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Enryketto

Genitori amici...o nemici?

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Enryketto

Ciao a tutti...

è tanto che non scrivo...ma ultimamente sono stato un pò incasinato...

Ho voluto aprire questo post per fare una mia piccola riflessione ...che parte da un mio punto di vista:

 

"perchè coloro che ti mettono al mondo dandoti la vita, si impegnano a loro volta, nel rendertela impossibile?"

 

...Allora...io ora sono fidanzato...felicemente fidanzato...

Ogni volta mi tocca contare balle a mia madre, quando esco...e, essendo col mio raga, devo dirle che sono con amici...

Ora..per me tutto questo è orrendo...perchè vorrei dirle tutta la verità...ma grazie al suo modo di pensare, tutto ciò rimane comunque un lusso che ora come ora non posso permettermi...

Ieri sera quando stavo per scendere, (io le ho detto che andavo alla serata universitaria e che lasciavo il cell in macchina) lei ha insistito sul fatto di portarmelo appresso, (dovete sapere che mi chiama spesso, anche nei momenti di intimità col mio ragazzo)

Io li per li ho detto che non era normale che a 20 anni mi debba chiamare continuamente...e che mi sarei fatto sentire io..come del resto ho fatto sabato scorso...

Lei in un primo momento sembrava quasi incazzata...dopodichè per tutta la serata non si è fatta più sentire....

Oggi fra un discorso ed un altro mi ha sparato il fatto che non mi chiamerà più quando esco, che non vorrà più sapere dove vado, con chi sono, a che ora esco , e quando torno...che ormai sono libero di fare quello che voglio....

Ora...non potete capire il senso di colpa che sento dentro...le ho detto che è un comportamento esagerato, e che fra il tutto e il nulla esiste una via di mezzo, che ho anche sottolineato dicendo che mi sarei fatto sentire io e le avrei detto dov ero...daltronde a 20 anni sono abbastanza maturo per poterlo fare!...ormai ho passato quella fase adolescenziale dove il raga è completamente strafottente delle regole in casa..

Premettendo il fatto che ormai mia madre avrà, sicuramente, capito tutto...la vedo molto distaccata...e di conseguenza quando esco, mi ritrovo con un senso di colpa micidiale!

Dico io....I GENITORI DOVREBBERO ESSERE UNO DEI PILASTRI DELLA VITA DEI FIGLI...SE INIZIANO ANCHE LORO A FREGARSENE , COME DEL RESTO IL MONDO SE NE FREGA DI OGNUNO DI NOI....CHE VITA SI PROSPETTA DAVANTI AL FIGLIO?

 

Ovvio che questa è solo una mia parentesi, nella quale credo che ognuno di noi si possa ritrovare...

 

concludo questo intervento con una frase di una splendida canzone di Giorgia

 

"...e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire?..."

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Hinzelmann

Ma non è che tua madre, con tipica astuzia femminile sta facendo un po' la vittima per ottenere

ciò che vuole?

 

Lei probabilmente sa benissimo che facendo la vittima, tu ti colpevolizzi e finisci per

dargliela vinta.

 

Qui non è un discorso di regole, ma di controllo su di te.

 

Forse tu nell'adolescenza più che violare le regole avresti dovuto proprio ribellarti

un po' di più a tua madre, intesa come figura di riferimento, perchè lei mi pare

abbia un atteggiamento un po' dominante.

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Isher

Sicuramente tua madre sta facendo, come dice Hinz, la vittima per potere ottenere di più.

 

Il problema è che in questo modo lei ti induce degli enormi sensi di colpa. E tu

infatti lo hai subito provato. Devi trovare il modo di fare una piccola autoanalisi per non cadere

nel senso di colpa, che dal punto di vista psicologico è una rovina.

 

Intanto glielo direi in faccia. «Tu agisci così e così e mi induci dei sensi di colpa. I sensi di colpa

sono nocivi per la psiche di una persona, creano pesi enormi, bloccano, impediscono di crescere

e di essere felice. Quindi smettila!»

 

Insomma, inducile TU un forte senso di colpa.

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R.POST

tattica tipica: ti fa la scenata e dice "no a me non importa più niente" così tu ritratti pur di non sentire il peso di colpa

ma gioisci piuttosto che ti sei tolto solo un peso

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clara

Non mi pare che sia un problema se tua madre non ti telefona più quando sei fuori. Misericordia, hai vent'anni! E guarda che te lo dice una mamma che ha figli un po' più giovani di te...

