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Credete ancora all'amicizia?


Luca08

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Forse è un titolo che può risultare un po' banale, ma il nesso è quello. Credete ancora all'amicizia? Se sì, che tipo di rapporto avete con i vostri amici? Avete mai avuto un migliore amico? Argomentate!

 

Personalmente io sì, ci credo, ma non in modo completo, mi spiego meglio: a causa della mia timidezza non ho mai avuto molti amici ed ero sempre preso in giro un po' da tutti fino alle medie. In particolare fu in terza media che le cose cominciarono a cambiare, divenni molto amico con un mio compagno di classe e di li a poco ci definimmo migliori amici. Mi sentivo davvero felice a quei tempi però le cose non durarono per sempre; entrati alle superiori, anche se eravamo nella stessa classe, ci iniziammo a separare. Sentivo che non era più l'amico di una volta, ma ero diventato una sorta di convenienza. La conferma la ebbi l'anno scorso, in seconda superiore quando dopo una gita non mi parlò più per una cosa da nulla (per la quale avevo pure ragione, quindi vi lascio immaginare). Probabilmente è da quel momento in poi che smisi di credere ai migliori amici. Tuttavia in quel tempo mi ero fatto comunque altri amici a cui voglio bene, so comunque però che, dopo questa delusione che ho preso (in realtà dalla storia che ho raccontato sembra tutto semplice, in verità è molto più complessa di quel che sembra) non riuscirò mai a fidarmi ciecamente, tranne forse con uno di loro, ma con cui sto comunque attento. 

E voi? A me per esempio piacerebbe conoscere qualcuno della mia età che condivida il mio orientamento :P hahah, ma è quasi impossibile qui per colpa dei pregiudizi.

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come tutti i rapporti anche le amicizie nascono crescono si usurano e muoiono, sfumando spesso nel silenzio e nell'indifferenza di un allontanamento apparentemente immotivato

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Io credo che ci siano due tipi di amicizia: quella che cambia col mutare di ciò che fa piacere; e quella vera, ovvero quella che si instaura tra uomini simili per virtù (come avrebbe detto Aristotele), i quali desiderano il bene dell'altro quanto desiderano il proprio.

 

Nel tuo caso credo che si tratti del primo tipo di amicizia; è normale che durante l'adolescenza, così come in altre fasi della vita, gli interessi e le amicizie cambino.

Edited by Giuca
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in vita mia ho avuto solo 3 amicizie importanti e sono tutte confinate agli anni dell'infanzia e della prima adolescenza. La più importante era quella che mi legava a mio cugino, ma poi quando avevamo 8 anni la sua famiglia si è trasferita e ci siamo potuti rivedere sporadicamente. Oggi siamo talmente diversi che non ci capiamo più.

 

Gli altri 2 erano compagni di scuola (alle elementari e alle medie). Con uno ho ripreso sporadicamente i contatti, soprattutto durante un anno di università in cui abbiamo condiviso l'appartamento in affitto.

 

Ho avuto pochi altri rapporti amichevoli con coetanei che però erano limitati ai periodi e ai luoghi in cui potevo frequentarli: ad esempio un altro ragazzino quando andavo al mare e un collega di università.

 

Ora non mi rimane più nessuno. Le mie tare sociali mi hanno sempre reso arduo circordarmi di amicizie, infatti i rari amici che avevo erano persone disposte a tenermi compagnia a 2, perché in gruppo ho sempre avuto grosse difficoltà. Oggi so che i miei handicap sociali sono strettamente legati al mio autismo.

 

Spero ancora di riuscire a stringere amicizie ma la depressione che mi perseguita me lo fa apparire improbabile, anche se mai quanto la possibilità di avere un vita sentimentale e sessuale: un tipo di esperienze che mi hanno sempre visto totalmente escluso.      

Edited by Catilina
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davydenkovic90
Credete ancora all'amicizia? Se sì, che tipo di rapporto avete con i vostri amici? Avete mai avuto un migliore amico? Argomentate!

 

Posta così suona tanto come un tema di Italiano delle medie...

 

Credo nell'amicizia tra uomo e Nutella.

Dai, scherzo, darò una risposta quasi-seria:

 

Per me l'amicizia è guardare un film con qualcuno, mangiare sushi, bere una birra: dedicare il proprio tempo libero a qualcuno.

Non investo l'amicizia di chissà quale valore, o ancor peggio di ambiguità egoistiche stile "l'amico si vede nel momento del bisogno". Non penso che gli amici servano per farsi consolare o aiutare, semmai sei tu che devi consolare e aiutare loro.

