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NorwegianWood

A cosa serve la scuola?

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NorwegianWood

La scuola, di ogni ordine e grado, sta vivendo (come ogni 5-6 anni) un periodo di transizione.

Le cose paiono cambiare, nei nomi, forse anche nei fatti. E fare un bilancio - sul passato e sul presente - è piuttosto difficile.

E altrettanto difficile è capire quale sarà il futuro di questa istituzione, e soprattutto quale il suo ruolo nella società, nella formazione, nella vita di tutti i giorni; quali i suoi obiettivi, i suoi strumenti; quale il suo scopo.

Per questo ho pensato di fare una domanda forte, provocatoria, il cui ampio respiro può portare in mille direzioni e da migliaia di angolazioni diverse.

Per questo ho pensato di affrontare un tema sconfinato, chiedendo a tutti voi:

 

"A cosa serve la scuola?"

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Acrylic

forse a quello che non serve il resto?

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Guest -NakedOnTheSand-

Al giorno d'oggi la scuola serve solo a dare un minimo di cultura generale e a preparare agli studi universitari solo relativamente alla materia che si andrà ad approfondire. Mi spiego meglio: io amo l'inglese, ed ho intenzione di studiare lngue. Studio tutte le materie per obbligo e anche perchè mi rendo conto che un pò di cultura generale non fa mai male. Ma so benissimo che l'unica cosa che curo particolarmente e con interesse è l'inglese, per ovvi motivi.

 

Penso, per cui, che un pò tutti facciano il mio ragionamento. Magari mi sbaglio, però.

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HaNKy87PaNKY

La scuola serve, o dovrebbe servire, a formare i ragazzi in prospettiva degli studi universitari, del lavoro, e direi anche della vita.

Che senso ha allora che alle elementari, alle medie e alle superiori si debbano studiare le STESSE NOIOSISSIME COSE, trite e ritrite in modo sempre più approfondito? E' una perdita di tempo.

L'organizzazione delle scuole superiori mi ha poi sempre lasciato a desiderare, e me sono accorto studiando un anno in America dove, nelle high schools, si hanno delle materie in cui si deve passare obbligatoriamente [che qua potrebbero essere italiano, matematica, lingua straniera e studi sociali], e si ha la possibilità di sceglierne altre in base al proprio programma di studi: altre lingue straniere, oppure materie artistiche, professionali, commerciali; scelta in cui si sarebbe accompagnati da un tutor e per la quale si avrebbe la possibilità di cambiare le materie per le quali, a posteriori, si è realizzato non rientrino nelle proprie capacità.

E' molto meglio della strutturazione della scuola in licei e istituti tecnici o professionali, che invece mette gli studenti di fronte a "scegli il classico perchè ti piacciono le materie umanistiche, ma ti ritroverai a studiare materie che non ti riescono"!

Io, per esempio, faccio il liceo classico a causa del mio interesse per le materie umanistiche; ma che sarebbe successp se avessi avuto un eguale interesse per le materie artistiche, per esempio in disegno? Qua in Italia avrei dovuto effettuare una scelta molto difficile tra liceo classico ed artistico!

In un sistema come quello descritto invece, avrei potuto scegliere, oltre alle suddette materie obbligatorie, filosofia e greco per il mio desiderio umanistico e disegno e recitazione per la mia vena artistica! Diplomato dalla scuola superiore avrei avuto un bagaglio nozionistico sicuramente diverso da quello di un diplomato da liceo classico (e, senza negarlo, avrei anche una preparazione umanistica inferiore alla sua, così come la mia preparazione artistica sarebbe stata inferiore a quella di un diplomato da liceo artistico), ma avrei ricevuto un'infarinatura di tante materie diverse, varietà che mi avrebbero sicuramente indirizzato con più facilità nel mondo universitario! Del resto è all'università che le cose vanno studiate nel dettaglio!

E' inutile che, avendo scelto il liceo classico [continuo con quest'esempio], debba ritrovarmi a studiare la termodinamica, quando poi all'università ho intenzione di studiare scienze dello spettacolo o lingue straniere!!

So che questo sfogo contro l'organizzazione fallimentare delle scuole superiori in Italia non sembra attinente alla domanda "a cosa serve la scuola?", ma in realtà lo è. Perchè se la schifosa scuola italiana fosse strutturata diversamente [magari in un modo come quello da me descritto], renderebbe gli studenti meno demotivati grazie alla presenza di materie più leggere ed attraenti, e quindi più attirati dall'andare a scuola... E renderebbe anche gli insegnanti meno frustrati. E allora si che la scuola servirebbe a qualcosa: a formare non robot universitari, ma persone!!

