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Modelli di genere, omofobia, maschilismo.


Viola77

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MICHELA MURGIA: Tutti quelli che osteggiano il percorso dell’educazione di genere usano la parola gender, la inglesizzano perché in questo modo la rendono aliena, e le persone non sanno più cosa significa ma in realtà è una parola che noi usiamo continuamente ed è una cosa diversa dal sesso. Nasciamo maschi e femmine, su questo nessuno a dubbi, ma che cosa voglia dire essere maschi ed essere femmine nel comportamento nella società del 2015 questo è il genere. L’educazione di genere tende a decostruire il maschilismo. Questo è un paese dove se sei un astronauta nel titolo di un giornale dice “astronauta italiano nello spazio” se invece sei Samantha Cristoforetti il titolo dice “ la donna astronauta nello spazio”. La donna continua a essere una connotazione più forte dell’astronauta, perché l’uomo può essere ciò che vuole la donna può essere tutto ciò che le è permesso essere essendo donna. Questo è discriminazione, questo è che si combatte con quei progetti.
C’è tanta ignoranza, è attraverso le narrazioni che si costruisco i pregiudizi. Io mi domando: a chi fa paura che si possa dire in una scuola a una bambina che può essere quello che vuole e andrà bene.
Forse non è vero che in questo paese possiamo essere quello che vogliamo, in questo paese dobbiamo ancora essere quello che ci dicono che dobbiamo essere.
Se tu tocchi i modelli di genere stai toccando il modello di famiglia che ne deriva che non a caso si chiama famiglia patriarcale. Il nostro linguaggio dichiara i nostri stereotipi, il padre è capofamiglia e se è capo vuol dire che comanda e chi sta sotto obbedisce. Chi ha questa idea di famiglia giustamente deve preoccuparsi dei progetti di decostruzione dei pregiudizi, perché si spera che a scuola ai bambini si possa dire: nella famiglia non ci sono capi.
Stiamo parlando di discriminazione, il maschilismo così come il razzismo o come l’antisemitismo e l’omofobia sono la negazione di un principio basico: le persone hanno tutti gli stessi diritti. Sei discriminato, in quanto omosessuale perché il modello virile maschile ti associa ad un altro uomo e sei inferiore se ti associa ad una donna.
E’ fondamentale decostruire i modelli di genere femminile e maschile sia per le donne che per gli omosessuali."

 

Cosa ne pensate?

Quante volte si dice a un bambino "i maschietti non piangono" o alle bimba "siediti da signorina"...

 

 

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Credi che la clinton passera' alla storia perche' primo presidente americano donna o per essere stata la moglie del presidente clinton ?

 

A tua figlia insegni a seduta con le gambe aperte ?

 

I gay sono si discriminati a volte ma la mia impressione e' che quando i gay non saranno piu' discriminati le donne guadagneranno ancora meno degli uomini purtroppo.

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Guarda Viola qualche giorno fa mi sono messo a litigare con una signora, sposata e con figli, la quale chiedeva per quale stranezza si doveva permettere che due uomini allevassero un figlio senza l'intervento di una donna. Alla richiesta di maggiori specificazioni sul suo disappunto, le spiegazioni sono state che la mamma ha una sua sensibilità, si accorge che il figlio è ammalato mentre il padre non se ne accorge, gli dà da mangiare, stira e prepara i vestiti da indossare.

 

Le ho molto semplicemente fatto notare che la sciura non faceva altro che proiettare all'esterno la propria vita di schiava presessantottina, sguattera di un marito coglione e incapace di comunicare col figlio, cui è vietato aspirare ad una carriera che sia diversa dall'arrotolare la pasta dei tortellini in cucina e passare lo straccio sui pavimenti.

 

La risposta è stata che "la società vuole obbligare le donne ad essere emancipate ed indipendenti e con responsabilità ma non tutte le donne vogliono la stessa cosa c'è anche chi è felice così".

 

Che altro puoi argomentare con persone che vivono negli anni quaranta? Con persone che sono obbligate a giustificare l'ingiustizia in cui esse stesse vivono perché se concepissero che "si può ambire ad una vità degna" dovrebbero cancellare il proprio orizzonte mentale, ma è un'operazione mentale che semplicemente non hanno la forza di fare, perché il sistema le ha create così dal principio? Mentre discutevamo mi sono accorto che ci separava oltre mezzo secolo di evoluzione sociale, è stato così desolante e miserabile.

