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Amicizia: per voi, maggior sintonia con il proprio sesso o viceversa?


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Ecco la mia personalissima esperienza...è la mia: ognuno ha la sua!!

 

Io ho legami di amicizie profondi con etero (maschi e femmine), gay e lesbiche!

 

Per natura sono un chiacchierone e di gran compagnia. In generale intrattengo ed intavolo discorsi di varia natura con tutti. 

 

Ho buoni amici etero maschi.Tuttora ci esco. Mi trovo a mio agio e loro con me! .... Recentemente ho organizzato una serata di addio al celibato ad un mio amico.

 

A dispetto che quello che può sembrare a volte ho ed ho avuto problemi esponenti con la nostra categoria...nulla è scontato e prevedibile!!!

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  • Hinzelmann

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  • giovanni3857

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  • Tyrael

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Io ho fatto un po' e un po', negli anni passati ho avuto più amiche donne, mentre negli ultimi anni ho aggiunto un po' di amici maschi. E ho notato che quando sei in confidenza con una persona non importa il suo sesso naturalmente.

Consiglierei cmq a tutti di non essere settoriali e non fissarsi su un solo sesso per le amicizie, poiché si impara molto a capire il mondo se si valutano entrambi i punti di vista (maschio e femmina intendo). Quando parlo dello stesso "tema" con un amico e un'amica, arrivo alla stessa conclusione ma magari con percorsi diversi. 

Poi beh, cmq ammetto che al primo impatto vado più d'accordo con le ragazze. 

Comunque alla fine gli amici non li scelgo in base al sesso, ma in base all'affinità mentale, come tutti credo, se sono affine sia a maschi che femmine, ben venga, traggo il meglio da entrambi i sessi :-p

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Hinzelmann

Mi sembra evidente che questa discussione ha un senso solo su due presupposti

 

1) sono dichiarato ho fatto CO

2) si vede o faccio vedere che sono gay ( nei miei interessi, aspetto, modo di

    fare- essere-vestire etc )

 

Premesso 1) o 2) trattasi di vedere le reazioni degli eterosessuali maschi e/o delle

eterosessuali femmine

 

 

 

Sono un gay fragile, soprattutto amicizie femminili stile Will & Grace

 

Hai scritto più volte che l'ambiente maschile in cui sei cresciuto non era particolarmente

friendly, sarai anche fragile ma le pietre in testa non fanno bene a nessuno

 

 

 

Non ho avuto modo di frequentare stabilmente persone omosessuali, non interessandomi all'attivismo LGTB né agli ambienti di ritrovo quali discoteche, circoli, ecc

 

Infine -last but no least- SE il prezzo per avere amici maschi etero è la rinuncia alla amicizia

con maschi gay, l'allontanamento dagli ambienti gay, il tenersene a prudente distanza per non

assurmene stilemi, modi di fare, interessi fino al punto di sopprimere l'interesse o il desiderio

di farlo

 

Chiedetevi anche quale prezzo avete pagato a questa presunta "universalità" dell'amicizia

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[...]

 

Dici, Hinzelmann? Eppure le mie amicizie non sono la conseguenza di determinate scelte coscienti - come ad es. non andare all'Arcigay o in una discoteca primariamente per omosessuali -, semplicemente sono i rapporti che son nati da sé frequentando gli ambienti comuni (scuola, università, palestra, ecc.).
 
Che poi le mie migliori amicizie siano etero è più un caso, dato dalla semplice probabilità di conoscere persone etero - la maggioranza - che non di altro orientamento in determinati ambiti comuni, quelli sopradetti. Mentre sul perché siano primariamente amicizie maschili, beh, l'ho ipotizzato in vari punti del mio intervento, ma non è la 'ratio' di questo topic.
 
Non penso di aver rinunciato ad avere amici maschi omosessuali, né di avere amiche donne (etero od omosessuali): semplicemente, non è successo (ancora?).
 
Sul fatto che non apprezzo un certo tipo di associazionismo molto connotato ideologicamente (come LGTB, fra gli altri) o gli ambienti quali discoteche, circoli e simili (anche quelli ''multi-sessuali'') ci sarebbe da scrivere molto, ma non penso inficia il mio interesse o desiderio di poter intrattenere rapporti amicali con omosessuali. Altrimenti non sarei qui a scriverti...
 
