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kafka87

Ne vale la pena? Consigli (anche spietati).

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kafka87
Ne vale la pena? Consigli (anche spietati).

Ciao a tutti, vi ho sempre seguito e letto ma non ho mai pensato di registrarmi e prendere parte a questo forum; adesso, vivendo una situazione particolare (tuttavia molto comune e poco originale), ho pensato di chiedervi un consiglio dal momento che spesso ho letto validi consigli, pareri e idee da parte di diversi utenti nel forum. 

Velocemente dico che ho 31 anni e vivo in Belgio per lavoro da 8 mesi, un posto che non mi piace e continuo a non sentire per nulla "mio". Il mio contratto di lavoro avrà la sua scadenza a Maggio, mese in cui potrei tornare a vivere dove ho sempre vissuto, ossia in Spagna. 

Peccato che il tutto non sia così semplice come potrebbe apparire. Infatti qui in Belgio vivo attualmente una bella relazione con il mio compagno, belga, nato 36 anni fa e vissuto sempre qui. La relazione ha appena compiuto 6 mesi (conobbi questo ragazzo appena due settimane dopo il mio arrivo qui), quindi è abbastanza giovane e fresca (rispetto alla mia precedente relazione durata 7 anni), ma per quello che i miei occhi vedono e il mio cuore sente è decisamente una relazione importante che prende sempre più connotati seri e sulla quale sento che potrei investire. 

Con questo ragazzo, S, sto molto bene, condividiamo molte idee e princìpi, passiamo bei momenti e ogni giorno ci smussiamo gli angoli delle passate sofferenze riscoprendo il bello del vivere un amore in coppia. Ancora abbiamo problemi di comunicazione dovuti alla lingua, lui parla francese, io spagnolo e italiano, e usiamo l'inglese come mezzo principale, per quanto il suo livello sia abbastanza basso.. ma da parte sua lui prova a imparare lo spagnolo e io dalla mia il francese, aspetto che mi sarebbe utile anche a livello generale se non mi ostinassi sempre ad andare per il facile con l'inglese nella vita di ogni giorno. 

Spesso riflettiamo sul nostro possibile futuro, su quale strada possa camminare questo rapporto... ed è qui che entra in gioco il problema. Questo posto, come già detto, non mi piace, non mi piace la lingua, la gente, il sistema in generale e nemmeno mi sento mai molto tranquillo a girare per strada con lui (so che in Italia è un aspetto difficile da comprendere ma qui la presenza di musulmani è davvero molto elevata ed è la causa numero 1 di omofobia e intolleranza) quindi tutti aspetti che da quando sono arrivato qui mi hanno subito portato a contare i giorni per tornare in Spagna. Ma arrivò S, e click: butterfly effect, tutto cambia. 
Col passare del tempo penso sempre di più all'ipotesi di rimanere qui con lui, sopportare questo posto, per lui, dato che l'opzione io&lui in Spagna non è attuabile per via di sua madre, donna anziana e sola, quindi bisognosa della presenza del figlio qui. 

+++Finita l'illustrazione della storia, arrivo adesso all'episodio, di qualche giorno fa, che mi ha fatto un po' pensare, e vacillare:
lui qui lavora, ma ambizioso com'è sta sempre cercando nuovi lavori più stimolanti e di prestigio (ottima cosa, ovviamente) ma l'altra mattina, facendo colazione, mi ha dato la notizia di aver inviato il CV a un'azienda molto importante per lavorare con essa. (fin qui tutto bene) Aggiunse però che il contratto, qualora lo dovessero assumere, prevede che lui vada per 4 mesi, quest'estate, a lavorare nel sud della Francia, per poi tornare qui in Belgio in maniera fissa. 

Alla fine gli è stato comunicato giusto ieri che non l'hanno preso, quindi sul piano pratico tutta questa pippa mentale non avrebbe molto senso, tuttavia vi scrivo perché penso che in generale, la sua mossa e le sue parole, possano essere lo specchio di qualcosa che in generale potrà/potrebbe ledere la relazione.

Dunque. 

Ora, io mi chiedo: sono io che penso in maniera contorta ed egoistica o lui ha fatto una mossa, mandando quel CV, poco carina?
Nel senso: parliamo sempre del nostro futuro, del fatto che io sono disposto a stare qui per lui nonostante quando apro la porta di casa mi sale ogni volta la nausea, e adesso lui, senza pensare (?) a questo, prende e manda un CV che lo porterebbe 4 mesi al sud della francia? (ha aggiunto che farebbe di tutto per tornare i weekend... ma l'oggettiva realtà delle cose - e della distanza - vede questo abbastanza poco probabile).
Non vuoi venire in Spagna con me perché tua mamma ha bisogno di te, ma per quei 4 mesi? Tua mamma va in ibernazione o cosa? 
E a parte questo dettaglio della madre, sai che io rimarrei qui per te e tu prendi e te ne vai per 4 mesi? 

Sono d'accordo con tutte le nuove psicologie 2.0 del "bisogna amare prima se stessi e pensare al proprio bene" etc etc, ma un po' ammetto di esserci rimasto male. Non ho detto niente davanti a lui, per ora, se non che poteva anche pensarci due volte prima di inviare l'application, perché era felice di questa idea e sperava davvero che il suo CV venisse accolto, ma tutte quelle belle speranze e progetti che nella mia mente si facevano fuoco per andare in contro a lui adesso è come se fossero stati spenti con un estintore.

+++Anche perché l'unica cosa che mi ha risposto lui, di netto e freddamente, al mio "potevi pensarci due volte" è stata: "MI SPIACE MA TU NON SEI LA MIA PRIORITA', SE VUOI ASPETTARMI BENE SE NO BENE LO STESSO, E' UNA TUA SCELTA".. mandando a fare in culo tutte le belle cose che ogni giorno mi dice su futuro, importanza etc.+++ 

Aggiungo un'altra cosa: quando parliamo del fatto che io potrei rimanere qui a maggio, cercandomi un nuovo lavoro e facendo tutto solo per provare a vedere come va questa relazione (anche per non avere poi il rimpianto del "e se fossi rimasto...??", lui mi ha detto "IO NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE, NON ASPETTARTI CHE TI PREGHI PER UNA COSA DEL GENERE, LA DECISIONE E' SOLO TUA. SE RESTI A ME FA PIACERE, SE NO NON STAREI CON TE ADESSO, MA NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE QUI, PER ME." Il che, razionalmente, ha la sua logica, ma dall'altro lato mi è sembrato un atteggiamento un po' freddo... in fondo razionali ok, ma non robot... a me verrebbe spontaneo, nei suoi panni, buttare li un "dai, resta con me!". 

(La differenza culturale è palese: gli italiani allisciano sempre le cose e girano 7 pianeti prima di arrivare a dire le cose come stanno, all'estero, lo saprete, sono molto più diretti e concisi, tant'è stato S con me).

Voi cosa ne pensate? Qualcuno magari ha vissuto una storia simile, in prima persona o per conto di terzi a lui vicini, e potrebbe darmi un parere e un consiglio. 
O semplicemente, cosa ne pensate e cosa fareste al mio posto? (Apprezzo la sincerità e la schiettezza)

Vi ringrazio se avete letto tutto, e se vorrete rispondermi. 
Un saluto,
Claudio
 

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marco7

Se ti sei messo con un carrierista e' chiaro che la sua carriera per lui e' prioritaria rispetto ai suoi affetti.

chiedigli se verrebbe in spagna con te portandosi dietro sua madre che avra' un beneficio in salute col caldo per i suoi reumatismi che colpiscono i vecchi..

