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Silverselfer

Ritorno a Long Beach

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Silverselfer
Ritorno a Long Beach
Spoiler

Devo subito premettere che questo non è un romanzo autobiografico  quindi non ci sono riferimenti a persone veramente esistite ... ovviamente non lo dico per l'improbabile soldato americano che legge sta roba e si riconosce in qualche personaggio. Scrivendo in soggettiva è facile che si prendano per reali dei fatti inventati. Poi è normale che comunque parlo di esperienze mie, ma nella stessa misura in cui ci finirebbero in un qualsiasi romanzo di fantasia.

Ho trovato liberatorio tornare a scrivere a ruota libera su qualcosa di cui sentivo l'esigenza di raccontare.  Chi sta leggendo Apologia di un Momento, si accorgerà che il protagonista è lo stesso e in fatti, cronologicamente questa storia inizia dove finirà quell'altra. Scrivere questa storia mi serve anche per capire dove sto andando con quell'altra.

Qui non adopero robe stravaganti tipo la letteratura entropica. Voglio scrivere di getto e senza neanche rileggere troppe volte ... 

La Struttura è influenzata dalle serie televisive che mi sono sparato a go go mentre scrivevo in una camera d'albergo, quindi i capitoli sono in realtà degli episodi e i pacchetti che li conterranno nei post corrispondo alle stagioni --> Sono scemo, lo so --> Qui ci sono i primi 4 episodi + l'antefatto.

Scrivo con molta facilità e quindi suppongo che questo primo racconto della serie dovrebbe concludersi entro il 2018. 

NB: Per chi non lo sapesse, scrivo senza filtri e censure, quindi non è roba per damigelle col pelo sullo stomaco.  

Frankenstorm

 

President Obama ---> This is gonna be a big and powerful storm.

La vita è strana e a volte prende le sembianze metaforiche di una tempesta come questa ---> Frankenstorm ---> così chiamavano Sandy, quando era ancora sui Caraibi e continuava a cambiare forma da tempesta tropicale a uragano, dal mare verso la terra ferma, seguendo traiettorie anticonvenzionali ... dirigendosi sempre più a nord in un continuo divenire, per spingersi su, su, fino a raggiungere il Canada, trasformandosi in un ciclone tropicale gelido. »Superstorm Sandy« qualcosa di mai visto prima ---> se fossimo stati nell'era classica, qualche poeta ne avrebbe tratto dei versi ispirati alla mitologica ---> l’ira di qualche dea venuta a vendicarsi di questa lingua di sabbia artificiale che mostra il petto all'Atlantico ---> Long Beach Island (NY) <---

Billy Crystal ---> A massive storm of most one thousand miles wide with a destructive power of a atomic bomb.

Negli stand scorrono i video di quei giorni nefasti ---> La prima volta che ho visto Long Beach Island era anche la prima volta che vedevo gli Stati Uniti d’America. Gli anni novanta del ventesimo secolo stavano per cominciare ed io non avevo ancora compiuto venti anni. L’aereo doveva atterrare al JFK ma fece una lenta virata ---> Detesto i voli civili, specie quelli intercontinentali, la pressurizzazione scombussola il mio sistema enterico e volevo scendere il più presto possibile da quella supposta con le ali. Invece ci fu quell'ulteriore virata ... fu allora che sorvolammo la costa e vidi questa specie di atollo sabbioso affiorare dall'oceano ... se non fosse stato visibile anche il reticolo di strade che s’intersecavano simmetricamente, dall'alto poteva essere scambiato per un banale arenile,  ... aveva qualcosa di familiare ... forse erano quei frangiflutti posti sulla  costa che mi ricordavano le spiagge del litorale romano. Non ebbi molto tempo per starci a pensare perché la sorvolammo solo un paio di volte e trattenevo i crampi dell’ennesimo attacco di colite ...

»How did hurricane Sandy turn in an superstorm of epic proportion«

Ora eccomi qua ... oramai quarantenne ... vestito di tutto punto ad ascoltare Billy Crystal in una serata di ringraziamento per quanti si sono spesi nella ricostruzione di Long Beach ---> Io ho fatto davvero poco, mi sono limitato a rispondere via WEB alla richiesta di aiuto ... si è data da fare Lola, la mia cara amica trans che tempo addietro aveva trasformato la sua parruccherìa in un’agenzia di viaggi. Le proposi la vantaggiosa offerta turistica di vedere New York standosene su una spiaggia, che ricorda le nostre cittadine sul litorale romano con tanto di pizzerie e ristoranti italiani. Poi c’è arrivato questo invito e non volevo tornare ... avevo paura del passato ---> I ricordi belli sono quelli che fanno più male.

Ep.1 (Reminiscenze)

Avrò avuto una decina di anni la prima volta che ho incontrato il Generale ---> Mi fece da padrino per l’ingresso in una sorta di comunità religiosa. Io non me lo ricordo neanche quel giorno, ma da allora il Generale vegliò sempre su di me come un Papà Gambalunga ---> La volontà di Dio lo pose sulla mia strada, senza dargli la possibilità di sottrarsi a quello che alla fine considerò un vero e proprio mandato divino ... del resto, il Generale era uno di quei soldati convinti che sia il padreterno a spedirli in battaglia.  

Mi adottò solo dopo essersi innamorato di mia madre ---> infognandosi in questo modo nei nostri marasmi famigliari. Io ero un piccolo Frankenstorm che seguiva traiettorie anticonvenzionali in un continuo divenire di tempestosi accadimenti. All'età di quindici anni mi sentivo pronto per affrontare la vita e c’impattai contro rompendomi l’osso del collo ---> si scoperchiò la cloaca che era stata la mia esistenza fino a quel giorno e tutti i segreti che ci custodivo dentro si liberarono improvvisamente come demoni da un vaso di Pandora ... e come in quello, anche nel mio rimase solo la speranza ---> La mia speranza fu il Generale che mi mise in convitto dai salesiani per sottrarmi ai venti di burrasca.

Il collegio non fu una brutta esperienza ---> il rumore dei passi nel confortevole silenzio dei corridoi, i sussurri nella sala studi, il chiostro con gli agrumi fioriti ---> per un po’, quelle regole riuscirono a contenermi in una forma stabile, ma fu un sollievo solo temporaneo. Durò giusto il tempo d’incontrare Pablito, un seminarista colombiano dal colorito ambrato e gli occhi neri profondi come l’universo. Pablito fuggiva il mio sguardo ogni volta che lo incrociavo nei corridoi perché avevo scoperto l’angolino nei suoi occhi dove custodiva i pensieri proibiti, quelli che risvegliarono l’appetito del demone sopito in me. Gli risparmiai il mio morso vampiresco, ma oramai il vento di tempesta aveva ricominciato a soffiare nelle vele del naviglio, trascinandomi nelle tumultuose correnti della vita e in men che non si dica, tornai a naufragare sul punto di partenza.

Fu allora che il Generale decise di sradicarmi definitivamente da Roma e iniziarmi alla vita militare. Avrei potuto dire di No, ma sapevo anch'io che il solo modo di sopravvivere a quelle esperienze devastanti era fuggire il più lontano possibile. Certo che però non mi resi conto di cosa andassi  incontro ---> l’inizio fu veramente traumatico! La vita militare mira a cancellare totalmente la tua individualità e lo fa in maniera assolutamente cruenta. Ancora prima che dal rigido inquadramento gerarchico, la rieducazione arrivò dalla camerata, attraverso una violenta goliardia capace di far tabula rasa di ogni altra tua precedente esperienza ---> La contingenza m’imponeva di sopravvivere e per farlo avrei dovuto combaciare con il modello di soldato che dovevo diventare ---> Il trauma psicofisico scolpì sulla mia pelle una forma permanente, seppellendo per sempre il ragazzo freak che ero stato.

Lo sforzo necessario agli addestramenti era un continuo scontro con i propri limiti e spostare sempre un po’ più in alto l’asticella della difficoltà, sublimò il piacere del mio eros metamorfo. Il paracadutismo mi dava una scarica adrenalinica coinvolgente quanto il sesso e mantenere il controllo nelle situazioni più difficili, m’insegnò a tenere ben salde le redini in ogni aspetto della mia vita. Imparai a surfare sull'onda empatica provocata dalla condivisione con gli altri commilitoni di quella vita al limite ... ma il lato piacevole durò troppo poco. Fui trasferito nel nono reggimento e poi da lì a breve entrai nei corpi speciali della NATO e alla fine ---> Addio Italia! ----> A ripensarci adesso accadde tutto rapidamente ... eppure ricordo bene quanto erano lunghi quei giorni, interminabili a volte ---> lo scopo era seppellire il passato e ci riuscii morendo ogni sera in branda, senza avere più la forza di pensare.

In Alaska conobbi il limite oltre cui non potevo porre l’asticella per continuare a fuggire da  me stesso. Tra gli scricchiolii glaciali di quella terra riemersero le reminiscenze dei mille fantasmi sepolti sotto uno strato di pack artico. Avevo abiurato al libero arbitrio per dimenticare cosa fossi, ma neanche questo bastava per diventare un altro. Durante il primo colloquio, mi fu chiesto perché non somigliavo ai miei commilitoni ---> li avevo conosciuti da troppo poco tempo per riuscire a fraternizzare con loro, gli risposi, ma il tizio con i galloni parlava del profilo psicologico ---> Puoi dirmi qualcosa che già non so? ---> Sapevano cos'ero ancor prima di capirlo io stesso e volevano sfruttare le mie potenzialità ---> Quel tizio trattenne un sorriso compiaciuto, quando gli dissi che nella loro scheda mancava il nome del mio padre genetico ---> Ero un yiddish polacco ---> la sua penna prese a correre su e giù per dei fogli che dopo qualche anno mi catapultarono in Alaska.

Rincontrai quello stesso tizio quando comunicai l’intenzione di mollare tutto perché a tutto c’è un limite ed io avevo appena conosciuto il mio ---> Ero stato sbattuto da una parte all'altra d’America e dopo aver acquisito ogni brevetto necessario, avevo dimostrato di essere diventato un’arma anticonvenzionale portando a termine la mia prima missione sul campo ---> I bombardamenti di Dubrovnik non smettevano di tormentarmi. Spedirmi in Alaska era stato il massimo che avrebbero ottenuto da me ---> Il tizio con i galloni mi fece spavento quando abbozzò un sorriso nel tentativo di apparire amicale. Disse che neanche a lui piaceva l’Alaska e mi dette persino ragione nel pretendere un trattamento migliore ---> Io non stavo chiedendo niente del genere. Allora scappucciò la sua stilografica e con piglio severo me la puntò contro prima di cominciare a usarla ---> Ti sposto in retrovia ma non tirare troppo la corda ---> mi chiese dove volevo andarmene in vacanza perché avrei completato il mio addestramento all'università ---> California, Florida? Potevo scegliere la spiaggia su cui andarmi a scongelare il culo ---> Io scelsi Long Island perché mi era apparsa di nuovo così famigliare quando la sorvolai  di rientro dalla lunga missione nella ex Jugoslavia.

Mi misero di stanza a Oyster bay, ma era una situazione temporanea ---> Ero in congedo straordinario e potevo togliermi la divisa per andare a vivere in una casa tutta per me ---> Più facile a dirsi che a farsi! La mia vita si era interrotta al quarto liceo e, dopo essere diventato un soldato degli Stati Uniti d’America, ora mi ritrovavo ad affrontare il college ---> In che cosa si stava trasformando Frankenstorm? ---> La stanza assegnatami alla Base militare aveva due letti, due armadietti, due scrivanie con due sedie e due piccole librerie pensili ---> Io non ero il primo che mandavano in quel posto per studiare. Aspettai le cinque del pomeriggio senza disfare lo zaino perché aspettavo di ricevere le direttive dal Colonnello ---> Questa è una piccola Base e vorrei che capissi che qui non siamo in guerra ---> L’atmosfera in quella Base militare era molto rilassata ... diversa da quelle che avevo sempre conosciuto. I soldati sorridevano e i graduati non pretendevano il saluto militare prima che gli rivolgessi la parola.

“Farmingdale è un villaggio tranquillo e spero che tu non sia uno di quei mastini che dovrebbero andare in giro con il guinzaglio” Quella storia del guinzaglio era motivo di vanto tra i membri dei corpi speciali. “Il nostro scopo è tenere vivo il buon rapporto tra la società civile e l’esercito” Quel colonnello non sembrava neanche un militare quando invece d’impartirmi delle direttive, si mise a snocciolare tutte le sue apprensioni sui possibili turbamenti che avrei potuto creare in quella oasi di pace e prosperità. “Ci sono degli alloggi liberi nel campus universitario” Non voleva avermi tra i piedi. “Ci sono le ragazze” Mi stava facendo incazzare. “In questo momento siamo molto impegnati con le attività del Campo di addestramento, lo sai?” Se ne accorse che stavo per perdere le staffe e la smise di rompermi i coglioni. “La stanza è tua per tutto il tempo che vuoi” Gli chiesi solo del letto accanto al mio, ma lui fraintese il tono greve con cui glielo domandai e si affrettò a rassicurarmi che sarebbe rimasto vuoto ---> peccato, dividere quella stanza mi avrebbe facilitato il compito di stringere amicizia con qualcuno. 

Ep.2 (Il Generale)

Una delle abitudini che mi ha fatto integrare subito negli Stati Uniti è quella del jogging mattutino ---> Correre appena sveglio mi aiutava a cancellare gli incubi notturni. Di solito evito di farlo nei parchi dove incontrerei altra gente che corre e cerca di attaccarti bottone nei momenti di pausa. Detesto ugualmente farlo nel traffico o su dei marciapiedi affollati. Il mio percorso ideale deve essere poco frequentato e privo di deviazioni che ti costringono a pensare. Ero stato fortunato e proprio davanti alla Base ne avevo subito individuato uno che pareva essere stato messo là dal destino. Imboccavo Rome Street che era una strada dritta senza uscita, di solito non incontravo nessuno perché c’erano solo depositi, garage o piccole attività aziendali. Giunto in fondo, attraversavo un parcheggio privato per raggiungere Verdi Street, che era la parallela di Rome Street, che usavo per tornare indietro e dopo l’incrocio con Belvedere Ave, arrivavo proprio davanti all’entrata della Base.

Avrei dovuto avvertire il Generale del nuovo dislocamento ---> Stavo rientrando dall’abituale corsa mattutina e un soldato mi venne in contro per convocarmi dal Colonnello ---> Quella gran dama gli stava offrendo te e pasticcini, quando entrai nel suo ufficio e inavvertitamente scattai sull’attenti. “Riposo, ragazzo ... riposo” Disse il Generale che in divisa avrebbe intimidito anche il padreterno. “Vi faccio strada io” Il Colonnello ci si era attaccato come una piattola ai coglioni e volle accompagnarci alla mia stanza, manco se non mi ricordassi da solo la strada. “Come stai?” Quando rimanemmo soli, mi fece quella domanda cui non avevo mai saputo rispondere. “Hai solo bisogno di riposo” Gli avevano comunicato la mia richiesta di congedo. “E’ normale dopo una così lunga e difficile operazione in campo” Come facevo a spiegargli del vuoto pneumatico in cui ero finito?

“Hai portato a casa un gran risultato, figliuolo!” Avevo ancora sottopelle il brivido sgomento di quella gente. “Dicono che potresti diventare il numero uno” Gli americani hanno la fissa del numero uno e poi la menano continuamente anche sul gioco di squadra, senza rendersi conto che non esiste il plurale di uno. “Ora è tempo di rimettere in ordine le tue priorità” Non volevo niente ... non desideravo niente ... mi svegliavo più stanco di quando andavo a dormire. “A pochi di noi è concesso spingersi dove ti trovi tu adesso” Stavo impazzendo o lo ero già, ci sono livelli di solitudine in cui non è possibile sopravvivere. “Devi essere orgoglioso di portare la croce” Forse mi avevano sopravvalutato e quel peso mi aveva schiacciato.

“Benvenuto nella nostra comunità” Il Generale non lasciava mai nulla al caso e aveva preparato quella visita fin nei più piccoli dettagli ---> fatto salvo avvertirmi che sarebbe venuto. “Questa è la tua casa” Andammo in macchina fino al villaggio di Farmingdale, dove ci aspettava il parroco della chiesa cattolica romana di Saint Killian. “Morì martire ... ” Dopo avermi confessato, mi attaccò una tale pippa su San Chiliano d’Irlanda sacrificatosi nel nome di Dio, quindi non avrei dovuto prendermi pena dei morti ammazzati tra le fila dei nemici dell’America. “Il Signore sia sopra di te per proteggerti” Appena entrato in quella chiesa, mi sentii a casa. “Davanti a te per guidarti” Tutto l’insieme di quei messaggi simbolici e poi l’altare e il presbiterio, mi parlava delle macerie di un’infanzia recondita. “Dietro di te per guardarti le spalle” Il Generale mi aveva portato un dono da parte di mamma. “Dentro di te per benedirti” Era la catenina d’oro del mio battezzo, ora c’era un piccolo crocefisso pendente al posto della medaglietta di San Giovanni Battista che persi da bambino. “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” Dopo aver ricevuto la benedizione, ci congedammo.