Cosa vuol dire assumere sistemi, modi di fare e interessi ''omosessuali''?

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giovanni3857

Io ho fatto un po' e un po', negli anni passati ho avuto più amiche donne, mentre negli ultimi anni ho aggiunto un po' di amici maschi. E ho notato che quando sei in confidenza con una persona non importa il suo sesso naturalmente.

Consiglierei cmq a tutti di non essere settoriali e non fissarsi su un solo sesso per le amicizie, poiché si impara molto a capire il mondo se si valutano entrambi i punti di vista (maschio e femmina intendo). Quando parlo dello stesso "tema" con un amico e un'amica, arrivo alla stessa conclusione ma magari con percorsi diversi.

Poi beh, cmq ammetto che al primo impatto vado più d'accordo con le ragazze.

Comunque alla fine gli amici non li scelgo in base al sesso, ma in base all'affinità mentale, come tutti credo, se sono affine sia a maschi che femmine, ben venga, traggo il meglio da entrambi i sessi :-p

Qua non è scegliere amici di un sesso o dell'altro , gli amici non si scelgono ...l'amicizia si crea spontaneamente. ..chiaramente poi determinati fattori personali potrebbero incidere ...ma la cosa è comunque casuale.Io ho tra mie amiche due bisessuali ma ci sentiamo tramite fb vista la distanza geografica.

Io volevo essere amico della ragazza del mio amico ma lei si è fatta film mentali sbagliati tra me e lui .

Io non precludo nulla con il sesso opposto ma tutto dipende da chi si conosce ed è una lotteria in questo senso

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Leggendo la risposta che hai dato in ''Sentirsi vuoti'' forse ho capito cosa tu intenda, Hinzelmann.

Non capisco perché l'isolamento dalle 'amicizie etero' debba essere collegato necessariamente all'accettazione del proprio orientamento sessuale (se non sto travisando).

 

Io, come altri qui che sono intervenuti, posso essere un esempio probante che la dinamica può andare diversamente.

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Hinzelmann

 

 

Eppure le mie amicizie non sono la conseguenza di determinate scelte coscienti

 

Certamente si possono creare amicizie che nascono dalla casuale frequentazione

di scuola o luoghi di lavoro, per carità.

 

E certamente - se gli ambienti non sono omofobi perchè questa è una precondizione

necessaria - si può essere aperti circa la propria omosessualità e quindi esserlo in modo

trasparente

 

Dubito però che non vi sia alle spalle una serie di decisioni coscienti, solo che tu avverti

una decisione cosciente di frequentare un ambiente gay come una potenziale forzatura

mentre quella di frequentare una palestra friendly, come una casuale coincidenza

 

Quanto al fatto di conoscere maschi una palestra, per dire, potrà sembrarti altrettanto casuale

 

Insomma il tuo è un problema di "percezione" o meglio di "dispercezione"

Le cose che ti vengono più facili non ti sembrano "decise"

 

 

 

necessariamente

 

Mai detto

 

Ho detto che può capitare...come può capitare che a @Schopy tirassero le pietre in testa

perchè era gay ( in quel caso è pure consigliabile tagliare i ponti )

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[...]

 

Dubito però che non vi sia alle spalle una serie di decisioni coscienti, solo che tu avverti

una decisione cosciente di frequentare un ambiente gay come una potenziale forzatura

mentre quella di frequentare una palestra friendly, come una casuale coincidenza

 

Quanto al fatto di conoscere maschi una palestra, per dire, potrà sembrarti altrettanto casuale

 

Insomma il tuo è un problema di "percezione" o meglio di "dispercezione"

Le cose che ti vengono più facili non ti sembrano "decise"

 

Frequentare una scuola è un obbligo, non una scelta cosciente. L'università e andare in palestra lo sono, ma non scelgo le persone con cui fare amicizia. O meglio, le sceglierò sicuramente, ma non lo faccio - scientemente - sulla base dell'orientamente sessuale (che comunque non può essere spesso riconosciuto ''a vista'') e nemmeno tenendo conto del sesso biologico (per quanto poi i fatti mi dicano che fino ad ora ho sostanzialmente amicizie maschili, è qualcosa di oggettivo).