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Hinzelmann
3 hours ago, kafka87 said:

Non vuoi venire in Spagna con me perché tua mamma ha bisogno di te, ma per quei 4 mesi?

Sarebbe venuto a trovarla nei Weekend in cui tornava anche per te

3 hours ago, kafka87 said:

... a me verrebbe spontaneo, nei suoi panni, buttare li un "dai, resta con me!". 

Se per lui il lavoro è così importante - diciamo prioritario - sarebbe iniquo da parte sua comportarsi in modo diverso nei tuoi confronti

Lui al posto tuo non lo farebbe, quindi neanche te lo chiede.

La questione è quindi : tu sei disposto a fare per lui qualcosa che sai lui non farebbe e non farà per te?

La risposta a questa domanda non è facile il confine fra "mi ama di meno" e "mi ama in modo diverso perchè è una persona diversa" è assai sottile

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Fladimiro71
3 hours ago, kafka87 said:

Ne vale la pena? Consigli (anche spietati).

Ciao a tutti, vi ho sempre seguito e letto ma non ho mai pensato di registrarmi e prendere parte a questo forum; adesso, vivendo una situazione particolare (tuttavia molto comune e poco originale), ho pensato di chiedervi un consiglio dal momento che spesso ho letto validi consigli, pareri e idee da parte di diversi utenti nel forum. 

Velocemente dico che ho 31 anni e vivo in Belgio per lavoro da 8 mesi, un posto che non mi piace e continuo a non sentire per nulla "mio". Il mio contratto di lavoro avrà la sua scadenza a Maggio, mese in cui potrei tornare a vivere dove ho sempre vissuto, ossia in Spagna. 

Peccato che il tutto non sia così semplice come potrebbe apparire. Infatti qui in Belgio vivo attualmente una bella relazione con il mio compagno, belga, nato 36 anni fa e vissuto sempre qui. La relazione ha appena compiuto 6 mesi (conobbi questo ragazzo appena due settimane dopo il mio arrivo qui), quindi è abbastanza giovane e fresca (rispetto alla mia precedente relazione durata 7 anni), ma per quello che i miei occhi vedono e il mio cuore sente è decisamente una relazione importante che prende sempre più connotati seri e sulla quale sento che potrei investire. 

Con questo ragazzo, S, sto molto bene, condividiamo molte idee e princìpi, passiamo bei momenti e ogni giorno ci smussiamo gli angoli delle passate sofferenze riscoprendo il bello del vivere un amore in coppia. Ancora abbiamo problemi di comunicazione dovuti alla lingua, lui parla francese, io spagnolo e italiano, e usiamo l'inglese come mezzo principale, per quanto il suo livello sia abbastanza basso.. ma da parte sua lui prova a imparare lo spagnolo e io dalla mia il francese, aspetto che mi sarebbe utile anche a livello generale se non mi ostinassi sempre ad andare per il facile con l'inglese nella vita di ogni giorno. 

Spesso riflettiamo sul nostro possibile futuro, su quale strada possa camminare questo rapporto... ed è qui che entra in gioco il problema. Questo posto, come già detto, non mi piace, non mi piace la lingua, la gente, il sistema in generale e nemmeno mi sento mai molto tranquillo a girare per strada con lui (so che in Italia è un aspetto difficile da comprendere ma qui la presenza di musulmani è davvero molto elevata ed è la causa numero 1 di omofobia e intolleranza) quindi tutti aspetti che da quando sono arrivato qui mi hanno subito portato a contare i giorni per tornare in Spagna. Ma arrivò S, e click: butterfly effect, tutto cambia. 
Col passare del tempo penso sempre di più all'ipotesi di rimanere qui con lui, sopportare questo posto, per lui, dato che l'opzione io&lui in Spagna non è attuabile per via di sua madre, donna anziana e sola, quindi bisognosa della presenza del figlio qui. 

+++Finita l'illustrazione della storia, arrivo adesso all'episodio, di qualche giorno fa, che mi ha fatto un po' pensare, e vacillare:
lui qui lavora, ma ambizioso com'è sta sempre cercando nuovi lavori più stimolanti e di prestigio (ottima cosa, ovviamente) ma l'altra mattina, facendo colazione, mi ha dato la notizia di aver inviato il CV a un'azienda molto importante per lavorare con essa. (fin qui tutto bene) Aggiunse però che il contratto, qualora lo dovessero assumere, prevede che lui vada per 4 mesi, quest'estate, a lavorare nel sud della Francia, per poi tornare qui in Belgio in maniera fissa. 

Alla fine gli è stato comunicato giusto ieri che non l'hanno preso, quindi sul piano pratico tutta questa pippa mentale non avrebbe molto senso, tuttavia vi scrivo perché penso che in generale, la sua mossa e le sue parole, possano essere lo specchio di qualcosa che in generale potrà/potrebbe ledere la relazione.

Dunque. 

Ora, io mi chiedo: sono io che penso in maniera contorta ed egoistica o lui ha fatto una mossa, mandando quel CV, poco carina?
Nel senso: parliamo sempre del nostro futuro, del fatto che io sono disposto a stare qui per lui nonostante quando apro la porta di casa mi sale ogni volta la nausea, e adesso lui, senza pensare (?) a questo, prende e manda un CV che lo porterebbe 4 mesi al sud della francia? (ha aggiunto che farebbe di tutto per tornare i weekend... ma l'oggettiva realtà delle cose - e della distanza - vede questo abbastanza poco probabile).
Non vuoi venire in Spagna con me perché tua mamma ha bisogno di te, ma per quei 4 mesi? Tua mamma va in ibernazione o cosa? 
E a parte questo dettaglio della madre, sai che io rimarrei qui per te e tu prendi e te ne vai per 4 mesi? 

Sono d'accordo con tutte le nuove psicologie 2.0 del "bisogna amare prima se stessi e pensare al proprio bene" etc etc, ma un po' ammetto di esserci rimasto male. Non ho detto niente davanti a lui, per ora, se non che poteva anche pensarci due volte prima di inviare l'application, perché era felice di questa idea e sperava davvero che il suo CV venisse accolto, ma tutte quelle belle speranze e progetti che nella mia mente si facevano fuoco per andare in contro a lui adesso è come se fossero stati spenti con un estintore.

+++Anche perché l'unica cosa che mi ha risposto lui, di netto e freddamente, al mio "potevi pensarci due volte" è stata: "MI SPIACE MA TU NON SEI LA MIA PRIORITA', SE VUOI ASPETTARMI BENE SE NO BENE LO STESSO, E' UNA TUA SCELTA".. mandando a fare in culo tutte le belle cose che ogni giorno mi dice su futuro, importanza etc.+++ 

Aggiungo un'altra cosa: quando parliamo del fatto che io potrei rimanere qui a maggio, cercandomi un nuovo lavoro e facendo tutto solo per provare a vedere come va questa relazione (anche per non avere poi il rimpianto del "e se fossi rimasto...??", lui mi ha detto "IO NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE, NON ASPETTARTI CHE TI PREGHI PER UNA COSA DEL GENERE, LA DECISIONE E' SOLO TUA. SE RESTI A ME FA PIACERE, SE NO NON STAREI CON TE ADESSO, MA NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE QUI, PER ME." Il che, razionalmente, ha la sua logica, ma dall'altro lato mi è sembrato un atteggiamento un po' freddo... in fondo razionali ok, ma non robot... a me verrebbe spontaneo, nei suoi panni, buttare li un "dai, resta con me!". 

