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scusate se irrompo con questa domanda, ma non ho trovato nulla di esaustivo....

quando una coppia di gay non dichiarata inizia a convivere, come fa a gestire questo "segreto" senza che la gente lo scopra?

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secondo me di solito le coppie non dichiarate non convivono e ci sono poche coppie non dichiarate alla fine perché il vivere nascosto uccide la coppia.

 

le altre dicono che vivono assieme a un amico per risparmiare un po' di soldi per l'affitto o balle del genere suppongo.

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quindi per convivere bisogna per forza uscire allo scoperto?

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La risposta è ni. Potresti dire che stai con un amico/a per dividere le spese, ma dopo i primi tempi la gente fa 2+2 anche se tu continui a propinargli la scusa delle spese.

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La risposta è ni. Potresti dire che stai con un amico/a per dividere le spese, ma dopo i primi tempi la gente fa 2+2 anche se tu continui a propinargli la scusa delle spese.

mi sembra sensato, però sostenere che lo si fa per le spese durerebbe solo per i giovani, credo....

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Bhe a 30\40 anni non so quanto possa valere più quella scusa (poi beh esistono le eccezioni eh..).. Però per via di studi, lavoro precario etc etc è un'ottima scusa.

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Coi tempi che girano usar la scusa del dividere le spese basta e avanza.

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una coppia che convive è anche una coppia che può permettersi di vivere fuori casa, si tratta di adulti o studenti universitari, insomma tendenzialmente persone che smettono di nascondersi proprio in quel periodo della vita anche perché le amicizie e le frequentazioni si sono già in parte "autoselezionate" e gli elementi peggiori sono stati scartati da tempo, sostituiti da persone friendly.

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che la gente si faccia gli affari suoi.

Hinzelmann
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quando una coppia di gay non dichiarata inizia a convivere, come fa a gestire questo "segreto" senza che la gente lo scopra?

 

La "gente" è una espressione generica...se io taglio i ponti coi i miei e tutti

i conoscenti che stanno al paesello, al prezzo di un isolamento totale rispetto

alla comunità di origine, posso in teoria ricominciare da zero con alcuni e

mantenere distanze e riserbo con altri ( che capiranno da sè ma sono anche dei

vicini o degli estranei ) in una grande città

 

 

 


che la gente si faccia gli affari suoi.

 

E' un po' questo concetto...e tanti gay in passato han fatto così.

 

Certo, proteggersi nell'anonimato con una piccola rete di amici-confidenti

non è un qualcosa che non si paghi a livello caratteriale e di qualità della

vita, ma anni fa....diciamo che veniva "spontaneo" ( in realtà ci si adattava

ad un contesto che ti obbligava a tenere un "basso profilo" )

 

Altrimenti, se hai una vita intensa, legami sociali forti e quindi inevitabilmente

una vera  e propria doppia identità...sei costretto a NON convivere

 

Sono due alternative ognuna delle quali comporta grandi sacrifici

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