 

Allo stesso modo, è certo una scelta cosciente non andare all'Arcigay o a una discoteca per gay. Ma non dipende dal fatto di avere amicizie etero... o forse, sì, perché magari degli amici gay che frequentano già quei posti mi potrebbero invitare/portare con loro. Eppure il problema di base rimane: non mi interessa l'associazionismo di quel genere (sono più un tipo di robe come ''Retake Roma'' e simili - già cose tipo Legambiente sono per me troppo ideologiche ad es.) e non mi piacciono le discoteche (gay o meno che siano). :D

 

La palestra non è stata scelta sulla base dell'essere ''gay-friendly'' o meno. E' un termine che ho letto solo sui forum gay-lesbo-bisex, sincemente, là fuori nessuno tiene conto di questa discriminante. Penso sia qualcosa che venga pubblicizzato dalle grosse palestra, non di provincia. Al massimo lo posso suppore dopo: la mia palestra è frequentata per lo più da universitari, so - per vie indiritte - che alcuni istruttori sono omosessuali dichiarati. Ma questo lo sa anche un mio conoscente - conservatore, omofobo, sostenitore delle Sentinelle in Piedi - che ha avuto uno di questi istruttori (di cui sapeva l'orientamento sessuale) e non si è posto il problema se la palestra fosse ''gay-friendly'' o meno. Ci veniva per lo stesso mio motivo: è vicino casa. :sisi:

 

Non so, il tuo ragionamento potrebbe filare se avessi omofobia interiorizzata, che mi spingerebbe a confermare una mia presunta eterosessualità (o reprimere la mia omosessualità) cercando amicizie etero. Ma mi ritengo sostanzialmente a posto con me stesso riguardo il mio orientamento sessuale, né trovo nelle amicizie con maschi un modo per aumentare, chessò, la mia virilità o cose simili. Poi, magari, ti avrò dato un'altra idea, leggendomi.

 

Sull'ultima domanda del precedente post hai sorvolato, sono davvero curioso di avere una tua risposta, se possibile.

 

 

Mai detto

 

Ho detto che può capitare...come può capitare che a @Schopy tirassero le pietre in testa

perchè era gay ( in quel caso è pure consigliabile tagliare i ponti )

 

Ho allora assolutizzato qualcosa che non lo era. Pardon.

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Hinzelmann

 

 

Non so, il tuo ragionamento potrebbe filare se avessi omofobia interiorizzata, che mi spingerebbe a confermare una mia presunta eterosessualità (o reprimere la mia omosessualità) cercando amicizie etero. Ma mi ritengo sostanzialmente a posto con me stesso riguardo il mio orientamento sessuale, né trovo nelle amicizie con maschi un modo per aumentare, chessò, la mia virilità o cose simili. Poi, magari, ti avrò dato un'altra idea, leggendomi.

 

Non è certo l'omofobia interiorizzata - in senso stretto - l'unico problema esistente al mondo

per un gay

 

Certamente coltivi una autorappresentazione di te stesso, passiva, come persona a cui le

cose capitano, piuttosto che quella di un soggetto consapevole e convinto delle scelte che fa

ovviamente possono farsi scelte sbagliate e possono capitare cose buone, ma è anche vero

l'inverso, possono capitare cose cattive e si possono fare scelte giuste.

 

Il problema di un deficit di soggettività fra gay, non è inquadrabile solo attraverso le categorie

ristrette del CO o della vita sociale gay, o della militanza LGBT, perchè ragazzi o giovani gay che

hanno il tuo stesso atteggiamento nei confronti della vita, si trovano anche nelle associazioni, nelle

discoteche ( gay o meno ) e nelle palestre ( gay o meno )

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D'accordo, prendiamo idealmente per buono questo deficit di soggettività che mi caratterizzerebbe, assieme ad altri.

Tu, almeno in questo caso, lo leghi a una specifica condizione: l'orientamento sessuale. E suppongo possa considerarsi, in modo generico, come conseguenza della società eteronormativa.

 

Ebbene, mi sovviene questa obiezione: e se invece questo deficit di soggettività fosse collegabile con qualcos'altro della propria personalità? Ad esempio, una personalità con tendenza introversa, che dia l'impressione - all'esterno - di un deficit di soggettività?

 

In quest'ottica, la cosa sarebbe più generalizzabile e trascenderebbe i limiti dell'orientamento sessuale.