(La differenza culturale è palese: gli italiani allisciano sempre le cose e girano 7 pianeti prima di arrivare a dire le cose come stanno, all'estero, lo saprete, sono molto più diretti e concisi, tant'è stato S con me).

Voi cosa ne pensate? Qualcuno magari ha vissuto una storia simile, in prima persona o per conto di terzi a lui vicini, e potrebbe darmi un parere e un consiglio. 
O semplicemente, cosa ne pensate e cosa fareste al mio posto? (Apprezzo la sincerità e la schiettezza)

Vi ringrazio se avete letto tutto, e se vorrete rispondermi. 
Un saluto,
Claudio
 

Sinceramente e ti parlo per esperienza il consiglio che posso darti è: se non hai altre motivazioni per restare li- eccetto lui- allora lascia perdere.

Non hai la garanzia che a Maggio ti rinnoveranno il contratto, ma anche se volessero rinnovartelo ( è traspare dalle tue parole che essendo un lavoro che non ti piace no ne permetterai il rinnovo) allora ritorna "all'ovile"perché stare lì solo per lui si potrebbe rivelare dannoso.

Io sono attualmente " fuori città" sempre in Italia ma mi sono spostato  dal sud al Nord per Amore: Fra me e il mio futuro e l'uomo che amo io ho scelto lui, accontentandomi di un lavoro che anche a me non piace ma per lui cerco di farmelo piacere e attualmente sono in una specie di guerra dalla quale non posso scappare perché ormai e fatta ed è troppo tardi. Se potessi tornare indietro probabilmente farei altre scelte e se fossi in te quella psicologia 2.0 che hai citato non la prenderei sotto gamba: non puoi ancora capirla perché non ci sei ancora passato ma se farai la scelta sbagliata forse potrai provarla fino in fondo come a me è capitato. 

Dalle tue parole si evidenzia la sua fredezza e il suo distacco ma sopratutto una domanda fondamentale: tu fra lui e te chi sceglieresti? Tu ti sei già espresso e hai scelto lui. Ok... Ma lui? Si è espresso pure e chiaramente E se stesso! Ne vale la pena rinunciare a cose per una persona che a scegliere se stesso non ci penserebbe 2 volte? Rispondi a questa domanda e ciò che dovrai fare ti verrà naturale.

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Hinzelmann
1 minute ago, Fladimiro71 said:

Sinceramente e ti parlo per esperienza

Non tutti i rapporti suocera nuora sono tremendi, magari questa fa degli speculoos squisiti e lo invita per il té

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Fladimiro71
5 minutes ago, Hinzelmann said:

Non tutti i rapporti suocera nuora sono tremendi, magari questa fa degli speculoos squisiti e lo invita per il té

Non parlavo di questo ma degli evidenti problemi che ho all'interno della relazione. Mia " suocera" in sto momento è l'ultimo dei miei pensieri nonostante tutto.

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Hinzelmann
18 minutes ago, Fladimiro71 said:

nonostante tutto.

Siamo a 17 pagine di nonostante tutto...niente di eccezionale, ma è un misura rispettabile

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freedog
Posted (edited)
4 hours ago, kafka87 said:

vivo in Belgio per lavoro da 8 mesi, un posto che non mi piace e continuo a non sentire per nulla "mio".

ti capisco benissimo: i 6 mesi lassù me li ricordo ancora come un incubo, soprattutto per quel cielo eternamente grigissimo (tanto che quando Euronews mi propose di restare fisso, dopo 3 nanosecondi risposi "col cazzo" -sì, in italiano-)

4 hours ago, kafka87 said:

qui la presenza di musulmani è davvero molto elevata ed è la causa numero 1 di omofobia e intolleranza

beh, pure in Spagna non scarseggiano..

4 hours ago, kafka87 said:

l'altra mattina, facendo colazione, mi ha dato la notizia di aver inviato il CV a un'azienda molto importante

cioè, te ne ha parlato solo DOPO che non l'hanno preso?

mmhh.. bruttina sta cosa...

e infatti

4 hours ago, kafka87 said:

l'unica cosa che mi ha risposto lui, di netto e freddamente, al mio "potevi pensarci due volte" è stata: "MI SPIACE MA TU NON SEI LA MIA PRIORITA', SE VUOI ASPETTARMI BENE SE NO BENE LO STESSO, E' UNA TUA SCELTA"..

ecco, questa la definirei un'uscita proprio pessima; va bene la brutalità/schiettezza nordica, ma qui l'ha fatta molto fuori dal vasino, eh!

--

il punto mi pare sia questo

4 hours ago, kafka87 said:

SE RESTI A ME FA PIACERE, SE NO NON STAREI CON TE ADESSO

se ho capito bene, lui pensa a voi due solo ORA, non ha un minimo di idea di costruire, anzi "programmare" la coppia (ammesso si possa programmarla; e sinceramente non ho idea di come si faccia), mentre tu pensi al vostro futuro insieme, a una storia di lunga durata eccetera.

Insomma, nella sua pianificazione del domani tu vieni dopo lavoro, carriera, realizzazione professionale & economica; ammesso che dopo tutto ciò ci sia un ritaglietto di spazio per te (e non ci giurerei..)

E cmq se per lui la carriera viene prima anche della madre anziana (tanto che non si sarebbe fatto problemi a mollarla -a te?- per il periodo della sua trasferta), non so se ci siano margini di "trattativa" sulle sue priorità.

Insomma, o lo prendi così* o mi sa che a fine contratto vi saluterete, resterete eccellenti amici per tutta la vita e ognuno per la sua strada!

--

*nb: i tipi così work-oriented hanno il pregio che difficilmente ti cornificano o si trovano l'amante: sono troppo concentrati sul lavoro per pensare a sollazzarsi con altr* sotto le lenzuola!

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Sampei
Posted (edited)
4 hours ago, kafka87 said:

che lo porterebbe 4 mesi al sud della francia? (ha aggiunto che farebbe di tutto per tornare i weekend... ma l'oggettiva realtà delle cose - e della distanza - vede questo abbastanza poco probabile).
Non vuoi venire in Spagna con me perché tua mamma ha bisogno di te, ma per quei 4 mesi? Tua mamma va in ibernazione o cosa? 
E a parte questo dettaglio della madre, sai che io rimarrei qui per te e tu prendi e te ne vai per 4 mesi?

Beh da un lato non drammatizzerei troppo la questione del CV nel sud della Francia: in effetti c'è un calcolo molto preciso dietro, quello di "pagare lo scotto" di farsi 4 mesi in un luogo indesiderato per poter avere poi la garanzia di rientrare in Belgio a tempo indeterminato e con una promozione a livello superiore. Insomma non mi sembra affatto un affronto nei tuoi confronti, anzi, c'è gente che affronta "condizioni" di avanzamento di carriera infinitamente più traumatiche. Tutto sommato 4 mesi "giù al sud" sono il tempo di una stagione.

