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BrooksBrothers

ALL'ORIGINE DI UN MITO SENZA TEMPO: IL PROFUMO (PARTE I)

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BrooksBrothers

Recentemente si è parecchio discusso circa l'importanza che riveste il profumo nel nostro quotidiano; per alcuni una vera e propria alchimia in grado di evocare sensazioni e sentori senza pari, per altri un mero diletto cortese. Ma da dove proviene questo misterioso liquido inebriante?

L'origine del profumo è indubbiamente antichissimo: testimonianze affermano che persino gli assiro-babilonesi nella rigogliosa Mesopotamia facessero uso di elementi profumati impiegati in cerimonie e riti religiosi propiziatori. Tuttavia, si dovrà attendere ancora il regno dei Ramses perché fosse messo in atto un processo simile all'odierna distillazione, in grado di macerare non più gli ingredienti all'aria aperta, ma bensì in recipienti ermetici a diverse temperature. Seppur sempre relegato alla sfera sacrale, il profumo divenne ben presto strumento di prestigio di influenti medici di alto rango, per cure omeopatiche destinate al faraone ed i suoi famigliari. Per gli egizi, l'incenso sembrava essere dotato di particolari benefici terapeutici.

In età classica sorsero vere e proprie botteghe di speziali, che si dilettavano a creare nuove combinazioni olfattive per eventi e ricorrenze: cerimonie reliziose, investiture, banchetti, simposi, eterie, ... Persino i templi dedicati agli dèi erano intrisi di essenze profumate che venivano bruciate a fiamma debole su enormi bracieri in rame, come omaggio alla divinità. Sarà Alessandro il Grande ed ancor prima il padre Filippo ad introdurre dall'Oriente nuovi sentori e note olfattive, come la mirra e l'ambra.

E poi il profumo giunse nella penisola italiana, sbarcato in Magna Grecia (probabilmente nell'antica trinacria) ed infine a Roma, la meravigliosa e ridondante capitale dell'Impero. In questa fase l'essere profumati e lasciare la cosiddetta scia all'incedere veniva considerato come un gesto sfrontato e volgare (differentemente in Grecia, ove la stessa poetessa Saffo lodava una sua discepola per il meraviglioso olezzo che nell'aria pareva vibrare e prendere vita); il profumo diviene così oggetto di seduzione e peccato, collocato in casini e domus di matrone libidinose e senza pudore. Ma, del resto, è semplice ricondurre le fragranze che erano in voga all'epoca a questa sfera sessuale e di trasgressione: amatissime erano l'estratto di peperoncino e cannabis. Per molto tempo illegali e messe al bando, alcune note olfattive (come ad esempio il gelsomino orientale di derivazione persiana) furono legalizzate proprio dell'imperatore Nerone, che le volle adottare come lusus galante nella sua strabiliante domus aurea, ed accogliere e stupire i propri commensali seduti a banchetto, allettati da petali di rose e musiche soavi di liuti e flauti, cembali ed arpe.

Edited by BrooksBrothers

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EddyE

Grande! Un pozzo di conoscenza... E scrivi veramente bene, complimenti! Magari visto che il natale si avvicina, perché non stili una lista di profumi da regalare? Sarebbe carino

Bello bello bello continua così!!

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IlSuonatoreJones

Sappi che l'espressione "ma bensì" è errata nella nostra lingua.

Comunque io adoro "Profumo" di Gianna Nannini, lalalà.

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