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Come mai


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Dici Michel Houellebecq e ti viene subito in mente 

"Le persone – farà dire Houellebecq al suo protagonista – non ascoltano mai i consigli che diamo loro, e quando chiedono consigli lo fanno proprio e soltanto per non seguirli, per farsi confermare, da una voce esterna, che sono prese in una spirale di annientamento e di morte, per loro i nostri consigli hanno esattamente il ruolo del coro tragico , confermando all'eroe che ha imboccato la strada della distruzione e del caos".

"Forse a questo punto è necessario che dia qualche delucidazione sull'amore, destinata più alle donne, giacché le donne non capiscono bene cos'è l'amore per gli uomini, sono costantemente sconcertate dal loro atteggiamento e dai loro comportamenti, e a volte ne traggono la conclusione errata che gli uomini siano incapaci di amare, è raro che le donne si rendano conto di come questa stessa parola, amore, comprenda, nell'uomo e nella donna, due realtà radicalmente diverse.

Nella donna l'amore è una potenza, una potenza generatrice, tettonica, quando l'amore si manifesta nella donna è uno dei fenomeni naturali più imponenti di cui la natura possa offrirci lo spettacolo, è da considerare con timore, è una potenza creatrice dello stesso tipo dei terremoti o degli sconvolgimenti climatici, è all'origine di un altro ecosistema, di un altro ambiente, di un altro universo, con il suo amore la donna crea un mondo nuovo, piccoli esseri isolati gorgogliavano in un'esistenza incerta ed ecco che la donna crea le condizioni di esistenza di una coppia, di una nuova entità sociale, sentimentale e genetica, la cui vocazione è proprio quella di eliminare ogni traccia degli individui preesistenti, tale nuova entità è già perfetta nella sua essenza, come aveva capito Platone, a volte si può complicare strutturandosi in famiglia, ma questo è quasi un dettaglio, contrariamente a ciò che pensava Schopenhauer, in ogni caso la donna si dedica interamente a questa missione, vi si immerge, vi si dedica come si suol dire anima e corpo, e comunque per lei non fa molta differenza, per lei la differenza tra anima e corpo è solo un cavillo maschile senza importanza. A questo compito, che in realtà non è tale, non essendo altro che la pura manifestazione di un istinto vitale, sarebbe pronta a sacrificare senza esitazione la propria vita.

L'uomo, all'inizio, è più riservato, ammira e rispetta quel turbine emotivo senza capirlo del tutto, non gli sembra il caso di fare tante storie. Ma a poco a poco si trasforma, a poco a poco viene risucchiato dal vortice di passione e piacere scatenato dalla donna, per l'esattezza riconosce la volontà della donna, la sua volontà incondizionata e pura, e capisce che tale volontà, benché la donna esiga penetrazioni vaginali frequenti e preferibilmente quotidiane, essendo esse la condizione normale della sua manifestazione, è una volontà che in sé è assolutamente buona, in cui il fallo, nucleo del suo essere, cambia statuto diventando altresì la condizione di possibilità di manifestazione dell'amore, dato che l'uomo non possiede altri mezzi, e questa strana alterazione fa sì che la felicità del fallo diventi uno scopo in sé per la donna, uno scopo che non tollera restrizioni riguardo ai mezzi impiegati. A poco a poco, l'immenso piacere dato dalla donna modifica l'uomo, lo spinge alla gratitudine e all'ammirazione, la sua visione del mondo ne viene trasformata fino a farlo accedere in maniera per lui imprevista alla dimensione kantiana del rispetto, e a poco a poco si trova a considerare il mondo in modo diverso, la vita senza donna (e anche, per l'appunto, senza quella donna che gli dà così tanto piacere) diventa letteralmente impossibile e quasi la caricatura di una vita; a quel punto l'uomo comincia davvero ad amare.

Perciò l'amore nell'uomo è una fine, un compimento, e non, come nella donna, un inizio, una nascita; ecco cosa bisogna tener presente.

Capita tuttavia, raramente, che negli uomini più sensibili e fantasiosi l'amore avvenga al primo istante, dunque il love at first sight non è affatto un mito; ma è in quel caso che l'uomo, con un prodigioso moto mentale di anticipazione, si ritrova ad aver già immaginato il complesso dei piaceri che la donna potrebbe prodigargli nel corso degli anni (...)".

Houellebecq e il sesso:

"Mi si potrebbe rimproverare di dare troppa importanza al sesso; non credo sia così. So bene che altre gioie ne prendono a poco a poco il posto nel normale decorso di una vita, ma il sesso resta l'unico momento in cui coinvolgiamo personalmente, e direttamente, i nostri organi, pertanto il passaggio del sesso, e di un sesso intenso, è comunque un passaggio obbligato affinché possa operarsi la fusione amorosa, senza di esso non può succedere niente, e tutto il resto, di solito, ne discende per gradi. C'è anche un'altra cosa, ed è che il sesso resta un momento pericoloso, il momento per eccellenza in cui interessiamo la parte. Non mi riferisco in particolare all'aids, benché il rischio di morte possa costituire un'autentica nota piccante, bensì alla procreazione, pericolo molto più grave in sé, personalmente avevo appena rinunciato a usare i preservativi in qualsiasi rapporto intimo mi capitasse di avere, a dire il vero l'assenza di preservativo era diventata una condizione necessaria del mio desiderio, in cui la paura di generare aveva un ruolo rilevante, e sapevo bene che se per disgrazia l'umanità occidentale fosse riuscita a separare effettivamente la procreazione dal sesso (come a volte sembrava intenzionata a fare) avrebbe condannato al tempo stesso non solo la procreazione ma anche il sesso, e contestualmente avrebbe condannato pure se stessa, questo i cattolici identitari l'avevano capito bene, anche se le loro posizioni comportavano strane aberrazioni etiche, come le reticenze su pratiche innocenti quali il sesso a tre o la sodomia, ma andavo via via perdendomi a furia di scolarmi bicchieri di cognac aspettando Yuzu che comunque non era per niente cattolica e ancor meno cattolica identitaria, erano già le dieci di sera, non volevo passarci la notte ma andarmene senza rivederla mi seccava un po', per pazientare mi preparai un sandwich al tonno, avevo finito il cognac ma c'era comunque una bottiglia di calvados".

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