4 hours ago, kafka87 said:

Aggiungo un'altra cosa: quando parliamo del fatto che io potrei rimanere qui a maggio, cercandomi un nuovo lavoro e facendo tutto solo per provare a vedere come va questa relazione (anche per non avere poi il rimpianto del "e se fossi rimasto...??", lui mi ha detto "IO NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE, NON ASPETTARTI CHE TI PREGHI PER UNA COSA DEL GENERE, LA DECISIONE E' SOLO TUA. SE RESTI A ME FA PIACERE, SE NO NON STAREI CON TE ADESSO, MA NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE QUI, PER ME." Il che, razionalmente, ha la sua logica, ma dall'altro lato mi è sembrato un atteggiamento un po' freddo... in fondo razionali ok, ma non robot... a me verrebbe spontaneo, nei suoi panni, buttare li un "dai, resta con me!". 

(La differenza culturale è palese: gli italiani allisciano sempre le cose e girano 7 pianeti prima di arrivare a dire le cose come stanno, all'estero, lo saprete, sono molto più diretti e concisi, tant'è stato S con me).

 

Dall'altro lato inoltre, se, da ciò che ho capito, avete difficoltà a trovare una lingua in cui sapete comunicare bene entrambi, ciò non ti permette di andare a ricamare più di tanto sui "toni" utilizzati da uno che sta usando una lingua che non parla granché bene. C'è un po' di distanza che ti permette di giocare sul beneficio del dubbio, almeno per adesso, e forse potresti provare a prendere tempo per rispondere ad una domanda a cui non hai dato  la giusta centralità.

Consideriamo infatti questa cosa. Alla gente (se escludiamo le mamme pancine) tende a fare piuttosto orrore che qualcuno faccia esplicitamente un "sacrificio d'ammmore" per loro. Ed è una paura giusta, sana, pienamente giustificata. Il "sacrificio d'ammore" è qualcosa di aggressivo, un vincolo morale imponente che potrebbe trasformarsi in qualcosa da rinfacciare rancorosamente vitanaturaldurante in un futuro di coppia, una sorta di ipoteca livorosa [ecco guarda io cosa ho fatto per te ho rinunciato alla Spagna e questa è la tua gratitudine!].

Perciò possiamo dire che la risposta del tuo fanciullo belga è, a ben vedere, sensata, gentile, dolce e diplomatica: se sa che hai schifo totale del Belgio e conti i giorni che ti separano dalla Spagna, chi è lui per obbligarti a rimanere in Belgio? Come potrebbe lui accollarsi il tremendo e mostruoso onere di spingerti a vivere in un luogo che detesti con tutta l'anima?

Quindi, la domanda a cui alludevo, e che ti stai paradossalmente dimenticando, è da esplicitare per bene: "preferisco approfondire una promettente storia d'amore in un luogo che non mi piace (senza vincoli di risultato, ovvio), oppure preferisco stabilirmi in un luogo che mi piace molto, con la (questa sì) certezza di dover ricominciare da zero la ricerca di un partner?".

Sia chiaro: devi rivolgere questa domanda NON A LUI, ma A TE stesso, non puoi deresponsabilizzarti con un ribaltamento di prospettiva in cui lui è il "colpevole" della fine della relazione. Parla chiaro a te stesso, assumiti la responsabilità della scelta, non proiettare la tua paura sull'altro.

Ti invito a fare davvero tanta attenzione all'inconsapevole tentativo di delega che stai attuando: non puoi chiedere al tuo fidanzato di prendere questa decisione al tuo posto. Nessuno può surrogarsi a te nel dare una risposta a questa domanda.

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Ghost77
6 hours ago, kafka87 said:

Con questo ragazzo, S, sto molto bene, condividiamo molte idee e princìpi, passiamo bei momenti e ogni giorno ci smussiamo gli angoli delle passate sofferenze

Da questa frase si legge che sei pronto per una nuova vita senza di lui. Un innamorato profondo scriverebbe altro mentre qui mi pare ci sia una buona componente razionale. Nei primi sei mesi col mio compagno non stavo "molto bene" condividendo dei "bei momenti", queste sono espressioni da settantenni conosciutisi sul giornale (non è un'offesa, è solo ciò che mi trasmette tutto ciò). 

Sommato alla sua frase 

6 hours ago, kafka87 said:

MI SPIACE MA TU NON SEI LA MIA PRIORITA', SE VUOI ASPETTARMI BENE SE NO BENE LO STESSO, E' UNA TUA SCELTA".. 

Risponderei un " mavaffanculo vah". 

6 hours ago, kafka87 said:

SE RESTI A ME FA PIACERE

Questa suona come una frase che si suole dire qui per gli ospiti indesiderati. "se resti mi fa piacere" sottintende "se te ne vai me ne fai due". 

Torna in Spagna, salva la tua vita! 

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FreakyFred
7 hours ago, kafka87 said:

IO NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE, NON ASPETTARTI CHE TI PREGHI PER UNA COSA DEL GENERE, LA DECISIONE E' SOLO TUA. SE RESTI A ME FA PIACERE, SE NO NON STAREI CON TE ADESSO, MA NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE QUI, PER ME.

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castello

non mi sembra ci siano le basi per costruire un futuro insieme

qualcosa che vada su una, pur piacevolissima, convivenza temporanea legata a vicende lavorative  - tue - provvisorie….

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davydenkovic90
Posted (edited)

E' una situazione troppo complessa e personale per poter dare pareri utili. 

Forse a lui non interessa molto di te e del tuo destino, ma è anche vero che la relazione è giovane e forse non si sente pronto per trasferirsi insieme a te altrove. (anche se è strano che lo faccia per se stesso, cioè, la cosa della madre dovrebbe valere anche per un suo trasferimento "da single", altrimenti è contraddittorio)

Io penserei a me, non rimarrei lì dove sei adesso solamente per lui e proverei a mantenere la relazione a distanza, che può essere anche un banco di prova. Se le cose vanno abbastanza bene, si dovrebbero mettere in atto piani di trasferirsi vicini. Se questo non accade, Evidentemente il rapporto è da chiudere.

Parlatene insieme e valutate.

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kafka87
  • Topic Author
  • Innanzi tutto GRAZIE, perché avete tutti argomentato in maniera dettagliata e empatica ogni vostro commento e il vostro messaggio mi è arrivato molto più diretto e caldo di un qualsiasi "postonline". 

    In generale capisco, analizzo e razionalmente condivido tutte le vostre idee e i vostri consigli. Ma tutti qui abbiamo s-ragionato col cuore talvolta e capirete che tra la mia testa e il mio petto c'è tanta nebbia e tanti cavi sconnessi. 

    Preciso che non è questione di essere "work-oriented" come dice @freedog, è piuttosto un suo modo di essere generale quello di voler fare mille cose, sempre nuove: corsi di pittura, expo artistiche, badminton, escaperooms, aperitivo in cyborg bar 3D e cazzate simili; lui vuole sempre scoprire e fare cose nuove.
    Di questo ne parlammo, lui mi disse che è una sua necessità, per sentirsi vivo e "non pensare" (!), io gli dissi che ero totalmente l'opposto, ossia che preferisco avere nella mia vita poche cose ma la possibilità di dedicare tempo e impegno a queste poche cose che ho; anche perché, gli aggiunsi, penso che a furia di cercare e avere sempre cose nuove si finisce per perderle tutte. Ma è un mio punto di vista: rispetto e da un lato (piccolo) ammiro anche queste persone sempre in movimento. 