[scusate lo sfogo incomprensibile.. devo aver ingerito qualcosa che mi fa scrivere infogato]

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ferbus

non ho letto gli interventi precedenti poichè sono un po' di corsa. la scuola serve a:

 

1. socializzare e abituarsi a gestire relazioni "obbligate" (compagni, prof, preside etc) NON paritarie e raramente piacevoli

 

2. serve a fornire un'abitudine a un modo di affrontare i problemi che dovrebbe essere utile nei successivi 2-3 anni (studio o lavoro)

 

3. serve per evitare buffonate e cadute di stile sulle conoscenze minime di ogni argomento che nei più disparati momenti della vita potrebbero tornare utili

 

4. serve a stimolare quegli interessi che altrove sarebbero difficili da coltivare in modo gratuito o cmq poco impegnativo (poesia, teatro, esperimenti scientifici etc etc)

 

 

NB: l'ordine è gerarchizzato appositamente.

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Tidusquall
...

 

sono perfettamente d'accorodo con te!! La scuola italiana è organizzata male e rende frustrati studenti e professori ... Mi stai facendo venire voglia di trasferirmi in america ^^

 

 

 

EDIT. Eliminato quote. Era proprio necessario riportare l'intero post di HankyPanky?

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Sweet

Per come è posta la domanda, mi verrebbe da rispondere che "al giorno d'oggi, la scuola non serve a niente". Ovviamente con il dovuto rispetto per il nostro Norw, che è professore e che "a pelle" mi dà l'idea di essere uno di "quelli bravi".

La scuola DOVREBBE servire ad interessare i ragazzi allo studio, a fargli venire l'amore per il sapere. Inoltre ha anche delle funzioni collaterali quali insegnare loro a stare in gruppo, a sperimentare le dinamiche di gruppo comprese quindi amicizie, inimicizie e rivalità, e non da ultimo penso che dovrebbe insegnare valori quali il rispetto e l'ammirazione per la figura del professore.

All'atto pratico, invece, quest'ultima cosa non esiste più, da una parte perché molti professori di adesso sono dei figuri inquietanti, che insultano senza farsi troppi problemi i loro alunni in maniera anche pesante, o che comunque non sono in grado o di insegnare la loro materia, oppure addirittura non sono proprio preparati su di essa [io ho avuto una professoressa pazza di italiano, al biennio del liceo, che diceva "Epitteto" come il filosofo invece di "epiteto", e "decadé" invece di "decadde"]. Dall'altra parte perché ormai qualsiasi ragazzo odia i professori a prescindere, e non riuscirebbe a trovare qualcosa di buono in loro nemmeno se avesse di fronte Madre Teresa. Se qualcuno per caso ammira un professore come capitava a me deve rimanere "in the closet" perché tra gli studenti, considerare un professore qualcosa di più di una pezza da piedi, è una vera ignominia.

Detto così pare che io sia andata a scuola nel Bronx ma in effetti non ricordo con piacere NULLA della mia esperienza scolastica. Non mi è mai capitato, ad esempio, ma laddove succede secondo me è molto bello, che fosse un professore a parlare con tanto e tale amore della sua materia da interessarmi ad essa, nel mio caso c'era sempre già un interesse pregresso (tant'è vero che pur essendo persa della prof di storia nemmeno quello è mai servito a farmi interessare a quella materia :D).

Senz'altro sono molto grata alla mia professoressa di italiano delle medie per averci spiegato tutta la grammatica per filo e per segno, il che mi ha permesso di non arrivare al liceo scrivendo "c'è ne" invece di "ce n'è" o "c'è lo" invece di "ce l'ho" come una certa mia compagna. Mi fa sentire bene con me stessa il fatto di padroneggiare la lingua italiana, ma probabilmente tutte le persone che erano in classe con me alle medie non hanno mai riconosciuto questo merito alla professoressa e magari le regole se le sono già scordate. Quindi alla fine a cosa la scuola serva è anche molto soggettivo, bisogna vedere quello che ti rimane anni dopo.