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Hinzelmann

 

 

Ebbene, mi sovviene questa obiezione: e se invece questo deficit di soggettività fosse collegabile con qualcos'altro della propria personalità? Ad esempio, una personalità con tendenza introversa, che dia l'impressione - all'esterno - di un deficit di soggettività?

 

Non ti conosco e quindi le mie affermazioni vanno intese come "generali"

prendo solo spunto per considerazioni di ordine sociologico

 

Non è possibile separare l'orientamento sessuale dalla personalità, sono

coessenziali l'uno all'altro ( la controprova che il carattere e la personalità

di Hinzelmann sarebbe stata la stessa se etero, non è data )

 

Certo vivere in una società dove l'omosessuale è incoraggiato a non manifestare

troppo la sua omosessualità, non favorisce neanche l'estroversione della persona

omosessuale in generale, anzi semmai è favorita l'introversione nell'omosessuale

e l'estroversione nell'eterosessuale.

 

Tuttavia è chiaro che Hinzelmann può avere altre caratteristiche, non è irrilevante

ad esempio essere uno "strafigo" o un "cesso"  anche e soprattutto in un  contesto

gay in cui il corpo e l'immagine costituiscono un dato rilevantissimo anzi semmai si

potrebbe criticare la tendenza gay a puntare troppo e solo su questi aspetti.

 

Se la valorizzazione del corpo e della propria immagine ed un certo edonismo ludico

possono essere un valido modo per "estrovertirsi" potrebbero poi non essere sufficienti

a farmi acquisire una soggettività forte ( anche perchè il tutto si gioca sul piacere e sul

piacersi, piuttosto che sul decidere...)

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Infine -last but no least- SE il prezzo per avere amici maschi etero è la rinuncia alla amicizia

con maschi gay, l'allontanamento dagli ambienti gay, il tenersene a prudente distanza per non

assurmene stilemi, modi di fare, interessi fino al punto di sopprimere l'interesse o il desiderio

di farlo

 

Chiedetevi anche quale prezzo avete pagato a questa presunta "universalità" dell'amicizia

 

Pietre in testa mi pare un po' eccessivo...anche se ora che ci penso qualche lancio di ghiaia c'è stato :D

 

Mi fa un po' sorridere pensare all'ambiente delle elementari-medie-oratorio come ad ambiente "non particolarmente gay-friendly"...la parola gay l'ho imparata dai film, qui da noi si usa recion, cueaton...io non odio la mia gente, è che ho sempre avuto difficoltà di interazione perché sono mediamente più colto. Comunque non ho mai sentito un discorso dagli adulti, fossero anche gli insegnanti, che non trattasse l'omosessualità come un tabù fino agli ultimi anni del liceo.

 

Credo sia significativo anche quello che dici a proposito dell'amicizia "universale"...ma si sa, spesso si desidera un po' di inclusione, di appartenenza ad un gruppo che goda già di visibilità...e per farlo magari si mette da parte qualcosa di proprio, di più intimo. Poi la situazione ti sfugge di mano, nascondi più di quello che mostri di te e la cosa si fa così triste che non sei più davvero amico di nessuno. 

Edited by schopy
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Non è possibile separare l'orientamento sessuale dalla personalità, sono

coessenziali l'uno all'altro ( la controprova che il carattere e la personalità

di Hinzelmann sarebbe stata la stessa se etero, non è data )

 

Certo vivere in una società dove l'omosessuale è incoraggiato a non manifestare

troppo la sua omosessualità, non favorisce neanche l'estroversione della persona

omosessuale in generale, anzi semmai è favorita l'introversione nell'omosessuale

e l'estroversione nell'eterosessuale.

 

Sono d'accordo sul fatto che l'orientamento sessuale sia integrante della personalità, ma lo stesso vale per altre variabili. L'individualità che ne scaturisce, quel mix che ci rende soggetti unici, è dato dall'insieme di esse, penso, e non dal solo orientamento sessuale.

 

In ogni caso parli della tendenza introverso come qualcosa di negativo - ossia che necessita essere superata in favore di una estroversa. Non la ritengo tale, e nemmeno la psicologia moderna mi pare stia su questa lunghezza d'onda (anzi, si batte per dare dignità agli 'introversi' in una società che spinge e porta come modello vincente l'estroversione - etero o gay che siano poi le persone). E dico ciò perché mi pare di comprendere ciò, in tale passaggio...