Le amicizie devono nascere per caso e finire altrettanto per caso, e sono rapporti liberi, devono basarsi su alcuni punti in comune ma non molti, giusto un paio... possono essere fra uomo e donna, come fra uomo e uomo, di qualsiasi orientamento sessuale senza alcuna differenza.

 

Io ho amiche donne. Ho imparato alle superiori, quando per sopravvivere al clima da lager mi accompagnavo con le tipe più simpatiche e trash della scuola. Oggi ho un paio di amiche strette, nel senso che beviamo birra insieme molto spesso, e altre, e altri (anche maschi eh!) un po' meno stretti, nel senso che ci vediamo per qualche birretta ogni tanto. Voglio comunque bene a tutti allo stesso modo e so farmi benvolere, anche se capita di non vederci per periodi lunghi. Io stesso sono spesso sfuggente e restio alle uscite, certe volte. Le interazioni, poi, sono molteplici e varie. Ho un'amica di vecchia data (2013, per me è vecchia data, oh) che per abbracciarla devo costringerla. Ce n'è un'altra che appena mi vede mi limona, istintivamente.

Ho pochissimi amici gay, veramente quasi niente. Ho più amici metallari che amici gay. E non sono metallaro. Ho un'amica lesbica, ma eravamo già amici prima che lei scoprisse di essere lesbica, quindi non vale. Sto lavorando su questa carenza e vado alla grande: su fb ho già aggiunto Claudia Salis e Maurizia Paradiso.

Edited by davydenkovic90
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ma guarda penso che siamo abbastanza simili , l'unica cosa è che col tempo, io ho 33 anni suppongo che tu sia parecchio più giovane di me ,a forza di dai e dai qualche amico che posso definire tale lo incastrato , ma sai quanti che alla fine anche dopo anni son spariti ,alcuni senza nemmeno capire bene il perchè.

penso che l'amicizia sia molto giudicata una cosa facilona da farsi ,mi è capitato di sentire anche persone sparare classifiche del tipo in prima posizione il moroso poi l'amante poi lo scopamico e in ultima se non va bene nessuna delle prime rimane l'amicizia, ci rimango allibito, ma! la vera amicizia è una cosa difficilissima da costruire e mantenere, forse al pari del fidanzamento credo.

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le amicizie scolastiche nascono e muoiono a scuola xD salvo alcuni casi.

Gli amici di cui mi fido e con cui esco spesso sono amici che conosco da quando avevamo 8 anni (ti lascio immaginare) e ora ne abbiamo, chi piu chi meno 30 :aha: e si sono formate per caso e tra la "strada"  giocando i pomeriggi a pallone, facendo cazzate, uscendo, bevendo, fumando, litigando, picchiandoci LoL 

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Mi è un po' successa la tua stessa cosa alle superiori. Avevo un amico che per me era come un fratello. Dopo il primo e secondo anno di liceo le cose sono cominciate a cambiare e tutta la nostra amicizia è diventata un prendere in giro Paolo con altri perché Paolo era quello strano, quello diverso. Inutile dire come ci rimasi e come sia cambiato il punto di vista sulle amicizie. 

Ricordo che a quei tempi avevo un gruppo ben fornito di amici. Sicuramente alcuni avevano voglia di stare con me ma ricordo ancora che ero una specie di argomento su cui spettegolare e questo mi fece molto male. Non è rimasto quasi nessuno ovviamente. 

Adesso faccio fatica a darmi completamente alle persone che incontro e con le quali potrei instaurare un rapporto. Ho trovato delle buone amiche all'università le quali hanno almeno avuto la decenza di aspettare che io mi aprissi con loro su certi argomenti. Vedo che spesso vogliono un mio abbraccio o la mia presenza e io sono molto freddo su questo. 

Praticamente le amicizie con la A maiuscola le conto sulle dita di una mano. 

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... l'amicizia non esiste, credo che nulla esista, poi ognuno è libero di chiamare ciò che vuole con il nome di amicizia, amore o ... ecc. ecc. Io a 40 anni credo che le persone alla fine si inventino dei surrogati a tutto. 

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A me per esempio piacerebbe conoscere qualcuno della mia età che condivida il mio orientamento :P hahah, ma è quasi impossibile qui per colpa dei pregiudizi.

 

Mi spieghi il passaggio, solo per curiosità intendo :D niente di grave ;) , in particolare i pregiudizi qui?

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Ci credo di meno di quando avevo vent'anni.
Un po' mi dispiace, ma so anche che alla mia età non è facile ritagliarsi e trovare il tempo, e le energie, per avere cura delle amicizie, che vanno curate come piante, con la differenza che servono mille attenzioni ed abilità in più. La vita a una certa età ti spinge verso il lavoro il partner ecc e anche chi più crede o ha creduto nel valore assoluto dell'amicizia si stanca a nuotare sempre controcorrente.