    Quanto alla sua freddezza, ne parlammo l'altro giorno. Lui, come me, tempo fa tenne una relazione di 8 anni, finita dopo che il suo ex l'aveva cornificato con mezza Bruxelles. Da questo lui, secondo quanto mi ha detto, è cambiato, come se si fosse creato una corazza e ha deciso di non investire o sacrificare più di un certo tanto (poco a mio avviso) per amore, dicendo che appunto non ne valeva la pena. 

    Quello che ho già sottolineato nel primo messaggio, e che pochi hanno colto, è proprio la netta differenza del suo agire e del suo parlare: nei gesti è estremamente dolce, impegnato, attento nei miei confronti. Ma nel momento in cui apre bocca rovescia  tutto. 
    Anche di questo abbiamo parlato, e lui mi disse: "IN COPPIA E' MEGLIO NON DIRE TROPPE COSE CARINE E BELLE, L'ALTRO POTREBBE ADAGIARCISI E NON LAVOREREBBE COME DOVREBBE NELLA COSTRUZIONE DELLA RELAZIONE". La mia reazione: BOH. perplesso totalmente. 

    Last but not least (o forse togliamo il Not), mi ha detto "SE TU RIMANI E LE COSE ANDRANNO BENE TRA DI NOI VEDREMO IN FUTURO, A ME L'IDEA DELLA SPAGNA PIACE MOLTO"... ma le parole, si sa, escono meglio della merda, quindi boh. 

    Il punto è che nel mio rimanere qui, per come la vedo io, non starei facendo qualcosa PER LUI, quanto piuttosto PER ME. E' vero, come dice @Fladimiro71 che non ci sono mai passato dentro una situazione così, ma è anche vero che sono già passato per vari rimpianti, e restare qui, per il tempo che questo rapporto regge, per me sarebbe come dire "in fondo ci ho provato". 

    Se tornassi in Spagna dovrei si partire da zero sul piano affettivo, ma anche su quello lavorativo dato che per venire qui ho dovuto lasciare il mio precedente lavoro iberico. Quindi di fatto dovrei riniziare in qualsiasi posto io scelga di andare/tornare/restare. Non comprerei casa a Maggio qui, vedrei piuttosto come va, magari resto e dopo due mesi tutto va a puttane e in 2 ore sono già sull'aereo per Madrid, ma con la coscienza, stavolta, di aver fatto il possibile per far funzionare le cose. 

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    castello

    SI SI tutto giusto

    la cosa che mi lascia molto perplesso è che avete cmq 6 mesi di relazione  e convivenza alle spalle

    dopo 6 mesi di relazione monogama uno non programma magari il matrimonio e quanti figli avere, ma dovrebbe essere più determinato sul futuro della coppia,

    se ama il proprio compagno….

    auguri

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    freedog
    3 hours ago, kafka87 said:

    nel mio rimanere qui, per come la vedo io, non starei facendo qualcosa PER LUI, quanto piuttosto PER ME.

    sai cosa manca nel tuo ragionamento, peraltro molto sensato, e del quale condivido la conclusione?

    un "VOI": siete sempre tu & lui, distinti, anche se magari non distanti.

    Il che, se da una parte è un bene, in quanto ti lascia una via di fuga aperta se le cose professionalmente non ti dovessero andare strabene lassù, dall'altra non so quanto sia utile a farvi "crescere" come coppia.

    Ammesso poi che lo vogliate fare.

    --

    PS: e scusami se avevo un po' miscapito quel che avevi scritto ad inizio thread.

    Capita

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    davydenkovic90
    8 hours ago, kafka87 said:

    Preciso che non è questione di essere "work-oriented" come dice @freedog, è piuttosto un suo modo di essere generale quello di voler fare mille cose, sempre nuove: corsi di pittura, expo artistiche, badminton, escaperooms, aperitivo in cyborg bar 3D e cazzate simili; lui vuole sempre scoprire e fare cose nuove.
    Di questo ne parlammo, lui mi disse che è una sua necessità, per sentirsi vivo e "non pensare" (!), io gli dissi che ero totalmente l'opposto, ossia che preferisco avere nella mia vita poche cose ma la possibilità di dedicare tempo e impegno a queste poche cose che ho; anche perché, gli aggiunsi, penso che a furia di cercare e avere sempre cose nuove si finisce per perderle tutte. Ma è un mio punto di vista: rispetto e da un lato (piccolo) ammiro anche queste persone sempre in movimento. 

    Essendo la relazione di 6 mesi, è normale che ancora vi stiate conoscendo sotto tanti punti di vista. Da questo passo si capisce. La cosa può andare in qualsiasi direzione, e capisco che per te non sia facile prevedere le sue mosse (magari nemmeno lui sa cosa sta facendo o cosa vorrebbe fare).

    La situazione è apertissima, segui l'istinto, fai dei tentativi e se non sei felice fai dietro front. Io naturalmente ti faccio i miei migliori auguri.

    Piccola nota di colore. Qualcuno disse "moglie e buoi dei paesi tuoi". A volte penso a questo detto perché il mio ragazzo è italiano come me, ma siamo nati in città che distano quasi 1000 km l'una dall'altra. Che non è poco. Detti a parte, credo che serva semplicemente un piccolo sforzo in più per capirsi su alcuni atteggiamenti e discorsi (nel vostro caso c'è anche la barriera linguistica)

    In bocca al lupo

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    Filippo1993
    On 3/6/2019 at 4:31 PM, kafka87 said:

    Ne vale la pena? Consigli (anche spietati).

    Ciao a tutti, vi ho sempre seguito e letto ma non ho mai pensato di registrarmi e prendere parte a questo forum; adesso, vivendo una situazione particolare (tuttavia molto comune e poco originale), ho pensato di chiedervi un consiglio dal momento che spesso ho letto validi consigli, pareri e idee da parte di diversi utenti nel forum. 

    Velocemente dico che ho 31 anni e vivo in Belgio per lavoro da 8 mesi, un posto che non mi piace e continuo a non sentire per nulla "mio". Il mio contratto di lavoro avrà la sua scadenza a Maggio, mese in cui potrei tornare a vivere dove ho sempre vissuto, ossia in Spagna. 

    Peccato che il tutto non sia così semplice come potrebbe apparire. Infatti qui in Belgio vivo attualmente una bella relazione con il mio compagno, belga, nato 36 anni fa e vissuto sempre qui. La relazione ha appena compiuto 6 mesi (conobbi questo ragazzo appena due settimane dopo il mio arrivo qui), quindi è abbastanza giovane e fresca (rispetto alla mia precedente relazione durata 7 anni), ma per quello che i miei occhi vedono e il mio cuore sente è decisamente una relazione importante che prende sempre più connotati seri e sulla quale sento che potrei investire. 