 

 

Se la valorizzazione del corpo e della propria immagine ed un certo edonismo ludico

possono essere un valido modo per "estrovertirsi" potrebbero poi non essere sufficienti

a farmi acquisire una soggettività forte

 

Come se l'estroversione sia un elemento fondamentale per superare quel deficit di soggettività di cui si parlava.

 

E' certamente possibile - e condivisibile, a mio modesto avviso - pensare che la difficoltà di condividere pensieri sul sesso, la sessualità e le relazioni passionali con altre persone possa generare in un individuo non etero una sorta di pudicizia o fastidio nel confidarsi su queste tematiche (rispetto allo standard comune). Ma penso sia superabile - nella misura in cui lo permette poi il resto della personalità, cioè senza che il risultato sia uguale per tutti, s'intende - proprio con la buona riuscita del coming out, e ancor più con uno stile di vita pubblicamente da dichiarato.

 

Credo sia significativo anche quello che dici a proposito dell'amicizia "universale"...ma si sa, spesso si desidera un po' di inclusione, di appartenenza ad un gruppo che goda già di visibilità...e per farlo magari si mette da parte qualcosa di proprio, di più intimo. Poi la situazione ti sfugge di mano, nascondi più di quello che mostri di te e la cosa si fa così triste che non sei più davvero amico di nessuno. 

 

E proprio per questo che a un certo punto si vuole fare coming out con i propri amici (e familiari), no?

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Hinzelmann

Certamente la spinta - eteronormativa - a sopprimere l'espressione

dell'omosessualità, a farne una caratteristica privata e non sociale e

quindi ad indurre nell'omosessuale una tendenza più introvertita è

negativa, di stampo censorio

 

Non sono io a ritenere l'introversione una connotazione negativa, sono gli

etero a farlo nel momento in cui spingono i gay all'introversione e gli etero

all'estroversione, dimostrando nei fatti che esiste una gerarchia fra persone

diverse e diverse caratteristiche caratteriali

 

Altrettanto vero è che l'identità gay, che si è venuta a formare per

contrastare questo dictat, punta molto sull'estroversione, la socializzazione

il divertimento e la realizzazione sul piano affettivo e sessuale etc

 

D'altronde siamo una minoranza sessuale, non una minoranza religiosa o

etnica.

 

L'alternativa sarebbe affiancare ad uno stile di vita gay, una cultura gay

di sostegno

 

 

 

...ma si sa, spesso si desidera un po' di inclusione

 

E' ciò che desidera ogni adolescente, far parte del gruppo

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Discussione alla quale mi è difficile apportare un contributo rilevante, dal momento che il mio vissuto è povero di amicizie.

Pensavo di recente a come in effetti nei rapporti umani con le ragazze si incappi molto spesso nel "muro della vagina". Ovvero: scusa tanto, ma non hai una vagina, quindi non possiamo entrare in confidenza. Mi chiedo ancora a cosa sia dovuto.

Di certo un freno è rappresentato dal forte egocentrismo in cui si può incappare: un paio di volte mi è capitato di avere la netta sensazione di essere snobbato da certe ragazze che evidentemente interpretavano la mia cordialità come un modo di corteggiare (?), e per questo sentivano il bisogno di allontanarmi. Atteggiamenti abbastanza raccapriccianti che di certo sortiscono l'effetto desiderato.

D'altra parte ho sempre trovato i ragazzi statisticamente più aggressivi e competitivi nel modo di vivere le amicizie, cosa che non apprezzo affatto.

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Certamente la spinta - eteronormativa - a sopprimere l'espressione

dell'omosessualità, a farne una caratteristica privata e non sociale e

quindi ad indurre nell'omosessuale una tendenza più introvertita è

negativa, di stampo censorio

 

Io parlavo in modo più specifico riguardo alle tematiche della sessualità. Difficilmente una persona omosessuale con tendenza estroversa diventerebbe globalmente introverso per la repressione (oggi spesso temporanea) di una sola componente (per quanto importante).

 

Inoltre c'è da evidenziare che l'essere introversi o estroversi, nelle varie sfumature, è un qualcosa che è anche predeterminato geneticamente e una tendenza di un verso o dell'altro ha effetti diversi nel cervello, biochimicamente parlando. Quindi non basta la sola pressione ambientale.