Per concludere penso che l'istruzione superiore serva a dare un'infarinatura di cultura generale, ma certo dipende dallo spirito col quale la si affronta, non basta andare a scuola per imparare, serve studiare quello che viene detto!! In particolare vorrei spezzare una lancia a favore del latino che, almeno secondo me, se preso con lo spirito giusto aiuta a sviluppare un pensiero logico ed elastico che può tornare molto utile nello studio di altre lingue, in futuro.

Scusate se per caso sono andata fuori tema con questo intervento.

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BastardCrow

Sono daccordo sul fatto che,in alcuni casi,

l'istruzione sia impartita nel modo sbagliato.

Tralasciando la mia esperienza personale,

posso affermare con certezza che il 90% dei Docenti

non riesce a comunicare veramente con gli Studenti.

Tuttavia penso anche che sia sbagliato chiedersi "A che serve la scuola",

perchè in questo modo si potrebbe tornare ai tempi in cui

l'istruzione pubblica non esisteva.

Non era forse ancora peggio??

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Lum

Purtroppo mi devo dire d'accordo con Sweet, la scuola così com'è non serve a nulla.

A me gli anni delle superiori hanno causato solo un numero imprecisato di travasi di bile, incazzature e frustrazioni.

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freemind1120

Sono d'accordissimo con HankY87Panky sugli effetti che ha la scuola sugli studenti, perchè io ne sono la prova vivente... :rotfl:

 

Sto vivendo il mio ultimo anno di liceo scientifico con una frustrazione tremenda, perchè se fosse per me avrei già iniziato i miei studi post-superiori che hanno poco a che fare con il liceo scientifico ^^", visto che ho intenzione di studiare composizione al conservatorio e di fare gli ultimi due anni di sassofono...

E' vero, è colpa mia se mi sono iscritto in un liceo scientifico, ma a tredici anni non avevo idea che avrei voluto "studiare musica". Quindi non sarebbe davvero male avere più libertà nell'intraprendere o abbandonare (o ridimensionare) un corso durante gli anni delle superiori!

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Rei_Kashino
...

 

Concordo totalmente. Ma a mio avviso la scuola dovrebbe fare di più su alcuni punti fondamentali:

 

- essere un luogo dove andare avanti sia frutto di impegno' date=' costanza, caparbietà e il risultato degli sforzi compiuti in relazione anche alle proprie capacità. In poche parole, il successo scolastico dovrebbe basarsi sul merito. (Cosa, questa, che è venuta meno da una decina d'anni a questa parte; una volta si bocciava di più, ed era meglio)

 

- educazione civica: intesa non come noiosa e barbosa materia da studiare come tappabuchi, ma come la principale tra le materie, quella che dovrebbe guidare nella formazione di ciascuno studente, fornendo spunto per la riflessione sul rispetto reciproco, degli altri e delle cose che ci stanno attorno, sul rispetto delle varie forme di diversità, sull'attenzione che andrebbe prestata alle persone più bisognose che ci vivono attorno, sulla capacità di ascoltarsi e di interloquire con le persone che si relazionano a noi.

 

In giro, purtroppo, c'è tanta di quella maleducazione (non parlo di chi dice le parolacce; per me è più maleducato chi non cede il posto ad una signora incinta piuttosto che ad un signore anziano), di mancanza di rispetto ecc. Come possiamo pensare che la vita di relazione possa migliorare per noi in particolare, ma per tutti in generale, se la scuola forma delle persone che se ne fregano altamento di tutti e di tutto?

 

EDIT. Eliminato quote. Era proprio necessario riportare l'intero post di  Ferbus?

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Lele_
...

 

per quello che ne sò io e per come mi sn informato sò che la scuola superiore americana e disastrosa perchè insegna tutto e nn insegna niente...insegna tante cose...mi hanno riferito ad esempio che vanno alla grande i test a risposta chiusa e che le interrogazioni orali sono rade se nn completamente assenti.....cioè uno va a scuola e nn fa niente....nn che in italia sia meglio....

invece sempre per quello che so io.per l'appunto sò che il sistema universitario americano è migliore di quello italiano perchè organizzato veramente bn

 

EDIT. Eliminato inutile quote dell'intero lunghissimo post di HankyPanky' date=' che peraltro era già stato interamente quotato da altri ancora in precedenza. [/color']

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cirdan

se posso dirle tutte il scegliersi da solo le materie di studio delle superiori tipo high school non mi sembra una grande idea...

così i periti si perdono!!!

per me la divisione scolastica italiana è una buona divisione. ci sono mille scuole tra cui scegliere. non capisco invece il pullulare di mille nuove facoltà... capisco che ci sono nuovi tipi di lavoro, ma...

se posso dirle tutte tra un po' ci ritroveremo com molta gente capace di vendere e comunicare le cose più disparate ma con nessuno capace di farne di nuove e di produrre quelle vecchie!!! (io tiro acqua al mio mulino, viva la chimica!!!)...

la cosa vera da valutare bene è il sistema universitario italiano!!!