    Con questo ragazzo, S, sto molto bene, condividiamo molte idee e princìpi, passiamo bei momenti e ogni giorno ci smussiamo gli angoli delle passate sofferenze riscoprendo il bello del vivere un amore in coppia. Ancora abbiamo problemi di comunicazione dovuti alla lingua, lui parla francese, io spagnolo e italiano, e usiamo l'inglese come mezzo principale, per quanto il suo livello sia abbastanza basso.. ma da parte sua lui prova a imparare lo spagnolo e io dalla mia il francese, aspetto che mi sarebbe utile anche a livello generale se non mi ostinassi sempre ad andare per il facile con l'inglese nella vita di ogni giorno. 

    Spesso riflettiamo sul nostro possibile futuro, su quale strada possa camminare questo rapporto... ed è qui che entra in gioco il problema. Questo posto, come già detto, non mi piace, non mi piace la lingua, la gente, il sistema in generale e nemmeno mi sento mai molto tranquillo a girare per strada con lui (so che in Italia è un aspetto difficile da comprendere ma qui la presenza di musulmani è davvero molto elevata ed è la causa numero 1 di omofobia e intolleranza) quindi tutti aspetti che da quando sono arrivato qui mi hanno subito portato a contare i giorni per tornare in Spagna. Ma arrivò S, e click: butterfly effect, tutto cambia. 
    Col passare del tempo penso sempre di più all'ipotesi di rimanere qui con lui, sopportare questo posto, per lui, dato che l'opzione io&lui in Spagna non è attuabile per via di sua madre, donna anziana e sola, quindi bisognosa della presenza del figlio qui. 

    +++Finita l'illustrazione della storia, arrivo adesso all'episodio, di qualche giorno fa, che mi ha fatto un po' pensare, e vacillare:
    lui qui lavora, ma ambizioso com'è sta sempre cercando nuovi lavori più stimolanti e di prestigio (ottima cosa, ovviamente) ma l'altra mattina, facendo colazione, mi ha dato la notizia di aver inviato il CV a un'azienda molto importante per lavorare con essa. (fin qui tutto bene) Aggiunse però che il contratto, qualora lo dovessero assumere, prevede che lui vada per 4 mesi, quest'estate, a lavorare nel sud della Francia, per poi tornare qui in Belgio in maniera fissa. 

    Alla fine gli è stato comunicato giusto ieri che non l'hanno preso, quindi sul piano pratico tutta questa pippa mentale non avrebbe molto senso, tuttavia vi scrivo perché penso che in generale, la sua mossa e le sue parole, possano essere lo specchio di qualcosa che in generale potrà/potrebbe ledere la relazione.

    Dunque. 

    Ora, io mi chiedo: sono io che penso in maniera contorta ed egoistica o lui ha fatto una mossa, mandando quel CV, poco carina?
    Nel senso: parliamo sempre del nostro futuro, del fatto che io sono disposto a stare qui per lui nonostante quando apro la porta di casa mi sale ogni volta la nausea, e adesso lui, senza pensare (?) a questo, prende e manda un CV che lo porterebbe 4 mesi al sud della francia? (ha aggiunto che farebbe di tutto per tornare i weekend... ma l'oggettiva realtà delle cose - e della distanza - vede questo abbastanza poco probabile).
    Non vuoi venire in Spagna con me perché tua mamma ha bisogno di te, ma per quei 4 mesi? Tua mamma va in ibernazione o cosa? 
    E a parte questo dettaglio della madre, sai che io rimarrei qui per te e tu prendi e te ne vai per 4 mesi? 

    Sono d'accordo con tutte le nuove psicologie 2.0 del "bisogna amare prima se stessi e pensare al proprio bene" etc etc, ma un po' ammetto di esserci rimasto male. Non ho detto niente davanti a lui, per ora, se non che poteva anche pensarci due volte prima di inviare l'application, perché era felice di questa idea e sperava davvero che il suo CV venisse accolto, ma tutte quelle belle speranze e progetti che nella mia mente si facevano fuoco per andare in contro a lui adesso è come se fossero stati spenti con un estintore.

    +++Anche perché l'unica cosa che mi ha risposto lui, di netto e freddamente, al mio "potevi pensarci due volte" è stata: "MI SPIACE MA TU NON SEI LA MIA PRIORITA', SE VUOI ASPETTARMI BENE SE NO BENE LO STESSO, E' UNA TUA SCELTA".. mandando a fare in culo tutte le belle cose che ogni giorno mi dice su futuro, importanza etc.+++ 

    Aggiungo un'altra cosa: quando parliamo del fatto che io potrei rimanere qui a maggio, cercandomi un nuovo lavoro e facendo tutto solo per provare a vedere come va questa relazione (anche per non avere poi il rimpianto del "e se fossi rimasto...??", lui mi ha detto "IO NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE, NON ASPETTARTI CHE TI PREGHI PER UNA COSA DEL GENERE, LA DECISIONE E' SOLO TUA. SE RESTI A ME FA PIACERE, SE NO NON STAREI CON TE ADESSO, MA NON TI CHIEDERO' MAI DI RESTARE QUI, PER ME." Il che, razionalmente, ha la sua logica, ma dall'altro lato mi è sembrato un atteggiamento un po' freddo... in fondo razionali ok, ma non robot... a me verrebbe spontaneo, nei suoi panni, buttare li un "dai, resta con me!". 

    (La differenza culturale è palese: gli italiani allisciano sempre le cose e girano 7 pianeti prima di arrivare a dire le cose come stanno, all'estero, lo saprete, sono molto più diretti e concisi, tant'è stato S con me).

    Voi cosa ne pensate? Qualcuno magari ha vissuto una storia simile, in prima persona o per conto di terzi a lui vicini, e potrebbe darmi un parere e un consiglio. 
    O semplicemente, cosa ne pensate e cosa fareste al mio posto? (Apprezzo la sincerità e la schiettezza)

    Vi ringrazio se avete letto tutto, e se vorrete rispondermi. 
    Un saluto,
    Claudio
     

    Caro kafka innanzitutto grazie per avere condiviso questa tua situazione.
    So che è scontato, però lasciami ricordare che ciò che hai letto o che leggerai nei commenti sono solo spunti di riflessione, analisi e valutazioni derivanti dalla sensibilità individuale di ciascuno; non cercare risposte, quelle sono dentro di te.
    Cosa sia giusto fare o non fare solo tu lo sai, il tuo "io" lo sa già.
    Quando si vivono determinate situazioni, quando ci si pone degli interrogativi, dentro di noi c'è quella famosa "vocina" che urla e strepita.
    E' una vocina chiusa in una piccola stanza della nostra mente che bussa prepotentemente, e tu provi a tapparla, ma niente, lei persiste.
    Cosa ti sta dicendo? "Resta, resta, resta!" oppure "Spagna, Spagna, Spagna!" ? Questo lo sai solo tu.

    Mi soffermo su un passaggio che ritorna più volte, ovvero il non voler avere rimorsi/rimpianti.
    Questo è un aspetto fondamentale ed attiene al modo in cui una persona decide di voler vivere la propria vita.
    Personalmente faccio del "non avere rimpianti" un mantra che, in parte, indirizza il mio agire.

    Da questo punto di vista provo a darti uno spunto, semplificando la situazione in:

    • "Se torno in Spagna potrei avere il rimorso di aver perso l'amore della mia vita, di non averci provato fino in fondo, di essermi fatto sfuggire l'occasione di essere felice con una persona che amo, di aver perso il futuro insieme a lui.....".