 

Non sono io a ritenere l'introversione una connotazione negativa, sono gli

etero a farlo nel momento in cui spingono i gay all'introversione e gli etero

all'estroversione,

 

Ripeto, non è che sia una cosa automatica. Oltretutto, non tutte le società-culture - come quella occidentale moderna - enfatizzano i tratti estroversi (indipendentemente dalla condizione sociale delle persone LGTB, non sempre represse).

E, in ogni caso, esistono anche gli etero introversi.

 

 

Altrettanto vero è che l'identità gay, che si è venuta a formare per

contrastare questo dictat, punta molto sull'estroversione, la socializzazione

il divertimento e la realizzazione sul piano affettivo e sessuale etc

 

No, per me non è una reazione. E' semplicemente la riproposizione - anche nell'ambito dei movimenti di liberazione LGTB - degli stessi schiemi che dominano nella società occidentale moderna, al di là dell'essere eteronormativa (come dicevo, più su, a proposito di altre culture).

 

(E non di rado molti attivisti hanno tendenze estroverse.)

 

L'alternativa sarebbe affiancare ad uno stile di vita gay, una cultura gay

di sostegno

 

Su questo ci sarà da discutere in un topic apposito, ché siam già molto OT.

 

Mi chiedo ancora a cosa sia dovuto.

 

Un'ipotesi già l'avevo avanzata: educazione di genere.

 

Sul fatto della competitività: oltre ad essere un modello culturale di oggi (vedasi, in ambito economico, l'esaltazione del concetto, che poi diventa anche metafora sociale), per le persone più introverse - come tu, wwspr, mi appari - è sempre più facile stringere amicizie con persone caratterialmente simili. E di maschi introversi ce ne sono altrettanti, il problema è - come per tutti i rapporti - trovarli...

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Hinzelmann

 

 

No, per me non è una reazione. E' semplicemente la riproposizione - anche nell'ambito dei movimenti di liberazione LGTB - degli stessi schiemi che dominano nella società occidentale moderna, al di là dell'essere eteronormativa (come dicevo, più su, a proposito di altre culture).

 

Te la canti e te la suoni...

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Un'ipotesi già l'avevo avanzata: educazione di genere.

 

Sul fatto della competitività: oltre ad essere un modello culturale di oggi (vedasi, in ambito economico, l'esaltazione del concetto, che poi diventa anche metafora sociale), per le persone più introverse - come tu, wwspr, mi appari - è sempre più facile stringere amicizie con persone caratterialmente simili. E di maschi introversi ce ne sono altrettanti, il problema è - come per tutti i rapporti - trovarli...

Non ho letto tutta la discussione. L'educazione di genere che tiri in ballo mi sembra una risposta plausibile. Infatti spesso le uniche ragazze che si lasciano avvicinare sono proprio quelle meno rigidamente ancorate all'espressione di genere tipicamente considerata femminile.

Per quanto riguarda i ragazzi mi sono espresso in termini di abbondanza statistica, è chiaro.

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@wwspr: sì, non volevo invero affrontare la cosa in questo topic, era solo un'ipotesi avanzata lì, sul perché non io trovi rapporti d'amicizia proficui, nella mia esperienza, con il sesso femminile.

 

@Hinzelmann: le premesse del mio ragionamento non sono poste da me, hanno riscontro nella ricerca neurologica, psicologica e sociologica, mi pare. Penso, inoltre, che riportare tutto alla spinta eteronormativa della società e la repressione che ne consegue - senza tener conto di molte altre variabili che agiscono su tutti noi, dalla biologia ai molti tratti culturali specifici della società occidentale moderna - porti a semplificare o mettere da parte varie dinamiche capaci invece di rendere giustizia alla complessità del reale.

 

Comprendo che taluni discorsi e argomentazione siano stati funzionali per sostenere la ''emancipazione'' delle persone LGTB, così come possano essere utili per costruirsi un'identità e, forse, ciò che tu chiami una ''cultura gay'', ma nel momento in cui si escludono altri elementi, fissandosi su pochi, si può tendere - a mio modesto avviso - a trascurare una parte importante del contesto (di cui ogni fenomeno fa parte). E' un po' come la visione ''marxista'', ad es., che riduce tutto a pochi, se non ad uno, elementi, portandosi così dietro qua e là errori di interpretazione della realtà e parzialità eccessiva nei giudizi.