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A tua figlia insegni a seduta con le gambe aperte ?

 

 

no, insegno ad entrambi a star seduti composti ^_^ in determinate situazioni. Tipo se hai la gonna, o se siamo in una situazione formale. Altrimenti no, infatti guardano la tv che sembrano due contorsionisti ^_^

 

Temo che tu abbia ragione sulle donne che guadagneranno ancora meno, ma non era tanto il punto del discorso. Non è quello che succede fuori, ma quello che facciamo noi perchè cambino le cose. Come modificare tutti quei comportamenti che sono così consolidati da non apparire nemmeno più sbagliati.

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La risposta è stata che "la società vuole obbligare le donne ad essere emancipate ed indipendenti e con responsabilità ma non tutte le donne vogliono la stessa cosa c'è anche chi è felice così".

 

 

Beh certo, e vivaiddio :) dovevi rispondergli, Basta lasciare a questo tipo di donne la stessa libertà di scelta che dovrebbero avere anche chi invece vuola una vita diversa.

Poi dovevi dirgli che il SUO marito non si accorge del figlio malato, ma che tutti gli uomini devno essere uguali nei diritti non nelle incapacità e che c'è pieno di uomini padri che curano benisismo i propri figli senza dover avere l'utero per questo.

Ma ovviamente a chi s'è privata di tutto, e non per scelta, non puoi togliere che "ma io sono la mamma". Ma è la mancanza di scelta che deriva dall'educazione di genere il problema... un po' come la monaca di monza...

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"ma io sono la mamma".
No ma ti giuro ad un certo punto mi è venuta una tale tristezza, avevo paura che argomentando eccessivamente la questione, essendo la signora comunque piuttosto sveglia e volenterosa di un confronto razionale, avrei potuto in qualche modo "ferirla" facendole capire in che baratro di niente aveva relegato volontariamente se stessa con le sue convinzioni. Fare la cameriera è un lavoro di tutto rispetto, ma appunto, un lavoro, non RUOLO SOCIALE SEMPITERNO e totalitario cui votare il significato stesso della propria esistenza...

 

Ho notato anche un buffo contorcimento logico: lo stereotipo fascista dell'angelo del focolare impone alla donna, troppo stupida per parlare di questioni serie ed importanti, di non immischiarsi nelle questioni di politica e diritto: è un argomento facile e cattivo da far notare ad una donna "repressa-antifemminista" proprio nel momento in cui si espone esplicitando la propria posizione in merito alle unioni omosessuali e al concetto di famiglia. Nel momento in cui apre bocca, vìola lo stesso stereotipo che le dice di stare zitta e succube, ma il paradosso è che viola lo stereotipo per difenderlo, per giustificarlo e giustificare la propria sottomissione.

 

Queste cose mi fanno una pena infinita, mi pare di conversare con un ipotetico nero statunitense degli anni Cinquanta che dice che i neri devono stare al loro posto in fondo alla società perchè non sono fatti per vivere come uomini liberi.

 

Come liberi queste persone, fermando la loro stessa mano che frusta il loro corpo?

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Come liberi queste persone, fermando la loro stessa mano che frusta il loro corpo?

 

Alcune non sono liberabili, ahimè. Altre invece possono almeno capire ed evitare di ripetere gli errori nell'educazione dei propri figli.

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Ma ovviamente a chi s'è privata di tutto, e non per scelta, non puoi togliere che "ma io sono la mamma". Ma è la mancanza di scelta che deriva dall'educazione di genere il problema...

 

Io riformulerei, se c'è un problema di "educazione di genere" che ti condiziona

in realtà la scelta ci sarebbe, ma purtroppo rispetto ad altri paesi su questa libertà

astratta e formale, insiste ancora una educazione "poco consapevole" della libertà

( anche perchè gli Italiani in generale, non sono educati alla libertà )

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Io riformulerei, se c'è un problema di "educazione di genere" che ti condiziona

in realtà la scelta ci sarebbe, ma purtroppo rispetto ad altri paesi su questa libertà

astratta e formale, insiste ancora una educazione "poco consapevole" della libertà

( anche perchè gli Italiani in generale, non sono educati alla libertà )

Non sono sicura di aver capito. Se mi cresci con la convizione che io, essendo una femmina, devo fare determinate cose e non posso farne altre, quando ho 20 anni che scelta avrò? Certi condizionamenti sono talmente radicati da renderti quasi impossibile forzarli, sempre che tu sviluppi l'idea di poterlo fare o che sia lecito e giusto farlo. Perchè le donne che scelgono vite diverse da quelle imposte dal condizionamento di genere vivono cmq di sensi di colpa...