    Dall'altra parte,

    • "Se resto in Belgio magari avrò una storia con questo ragazzo che andrà avanti, mesi, 1 anno, 2 anni, 3, 4, 5.... per poi magari lasciarci... E allora avrò buttato mesi/anni della mia vita per stare in un Paese che detesto, in mezzo a gente che non mi piace e facendo un lavoro che non mi entusiasma, rinunciando invece alla possibilità di tornare nella Nazione che amo dove magari avrei potuto trovare un lavoro interessante e magari anche iniziare un'altra relazione.....".


    Questi potrebbero essere, grosso modo, i due macro flussi di pensieri sui quali ti invito a ragionare.
    Anche qui, noi non possiamo dare una risposta per te su cosa sia più importante; possiamo cercare di aiutarti nel focalizzare la situazione.
    Ascolta i tuoi pensieri, valuta quelli che sono gli aspetti positivi e le criticità che vedi in entrambe le possibilità.

    Noterai questa contraddizione fra "mente" e "cuore".
    Personalmente non sono un fan di chi distingue in maniera netta le scelte in "segui il tuo cuore" o "segui la tua mente"; credo ci debba essere un rapporto integrato, una sorta di bilanciamento per cui si mettono sul piatto entrambe le necessità e si cerca una sintesi (scrivere una lista di "pro" e "contro" potrebbe esserti utile, se non altro, per fare pulizia nella tua mente facendo fluire all'esterno i tuoi pensieri).
    Anche qui, quanto dare importanza ad uno piuttosto che all'altro piatto della bilancia, è una scelta tua.

    Vorrei dirti una cosa, ricordando sempre che questo è un pensiero personale e non necessariamente vale per te.
    Io credo che ciascuno debba tendere verso la propria felicità; che non vuol dire "egoismo" o "fanculo gli altri, al mondo esisto solo io", no.
    La felicità personale, lo stare bene, il non avere rimpianti, il vivere serenamente, ciascuno li persegue a modo proprio.
    Ti invito a focalizzarti su questo ponendoti alcune domande:
    - "Attraverso cosa passa la mia felicità personale?" (attraverso il rapporto con le persone, l'auto-realizzazione, il rapporto di coppia, la ricerca della conoscenza.....?).
    - "Cosa potrebbe essere di ostacolo per la mia felicità?" (una delusione d'amore, il tempo perso, una mancata azione, il non auto-accrescimento...?).

    E poi la domanda delle domande....
    - "Quali sono le mie priorità?"
    Ecco... questo credo sia un punto centrale...
    Personalmente ritengo che un qualsiasi rapporto (di amore, di lavoro, di amicizia...) per poter essere portato avanti in maniera SANAnel rispetto delle differenze, dell'autodeterminazione, delle peculiarità e degli interessi personali, debba in qualche modo "mirare" allo stesso obiettivo.
    Mi spiego con qualche esempio estremamente semplificato:
    se in una coppia, una persona dice "ti amo, voglio stare con te e costruire un futuro assieme" e l'altro dice "anche io ti amo ma nella vita voglio andare a vivere nella base spaziale sulla luna"...  per quanto ci si trovi bene e ci si ami, evidentemente, c'è un problema...
    Altro esempio:
    se in una amicizia, uno dice "mi trovo bene con te, dovremmo studiare tutti i giorni in aula studio, in biblioteca, in Università" e l'altro dice "anche io mi trovo bene ma il mio unico interesse è andare in discoteca a fare party all day all night"... anche qui, c'è un problema perché le persone hanno due obiettivi diversi, hanno priorità diverse, mirano a cose diverse.

    Ci può essere un punto di incontro?
    Certamente sì, nel momenti in cui, a monte, ci sia un obiettivo comune;
    ovvero, pur mantenendo ciascuno i propri desideri e le proprie aspirazioni, entrambe le parti coinvolte sanno che ciò a cui mirano, ciò a cui tendono è la salvaguardia del rapporto.
    Se il "cadetto astronauta" vive interiormente l'importanza del rapporto con l'altro, ci tiene, vuole preservarlo, potrà andare sulla luna (quindi perseguire il proprio interesse, desiderio, aspirazione) però mantenendo un occhio verso la Terra;
    ovvero tutti i weekend si imbarcherà sullo Shuttle bus per tornare dal suo amato, durante la settimana farà  chiamate interplanetarie per sentirlo, ecc...
    Insomma, il nostro astronauta dimostra che, pur impegnandosi nelle proprie ambizioni, mantiene il "focus" sul rapporto, decide di coltivarlo, ci crede.
    Non è un "Io vado sulla luna, ciaone, chi s'è visto s'è visto; non so quando torno, se vuoi aspettarmi bene, altrimenti bene comunque".. No...

    Questi esempi banali ed esasperati per darti uno spunto, ovvero:
    indipendentemente da tutte le variabili, indipendentemente dagli interessi e dalle ambizioni personali, indipendentemente dalla madre di lui, dal fatto che lui voglia fare carriera e tu voglia tornare in Spagna... C'è un obiettivo comune? C'è una direzione generale, condivisa, verso cui volete fare andare il vostro rapporto? 
    Nuovamente, la risposta a queste domande la sai tu (e se non la conosci, confrontati con il tuo ragazzo);
    se la risposta è "SI".... beh, le soluzioni si possono anche trovare (relazione a distanza, trasferimento, fare il pendolare....);
    se la risposta è "NO".... evidentemente c'è poco da fare.

    Concludo dicendoti che tutto questo discorsone vale nel momento in cui (come mi è sembrato di evincere dalla tua narrazione) decidi di porti in modo "serio" davanti a questa situazione.
    Ovviamente le mie considerazioni risultano inutili e "pesanti" se, per intenderci, decidi di prendere le cose un pò così, alla leggera, vivere un pò alla giornata, prendere ciò che viene, "ma sì, vediamo cosa succede"... Ma non credo sia questo il tuo spirito ;) .
    A presto!

     

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    freedog

    @Filippo1993

    domandina off topic (o forse manco troppo):

    com'è finita la telenovela col ragazzo che incrociavi al bar l'anno scorso?

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    Filippo1993
    1 hour ago, freedog said:

    @Filippo1993

    domandina off topic (o forse manco troppo):

    com'è finita la telenovela col ragazzo che incrociavi al bar l'anno scorso?

    Non lo vedo più dallo scorso autonno, mentre ho incrociato un paio di volte il suo collega con un nuovo "compare"; verosimilmente il ragazzo del concerto non lavora più nella mia zona.
    In compenso in questi mesi, per il sottoscritto, si sono aperte nuove prospettive; ma questa è un'altra storia :) 

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    freedog
    Posted (edited)
    2 hours ago, Filippo1993 said:

    in questi mesi, per il sottoscritto, si sono aperte nuove prospettive; ma questa è un'altra storia 🙂

    e a sto punto urge tu apra topic apposito per aggiornarci..

    [[Template core/front/global/commentEditLine is throwing an error. This theme may be out of date. Run the support tool in the AdminCP to restore the default theme.]]

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    kafka87
  • Topic Author
  • @Filippo1993 Grazie. Hai fatto una riflessione impeccabile e estremamente ùtile. 