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Scusatemi se rispondo adesso a tutti, ma non ne ho avuto il tempo prima, comunque:

 

 

Non sono completamente d'accordo con te, Conrad, l'amicizia, sì, è un rapporto che comunque come tutti gli altri finisce prima o poi, ma il fatto che non vi sia un vero motivo - e di conseguenza come dici tu "immotivato" - dimostra che è stato un rapporto falso, se un amico è tale non si allontana alla prima che capita.

 

Giuca, proprio quello che credo anch'io, ci sono diversi tipi di amicizia, purtroppo sono stato io sfortunato a prendere il secondo tipo  :wild:

 

Catilina, mi dispiace molto per l'ultima parte. Probabilmente sono parole sentite e risentite e molto più facili a dirsi che a farsi, ma penso che tu debba continuare a vivere a testa alta, non dare troppo conto agli altri e stai tranquillo senza deprimerti. Ripeto che probabilmente sono parole un po' stupide, dato che comunque immagino che tu sia molto più grande di me e hai più esperienza, ma mi sentivo comunque in dovere di rispondere qualcosa.

 

 

 

Posta così suona tanto come un tema di Italiano delle medie...

Ahahahah, lo so ma non sapevo che altro nome dare.. E a proposito di Nutella, una volta la mia prof è stata capace di assegnarmi un testo argomento quindi non ci scherzare troppo ahahah.. Quanto al resto devo dirti che anch'io sono un po' come te, anch'io sto più con le ragazze, ma perché credo che su qualche punto siano molto più aperte mentalmente rispetto a certuni..

 

Esatto fabriz! Non sopporto quelli che dicono "prima la famiglia, poi la fidanzata/o  :laugh:  e infine l'amicizia". Non ha senso, cioè l'amicizia è sempre un rapporto che non può essere sminuito, trovare un amico vero è difficile quanto trovare la propria anima gemella e personalmente se mi capitasse di trovarne uno, non direi mai "infine l'amicizia" perché sarei ipocrita.. l'amicizia è una cosa che deve essere coltivata e non può scomparire dopo essersi fidanzati, sarebbe un po' come dire "hey ciao, sapete sono stato amico con voi solo perché non avevo nessun altro in quel periodo".

 

Paolo91, sono felice almeno di non essere stato l'unico a sopportare questo genere di cose e questo un po' mi aiuta.. praticamente sono sempre stato preso in giro fin dalle elementari perché avevo una voce un po' più femminile del solito (menomale che col tempo si è sistemata xD) e stavo con le ragazze, per tutti questi motivi ero il "frocietto" di turno. All'inizio è stato odiosa come cosa, poi ho imparato a lasciar correre perché - evidentemente - coloro che lo dicevano erano così stupidi da non meritare nessuna risposta o attenzione. Quel che mi ha sorpreso di più è che anche alcuni amici che si elevavano un po' di più rispetto al fango di cui sto parlando hanno iniziato a prendermi in giro pure. A quel punto li ho lasciati stare perché si vedeva che "amici" non lo erano mai stati..

 

Bisognerebbe aprire topic diversi

in base all'età delle persone che risponderanno :)

 

Già, lo sto sperimentando adesso xD

 

 

Mi spieghi il passaggio, solo per curiosità intendo :D niente di grave ;) , in particolare i pregiudizi qui?

 

Si allora.. Innanzitutto credo di essere stato un po' troppo generico con "qui".. Volevo intendere che nell'ambiente in cui sto (scuola, famiglia, parenti) è un po' difficile pensarla diversamente rispetto alla massa perché vieni subito additato.. io non sono poi così forte e quindi non so se riuscirai a sopportare tutto subito, magari dopo un po' sì, ovvio, ci avrò fatto l'abitudine.. ma immagina di dire di essere gay/lesbica etc in un tale ambiente.. partirebbero tutti col dire "che schifo bleh" e poi sarei considerato di nuovo la persona "strana" (se va bene) che ero alle medie, quindi non me la sento. Il brutto è che lo stesso succede all'interno della mia famiglia, all'apparenza sembrano persone che sappiano ragionare ma poi ascoltandoli nei loro discorsi assurdi ti rendi subito conto che non è così.... non so se mi sono spiegato bene.. non so molto bravo a parlare di queste cose, non riesco ad esprimermi bene ancora..

