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Sorel, la violenza, i fascisti, i no global e... i queer


Rotwang

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Georges Sorel (1847-1922) fu un intellettuale e filosofo francese, il più importante teorico del sindacalismo rivoluzionario.
Sorel non era un intellettuale di professione, ma un ingegnere civile che lasciò la professione nel 1892. Nel frattempo, venne fondata in Francia nel 1895 la CGT (la Confederazione del lavoro), la principale organizzazione sindacale che propugnava scioperi generali come strumento di emancipazione e di rovesciamento dello Stato borghese capitalista. Trasferitosi a Parigi, Sorel iniziò a scrivere e studiare, convertendosi alla causa marxista da autodidatta e avvicinandosi ai movimenti sindacali più estremi. Dagli imponenti scioperi di inizio secolo, nel 1902, Sorel ne dedusse che essi incarnavano il vero marxismo, quello della vera lotta di classe. Tra il 1905 e il 1906 scrisse una serie di articoli sulla violenza e il sindacalismo, rielaborati poi nel suo trattato politico «Riflessioni sulla violenza» nel 1908.
Per Sorel la violenza «proletaria» non era una versione o un'evoluzione di quella giacobina (lui stesso si definiva «anti-giacobino») né inquadrabile dai filosofi «borghesi» che la ritenevano sempre una «barbarie primitiva». La pace era borghese per Sorel, perché è ritenuta il bene supremo e la condizione essenziale di ogni progresso materiale e sociale, e quindi l’educazione borghese è diretta ad attenuare le tendenze sociali alla violenza. A livello politico ed economico, l’«ideologia della pace» ha portato filosofi, economisti e politici a sostenere poteri forti che garantiscano la stabilità sociale, a scapito anche delle libertà politiche. Il riformismo all’interno del marxismo e dei partiti socialisti si inseriva per Sorel in questa traiettoria. Se la forza ha come obiettivo di imporre un ordine sociale, la violenza ha come obiettivo di distruggere quest’ordine, non tende a consolidare l’autorità ma vuole piuttosto cancellarla. La «Rivoluzione» che cancella questo ordine deve essere catastrofica e violentissima, per marcare una separazione netta con l'epoca storica precedente e rovesciare intellettuali, borghesi e capitalisti, con l'abolizione di ogni differenza sociale. La prima formazione politica del giovane Benito Mussolini avvenne proprio nell'ambito del pensiero sindacalista rivoluzionario che poi trasfuse nella rivoluzione fascista contro la borghesia parlamentare. Mussolini definì Sorel «nôtre maître» (nostro maestro). Sorel indicò nel fascismo l'artefice di una rivoluzione politica a cui la Francia avrebbe dovuto guardare.

Non trovate ci siano terribili affinità estetico-ideologiche tra l'antagonismo di estrema sinistra e lo squadrismo fascista? Il movimento queer ha seguito queste orme?

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LocoEmotivo
18 hours ago, Rotwang said:

Il movimento queer ha seguito queste orme?

Se ti riferisci alle tue strampalate teorie riguardo porno, sesso, orientamento e identità di genere, non posso darti torto.

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