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Antipolitica


Roby

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Onorevole House

 

Gli italiani dell'antipolitica non detestano la politica, ma questa politica. E quale vorrebbero, allora? Un segnale illuminante arriva dagli ascolti del Dottor House, che appena sbarcato su Canale 5 ha battuto i due massimi sedativi del popolo: la Nazionale di calcio e l'Isola dei Famosi. Sul fascino misterioso di House sono stati scritti dei trattati filosofici: è brusco, sardonico, persino un po' sfigato. Però autorevole - sa di cosa parla - e anticonformista: non fa nulla per compiacere gli altri, lui.

 

Ora, proviamo a mettere a confronto il suo carattere così amato dal pubblico con quello dei politici nostrani di prima fila, nessuno escluso. Una torma di venditori dall'eloquio plastico, divorati dall'ansia di apparire e di piacere. Incapaci di aprire bocca senza consultare un sondaggio, bivaccano sorridenti, pacati o funzionalmente polemici dentro gli studi televisivi, dove House come minimo prenderebbe a stampellate il conduttore. I cittadini diffidano di loro perché sono troppo conformisti e troppo poco autorevoli: rimasticano frasi fatte e difettano di competenza, di profondità, di tempo per studiare e per aggiornarsi. Si aggiunga un ultimo fattore non secondario. House è sugli schermi da un paio d'anni e fra qualche tempo pure lui, come tutti, sarà venuto a noia. Quegli altri resistono in replica dal 1993, quando fu ritirato il «format» precedente. E a noia sono venuti da un pezzo.

 

Massimo Gramellini - La Stampa (19/10)

 

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Concordo a pieno.

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Dopo aver espunto interventi fuori luogo, prego chi risponderà al topic di riflettere sulla "antipolitica" (attualmente nota anche come "grillismo") e NON sul dottor House. Altrimenti il topic non ha senso, tantomeno in questa sede.
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L'antipolitica può essere un sentimento rispettabilissimo come tutti gli altri, ma mi dispiace constatare che fin troppo spesso il sentimento anti-politico deriva dal lamento del ignorante che non comprende come un sistema complesso e arcano ai suoi occhi come la politica possa avere un influenza così grande sulla sua vita, e quando qualcosa gli va male, tente a sparare nel mucchio offesse come se tutti i politici fossero uguali

 

Io sono Anarchico, ma non mi definisco un Anti-Politico, Credo che il Sistema politico porti di per se alla corruzzione e all'oligarchia, ma non sono così cieco da essere qualunquista e fingere che ogni politico valga come qualsiasi altro politoco

 

Prima di prendere qualsiasi posizione ideologica, bisognarebbe prima informarsi su cosa si vuole sostenere e cosa si vuole criticare, e ricercare la conoscenza da una vasta gamma di fonti, non solo quelle che ci fanno comodo in quanto ci consegnano una verità preconfezionata pronta all'uso

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"antipolitica" (attualmente nota anche come "grillismo")

 

Yrian, non sono d'accordo con te e con questa assiomatica identificazione.

Napolitano ha definito la manifestazione di Grillo antipolitica ma lui è specializzato nel prendere le parti dell'autorità dello Stato fino alla giustificazione dell'autoritarismo e del totalitarismo.

Possiamo fidarci di un tipo così?

Hai letto il fondo del Corriere di Pasquino di alcuni giorno fa che spiega perché quella di Grillo non è antipolitica?

Pur non avendo in particolare simpatia, a pelle, Beppe Grillo, il primo mi ha convinto.

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Isher, non ho detto che l'antipolitica e il grillismo sono la stessa cosa: ho detto che l'antipolitica è "ATTUALMENTE" "NOTA" "ANCHE" come grillismo. E tra parentesi. Mi sembra ci siano state da parte mia fior di attenuanti. Ed è un fatto - spero non vorrai negarlo - che i mass media abbiano in questi giorni spesso presentato le cose in questo modo. Tanto è vero che c'è chi sente l'esigenza di negarlo.