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Il salario generalmene inferiore delle donne e la limitazione dellla loro carriera professionale contribuiscono in maniera elevata a far restare a casa le donne.

 

Una coppia etero in cui la donna che lavora a tempo guadagna il 60% del marito tendera' ad avere come modello il marito che lavora a tempo pieno e la moglie che sta a casa o lavora poco.

 

Una coppia etero in cui entrambi guadagnano lo stesso tendera' a lavorare entrambi al 60% e ad occuparsi in maniera paritaria dei figli e della casa.

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Non credo di essere d'accordo con la vostra analisi.

 

A fondamento dei ruoli di genere nella coppia eterosessuale tradizionalevi era la co-dipendenza.

Il maschio lavorava e si occupava dei lavori domestici faticosi

mentre la femmina si occupava di lavare, cucinare e badare ai figli.

Entrambi - presi singolarmente - non erano autosufficienti.

 

Con la meccanizzazione da una parte il lavoro di fatica è andato declinando

dall'altra il lavoro calsalingo si è andata progressivamente alleggerendo

grazie soprattutto alla lavatrice, la lavastoviglie e alla surgelazione.

Di pari passo il welfare state si è occupato degli anziani e in parte anche dei bambini.

 

La co-dipendenza tra maschi e femmine dalla seconda metà del Novecento è andata scemando.

Non è però stata ancora del tutto sostituita dalla pretesa sociale dell'individuo auto-sufficiente.

I maschi ancora non si sentono obbligati a saper fare le lasagne

né le femmine si sentono ancora tenute a saper cambiare una ruota.

 

Questo permette ancora a certe donne e a certi uomini

di farsi forti del loro ruolo tradizionale e di pretendere

le prime di essere mantenute e i secondi di essere accuditi.

 

(Io non condivido l'idea progressista che la divisione tradizionale dei ruoli penalizzi la donna,

anzi vedo con favore la parità dei sessi proprio perché credo che penalizzi i maschi.)

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Tutto molto bello ma quante donne/ragazze sono d'accordo? Quante vogliono davvero farsi su le maniche e lavorare? Quante si interessano di politica e attualitá? Quante iniziano a comportarsi normalmente lasciando perdere gli stereotipi che vengono imposti?

 

Sotto i 25 anni forse una su dieci. A essere ottimisti.

 

L'altro problema é che il discorso si riflette sui maschi. Anche gli uomini amano entrare in questi stereotipi quindi la famiglia con la moglie fancazzista e il padre menefreghista non é così rara in Italia.

 

 

Se con le ragazze lesbiche la situazione migliora parecchio, purtroppo con i ragazzi gay no.

Gli uomini gay peró curiosamente prendono spesso stereotipi appartenenti alle femmine quindi sará frequente il gay frignone fancazzista che aspira a sposare un uomo che lo possa difendere e mantenere, esattamente come le ragazze.

 

 

Quindi diamo pure la colpa alla società, alla chiesa e alle scuole ma in fondo se uno vuole usare la testa deve svegliarsi prima di tutto con se stesso.

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quindi sará frequente il gay frignone fancazzista che aspira a sposare un uomo che lo possa difendere e mantenere, esattamente come le ragazze
Madonnazza se è vero, in certi ambienti sembra davvero un must. Magari per scherzo, però, scherzando scherzando...
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Se mi cresci con la convizione che io, essendo una femmina, devo fare determinate cose e non posso farne altre, quando ho 20 anni che scelta avrò?

 

Non si può sostenere - oggi - che per una donna esista una unica

fonte di educazione, quella familiare, esistono i modelli proposti dai

libri, dai film, dai tanti esempi di donne in carriera etc

 

La donna ( al contrario dei gay ) ufficialmente sarebbe emancipata

 

Però, certo, esiste accanto a questo anche un modello di educazione familiare

tradizionalista, tanto è vero che -se ci fate caso- la chiesa cattolica tende

a riservare tutta una serie di ambiti alla Famiglia

 

L'educazione Sessuale? La deve fare la famiglia, perchè sanno che non sarà

fatta etc Al contempo non la deve fare lo Stato che è ritenuto ipso facto una fonte

di secolarizzazione ( questo perchè sanno che un monocolore Giovanardi-Formigoni

è improponibile e per quanto l'Italia sia arretrata il trend è quello )