 

 

Se non ho risposto a qualcuno è probabilmente perché ritengo che l'abbia già fatto in altre risposte..passo e chiudo :keeporder:

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Be non so quanti anni hai Luca, io sono prossimo a compierne 34; purtroppo la depressione è una malattia e sarebbe bello uscirne con la forza di volontà

 

ci sono tante persone che vivono benissimo isolate da tutto e da tutti e invidio anche costoro 

 

sarebbe bello vivere a testa alta ma se non ho ancora trovato un lavoro e non ho ancora risolto gli altri miei problemi è proprio per la mia intrinseca debolezza caratteriale

 

la sola cosa di cui dovrei andare fiero è la mia sincerità, che tuttavia non mi ha mai giovato e non mi gioverà mai in una società falsa, infatti non sono un idealista, bensì un disilluso spregiatore dell'ipocrisia   

Edited by Catilina
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Lo so.. hai ragione, infatti avevo detto che i miei sarebbero stati consigli poco utili (ho soltanto 16 anni alla fine) però comunque ho tentato.. e complimenti per la sincerità, nonostante non trova utilizzo in questa società, è un valore che non tutti hanno..

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Ai miei amici più cari devo tutto: anche quando ci siamo presi a pugni e quando sono partito sapevo che avrebbero fatto qualsiasi cosa per me. Sono stato molto fortunato perché non ho mai meritato i loro sentimenti.

 

Ho vent'anni.

 

io sto più con le ragazze, ma perché credo che su qualche punto siano molto più aperte mentalmente rispetto a certuni..

Le ragazze "speciali" sono molto più rare dei maschi!
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Se l'amicizia è intesa a livelli assoluti, come parlare di Amore con la A maiuscola, allora assolutamente è una grande buffonata.

Per la mia esperienza, amicizia è riuscire a passare qualche ora con delle persone, senza che la cosa risulti troppo pesante, parlando di qualcosa o mangiando o bevendo, creando un minimo di confidenza-intimità che ti permetta di distrarti e di fare le tre cose che ho elencato prima, senza sentirti troppo sotto pressione. Chi pensa che l'amicizia sia un grande sentimento, qualcosa di simile a una fratellanza, di certo avrà avuto più fortuna e capacità di me nel creare rapporti e relazioni sociali, ma per me sono cose abbastanza rare e che invece la gente cerca spesso di indorare per potersi meglio illudere di avere una bella vita.

Edited by Efestione7
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Luca, non sono d'accordo quando dici che se l'amicizia finisce allora non è stata vera. L'amicizia è vera nel momento in cui ci sono dei sentimenti. Come una relazione, può finire per la fine di quei sentimenti, ma non significa che tutto quello che c'è stato prima fosse falso o esagerato. Era la realtà di quel momento. 

 

Il problema più grande è che i sentimenti non bastano. Posso voler bene a una persona, ma se non mi impegno nel curare il nostro rapporto l'amicizia prima o poi finirà. Nessuno aspetta per sempre. Mantenere delle amicizie forti a lungo richiede costante impegno e attenzione. Da tutte e due le parti. Che non significa doversi sentire tutti i giorni. Significa però assicurarsi che l'altro sappia sempre quanto gli vuoi bene. E questo impegno non sempre si è disposti a metterlo. Non sempre si vede dall'altra parte qualcuno per cui valga la pena impegnarsi così tanto. Altre volte invece si smette di vederlo. E allora si molla, ed è anche giusto così. 

Bisogna accettare il cambiamento perché fa parte della vita. Cambio io, cambi tu, può cambiare anche il nostro rapporto. Se ci si rifiuta di accettarlo il rapporto finirà completamente, se invece si comprende e ci si adatta alla nuova realtà non ci saranno arrabbiature e incomprensioni, e ci si potrà continuare a voler bene, in un modo diverso, meno intenso e impegnativo, ma comunque reale.   

Ma anche se finisse, il passato resta. Si condividevano cose che ora non si condividono più. Resta il bel ricordo. 

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Forse mi sono espresso malino, non volevo intendere il fatto che nel momento in cui finisce, allora il passato si cancella.. Volevo dire che come dici tu l'amicizia è un rapporto che deve essere curato, ma se nessuno si preoccupa di farlo da entrambe le parti, allora non era poi così "amicizia".. una piantina ha pur bisogno di crescere no? Nel momento in cui appassisce il ricordo della sua crescita rimane, ma è inevitabilmente "rovinata"

 

E' ovvio che non tutti la pensano come me per questo ho deciso di creare questo topic, scambiare le opinioni è una cosa che aiuta a concretizzare i propri ideali (che frase da poeta oh ahahhaha)