“Perché non la chiami?” Risalimmo in macchina e svoltammo su Main Street. “Questo rancore non fa bene neanche a te” Il ricordo di mia madre era qualcosa di opprimente. “Stava per impazzire all’idea che fossi morto” Le macerie di tutto quello che avevo faticosamente dimenticato, stavano riemergendo dal fondo nebbioso della mia memoria. “Le dirò che sei in missione” Pensare a lei mi provocava un dolore irrazionale. “Siamo arrivati alla banca” Per fortuna il tragitto fu brevissimo e il Generale non ebbe modo di costringermi a promettere nulla. “Avrai bisogno di una carta di credito” Entrammo all’EAB bank per aprire un conto. “Quella la terrai per le spese correnti” Avevo già la carta in cui mi accreditavano la paga. “Io mi fido di te” Come no! Intanto ogni volta che avrei usato quel conto, lui avrebbe saputo come stavo spendendo i suoi soldi.

“I corsi inizieranno solo a ottobre” Non avevamo fatto colazione ed entrammo da Gino’s Pizza.  “Che cosa farai in questi mesi?” Nella cartellina universitaria che mi porse, non c’erano indicate le direttive per il tempo libero. “Perché hai scelto questo posto?” Certo che la California o la Florida sarebbero state dei luoghi più appetibili . “Conosci qualcuno di cui non mi hai parlato?” No, nessun oriundo italiano residente a Long Island aveva legami con qualche mia vecchia conoscenza romana. “Una vacanza ... il mare ... il divertimento” Dovevo proprio avere un aspetto cupo per indurre il Generale a pronunciare tali amenità. “Ragazzo, sono un uomo anch’io ed è naturale che tu abbia delle necessità ” Ce la stava mettendo tutta per cavarmi qualche parola di bocca. “Scoppi di salute!” Aveva ragione lui, non mi ricordavo neanche più da quanto tempo non scopavo. “Guarda che petto ha la brunetta” Santo cielo, era così imbarazzante sentirlo parlare in quel modo!

“Ragazzo, so di non essere tuo padre ... ” Tornammo alla base nelle prime ore del pomeriggio. “Eri solo un bambinetto arrabbiato con il mondo ... ” Continuò a farmi strani discorsi. “Tu forse neanche ti rendi conto di cosa sei diventato, vero?” Era lui che forse non aveva chiaro in mente cosa avevo affrontato per diventarlo. “I figli non si scelgono mentre tu mi sei stato mandato ... ” Ancora con quella storia di Seth inviato da Dio ad Abramo dopo che Caino aveva ucciso Abele! “Sei un tracciatore nato, l’ho sempre saputo” Me lo aveva insegnato lui a tracciare una preda durante le battute di caccia al cinghiale. “Il tuo animale totemico” Oh, Dio mio! Ancora le sue storie sui nativi americani? “Ora so che il mio destino era riportarti a casa” Voleva solo torcermi l’anima dal rimorso. “Sei un uomo che ha fatto la sua scelta ed io la rispetto” ---> Balle, mi stava lisciando il pelo solo per non farmi abbandonare l’esercito.

“Io sono orgoglioso di te” Disse, dopo avermi chiesto di accompagnarlo all’aeroporto. “Trovati una ragazza e vedrai che le cose ti appariranno più chiaramente” Forse aveva ragione anche quell’altro tizio in camice bianco e il disorientamento che stavo provando era dovuto allo stress post traumatico. “A Long Island non si può vivere senza” La Pajero Nissan Patrol con cui era venuto, l’aveva comprata per me! “Per qualsiasi cosa, ragazzo, usa quel dannato numero!” Intendeva quello del suo telefono satellitare, me lo dette il giorno del mio arruolamento ed io non lo usai mai. “Tu lo sai che non sono bravo in certe cose” Mi voleva bene e anch’io non ero bravo in certe cose. “Arriverà il giorno che capirai” Quel giorno è arrivato troppo tardi.

Ep.3 (La Spedizione Punitiva)

»Il Vecchio e il Mare« il libercolo se ne stava stretto tra due enormi manuali e lo scoprii mentre sgomberavo la mia piccola libreria pensile. Non ricordo il nome scritto con la biro all'interno della copertina, ma era di una ragazza e c’era anche una data e quella coincideva con l’anno del mio arruolamento ---> Ogni coincidenza porta con sé qualcosa di magico. Quella volta mi condusse nell'esperienza di Santiago e il suo sforzo contro la malasorte mentre pescava l’enorme Merlin. Il ragionamento ipertrofico m’incasina la vita e c’era stato un tempo in cui i libri erano diventati la mia droga ---> Quel Ernest Hemingway fu come assaporare un buon bicchiere di Hight Rye Bourbon dopo anni di assoluta astinenza ---> Non volevo ricascarci ---> Riposi il libercolo sulla libreria pensile, ma la sera successiva lo sfogliai di nuovo alla ricerca dei leoni africani ---> Tornarono a esplodere i mortai da sopra le colline di Dubrovnik ...

Erano solo dei fuochi d’artificio ma dalla finestra non riuscivo ad accertarmene e raggiunsi la recinzione sul deposito di scuolabus, solo allora vidi qualche pennacchio schizzare il cielo di colore. Danko mi chiamava dal suo box ... era il cane dobermann che avevo visto fin dal primo giorno che arrivai alla base. Lo raggiunsi e feci scorrere il paletto del cancello, il cane corse a nascondersi chissà dove ... mi misi a cercarlo. I fuochi d’artificio erano finiti da un pezzo, quando lo trovai rintanato in un tubo di scolo, ma proprio non voleva saperne di uscire dalla sua tana ---> Trascorsi la notte insieme a Danko perché quello pareva essere un buon nascondiglio per proteggersi dai brutti sogni.

“Hey, tutto apposto amico!” Danko era solito nascondersi in quel buco e Brad, il suo addestratore, lo sapeva bene. Mi risvegliai in mutante in mezzo al prato con Brad che mi chiedeva se mi sentissi male. Non gli risposi anche perché non ho mai capito bene l’accento del Kentucky. Gli sorrisi e me ne tornai in camera, ignorando lo sguardo di quanti incontrai sul mio cammino ---> Il Colonnello mi convocò nel suo ufficio ---> Lo rassicurai di aver superato i test psicologici per lo stress post traumatico ---> Dopo l’incontro col Generale, la Madama aveva cambiato atteggiamento nei miei confronti e mi aveva persino proposto di partecipare al campo delle reclute. “Non posso avvalermi di un ufficiale in congedo straordinario” Gli chiesi di essere inserito nei servizi della base solo per ricambiarlo della fiducia dimostratami, invece reagì manco gli avessi dato dello stronzo.

“Se ci tieni, nelle cucine c’è sempre bisogno di aiuto” Aveva detto il Colonnello, inorridito dal mio desiderio di prestare servizio in mensa. “Ciao, amico!” La mensa è un ruolo strategico. “Ti piacciono i cani?” Quel rumore di fondo è simile al suono che fa la rotellina delle frequenze di una radio ---> Basta captare la modulazione giusta per distinguere le conversazioni. “Vado ad allenare quelli della municipale di Suffolk” Poi Brad si fermò a parlare con me. “Potresti venire anche tu ... se ti va” Accettai di aiutarlo con i cani e poi gli passai una doppia razione di carne. “Grazie, amico!” Brad era un ragazzo non troppo alto, non troppo magro e neanche troppo sveglio. La divisa pareva stargli larga e non si toglieva mai il cappellino neanche a tavola ... lo portava sempre con la visiera calata sugli occhi, forse convinto che gli desse un’aria da duro.

“Da dove vieni, amico!” Trovavo più rassicurante paracadutarmi oltre le linee nemiche piuttosto di tenere viva una conversazione. “Intendevo qual è la tua città” Appena salii sul suo furgone che puzzava di cane, Brad iniziò a farmi un sacco di domande. “Roma è dove sta il Papa ... dannazione, ecco perché hai la croce dei papisti al collo!” Gli chiesi di parlare più lentamente, se voleva che gli rispondessi. “Mio zio è stato a Parigi in viaggio di nozze” Il viaggio per Suffolk si rivelò una tortura. “Boston, ci sono stato a Boston!” Alla fine gli dissi che ero di Boston o non l’avrebbe piantata di chiedermi da dove venivo. “Avrei scommesso le mie scarpe che venissi dal Connecticut” Per qualche strana ragione il mio inglese somigliava al Connectichese. “No, lo penso perché sei tocco come loro” Era una battuta umoristica ... sorrisi per farlo contento.

“Io non so tirare, amico” Al ritorno chiesi a Brad se gli andava di fare due tiri al canestro prima di cena. “Josè è portoricano, vero Jo?” Lo vidi un po’ titubante, ma poi accettò. “E’ vero che sei cattolico, Jo?” Brad si presentò in palestra con un commilitone di nome Josè in succinti pantaloncini da atletica. “Hey, amico ... quanto ti devo pagare per farmi tirare un fottuto canestro?” Jo mi stava simpatico, anche se sparava un sacco di balle sulle sue prodezze sportive. “I niggas giocano a basket, io sono latinos e uso la mazza” Brad se la rise di gusto per l’allusione sessuale alla mazza da baseball. “Hai la mazza moscia, Connecticut!” Non gli feci toccare palla solo per il gusto di ascoltare le stronzate che gli uscivano da quella fogna di bocca. “Va a farti fottere” Alla fine mi sfanculò, dicendo che se volevo giocare da solo, potevo continuare a farlo senza di lui.

“Il colonnello ha vietato l’ingresso ai cani” Dopo cena Brad mi raggiunse in camera e gli chiesi dell’inseparabile Danko. “Perché tu non vieni nella sala ricreativa?” Stare in quei posti era per me come ballare il tiptap su un campo minato. “Bella questa ... il tiptap sul campo minato” Quelle persone mi avrebbero fatto tante domande cui non avrei saputo rispondere ... esattamente come stava facendo Brad. “Hey, amico ... smettila ... dammi il mio cappello!” Lui lo sapeva il motivo per cui non si toglieva mai il cappello? “Non è divertente” Disse, dopo essersi risistemato il cappello davanti allo specchio.

“I ragazzi dicono che hai fatto il Restore Hope” L’operazione in Somalia aveva riportato l’America nel mondo reale, dopo la barzelletta mediatica del Desert Storm. “Josè voleva solo essere tuo amico” Domingo Arroyo era diventato l’orgoglio nazionale portoricano, dopo aver sacrificato la propria giovane vita in Africa.  “Io penso che tu racconti solo cazzate” C’era molta determinazione nella voce di Brad ... come se stesse eroicamente mostrando il petto al nemico. “Dici di venire da Boston, ma sei del Connecticut e sparli dei ragazzi del Desert Storm ma non hai partecipato neanche al Restore Hope” Se ne stava in piedi davanti alla mia sedia. “Tu sei uno SR col cervello flippato” Mi stava forse provocando? ---> Non sei degno d’indossare questa divisa ---> Il soldatino aveva fatto male i suoi conti perché conoscevo bene la risposta a quella retorica da West Point.

Il guaio fu che Brad si era messo in posizione perfetta e mi bastò puntare saldamente il piede in terra per tirare un dritto su quel pungi ball ... non mi feci neanche troppo male alle nocche e lui cadde tramortito come un sacco di patate. Temetti persino di averlo fulminato perché era finito a terra senza emettere neanche un rantolo e non dava alcun segno di vita ---> Se lo portavo in infermeria, avrei passato dei guai ---> Per fortuna incrociai Danny nel corridoio, una matricola di quelle che si arruolano durante il college per i mesi estivi. Il ragazzo fu felice di compiere quella missione per me e trascinò Brad in infermeria, dicendo di averlo trovato in quello stato fuori dalla base.

Dallo sdegno con cui ero guardato, capivo come la notizia dell’aggressione a Brad si stava diffondendo rapidamente. “Pulisci bene tutta quella merda” Ora c’era solo da aspettarsi le giuste conseguenze di quel mio gesto avventato. Già il giorno dopo Green Mile mi ordinò di pulire la cappa della cucina ---> Avevano ragione a odiarmi! Prendersela con Bradley Lynn Wickliffe  era come tirare un calcio in culo ad un cucciolo di panda. Lui era quello che aveva sempre una parola buona per tutti e quella sera era venuto a cercarmi in camera per aiutarmi a socializzare con gli altri, invece riuscii a far perdere la pazienza persino a lui. Lo avevo ripagato con quel cazzotto e dopo non mi ero neanche preoccupato di portarlo in infermeria ---> Ero obiettivamente un gran pezzo di merda ...

 “Hai fatto un buon lavoro” Green Mile era il cuoco afro americano ---> una montagna di ciccia nera. “Quest’arnese non ha mai funzionato così bene!” La cappa era intrisa di grasso puzzolente ... quell’odore nauseabondo mi ricordò i trascorsi adolescenziali vegetariani. “Come hai fatto?” Mi accorsi che il problema stava nel collegamento elettrico del motore di aspirazione che lo faceva lavorare a metà potenza. “Ragazzo, posso farti una domanda?” Io non avevo problemi a rapportarmi con gli altri, se mi venivano date delle direttive chiare. “Perché sei in guerra con il mondo?” Green Mile versò del solvente su uno straccio e me lo porse per pulirmi le mani sporche di quella lordura. “Hey, dico a te ... guardati le spalle” L’umiltà e la dedizione con cui avevo speso tutto il pomeriggio a riparare la sua cappa, indussero Green Mile a ricredersi nei miei confronti ... però anche lui mi fece delle domande cui non sapevo rispondere e dopo che gli voltai sgradevolmente le spalle, mi regalò un premuroso avvertimento ...

Mi sentivo dannatamente in colpa per quello che avevo fatto ... ma non riuscivo lo stesso ad andare in infermeria per chiedere scusa a Brad. Preferii recarmi al box di Danko e mi accorsi che nessuno si era preoccupato di riempirgli la ciotola del cibo. “WooF” Mi fece, senza neanche degnare di uno sguardo la carne nella ciotola ---> Dove sta Brad? ---> Leggevo chiaramente questa domanda nei suoi occhi nocciola. “WooF” Ficcatela nel culo la tua sbobba, disse digrignando i denti, quando cercai di fargliela annusare. Se la sera avanti mi avesse visto aggredire il suo padrone, non avrebbe esitato un attimo ad azzannarmi alla gola. Presi dunque la ciotola della carne e lo condussi in infermeria, in barba a tutte le regole della base. “Ciao, Danko!” Lo salutò la dottoressa, anche lei un’afroamericana ... le spiegai che conoscevo le regole, ma il cane accettava il cibo solo dalle mani di Brad. “Dallo a me ... tu, amico, invece hai proprio bisogno di una doccia!” Mi disse turandosi il naso simpaticamente ... aveva ragione, puzzavo di fogna non solo metaforicamente...

La spedizione punitiva era stata organizzata il giorno dopo al Campo. In genere il Sergente Collins mi chiedeva di fare una dimostrazione di come andassero eseguite correttamente le prove d’addestramento. Il Maggiore Stanley era invece il capo degli istruttori e quel giorno avevamo tenuto una lezione di lotta insieme a Mitchell e Roger.  Stanley, Mitchell e Roger stavano sempre  insieme e quel giorno in particolare si erano comportati come tre compari che celavano un complotto. La dimostrazione di lotta si rivelò una strategia per provocarmi e si davano il cambio per indurmi a fare figure di merda. “A quanto pare non basta essere dei corpi speciali per saper combattere” A me era stato insegnato ad ammazzare la gente e non a giocare a wrestling.

Conclusi così quella messa in scena e me ne andai negli spogliatoi, dove mi seguì un tizio che si mise ad armeggiare con un armadietto. M’insospettì l’occhiata torva che mi diede e cercai di stare il meno tempo possibile sotto la doccia perché l’esperienza m’insegnava quanto fosse »scivolosa« la lotta su un maiolicato insaponato. “Hey Connecticut!” Una voce che non riconobbi, mi chiamò per farmi voltare ---> vidi solo l’ombra nera di una grande coperta da imballaggio mentre mi finiva in testa ---> Stavo per subire un cappotto. Erano almeno tre i picchiatori che usavano probabilmente dei sacchetti di patate per creparmi le ossa senza lasciare lividi ---> Se cadevo, sarebbero arrivati anche i calci ---> Alla fine, prima di scappar via, riuscirono ad abbattermi con un calcio volante all’altezza della faccia e quello Sì che mi stese...

Un buon lottatore si misura da quante ne riesce a incassare perché nella vita ne buscherai sempre di più di quante riuscirai a darne. Ero stato pestato altre volte e parlo di roba ben peggiore di un cappotto. Ci misi un’eternità a srotolarmi da quella coperta di merda e non fu per niente facile riuscire a tornare in posizione eretta ... tuttavia mi sentivo moralmente meglio perché avevo espiato la mia colpa. Me ne stetti chiuso in camera a leccarmi le ferite per un paio di giorni. Avevo soprattutto un mal di denti che non mi lasciava dormire, ma neanche riuscivo a stare sveglio e in questo modo gli incubi riuscivano a rincorrermi fin nella realtà. Dovevo reagire e andai in mensa covando propositi di vendetta. “Salve, Connecticut!” Brad si venne a sedere al mio tavolo. “Dannazione, se hai fame!” Quel coglione si era persino tolto il cappellino per parlarmi. “Grazie per esserti preso cura di Danko” Se si azzardava anche a chiedermi scusa, lo avrei picchiato di nuovo.

