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OMOFOBIA, DENTRO O FUORI..?


arifandom96

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arifandom96
OMOFOBIA, DENTRO O FUORI..?

Salve a tutti, 

sono Marco, un ragazzo gay di 23 anni. Vi scrivo perchè non so più che tentare e spero che possiate farmi stare meglio.

Allora, partiamo dal titolo: "omofobia, dentro o fuori?".. esatto, la questione centrale di questo topic   sarà proprio l'omofobia. Cercherò di essere il più chiaro possibile. Io sono dichiarato con amici, famiglia (e praticamente tutto il mio paesino lo sa) da tipo 3 anni e poco più. Nel mentre, ho avuto una relazione di due anni, finita (ma a sto punto posso dire cominciata e durata) malissimo. Ora sono uno studente fuori sede, single, e la questione che pongo è questa: in questi ultimi mesi mi sento molto ma molto ansioso riguardo al fatto che gli altri sappiano che sono gay. Questa cosa era molto meno angosciante quando ero fidanzato, perchè avevo una persona che mi appoggiava per quello che ero e mi andava bene così. Ora tutto è cambiato, e ho attacchi di panico periodici perchè sento tantissima violenza nel mondo. Ora si, la mia vita è molto diversa, sono sempre solo nella mia camera, con la famiglia ho pochissimi rapporti, amici ne ho 2 (ma sinceramente non so nemmeno quanto siano effettivamente amici), sono fobico sociale, questo mi porta a stare sempre chiuso in casa completamente solo coi miei pensieri. E questi pensieri a volte sono davvero stronzi. Io ho l'ansia/timore/sentore che la maggior parte delle persone la fuori siano omofobe, che magari molte dicano di essere pro, ma che in realtà lo facciano solo perchè politicamente corretto. Ma non si limita qua la mia sofferenza ovviamente, perchè a volte nasce in me il "delirio" che tutti ce l abbiano con me, che tutti mi odiano per la mia sessualità, che possano complottare tutti per distruggermi mentalmente, portandomi al suicidio. Tutti, tutti, tutti. Dai miei genitori (mi appoggiano a modo loro, nel senso che mi dicono che vado bene così ma in realtà hanno la mente chiusa al riguardo), al fratello, al mio analista (si, sono in psicoanalisi da un anno e mezzo), alla mia psichiatra, agli amici più cari che ho, a quelli meno cari, ai conoscenti, ai passanti, ai vicini di casa... ho spesso questa sensazione che tutti possano complottare per distruggermi, che mi dicano che non sono omofobi solo per farmi "abbassare la guardia" e quando meno me lo aspetto.. mi attaccano. Ne ho parlato più volte col mio analista (faccio 4 sedute a settimana) e secondo lui questi pensieri derivano da altre cose, come la volonta inconscia di non vivere, di tormentarsi... io però continuo a stare male. Per questo vorrei chiedere a voi, vi siete mai trovati in situazioni simili? secondo voi, questa omofobia mascherata da falsa tolleranza è veramente così diffusa o è tutto nella mia testa (omofobia interiorizzata)? 

vi ringrazio tanto in anticipo,

Marco

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La mia impressione e' che la tua sia una mania di persecuzione che si esprime nel timore che tutti siano omofobi. Hai un analista e una psichiatra. Ti trovi a tuo agio con loro ?

se ti trovi bene con loro bene, altrimenti devi cercarti altri terapeuti. 4 volte a settimana con l'analista non sono poche e se non vedi miglioramenti io proverei un altro tipo di terapia. Hai il vantaggio di andare da due terapeuti (analista e psichiatra), cosi' puoi chiedere alla psichiatra cosa pensa della tua analisi e viceversa.

dico questo perche' a volte capita che se si chiede al propio psicologo se forse e' il caso di cambiare psicologo lui dice di no e ti dice che vuoi scappare dalla terapia e balle del genere perche' lui perderebbe un buon cliente che lo aiuta a guadagnare i soldi con cui lui vive.

quanti anni hai se posso chiedere e da quanto senti che tutti sono contro di te ?