 

Un approccio più multidisciplinare, una visione comprensiva, olistica, contribuisce invece, imho, a dar meno per scontato alcune cose che solo apparentemente sembrano tali.

 

Non escluso, comunque, che nei miei ragionamenti possano risultare errori, per mia ignoranza, palesi invece a te, suppongo con maggior esperienza e conoscenza. Fin ad ora, però, non mi hai dato validi motivi per rivedere le mie posizioni.

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Hinzelmann

 

 

Non escluso, comunque, che nei miei ragionamenti possano risultare errori,

 

Più che altro sembrano scritti per darmi ragione....

 

Io ho detto che esiste un problema di deficit di soggettività nei gay

 

E tu mi scrivi sostenendo di essere il frutto di premesse neurologiche-psicologiche-sociologiche

che hanno determinato largamente e/o in modo preponderante ciò che sei, il tuo orientamento, il

tuo carattere, la tua personalità e le tue "scelte" di vita

 

La tua visione di te stesso è esattamente la visione che dovrebbe avere una persona

che ha un deficit di soggettività

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Sono premesse che agiscono su tutti (forse non in modo così deterministico come sembra appaia dai miei interventi, tarati maggiormente nel far risaltare le mie obiezioni rispetto a quelle da te avanzate), premesse che agiscono anche su di te, Hinzelmann, in quanto parte di questa società, in quanto umano, ecc. Tutto si gioca nell'esserne consapevoli, in questo modo si può agire in modo più attivo, tenendo conto delle loro influenze. Se è il ''deficit di soggettività'', come tu lo chiami, a condurmi a ciò, tanto meglio, se ne guadagno un utile atteggiamento ''olistico''.

Edited by Layer
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E qui, per l'appunto come ho già scritto "te la canti e te la suoni"

 

cioè pretendi di darci un fondamento scientifico

 

Penso sia più opportuno partire da basi scientificamente plausibili per imbastire un ragionamento capace di inquadrare un fenomeno nelle sue varie sfaccettature, che non privilegiare solo pochi elementi, per motivi ''ideologici''(?), no? Dopotutto potrei avanzare la stessa critica anche rispetto alla tua posizione. Comprendo tuttavia che non si riesca a trovare un punto comune in merito, partendo da posizioni e atteggiamenti così diversi. Non escludo che possa cambiare idea, chissà, riempiendo quel deficit di soggettività che dici (soluzioni sarebbero?).

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  • 1 month later...

Direi piuttosto che sono le donne etero a trovarsi meglio coi maschi gay.

Quella delle amicizie tra lesbiche e maschi etero invece te la sei inventata :)

Io sono lesbica e, generalmente, mi trovo molto meglio con i maschi. Le ragazze mi mettono a disagio, nella maggior parte dei casi. Se sono un pò maschiacce caratterialmente, mi stanno simpatiche. Ma se sono fighette, no!

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  • 1 month later...

Io sono lesbica non dichiarata, quindi non so se ha senso fare statistiche sui miei amici.

 

Di simil-stretti/assidui ne ho cinque, di cui tre maschi e due femmine, e ho fatto coming out solo con i tre maschi (di cui due omosessuali) mentre non oso farlo con le femmine, per lo stesso problema che ho letto in altri commenti: molte volte gli appartenenti al "sesso di preferenza" (automaticamente l'opposto se non si è dichiarati e il proprio se lo si è) temono di incoraggiare un approccio romantico con quella che altrimenti sarebbe una normalissima confidenza.

 

Tra le persone che non conosco e gli amici di amici tendo a trovarmi più a mio agio con le ragazze proprio per questo motivo.

 

Infine devo confessare che scivolo immancabilmente nel vecchio pregiudizio che le donne siano necessariamente più sensibili degli uomini, e finisco per preferire la loro compagnia anche per questo.

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Da che ho memoria cioè fin dall'asilo mi sono sempre trovato bene con tutti, con una spiccata sintonia con le femmine. Negli anni le amicizie sono state con ragazze per la maggior parte, ma mi sono sempre trovato bene anche con i ragazzi gay, sviluppando belle amicizie. Fa eccezione il mio miglior amico che è etero...