“Io non lo so come funziona per voi papisti ... ” Sicuramente andava diversamente che per i Battisti. “Oh, mio Dio!” In quel momento mi esplose il premolare destro ... lo sputai a pezzettini mentre lo sgranocchiavo insieme all’osso di un’aletta di pollo. “Che cazzo ti succede!” Esplose anche il premolare sinistro ---> Era una sensazione simile alla fine del mondo ... o almeno alla mia fine nel mondo. “Andiamo in infermeria” Avevo solo quattro carie trascurate che mi avevano svuotato i denti e quel calcio sul grugno me li aveva fracassati. La dottoressa mi diede degli analgesici che mi fecero passare il dolore, così non ne volli sapere di andare dal dentista ... però non mi potevo guardare allo specchio e quando il giorno successivo sputai nel lavandino anche i due premolari dell’arcata inferiore ... andai da Brad con la coda tra le gambe a pregarlo di portarmi in uno studio dentistico ...

Ep.4 (La Stagione dell’Amore)

“Devi confessarti” Che? Avrei dovuto invece bestemmiare, dopo aver saputo del botto di quattrini necessario per l’impianto di quattro capsule dentarie che l’assicurazione dell’esercito non copriva. “E’così che funziona, ok?” Era stato Josè a spiegargli che noi »papisti« avevamo bisogno di un parroco per l’assoluzione dai nostri peccati. “Non ci muoveremo da qui, fino a quando non andrai da quel fottuto pastore” Secondo il piccolo evangelista del Kentucky, il mio mal di denti era una sorta di vendetta divina. “Scendi da questo dannato furgone, Connecticut!” Se almeno mi avesse lasciato in pace, avrei potuto godermi lo sballo dell’anestetico fattomi inalare dal dentista.

“Le chiese cattoliche somigliano a delle case dell’orrore” Come dargli torto? Santa Lucia che ti serve su un piattino le sue cornee, la Madonna con il cuore trafitto da sette spade e poi il povero Gesù che da millenni pende esanime dalla sua croce. “Questo chi è?” Brad mi aveva portato nella chiesa di Sant Killian, ma il parroco stava facendo i cazzi suoi e lo aspettammo per parecchio. “E’ proprio una bella storia, dove vendono il libro?” Ebbi tutto il tempo di raccontare a Brad la vita di San Francesco d’Assisi e gli declamai anche qualche bel verso tratto dal Canto dei Cantici ---> O quello che era perché stavo proprio fatto e non c’era da scommetterci sulla fedele traduzione dall'italiano. “Sai un sacco di cose, Connecticut!” Fraintesi il complimento di Brad per una delle sue pessime battute umoristiche e finsi di ridere come facevo sempre.

“Torna quando sarai in te stesso” Chissà cosa cazzo raccontai al parroco perché alla fine della confessione, aveva una faccia molto imbarazzata. “Domenica ti aspetto alla funzione” Doveva smetterla di credermi una testa di barattolo vuota! Io glieli potevo recitare a memoria i suoi versetti del vangelo, cazzo! “Ci credo, ma adesso calmati” Dovevo fare qualcosa per rimediare ai miei peccati e tutte le sue prediche non mi avrebbero certo reso migliore di quel piccolo evangelista del Kentucky. “Dieci dollari” Dieci pezzi per un dannato libro a fumetti sulla vita di San Francesco? ---> Ma Gesù non li aveva cacciati i mercanti dal tempio?

“Connecticut ... forse è meglio che ci vai un altro giorno in banca” E perché? Avevo appena avuto il perdono di Dio e dovevo sbrigarmi prima di farlo incazzare di nuovo. “Connecticut ... sei sicuro?” Di cosa c’era d’aver paura? Quegli sporchi arabi dell’EAB bank non lo sapevano mica che ero mezzo ebreo. “Salve, Io sono Clark, il tuo operatore finanziario” Non era colpa del protossido d’azoto se quel tizio appena uscito da una réclame, mi appariva esilarante con tutte le sue domande che terminavano con un ---> Correct? ---> Mi fece il prestito che chiedevo, ma non so se i tassi d’interesse erano proprio vantaggiosi, magari lo saranno pure stati, ma io non riuscivo proprio a capirlo ... mi bastava sapere che quei soldi non sarebbero finiti sul conto della carta di credito del Generale con la dicitura ---> Scazzottata. “Ma non la potevi fare fuori?” E quante storie per un soffio di vento ... ero stato costretto a trattenere quella scoreggia davanti al tizio della banca tutto profumato di lavanda. “Apri lo sportello, cazzo!” E poi il suo furgone puzzava talmente di cane che persino Danko era costretto a tenere la testa fuori dal finestrino.

“Dannazione Brad, dovevi dirmelo!” Lungo il tragitto di ritorno che durava non più di cinque minuti, caddi addormentato con il grugno spiaccicato sul finestrino del furgone. “Che ha detto al prete?” Al parroco gli avevo spuntato un fumetto su San Francesco a cinque pezzi, ma non era forse simonia pretenderne dieci? “Dannazione, avrei filmato tutto!” Brad si fece aiutare da José per trascinarmi letteralmente fino alla mia stanza. “Io sono tuo amico” Mai fidarsi di un portoricano. “Brad, diglielo anche tu che sono suo amico” Beh, allora mi avrebbe fatto anche il favore di sbattermi l’uccello? “Vado a prendere la videocamera, tu non lo fare addormentare!” Brad invece mi aiutò anche a togliere la giacca che mi stava facendo sudare come un porco. “Questo che cos’è?” Come, che cos’è? E poi ero io quello drogato? Era il dannato libro a fumetti di cui gli stavo parlando da ore! “Grazie, amico!” Se voleva ringraziarmi, poteva sfilarmi quei maledetti anfibi che mi stavano stritolando i piedi ...

“Brad, questo fottuto cane non dovrebbe stare dietro al furgone?” Josè pur di non perdersi lo spettacolo del dentista, accettò di sedersi sul sedile posteriore insieme a Danko. “Connecticut, raccontaci com’è andata” Credeva che fossi così coglione da ... da dire le solite merdate in quei video dove si vedono quelli tuonati da ... da quella roba là che ti fa dire merdate, ecco. “La tua però è merda buona, vero Connecticut?” E certo, per chi mi aveva preso ... fottuto sacco di merda di un portoricano ... e tanto lo sapevo perché stava girando quel fottuto video e non m’importava, ecco. “Continua, dai che tutti devono saperlo” Certo che dovevano saperlo perché io non ero mica uno di quelli con un fottuto manico di scopa su per il culo ... cioè, io lo capivo il motivo per cui tutti mi si volevano sciacquare dai coglioni, ecco. “Brad, portiamolo in pizzeria da Rachel!” Che era diventato scemo? Sarei riuscito a ingoiare una pizza solo se Danko l’avesse masticata al posto mio. “Dannazione Brad, andiamo da Rachel!” Ma Sì, della birra sarei riuscito a ingollarla ...

“Smettila Josè, io non ci trovo niente di divertente” Non andammo da Gino’s Pizza come pensavo, ma dal suo concorrente dall’altro lato della strada, dove lavorava Rachel ---> Una puledra irlandese dai bei capelli rossi e due occhi di giada, che sventola! “Niente birra per lui” Anche se era un po’ troppo assennata ... ma tanto bastava quella sua gonna corta a ubriacarmi. “Hey, Connecticut ... modera i termini che stai parlando della mia donna” Dalle mie parti si diceva ---> Se po’ guarda’ un palazzo e non se po’ guarda’ ‘na testa de cazzo? ---> A tradurre il romanesco in inglese venne fuori una roba sboccatissima e forse neanche con troppo senso ... sicuramente non quello che intendevo io perché Rachel prima se la rise, ma poi mi disse sul grugno che mi lasciava integri i gioielli di famiglia solo perché capiva quanto quei due neuroni che portavo appesi tra le gambe, mi erano indispensabili per sopravvivere.

“Salve, Connecticut!” La devitalizzazione dei denti durò tre settimane, durante le quali tutta la base ebbe modo di deridermi, ma in fondo fu una buona cosa. “Tutto apposto, Connecticut?” Ero così sputtanato che oramai ognuno conosceva cosa si celava dietro la mia maschera da testa di cazzo. “Ci vediamo dopo, Connecticut?” Il guaio era che per rimanere simpatico, sarei dovuto andare in giro con una bombola di perossido di azoto sulle spalle tipo un subacqueo. “A me stai simpatico anche così” Brad non faceva testo ---> lui era uno che trascorreva gran parte della giornata con un cane dobermann. 

“Il mio primo figlio maschio si chiamerà Francis” San Francesco, ecco uno che ci sapeva fare con le persone! “Deve essere bello avere il superpotere di parlare agli animali” Certo che leggere la sua parabola di vita a fumetti, doveva averne leggermente turbato la percezione di Brad. “Lei è mia moglie Dora” Ci rimasi di stucco quando mi mostrò la foto di una ragazza che in un certo senso gli somigliava parecchio. “Ci siamo sposati l’anno scorso” La sua vita era così logica ... glielo dissi che lo invidiavo moltissimo e avrei persino potuto odiarlo per avermi spiattellato in faccia la sua felicità.

Ripensai molto alle parole del Generale, sul fatto di trovarmi una ragazza e come questa avrebbe saputo risolvere quel misterioso ginepraio che avevo nel petto. Sapevo quanto era pericoloso per me rimettermi sulle orme dell’amore però, mi dissi, che era passato tanto tempo ed ero cambiato ---> Potevo permettermi anch'io di coltivare un semino di speranza, cazzo! Brad aveva conosciuto Dora ai tempi della scuola e aveva sempre saputo che sarebbe diventata sua moglie. Lui non cercava altro e tanto meno ne sentiva la mancanza. Avrei anch'io potuto saziarmi delle preziose premure di una ragazza? Aveva Ragione il Generale ---> Quella era la mia stagione dell’amore. Gli anni della demolizione erano terminati e le macerie della vita passata erano sepolte sotto delle solide fondamenta di cemento armato ---> Era giunto il tempo di trovare la pietra quadrangolare su cui erigere la mia casa ...

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Silverselfer
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    Ecco un altro pacchetto di episodi e come mio solito vi includo dei contenuti speciali.

    Vorrei farvi visualizzare Farmingdale, ma si tratta di un piccolo villaggio di Long Island e non si trova molto in giro, oltre alla squadra di football e il torneo di golf. Ho trovato solo questo breve video panoramico girato con un drone.

    Quella che si vede all'inizio è Main Street che è tipo il corso principale di un paese nostrano.

    Al 22esimo secondo, il drone gira proprio sull'incrocio dove c'è l'edificio della EAB bank, quello bianco con gli archi.  Poi si vede il treno che passa, quella è la nota linea ferroviaria LIRR, che collega Long Island a New York --->  per chi volesse, si prende in Penny Station a Manhattan. Al minuto 2:17 il drone gira proprio sopra la chiesa cattolica di Sant Kilian di cui parlo spesso.  

    In quest'altro breve video si può vedere Jones Beach.

    Anfiteatro a parte, si può vedere che è un ambiente umido (palude) all'interno di una riserva naturale. Nella prima panoramica, si vede un pezzo di strada statale,  è quella su cui il protagonista lascia a piedi il povero Danny per ripicca ... capirete che non è una bella esperienza camminare al buio su una strada del genere. Dal minuto 1:29 mentre il video finisce, si vede all'orizzonte l'obelisco al centro della rotatoria, in quel punto si accede alla spiaggia vera e propria. Se siete a New York e volete andare in spiaggia, non vi consiglio Jones Beach perché è un posto per famiglie e pensionati ---> Molto meglio Long Beach Island!

    Quest'altro video, invece, è troppo lungo per quello che deve mostrare. Sono una carrellata di fuochi d'artificio di capo d'anno, ma anche d'estate a Long Island gli spettacoli pirotecnici non mancano.

    Basta, per ora non ho altro da mostrare che richiami i luoghi del racconto. Alla prossima!!!

     

    Ep.5 (Jenna Jameson)

    La condivisione coatta della quotidianità forma il ritmo circadiano di una caserma, nel cui corpo si sincronizza la secrezione ormonale del piacere collettivo. Avevo osservato che la gioia e il relativo piacere giungevano come temporaneo affrancamento dallo stress della vita marziale ed era questo a indurre una solidarietà cameratesca capace di coinvolgere emotivamente. Rancori, invidie o rivalità fra maschi, tutto scompariva dinanzi allo spirito di corpo e nessuno avrebbe mai lasciato indietro un compagno al costo della propria stessa vita ---> Di questo sentimento si declama l’eroismo ma si sottace l’omoerotismo che pure lascia tracce inequivocabili. Ovviamente non si può parlare di eros in termini generali, ognuno lo coglie nel modo in cui la vita glielo pone e nella misura che si è disposti ad accettarlo, ciò non toglie che esso esiste come opportunità per tutti ...

    Nel mio caso c’era la priorità di obliare un eros metamorfo privo di cataratte capaci di contenerlo in quel mitigato omoerotismo cameratesco. Questo mi aveva sempre impedito di esercitarlo per entrare in sintonia con lo spirito di corpo. Ero un’individualista capace di esprimere una forte volontà che finiva per stridere con gli equilibri interni del gruppo in cui mi trovavo. “Trovati una ragazza” Il Generale la faceva facile, ma la bussola nel mio pisello era ancora difettosa. In quegli ultimi anni avevo imparato ad annullare ogni sorta di attrazione sessuale applicando il metodo Wittgenstein ---> Una rapida manovella sotto le docce, giusto per tenere sotto controllo la pressione idraulica nei miei coglioni ---> Ero diventato un fottuto vulcaniano dalle orecchie puntute alla Dr Spock? ---> Naaa ---> Quello che ero riuscito a fare è cristallizzare il mio cuore dentro una gelida corazza di ordine e disciplina ---> Mi ero ficcato un manico di scopa su per il culo come una qualsiasi zitella ---> Altro che Wittgenstein, mi ero trasformato in un’antipatica Signorina Rottermeier.   

    “Jenna Jameson è roba seria!” Essere stato pestato negli spogliatoi del Campo, aveva fatalmente incrinato il cristallo in cui avevo ibernato il cuore. “Non avrà le tette di Pamela Anderson, ma almeno non sono rifatte” Il sentimento di rivalsa e il dolore fisico avevano rimesso in moto la risacca emozionale rimasta congelata nel pack artico. “Ha ragione Conney, anche quelle di Jenna Jameson sono rifatte” Le antipatie come le simpatie intrecciano dei rapporti sociali e con essi, si riattiva anche la sensualità che ha bisogno di scaricare i flussi biologici del sesso. “Che cazzo ne capisci tu di tette, in Kentucky avete solo quelle delle vacche” La statistica della mia masturbazione ebbe una brusca impennata e richiedeva maggiori stimoli. “Jenna Jameson però scopa veramente” I film porno erano in rapida diffusione a causa di Blockbuster e le pornostar stavano spazzando via le playmate della carta platinata.

    Alla Base, le uniche immagini stuzzicanti si trovavano attaccate dietro agli sportelli degli armadietti mentre le riviste da dove provenivano, avevano vita breve a causa delle pagine tutte appiccicate. Avevo comprato Penthouse e Playboy perché erano le sole riviste erotiche che si potessero acquistare in una stazione di servizio ... le avevo prese entrambi perché almeno arrossii una volta sola, quando la tipa alla cassa mi guardò come se le stessi porgendo gli otto pollici del mio uccello invece degli otto dollari per quelle fottute riviste. “Connecticut!” Le avevo pagate e non rubate, ma Brad me le strappò lo stesso di mano infilandosele sotto la giacca come un ladro. “Lascia fare a me” Brad si comportava manco avessimo acquistato della droga. “Andiamo in un posto tranquillo” Svoltò su Motor Ave e si fermò in fondo al parcheggio completamente vuoto di Allen Park ---> Si vedeva lontano un miglio che c’eravamo appartati per fare chissà cosa.

    “Che angioletto che è!” Brad si era tirato su il cappellino per guardare meglio la rivista che teneva sul volante. La sfogliava solo con la mano sinistra mentre teneva la destra saldamente sul cavallo della divisa. “Connecticut, quanto pagheresti per uscire con una così?” Sicuramente più di otto dollari. “Non scherzare, dico sul serio” Io volevo solo farmi una sega, ma aveva ragione Brad perché quelle fighe invitanti servivano a stuzzicare delle fantasie ed erano quelle a fartelo venire duro. “Sei uno sporco maiale” Brad non riusciva manco a pronunciarla la parola »pompino«. “Che cazzo stai facendo!” E che ci potevo fare se trovavo arrapante segarmi sotto gli occhi di Brad che continuava a scandalizzarsi come una verginella puritana?

