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La Corte Costituzionale boccia il ricorso contro le unioni civili


Sampei

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In febbraio una quarantina di senatori, fra cui  Carlo Giovanardi, Gaetano Quagliariello, Luigi Compagna, Andrea Augello, Mario Mauro avevano depositato presso la Corte Costituzionale un ricorso inerente la legge sulle Unioni Civili ed in particolare il suo iter di approvazione. Ieri è stata finalmente depositata in cancelleria per la pubblicazione l'ordinanza di inammissibilità con cui la Corte Costituzionale sancisce la mancanza di presupposti per procedere a un giudizio di merito, respingendo definitivamente il ricorso per ragioni processuali.

 

I ricorrenti avevano criticato il ruolo del presidente del Senato Piero Grasso perché l’iter del ddl Cirinnà, secondo loro, avrebbe violato l’articolo 72 della Costituzione che prevede, appunto, che un disegno di legge sia esaminato prima in commissione e poi in Aula.

 

Il vizio di forma su cui i detrattori della legge avevano cercato di far leva per sollecitare l'intervento della Corte Costituzionale riguardava dunque un cambiamento di prassi regolamentari meramente interne alle Camere, la cui osservanza o inosservanza è però priva di rilevanza costituzionale.

 

Così argomenta il Collegio:

"[...] le vicende e i rapporti attinenti alla disciplina del procedimento legislativo «ineriscono alle funzioni primarie delle Camere» (sentenza n. 120 del 2014) e sono, per ciò stesso, coperte dall’autonomia che a queste compete e che si estrinseca non solo nella determinazione di cosa approvare, ma anche nella determinazione di quando approvare;

che, dunque, il presente conflitto, nei termini in cui è stato articolato, «non attinge al livello del conflitto tra poteri dello Stato, la cui risoluzione spetta alla Corte costituzionale» (ordinanze n. 366 del 2008 e n. 90 del 1996), inerendo le argomentazioni addotte nel ricorso esclusivamente alla lesione di norme del Regolamento del Senato e della prassi parlamentare, senza che sia validamente dimostrata l’idoneità di queste ultime a integrare i parametri costituzionali invocati;

che le eventuali violazioni di mere norme regolamentari e della prassi parlamentare lamentate dai ricorrenti debbono trovare all’interno delle stesse Camere gli strumenti intesi a garantire il corretto svolgimento dei lavori, nonché il rispetto del diritto parlamentare, dei diritti delle minoranze e dei singoli componenti (sentenza n. 379 del 1996) [...]".

 

fonte: http://www.gaynews.it/index.php/notizie/primo-piano/item/483-la-corte-cotituzionale-boccia-il-ricorso-sulle-unioni-civili

 

il testo completo del provvedimento lo si trova qui (Ordinanza n. 149/2016): http://www.cortecostituzionale.it/actionPronuncia.do

Edited by Sampei
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Ok. Quindi si erano attaccati al vizio di forma...non ce n'era un altro che invece entrava proprio nel merito della Cirinnà? O era una raccolta firme per il referendum abrogativo? Scusate ma non sono un giurista e mi sono un po' perso sulle controiniziative ( :fuckyou: )

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Ok. Quindi si erano attaccati al vizio di forma...non ce n'era un altro che invece entrava proprio nel merito della Cirinnà? O era una raccolta firme per il referendum abrogativo? Scusate ma non sono un giurista e mi sono un po' perso sulle controiniziative ( :fuckyou: )

 

È una questione un po' complicata. In pratica loro sostenevano che Grasso era andato oltre i limiti posti all'esercizio dei suoi poteri nel corso del procedimento legislativo per l'approvazione della cirinnà. Ma...ho semplificato molto. Comunque no, non ci stavano censure nel merito.

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Comunque no, non ci stavano censure nel merito.

 

Anche se il merito era l'obbiettivo sottinteso, altrimenti non si sarebbero dati tanta pena in così pochi.....

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Anche se il merito era l'obbiettivo sottinteso, altrimenti non si sarebbero dati tanta pena in così pochi.....

 

beh se fosse passata la questione il rischio era che fosse travolto anche il merito. Ma era una cosa davvero molto strampalata. 

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