Quando facevo l'università ho anche cominciato a conoscere parecchi ragazzi etero con cui dividevo una passione (fumetti), con molti è rimasta più una conoscenza piuttosto che una vera amicizia anche per via della distanza, ma devo dire che conoscere questi ragazzi un po' o parecchio nerd ha fatto molto per rimettermi in quota nelle amicizie con i ragazzi etero.

 

Nei contesti scolastici, e poi lavorativi, come dicevo ero capace di andare d'accordo con tutti, però molto raramente si è creata un'amicizia al di là, fa eccezione il periodo universitario per una serie di motivi che saranno comprensibili a chi come me ha vissuto da fuori sede. Però ecco sul lavoro devo dire che non si sono create amicizie così forti da volersi vedere fuori... forse anche per l'età.

Devo aggiungere anche che nelle mie amiche non ritrovo il profilo della frociarola, tra l'altro le frociarole pur se simpaticissime mi inquietano sempre un filo.

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Io ho passato tutta la mia adolescenza e la maggior parte della mia adolescenza-dei-20-anni instaurando regali con ragazze. Tra i ragazzi avevo solo conoscenti, nessun vero amico.

 

Poi, complice l'aver instaurato un bel rapporto con quello che al tempo era il fidanzato della mia migliore amica, mi sono abituato a rapportarmi con i ragazzi. Aggiungo (sperando di non passare per sessista) che, sarà che ne ero saturo, ma crescendo ho notato sempre più i difetti delle mie amiche, e degli esseri femminili in generale, riassumibili in qualsiasi attributo stereotipato che vi passa per la testa, il che mi ha reso più complicato passare il tempo in loro compagnia.

 

Però ancora passare il tempo con i ragazzi, soprattutto etero, è molto più faticoso. Mi devo sforzare per creare un ponte di comunicazione ed è arduo per me che spesso sono disinteressato a quello che gli altri hanno da dire :)

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Da che ho memoria cioè fin dall'asilo mi sono sempre trovato bene con tutti, con una spiccata sintonia con le femmine. Negli anni le amicizie sono state con ragazze per la maggior parte, ma mi sono sempre trovato bene anche con i ragazzi gay, sviluppando belle amicizie. Fa eccezione il mio miglior amico che è etero...

Quando facevo l'università ho anche cominciato a conoscere parecchi ragazzi etero con cui dividevo una passione (fumetti), con molti è rimasta più una conoscenza piuttosto che una vera amicizia anche per via della distanza, ma devo dire che conoscere questi ragazzi un po' o parecchio nerd ha fatto molto per rimettermi in quota nelle amicizie con i ragazzi etero.

 

Nei contesti scolastici, e poi lavorativi, come dicevo ero capace di andare d'accordo con tutti, però molto raramente si è creata un'amicizia al di là, fa eccezione il periodo universitario per una serie di motivi che saranno comprensibili a chi come me ha vissuto da fuori sede. Però ecco sul lavoro devo dire che non si sono create amicizie così forti da volersi vedere fuori... forse anche per l'età.

Devo aggiungere anche che nelle mie amiche non ritrovo il profilo della frociarola, tra l'altro le frociarole pur se simpaticissime mi inquietano sempre un filo.

Più o meno come te...fatta eccezione per la sintonia (maggiormente mi trovavo/trovo meglio coi ragazzi, etero aggiungerei XD) e che sul lavoro si è già venuta a creare più di una situazione di uscita fra colleghi/amici.

La situazione universitaria, sebbene io non fossi fuori sede, è simile alla tua: anche io ho conosciuto parecchi amici con passioni nerd (in questo caso, al tuo contrario, è con l'uni che mi sono affacciato al mondo gay e quindi alle amicizie gay).

Insomma, fondamentalmente, mi trovo a relazionarmi bene con tutti i generi! XD

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  • 1 month later...

Io credo di relazionarmi più con il sesso femminile che quello maschile, anche se una persona mi deve interessare, anche dal punto di vista amichevole o difficilmente mi apro. Il punto è che, sentendomi donna dentro, apprezzo il mondo femminile e mi trovo bene a parlare con chi possa comprendere perfettamente come mi sento dentro e che possa sostenermi.

Guardando il viso di una donna è come se mi sentissi al sicuro, avere un amica che possa capirmi è la cosa più bella, un amica che possa prendere da esempio.

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