 

Mi pare che quel che ti fa soffrire sia il fatto che tua madre sia "molto distaccata" nei tuoi confronti; credo che sia questo il vero problema. Ma è un circolo vizioso: tu sei costretto a  mentire, ma proprio perché lei "non vuole sapere"... quindi si difende dal "sapere" distaccandosi sempre più da te.

 

Sai, ne parlavo oggi con una collega mamma: tanti genitori in realtà non sono in grado di accettare che i figli siano diversi da come se li erano immaginati... e non sto parlando solo dell'orientamento sessuale. Non tutti i genitori però sono irrecuperabili da questo punto di vista  :), alcuni possono essere rieducati (con molta pazienza!) dai figli.

 

Insomma, non devi proprio sentirti in colpa. Il fatto di discutere con lei, per esempio sulle telefonate, serve proprio a farle accettare il fatto che tu stai diventando adulto e che non devi essere per forza come lei ti vuole.

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Naveed

Da quanto ho capito, il tuo problema non è che tua madre ti chiama ma che lo fa in continuazione, quindi anche a te va bene sentirla, ti va bene avere il cordone ombellicale a portata di vista e di mano, ma ovviamente quando stringe vuorresti liberarti dalla sua morsa. Forse sono due cose imprescindibili, l'una implica l'altra prima o poi. Ritengo inoltre che il fatto che tua madre ti abbia "lasciato" tanta libertà e finga tale distacco sia solo un altro modo per stringere il cordone ombelicale, però questa volta saranno i tuoi sensi di colpa ( immotivati ) a farti strozzare con esso.

Come dicono Hinzelman e Isher, la vittima è carnefice in questo caso, rimproverala tu del suo comportamento oppure accetta con serenità il suo distacco, tanto è solo una mossa in attesa della tua "capitolazione".

Quindi resisti, è un distacco solo apparente.

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Enryketto
  • Topic Author
  • Vi ringrazio di cuore per aver espresso i vostri punti di vista......

    diciamo che non cambia nulla...la situazione con mia mamma continua imperterrita........

    Forse come molti di voi mi hanno consigliato...dopo troppo tempo passato, è arrivato il momento di iniziare a fregarmene...

    Non è vita che può durare questa...e se conosco mia madre...non sarà mai in grado di accettare la mia omosessualità...

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    Isher

    Intanto la tua esigenza di dirle che sei gay e hai un ragazzo,

     

    la tua esigenza di dir(l)e la verità,

     

    è una cosa sacrosanta, giusta, qualcosa che devi a te stesso

    (non tanto agli altri).

    Da quello che dici mi confermo nel pensiero che il suo modo

    di agire con te tende (che sia consapevole o meno ha poca

    importanza) a colpevolizzarti, e questa è l'unica cosa che non devi

    permettere a nessuno - ma soprattutto a una madre, perché è

    una cosa che ti può fare del male psicologicamente.

    Secondo me per fregartene veramente devi riuscire a non farti

    indurre sensi di colpa.

    Vedrai tu se, per ottenere questo obiettivo, basta agire sul piano

    fattuale, in silenzio, o se invece è necessario dirle qualcosa. Però

    se le parli, ad esempio per affermare la tua indipendenza o altro,

    dì l'essenziale, dì il meno possibile, e soprattutto non ti scaldare mai,

    non dirle delle cose spiacevoli - perché poi le vivresti come senso di colpa.

     

    Per il resto, punta molto sullo studio, sui tuoi interessi, sul tuo ragazzo

    e i tuoi amici, su di te. Ti darà equilibrio e una giusta vicinanza/distanza

    nel non facilissimo rapporto con tua madre.

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    Ganimede

    Premettendo il fatto che ormai mia madre avrà, sicuramente, capito tutto...la vedo molto distaccata...e di conseguenza quando esco, mi ritrovo con un senso di colpa micidiale!

    Dico io....I GENITORI DOVREBBERO ESSERE UNO DEI PILASTRI DELLA VITA DEI FIGLI...SE INIZIANO ANCHE LORO A FREGARSENE , COME DEL RESTO IL MONDO SE NE FREGA DI OGNUNO DI NOI....CHE VITA SI PROSPETTA DAVANTI AL FIGLIO?

     

    Purtroppo le persone che ANCORA OGGI sono genitori,

    cioè le persone che avendo un figlio ventenne sono nate almeno una quarantina di anni fa o più,

    sono cresciute in un contesto in cui non c'era l'odierna consapevolezza di quanto sia importante la correttezza del rapporto con i figli,

    perché nella loro epoca spesso i figli si facevano e basta, "venivano vivendo natularmente", cioè facendo l'amore, insomma come animali, dopodiché si crescevano "alla meglio" e nella convinzione che nei figli, come un processo che si credeva naturale con la maturazione adulta, sopraggiungesse naturalmente quel DISTACCO che tu ora vedi come reazione di tua madre...

