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Aldo Busi : omosessualità come castità


Olimpo

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"La mia è un'omosessualità sempre più strana e stravagante. Più invecchio più penso che l'omosessualità sia una forma di castità, perché non accumula specifico sociale e quindi politico. Due uomini che scopano dieci minuti non hanno fatto nulla nel senso che non hanno influito sull'ambiente esterno perché, sarà una questione di virilità, di ormoni che premono, di toccata e fuga, di non avere atteggiamento compromissori nella società, per cui non è accaduto nulla.

Quello che accade in una stanza, se non ha un riflesso esterno, non è accaduto, perché storicamente non ha accumulato civiltà. "

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Quindi tecnicamente potrei ubriacarmi in stanza e poi guidare e stirare 7 ciclisti.

 

Tanto se bevo in stanza nulla é successo no?

 

 

Ognuno puó dire le cazzate che vuole, basta che parli solo per se stesso e non per altri.

Edited by faby91
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NorwegianWood

Mi sfugge il nesso tra la castità e tutto il ragionamento successivo. In più, dieci minuti sono il minimo sindacale.

 

Per me, Busi si è dato al dadaismo e dice parole a caso. Che qualcosa debba avere una ricaduta sociale e attuarsi storicamente per accadere è semplicemente una balla.

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concepisce l'omosessualità sostanzialmente come fatto pubblico e, conseguentemente, politico

a volte da l'impressione che abbia vissuto la propria omosessualità in modo nevrotico

...e sia rimasto un po' fermo agli anni '70

Edited by prefy
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probabilmente si è confrontato con una realtà che non lasciava scampo a scelte.

e ha dovuto ''arrangiarsi'..

questo sembra evincersi dal suo discorso.

 

tutto sommato il quadro che costruisce della realtà omosessuale non mi sembra così distorto o falsificatorio.

Anzi piuttosto realistico. Si direbbe che ancora oggi siamo regolati dagli stessi meccanismi di ''mercificazione'' (anzi sempre di più).

 

Parlavo proprio con un noto esponente della cultura gay italiana in uno scambio di mail di quanto la ''cultura lgbt'' si stia inaridendo. A mettere in ''crisi'' l'omosessualità è la nuova tecnologia (grindr su tutti).

 

Legato com'è ad un 'ideologia (fu anche processato per il suo libro Sodomie in corpore 11) di certo non può ben vedere chi rifiuta di fare della propria omosessualità una ''scelta di vita'' e la riduce a relazione clandestina con l'altro, ad appuntamento al buio o in dark room. Credo che si riferisca a questo.

 Del resto non va biasimato. E' normale che una persona dotata di così tanto coraggio, che oltre ad aver rischiato vari processi si è anche sottoposto al rischio di essere ucciso per due volte (come Pasolini), prenda le ''distanze'' da un mondo che invece si rinchiude più in sé stesso.

E non ''comunica''.

Lui l' ha fatto attraverso la letteratura. E' stato un ribelle, volutamente o no.

Edited by Olimpo
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E' chiaro che se la tua omosessualità non produce una relazione

e rimane confinata in una serie di atti sessuali

dichiararsi pubblicamente come gay è l'unica soluzione per "esistere".

 

Oggi però siamo portati a credere che la visibilità

non sia tanto nostra in quanto individui

quanto piuttosto delle nostre relazioni e delle rivendicazioni

che da queste relazioni discendono.

 

E Aldo Busi sembra una persona essenzialmente sola.

Ci sembra forse una cosa generazionale, ma non è sempre così.

Per un Aldo Busi, un Paolo Poli o un Pasolini

c'era almeno un Tondelli che di relazioni ne ha avute eccome.

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Sola per scelta o per l'ineluttabile destino di ogni gay?

E' questo che mi chiedo.

 

Guardando il suo video, ho avuto la sensazione che la sua esperienza fosse l'esperienza di molti.

Ha parlato con una tale sapienza dei rapporti che spesso si creano fra gli omosessuali, che ho rivisto momenti della mia adolescenza, ho ripercorso un po' la mia storia di frequentatore di gayspace e gli sparuti incontri che ho combinato.

 

Aldo Busi non parla degli anni Ottanta. Parla di oggi.

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Freewheeler

concepisce l'omosessualità sostanzialmente come fatto pubblico e, conseguentemente, politico

a volte da l'impressione che abbia vissuto la propria omosessualità in modo nevrotico

...e sia rimasto un po' fermo agli anni '70

Mi sembra che il concetto negli anni '70 fosse l'opposto: "anche il privato è politico".

Quindi, a differenza di quello che dice Busi, anche due uomini che scopano dieci minuti sono politica.

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Ma non ''politica'' in quel senso.

 

'' politica'' in quanto ''vivere associati''.

vivere in una comunità.

 

Due omosessuali che scopano ed il giorno dopo non si salutano , ebbene, sono integrati nella società in quanto omosessuali che hanno una relazione?

