proveddimenti del genere siano aquanto eccessivi. Sarà che vengo da una scuola dove tutto era lecito (tranne l'omicidio), però questo non mi sembra proprio un "metodo educativo", ma una violenza psicologica! E poi, per cosa? Per due prese staccate??? 24_shocked.gif Questo non è vandalismo, è una bravata...Vandalismo è spruzzare l'estintore sulla bidella (è successo :D )...

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all' inizio avevo pensato "ha fatto bene così quei vandali imparano" poi viene fuori con la storia di cavi staccati e di pulsanti premuti...quelle sono bravate non vandalismi...vandalismo e scrivere con lo spray sulle pareti della scuola...spaccare i vetri delle aule..intasare e rompere i servizi igenici ecc... ecc... questo preside è stato esagerato nel suo comportamento, poi una volta che ha le impronte che fa? si mette con la polvere a rilevarle e a compararle? si veste da Sherlock Holmes e va in giro con la lente di ingrandimento?

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Questo articolo l'ho ripescato su Punto Informatico. E' del 12 dicembre 2005.

 

Londra schederà tutti i bambini

 

Presentato un piano per schedare 11 milioni di cittadini all'interno di un database informatico, pensato per i minori di 16 anni. Per la loro sicurezza, assicura il Governo

 

Londra - L'amministrazione Blair intende risolvere il problema della violenza sui minori identificando l'intera popolazione adolescente con un numero univoco ed un enorme database informatico chiamato Information Sharing Index. Il programma fa parte dell'iniziativa Every Child Matters, traducibile come ciascun bambino è importante, varata dal governo britannico per facilitare i compiti del network assistenziale rivolto ai minori in difficoltà: forze dell'ordine, assistenti sociali, psicologi.

 

I minori di 16 anni, pur non essendo dotati di un documento di riconoscimento nazionale, saranno così rintracciabili con agilità: "È uno strumento che prima di tutto serve a chiunque operi nel settore dell'infanzia e dell'adolescenza", sostiene in una nota ufficiale il segretario dell'ufficio politiche sociali britannico, Ruth Kelly. "Può essere utilizzato per intervenire in maniera veloce ed immediata, in qualsiasi situazione di pericolo".

 

L'idea verrà sottoposta al voto del parlamento nel 2006 e sembra essere in sintonia con le linee generali espresse dall'Interpol per la costruzione di un sistema informatico internazionale con funzioni anti-pedofilia. Le stime ufficiali del governo parlano di 11 milioni di bambini da schedare: una cifra sicuramente impressionante, in grado di rendere il lavoro dei sistemisti decisamente difficile.

 

La sicurezza, prima di ogni altra cosa, è quanto preoccupa gli amministratori governativi che dovranno occuparsene, come Ruth Kelly: "I dati contenuti nell'archivio saranno di tipo anagrafico, oltre ad avere dettagli riguardo all'ambiente familiare e scolastico". Tutto quanto, assicura la funzionaria, "potrà essere visionato solo dalle autorità locali" attraverso un "servizio garantito contro qualsiasi tipo d'intrusione non autorizzata".

 

Il problema dell'integrità dei dati è fondamentale, come sottolinea la stampa locale: il rischio di una fuga di dati potrebbe compromettere seriamente ed interamente la sicurezza dei piccoli sudditi di Sua Maestà. Con questo progetto, la Gran Bretagna raggiunge l'Olanda, già da tempo impegnata in un programma di registrazione informatica della popolazione minorenne. A differenza dell'Information Sharing Index, il database olandese prevede l'identificazione dei neonati dalla culla alla bara.

 

Tommaso Lombardi

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