Se una persona e' ostile o omofoba normalmente lo capisci e non fa finta di essere gentile e comprensiva con te per tenderti un tranello.

Edited by marco7
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Quando ci sono di mezzo gravi problemi psicologici, come nel tuo caso, cercare risposte online non ha molto senso perché praticamente nessuno ci é passato e perché si rischia di dire qualche cavolata che può farti solo peggiorare. 

 

L'unica cosa sensata da dirti é di continuare le tue sedute dall'analista. 

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davydenkovic90

4 sedute a settimana sono davvero tante, e mi accodo a Faby nel dirti che forse cercare risposte ai tuoi dubbi online può rischiare di far peggiorare qualcosa di serio che ti porti dentro e che non nasce né muore sul discorso che poni qui.

Le reazioni altrui alla dichiarazione di omosessualità possono essere un miliardo, e ognuno di noi lo sa perché le sperimenta da anni sulla propria pelle. Tra queste c'è anche quella che temi tu, ma non avrei tutta questa paura di un genitore o di una persona che mi sta molto vicina, se anche fosse vero che la piena accettazione è una facciata che nasconde anche qualche perplessità. (che comunque si superano, col tempo)

A parte il tuo ex ragazzo, hai mai frequentato altri ragazzi gay (in amicizia o in altri sensi)? Dici che quando stavi con lui avevi meno di questi pensieri perché ti sentivi appoggiato, non potresti trovare questo appoggio in altre persone/realtà? (associazioni gay per esempio, che offrono anche supporto psicologico)

 

 

Edited by davydenkovic90
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l'unica cosa sensata da dirti è che dovresti metterti in testa che il mondo NON gira intorno a te e che non è vero che il primo pensiero di chunque ti conosca è complottare qsi cosa contro di te.

per il resto, se sei già in terapia, fidati ed affidati a chi è del mestiere e ti conosce dal vivo molto meglio di noi, che siamo dietro monior & tastiera, 

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Se avessi detto di essere solo seguito da un analista magari qualche risposta sarebbe potuta esserti utile, ma se c'è anche uno psichiatra di mezzo allora c'è qualcosa che non ci hai detto. Il consiglio è di parlarne con loro e di evitare le risposte online, potrebbero essere contro producenti in questo momento. 

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occhioditigre

Purtroppo qui non siamo analisti, però possiamo cercare di esprimere ciò che pensiamo al riguardo. Io penso che, anche se senti intorno a te questo odio, dovresti lasciar perdere chi tenta di denigrarti e pensare di più a te stesso e a fare qualcosa che ti fa star bene. Solo riacquisendo fiducia in te stesso, potrai uscire dalla tua stanza e vivere questo mondo, spesso molto bastardo, in modo sereno. 

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Hinzelmann

@occhioditigre le cose non stanno così

Già ad una persona con omofobia interiorizzata ( che in quanto tale non avrebbe né malattie né disturbi ma solo un minority stress ultra accentuato ) in genere si segnala il fatto che si potrebbe avere uno sguardo sul mondo esterno condizionato dalle proprie paure

Es se io non accetto me stesso mi immagino che anche i miei genitori siano molto omofobi e proietto su di loro un giudizio che in parte è il mio

Questo non significa dire che non esista l'omofobia, anzi per certi esiste talmente da poter essere immaginata-prefigurata oltrechè effettivamente subita

Se però a questo aggiungiamo una malattia psichiatrica il discorso si complica

 

 

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occhioditigre
12 minutes ago, Hinzelmann said:

Se però a questo aggiungiamo una malattia psichiatrica il discorso si complica

Non ho letto bene il tutto. Mi scuso. L'unico modo per uscirne è affidarsi a epserti del settore. Noi non abbiamo le competenze adeguate.