    “Sei proprio un incivile!” Sporcai il paginone centrale di Playboy che era della misura giusta per contenere gli schizzi di un’eiaculazione media ... e dopo averlo accartocciato, lo tirai via dal furgone. “Danko, No!” Il cane si lanciò fuori dal finestrino, forse convinto che fosse una palla ... ma quando lo annusò, iniziò schifosamente a leccare la mia sborra. “Connecticut, tu sei proprio una bestia!” Sì, avevo mancato il cesto delle cartacce e sarei dovuto scendere io dall’auto, ma era troppo esilarante vedere Brad litigarsi la mia merda col cane. “Tu sei malato, te lo dico io!” Ma no, dopo se la rise con me perché avevamo appena vissuto insieme qualcosa che avremmo raccontato per il resto della nostra vita ---> Brad ed io eravamo diventati amici.

    “Hey, Conney?” Condividere l’intimità di una sega comporta un certo istinto a rimanere uniti. “Noi andiamo al Campo per sfottere le reclute” Era questo il motivo che aveva spinto Brad a trascinarmi nella saletta ricreativa? “Ci viene anche Josè” Il Caporal Maggiore Rodriguez era il compagno di stanza di Brad e di conseguenza anche lui era mio amico. “E’ una roba divertente, dai!” Capivo che gli altri ragazzi della Base volessero conoscermi meglio, come il solito però mi si erano drizzati gli aculei da istrice appena misi piede in quella saletta. “Non farti pregare, Conney!” Ero rimasto piantato sul divanetto davanti al televisore, unico luogo in cui non avrei dovuto parlare con qualcuno. “Li sfottiamo solo un poco” Disse così Brad, quando stavano passando i titoli di coda di un vecchio film di Swazzengher.  

    “Hey, LeRoy ... brutto ciccione, che cazzo state combinando?” Era stata un’iniziativa del Maggiore Stanley andare a infastidire le matricole. “Ci riposiamo, Signore!” Tuttavia, era Josè che dirigeva l’incursione. “Apri questa fottuta porta” Le camerate erano delle stanze simili a quelle di un campus. “E’ stata una dura giornata per noi, Signore” Il Soldato LeRoy era un ragazzone ginger che fece scattare sull’attenti il resto della sua camerata. “Mi stai dando del coglione, rispondi, ti sembra che io abbia la faccia di un coglione?” Era evidente il motivo per cui quei ragazzi si erano chiusi in camera ...  “Fighette, quali sono i valori della leadership americana” LDRSHIP ---> Lealtà, Dovere, Rispetto, Servizio, Onore, Integrità e Coraggio Personale ---> Per tutto il tempo dell’addestramento base, i sette valori guida dell’esercito ti erano chiesti a qualsiasi ora del giorno e della notte.

    “Ufficiale Specialista NCO, faccia rapporto” Impersonavo io quell’acronimo e dovevo inventarmi qualcosa per torchiare le reclute. Josè aveva usato uno stile cinematografico, Stanley era stato piuttosto didattico, Roger si era divertito con l’evergreen ---> Pancia a terra e pompare. Da un Warrant Officer ci si aspettava invece qualcosa di originale e così decisi di smascherare il segreto della porta chiusa ---> Sei letti disposti per tre, ma solo due cubi apparivano disfatti, tra i quali scorsi un cavo elettrico maldestramente scalciato sotto una branda.  Mi bastò seguire la prolunga elettrica per giungere al corpo del reato ---> Che ci faceva un piccolo televisore di quelli con il mangiacassette VHS incorporato accanto alla branda di LeRoy? Inserii la spina nella presa elettrica e si sentì la testina del videoregistratore terminare l’operazione di Stop. Mi bastò premere il tasto »play« per risolvere l’arcano ---> Comparì il primo piano della figa di Jenna Jameson ...

    “Brutti segaioli di merda!” Mi pentii subito di quello sfoggio da Sherlock Holmes. “Posso spiegare tutto, Signore!” Il tentativo di giustificazione di LeRoy fu effettivamente divertente. “Vi faccio rapporto dal Colonnello” E Sì, ce la vedevo proprio la Madama a scandalizzarsi per come le reclute si tiravano le seghe. “Tenente Roger, sequestra questa merda” Ah, ecco cosa volevano fare! ---> Portammo tutto in camera mia per esaminare oculatamente il corpo del reato. “Jenna scopa sul serio, non è che stuzzica e basta come fa Pamela Anderson” A quel genere di pornografia non serviva alcuno sforzo d’immaginazione. “Zitti!” Josè si era prontamente tolto i pantaloni ed era saltato sul letto accanto al mio, ingaggiando con Stanley un’interessante discettazione sulle qualità di una pornostar. “Voglio seguire il film” Brad, invece, fu catturato dai contenuti culturali del video e stanco di sentirci discutere, andò a spegnere la luce per poi sistemarsi a un palmo dal piccolo televisore con l’uccello in mano.

    Rimasi moscio per tutto il tempo ---> Quello che si stava consumando era un semplice bisogno fisiologico che non mi destava alcun coinvolgimento, per me era come tentare di pisciare in fretta in un orinatoio affollato. Gli altri rimasero catturati dai gemiti di quegli amplessi mirabolanti e non si accorsero nemmeno che me ne andai alla finestra per accendermi una sigaretta ---> L’erezione collettiva mi stava escludendo. Eppure volevo essere coinvolto in quella storia che il giorno dopo avrebbero raccontato nella saletta ricreativa condendola di dettagli esagerati ---> Perché non mi veniva naturale lasciarmi includere nella loro normalità?

    “Hiiiii ... iiiiiih” No, non lo so descrivere il verso che fece Brad ... era tipo un risucchio asmatico aggravato da uno spasmo che lo scosse dalla testa ai piedi, facendogli trascinare indietro la sedia. “Non farci caso, gli sono esplose le palle” Mi ero precipitato ad accendere la luce per vedere cosa gli era successo! “Sta zitto e passami quei kleenex” Mi prese una ridarola insensata che alla fine indispettì Brad. “Che ci troverete mai da ridere tanto” José ci raccontò delle prime volte che lo aveva sentito stramazzare in branda e credeva che soffrisse di attacchi epilettici. “E allora Stanley che quando viene miagola come un gattino?” Aggiunse Roger e oramai gli sfottò si sprecavano con Josè che faceva il verso a tutti con imitazioni grottesche. “Questa merda è pericolosa” Solo Brad prese la cosa sul serio e se ne andò dopo aver lanciato un anatema contro quella videocassetta del demonio. “Dove cazzo vai, scemo!”  Josè lo rincorse perché sapeva che quel suo rimorso non era una finzione.

    La mia camera rimase muta ad ascoltare i gemiti di quella cagna di Jenna Jameson. “Secondo te a Connecticut piace la figa?” Perché Stanley fece quella domanda perfida in mia presenza? “In questo film ci sono certi cazzi da farlo sbattere pure a un frocio” Notò Roger facendomi l’occhiolino. “Sarà che le SR non se lo sbattono come noi comuni mortali” Stanley stava sul mio letto e mi fece cenno di andarmi a sedere accanto a lui ---> Quella pippa si stava rivelando una prova di amicizia. Mi tolsi lentamente i vestiti e poi mi sdraiai accanto a Stanley restando con una gamba fuori dalla branda. "Ah, ma allora ce l’hai l’uccello!” Disse, quando finalmente mi venne duro fuori dalla fessura dei boxer. “Sta attento amico che Stan ti mangia il pesciolino” Ridacchiò Roger mentre si carezzava il suo bazooka. “Vieni qua, Conney” Stan mi tirò a sé passandomi un braccio sulle spalle. “Hai proprio un bel apri scatole” Disse a bassa voce mentre mi esaminava l’uccello.

    Era strano perché di porcherie così ne avevo già fatte, eppure mi sentivo scombussolare peggio di quella verginella di Brad. “Tienimi, amico” Stanley iniziò a miagolare i suoi gemiti. “Sto per venire” Disse alzandosi sulle reni e protendendo il bacino su di me per sporcarmi l’uccello. “Resta così, bravo ragazzo!” Poi cominciò a segarmi con il piglio di un ciclista in volata sul traguardo. Fu così rapido da impedirmi ogni reazione. Il movimento rapace della sua mano non si fermò fino a spremermi. “Ho vinto!” Esultò con la mano sporca in aria. “Ti ha scoppiato, amico” Sancì poi Roger e non sapevo se offendermi o ridere con loro. “Pulisci questa merda” Quando mi allungò i kleenex, risolsi tirandomelo addosso per costringerlo a sporcarsi. “Se non la finite, mi fate voi una pompa” Si lamentò Roger perché Stan ed io ci stavamo azzuffando, totalmente presi dall’overdose di serotonina post eiaculatoria.

    Quello che stavamo facendo era uno spooning bello e buono. Ci tenevamo durante la lotta senza che nessuno dei due avesse voglia di staccarsi dall’altro. “Conney, io dormo qua stanotte” Mi disse il Maggiore Stanley mentre Jenna Jameson continuava a gemere instancabilmente. “Svegliatemi domani perché ho il servizio di mattina” Si raccomandò Roger mentre si asciugava l’uccello prima di spegnere la luce.  “E chi sono io, tua madre?” Gli rispose Stanley che si tirò il mio braccio sotto la testa addormentandosi subitaneamente. A un certo punto sfilai il braccio e lui si voltò abbracciandosi al mio petto, nonostante quella non fosse la posizione più comoda per dormire, riposai come non mi capitava da tanto tempo.

    Ero stanco di dormire da solo e anche se erano degli estranei, quei due uomini avevano riempito il vuoto della mia stanza. Mi alzai straordinariamente sereno e sbrandai Roger che si tirò su le brache dopo aver annusato con disgusto la mano con cui si era appena ravanato le palle ---> Uscì senza dire neanche buongiorno. Aperta la finestra, respirai una bella boccata d’aria fresca perché la camera puzzava peggio di una latrina pubblica. Raccolsi i kleenex sparsi sul pavimento e poi andai incontro a quel mattino ---> A Long Island mi sentivo a casa. Al ritorno dall’abituale corsa, anche il Maggiore Stanley non c’era più e mi domandai se era veramente possibile che quelli fossero gli stessi uomini che mi avevano fatto un cappotto.

    Ep.6 (Rispondere di Sì alla vita)

    “Conney, Signore” Alla Base non mi ero mai presentato con i galloni perché non ero là in funzione del mio ordine e grado. “Potrebbe il soldato LeRoy parlarti, Signore?” Gli altri ufficiali erano tutti più grandi di me mentre io mi sentivo anagraficamente più vicino alle reclute. “Riguardo all’accaduto di ieri sera, Signore” Dopo il raid in camerata, quei ragazzi iniziarono a scattare sull’attenti prima di chiedermi la parola. “Soldato LeRoy, Signore” Quando Danny si presentò in cucina con il suo capo camerata, compresi quanto il mio grado gerarchico ci divideva molto di più degli anni che mi separavano da Brad o persino dal Maggiore Stanley. “Ci farete rapporto, Signore?” Io? Semmai spettava al Maggiore Stanley farlo. “Voi non siete dell’unità psyops, Signore?” Ma se ero là proprio per studiare quella merda di psicologia. “Allora non è venuto per profilarci, Signore?” José gli aveva rifilato la balla che ero in incognito per indagare sulla loro moralità ... cioè, ma che cazzata!

    “Signore, ci spiega allora che ci fa un SR in questa fottuta cucina?” Intervenne Green Mile, con piglio alquanto minaccioso ---> Tutta la Base sospettava che la storia dello studente fosse solo una copertura perché il Colonnello mi aveva visto ricevere delle misteriose direttive dalle mani di un Generale. “E’ tuo padre!” A volte la realtà ha bisogno di essere tradotta ricorrendo a degli stereotipi letterari ---> Il Generale diventò dunque il severo padrigno che mi aveva messo a pelare patate in quella cucina di Long Island. “Ci sarebbe ancora un problema, Signore” Solo LeRoy notò il dettaglio che in ogni modo rimanevo un ufficiale e continuò a chiamarmi Signore. “Potrei riavere indietro almeno la videocassetta?” Doveva riconsegnare Jenna Jemeson al videonoleggio ...

    José pensava seriamente che li stessi spiando! ---> Ho bisogno di parlarti ---> Così dissi a Brad appena lo vidi avvicinarsi al banco del rancho. “Perché non sarei sincero con te?” Quella sera che gli menai il cazzotto sul grugno, anche lui mi aveva dato del bugiardo. “Sei tu che ti comporti in modo strano” Il Colonnello aveva letto il mio fascicolo pieno di omissis e per questo che aveva provato a scaricarmi fin dal primo colloquio? “Il Colonnello mi aveva solo chiesto di tenerti d’occhio” Era stato il Colonnello a mettermi Brad alle calcagna! “Che cazzo stai farneticando?” Dovevo aspettarmi altre rappresaglie? “Io non sapevo niente del cappotto” Il Maggiore Stanley che voleva da me? “Ieri sera Stan ti ha portato con noi perché ti ha visto che non aprivi bocca con nessuno” Questo era vero, ma non bastava a giustificare quella sega in tandem.

    “Conney, sei tu che ci tratti con diffidenza” Io ero là proprio per cercare di ricostruirmi una vita sociale. “Se non sei qui per farci rapporto, allora perché stai sempre sulla difensiva?” Aveva ragione Brad perché dopo la lunga missione nell’Ex Jugoslavia, ero diventato paranoico. “Devi fidarti dei tuoi sentimenti e iniziare a rispondere di Sì alla vita” La conoscevo quella psicologia da manuale tipo ---> Rispondi Sì al tuo successo. “Nessuno vuole farti del male, Conney!” Adesso stava esagerando, mi aveva persino teso la mano come faceva per avvicinare dei cani diffidenti. “Io sono tuo amico” Brad era uno di cui ci si poteva fidare. “Qualunque cosa ti tormenta, la puoi superare costruendo dei nuovi ricordi” Ma che gli dici a uno così? “Si dice grazie, questa è la seconda cosa che devi imparare” Quale sarebbe stata la prima? “Chiedere scusa quando dici una cazzata” Sorrisi perché credevo che fosse una delle sue battute, invece diceva sul serio ... e gli chiesi scusa per aver dubitato della sua amicizia.

    Parlare con Brad fu una liberazione! Dopo, sentivo i passi leggeri e mi pareva che ballassi come Gene Kelly mentre tiravo via la merda dal pavimento della cucina con lo spazzolone. “Connecticut, a te manca qualche rotella, te lo dico io!” Concluse Green Mile, vedendomi ridere e scherzare, distribuendo pacche sulle spalle di tutti ---> Avevo semplicemente abbassato la guardia ... non avevo più paura. “Le missioni di uno SR devono essere fighe!” Non lo sono perché non puoi condividerle, ma ora che facevano luccicare gli occhi di Danny, mi apparivano decisamente più fighe. “Come hai fatto a diventare SR?” Non l’avevo scelto io ---> Ero nato con questo destino ---> oppure no, magari potevo finalmente cambiarlo!

    “Io sono qui per la borsa di studio” Quando eravamo sotto le docce per toglierci l’odore di fritto da dosso, chiesi a Danny di lavarmi le spalle ---> Era un segno di straordinaria fiducia. “Mia madre non può pagarmi il college” Fu allora che si sentì autorizzato a farmi delle domande personali e quando mi voltai e gli presi lo straccio dalle mani, lui si voltò di spalle senza che gli dicessi nulla. “Il mio vecchio non era un buon americano” Mentre percorrevo in lungo e largo la sua bella schiena, mi cominciò a parlare della famiglia che non aveva i mezzi per mandarlo al college. “...” Poi rimase in silenzio aspettando che finissi. Danny era un po’ più basso della statura media. Il biondo ramato dei capelli e la carnagione bianca richiamavano le sue origini irlandesi. Aveva gli occhi talmente chiari da far apparire il loro azzurro quasi trasparente, mentre le ciglia e sopracciglia erano così sottili da diventare invisibili. Aveva il naso piccolo e tondo e i denti gli si accavallavano un po’ sul davanti ...

    “Che hai da guardare?” Disse imbarazzato perché continuai a fissarlo quando tornò sotto il suo soffione della doccia. “Sono stato un buon quarterback alle scuole superiori” Sì, aveva proprio un bel fisico ... troppo minuto per un giocatore di football americano, ma ben delineato. “Infatti non ho superato le selezioni per la squadra del college” Non doveva essere facile per lui ammettere i propri fallimenti ---> Lo raggiunsi sotto il soffione e con una mano sulla nuca, lo costrinsi a mettere la fronte contro la mia. “Lo pensi veramente?” Gli dissi che era un vincente perché non si era mai arreso, neanche con un ubriacone d’irlandese per padre e davanti alla verità di non possedere del talento sportivo. “E’ duro ammetterlo, lo sai?” Che stronzo che ero! “Non tutti possono essere fortunati come te” Gli avevo appena vomitato in faccia i demoni da cui fuggiva ---> Lo avevo offeso e se ne andò ...

    Quella conversazione mi turbò parecchio ---> Dovevo fidarmi dei miei sentimenti come aveva detto di fare Brad? Forse la mia diffidenza verso gli altri nasceva proprio dalla paura d’innamorarmi di un ragazzo? ---> La schiuma continuava a scivolare tra le pericolose rapide di gole e canyon del corpo di Danny in una vertigine di paura ---> Rispondere di No alla vita, mi avrebbe ricacciato di nuovo nell’assoluta apatia degli ultimi anni? ---> Lo sguardo della memoria precipitava ogni volta lungo il canale al centro della sua schiena a correr via in quell’incavo dove si celava il proibito ---> Il giorno dopo, fui costretto a segarmi nelle latrine, tanto mi era venuto duro a guardare i pantaloni della sua divisa che rimanevano intrappolati nella fessura di quell’incanto.