 

Accanto a questo, ma non in rapporto alternativo di esclusione c'è il fattore sociale

a cui accenna Almadel

 

Se io donna vedo un film americano, ma vivo in un paesino della Basilicata, non solo

in famiglia mi propongono un modello "arcaico" o tradizionalista, che si contrappone a

questo, ma quello trova anche corrispondenza al modello sociale pubblico del paese ( la

sua realtà sociale )

 

A quel punto, complice magari una disoccupazione giovanile che veleggia fra il 50% ed

il 70%, mi rassegno al modello co-dipendente

 

Poichè in Italia la sinistra ha rinunciato a trasformare la Società ( oramai si dice chiaramente

aiutiamo i più poveri...) e i liberali neanche fanno bene il loro lavoro, i due aspetti si sommano

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L'ideologia patriarcale danneggia tutti, uomini e donne, perché sottrae all'individuo la possibilità di definirsi senza fare i conti con gli stringenti margini dello stereotipo narrato dall'educazione, dai media e dalle istituzioni.

Attraverso l'emancipazione delle donne passa l'emancipazione di tutti.

Edited by wwspr
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Quello che noi vogliamo ottenere è che le donne si iscrivano meno a psicologia e più a ingegneria,

perché è in questo la grande differenza che permane in Occidente tra maschi e femmine.

 

E' vero: le donne ormai fanno facoltà anche importanti e redditizie

come giurisprudenza, medicina e architettura;

ma solo perché le prospettive sono alte e l'insegnamento della matematica è scarso.

 

Di fronte a questa evidenza statistica le spiegazioni comuni sono due:

la prima è che la Società - in modo oscuro - convinca le donne che non sono portate per la matematica

e la seconda è che - per natura - le donne non siano a loro agio con i numeri

(e siano pertanto condannate a un ruolo sempre più marginale in una società dominata dall'informatica).

 

Personalmente io credo invece in un terza possibilità.

A mio avviso solo alle donne è data davvero la possibilità di scegliere una carriera,

in quanto - se falliscono o se scelgono una facoltà poco remunerativa - hanno il paracadute di un buon matrimonio

e possono comunque riciclarsi come casalinghe e madri a tempo pieno.

 

Una famiglia non vedrà di buon occhio che il figlio maschio si iscriva a Filosofia

e farà il possibile per convincerlo a fare una "facoltà seria" o per indirizzarlo a una professione.

Invece le mie colleghe di facoltà alla mia domanda: "Cosa farai dopo la laurea in Lettere?"

Mi rispondevano: "Mi sposerò".

 

Il problema delle donne sta qui: esse non possono mai fallire.

(Da qui anche l'enorme sproporzione di suicidi tra maschi e femmine).

E non potendo mai fallire possono scegliere liberamente la vita che desiderano

e pertanto non c'è da stupirsi se in poche sceglieranno la via più dura.

 

La speranza di trovare un uomo che ci mantenga si trova anche in noi gay

che - per questo - siamo assai più frequenti degli etero nelle facoltà umanistiche e a psicologia.

 

Purtroppo anche le femministe hanno tutte una formazione umanistica

e - non essendo quindi in grado di fare una simile analisi -

sono costrette a inventarsi un qualche sistema patriarcale che le tiene lontane da Analisi 2;

nonostante né la Cristoforetti, né la Hack, né la Montalcini abbiano mai rilevato problemi simili.

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Il problema delle donne sta qui: esse non possono mai fallire.

Grazie, stasera ne avevo bisogno, moh me lo scrivo.

 

E' proprio incoraggiante sapere che il problema delle donne è che sono asini in matematica e quindi devono trovare un "cattivo" che le tenga lontane da quello che non riescono a fare... sigh.

 

Di donne che studiano per poi sposarsi non ne conosco nessuna, forse andavo troppo bene in matematica e fisica...

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C'è anche la ragazza bruttina e di modesta famiglia

che l'università non può farla e con un diploma del

turistico fa la collaboratrice domestica, perchè la famiglia

ha puntato tutto nel sistemare il figlio maschio

 

Cioè non si può generalizzare un "privilegio femminile"

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C'è anche la ragazza bruttina e di modesta famiglia

che l'università non può farla e con un diploma del

turistico fa la collaboratrice domestica, perchè la famiglia

ha puntato tutto nel sistemare il figlio maschio

 

Cioè non si può generalizzare un "privilegio femminile"

 

Se fosse vero quello che dici ci sarebbe un numero di laureate più basso rispetto al numero di laureati.