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Forse mi sono espresso malino, non volevo intendere il fatto che nel momento in cui finisce, allora il passato si cancella.. Volevo dire che come dici tu l'amicizia è un rapporto che deve essere curato, ma se nessuno si preoccupa di farlo da entrambe le parti, allora non era poi così "amicizia".. una piantina ha pur bisogno di crescere no? Nel momento in cui appassisce il ricordo della sua crescita rimane, ma è inevitabilmente "rovinata"

 

E' ovvio che non tutti la pensano come me per questo ho deciso di creare questo topic, scambiare le opinioni è una cosa che aiuta a concretizzare i propri ideali (che frase da poeta oh ahahhaha)

questo è verissimo ed alla tua età se un'amicizia è già finita probabilmente è perché non ha mai fatto in tempo a crescere, per mancanza di interesse da una o da ambo le parti.

Quelle a cui mi riferivo io però sono amicizie che ci sono state, hanno fatto il loro tempo, anche lungo, e poi sono finite. Erano vere amicizie? Certo, si sono vissute a pieno, poi la vita ha portato ognuno su una strada diversa e si è persa la capacità di comunicare o comunque quello che si condivideva e che spingeva a restare legati. E' la differenza tra smettere di coltivare e non averlo mai fatto.

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questo è verissimo ed alla tua età se un'amicizia è già finita probabilmente è perché non ha mai fatto in tempo a crescere, per mancanza di interesse da una o da ambo le parti.

Quelle a cui mi riferivo io però sono amicizie che ci sono state, hanno fatto il loro tempo, anche lungo, e poi sono finite. Erano vere amicizie? Certo, si sono vissute a pieno, poi la vita ha portato ognuno su una strada diversa e si è persa la capacità di comunicare o comunque quello che si condivideva e che spingeva a restare legati. E' la differenza tra smettere di coltivare e non averlo mai fatto.

Esatto, vedo che mi hai capito.. Chissà magari pure io farò amicizie di quel tipo che dici tu.. per adesso mi limito a crescere senza farmi troppi problemi hahahha  :rotfl:

Edited by Luca08
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Fai la tua parte.

Dirai: ma chi me la fa fare? E' vero, ma è anche vero che: se non si coltiva niente, non si può raccogliere nulla. Questo vale per tutti i rapporti affettivi: i legami familiari, quelli amicali, quelli passionali. E gli ultimi due hanno un vantaggio notevole: si scelgono.

 

Prima o poi troverai persone che s'incastrano bene con te e che sapranno riconoscere, in te, una persona adatta a stringere amicizia. Durerà? E quanto? Nessuno lo può sapere, nemmeno chi è coinvolto in tale relazione. In effetti, come possono durare a lungo, magari per il resto della vita, possono pure non superare l'arco di qualche mese o anno. Tutte le relazioni umane possono essere soggette a cambiamenti, i motivi sono tanti. E' normale. Conta ciò che ti lasciano, se ti hanno migliorato intellettualmente ed emotivamente, ecc.

 

Ciò che ho imparato dal ''basso'' dei miei 24 anni è che bisognerebbe evitare di idealizzare persone e relazioni (in questo caso l'amicizia). Cerca di avere un visione reale delle persone e un approccio pratico verso tutte le relazioni.

 

Tieni presente anche questo: siamo immersi in un rete sociale molto ampia, molti dei rapporti extra-familiari sono in realtà rapporti di conoscenza - ovvero quelli più congiunturali, elastici e formali. Spesso questi vengono scambiati per amicizia (si idealizzano come tali), ma non lo sono. Eppure hanno un ruolo importantissimo, in quanto rapporti di cordialità, di buon vicinato, di empatia umana, di gentilezza, di scambio di favori, ecc., e non da ultimo perché rappresentano quel ''brodo primordiale'' da cui poter ''selezionare'' le persone potenzialmente amiche o amanti.

 

La risposta alla domanda che hai posto come titolo della discussione è chiaramente molto soggettiva. Ciascuno risponderà - come successo - secondo la propria esperienza; qualcuna è positiva, qualcun'altra meno. E come dice Krad77, più si cresce e più i rapporti amicali divengono difficili (statisticamente confermato), e per certi versi è paradossale: più si cresce e più, tendenzialmente, si affinano le proprie capacità di socializzare, di relazionarsi con i propri simili (poco dopo i 20 anni si raggiunge la maturità celebrale, dopo l'adolescenza si tende ad avere più esperienza, più autostima, più conoscenza-istruzione, più consapevolezza ecc.)...