    Ep.7 (Il Tradimento di Danny)

    Il Generale mi aveva esortato a mettere ordine nel mio cuore, eppure non intendeva che lo facessi con un ragazzetto. Se fosse stato il corpo di una ragazza a crearmi gli stessi patemi d’animo, non mi sarei dovuto inventare altri nomi diversi dall’amore. Ero finito in quel posto proprio perché durante la mia turbolenta adolescenza ero stato confuso da un istinto sessuale difettoso ---> Ero oramai un uomo assennato e quindi avrei dovuto attendere che quel batti cuore sconsiderato si affievolisse. Sapevo come alcuni soldati in libera uscita sfogassero quegli istinti con dei ragazzi proprio per farsi passare le fregole. Dovevo volgere lo sguardo alla parte regolare di me e quando questa mi avrebbe indicato una ragazza, l’avrei scelta per sposarmi e metter su famiglia ---> Era così che dovevano andare le cose, cazzo!

     “C’è l’hai con me?” Il giorno dopo evitai Danny e a volte mi capitava di rispondergli di traverso pur di non guardare le sue labbra schiudersi in un sorriso. “Scusa per ieri” Prima della fine del turno alla mensa, fui costretto ad ascoltare la sua voce da Mickey Mouse scusarsi per qualcosa che non aveva fatto. “Certo che mi va!” Lo invitai a fare jogging insieme ---> Potevamo rimanere amici anche senza scopare, No? Già, ma come andarlo a spiegare al mio uccello che sotto le docce, divenne come la freccia di un senso unico? “Ehi, sei bello carico!” Beh, in fondo capitava di darsi una mano tra commilitoni. “Hai un bell’attrezzo” Squittì in una delle sue risate da criceto, prima di arrivare sotto il mio scroscio d’acqua ---> Gli passai un braccio sulle spalle e lui allungò da solo la mano. “Stai per venire?” No, ero diventato duro come un sasso, però non sarei mai riuscito a venire in quel modo.

    “Non voglio” Provai a tirarlo verso di me, però lui mi respinse aggrottando lo sguardo. “Scusa, ma non mi piace così” Sentii avvamparmi il volto dalla vergogna. “Conney?” Che voleva ancora? Ero già abbastanza imbarazzato di mio per quello che era successo. “Sei arrabbiato con me?” Certo che No! “Allora perché non mi guardi?” Che domanda stupida. “Conney?” Non avrebbe dovuto seguirmi negli spogliatoi, la regola era che da quel momento avessimo dimenticato per sempre quanto accaduto. “Che devo fare per avere una risposta?” Forse mi era sfuggita la domanda. “Conney!” Che cazzo voleva da me? “Non ce la fai proprio, devi per forza essere così stronzo?” Mi ero semplicemente rivestito e stavo per andarmene, che c’era di sbagliato anche in questo? “Io ci tengo alla tua amicizia” Di che stava parlando? Io ero un ufficiale e lui una recluta, condividevamo solo quel paio d’ore alla mensa.

    “Ti va di farci un’uscita insieme?” Intendeva con le altre reclute. “Il sabato sera andiamo al 323” Era il Nightclub di Farmingdale ---> Non è usuale che un graduato vada in libera uscita con delle reclute, ma l’alternativa era trascorrere la serata con Brad al Checkers in fondo a Broadhollow Rd ---> Risposi di Sì alla vita. Nel mio armadio, però, non c’era nulla di adatto per un night ---> Oltre all’uniforme, avevo solo delle T-Shirt e qualche paio di jeans. “Mitchell dovrebbe avere la tua stessa taglia” Danny mi consigliò di chiedere aiuto al Maggiore Stanley per procurarmi qualche straccio da mettermi. “Ho io quello che ti serve” Il Soldato Mitchell era un buon taekwondoka e in palestra ci picchiavamo duro ---> Sospettavo che fosse stato uno dei suoi calci a farmi saltare i denti.

    “Provati questi beige”Ero riluttante a chiedergli un favore, però Stanley non mi dette modo di rifiutare. “Se non rimorchi con questi, te la faccio io una sega” Non avrei mai creduto che nell’armadietto di un soldato ci potesse stare tanta roba! “E a che servirebbero gli amici, brutto stronzo!” Il Tenente Mitchell era mio amico? Cioè, in palestra ogni volta ricorrevamo a ogni scorrettezza fino a farci girare talmente i coglioni da bestemmiare insieme il demonio! “Dove lo trovo un altro sacco di ossa da spaccare?” Sì, come No! Quando non poteva scalciare come un asino, finiva schiena a terra regolarmente. “Con la mia merda addosso sembri quasi un gentiluomo!” Mi si gelò il sangue nelle vene a rivedere quel fantasma nello specchio ...

    Bisogna dare modo alle persone di fare qualcosa per te, è così che le coinvolgi nella tua vita. “Io vado con Connecticut” Il Maggiore Stanley sembrava che non stesse aspettando altro. “Voi andate pure avanti” I ragazzi passarono a prendermi alla Base stipati nella station wagon di LeRoy e Danny si sganciò subito col pretesto di farmi da guida. “Vengo anch’io, tu sei una merda come navigatore” Si unì subito a noi anche Ralph, un bel tipo dai tratti somatici da nativo americano. “C’è posto anche per me, ragazzi?” Il quale fu seguito a stretto giro da Stuart, un moretto secco allampanato, ma quando Rick, il ragazzotto dalla risata asmatica, cercò anche lui di abbandonare LeRoy, questo pestò i piedi in terra e minacciò di non riaccompagnarli a casa ---> Alla fine di una complicatissima contrattazione, scaricammo Rick. “Ci vediamo al night, perdenti!” Con tutto il tempo che impiegammo a decidere chi dovesse scendere dal mio fuoristrada, saremmo andati e tornati almeno un paio di volte da Farmingdale.  

    Il 323 era un classico locale di provincia ---> C’era il bar che serviva cocktail con i cappellini orientali, dei salottini semicircolari con piccoli tavolinetti rotondi al centro, tanti specchi e una piccola pista da ballo rialzata su cui ruotavano le luci colorate delle stroboscopiche. “Hey, Connecticut, vuoi davvero passare tutta la sera con quei sfigati?” C’erano altri soldati in borghese, che non sempre è facile riconoscere a prima vista. “Vieni che ti presento a una micetta” Stan, Mitch e Roger avevano deciso di venire anche loro al 323 e se ne stavano seduti in un salottino a svaccare con delle tipe. “Non te lo faranno venire duro i ragazzini?” Stan mi saltò addosso all’improvviso iniziando subito a fare lo stronzo. “Hey, quando ti vorrai divertire da uomo, ci trovi da quelle fighe da sballo” Mi fece proprio incazzare! Perché era sconveniente che stessi con quei ragazzi, io non avevo certo quarant’anni come lui.

    Danny pareva conoscere tutti e tra un saluto e una chiacchiera, con noi ci restava poco e niente. Per gli altri ragazzi era già uno sballo essere entrati in quel night a guardare le cosce delle entreneuse. Quelli più svegli tentavano qualche approccio, ma le fighe là in giro sapevano annusare il culo di una recluta a un miglio di distanza. C’eravamo dunque rassegnati a prenderci una scuffia a cazzo dritto e stavamo trascorrendo la serata seduti a bere cocktail annacquati, quando di punto in bianco, fui colto da un coinvolgimento emotivo pazzesco per qualsiasi cosa ---> Appena ascoltai il pop scandinavo degli Ace of Base, ruppi gli indugi e salii sulla pista da ballo anche se ero spaiato e iniziai a ballare ...

    “Sei forse ubriaco?” Io non lo avevo neanche fatto per rimorchiare, cioè a me piace ballare, cazzo! “Quella roba lasciala fare ai niggas” Secondo i WASP ballare è roba da negri o latinos perché loro sanno saltare solo la quadriglia. “Conney, io sono tuo amico e credimi se ti dico che tu non sai ballare” Stanley pensava sul serio che dopo quella sega in tandem che c’eravamo fatti, mi ero dimenticato di essere stato pestato da loro? “Brutto stronzo, ti voglio presentare a una micetta!” Ok, però io ero italiano e quindi sapevo ballare, chiaro? “Tu sei picchiato in testa, amico” Se lo diceva Roger ci dovevo credere perché era quello del gruppo che non beveva per guidare la macchina al ritorno. “Conney è cresciuto in Europa” Mitchell mi presentava così alle ragazze ed io gli volevo bene per questo ... in quel momento volevo bene a tutto il mondo.

    Insieme al mio bicchiere arrivò al tavolo anche l’entreneuse che Stanley mi voleva assolutamente far conoscere ---> Rachel! ---> Anche se la penombra poteva ingannarmi e lei non mi riconobbe, quella era proprio la donna di Josè! “Hey, dove vai?” Io non ero in cerca di guai e mi sganciai subito dalla loro combriccola. “Connecticut, aspetta!” Ero andato a pisciare e di ritorno dai cessi, Rachel mi placcò in un angolo. “Ho saputo che sei amico di Josè” Quell’infame di Stanley ci godeva a seminar zizzania. “Usciamo un momento per parlare?” Mi ci voleva una boccata d’aria. “Josè non lo sa che lavoro qui” Eravamo entrambi poco sobri e ci parlavamo con fin troppa sincerità. “Lo faccio ogni tanto per arrotondare ma Josè non capirebbe” Non lo sapeva che quel posto era frequentato dai militari?

    “La vita è dura per una ragazza madre” Potevo anche capirla, ma non era onesto nei confronti di Josè. “Glielo dirai?” Il Maggiore Stanley me l’aveva presentata apposta perché ero amico del suo fidanzato? “Nessuno sa che stiamo insieme ... tranne te” Forse lo sapeva anche il Maggiore Stanley. “Tu non ti preoccupare di questo” Che cazzo stava facendo? “Me ne sono accorta subito che ti piaccio, sai?” Come No? Appena conosciuti in pizzeria mi aveva detto che avevo i neuroni nelle palle. “Il posto giusto dove li deve tenere un vero uomo” Non avrei dovuto farlo, lo so ... ma era così sexy e poi faceva la puttana ---> Almeno se dovevo litigare con Josè, ci sarebbe stato un motivo valido.

    “Mi piace la tua macchina!” Sarebbe stato meglio averne una con i sedili posteriori reclinabili. “Hey, mi fai male!” Rachel non aveva ste gran tette, però erano così arrapanti in quella camicetta sbottonata dalle tinte impressioniste tra l’indago e l’ocra. “Tu che mi dai in cambio?” Schizzi di colore in quel decolleté immacolato. “E che cazzo!” Ci strusciammo solo un po’ ... giusto una paccatina ... fece appena in tempo a metterselo in bocca e sparai via l’intero carico. “Adesso la boutique non se la riprende questa merda” Rachel aveva rivoltato l’etichetta della camicia all’interno del colletto, così avrebbe potuto ridarla indietro al negozio usando qualche pretesto. “E adesso chi me li dà i soldi per pagarla?” E chi altri se non il coglione che gliela aveva imbrattata? “Cazzo, scarichi peggio di un asino!” Appena mi vide aprire il portafogli, tornò a essere la cagna in calore di prima. “Almeno dimmi come ti chiami?” Meglio di no ...

    Cercai di rientrare nel night ma un tizio che avrei potuto affogare in un solo sputo, me lo impedì. “Tornatene in caserma, fratello” Mi doveva solo spiegare come potevo essermi ubriacato con i loro alcolici annacquati. “Noi siamo in licenza” Domandai a quel buon samaritano di un nigger di chiamarmi qualcuno dei ragazzi per avvertirli. “E’ sicuro di poter guidare, Signore?” Uscì LeRoy che mi mandò a cagare perché loro erano in licenza. “Signore, lei non è in condizioni di guidare” Dopo aver messo in moto l’automobile, rimasi fulminato da un lampeggiante stradale e stetti non so per quanto tempo lì fermo ... poi sentii bussare al finestrino ed erano i ragazzi. “Si sente bene, Signore?” Gli spiegai che potevo guidare per quelle strade tutte perpendicolari una all’altra, cioè erano delle rette geometriche intersecanti, capito? “Conney, guido io, Ok?” Sì, Danny era un amico e poteva guidare la mia auto ...   

    Era appena mezzanotte e volevo vedere il mare “Andiamo a Jones Beach, ti piacerà” Ci voleva poco più di un quarto d’ora per arrivare, però vomitai lo stesso un paio di volte durante il tragitto. “Vuoi tornare alla Base, Signore?” No, cazzo! Ero andato a scongelarmi le chiappe a Long Island e non avevo ancora visto quel fottuto mare. “Sicuro di stare bene, Signore?” Doveva piantarla di chiamarmi Signore, porca di una vacca ladra! “OK” Danny riconosceva quei luoghi anche al buio e me li indicava dandomi prima un colpetto sulla gamba. “...” Poi rimase in silenzio lasciando la mano sulla mia coscia e ogni tanto la sentivo stringersi. Mi sentivo finalmente bene quando ci fermammo in un parcheggio vuoto ---> Esiste qualcosa di più desolante di un parcheggio sconfinatamente deserto?

    Io sono un buon intenditore di spiagge, so distinguerle dal profumo particolare che hanno. Annusai il vento e in quello di Jones Beach c’era l’aroma dolciastro delle sterpaglie che marcivano negli acquitrini circostanti. Proseguimmo a piedi attraversando una gigantesca rotatoria stradale, nel cui mezzo si ergeva l’ombra sinistra di un obelisco sgraziato. Quella notte, i pali dell’illuminazione stradale erano straordinariamente accecanti e mi ferivano gli occhi con i loro dardi di luce, tanto da impedirmi di vedere il mare ---> Udivo solo una distesa di pece nera e vischiosa ansimare nel sospiro della risacca. Danny voleva fermarsi sul boardwalk ma io no, dovevo toccare l’infinito ... mi tolsi le scarpe e raggiunsi l’acqua e poi mi lasciai cadere sconfitto ---> Avevo sbagliato tutto ...

    “Precisamente che cosa stai cercando?” Non lo sapevo, ma lo avrei potuto riconoscere e quello non era il posto giusto. “E’ un bel posto questo, dovresti almeno vederlo di giorno” Danny mi raccontò di quando da bambino i genitori lo portavano su quell’enorme spiaggia a costruire i suoi castelli di sabbia. “Ti devo confessare una cosa” Il mal di macchina mi aveva lasciato una fastidiosa nausea addosso e gli chiesi di aspettare ancora qualche minuto prima di rimetterci in viaggio. “Ti hanno dato una chicca” Disse »pop a molly« e io non sapevo che volesse dire. “E’ una pasticca per sballarsi” I farabutti me l’avevano sciolta nel cocktail quando mi ero allontanato con il Maggiore Stanley. “Non avrebbe dovuto farti male!” Che cazzo volevano saperne loro dei miei trascorsi con le droghe? “Lo sanno tutti di quando il Caporal Maggiore Rodriguez ... ” Il protossido d’azoto non lo devi mica digerire.

    “Era solo uno scherzo!” Volevano ridere alle mie spalle, ecco cosa intendeva. “Non è come pensi” Cioè quello non era stato un invito a cena con il cretino? “Non è stata una mia idea” Erano stati Stan, Mitch e Roger a organizzare tutto? “Io neanche volevo farlo” Vaffanculo ---> Certamente non sarei uscito con loro, se me l’avesse chiesto qualcun’altro. “E anche colpa tua” Come sempre, ma intanto se ne sarebbe tornato indietro con l’autostop. “Chi mi carica a quest’ora!” Cazzi suoi ---> Preso per culo da quattro sfigati di merda ---> Mi sentivo tradito ed ero assetato di vendetta ... però tornai indietro perché non avevo ancora finito con Danny, almeno così me la raccontai ---> Sbagliai più volte strada in un reticolo di corsie complanari e solo dopo parecchi chilometri ritrovai quell’obelisco del cazzo! Ma di Danny non c’era traccia ...

    Il piccoletto si era già fatto più di un miglio a piedi, quando intravidi la sua sagoma sul bordo della Statale con il pollice alzato. “Va a farti fottere, Conney!” La luce dei fari non gli aveva permesso di riconoscere la mia auto e solo dopo che scesi, mi mandò affanculo. “Credi di poter pisciare in testa a tutti?” Sicuramente avrei potuto pisciare via lui invece ero tornato. “Sei una testa di cazzo!” Non se ne dimenticò neanche uno di quegli insulti meditati su ogni passo compiuto sulla Statale buia e deserta. “Perché non avrei dovuto farlo?” Disse che si era reso complice di quel brutto tiro perché lo avevo mortalmente offeso, quando gli dissi che suo padre era stato un ubriacone d’irlandese. “Tratti tutti come delle merde” Ecco cosa pensa la gente quando credi che a loro non importi nulla di te. “Puoi anche lasciarmi qua perché non te lo dirò mai” Invece di scusarmi, continuai a contrattare la resa e gli chiesi di chi era stata l’idea d’impasticcarmi.