 

Se vuoi contribuire costruttivamente al topic puoi approfondire la questione, ma non polemizzando con me perché io ho semplicemente preso atto dello stato attuale del dibattito, non ho introdotto definizioni.

 

E ho cercato - disperatamente - di istradare, chiarendone il significato, un topic che già mi pento di non aver chiuso, dato che in una giornata mi sono trovato a dover cancellare la risposta "dottor house sbav" e a dover leggere il tuo commento fuori luogo.

 

Ecco cosa succede quando, invece di essere rigido, lascio correre.

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I Mass media soprattutto hanno dipinto Grillo come una persona che critica per il semplice gusto di Criticare

 

Ammiro grillo per il suo forte desiderio di spronare la gente al liberarsi del marcio che è in politica, il suo problema e che spesso critica anche in maniera ignorante e senza cognizione di causa.

 

Penso che se non si limitasse a criticare la politica, ma esaminasse anche la situazione politica, il suo desiderio di una politica sana e non corrotta, sarebbe sottosfatto in maniera più efficace, mantre ad agire in maniera qualunquistica, si ottiene solo un bollo come "Antipolitico"

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Se vuoi contribuire costruttivamente al topic puoi approfondire la questione, ma non polemizzando con me perché io ho semplicemente preso atto dello stato attuale del dibattito, non ho introdotto definizioni.

 

dover leggere il tuo commento fuori luogo.

 

 

Yrian, io non intendevo «polemizzare» con te. Mi sono limitato a esprimere il mio parere

sull'identificazione tra il movimento di Grillo e l'antipolitica, che è moneta corrente proprio da parte di coloro ai quali Grillo si oppone, e che quindi non può essere assunta come punto di partenza di descrizione del fenomeno, dato che è la posta in gioco della sua interpretazione. In questo, la reazione della stampa è stata chiaramente di parte, e per questo è significativo che il Corsera abbia pubblicato (quasi a parziale correzione della sua stessa linea)  quell'articolo che citavo. Ma forse, dato il tono stringato del mio post, era facile credere che io volessi «polemizzare» con te. Quanto al mio contributo al topic, lasciami l'illusione di credere di averlo dato, con le precisazioni che ho espresso.

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Penso che se non si limitasse a criticare la politica, ma esaminasse anche la situazione politica, il suo desiderio di una politica sana e non corrotta, sarebbe sottosfatto in maniera più efficace, mantre ad agire in maniera qualunquistica, si ottiene solo un bollo come "Antipolitico"

 

Credo che Grillo non sia antipolitico. Anzi, trovo che lo stesso concetto di "antipolitica" sia contraddittorio.

Sarebbe forse più corretto affermare che Grillo è contro una parte importante della "classe politica" e contro un certo mal costume dilagante.

 

Ammiro grillo per il suo forte desiderio di spronare la gente al liberarsi del marcio che è in politica

 

... ma il marcio non è nella politica! Ed è proprio questo luogo comune che non ci permette di operare il cambiamento. Il marcio - mi perdonerete la considerazione un po' forte - siamo noi!

Ciò che ci impedisce di essere come "loro" non ha spesso nulla di eticamente rilevante. Noi siamo diversi da "loro" perchè non esercitiamo il potere.

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... ma il marcio non è nella politica! Ed è proprio questo luogo comune che non ci permette di operare il cambiamento. Il marcio - mi perdonerete la considerazione un po' forte - siamo noi!

Ciò che ci impedisce di essere come "loro" non ha spesso nulla di eticamente rilevante. Noi siamo diversi da "loro" perchè non esercitiamo il potere.

 

Dubito di comprendere il vero senso di quello che ai scritto

 

Se ti esprimi da un punto di vista "Anarchico" o comunque utopistico ti do ragione, ma nei tempi brevi non vedo che responsabilità abbiano i cittadini

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Siedo davanti ad una scrivania.

Il mio ufficio si affaccia sulla piazza di un paese (che non identificherò) delle prime colline riminesi.