 

Ma è forse proprio questo processo a renderci più selettivi: coltivare e approfondire le amicizie, come ogni altro tipo di relazione, necessita di tempo. E il tempo - si sa - è limitato. Il nostro ''areale'' di amicizie è quindi piuttosto limitato. Sfumata una, diviene poi difficile stringerne di nuove in età adulta, se non altro perché si riducono alcuni ambienti di aggregazione ''coatta'' (come la scuola o l'università) o perché vi è più competizione (ambiente di lavoro), oppure perché si tende ad essere più formali o ancora perché si aggiungono nuovi rapporti familiari a cui badare (il partner, i figli).

 

Quindi, se si parte già a corto di amici in età adolescenziale e si piacerebbe averne, sarebbe forse utile crearsi parecchie opportunità d'incontro con nuove persone - avendo sempre a mente che gran parte si rileveranno ''solo'' rapporti di conoscenza.

 

PS. Quoto le puntualizzazioni di Bulma.

Edited by Layer
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più si cresce e più, tendenzialmente, si affinano le proprie capacità di socializzare, di relazionarsi con i propri simili (poco dopo i 20 anni si raggiunge la maturità celebrale, dopo l'adolescenza si tende ad avere più esperienza, più autostima, più conoscenza-istruzione, più consapevolezza ecc.)...   /cut/Sfumata una, diviene poi difficile stringerne di nuove in età adulta, se non altro perché si riducono alcuni ambienti di aggregazione ''coatta'' (come la scuola o l'università) o perché vi è più competizione (ambiente di lavoro), oppure perché si tende ad essere più formali o ancora perché si aggiungono nuovi rapporti familiari a cui badare (il partner, i figli).
Tutto giusto. Va aggiunto però che appartenere ad un gruppo, una comitiva di amici è in adolescenza un modo per formare la propria personalità ed identità, scoprirsi e misurarsi al di fuori del contesto famigliare. Una volta finita la fase adolescenziale, beh, semplicemente questa parte che ci spinge verso le amicizie con i coetanei viene a cadere, e di conseguenza, si sente meno il bisogno dei rapporti di amicizia, mentre cresce l'interesse, per molti, a formare una famiglia propria.
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davydenkovic90

perché si tende ad essere più formali

 

tu ti stai avvataggiando già da ora?

 

perché si aggiungono nuovi rapporti familiari a cui badare (il partner, i figli)

 

 

Una volta finita la fase adolescenziale, beh, semplicemente questa parte che ci spinge verso le amicizie con i coetanei viene a cadere, e di conseguenza, si sente meno il bisogno dei rapporti di amicizia, mentre cresce l'interesse, per molti, a formare una famiglia propria.

 

Questa cosa vale sicuramente per gli etero, ma per i gay è un po' diverso, nel senso che c'è comunque molta attenzione anche ai legami al di fuori della coppia, all'associazionismo e alla comunità lgbt in genere. Io sono profondamente contrario al familismo e già minaccio le mie amiche di chiudere i rapporti qualora una di loro mi venisse a dire che si sposa o che aspetta un bambino. Lo percepirei già come un perderle, e anche se non fosse così è decisamente troppo presto per me per fare lo zio gay, figo e intellettuale. Quindi che aspettino ancora qualche anno.

 

Non riesco molto a capire la distinzione che fa qualcuno fra "amici" e "conoscenti". Per me i conoscenti sono i colleghi dell'università o del tennis, o gente che conosco per un dato motivo e che vedo casualmente in un dato contesto (ad es, amici di amici, amici del fidanzato o colleghi, coinquilini... ecc). Se già chiamo uno e lo invito a bere un té e gli confido due o tre cose di me, per me è un amico. Non capisco il dare alla parola amicizia quest'aura di sacralità o connotazione di quasi-esclusività (tipo l'amico del cuore) o di fratellanza e condivisione totale che duri tutta la vita. Sarà che io ho rapporti labili e tendenzialmente superficiali e quindi non l'ho mai provato, sarà che da adolescente non avevo grandi amicizie e da piccolo neanche... ma a me piace definire tutti "amici", anche se non mi fido ciecamente, non li vedo spesso ecc. Ho anche io un'amica trash del liceo che reputo più amica di tante altre persone, forse quasi una sorella, ma solamente perché ne abbiamo passate davvero tante insieme e perché ha una villa con piscina nella quale, ogni estate, mi tuffo completamente ubriaco e completamente vestito, per dire. :D Però non trovo necessario fare distinzione fra i due termini.

Edited by davydenkovic90
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Tutto giusto. Va aggiunto però che appartenere ad un gruppo, una comitiva di amici è in adolescenza un modo per formare la propria personalità ed identità, scoprirsi e misurarsi al di fuori del contesto famigliare. Una volta finita la fase adolescenziale, beh, semplicemente questa parte che ci spinge verso le amicizie con i coetanei viene a cadere, e di conseguenza, si sente meno il bisogno dei rapporti di amicizia, mentre cresce l'interesse, per molti, a formare una famiglia propria.

