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Stazione M1 Porta Venezia (Milano) rainbow


Pugsley

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LocoEmotivo
6 hours ago, Pugsley said:

pareri a caldo?

Tutto fa brodo.
Se riuscissimo a far sentire quanta più gente possibile inclusa in questo clima di festeggiamento anche grazie a queste trovate, ben vengano.

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Madonna che due coglioni leggere la gente che si lamenta del marketing, ma andate a lavorare, W Milano gay-friendly e W Porta Venezia, la Chueca milanese!

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15 minutes ago, freedog said:

mktg promozionale, un po' come l'insegna rossa a natale.

male non fa, fastidio non dà

Marketing promozionale LAICO che fa qualsiasi città del mondo civile e aperta agli LGBT, solo Roma non la fa, città dei rom ormai.

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Palese pinkwashing. Le nostre identità non normative e non conformi all'cis-etero-patriarcato-bianco con il suo imperativo categorico di omologazione, non possono liberarsi da esso per poi assoggettarsi al paradigma neoliberale che non fa altro che strumentalizzarle. Sarebbe semplicemente il passaggio ad una nuova gabbia, per quanto dorata possa essere. La nostra liberazione passa dal rovesciamento di tale paradigma, non dall'esserne subalterni. Queer revolution is true revolution. 

Spoiler

Sono credibile come queer? 

Edited by Uncanny
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7 minutes ago, Bloodstar said:

Quest'attimo di schizofrenia salviniana è il vero tocco di classe.

Ho detto forse il falso? Io sono molto anti-romano.

Comunque Porta Venezia è diventata la Chueca milanese, la gay street romana sarebbe quel bar sfasciato di fianco al Colosseo?

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Ci passo davanti quotidianamente, e mi piace parecchio.

Al di là dei significati espressi/marketing/sarcazzo, è un'iniezione di colore in una stazione austera ed allo stato attuale priva di rinnovamento alcuno, al contrario di Loreto ed altre.

Edited by Laen
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32 minutes ago, LocoEmotivo said:

Domani, alla fine del Pride, dovrei poter valutare il risultato con i miei bulbi medesimi.

narrà la leggenda che le coppie che si baciano davanti al muro arcobaleno vivono per l'eternità felici :aha: non dimenticarti di farlo eh

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LocoEmotivo
11 hours ago, Zafkiel said:

narrà la leggenda che le coppie che si baciano davanti al muro arcobaleno vivono per l'eternità felici :aha: non dimenticarti di farlo eh

Funziona anche con quelli che sono già felici?

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Io ho letto questa critica:

E così, con lo slogan Rainbow is the new black, Netflix ha tappezzato la fermata della metropolitana linea 1 di Porta Venezia a Milano con personaggi tratti dalle più gradite serie tv come Orange is the New Black e  Sense8. I poster che li raffigurano recitano: “Piper e Alex non esistono”, “Nomi e Amanita non esistono”, ecc.

È qui l’autogol, l’occasione mancata. Certo che non esistono! Sono personaggi della fiction! Altra cosa sarebbe stata contrapporre la fiction alla realtà mettendo un bell’asterisco che rimandasse a persone vere (perché di quelle si deve parlare) e completando il messaggio monco con*invece Paola Rossi e Carla Bianchi, Giorgio Verdi e Ugo Neri, ecc. esistono eccome.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/28/netflix-per-il-gay-pride-la-campagna-rainbow-new-black-e-un-autogol-per-la-comunita-lgbt/4456772/

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15 minutes ago, LocoEmotivo said:

Funziona anche con quelli che sono già felici?

ovvio che si.  Avete un rate happy del 200%. 

a parte ciò è una bella iniziativa da parte di netflix :aha:solo per questo merita l'account premium degli utenti gay del forum :sisi:

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LocoEmotivo
10 hours ago, Hinzelmann said:

Io ho letto questa critica:

Che mi sembra abbastanza ridicola: Netflix vende finzioni narrative e quindi è ovvio che si rifaccia a tale immaginario.

La stazione è carina, in effetti, ma non mi ha entusiasmato chissà quanto.

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Hinzelmann
On 6/30/2018 at 9:56 PM, LocoEmotivo said:

Che mi sembra abbastanza ridicola: Netflix vende finzioni narrative e quindi è ovvio che si rifaccia a tale immaginario.

E' l'unica che ho trovato

Comunque non c'è scritto che fosse sbagliato in assoluto l'uso dei personaggi di fantasia, quanto in non avergli affiancato dei gay reali

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On 6/30/2018 at 11:06 AM, Hinzelmann said:

qui l’autogol, l’occasione mancata. Certo che non esistono! Sono personaggi della fiction!

Che critica stupida. È ovvio che Netflix abbia usato questo slogan per pubblicizzare i propri prodotti. Il senso é chiaro lo stesso.

Davvero una bella iniziativa. 

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Quoto gli altri. Raramente ho letto un articolo più stupido.
Ovvio che una campagna che sottolinea che i personaggi glbt dei telefilm inesistenti di Netflix, cozzano con le famiglie inesistenti di Fontana.
Sono due inesistenze diverse e imparagonabili.
Non è che la campagna può essere come piaceva a questo sconosciuto autore dell'articolo... non ti piace ok, ma rimani sul soggettivo o sembra che spari solo c***ate

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On 6/29/2018 at 2:44 PM, Uncanny said:

Palese pinkwashing. Le nostre identità non normative e non conformi all'cis-etero-patriarcato-bianco con il suo imperativo categorico di omologazione, non possono liberarsi da esso per poi assoggettarsi al paradigma neoliberale che non fa altro che strumentalizzarle. Sarebbe semplicemente il passaggio ad una nuova gabbia, per quanto dorata possa essere. La nostra liberazione passa dal rovesciamento di tale paradigma, non dall'esserne subalterni. Queer revolution is true revolution. 

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Sono credibile come queer? 

Se quello è palese pinkwashing, con questa foto c'è da spararsi (La Torre Unicredit).Dg4p-I3WAAYO2gY.jpg

Cerchiamo di essere seri: la  manifestazione del pride, sempre più complessa, macchinosa e con crescenti adesioni di partecipanti, senza patrocini pubblici (e conseguenti fondi), non può garantire un ottimale svolgimento. Siccome non si può chiedere 5 euro ad ogni manifestante, ed essendo una iniziativa che attira interesse, gli sponsor che vi aderiscono ci mettono soldoni, ma vogliono un ritorno di immagine ed economico.

In pratica per eliminare il pinkwashing lo Stato dovrebbe metterci soldoni per l'organizzazione. Non si trovano soldi per costruire nuove metropolitane (A Milano la M5 e la M4 sono in project financing - i privati ci anticipano soldi e ne hanno i ricavi della fruizione per 30 anni. Si è calcolato che i privati ricavano 3 volte la spesa anticipata in conto dello Stato), figuriamoci per un pride.

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Ero sarcastico, credevo fosse chiaro vista anche l'ultima frase scritta. 

Di queer fare dei discorsi del genere - su questo ma anche la Coca Cola sponsor del pride ad esempio - ne ho visti, quindi la mia non era neanche esagerazione, sono proprio messi così poveretti. 

Edited by Uncanny
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10 minutes ago, Uncanny said:

Di queer fare dei discorsi del genere - su questo ma anche la Coca Cola sponsor del pride ad esempio - ne ho visti, quindi la mia non era neanche esagerazione, sono proprio messi così poveretti. 

Devo proprio darti ragione.

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