     

    Tua madre insomma, probabilmente, sta interpretando questo tuo desiderio di autonomia come un distacco di riferimento nei suoi confronti, e allora reagisce un po' dispiaciuta e vagamente gelosa, oltreché magari nella sottile speranza di manipolarti, come altri giustamente ti hanno fatto notare...

     

    Quello che però non riuscirò mai a capire è come fanno queste persone, al giorno d'oggi in cui si parla continuamente di quanto i genitori siano importanti nella vita di una persona anche adulta - e proprio come riferimento, di approvazione e di rispecchiamento, pur certamente senza sfociare nella dipendenza - a vivere sorde a tutte queste cose che ormai la psicologia evoluta ha scoperto da tempo... DOVE vivono?!? :)

     

    Resta comunque il fatto che se ritieni che tua madre non capirà né approverà mai la tua vita sentimentale... aspettare ancora a dirglielo non farà altro che prolungare la tua tormentata vita di sotterfugi.

    Potrei capire se non fossi fidanzato, ma essendolo già, ti stai accorgendo tu stesso di quanto il segreto sta limitando la tua vita... forse persino la tua voglia di libertà, dalle parole che usi per esprimerla, potrebbe essere una compensazione, una fuga, insomma un ripiego nella rivendicazione dell'anonimato perché disperi ad esempio di poter vivere il tuo fidanzamento anche a casa, come fanno tante coppie eterosessuali.

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    Enryketto
  • Topic Author
  • Resta comunque il fatto che se ritieni che tua madre non capirà né approverà mai la tua vita sentimentale... aspettare ancora a dirglielo non farà altro che prolungare la tua tormentata vita di sotterfugi.

    Potrei capire se non fossi fidanzato, ma essendolo già, ti stai accorgendo tu stesso di quanto il segreto sta limitando la tua vita... forse persino la tua voglia di libertà, dalle parole che usi per esprimerla, potrebbe essere una compensazione, una fuga, insomma un ripiego nella rivendicazione dell'anonimato perché disperi ad esempio di poter vivere il tuo fidanzamento anche a casa, come fanno tante coppie eterosessuali.

     

    Prima di tutto vi ringrazio ancora per le vostre opinioni.....e....ho citato questa piccola parte del discorso di Ganimede per puntualizzare una cosa...

    Mia madre è un tipo molto all antica su questo frangente...

    Io Vorrei Dirle tutto...ma....siccome per adesso studio, e ancora non lavoro , visto che fra poco dovrebbe iniziarmi il servizio civile...non posso permetteremi il "LUSSO" di dirle tutta la verità...semplicemente perchè non so quale potrebbe essere la sua reazione....ma sono sicuro che , prima di tutto tenterebbe, anche con minaccie, di non farmi più uscire di casa se non per andare all università...in secondo luogo, anche se è una delle cose principali, non mi darebbe più un centesimo...ecco perchè ho sottolineato il fatto del lavoro...vorrei aver io una mia autonomia economica...in modo tale  che se le cose diventassero davvero insostenibili...e la vita in casa un vero "inferno" allora potrei fare fagotto e andarmi ad affittare una casa con altri studenti...

    Potrebbe far si che fra me è il mio ragazzo nascano problemi...visto che in un modo o nell altro riuscirebbe a non farci vedere...

    Io però devo spezzare una lancia nei confronti di mia mamma...lei ci ha cresciuti...a me e mio fratello...essendo divorziata...so che magari col tempo il suo legame con noi è diventato tale da esser quasi gelosa!

    Lei però ha sempre avuto come una convinzione...che il genitore debba servire più che altro per mantenere economicamente i figli..mia madre , posso affermare con fermezza, mi è stata rarissimissimissima mente vicina quando stavo male...intendo vicinanza psicologica....ad esempio : una sera litigai col mio ragazzo, (parlo di qualche settimana fà), era notte e io ero seduto in cucina , in silenzio a fumare una sigaretta...è arrivata in cucina e l unico suggerimento che mi ha saputo dare era, sorridendo "vai a letto" ...ovvio che non sapeva cosa mi frullava per la testa...ma anche un idiota, vedendo la mia espressione triste, avrebbe capito che non stavo affatto bene.....

    Certe volte mi stupisco......a 20 anni devo fare la persona adulta...e far capire alla mia mamma 50enne che il mondo è cambiato....cosa che ovviamente si ostina a non capire...

    Almeno un passo avanti c'è...