 

Sì, anche per questo penso si divenga più ''selettivi''.

 

Comunque, non è da sottovalutare che la formazione di una nuova famiglia contribuisce anche a creare nuovi potenziali rapporti di amicizia, poiché crea sicuramente nuovi rapporti di conoscenza. Diciamo che ti ''immette'' in un nuovo giro. Ad es., mia madre aveva trovato valide amiche dopo la mia nascita (ultimo di 3 figli)... erano le mamme dei miei amici di scuola.

 

Non riesco molto a capire la distinzione che fa qualcuno fra "amici" e "conoscenti". Per me i conoscenti sono i colleghi dell'università o del tennis, o gente che conosco per un dato motivo e che vedo casualmente in un dato contesto (ad es, amici di amici, amici del fidanzato o colleghi, coinquilini... ecc). Se già chiamo uno e lo invito a bere un té e gli confido due o tre cose di me, per me è un amico. Non capisco il dare alla parola amicizia quest'aura di sacralità o connotazione di quasi-esclusività (tipo l'amico del cuore) o di fratellanza e condivisione totale che duri tutta la vita. Sarà che io ho rapporti labili e tendenzialmente superficiali e quindi non l'ho mai provato, sarà che da adolescente non avevo grandi amicizie e da piccolo neanche... ma a me piace definire tutti "amici", anche se non mi fido ciecamente, non li vedo spesso ecc.

 

Chiaro che dipenda dal significato dato alla parola ''amicizia''. Ma se con questo termine definiamo (in linea con un dizionario qualunque) una relazione di ''reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine ecc.'', la persona che saluti e con cui scambi due parole alla macchina del caffè non è proprio un amico. E' un conoscente, con cui magari ci può essere una certa confidenza tra l'altro (la conoscenza esclude l'affettività - a parte la naturale empatia umana - non la confidenzialità).

 

Per me, non ti sei fermato abbastanza a riflettere sui tuoi rapporti (non è che sia obbligatorio, né farlo nel modo in cui intendo io, s'intende), cadendo nell'errore - di cui parlavo prima - di confondere amicizie e rapporti di conoscenza, amicizie che non necessariamente debbono essere intese come ''fraterne'', ''romantiche'', ecc. E in ogni caso, lo ''senti'' quando una persona è amica e non solo una semplice conoscente, tant'è che - verso la fine - scrivi di avere un amica ''speciale'', ''quasi una sorella''... beh, direi - da esterno - che quella è davvero un'amica e non una conoscente.

 

(Piccolo appunto: non sono molto d'accordo nell'assimilare la figura di un amico con quella di un fratello o di una sorella. Preferisco lasciare i due ruoli distinti, se non altro perché - nella mia esperienza almeno - non troverei nessun parallelismo tra come si comportano i miei amici e come io mi comporto con loro, e come si comportano i miei fratelli e come io mi comporto con loro.

 

Di solito, si dice che tal amico ''è come un fratello'' per sottolineare che gli si vuole davvero bene, però imho implica anche - senza accorgersene a volte - una sorta di ''gerarchia'' dei rapporti affettivi, dove in cima - anche solo idealmente - c'è la famiglia. Io rigetto questo tipo di ''gerarchia'' e preferisco mantenere tutti i rapporti affettivi su uno stesso piano - pur nella loro diversità.)

Edited by Layer
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davydenkovic90
Per me non ti sei fermato abbastanza a riflettere sui tuoi rapporti (non è che sia obbligatorio, né farlo nel modo in cui intendo io, s'intende), cadendo nell'errore - di cui parlavo prima - di confondere amicizie e rapporti di conoscenza, amicizie che non necessariamente debbono essere intese come ''fraterne'', ''romantiche'', ecc. E in ogni caso, lo ''senti'' quando una persona è amica e non solo una semplice conoscente, tant'è che - verso la fine - scrivi di avere un amica ''speciale'', ''quasi una sorella''... beh, direi - da esterno - che quella è davvero un amica e non una conoscente.  

Io rifletto molto sui rapporti, e proprio per questo non reputo necessario tutto questo teorizzare, che forse può risultare anche un po' antipatico, visto che stiamo parlando di rapporti umani e di persone e non di definizioni di geometria algebrica ed equazioni. I rapporti uno li vive, e questa è la cosa importante. Che poi uno li chiami amicizia, conoscenza, scopamicizia, amore, botta e via, cucciolotto o paperino, non cambia molto.