    “Che stronzo!” E va bene, lo feci salire in macchina a forza di calci in culo. “Facciamo prima se mi lasci guidare” Ce ne stemmo zitti per tutto il tragitto sulla Statale, con lui che smanettava con la radio della macchina ... ma dopo mancai l’uscita per Farmingdale e mi disse seccamente che dovevo lasciarlo guidare e allora cominciai io a smanettare con la radio della macchina. “Dobbiamo proprio ascoltare questa merda da niggas?” Wreckx N era il DJ in testa a tutte le classifiche. “Questa è roba per stupidi papponi” L’Hip Hop e i rapper stavano cambiando la musica pop. “Stronzate, questa merda va contro i valori della società americana” I niggas erano americani come tutti gli altri. “Che cazzo significa All I Wanna do Zum Zum Zum and more Pum Pum?” Glielo dovevo veramente spiegare?

    “Un nigga con i soldi è solo un delinquente più degli altri niggas” Che ne sarebbe stato dell’esercito senza gli afroamericani? “E’ carne da macello” Basta, non mi andava di ascoltare le farneticazioni di un irlandese cattolico che confondeva la pietra di San Pietro con quella di Plymouth dei Padri Pellegrini. “Va a farti fottere, Conney!” Cioè? Il bastardo scese dal Pajero lasciandomi in mezzo alla strada e si voltò pure alzandomi il medio di entrambi le mani! Preferiva dunque proseguire a piedi piuttosto di starmi ancora ad ascoltare? No, lo stronzetto mi mollò nell’isolato di casa sua, da dove non sapevo come ritrovare la strada per tornare alla Base.

    Ep.8 (La Loggia del Sergente Collins)

    “Hey, Connecticut, la moglie di Dracula ti ha fatto un pompino?” Saranno state quasi le due del mattino, quando riuscii finalmente a trovare la Base, ma oramai avrei dovuto aspettare le sei prima che qualcuno mi facesse entrare. “Che cazzo è successo ai miei pantaloni!” Parcheggiai sul ciglio della strada e stavo quasi per appisolarmi, quando per poco il Maggiore Stanley non mi faceva venire un colpo, bussando come un folle contro il finestrino dell’auto. “I miei pantaloni li rivoglio indietro puliti, chiaro?” C’erano anche Mitchell e Roger con lui e appena scesi dall’auto iniziarono gli sfottò. “Quella gallinella doveva proprio essere assatanata!” Non so com’era potuto accadere, ma Rachel aveva sbavato di rossetto la patta dei pantaloni beige di Mitchell.

    “Io lo so chi si è caricato Connecticut” Stanley non poteva esserne certo ---> Rachel non era l’unica puttana di quel night. “Me ne sbatto di dove ha ficcato l’uccello, ora voglio andare a dormire” Roger chiuse la discussione ricordando a tutti che dovevamo sbrigarci, se non volevamo rimanere chiusi fuori. “Chi l’avrebbe detto che quella puttana era la donna di Rodriguez!” Lasciai la mia macchina davanti alla Base e salii sul pick-up di Roger per andare a dormire al Campo. “Un amico vero dovrebbe dirtelo” Il Maggiore Stanley discusse per tutto il tempo con Mitchell perché lui sosteneva che dovevano farsi i cazzi loro. “Allora non lo vorresti sapere se un bastardo d’amico si è scopato la tua donna?” L’amico in questione ero io, brutto figlio di puttana!

    Mentre aspettavamo che il Sergente Collins ci venisse ad aprire il cancello di servizio, mi scornai con il Maggiore Stanley. “Hey, ragazzi, cucitevi quelle bocche” Il Sergente Collins era l’ufficiale più anziano della Base. Lui si era fatto il Vietnam e nello sguardo ne serbava l’ombra di una luce oscura. “Hey, parlo con te, non m’importa un cazzo del tuo grado, quando mi chiedi un favore, sei tu che prendi ordini da me, ricevuto?” A guardarlo, ti veniva da chiederti se non fosse appena uscito da qualche set cinematografico perché somigliava esattamente all’idea che abbiamo tutti di un sergente. “Non ho sentito” --->  »Yes Sir, Mr Sir« ---> Parlava ed agiva proprio come un sergente del cinema e non perché aveva visto troppi film, il Sergente Collins era semplicemente il prototipo umano che aveva fornito il modello ai registi. “Connecticut, la tua faccia non mi piace” Beh, neanche io mi facevo le seghe pensando al suo brutto grugno ---> Signore!

    “Sai quanti bastardi fottitori di madri come te ho conosciuto?” Tuttavia, il Sergente Collins era un pezzo di pane ed era capace di rimanere sveglio fino alle tre del mattino per trasgredire le regole e farti rientrare dalla libera uscita del sabato sera. “In Vietnam c’era un tizio dei corpi speciali proprio come te” Questo faceva Sì che tutti gli dovessero un favore e persino il Colonnello gli tributava il dovuto rispetto. “Vuoi sapere che fine ha fatto?” I tanti aneddoti che raccontava sul Vietnam, nascondevano sempre una morale e c’era da scommetterci che il tizio come me conosciuto in quella terribile guerra era finito morto ammazzato perché troppo individualista. “Sbagliato, si è beccato la sifilide da una puttana di Saigon” Sì, aveva anche un buon senso dell’umorismo, sempre che ti facessero ridere quelle battute da marines tipo nei vecchi film di Ronald Regan.

    “Chi altri se non un ispettore chiederebbe di lavorare nelle cucine?” Il Sergente ci offrì il bicchiere della staffa sul patio di casa sua, dove trovammo anche Green Mile. “Tutti per uno e uno per tutti, lo sai?” Condividere un six pack di birre era il miglior modo per venire a sapere la verità. “Chi la fa l’aspetti, Connecticut” In ogni caserma esiste almeno una confraternita più o meno dichiarata e il patio del Sergente Collins era la loggia in cui si era deliberata la spedizione punitiva ai miei danni. “Ammetterai che te la sei cercata” Mi avevano fatto saltare quattro fottuti denti! “Hai solo conosciuto il diretto ammazza tutto di Roger” Non era stato un calcio di Mitchell a spaccarmi i denti. “Mi dispiace Connecticut, ma non volevi saperne di andare a terra” Bensì un cazzotto di Roger. “La storia che ci aveva raccontato Rodriguez era diversa” Brad gli aveva poi spiegato com’erano andate le cose.

    “Abbiamo sbagliato, Connecticut” Mi ero già accorto di essere simpatico al Sergente Collins perché in palestra mi dava spesso delle dritte per menarle a Mitchell. “Cinque inning a quattro per me, non ci provare Conney” Mitch sarà pure stato campione di scorrettezze, ma il cappotto nelle docce non poteva metterlo sullo score delle sue vittorie. “Tu invece sei campione a sparare balle di merda” Era ubriaco e solo per questo non lo stendevo seduta stante. “Smettetela o sveglierete mia moglie” Intervenne il Sergente che ci liquidò a tutti. “Domani il ring è tutto vostro” Green Mile invece ci organizzò un incontro chiarificatore nella palestra del Campo. “Domani mangerai la polvere, Conney” Si congedò così quella testa di minchia, però io il conto in sospeso l’avevo con il Maggiore Stanley e non capivo perché il giorno dopo avrei dovuto fare a botte con Mitch ...

    Il Sergente rientrò a casa sua e Green Mile se ne andò montando sul suo pick-up giallo. Il maggiore Stanley era scomparso insieme a Mitchell ed io ero rimasto con Roger che in mezz’ora aveva rimesso in pari l’astinenza di tutta la serata ---> Dove cazzo sarei andato a dormire? Cercai di svegliare Roger, ma quello aveva il sonno di piombo e ci metteva mezz’ora per riprendere coscienza. Riuscii a metterlo in piedi ma camminavamo proprio come due ubriachi che si tengono dritti appoggiandosi l’uno all’altro. Le reclute erano in licenza e quindi bastava entrare in una camerata e gettarsi sul primo letto che capitava.

    Rivoltai Roger su una branda e ci rimase disteso come un sacco di patate. Gli tolsi le scarpe e tirai le gambe sul materasso, solo allora lo sentii mugugnare sistemandosi a pancia sotto ---> Missione compiuta ---> Decisi di darmi una rinfrescata sotto la doccia ---> Riflettevo su tutti i casini accaduti in quelle ultime ore e mi accorsi che era sbagliato considerarli dei problemi. In fondo, la vita consiste in una concatenazione di errori e fraintendimenti che a volte si complicano e in altre si risolvono. Non si può sempre fare la cosa giusta, sbagliare è invece necessario per rompere la stasi e ricominciare a rotolare come pietre che cozzano tra di loro ---> Non volevo più fermarmi.

    I ragionamenti se ne volavano via insieme alle zaffate di fumo della sigaretta mentre ero seduto sul bordo della finestra. Il cielo cominciava a schiarire, quando si levò una leggera brezza in cui riuscivo a distinguere il profumo di Jones Beach. “Levati” Roger mi scalzò dal davanzale con una brusca bracciata e a occhi chiusi si rivoltò l’uccello fuori dai pantaloni per pisciare dalla finestra. “Cazzo, che bello!” Lo sentii dire mentre pisciava via quel gallone di birra che era riuscito a svegliarlo ---> Appagare un bisogno provoca la soddisfazione dei sensi. Stette lì sulla finestra almeno per un paio di minuti e dopo lo vidi pestare via i pantaloni per strada mentre se ne tornava a letto. Poi accostò rumorosamente la branda accanto alla mia e ci si gettò sopra abbracciando il cuscino. “Conney?” Mi chiamò per menarmi un cazzotto sulla spalla e ridersela giusto il tempo per ricominciare a ronfare.

    Ep.9 (Io non sono come voi)

    “Eccoli, li ho trovati!” Dormimmo fin a mezzogiorno e forse avrei potuto continuare fino a sera. “Sveglia fighette!” Peccato che il risveglio non fu altrettanto piacevole con quel rompicoglioni di Stan. “Scattare soldati, il sole è già alto!” Ci pensò Roger a cacciarlo via tirandogli dietro un paio di materassi. “Andiamo, non fate gli stronzi!” Roger aveva bloccato la porta con la spalliera di una sedia e poi si era venuto a sedere sul ciglio del mio letto. Mi accorsi subito che doveva dirmi qualcosa e aveva bisogno di farlo in confidenza. “Sono stanco di questa vita di merda” Disse, dopo avermi lanciato uno sguardo sconsolato ---> Lui era stato oggetto di un provvedimento disciplinare durante il Restore Hope, da dove fu rimpatriato e poi parcheggiato in quella Base.

    “Voglio tornare in servizio attivo” Stan gli aveva detto che mio padre era un Generale. “Ho solo fatto una cazzata!” Aveva sparato per gioco a dei soldati dell’UNITAF che facevano jogging. “Era uno stupido scherzo per ammazzare il tempo!” Sapevo di molti provvedimenti disciplinari avvenuti durante la missione internazionale in Somalia, alcuni dei quali stavano finendo di dominio pubblico. “La stampa ci dà sempre addosso” Si doveva reputare fortunato di non essere stato congedato con disonore. “Quelle erano solo delle puttane, cazzo!” Il contingente statunitense era uscito pulito da tanti di quei casi scabrosi. “Dici che sarò riabilitato?” Gli feci solo capire che doveva starsene buono e rigare dritto, prima di tentare un riesame del suo caso. “Grazie Conney, conta pure su di me, OK?” Lo interruppi restituendogli il cazzotto della sera prima perché non mi sentivo degno della sua fiducia.

    “Se non la pianti, ti faccio saltare altri quattro denti” Disse arricciando le sue labbra carnose in un sorriso che andava da un orecchio all’altro. “Voglio sposarmi e avere almeno quattro figli” Si sdraiò accanto a me iniziando a confidarmi altri brandelli di sue speranze. “Due femmine e due maschi, così non si sentiranno soli” Roger aveva compiuto da poco trent’anni ed è il momento in cui un maschio sente l’istinto di metter su famiglia. “Ti sgrigli una figa e poi ottieni una salsiccia nel letto” Roger si esprimeva in un inglese assai figurato e non sempre riuscivo a seguirlo nelle sue colorite metafore yankee.  “Io non lo vorrei sapere” Stavamo parlando di Josè e Rachel? “Stan ha scoperto la moglie usare l’attrezzatura da giardino” Che cazzo significava? “Adesso non sa che fare, lo sai?” Fingevo di capirlo, ma solo alla fine compresi il senso di quello che stava dicendo.

    “Ora gli stanno sul cazzo tutti i cattolici” La moglie del Maggiore Stanley scopava con il giardiniere che per definizione è un cattolico latino, ecco perché aveva preso di mira Josè e me! “Tu che c’entri, gli irlandesi non sono mica latinos?” Potevo sbattermi quanto volevo, tanto non ci credeva nessuno che fossi italiano. “Un irlandese che si spaccia per mangia spaghetti, amico, come baro sei una merda” Ero troppo diverso dal prototipo di oriundo italiano e avevano dedotto che fossi irlandese perché frequentavo la parrocchia di San Killian ---> Tra italiani e irlandesi di New York non è mai corso buon sangue. “Tu e Stan siete due cani della stessa razza” Continuò a dire mentre ci dirigevamo al prato dove c’era un vero e proprio picnic american style. “S’incazza solo perché lo pisci via” Secondo lui sbagliavo a pensare male del Maggiore Stanley e non era vero che aveva tramato per farmi litigare con Josè.

    Trascorrere la domenica pomeriggio all’aperto è un must dello stile di vita americano e al Campo si riunivano le famiglie dei militari per una sfida al barbecue. “Lui è il ragazzo dei corpi speciali di cui vi ho parlato” Il Sergente Collins mi presentò con molto calore alla sua famiglia ---> La moglie Margaret e la figlia Faith che era incinta di Rod, il genero faceva l’istruttore all’accademia di polizia di Nassau, vicino alla riserva Massapequa. “Che touch down, Conney!” Era scontato che mi sedessi al loro tavolo da picnic e siccome il posto davanti al barbecue spettava all’indiscusso capo famiglia, nel frattempo Rod mi aveva invitato a giocare la partitella di football tra scapoli e ammogliati, anche se poi gli scapoli erano tutti fidanzatissimi. “Dannazione, una missione sotto copertura!” Credo che di novità ne accadessero poche in quel contesto e mi trattavano manco fossi un eroe nazionale.

    “Sarebbe fantastico se venissi a scuola per incontrare gli alunni” Ora però stavano esagerando! Già avevo accettato di partecipare a una lezione di difesa personale nell’accademia di Rod. “Ti prego Conney, la scuola elementare McKenna sta proprio dietro all’accademia!” Stavamo addentando le bistecche con la speciale salsa barbecue del Sergente Collins, quando Faith si mise a insistere affinché accettassi d’incontrare i ragazzini della scuola dove insegnava. “Non insistere Faith, il ragazzo a ottobre andrà al college per studiare la guerra psicologica, vero Conney?” Come aveva saputo dei miei corsi di studio? “Si tratta solo di un paio d’ore, vero che tu ci verrai, Conney?” Che cazzo avrei potuto raccontare a dei marmocchi?

    “Faith, non credi anche tu che Conney sarebbe perfetto per Jenny?” Dopo mangiato, il picco glicemico rallentò il bioritmo di tutti quanti e si bivaccava stancamente all’ombra, ascoltando il celiare delle donne. “Perché non andrei bene per lei?” Roger s’indispettì quando le signore iniziarono a civettare su dei miei possibili accoppiamenti. “Jennifer è una brava ragazza” La vita spiegata da Margaret era così logica da farmi spavento ---> Il Generale intendeva proprio quella roba quando mi disse di trovarmi una ragazza? “Conney è già un ufficiale, lui possiede lo spirito di sacrificio” Io proprio non riuscivo a vedermi sposato con dei figli. “Una donna non vuole per marito una testa calda” ---> All'improvviso sentii salirmi un’ansia opprimente e volevo scappare via da quella gente.

    “Hey, non puoi gettare la spugna prima di salire sul ring!” Saranno state tipo le cinque o le sei del pomeriggio quando il Maggiore Stanley e Green Mile iniziarono a far passare la voce del combattimento tra me e Mitchell. “Lo abbiamo già detto a tutti” Tutta quella normalità aveva finito per farmi sentire di nuovo un freak di merda. “Si può sapere che ti è preso?” Non ricordavo di aver dato il mio accordo all’incontro organizzato da Green Mile. “Andiamo ragazzo, dovete solo divertirvi come fate sempre in palestra” Poteva sostituirmi Roger. “La questione è fra voi due, amico” Allora gliela davo vinta a tavolino. “Possibile che faccia incazzare solo a me questo suo atteggiamento!” Se fossi salito su quel ring, tutti avrebbero pensato che cercassi il loro consenso.

    “Non hai accettato la sfida ma neanche l’hai rifiutata!” Il Maggiore Stanley se la prese particolarmente a cuore. “Lo vuoi sapere che cosa penso di te?” Era questo che proprio non gli entrava in testa ---> Non me ne fregava un cazzo di cosa pensasse di me un coglione come lui. “Ora smettetela voi due e tu Conney stai sbagliando tutto” Disse Green Mile mentre tratteneva Stan perché aveva iniziato la sceneggiata del duro che cerca lo scontro. “Sei solo uno sbruffone codardo” Se l’era presa tanto perché gli avevo detto che su quel ring ci sarei salito volentieri solo per regolare i conti con le bastardate che mi aveva fatto.