    Sento spesso quella "vocina" della quale parli, ma purtroppo la stessa vocina cambia spesso parole... a volte dice "rimani", altre (durante le sparate di cinismo e "nordicismo" di S.) dice "torna in Spagna". Ho ancora due mesi di contratto sicuri da fare quì.. i quali penso saranno importanti e ùtili per analizzare meglio il da farsi. 

    Ho un po' l'ossessione del "rimpianto" perché proprio per ragioni universitarie e lavorative, negli anni, ho preferito, avido com'ero di un titolo, di un numero e di un lavoro, lasciare indietro e - ovviamente infine - smarrire una persona importante che non ho saputo tenere e apprezzare a suo tempo. Non voglio commettere lo stesso errore, per questo dico che restare qui, provarci, sarebbe una mossa più para me che per il mio attuale compagno. Ma ammetto che non so quanto davvero da parte sua ci sia l'intenzione di un progetto futuro comune.. non ora per lo meno, e non so quanto questo possa affettare la mia scelta di restare o partire. 

    Vi ringrazio ancora, e vi terrò informati sugli sviluppi. Mi piacerebbe ogni tanto intervenire in altri threads, qualora avessi qualcosa in proposito da dire. 

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    freedog
    11 hours ago, kafka87 said:

    Mi piacerebbe ogni tanto intervenire in altri threads, qualora avessi qualcosa in proposito da dire. 

    la cosa non può farci che piacere!

    PS: finger crossing 4 u!

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    Isher
    On 3/6/2019 at 4:31 PM, kafka87 said:

    Velocemente dico che ho 31 anni e vivo in Belgio per lavoro da 8 mesi, un posto che non mi piace e continuo a non sentire per nulla "mio". Il mio contratto di lavoro avrà la sua scadenza a Maggio, mese in cui potrei tornare a vivere dove ho sempre vissuto, ossia in Spagna. 

    Peccato che il tutto non sia così semplice come potrebbe apparire. Infatti qui in Belgio vivo attualmente una bella relazione con il mio compagno, belga, nato 36 anni fa e vissuto sempre qui. La relazione ha appena compiuto 6 mesi (conobbi questo ragazzo appena due settimane dopo il mio arrivo qui), quindi è abbastanza giovane e fresca (rispetto alla mia precedente relazione durata 7 anni), ma per quello che i miei occhi vedono e il mio cuore sente è decisamente una relazione importante che prende sempre più connotati seri e sulla quale sento che potrei investire. 

    Con questo ragazzo, S, sto molto bene, condividiamo molte idee e princìpi, passiamo bei momenti e ogni giorno ci smussiamo gli angoli delle passate sofferenze riscoprendo il bello del vivere un amore in coppia. Ancora abbiamo problemi di comunicazione dovuti alla lingua, lui parla francese, io spagnolo e italiano, e usiamo l'inglese come mezzo principale, per quanto il suo livello sia abbastanza basso.. ma da parte sua lui prova a imparare lo spagnolo e io dalla mia il francese, aspetto che mi sarebbe utile anche a livello generale se non mi ostinassi sempre ad andare per il facile con l'inglese nella vita di ogni giorno. 

    Spesso riflettiamo sul nostro possibile futuro, su quale strada possa camminare questo rapporto... ed è qui che entra in gioco il problema. Questo posto, come già detto, non mi piace, non mi piace la lingua, la gente, il sistema in generale e nemmeno mi sento mai molto tranquillo a girare per strada con lui (so che in Italia è un aspetto difficile da comprendere ma qui la presenza di musulmani è davvero molto elevata ed è la causa numero 1 di omofobia e intolleranza) quindi tutti aspetti che da quando sono arrivato qui mi hanno subito portato a contare i giorni per tornare in Spagna. Ma arrivò S, e click: butterfly effect, tutto cambia. 

    Col passare del tempo penso sempre di più all'ipotesi di rimanere qui con lui, sopportare questo posto, per lui, dato che l'opzione io&lui in Spagna non è attuabile per via di sua madre, donna anziana e sola, quindi bisognosa della presenza del figlio qui. 

    A me sembra che la parte importante del tuo messaggio, e anche della tua situazione, sia questa. L'episodio che hai raccontato, circa la sua domanda per un altro lavoro, poi rifiutata, è secondaria e inessenziale. Anche tu conti (o forse contavi) i giorni per tornare in Spagna. Lui è solo più sicuro di te, e invece di limitarsi a sognare un lavoro migliore, fa direttamente una domanda. E ne farà altre. E questo ci porta al punto: lui, a parer mio, è più deciso e autonomo di te; tu lo sei meno, e lo sarai sempre (perché è un fatto caratteriale, culturale, che è quasi impossibile mutare, ammesso e non concesso che sia necessario). Ma ti vuole bene e avete una bella relazione. Può essere, come non essere, che in futuro la cosa si ripeta. Ma non è grave, perché, anche a causa della presenza in Belgio della madre anziana, lui non pensa di espatriare, ma piuttosto di fare un'esperienza limitata per poi tornare. (Tra l'altro è francofono, non parla benissimo l'inglese, è ovvio che vuole rimanere in Belgio, o tutt'al più andare in francia, ma non credo, tra cent'anni quando la madre non ci sarà più). Dunque? qual è il problema? Solo il fatto che a te il Belgio non piace, anche se forse con delle punte di rifiuto eccessive. Ma non trovo niente di strano nel fatto che non ti abbia detto di aver fatto quella domanda, apprezzo invece che ti abbia messo al corrente quando è stata rifiutata (poteva non dirtelo, e questo sarebbe stato sì grave). Per carattere, una separazione di 4 mesi non mi avrebbe spaventato quando avevo la tua età, e tanto meno mi spaventa oggi. In quei 4 mesi tu avresti potuto fare mille cose, per te, tra le quali migliorare il tuo francese e metterti a studiarlo seriamente (se rimani in Belgio con lui lo dovrai pur fare, anzi, non sarà imperativo, se vuoi trovare un nuovo lavoro lì, finito a maggio il contratto?). Lui è freddo a parole, nelle dichiarazioni di principio, ma non nella realtà fisica e reale della vostra relazione – ed è questa la cosa importante. È solo, dicevo, più sicuro e razionalmente impostato di te. Io accetterei questo fatto, e semmai cercherei di accrescere un tantino (senza ansie e forzature) la mia propria sicurezza, imparando sul serio e bene la lingua, cercando lì un nuovo lavoro, etc. Naturalmente, questo se tu fai la scelta di rimanere, e non tornare in Spagna: ma questa è la tua grande scelta, il tuo grande problema da risolvere.  Non usare l'episodio trascurabile e comprensibile della sua domanda per un altro lavoro, e le sue dichiarazioni di principio un po' freddine per "un core amante", per trascurare la tua propria scelta. Io posso solo dirti che rimarrei con lui e in Belgio – che a me piace, peraltro: ma, essendo un Toro, un fedele, un affettivo, per me il luogo conterebbe poco se avessi un buon lavoro e una buona relazione – se mi fidassi di lui e mi trovassi bene con lui. Queste sarebbero le cose unicamente importanti per me.  

    Post scriptum: quel «adesso» è collegato alla frase che precede – ....non starei qui con te ora. È un bell'avverbio, detto in quel modo 😀

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