E invece è il contrario.

La famiglia che fa studiare solo il figlio il maschio a discapito della femmina non esiste.

Almeno non in Italia.

 

In Italia ci sono più donne laureate e anche con voti migliori.

La differenza? Esclusivamente le materie scelte.

Il 75% delle donne sceglie materie umanistiche e il 75% dei maschi sceglie materie scientifiche

e questo giustifica largamente tutte le differenze di reddito e - conseguentemente - di genere.

 

Nonostante @Viola77 voglia mettermi in bocca ciò, è esattamente ciò che nego:

io non penso affatto che le donne siano meno portate dei maschi per la matematica.

 

Io ho almeno tre amici che hanno dovuto fare materie scientifiche invece di umanistiche

perché altrimenti i genitori non avrebbero pagato loro la retta universitaria.

Molti altri sono arrivati a questa conclusione autonomamente, che la matematica piacesse loro o meno.

L'idea di una famiglia che impedisca alla figlia di fare ingegneria nucleare in favore di psicologia

è talmente ridicola che nessuno potrebbe oppormela come contro esempio :)

 

Un maschio deve poter mantenere sé stesso, la sua compagna e i loro figli;

mentre invece una donna può anche dedicarsi esclusivamente alla famiglia

nel caso la sua carriera non dovesse andare come sperava (o almeno fare un part-time).

 

Fino a che non si prentenderanno dalle ragazze le stesse cose che si pretendono dai ragazzi, non cambierà nulla.

"Niente otto in matematica? Niente Casa dei Sogni di Barbie"

"Scusa, non esco con le ragazze che non hanno la macchina..."

"Che pezzente quella! Ha voluto che pagassimo alla romana al primo appuntamento!"

Una generazione di pressioni sociali simili anche sulle ragazze e vedrete i risultati.

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L'argomentazione di Almadel è davvero interessante. Non avevo mai pensato alla cosa... le donne non possono mai fallire perché la società offre loro un piano b. Ed è vero.

In ogni caso trovo la conclusione similcomplottista poco convincente. Le disparità di trattamento sono evidenti nella rappresentazione mediatica, nella retribuzione e posizione lavorativa, nella libertà sul proprio corpo... Non possiamo ridurre il movimento femminista a una questione di comodità accademica.

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L'argomentazione di Almadel è certamente "originale"

detto questo però resta un fatto che le donne sono più

povere ( 19,2% rispetto al 17% dei maschi )

 

Tale divario sale vertiginosamente per le donne nubili

31% rispetto al 18% dei maschi

 

Tre donne sole su cento rischiano la povertà se scelgono

l'indipendenza

 

I tassi di disoccupazione giovanili sono più alti, gli

stipendi più bassi etc

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Le disparità di trattamento sono evidenti nella rappresentazione mediatica, nella retribuzione e posizione lavorativa, nella libertà sul proprio corpo...

 

Sulla retribuzione e posizione lavorativa non vorrei esprimermi.

In Italia i contratti non permettono differenze in base al genere,

pertanto gli unici casi di differenze di retribuzione riguardano le libere professioni.

Il motivo per cui le avvocate si facciano pagare meno degli avvocati mi è oscuro,

ma è sicuramente uno spunto interessante per un discorso femminista.

 

La rappresentazione mediatica dipende invece a mio avviso da vari fattori.

Il principale è che gli adolescenti maschi sono un target commerciale compatto e fedele:

se a dieci anni li fai appassionare con Star Wars gli venderai quel merchandising per sempre.

Le femmine non sono così: se hai venduto loro gli One Direction e Twilight a quindici anni

non puoi aspettare che comprino le stesse cazzate anche a vent'anni.

Quindi un "prodotto per maschi" ha sempre un valore commerciale più alto, il ché vuol dire "abbonda con le tette".

 

Sulla libertà del proprio corpo invece niente da dire.

Più che la libertà del corpo, io parlerei di diritti riproduttivi.

Nel caso della donna essi sono ostaggio della morale comune:

quasi che l'utero non appartenga non alla donna singola, ma alla collettività.

Sulla valutazione sociale della sessualità femminile rispetto a quella maschile

invece bisognerebbe aprire una lunga digressione.