Davanti alla vetrina ci sono alcuni posti auto. Si dovrebbe esporre il disco orario.

I vigili, di tanto in tanto, staccano qualche multa ma di solito ci risparmiano: conoscono le nostre macchine e le lasciano stare.

Non abbiamo chiesto alcun favoritismo. Non ce n'è stato bisogno.

 

Più giù, lungo il viale, c'è un negozio vuoto di un impresario che ha costruito sette appartamenti risparmiando sui materiali.

Un bagno perde. Un muro è storto. Una porta rotta. Dovrebbe porvvedere alle riparazioni ma ha preferito chiudere baracca e burattini, fregandosene di chi ha comprato i suoi appartamenti.

 

Dimenticavo: i sette acquirenti, per evadere un po' di tasse, hanno pensato bene di dichiarare un valore d'acquisto più basso di quello pattuito... e sono stati fortunati: vicino all'oleificio altri come loro hanno perso le somme versate perchè l'impresa è falllita.

In paese lo sapevano tutti ma questo non ha impedito ad un agente immobiliare di proporli in vendita e di incassare compensi.

 

Nel nostro paese c'è un castello Malatestiano. I lavori di ristrutturazione sono stati affidati ad una ditta del posto. Una ditta con una pessima reputazione. Le mura antiche sono state ricostruite con mattoni nuovi ed il nostro castello, che prima era un rudere, ora non si guarda.

 

Il bar della piazza, dove faccio colazione, è gestito da alcuni ragazzi. La mattina mi salutano e mi agurano una buona giornata. Di solito non consegnano lo scontrino... nè io glielo domando... Vendono anche le sigarette. Senza alcuna autorizzazione.

 

Tutti conoscono la fabbrica più importante del paese.

Il titolare ha comprato ristoranti. Poderi sterminati. Locali da ballo. Poi ha capito quanto fosse più semplice produrre in Cina, ha aperto uno stabilimento all'estero ed ha messo i dipendenti italiani in cassa integrazione.

 

C'è un omino molto fortunato in questo paese. Compra solo terreni agricoli che, poco dopo, diventano edificabili. In paese è proverbiale la sua fortuna. Da dieci hanni compra campi di patate per farci appartamenti e nessuno ha capito ancora come faccia a non sbagliare un colpo...

 

Cittadini, politici, qual'è la differenza?

 

Se la nostra società è malata non è solo colpa di chi ci amministra... te lo posso garantire.

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Ma io non stavo facendo un discorso riguardo a chi dovessero andare le colpe della nostra società

 

Mi Interessava piuttosto sottolineare che la rappresentanza di un popolo comporta determinate responsabilità, alla quale molti esponenti della classe politica non sanno e spesso non vogliono assolvere

 

Ad in questo l'unica colpa che hanno i cittadini, e di lasciarsi rappresentare da gente del genere

 

Poi naturalmente i cittadini come qualsiasi essere umano ricercano il loro bene, purtroppo spesso egoisticamente, ma loro sono in rappresentanza di loro stessi

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Cittadini, politici, qual'è la differenza?

 

Se la nostra società è malata non è solo colpa di chi ci amministra...

 

Certo, c'è una paurosa continuità tra società civile e classe politica, così come tra mentalità civica e mentalità e prassi politiche. Detto in soldoni, l'Italia ha la classe politica che si merita.

 

Tuttavia io cerco di resistere a questa conclusione per due ragioni:

 

- porta allo scetticismo più sconfinato

- la classe politica ha delle responsabilità di governo e istituzionali da cui dipende la struttura stessa del Paese, il quadro già dato, normato, in cui ciascuno di noi si trova a vivere come cittadino.

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No, non la comporta, Kropotkin. Io ho detto che c'è una continuità, nel senso che all'inefficienza e all'autoreferenzialità della classe politica corrisponde (in linea generale) l'indifferentismo e la passività dei cittadini.

Comune è l'atavico scetticismo italico, il sentimento di inutilità.