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Freewheeler

Ma non ''politica'' in quel senso.

 

'' politica'' in quanto ''vivere associati''.

vivere in una comunità.

 

Due omosessuali che scopano ed il giorno dopo non si salutano , ebbene, sono integrati nella società in quanto omosessuali che hanno una relazione?

Ci sono diversi Paesi dove basta questo per essere reo di sodomia.

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E Aldo Busi sembra una persona essenzialmente sola. Ci sembra forse una cosa generazionale, ma non è sempre così. Per un Aldo Busi, un Paolo Poli o un Pasolini c'era almeno un Tondelli che di relazioni ne ha avute eccome

ineccepibile

 

 

Sola per scelta o per l'ineluttabile destino di ogni gay? E' questo che mi chiedo. Guardando il suo video, ho avuto la sensazione che la sua esperienza fosse l'esperienza di molti.

dimentichi un dettaglio, ranocchiè:

si può esser soli anche perchè si ha un caratteraccio isterico & impossibile x chiunque da sopportare oltre il tempo di una scopata (chè se ci sai fare, in quel momento lo lasci con la bocca troppo.. occupata per parlare..).

--

cmq, per quanto mi riguarda, son decenni che quel che dice sta vecchia checca pazza non lo considero proprio.

diciamo che mi è bastato vedere questa sua vecchia litigata in tv con Dario Bellezza per capire quale sia la bassezza caratteriale del personaggio

https://youtu.be/Q09V46aGoKo

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davydenkovic90

Busi non dice che quello che accade tra due uomini non debba avere un riflesso esterno.

Dice, piuttosto, che se l'omosessualità non ha un riflesso esterno (per evitare atteggiamenti compromissori verso la società o la famiglia o per non ledere la virilità o altre motivazioni) allora non è successo e non ha senso viverlo. Per questo lui, oggi, si è stancato di andare con gli uomini. Anche perché, della sua generazione, penso che quasi tutti gli uomini vivano l'omosessualità in questo modo. Solo negli ultimissimi anni e solo una fetta relativamente modesta degli omosessuali italiani vive la propria natura anche fuori dal letto o dalla dark room... Busi si scaglia contro il senso di colpa di matrice cattolica insito negli uomini italiani. Ha spesso affermato che fare sesso con un italiano è quasi sempre insoddisfacente, per non dire castrante. Per via dei tabù come la mancanza di parola durante l'atto sessuale, il machismo, il senso di colpa, e altre cose...

Ha sempre dichiarato che vivere una relazione stabile con un uomo non è mai stato nei suoi desideri, che ha sempre concepito il sesso in modo orgiastico, che era affascinato dai cinema porno e dal battuage, che spesso ha fatto da cavia di laboratorio a se stesso... probabilmente era in parte figlio del suo tempo, in parte un intellettuale stravagante. Non ci vedo niente di offensivo, però, in quella affermazione, dato che non vuol certo dire che è inutile che due uomini facciano sesso. E' inutile se non c'è niente oltre a quello. E troppo spesso non c'è niente, non si ha neacnhe il coraggio di ammettere che si è compiuto quell'atto sessuale...

Le frasi omofobe di Busi secondo me sono quelle che ha rivolto, in numerose trasmissioni tv e dichiarazioni varie, agli omosessuali che fanno figli.

Frasi del tipo che la terra è sovrappopolata e che un omosessuale non dovrebbe porsi il problema di diventare genitore ma spendere le proprie energie per altre battaglie, come quella contro l'omofobia... Ha detto che le madri surrogate sono delle psicopatiche e che due omosessuali che fanno un figlio ricorrendo alla gestazione per altri lo fanno per puro egoismo e a lui fanno schifo.  Qui ha dimostrato tutto il suo essere "anni 70" e la sua omofobia interiorizzata.

Edited by davydenkovic90
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Più invecchio più penso che l'omosessualità sia una forma di castità, perché non accumula specifico sociale e quindi politico.

 

Non capisco che c'entri la castità con lo "specifico" sociale e politico.....

 

 

 

 

Mi sembra che il concetto negli anni '70 fosse l'opposto: "anche il privato è politico". Quindi, a differenza di quello che dice Busi, anche due uomini che scopano dieci minuti sono politica.

 

E sarebbe meglio se invece fossero considerati loro fatti privati, o no?

Altrimenti dovremmo accettare il principio per il quale non c'è distinzione tra etica e politica e quindi tra peccato e reato, con l'inevitabile conseguenza, in una società con un'etica tradizionalmente custodita e garantita soprattutto dalla religione, che il peccatore sia punito come delinquente e che quindi la fonte primaria del lecito e dell'illecito nella comunità civile siano le autorità sacerdotali!

 

 

 

 

concepisce l'omosessualità sostanzialmente come fatto pubblico e, conseguentemente, politico

 

Be' ma questo non è una novità, anzi è sempre stato così ed inoltre la cosa non è riservata all'omosessualità, perché anche l'eterosessualità è sempre stata un fatto pubblico, in quanto ha effetti sulla comunità sociale essendo potenzialmente produttrice di nuovi membri.