Tutte le mie amicizie rispettano la definizione che hai dato tu. Mai detto che uno che incontri alla macchinetta del caffè sia un amico, ho parlato di invitare a bere un té, avrei potuto dire a cena o a vedere un film (ogni riferimento è casuale). Ma comunque, ripeto, la teoria e le definizioni che significato possono avere? Me ne sfugge l'utilità pratica.

Quell'amica di cui parlo la reputo "particolare" perché ne abbiamo passate tante insieme, ma non è certo più importante di altre persone e non è un rapporto nel quale credo o investo di più rispetto ad altri o che mi stimola più di altri. (A dire il vero ci vediamo giusto un paio di volte all'anno). "Sorella" lo dico perché non avendo né fratelli né sorelle posso considerare lei la cosa più vicina: ci conosciamo da 15 anni, a scuola le facevo da fratello maggiore aiutandola tantissimo e il nostro rapporto si è mantenuto costante nel tempo pur vedendoci pochissimo. E poi lo dico per quella storia della piscina e spero un giorno di ereditare qualcosa xD

Edited by davydenkovic90
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Filosofeggiare, per così dire, sulle relazioni è un (mio) divertimento per molti versi. :) Anche se ha un risvolto pratico (e da qui quello che dicevo prima, la necessità di avere una visione pratica della relazioni): non confondere rapporti di conoscenza per amicizie, con tutti i malumori e le spiacevoli sorprese che possono seguire quando tale illusione va a cadere, prima o poi. (Sulle amicizie è naturale investire importanti dosi di affettività, ed è normale sentirsi ''male'' per la fine di tali relazioni.)

 

E poi, più semplicemente, per ''capire e comprendere il mondo'', sociale in questo caso, in cui siamo ''immersi''.

 

D'altra parte, sarebbe un ''filosofeggiare'' sterile se non ci si facesse prendendo spunto dalla realtà e non si utilizzasse il risultato nella realtà. Quindi, non si sfugge dal ''vivere'' i rapporti umani, che è cosa essenziale e più importante di tutte (altrimenti che stiamo a fare?). Su questo siamo d'accordo.

 

Ti comprerò un piscina gonfiale 168 x 46 cm.

Edited by Layer
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davydenkovic90

 

 

Filosofeggiare, per così dire, sulle relazioni è un (mio) divertimento per molti versi. :) Anche se ha un risvolto pratico (e da qui quello che dicevo prima, la necessità di avere una visione pratica della relazioni): non confondere rapporti di conoscenza per amicizie, con tutti i malumori e le spiacevoli sorprese che possono seguire quando tale illusione va a cadere, prima o poi. (Sulle amicizie è naturale investire importanti dosi di affettività, ed è normale sentirsi ''male'' per la fine di tali relazioni.)

Questo può valere per te, dare meno importanza a un rapporto di conoscenza per proteggerti da un esito negativo e da emozioni negative. E' una buona tattica, può servire anche in amore, ad esempio. Illudersi e poi soffrire non è certo il più desiderabile degli scenari. Su questo forum si leggono centinaia di storie di crisi esistenziali scaturite da un'uscita da frocial andata male o dopo pochi giorni di frequentazione cui ha fatto seguito un "nulla di fatto". Un altro esempio sono le "amicizie" di scuola o università. Quelli che fanno gli amiconi per tutta la durata del corso e poi, dato l'esame, arrivederci e grazie, se quando si incrociano si fanno qualche smorfietta è già tanto. 

Una volta postulata la libertà di qualsiasi rapporto, penso che a me non sia necessaria nessun'altra definizione ammosciante o teorema... ne ho già troppi, grazie. Sono pronto a qualsiasi conclusione di qualsiasi rapporto, anche quello tra Carmen Russo ed Enzo Paolo.

Se però a te tornano comode queste analisi così precise, sociologiche e filosofiche, e addirittura ti divertono e interessano, va benissimo.

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Bisognerebbe aprire topic diversi in base all'età delle persone che risponderanno :)

quotone!

a 15 anni definisci amici il branco di compagni di bisbocce,

a 20 il gruppetto di compagni di corso all'uni,

a 30 i colleghi d'ufficio con cui c'è più empatia mentale/caratteriale

 

Poi ci pososno essere quelli che restano costantemente nella tua vita in tutti questi passaggi.

E sono pochi/pochissimi

E dovrebbero essere gli unici a fregiarsi di questo titolo!

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Comunque, se i numeri di amici sono ristretti, sarebbe più importante avere amicizie gay che di altro orientamento. Non avendone avuto (se ne escludo una) rimane un grosso deficit da confronto/condivisione sotto un punto di vista comune

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