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arifandom96

ciao a tutti, 

innanzitutto vi ringrazio moltissimo di tutte le risposte ed il supporto, cercherò di  rispondere a tutti in maniera adeguata.

ho 23 anni, sono in psicoanalisi da 1 anno e mezzo, ma prima di questo percorso ne ho fatto altri (una terapia breve strategica per la fobia sociale - un flop-, e una psicoterapia di 1 anno che ho scelto di terminare perchè non mi sentivo davvero appoggiato dalla terapista; inoltre vado da psichiatri da 3 anni, ne ho cambiati 3, inzialmente per la fobia sociale, e alla fine ho preso ansiolitici e antidepressivi per 3 anni, da oggi li smetto completamente tutti). Non credo di avere una patologia psichiatrica conclamata, nel senso che una psichiatra mi aveva "diagnosticato un disturbo dell umore con una tendenza alla rimuginazione ossessiva, che sinceramente non so con precisione che significhi, ma comuqnue non credo sia una patologia psichiatrica.

Il terrore di persecuzione c'è eccome, non solo per la mia sessualità, ma per ogni cosa di me (nella mia testa, la gente mi odierebbe qualsiasi cosa io faccia, che io scelga nero, che scelga bianco, che non scelga..); questo probabilmente dovuto a varie cose, come rendersi conto di essere gay all età di 7 anni in un paese e in una famiglia omofoba, avere avuto un fratello che mi ha torturato mentalmente e fisicamente per anni (ecco, quello che era lui con me, è proprio il modello di persecutore che tanto temo), una famiglia che non ha mai incentivato e supportato la mia interiorità ma solo i risultati accademici, una nonna che diceva ai pranzi di natale che avere un nipote gay sarebbe stata la peggio cosa di sto mondo (avevo 10 anni, e il mio analista mi ha detto che la cosa per me è stata di una violenza inaudita, ha sentito analogie con le persone che raccontano di essere stuprate.. ma non ci vuole una laurea per capire che è una cosa tremenda per un bimbo) , un padrino fascista omofobo che ai pranzi in famiglia faceva battute omofobe, amici, professori che facevano battute omofobe.. si ok, ho avuto un po di sfiga nella mia vita, inoltre ho sofferto di obesità, ortoressia, ho avuto un problema fisico che ho dovuto risolvere con un intervento di 10000 euro in Austria,ecc.. insomma,ci sta che io sia un po marcio in testa (sdramatizzo un pò), però bo, ora continuo a tenere duro ma è troppo difficile la vita così. 

se mi fido del mio analista? bo, dipende, c'è ovviamente il pensiero che mi stia usando per lucrarci.. 

il fatto è che mi sono sempre sentito una merda, malato, feccia, per tantissimi anni della mia vita, e quindi ora magari sono io che proietto negli altri queste idee profonde in me..poi il mondo la fuori non è certo favorevole ( pareri omofobi, amici che ti usano, fidanzati che ti abbandonano dal nulla, genitori che ti chiedono solo degli esami universitari, e non magari come ti senti..), e questo non è sicuramente un aiuto a credere che vado bene così, che sono normale. 

L'analisi è una cosa lenta, e io non ce la faccio più, ho letto che la terapia cognitiva è il gold standard per l'omofobia interiorizzata (anche se forse è più la persecuzione il mio problema, però è innegabile che vedere certi comportamenti e commenti omofobi l ansia da persecuzione salirebbe a chiunque); per questo volevo chiedervi, c'è qualcuno di voi che ha intrapreso un percorso simile o che si ritrova anche un minimo in quello che sento ora con cui mi possa confrontare?

vi ringrazio ancora tanto, davvero, spero di poter trovare qualcuno con cui confrontarmi.