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Matty92

A me la scuola piacerebbe di più se fosse organizzata in altro modo...

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HaNKy87PaNKY
per quello che ne sò io e per come mi sn informato sò che la scuola superiore americana e disastrosa perchè insegna tutto e nn insegna niente...insegna tante cose...mi hanno riferito ad esempio che vanno alla grande i test a risposta chiusa e che le interrogazioni orali sono rade se nn completamente assenti.....

 

Quand'ero lì feci tantissimi testi a crocette' date=' come tantissime trattazioni sintetiche e come tantissime presentazioni kilometriche; le interrogazioni orali non esistono il che secondo me è un bene; le capacità di esprimersi oralmente vengono comunque sviluppare tramite le presentazioni, i laboratori di lingue, le classi di dibattito ed il teatro.

Il fatto che i metodi di verifica siano diversi non significa però che si studi di meno, infatti per esempio io in America ho svolto lo stesso identico programma completo di latino che avrei svolto qua al quarto anno del liceo classico.. La differenza sta nel fatto che mentre in Italia mi sarei sparato ai coglioni, là invece ho trovato piacevole tradurre Catullo dal latino all'inglese, grazie al modo in cui gli insegnanti propongono sè stessi e le proprie materie (non con avversione ed ostilità come spesso succede qua, ma con disponibilità ed interesse a farti imparare).

Cambia il metodo di valutazione, ma non cambia il programma svolto. Quindi non è vero che si studia di meno.

 

cioè uno va a scuola e nn fa niente....nn che in italia sia meglio....

 

Anche questo non è vero, come ho appena spiegato su, ma aggiungerò qualcos'altro: oltre a seguire 8 lezioni diverse ogni giorno, si ha la possibilità di rimanere a scuola per attività didattiche di ogni interesse: da club gay a attività umanitarie, da sport agonistici a ceramica, da prove per sfilate del Fashion Club a ulteriori approfondimenti di latino nel Latin club, e ovviamente a corsi di recupero. Quindi oltre a studiare regolarmente, ogni giornosi ha l'opportunità di relazionarsi maggiormente con insegnanti e compagni empre all'interno della scuola, e di coprire e sviluppare il proprio talento in qualche campo, come nel mio caso la danza.. Cosa che invece nella scuola italiana non accade, a nessuno gliene frega qualcosa di tirare fuori da uno studente un talento nascosto e di svilupparlo.

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SaintJust

Uhmmm credo di dover remare contro...

Dalla mia esperienza le superiori son state non solo utili e formative, ma anche tra gli anni migliori che abbia passato in una scuola.

Ho avuto bravi professori, motivati, disponibili, innamorati della materia che insegnavano e, soprattutto, esseri umani piu' che degni di rispetto. Certo, con i vari cambi da anno in anno ne ho persi alcuni, ma ne ho guadagnati altri. Ho scoperto che la matematica è bella, che italiano puo' anche non essere studiare solo a memoria i promessi sposi, che la geometria non è che non faccesse per me, semplicemente mi serviva qualcuno che me la facesse scoprire portando trenta ragazzini sul tetto di un liceo.

Ho incontrato anche le classiche bestie nere, professori assurdi che ti prendono da parte e passano mezz'ora a dirti quanto avresti bisogno di essere inserita in una classe di sostegno perchè son certi che il tuo QI non superi il 60, ma, in qualche strano modo, son convinta, o meglio sento, che anche questo mi ha formato.

L'inesistenza o quasi di rapporti in classe, il prof di turno che ti sputa addosso, l'imparare a reprimere la propria rabbia dopo esser stata mandata dritta dritta dal vicepreside (e che pero' ti da ragione perchè ti conosce e sei brava)...

Dal mio punto di vista il liceo mi ha formato sia socialmente che mentalmente.

Nell'istituzione scolastica italiana trovo assurda l'organizzazione universitaria semmai, almeno per quello che ho visto alla sapienza (mi trovo invece a parlar molto meglio delle terza...).