 

Inoltre io credo fermamente che il massimo problema dell'Italia sia la mancanza di una cultura empirista. Sono i «fatti» che fondano la responsabilità, e l'onestà intellettuale. Stare ai fatti, tenere fede ai f/patti, rispettare

i dati, usare il voto in base a fatti, e tutto quel che ne segue.

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No, non la comporta, Kropotkin. Io ho detto che c'è una continuità, nel senso che all'inefficienza e all'autoreferenzialità della classe politica corrisponde (in linea generale) l'indifferentismo e la passività dei cittadini.

Comune è l'atavico scetticismo italico, il sentimento di inutilità.

 

Concordo sul fatto che la classe politica sia inefficiente e che i cittadini siano passivi e indifferenti

 

Ma penso che la colpa principale di questo risultaot odierno sia da ricercarsi piuttosto in una triplice azione di Industrializzazzione, Mass-Media e Religioni dell'libro

Tutti e tre elementi che hanno alienato il cittadino dalla realtà e lo nutrono con verità preconfezionate.

Ma soprattutto penso che di quei 3 la colpa sia soprattutto dei Mass-Media, che tendono a creare un sacco di disinformazione, e in conseguenza una confusione generale di bisogni e valori

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Concordo sul fatto che la classe politica sia inefficiente e che i cittadini siano passivi e indifferenti

 

Ma penso che la colpa principale di questo risultato odierno sia da ricercarsi piuttosto in una triplice azione di Industrializzazzione, Mass-Media e Religioni dell'libro

Tutti e tre elementi che hanno alienato il cittadino dalla realtà e lo nutrono con verità preconfezionate.

 

 

Che i mass-media informino male è vero, ma il fatto è che nella contemporaneità (e forse sempre!) l'uomo, il cittadino, deve avere per definizione un atteggiamento attivo, interpretativo, rispetto ai dati che gli vengono forniti: non può essere altrimenti. L'industrializzazione, poi, può anche avere separato gli individui e le collettività da una maggiore coesione tra se stessi e con la realtà circostante, ma è un effetto ineliminabile del progredire delle conoscenze, delle scienze e delle tecniche. Tutti noi possiamo avere un momento di nostalgia verso la situazione del passato, ma attenzione a non mitizzarlo. La Religioni del Libro: sì, ci sono state, ma stanno anche passando, per fortuna. In Italia ci sono sacche ideologiche maggiori che in altri Paesi d'Europa, perché l'Italia è un Paese meno sgamato, meno moderno, con meno progresso, quindi più ideologico. E' vero però che si stanno formando correnti ideologiche trans/nazionali, planetarie, come i no global, fondate sul rifiuto della modernità.

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Sicuramente rifiutare la modernità non è una buona soluzione, infatti io sostenevo che questi 3 fattori (Anche se l'ultimo in effetti è in diminuzione da noi per quanto riguarda l'italia) sono di ostacole alla formazione di una nuova modernità, di una nuova globalizzazione, fondata sul rispetto reciproco

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Certo, c'è una paurosa continuità tra società civile e classe politica, così come tra mentalità civica e mentalità e prassi politiche. Detto in soldoni, l'Italia ha la classe politica che si merita.

 

Tuttavia io cerco di resistere a questa conclusione per due ragioni:

 

- porta allo scetticismo più sconfinato

- la classe politica ha delle responsabilità di governo e istituzionali da cui dipende la struttura stessa del Paese, il quadro già dato, normato, in cui ciascuno di noi si trova a vivere come cittadino.

 

Io non la considero una conclusione ma un punto di partenza.

Lotto contro l'idea, secondo me fuorviante, che, tagliata la testa di Maria Antonietta, il problema della cattiva politica sia risolto.

Non mi piace neanche il concetto: "l'Italia ha la classe politica che si merita". Perchè è anche vero che l'Italia non è solo sporcizia. Che l'Italia non è solo collusione.

L'Italia è un grigio diffuso.

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