 

Mi limiterò solo a dire che non è la libertà dei maschi o delle femmine il problema,

ma semmai la sessualità con le femmine che è generalmente libera, sia per i maschi etero che per le lesbiche

e la sessualità con i maschi, che invece è regolamentata socialmente, sia per le femmine etero che per i gay.

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L'idea di una famiglia che impedisca alla figlia di fare ingegneria nucleare in favore di psicologia

è talmente ridicola che nessuno potrebbe oppormela come contro esempio :)

 

Ma certo che te la oppongo ad esempio. E te la oppongo non tanto come "non ti pago la retta" ma come anni di educazione familiare e sociale secondo la quale un donna che fa l'ingegnere nucleare o rinuncia a essere madre o sarà un cattiva madre. Molto meglio fare lettere e fare la professoressa così il pomeriggio sei a casa a badare ai figli, cosa che ti compete per nascita (come la donnetta di Sampei).

Poi tu puoi fare anche come vuoi, ma al primo capriccio di tuo figlio che non vuole andare all'asilo vedrai di chi sarà la colpa... tua che non ci sei mai. E tuo marito può fare l'ingegnere nucleare e fare pure le trasferte che tanto il padre non serve ai figli (e infatti due gay maschi per carità non vuoi mica che facciano crescere un bambino!!!).

E forse i sensi di colpa non porteranno al suicidio le donne per amore delle tue statistiche, ma certo frenano e non poco le carriere femminili.

Ma già, tanto noi vinciamo sempre, sceme noi che non ce ne accorgiamo... :)

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Se fosse vero quello che dici ci sarebbe un numero di laureate più basso rispetto al numero di laureati

 

Almadel...detta così sembra una cosa che hai sentito per

la prima volta in vita tua mentre quello originale, fra i due

saresti tu XD

 

Che gli indici economici siano sfavorevoli alle donne, credo

che tu lo abbia ascoltato anche da altri e non visto per la prima

volta da me Lol

 

Per quanto riguarda lo studio questi sono i dati in mio possesso

 

Scuola media Inferiore                 F  56%    M 53%

Scuola Media superiore               F  27%    M  29%

Laurea                                          F  11,5% M 10,6%

 

Non mi sembrano dati così entusiasmanti che depongano a favore

dell'alto grado di istruzione della Casalinga di Voghera

 

Quello che è vero è che SE ci limitiamo alle tue coetanee e alle

donne più giovani i dati cambiano molto, cioè le donne GIOVANI

sotto i 35 anni hanno un +5% rispetto ai maschi nella laurea un +2%

nei diplomi superiori un -5% nel diploma medio inferiore

 

Dato che diverge a vantaggio delle donne in modo anche più sensibile

secondo le coordinate geografiche ( quindi se il tuo osservatorio è Padova

considera la Basilicata che ti citavo prima, da te il +5% magari è +10% )

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L'argomentazione di almadel é fuffa perché molte ragazze scelgono economia.

 

Son stato in varie ditte per dei colloqui dove mi hanno chiaramente detto che per lavori impiegatizi solo femmine.

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La rappresentazione mediatica dipende invece a mio avviso da vari fattori.

Il principale è che gli adolescenti maschi sono un target commerciale compatto e fedele:

se a dieci anni li fai appassionare con Star Wars gli venderai quel merchandising per sempre.

Le femmine non sono così: se hai venduto loro gli One Direction e Twilight a quindici anni

non puoi aspettare che comprino le stesse cazzate anche a vent'anni.

Quindi un "prodotto per maschi" ha sempre un valore commerciale più alto, il ché vuol dire "abbonda con le tette".

Semplifichi parecchio. Mai sentito parlare del bechdel test? Dei topoi mediatici della damigella in pericolo, della donna nel refrigeratore e così via... Non stavo parlando solamente della sempreterna sessualizzazione del personaggio femminile, ma di un contesto mediatico problematico sotto molti altri fronti.

(A parte il fatto che la tua giustificazione della sessualizzazione della donna mi sembra poco convincente. Da dove trai certe conclusioni? Semmai potremmo spiegare il fenomeno in termini di percezione del consumatore target da parte del distributore. Leggasi uomo bianco, etero, cisgender...)

 

Per quanto riguarda la questione del corpo poi mi riferivo anche alla morale sessuale, con il perenne doppio standard e tutte le sue implicazioni in materia di stupro, di abbigliamento ecc ecc...