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George

Ci sono alcune affermazioni sulle quali non sono per niente d'accordo.

Innanzitutto il paragone della scuola italiana con quella americana non regge minimamente: ho anch'io un amico che ha studiato un anno in America e mi ha detto che l'istruzione scolastica che ha ricevuto non si dovrebbe nemmeno definire tale talmente era stata pessima; del resto, trovo che non ci sia nemmeno bisogno di una testimonianza diretta per vedere come le scuole dei due paesi siano completamente diverse.

Inoltre non condivido nemmeno l'opinione di chi ritiene che sia una perdita di tempo studiare le stesse cose: è assolutamente insensato mettere sullo stesso livello il fenomeno del colonialismo studiato alle elementari, alle medie e alle superiori! Viene affronatao in maniera diversa, più approfondita! Voglio però precisare che anch'uio sono favorevole ad un aggiornamento dei programmi scolastici: trovo infatti che sia doveroso da parte del ministro dell'istruzione non fare studiare alle nuove generazioni la storia moderna ma, come avviene nella maggior parte dei casi, terminare l'ultimo anno con la seconda guerra mondiale. Già: e tutto il resto? il dopoguerra, la strategia della tensione, gli attenati delle brigate rosse...li buttiamo nel dimenticatoio?

Infine, alla domanda "A che cosa serve la scuola?"rispondo che il suo compito è quello di EDUCARE, di dare un minimo di istruzione a tutti per prepararci alla vita, a ciò che saremo terminati gli studi. Provate ad un mondo senza la scuola: ritorneremo tutti nell'ignoranza più assoluta! Chi ci insegnerebbe a scrivere, a parlare correttamente, ad essre pertinenti, ad elaborare concetti complessi?

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Sweet

George, il mio disfattismo mi porta a rispondere alle tue domande con un bel "io di gente che sa scrivere, parlare correttamente ed essere pertinente" ne conosco pochissima. L'elaborare concetti complessi non lo considero nemmeno!

Ho avuto amici e compagni di classe che sono stati incapaci di assorbire alcunché dall'istruzione scolastica. Ho avuto una compagna che dal primo fino a tutto il quinto scriveva "c'è l'ho" anziché "ce l'ho" e sicuramente scrive ancora così. Praticamente non è stata in grado di assorbire le correzioni che la professoressa le avrà fatto chissà quante volte!

Inoltre la scuola americana darà probabilmente molte cose in meno di quella italiana (ad esempio la quasi totale assenza di interrogazioni, a meno che uno non faccia parte di un club di dibattito/oratoria, non prepara granché a parlare in pubblico), ma la scuola italiana va peggiorando ormai da molti anni. Ho avuto di recente discussioni con chi sostiene che la scuola italiana sia di gran lunga superiore a qualsiasi altra scuola in Europa e francamente mi sembra un impeto nazionalista da prosciutto sugli occhi... o forse è semplicemente che io a scuola ci sono stata più di recente di questa persona e non solo: ho una sorella a scuola tutt'ora, fa il secondo. E mi vengono i brividi quando scopro che in latino non si traducono più gli autori (sebbene semplificati com'è ovvio che sia al biennio) ma si applica qualche astruso e "moderno" metodo per il quale ogni regola sintattica viene applicata a versioni che dicono solo "Fabio torna a casa dalla mamma e le dice che è stato fuori a giocare con Marco".

Non ho mai studiato in America, però la testimonianza di Hanky su quelle che sono le attività extrascolastiche mi ha quasi commosso. Io avevo per puzza un laboratorio teatrale in lingua inglese al quale poi se n'è affiancato uno in lingua italiana. E certe scuole non hanno nemmeno quello. Ovvio che poi i ragazzi odino la scuola per partito preso: nessuno ha mai provato a fargliela sembrare una cosa interessante.

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Guest -NakedOnTheSand-

Non ho mai studiato in America' date=' però la testimonianza di Hanky su quelle che sono le attività extrascolastiche mi ha quasi commosso. Io avevo per puzza un laboratorio teatrale in lingua inglese al quale poi se n'è affiancato uno in lingua italiana. E certe scuole non hanno nemmeno quello. Ovvio che poi i ragazzi odino la scuola per partito preso: nessuno ha mai provato a fargliela sembrare una cosa interessante.[/quote']

 

A proposito di laboratori teatrali e attività extrascolastiche, a scuola da me ogni singolo professore che non sia indaffarato con questo tipo di cose (ovvero la maggior parte, tutti tranne due) afferma che "scuola non se ne fa più e si fanno solo stupide attività che tolgono tempo all'insegnamento e all'apprendimento. E poi ci si lamenta se i ragazzi non si lasciano interrogare o se non sanno tradurre"..