Nello stesso modo l'omosessualità è sempre stata un fatto pubblico per la ragione opposta, perché cioè non potenzialmente produttiva di nuovi membri ed anzi potenzialmente impeditiva.

Conseguenzialmente l'eterosessualità aveva ed ha un valore pubblico positivo e l'omosessualità aveva ed ha ancora (nonostante tutto....) un valore pubblico negativo, non per nulla molti omosessuali cercano di scuotersi di dosso questa sostanziale negatività pubblica, tentando di costituire famiglie con figli adottati o generati in "corpore alieno".

 

I pochi (che poi si possono ridurre al quasi unico caso della Grecia arcaica e classica.....) casi storici di positività del fatto pubblico dell'omosessualità implicavano che questa avesse una funzione pedagogico educativa e formativa dei giovani membri della comunità, funzione che obbiettivamente nelle società moderne non sembra riproducibile e comunque sembra estranea al sentimento comune degli stessi omosessuali.

Non rimane quindi all'omosessualità, come fatto pubblico, che l'imitazione funzionale dell'eterosessualità in quanto fattore (ri)produttivo delle nuove leve.

 

E pensare che proprio l'importanza molto maggiore del fattore pedagogico educativo rispetto a quello meramente (ri)produttivo fu alla base dell'altrettanto molto maggiore considerazione sociale dell'omosessualità rispetto all'eterosessualità presso i Greci dell'età classica!

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cmq, per quanto mi riguarda, son decenni che quel che dice sta vecchia checca pazza non lo considero proprio. diciamo che mi è bastato vedere questa sua vecchia litigata in tv con Dario Bellezza per capire quale sia la bassezza caratteriale del personaggio https://youtu.be/Q09V46aGoKo

 

In tutta onestà citi un episodio in cui mi pare, la figuraccia la

faccia Dario Bellezza che attacca Busi, reo del fatto di vendere

libri...non che manchi il repertorio di Busi che fa lo show in TV

dicendo cose discutibilissime, ma in questo caso proprio non direi.

 

 

 

Le frasi omofobe di Busi secondo me sono quelle che ha rivolto, in numerose trasmissioni tv e dichiarazioni varie, agli omosessuali che fanno figli.

 

Questa è l'osservazione centrale, secondo me.

 

Il Busi di queste recenti interviste è un Busi "vecchio" non tanto

per il fatto che essendo del 1948, anagraficamente lo è ( anche

se è invecchiato molto bene rispetto al filmato del 1987 ) ma perchè

lo premette e lo tematizza ai suoi discorsi.

 

Escludere la "generatività" dell'amore omosessuale, non tanto dal

novero delle sue esperienze perchè ovviamente non avrebbe l'età

ma dal campo delle possibilità, lo porta a dislocare in termini politici

un desiderio ritenuto altrimenti illegittimo ( per lui la scelta omosessuale

implica questa rinuncia ed una sorta di dovere di generatività sublimata )

 

Quanto al fatto di non essere stato amato da giovane, vuoi che sia colpa

del suo carattere, vuoi che sia colpa del fatto che questa sua forma di affettività

pretendeva troppo dagli omosessuali degli anni '60-'70 ( ovviamente può essere

una proiezione a posteriori, ma può avere un suo fondamento essendo Busi un

gerontofilo cioè attratto da persone più vecchie di lui e quindi prestonewall) sposta

poco.

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  • 5 years later...
On 4/23/2016 at 2:26 PM, Almadel said:

E' chiaro che se la tua omosessualità non produce una relazione

e rimane confinata in una serie di atti sessuali

dichiararsi pubblicamente come gay è l'unica soluzione per "esistere".

 

Oggi però siamo portati a credere che la visibilità

non sia tanto nostra in quanto individui

quanto piuttosto delle nostre relazioni e delle rivendicazioni

che da queste relazioni discendono.

 

E Aldo Busi sembra una persona essenzialmente sola.

Ci sembra forse una cosa generazionale, ma non è sempre così.

Per un Aldo Busi, un Paolo Poli o un Pasolini

c'era almeno un Tondelli che di relazioni ne ha avute eccome.

Anche se devo ammettere che Trovo affascinante il loro spirito d'indipendenza. Paolo Poli, a 80 anni suonati, che dalla Bignardi dice "Che gioia quando mi sveglio nel cuore della notte, allargo le gambe e non c'è nessuno,che gioia". Busi ancora peggio perché molto "sessantottino", quindi molto addentrato nella libertà sessuale e con un idea di famiglia molto negativa "è il primo luogo sociale del delinquere. «Tengo famiglia» è l'alibi per commettere qualsiasi tipo di delitto." A detta sua non ha mai neppure convissuto con un uomo. 

Qui fa un discorso molto sensato, ma insomma.. Mi pare che l'abbia voluta un po lui

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