    Sabato sono stato col mio raga...mi sono ritirato alle 5:35 del mattino...perchè non vedendolo da una settimana , abbiamo sentito il bisogno entrambi di stare una serata insieme, e anche un pò in intimità....!

    Prima se mi ritiravo ad un orario che andava oltre le 2 la trovavo alzata in cucina ad aspettarmi, con gli occhi iniettati di sangue....

    adesso la trovo che dorme invece...penso almeno che un passo avanti l abbiamo fatto...

    Raga credetemi...mi sento un pazzo per adesso!

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    clara

    Purtroppo le persone che ANCORA OGGI sono genitori,

    cioè le persone che avendo un figlio ventenne sono nate almeno una quarantina di anni fa o più,

    sono cresciute in un contesto in cui non c'era l'odierna consapevolezza di quanto sia importante la correttezza del rapporto con i figli,

    perché nella loro epoca spesso i figli si facevano e basta, "venivano vivendo natularmente", cioè facendo l'amore, insomma come animali, dopodiché si crescevano "alla meglio" e nella convinzione che nei figli, come un processo che si credeva naturale con la maturazione adulta, sopraggiungesse naturalmente quel DISTACCO che tu ora vedi come reazione di tua madre...

     

    Ganimede,

    la tua analisi mi ha molto divertito: avendo io qualcosa in più di quarant'anni, posso informarti che vent'anni fa esistevano ogni sorta di contraccettivi e quindi la situazione non era molto diversa da quella di oggi, semplicemente i figli si facevano e si fanno senza troppo pensare a cosa comporterà essere genitore. Sei troppo ottimista riguardo al fatto che "la psicologia evoluta" possa avere benefici effetti sui genitori d'oggi: bisogna semplicemente prendere atto che esiste un sacco di gente incapace di fare il genitore.

     

    Enryketto,

    il fatto che tua madre sia (finalmente!) andata a dormire senza aspettarti alzata mi sembra un bel progresso. Il suo modo di essere madre è evidentemente inadeguato alla tua età e alle tue necessità: si preoccupa dei tuoi orari di rientro ma non del perché sei triste... Davvero difficile darti consigli su come comportarti con lei, quel che mi pare preoccupante non è tanto che sia "all'antica",  quanto che si mantenga distante da te.

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    Mic

    Secondo me tua madre non ce l'ha neppure per l'anticamera del cervello la possibilità che tu sia gay: da quel che si capisce della persona penso (come pensi anche tu d'altra parte) che la sua reazione sarebbe ben diversa e più estrema.

     

    A mio avviso si sta semplicemente rendendo conto (chissà, forse l'ha anche accettato visto che ha smesso di aspettarti alzata alla 2 di notte) che non potrà esercitare per sempre sulla tua vita un controllo di un certo tipo. E un problema in questo senso -c'è- perchè, perdonami, ma una mamma che rompe il cazzo al figlio ventenne chiamandolo sul cellulare per sapere dov'è la sera fa abbastanza ridere. Perchè vorrebbe soprattutto dire che, dopo VENT'ANNI, ancora non ha un briciolo di fiducia in te e in ciò che ella stessa ti ha insegnato mentre crescevi.

     

    Non ho capito la storia del senso di colpa. Dovresti sentirti in colpa perchè a tua madre non interessa dove vai quando esci? Per carità, che non ti sottomettere a ricatti psicologici di questo genere!

    Oltretutto è una balla, le interessa eccome. Figuriamoci se una madre che sta col fiato sul collo al figlio maggiorenne a sta maniera molla l'osso così all'improvviso. Secondo me se ne è uscita con quella sbottata perchè si è accorta che in realtà non ha più titolo né mezzi per obbligarti a renderle conto di dove vai/con chi stai. Io ti consiglierei anche di fare attenzione in questo senso: la tua storia me ne ricorda altre che ho letto su sto forum di madri che se ne fregavano a parole e poi frugavano nella vita privata dei figli lontano dagli occhi e dalle orecchie di questi ultimi.

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    Isher

     

    Sabato sono stato col mio raga...mi sono ritirato alle 5:35 del mattino...

    Prima se mi ritiravo ad un orario che andava oltre le 2 la trovavo alzata in cucina ad aspettarmi, con gli occhi iniettati di sangue....

    adesso la trovo che dorme invece...penso almeno che un passo avanti l abbiamo fatto...

     

     

    Tieni anche presente che alle 5.35 chiunque è stremato e non ce la fa più! :salut:

    A parte scherzi, è un passo avanti di sicuro. 