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Jekyll

la scuola non serve. non mi dilungo ma in linea di massima mi trovo d'accordo con Sweet.

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cirdan

e che metodo di insegnamento suggeriresti, Jekyll???

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Jekyll
e che metodo di insegnamento suggeriresti' date=' Jekyll???[/quote']

il metodo attuale è perlopiù giusto. da cambiare sarebbe il cervello di buona parte degli studenti... possibile? :P

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Lele_

la scuola non è un parco giochi o un luogo di ricreazione,per quello c'è il tempo libero

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Sweet
il metodo attuale è perlopiù giusto. da cambiare sarebbe il cervello di buona parte degli studenti... possibile? :P

Anche quello dei professori, però... ormai i professori veramente buoni, quelli di cui ha parlato SaintJust insomma, si contano sulle dita di una mano. Io ne ho avuti alcuni, ma ne ho avuti anche di pessimi, come ho scritto. C'è chi ne ha solo di pessimi. Con queste premesse, è impossibile che possano interessarsi allo studio, secondo me.

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cirdan

jekyll, concordo sul bisogno di cambiare il cervello di buona parte degli studenti, che certe volte prendono la scuola come "parcheggio" per la mattina, ma anche gli insegnanti ci mettono del loro!!! in questo sono molto d'accordo con sweet, alcuni insegnanti riescono a far odiare materie stupende, oppure a rendere impossibile anche la più semplice delle cose...

forse ho capito a che serve la scuola: a rendere cosciente, almeno in parte, una persona delle sue capactà e attitudini...

oltre che a educare, cosa che però riesce un po' difficile negli ultimi periodi, mi pare...

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Jekyll

sicuramente anche i professori dovrebbero quantomeno regolarsi, ovvio. tuttavia credo che molti vengano indisposti dagli studenti.... altri invece dovrebbero abbandonare l'insegnamento. personalmente ho sempre avuto professori decenti e non mi posso di certo lamentare.

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Sweet

Infatti, Jekyll, noto che chi tende a scaricare la colpa principalmente sugli studenti come me e te è perché ha avuto almeno una manciata di buoni professori, che sono riusciti a fare la differenza.

Se prendi una come la mia ragazza, a cui penso stesse simpatica solo una professoressa su tutte, della scuola ha un ricordo bruttissimo, non ha imparato niente e ora sta recuperando "da sola" chiedendosi perché i suoi professori non siano stati capaci di infonderle l'amore per la letteratura e lo abbia dovuto trovare da sola, da qualche parte dentro di sé.

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Jekyll

Hai ragione Sweet. Però c'è anche da dire che per molti studenti è più comodo colpevolizzare i professori piuttosto che ammettere i propri esiti negativi. Questo sinceramente non lo trovo giusto. Quella della tua ragazza, invece, è una situazione sgradevole... vedere gli interessi degli alunni stroncati dall'incapacità dei professori mi provoca una certa amarezza nonché diffidenza nei confronti della scuola o meglio dei presunti professori.

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Sweet
Hai ragione Sweet. Però c'è anche da dire che per molti studenti è più comodo colpevolizzare i professori piuttosto che ammettere i propri esiti negativi. Questo sinceramente non lo trovo giusto.

[il topic si sta trasformando in un dialogo tra noi due... :look: ]

Sono d'accordo su questo... ma in questo caso scarico la colpa, più che sugli studenti, sui genitori. Sono loro che li crescono con la convinzione di essere infallibili e sono loro che quando il professore gli mette 4 vanno ai colloqui a protestare, sono loro che magari stanno fuori casa tutto il giorno e si autoconvincono che il figlio sia tanto studioso quando invece non apre libro tutto il pomeriggio e si merita anche meno di quel 4. Questi atteggiamenti c'erano quando andavo a scuola io, e vanno sempre peggiorando, per quanto ne so. Non li fanno più i genitori di una volta, quelli che se portavi a casa un 4 ti mettevano in punizione.

Io mi sono trovata a parlare in treno con una conoscente di mia madre la quale asseriva che il figlio bocciato due volte fosse BRAVO a scuola.

Hmmmm, qualcosa non mi torna.

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