Marco

 

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la mia vita è stata per tanti aspetti simile alla tua. pure io ho capito che mi piacevano i maschi da bambino e sono cresciuto in una famiglia di merda con padre ignorante e omofobo, madre bigotta e indottrinata cattolica. questo bell'ambiente me ha trasformato in un depresso cronico e buonanotte.

per il / i terapeuta / i è molto importante che tu ti trovi bene con lui altrimenti perdi solo tempo. oltre a trovartici a tuo agio con lui, lui dovrebbe essere competente e offrire una terapia più o meno efficace. sulla psicoanalisi ci sono pareri divergenti in merito alla sua efficacia. io non si so dirti se porta a miglioramenti o se serve poco.

molto positivo nella tua situazione è che sai valutare la tua situazione dall'esterno e sai anche interrompere una terapia o un terapeuta se lo reputi necessario. non tutti lo sanno fare e c'è gente che ha passato lustri a fare analisi e basta quando invece necessitavano anche di un supporto farmacologico che in pratica è stato negato loro dal loro psicologo perchè lui è contrario di principio agli psicofarmaci.

altra cosa molto importante è che ti rendi conto o almeno dubiti che la visione del mondo che hai in cui tutti vogliono nuocerti e sono omofobi è dovuta alla tua patologia o disturbo e dunque riesci malgrado questa tua fobia a capire che forse non è così come ti sembra ma che ciò è dovuto alla tua patologia.

un po' come un depresso che vive meglio se capisce che il pessimismo eterno che ha è dovuto alla sua malattia e dunque forse le varie situazioni reali sono meglio di come le si pensano.

spero di aver contribuito almeno un po' ad alleviare le tue sofferenze.

 

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Ciao, benvenuto. Mi dispiace molto per la tua sensazione persecutoria, so che si tratta di qualcosa di straordinariamente doloroso. Però, prova a pensarci: hai dalla tua parte tante cose positive. Sei lucidissimo e consapevole mentre racconti di come i pensieri di minority stress si creino nei momenti di tensione e solitudine, e prendano ogni tanto la tua mente in ostaggio per qualche momento; e sai molto bene che appunto si tratta di qualche momento, di qualche inciampo dovuto alla stanchezza, ad una giornata no, ad un impegno stressante. E' un piccolo trigger seccante, ma puoi perdonartelo, ci sta. Sei poi riuscito a ricostruire con nitida precisione gran parte del percorso della tua storia personale, evidenziando tutte le principali cicatrici che ancora stentano a rimarginarsi; e sai che sono appunto cicatrici di eventi antichi, che oggi hai il privilegio di osservare da lontano, come battaglie personali che tutto sommato hai vinto, perché a conti fatti non ti sei mai fermato e oggi sei qui. Certo sono ferite di guerra che ancora tirano un po', la pelle è coriacea e corrugata, ogni tanto si arrossano soprattutto se le sfreghi troppo, ma puoi esserne fiero, con la consapevolezza solida e corroborante del grande valore della tua lotta. E una cosa che fa stare bene. Tutte queste sono conquiste enormi, per nulla scontate, e dimostrano non solo che dentro di te c'è una forza eccezionale che ti spinge ad avvicinarti sempre più alla calma e all'accettazione che desideri, ma anche che ci stai riuscendo. Le fondamenta sono già state poste, ed è tutto merito tuo.

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davydenkovic90
9 hours ago, arifandom96 said:

ho preso ansiolitici e antidepressivi per 3 anni, da oggi li smetto completamente tutti

Spero che tu lo faccia sotto consiglio del medico e seguendo quello che ti dice di fare alla lettera con questi farmaci, non di tua spontanea volontà.

Edited by davydenkovic90
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  • 2 weeks later...

Penso che dovresti cercare di uscire da questa solidudine che amplifica i pensieri negativi e cercare di conoscere persone che vivono l'omosessualità in modo più sereno di come la vivi tu. Certo esiste l'omofobia, ma mi sembra strano, da quello che racconti, che pur sapendo molte persone di te, nessuno ti abbia accolto benevolmente, con simpatia ed affetto. Questa cosa mi sembra davvero incredibile.

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