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    Ganimede

    Ganimede,

    la tua analisi mi ha molto divertito: avendo io qualcosa in più di quarant'anni, posso informarti che vent'anni fa esistevano ogni sorta di contraccettivi e quindi la situazione non era molto diversa da quella di oggi, semplicemente i figli si facevano e si fanno senza troppo pensare a cosa comporterà essere genitore. Sei troppo ottimista riguardo al fatto che "la psicologia evoluta" possa avere benefici effetti sui genitori d'oggi: bisogna semplicemente prendere atto che esiste un sacco di gente incapace di fare il genitore.

     

    Chi o cosa rende capaci, allora, di fare il genitore? ...non essendoci un esame di abilitazione, io direi che è ciò che s'impara ascoltando, leggendo, e naturalmente vivendo, insomma quella minima maturità e saggezza sociale, per così dire, che io demandavo a ciò che ho chiamato "psicologia evoluta", per così dire.

     

    Ecco perché ad esempio, nel momento in cui Enryketto stesso ha specificato poco fa:

    Mia madre è un tipo molto all antica su questo frangente...

    Io Vorrei Dirle tutto...ma....siccome per adesso studio, e ancora non lavoro , visto che fra poco dovrebbe iniziarmi il servizio civile...non posso permetteremi il "LUSSO" di dirle tutta la verità...semplicemente perchè non so quale potrebbe essere la sua reazione....ma sono sicuro che , prima di tutto tenterebbe, anche con minaccie, di non farmi più uscire di casa se non per andare all università...

    (...)

    Lei però ha sempre avuto come una convinzione...che il genitore debba servire più che altro per mantenere economicamente i figl

     

    io per l'appunto mi chiedo: questa madre, per restare "all'antica" non in senso generico ma in questi termini così immaturi nel loro estremismo, ad esempio concepire il ruolo del genitore soprattutto come sostegno economico, quando invece gran parte della comunicazione sociale va ripetendo da decenni che i figli hanno bisogno molto più della presenza dei genitori che non del sostegno economico, che i figli non devono essere protetti oltre il minimo indispensabile e tantomeno devono soffrire ansie egocentriche dei genitori

    allora per l'appunto, mi chiedo, un genitore che nonostante tutto resta con quel modo di pensare e di concepire, DOVE vive?!?

     

    Avrà pure visto o letto qua e là, anche per caso, un po' di cronaca giornalistica, programmi televisivi d'opinione, o fiction televisive che in questi vent'anni hanno argutamente sfatato gli spettri sull'omosessualità & "dimostrato" quanto sia ingiusto e meschino chi reagisce in tali modi... Come fa a non riconoscersi in quelle figure di genitori aguzzini che tanto vengono presentati come modelli fortemente negativi? o a dissociarsene, intendo.

    (ovviamente la domanda è rivolta anche a Ganimede, se vuole :salut:)

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    Hinzelmann

    Io vedo in Enryketto una domanda di affettività non corrisposta, vedo una mamma invece

    possessiva, gelosa, ma anche forse con una difficoltà di relazione, che implica un confronto

    se non paritario, biunivoco. Per certi versi vedo una mamma autoritaria e quasi paterna, ma

    con qualche difficoltà ad agire il suo lato femminile. Il discorso del sostegno economico può

    avere un significato ideologico ( è quello che conta nella vita ) ma pure esistenziale ( è ciò

    in cui mi sento realizzata, mi esprimo ) ed infine psicologico ( è ciò che mi legittima nella

    relazione di sovraordinazione/dipendenza ) e forse tutti e tre i piani si incrociano e si

    sostengono, si puntellano a vicenda. Può essere il modo con cui questa mamma si sente

    presente, realizza la sua presenza ( il problema è che è una presenza talmente ingombrante

    da/per coprire forse troppe assenze...)

     

    D'altronde vedo un Enryketto, che pur nel desiderio di un rapporto diverso col genitore,

    non importa se a torto o a ragione, rimanda il CO al raggiungimento della indipendenza

    economica e quindi soffrendo, adotta/si adatta di fatto allo stesso ragionamento della madre.

    Sparigliare il gioco non è facile, io non mi sentirei di consigliare Enryketto di fare diversamente.

     

    Non la metterei sul piano della maturità, mi pare una soluzione troppo semplice, svalutante.

    Direi senz'altro squilibrato, sbilanciato, ma probabilmente corrispondente alla persona che

    questa madre è. Questi discorsi di comunicazione sociale sono utilissimi e sicuramente dicono

    cose giuste, ma hanno il difetto di fare discorsi funzionali ( il ruolo genitoriale ).

    Le persone non sono funzioni sociali, anche volendolo non possono funzionalizzarsi.

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