    “Adesso basta!” Intervenne anche il Sergente Collins. “Maggiore Stanley, stai dando spettacolo!” Meno male che qualcuno se n’era accorto. “Stringetevi la mano e chiudiamo qui la faccenda” E Sì, magari ci prendevamo per il mignolo e avremmo fatto anche giurin giurello. “Connecticut!” Il Maggiore Stanley riconosceva l’autorità morale del Sergente Collins, ma io no e quando mi protese la mano, gli piegai il polso e rivoltai il braccio per costringerlo a inginocchiarsi. Siccome fece resistenza, lo convinsi poggiando indice e medio sotto il suo pomo d’Adamo per esercitare una leggera pressione sulla trachea e strozzarlo mentre con il pollice gli occludevo la carotide da sotto l’orecchio. “Oh, mio Dio!” Il collasso respiratorio unitamente alla mancanza momentanea di afflusso di sangue al cervello, provocò il mancamento che fece afflosciare quello stronzo a terra.

    “Sei andato fuori di testa?” No, ero lucidissimo e del resto avrei potuto ammazzarlo se avessi voluto. “Stai bene Stanley?” Certo che stava bene, lo avevo mollato prima che svenisse. “Oh, mio Dio!” Non facevano altro che invocare Dio quelle stesse donne che prima si dicevano certe che sarei stato un ottimo marito. “Forse dovremmo portarlo in infermeria” Cazzate, stava vomitando perché si era ingozzato di schifezze. “Connecticut, cos’è che non va in te?” Green Mile voleva un combattimento e glielo avevo dato. “I combattimenti leali si fanno sul ring” A me avevano solo insegnato come ammazzare la gente nel modo più rapido e sicuro ---> Mi sentii meglio quando tutti la smisero di considerarmi come uno di loro.  

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    Silverselfer
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    Non so per quanto riuscirò ancora a rispettare l'impegno settimanale di postare un pacchetto di nuovi episodi ... in ogni modo la prima stagione finirà entro natale, spero. Bah, passiamo ai contenuti speciali ---> Siccome non ho niente da mostrare in riferimento a questi episodi, passo alla mirabilia anni novanta postando l'automobile che guida il protagonista ...

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    La foto è piuttosto generica, però il modello dell'auto era questo .. anche se in quella del protagonista, il portapacchi arrivò solo quando ebbe necessità di portarci la tavola da surf a Long Beach.  Passiamo a qualcosa di più interessante ---> la musica.

    Ho accennato al reggae scandinavo degli Ace of Base, ovviamente si parla di un reggae molto pop e anche gli Ace of Base rispettavano la formazione pop classica degli Abba. Inserisco il tormentone di quegli anni ---> All That She Wants ---> Nella versione super vintage registrata per una trasmissione televisiva italiana che si chiamava Superclassifica show, che era un residuato in avanzato stato di decomposizione degli appena trascorsi anni ottanta.

     Guardando questo imbarazzante playback delle due belle gnocche scandinave, è impossibile non ricordarsi di questi altri due belli gnocchi ---> Milli Vanilli

    Era tutto finto, e nel caso di questi due manzi ci fu uno sputtanamento tale che finalmente si mise  fine al vizietto europeo molto anni ottanta, di prendere dei modelli e poi farli cantare in play back. Lo scandalo avvenne negli Stati Uniti perché da quelle parte il concerto live era ancora centrale nella musica mentre in Europa questi fenomeni duravano una stagione e i loro tour si facevano solo in televisione. 

    Il caso degli Ace of Base fu invece un successo mondiale ed era proprio in quegli anni che gli effetti della globalizzazione mediatica si cominciavano a far sentire. Tuttavia, il successo era ancora legato alla vendita del CD e quindi si doveva aspettare che si distribuisse nei negozi per entrare in un nuovo mercato. Fu così che il successo di All She Wants che era del 1993, arrivò solo nel 94 negli Stati Uniti. Vediamo se riesco a trovare la foto del mega store della Virgin records di New York ...

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    Ecco, sono molti che fanno coincidere la chiusura di questo grandissimo supermercato di CD musicali con la fine di una era storica della musica.  CMQ, nella prima metà degli anni novanta, nonostante la pirateria del formato digitale già dilagasse, il mercato ancora reggeva, soprattutto perché nelle case, insieme al televisore e al PC, ci si trovava anche il complesso Hi-Fi per ascoltare la musica, ve ne faccio vedere uno che è meglio ... 

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    In realtà, in questa foto è molto più anni novanta il pavimento che non l'HI-Fi, in quegli anni >>gli stereo<<erano un unico pezzo compatto, però questo rende soprattutto bene l'idea di com'era il mobile domestico dedicato all'ascolto della musica.  Concettualmente era un'eredità culturale che arrivava dagli anni sessanta/settanta; negli anni ottanta si regalava generalmente dopo l'esame di terza media e aveva lo stesso significato della bicicletta che si riceveva dopo la quinta elementare ---> Era uno step lungo l'emancipazione dalla fanciullezza. La bicicletta era il primo mezzo di trasporto che ti permetteva di allontanarti dal cortile domestico mentre lo Stereo serviva a tenere le prime festicciole e relativi flirt. 

    Discorso sociale a parte, perdere questo >>elettrodomestico<< per la musica ha significato un progressivo abbassamento della qualità di ascolto. 

    Passiamo all'altro pezzo di cui scrivo ---> rumpshacker ---> sound molto, molto, molto primi anni novanta ... 

    Come negli altri video, si notano elementi provenienti dai vicini anni ottanta ---> le spalline ipertrofiche dei Milli Vanilli e qui i costumi delle ragazze sgambatissimi. Il sound anche è molto discotecaro anche se negli states ha un significato diverso che non in Europa, dove l'elettronica la faceva da padrone e imperversava il Rave party con i Bpm illegali. 

    Vorrei soffermarmi sul dialogo razzista che al riguardo il protagonista tiene con Danny e si sente anche nel resto degli episodi con l'utilizzo del termine nigga per indicare gli afroamericani (negro). In quegli anni si era nel momento dell'affermazione del genere hip hop che negli States era legato a doppio filo con le gang di quartiere e i loro loschi traffici, non ultimo la prostituzione o lo spaccio di droga. I CD dei rapper erano degli epistolari con cui le gang se le mandavano a dire e spesso si dichiaravano ufficialmente guerra con tanto di morti per strada. Il 94 è l'anno in cui Big Daddy litiga con 2Pac e da lì a breve ne commissionerà l'assassinio ...

    Ci sono un paio di ricostruzioni cinematografiche di quegli eventi, una delle quale è appena uscita dalle sale di proiezione. La realtà è che il mercato dell'hip hop è ancora fortemente condizionato negli assetti economici che ne scaturirono, per esempio Jay-Z è quello che ne trasse più vantaggio. Lui è una mente politica e non a caso è stato il paladino di Obama e per tutto il periodo della sua presidenza, ha avuto modo di raccontare la sua versione dei fatti ... puntualmente sposata da tutti i registi democratici.

    CMQ in quegli anni, New York si rivedeva piombare nell'incubo che l'aveva colpita nei primi anni ottanta, quando si registrava un morto ammazzato al minuto e interi quartieri come il South Bronx, ma anche l'Est Side di Manhattan con strade come Alphabet street che erano completamente in mano alle gang di quartiere.  

    Non a caso proprio nel 1994, l'ex Procuratore di Ferro del South District di NY, Rudy Giuliani viene eletto sindaco di New York con lo slogan >>Tolleranza Zero<<. Molta gente si trasferiva a Long Island proprio per paura degli afroamericani e dei latinos. La musica hip hop che in Europa si ascoltava senza alcun pregiudizio, conteneva messaggi di violenza inauditi, molti dei quali erano a sfondo razzista, sessista e omofobo. 

    Se i democratici li ritenevano dei poeti di un nuovo stile letterario che interpretavano la dura realtà della gente di colore, i repubblicani traevano semplici conclusioni dai rapporti stretti che avevano i rapper con i delinquenti, spacciatori e pappa di quartiere, senza farsi scrupoli nell'invocare la censura per quei testi violenti e anti sociali che andavano contro i principi dello stile di vita americano.

    Basta così che rischio di scrivere dei contributi speciali più lunghi degli episodi stessi ... 

    Ep.10 (Un’Irresistibile Tentazione)

    “Sporco fottitore di madri, mi devi insegnare quella mossa killer!” Dopo aver ricordato a tutti qual è il mestiere di un soldato, Roger mi riaccompagnò alla Base. “Stavolta Stan ha trovato un cane più bastardo di lui” Chi vince trova sempre qualcuno che si schiera dalla sua parte. “Tu sei un vincente, amico!” Ero così confuso. “Non preoccuparti, il Sergente Collins è dalla tua parte” Secondo Roger avevo dimostrato a tutti quanto fossi vincente, ma il problema era che io mi sentivo un perdente ---> Ero io quello sconfitto che se ne tornava dentro il suo buco di merda. “Amico, sei un super duro, cazzo!” Boh, forse ero io che mi facevo troppe pippe mentali e se solo avessi avuto la testa di Roger, in quel momento le cose sarebbero apparse super fighe anche a me.

    Rimasi chiuso in camera fino a tardi ---> Mi sentivo dannatamente solo. “Ti abbiamo portato la cena” Brad e Josè vennero a trovarmi con un vassoio di pollo fritto. “Chicken Chips, le tue preferite!” Perché lo facevano? Perché mi stavano ancora appresso? “E che cazzo, così ci fai sentire delle merde!” Cos’è che li faceva sentire in colpa? “Lui è un fratello per me, diglielo anche tu Brad” Chissà quale sviluppo aveva avuto la storia di quel pomeriggio. “Ti avrei spaccato io la faccia” Però ero il doppio di lui e ne avrei fatto carne trita. “Tu sei una macchina da guerra, cazzo” Poteva anche piantarla con le lusinghe e dirmi dove voleva arrivare. “Sono stato io a chiedere al Sergente Collins di darti una lezione” Lo sapevo già e non era per quello se il Maggiore Stanley avevo ricevuto la contropartita.

    “Tu sei un buon americano, Connecticut!” Ma come, se proprio Brad mi aveva detto che non ero degno di portare la divisa degli Stati Uniti. “Il Sergente Collins ci ha spiegato ... ” Già, era stata l’assoluzione del Sergente ad aver cambiato le cose. “Hai lo stress post traumatico e noi abbiamo sbagliato a giudicarti” Stavo proprio male ... non riuscii a trattenere le lacrime ... però non lo sapevo se stavo male per lo stress post traumatico ... non sapevo un cazzo di quello che mi si rivoltava in corpo. “Quando hai bisogno di qualcosa, chiedi a noi, ok?” Dovevano andarsene via ... non ero abituato a condividere le mie emozioni.

    “Tutto apposto, Connecticut?” Quando il giorno dopo rimisi piede in cucina, per un attimo si fermò il tempo e mi guardarono come se fossi un alieno. “Abbiamo saputo che ti è successo” Che mi era accaduto? Ero lo stesso stronzo di sempre. “Sono stato uno sciocco e volevo solo che lo sapessi” Green Mile mi fece lo stesso discorso di Brad sui buoni patrioti americani che tornano dal fronte. “Smettila di fare l’eroe” Forse il Sergente Collins aveva scambiato il mio stress post traumatico con quello dei reduci del Vietnam. “Qualunque cosa ti è successa, si vede quanto male ti ha fatto” Mi sentivo un verme a lasciargli credere chissà cosa ---> Pensavano che avessi visto morire i miei compagni o ammazzato qualcuno. “Sarò anche un semplice cuoco, ma conosco la segretezza delle missioni di uno SR” Dovevo solo rispondere »grazie« però mi riusciva persino peggio di scusarmi.

    Danny si era fatto cambiare turno in mensa. “Ci penso io, Signore” Il Maggiore Stanley lo servì Ralph che per tutto il tempo sfuggì al mio sguardo. Nel pomeriggio Brad mi evitò d’incontrarlo di nuovo portandomi con sé in un campo estivo, dove teneva una dimostrazione con i cani da salvataggio insieme ai vigili del fuoco ---> Quei ragazzini non avevano paura di me ---> Ero per loro una sorta di gigante buono. “I bambini non sbagliano mai” Secondo Brad era una fisima mentale quella che mi faceva credere di essere super cattivo, ma per l’evangelista del Kentucky il mondo somigliava a un fumetto della Disney, dove le sfumature del male non potevano esistere. 

    “Volevamo scusarci, Signore” Per cena detti forfait al servizio in mensa per evitare ancora di vedere il volto truce di Stan. “Al Campo non si parla d’altro, Signore” Avevo espressamente chiesto a Brad e Josè di lasciarmi solo. “Siamo qui per rimediare al torto, Signore” Però venne a bussare alla mia porta l’intera camerata di LeRoy. “E’ stato il Maggiore Stanley a darci la pasticca, Signore” Gettai il sacchetto di biscotti che stavo sgranocchiando a LeRoy per tapparsi la bocca e smetterla di chiamarmi Signore. “Hey Connecticut, è vero che il Maggiore strabuzzava gli occhi come uno scemo?” Avrei voluto vedere lui con una crisi di soffocamento in corso, però Sì, Ralph lo aveva imitato benissimo.  “Caspita, un campo in Alaska sarebbe fichissimo!” Si fermarono in camera a celebrarmi come fossi un cazzo di supereroe. “Dopo cena vieni al Campo?” Avevano voglia di stare con me e questo mi lusingava parecchio.

    Andando dai ragazzi, commisi l’errore di entrare al Campo con il fuoristrada che oramai conoscevano tutti. Lo parcheggiai davanti alle baracche delle reclute e quindi chiunque sapeva che ero lì dentro. “LeRoy ha la macchinetta per tosare” Tagliarsi i capelli in camerata è uno step obbligato per costruire lo spirito di corpo. “Connecticut li vuole come li hai tagliati a me” Ad averceli dei capelli spessi e corvini come quelli di Ralph! Io me li stavo tagliando proprio perché i miei sbiadivano e si arricciolavano tipo quelli di Shirley Temple. “Che gliene pare, Signore?” LeRoy ci sapeva proprio fare con quell’affare ed era riuscito a squadrare la mia zazzera incolta. “Mio nonno ha sfamato la famiglia con il suo barbershop, Signore” Gli concessi di raccontarmi un po’ di sé mentre si preparava a tosare la testa a uovo di Rick. “Noi veniamo da Limerick e siamo fottuti irlandesi cattolici fin nelle midolla, Signore” Anch’io avrei voluto avere un così forte spirito di appartenenza.

    Danny non era venuto con gli altri a scusarsi in camera mia e quando lo rividi al Campo, aveva riso per le cazzate che si dissero mentre LeRoy mi tagliava i capelli, ma se ne rimase in disparte sulla sua branda con il naso tra i libri per prepararsi all’esame della sua borsa di studio. “Conney, vuoi lavarti la testa con il mio shampoo?” Ralph monopolizzava la mia attenzione mentre cercavo in qualche modo di catturare il suo sguardo tenuto prigioniero dietro gli occhiali da vista. “Conney sta in coppia con me” No, grazie. Dopo avermi prestato tutto il necessario per lavarmi la testa, Ralph voleva farmi sedere al tavolo da gioco per una mano di poker, ma io ero allergico a ogni tipo di gioco di carte. “Those Young Girls con Tracy Lord e John Holmes!” LeRoy era un cultore della pornografia e quella sera aveva in serbo un vero classico. “Sistemiamoci qui, Signore” Organizzò la proiezione di modo che potessimo gustarcela senza che gli altri ci rompessero le palle.

    “John Holmes è quello con il cazzo enorme?” Quei ragazzi erano nati circa a metà degli anni settanta e non avevano ancora i peli pubici quando fu girato quel film del 1984. “Chi è Tracy Lord?” Quello invece era il materiale da pippa con cui mi ero segato io durante l’adolescenza. “John Holmes è ancora vivo?” Cinque anni sono lo spazio di tempo che divide una generazione dall’altra e quei ragazzi appartenevano a quella dopo la mia. “State zitti, cazzo!” Il richiamo dei gemiti esagerati del film dissolse il gruppo al tavolo da gioco e anche gli altri ragazzi si accamparono sulle due brande davanti al piccolo televisore con il videoregistratore incorporato. “Di che è morto?” John Holmes era morto nel 1988 di AIDS. “Sccc ...” LeRoy pretendeva il silenzio per la sua sega »culturale« mentre gli altri continuavano a fare domande.

    I ragazzi giunsero improvvisamente con uno scatto da velocisti. Stuart e Rick si sistemarono ai miei piedi e dovetti ritrarre in fretta le gambe per fargli spazio, mentre Ralph s’infilò dietro di me, sostituendosi al cuscino. “Andate a farvi fottere” LeRoy invece difese strenuamente la branda scalciando chiunque tentasse d’invadere il suo spazio, così Danny fu costretto a sistemarsi su una sedia. “Conney, tu hai mai fatto sesso di gruppo?” Alla loro età io già ne avevo combinate di ogni fino a scornarmi con la vita e Sì, avevo anche fatto sesso di gruppo. “Solo le puttane si fanno scopare in batteria?” Le loro curiosità mi costringevano a ricordare cose che avevo volutamente dimenticato. “La roba nei film sono solo cavolate” Disse Denny, quasi per dire che le mie storie erano delle vanterie. “Se pagassimo una puttana, ce la potremmo scopare insieme” Condividere il sesso è il momento più alto della vita di branco fra maschi.