 

Per il resto mi ritrovo d'accordo con viola.

 

Non so quale tornaconto morale tu ritenga di avere nel minimizzare le problematiche legate al maschilismo che le donne devono affrontare, dal momento che ti reputo una persona abbastanza intelligente da capire che un problema c'è, se si alza un po' lo sguardo dal proprio orticello.

Edited by wwspr
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@Viola77, vuoi credere che il Patriarcato tenga le donne lontane da Ingegneria Meccanica

e le costringa a laurearsi in Filologia Romanza per essere madri migliori?

Se riesci a dirlo senza scoppiare a ridere, liberissima di farlo.

A me cosa credi che importi? Se vuoi partecipo pure a una manifestazione

in favore delle povere fanciulle costrette dal padre-padrone  a lasciare Fisica per Psicologia...

Le donne come te mi sembrano i Siciliani che dicono che il problema di Palermo è il traffico.

 

@Hinzelmann, se citi dei dati in risposta a una mia argomentazione

cerca di citare dei dati che mi diano torto.

Sì, lo so anche io che ci sono più donne laureate che maschi.

Infatti ho detto che le donne si laureano in facoltà facili

perché i loro genitori non le obbligano a scegliere quelle difficili.

Dov'è che dovrei intravedere in tutto questo la storia della ragazza

che lascia gli studi per permettere al fratello di laurearsi?

Semmai vedo il contrario.

 

@faby91, non c'è solo Economia come eccezione.

Le donne eccellono anche in Giurisprudenza, Architettura e Medicina.

Tre facoltà davvero importanti dal punto di vista del reddito.

E non solo: sono anche le migliori in Biologia,

una branca scientifica importantissima (anche se non sempre ci fai i soldi).

 

Purtroppo per loro sono molto indietro nelle facoltà tecnologiche

come quelle informatiche o ingegneristiche che nel 2015 muovono molti capitali.

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@Viola77, vuoi credere che il Patriarcato tenga le donne lontane da Ingegneria Meccanica

e le costringa a laurearsi in Filologia Romanza per essere madri migliori?

Se riesci a dirlo senza scoppiare a ridere, liberissima di farlo.

A me cosa credi che importi? Se vuoi partecipo pure a una manifestazione

in favore delle povere fanciulle costrette dal padre-padrone  a lasciare Fisica per Psicologia...

Le donne come te mi sembrano i Siciliani che dicono che il problema di Palermo è il traffico.

 

A te non importa?

E' veramente impressionante come tu possa semplificare e banalizzare, creare teorie tutte tue e crederci pure.

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@Hinzelmann, se citi dei dati in risposta a una mia argomentazione cerca di citare dei dati che mi diano torto.

 

Io ho citato dei dati PUNTO

 

Poi se li vuoi discutere seriamente, sono qui...

non mi pare neanche che il mio intervento iniziale

sia in contrasto con questi dati avendo io scritto:

 

 

 

La donna ( al contrario dei gay ) ufficialmente sarebbe emancipata Però, certo, esiste accanto a questo anche un modello di educazione familiare tradizionalista, tanto è vero che -se ci fate caso- la chiesa cattolica tende a riservare tutta una serie di ambiti alla Famiglia

 

Ed in effetti i dati dimostrerebbero giovani donne istruite, con mamme e nonne

"ignoranti" legate a modelli tradizionali di educazione familiare

 

Quindi c'è stata una emancipazione MA è una prima generazione di giovani

donne che si trova ad uno "snodo storico" per la prima volta ( credo ) nella

Storia d'Italia

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Ah! Solo adesso mi ricordo di questa testimonianza, a sostegno del fronte anti-Almadel ([emoji14]), che aggiungo:

Al liceo, la mia professoressa di matematica (relativamente giovane) ci raccontò di come avrebbe potuto diventare ricercatrice in ambito internazionale, ma decise di darsi all'insegnamento (di ordine inferiore, tra l'altro, per avere più tempo libero) perché desiderava avere figli. Il marito, anche lui matematico, nel frattempo è docente universitario.

A me sembra abbastanza evidente che una società in cui una donna debba sentirsi in obbligo di rinunciare alla propria realizzazione professionale perché tutti danno per scontato che sia lei a dover accudire i figli, non è una società equa. E poi questo è un lampante esempio di come non tutte le donne abbiano come massima aspirazione quella di vivere da mantenute mentre Aristotele massaggia loro il cervello.

Edited by wwspr
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