    Comunque, già consumare insieme la masturbazione in quel modo era qualcosa assimilabile al sesso di gruppo. “Sccc ...” Presto gli inviti al silenzio iniziarono ad arrivare da più parti, segno che ognuno aveva iniziato a lustrarsi il piffero. “Secondo voi quello è un effetto speciale?” Solo il povero Ralph si era scelto una posizione infelice perché mi aveva fatto appoggiare con le spalle su di sé. “A Stuart fa schifo leccare la fica” Non potendo quindi segarsi, si divertiva a importunare gli altri. Io mi stavo solo coccolando l’uccello nei pantaloni e per il vero trovavo più stuzzicante del film, sentire Ralph che tentava di dissimulare dei piccoli movimenti pelvici contro le mie spalle.

    “Che hai detto?” Alzai la testa nel vano tentativo di guardare Ralph in faccia per chiedergli se gli sarebbe piaciuto farsi una doppia penetrazione come quella nel finale del film. “Non lo so” Ti piacerebbe questo, lo faresti quell’altro, era un gioco di fantasia che serviva a coinvolgersi e lo stavano già facendo Stuart e Rick con Danny, per questo pensai di cominciarlo anch’io con Ralph. “A te piacerebbe?” Loro erano in tre e la goliardia non permetteva l’intimità che invece si venne a creare con i sussurri tra me e Ralph. “Lo hai mai fatto?” Me ne accorsi subito che la faccenda era inopportuna, ma lui continuò ad abbassarsi con il capo per parlarmi nell’orecchio. “Ma è meglio stare sopra o sotto?” Gli spiegai che stando sotto alla donna ti godevi lei che diventava super porca con il cazzo di quell’altro che la inculava.

    “Allora io voglio stare sotto” Il nome Ralph stava per Rafael perché lui era guatemalteco e nel sangue aveva sicuramente del DNA dei nativi americani e come loro era completamente glabro. “Io me la farei una doppia” Lui stava in mutandine e maglietta, sentivo la sua durezza dietro le spalle e avevo smesso di strizzarmelo, preferendo spassarmela con le sue belle gambe lisce tra cui ero sdraiato. “Ti piacerebbe fartela con me?” Lui mi massaggiava il collo ed era una vera goduria e lo fu ancora di più quando iniziò ad allungare il movimento delle mani fin sopra al petto. “Io me la farei solo con te” Si era molto eccitato e mi tratteneva la testa in un abbraccio prima di sussurrarmi delle appassionate porcherie.

    “C’è il coprifuoco ragazzi” I film porno degli anni ottanta non duravano mai più di un’ora e LeRoy cronometrava sempre la sua eiaculazione sulle sborrate a rallentatore dei contenuti speciali. “Tutti in branda che domani sarà un altro fottuto giorno di naia” La luce accesa spazzava via l’intimità cresciuta nella penombra e si rientrava nei ranghi della normalità. “C’è la branda del soldato MIA, Signore” ---> Missing in Action ---> Così avevano chiamato il fantasma che occupava il letto vuoto della loro camerata. Proprio non mi andava di tornare alla Base e accettai volentieri di dormire nella branda del fantasma. “Maledetti mosquitos” Dopo un po’ vidi Stuart che si alzò per accertarsi che la zanzariera della finestra fosse ben chiusa e accorgendosi che ero sveglio, disse qualcosa contro i fastidiosi insetti. Faceva caldo e non avevo sonno, quindi andai anch’io alla finestra per fumare una sigaretta ---> Vidi in lontananza la luce accesa sul patio della casa del Sergente.

    Sarà stata quasi mezza notte quando decisi di spogliarmi e affrontare gli incubi. “Non riesci ad addormentarti?” Probabile che Ralph mi avesse osservato per tutto quel tempo, aspettando il momento propizio per venirsi a sedere sul ciglio del mio letto. “Ti va di parlare un po’?” Risposi alla sua proposta tirandomi di un lato sul materasso e lui si coricò di fianco a me. “...” Lo abbracciai da dietro stringendomelo addosso, lui ebbe un sussulto quando gli passai le mani sotto la maglietta e annusai il buon odore di bagnoschiuma sulla pelle del suo collo. “Signore?” Non so cosa volesse chiedermi ogni volta che pronunciava la parola »Sir« con l’accento di una domanda. “Signore?” Disse ancora, quando glielo tirai fuori dagli slip. “Signore!” Iniziò a esclamare in un sussurro ogni volta che sentiva la mia durezza strofinarsi tra le sue calde natiche. “MMM” Gli misi una mano sulla bocca per trattenere quel »Sir« che era diventato un gemito convulso mentre si divincolava appassionatamente nella mia presa.

    Il sangue caldo di Rafael mi fece sudare parecchio e alla fine ebbe la meglio su di me. Dopo essere stramazzato tra le sue chiappe, lui si voltò assalendomi con una tale veemenza che per poco non mi tirava giù dal letto. Soffocai l’impeto della sua foga stringendomelo addosso mentre scaricava ---> Rafael era un avventista del settimo giorno o, meglio, lo erano quelli che lo avevano »salvato« dall’indigenza nel suo paese e convertito alla fede millenarista degli angeli dell’apocalisse. “Abbiamo peccato, siamo perduti!” Iniziò a piagnucolare e me lo caricai in spalla per metterlo sotto le docce e mentre gli lavavo via di dosso le tracce del nostro peccato, fui impressionato dalla capacità di persuasione con cui lo avevano plagiato. “Tu sei un servo della bestia” Secondo i milleriti il Papa è l’anticristo e di riflesso i papisti ne sono i discepoli. “Ho corrotto il mio corpo e ora non sarà degno di accogliere la Grazia di Dio” Per gli avventisti il corpo e l’anima sono la medesima cosa e ho il dubbio che Rafael fosse proprio vergine ...

     ---> Non preoccuparti, ok? ---> Gli dissi mentre lo asciugavo ---> Lo dovevi conoscere il male prima di poterlo rifiutare, No? ---> Non era la prima volta che vestivo i panni del diavolo tentatore ---> La fede di un soldato deve essere messa alla prova ---> Lo accompagnai a letto ---> Il giudizio di Dio arriverà nei gesti che guideranno la tua spada al servizio dell’Arcangelo Michele ---> Gli raccontai quello che voleva sentirsi dire e si rassicurò come un fanciullo che ascolta una paurosa fiaba dalla morale salvifica. “Connecticut” Mi richiamò, quando speravo proprio di avermelo sciacquato dai coglioni. “Tu sei stato mandato da Dio!” Non ricordo se quella fosse un’esclamazione o una domanda, il fatto era che dovevo ancora imparare quanto gli avventisti credano nei convincimenti millenaristici e gli sorrisi senza prenderlo sul serio.

    Ep. 11 (Mrs Pipe)

    “Che cazzo ci fai qui?” Quasi scoppiavo a ridere mentre guardavo lo stupore sulla faccia di Josè. “Tu non puoi dormire con le reclute” Solo dopo l’alza bandiera si era accorto della mia auto parcheggiata davanti la baracca dei ragazzi. “Ti pare che degli ufficiali dormano con le matricole?” Quello che avevo fatto sarà stato anche irrituale, ma non stava scritto da nessuna parte che ... “Allora lo dico io che non ci puoi stare qua” Dovetti calmarlo spiegandogli che LeRoy mi aveva tagliato i capelli e poi si era fatto tardi eccetera ... “A me e Brad avevi detto che non ti andava di vedere nessuno” Accidenti, pareva proprio che avessi premeditato di scaricarli. “Qualcuno potrebbe fraintendere questa tua passione per la carne fresca, lo sai?” La sua fu solo un’insinuazione perfida per colpirmi, tuttavia, c’era chi poteva pensarlo ...

    Decisi di rimanere al Campo proprio al fine di dimostrare pubblicamente che non avevo nulla da nascondere. “Stan dice che l’anno scorso c’era una bocca nigga” Roger mi raggiunse quando andai a sedermi sul piccolo colle del percorso di guerra. “Ha succhiato il cazzo a tutti” Lo aveva mandato il Maggiore Stanley per farmi ammettere le malevolenze che sicuramente stavano già circolando sul mio conto? “Chi è la tua discarica?” Non era poi così inusuale che un soldato anziano prendesse sotto la sua ala protettrice una recluta. “Che fottitore di madri!” Disse dopo avermi quasi stritolato le palle. “Alza il culo” Mi chiese un passaggio per andare al villaggio perché aveva bisogno di munizioni per il suo fucile da caccia ...

    “Sta zitto e vienimi dietro” Cioè, mi aveva fatto proprio male, non stavo fingendo. “E smettila!” Cioè, mi aveva fatto sbiancare cazzo! “Guido io, vero?” Poteva pure andare a farsi fottere. “Buon giorno Tenente Roger” In quella che non era un’armeria, ci accolse insieme allo scampanellio della porta, una signora minuta, molto magra e con una messa in piega ipertrofica. “Ti presento Mrs Pipe, lei è la miglior impagliatrice di Long Island” Nonché dottoressa veterinaria, col cazzo però avrei mai portato a curare il mio cane in quel  suo ambulatorio pieno zeppo di animali imbalsamati.

    “Lui viene dal Connecticut” Mrs Pipe portava in punta al naso un paio di occhialini tenuti con una catena intorno al collo. “Hai fatto la cosa giusta a portalo con te” Disse, lanciandomi una sbirciata da sopra gli occhiali ---> Be Right Back ---> Mentre si scambiavano frasi di convenevole, Mrs Pipe rivoltò il cartellino sulla porta del negozio. “Tu sei proprio una bella torta di manzo!” Lo disse a me mentre già stava soppesando le mie palle con la stessa perizia di quando tastava le bestie che le portavano a visita. “Vieni dietro nell’ambulatorio, bravo ragazzo” Che cazzo stava succedendo? Lanciai un’occhiata atterrita a Roger che scoppiò a ridere e ma se non parlavano chiaro, io non ci andavo in quel cazzo di ambulatorio a farmi castrare! “Non avrai paura di una vecchia signora come me!” Non era vecchia ... almeno credo.   

    “Sdraiati” Su un tavolino di alluminio tipo obitorio, giammai! “Fidati, Mrs Pipe è un’artista” Disse Roger tenendomi per le braccia. “Così non senti freddo sulle tue belle guanciotte” Intendeva le mie chiappe perché mi aveva calato i pantaloni prima di farmi sedere sul tavolo dove visitava le bestie. “Dammi solo un minuto per prepararmi” Se quella storia era uno scherzo, era già durato troppo, OK? “Fidati di me!” No e ancora No, volevo andarmene, chiaro? “Chiudi gli occhi e rilassati, la signora ti farà solo un pompino” Allora perché mi aveva bendato? Dove stava la fregatura? “Ti piace, vero?” Sia dannato all’inferno, era una sensazione stranissima! Era come se lo avessi infilato in una roba molliccia e turgida allo stesso tempo e come succhiava! Ingoiava anche e non so cos’altro mi stesse facendo scaricare copiosamente ...

    “Ora puoi guardare” Ah, No! Quel figlio di puttana di Roger non doveva farmelo vedere ---> Mrs Pipe portava la dentiera, cioè, mi aveva appena fatto un bocchino senza denti ---> Che schifo! ---> Avevo tra le cosce una schiuma di bava tipo di una lumaca gigante. Stavo per vomitare o magari l’ho anche fatto, mentre quell’altro scemo si pisciava addosso per il gran ridere. Per fortuna che Mrs Pipe si rimise subito la dentiera in bocca e usò il getto della doccia dei cani per lavarmi in fretta quello schifo. “Scusa se non sono una principessa” Lei era la discarica della Base, si approfittava delle palle gonfie dei soldati per farsi una pinta di sborra a scrocco ---> Vecchia baldracca!

    “Guardati attorno e dimmi cosa vedi?” Ci sono giorni in cui sarebbe meglio restarsene a dormire. “Vedi gente in brache e scarpe da ginnastica?” OK, non avevo fatto in tempo ad andarmi a cambiare perché ero già in ritardo per il servizio alla mensa, però Green Mile non poteva menarmela così dura. “C’è qualcun altro qui che puzza come uno sporco cane appena uscito dall’ambulatorio di Mrs Pipe?” Come caspita si era potuta spargere la voce prima ancora che mettessi piede in cucina? “Va a sederti in mensa, verginella” Che ci trovavano tanto da ridere? “Hey Conney, ti vedo un po’ stanco oggi” Ma chi ti conosce? “Hai tenuto alta la bandiera della Base?” Gente che fino a quel giorno avevo appena salutato, ora si sentiva in diritto di sfottermi.

    “Mi dai un passaggio per andare al Campo?” Se Ralph non mi avesse chiesto uno strappo, al Campo non ci sarei tornato perché lo sapevo che gli sfottò sarebbero continuati. “Fermati al centro commerciale, devo comprarmi uno spazzolino da denti nuovo” Quella mattina il Maggiore Stanley gli aveva fatto pulire i cessi con lo spazzolino da denti. “Ci ha fatto un’ispezione a sorpresa” Il classico pretesto per accanirsi contro una camerata. “Non è per colpa tua, Conney!” Invece era proprio così. “Quello fa lo stronzo con tutti” Ero pronto a scommettere che c’era lo zampino di Stan anche nella storia di Mrs Pipe, altrimenti come cazzo lo avrebbe saputo l’intera Base prima ancora che tornassi dal suo ambulatorio?

    “Canestro!” Tra una cosa e l’altra, chi era di servizio in mensa, tornava al campo che gli altri erano tutti andati in libera uscita. “Questo però è fallo, Conney!” A me non sarebbe dispiaciuto rimanermene a poltrire in branda, però mi lasciai convincere da Ralph per andare a fare due tiri al canestro. “Hey, Rambo, così hai conosciuto Mr Pipe, non è vero?” Era inevitabile che in palestra avrei incontrato il mio caro amico Mitch. “Non avrai paura anche di una sfida a basket!” Le provocazioni del Tenente Mitchell ci potevano stare, ma con lui c’era anche Stan che non perse l’occasione per tornare all’attacco. “Non sarai geloso della tua fighetta” Aveva preso il pallone di mano a Ralph e poi lo aveva chiamato »pussy boy«. “Due contro due e se perdi, la tua fighetta ci fa una pompa” Ci godeva proprio a farmi incazzare. “Li batteremo, Conney!” Mi disse Ralph passando alle mie spalle, pronto a difendere il suo onore ---> Accettai la sfida del Maggiore Stanley sottolineando però che alla fine della partita me lo sarei inculato in ogni caso.

    “Così mi farai godere troppo presto, Rambo” Diceva ogni volta che sbagliavo un tiro. “Non è colpa mia, è la tua fighetta che si è innamorata del mio uccello” Ripeteva dopo aver commesso qualche fallo plateale su Ralph. “Getta la spugna, perdente” Stan era un discreto giocatore di basket ma sicuramente era anche un eccellente provocatore e lo presi a spallate. “Tu giochi sporco come il solito” Che faccia di bronzo! “Chiediamolo alla tua fighetta se era fallo” Ralph non poteva mentire, però sapevo che lo avrebbe fatto per me e allora gli dissi di andare negli spogliatoi senza rispondere al suo superiore. “Stan ora stai esagerando, è solo una stupida partita a basket!” Gli disse Mitch, quando lui minacciò di farmi rapporto perché non ero nella posizione di dare ordini a dei suoi sottoposti.

    “Non ti devi preoccupare per me” Raggiunsi Ralph sotto le docce e cercai di convincerlo a starmi alla larga. “Io non sono un ragazzino” Lui stava lì perché ambiva entrare all’accademia militare e se cedeva a una provocazione di Stanley era fottuto. “Sono commosso da questa scena d’amore” Stan non solo ci aveva seguito ma aveva anche origliato prima di entrare in scena platealmente applaudendoci. “Sono venuto a riscuotere la scommessa” S’infilò sotto il soffione della doccia di Ralph e aveva tentato di farlo abbassare mettendogli una mano in testa. “Non essere timido, lo so che ti piace succhiarlo” Al secondo tentativo, Ralph lo respinse più energicamente e non potevo restarmene a guardare. “Figlio di puttana, guarda che mi hai fatto!” Io lo sapevo che era pericoloso picchiarsi nelle docce e cercavo sempre di evitarlo, ma quella volta non avevo avuto scelta!

    “Merda, non riesco a muovere il braccio!” Lo avevo spintonato e poi ci si era azzuffati, ma sul maiolicato era come ballare all’Hollywood on Ice e fu solo accidentalmente che Stan scivolò sbattendo il grugno sul pavimento. “Mi fai male cazzo!” Iniziò a sanguinare dal naso ed era accecato dalla rabbia quando mi si avventò un’altra volta contro. Lo lasciai semplicemente schiantare di nuovo sul pavimento e quella volta ci rimediò una lussazione della spalla. “Sei sicuro di saperlo fare?” Avevo avuto un commilitone cui gli capitava spesso quel guaio e